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Franco Alfano
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Visse per qualche tempo a Berlino (1896); dopo aver svolto per un certo tempo attività pianistica, si fece conoscere come compositore a Parigi, ove risiedette dal 1900. Nel 1904 il successo riportato dall'opera "Resurrezione" fece apparire Alfano quale rappresentante del verismo, ma negli anni successivi gli orizzonti estetici si schiusero alle nuove esperienze e il compositore napoletano fu accomunato, seppur con alcune riserve, agli altri esponenti della generazione dell'80. A lui, nel 1925, fu affidato il compito di terminare, sugli appunti lasciati da Puccini, l'incompiuta "Turandot". Fu nominato direttore del conservatorio di Bologna, e del "G. Verdi" di Torino (1923-39), sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo (1940-1942), della sezione opera dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma (1942-47) e del conservatorio "Rossini" di Pesaro (1947-50).
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| Nella sua veste di compositore tentò, alla maniera di Respighi, di portare in Italia un rinnovamento nel campo della musica strumentale e sinfonica attraverso alcune opere in cui è però percepibile l'influenza di R. Strauss e Debussy. Compose 2 sinfonie e altra musica orchestrale, 3 quartetti per archi, varia musica da camera, 4 balletti e una serie di liriche su testi di Tagore; ottenne i maggiori successi in campo teatrale, partendo da posizioni enfaticamente veriste ("Resurrezione", 1904) e giungendo con "La Leggenda di Sakuntala" (1921) e le opere seguenti a un linguaggio più meditato e complesso.
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| The most important works of F. Alfano
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