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Anton Arenskij

(1861 - 1906)

[ La Vita | Musica da camera | Le opere teatrali

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La vita di Anton Arenskij


Incoraggiato dai genitori musicisti, studiò dapprima in privato quindi, nel '79, entrò al Conservatorio di San Pietroburgo dove fu allievo anche di Rimskij-Korsakov.

Subito dopo il diploma, nell'82 fu nominato insegnante di armonia e contrappunto presso il Conservatorio di Mosca.

In quella città, dove rimase diversi anni, diresse i concerti della Società Corale Russa. Nel 1894 sostituì Balakirev alla direzione della Cappella imperiale di San Pietroburgo, dove rimase fino al 1901.

MIDI FILE - "Fairy Tale", for violin and piano (2'03'')

Fu maestro di Skrjabin e Rachmaninov.

Compose 3 Opere, un balletto, 2 Sinfonie, 2 Concerti (uno per violino e uno per pianoforte), cantate, liriche, più di mille composizioni pianistiche.

Il catalogo di musica da camera comprende 2 Quartetti per archi, un Quintetto con pianoforte, 2 Trii con pianoforte, pezzi per violino e pianoforte, per violoncello e pianoforte.

La musica da camera di Anton Arenskij


Trio n. 1 in re minore op. 32 per violino, violoncello, pianoforte

Questo lavoro, ignorato dalla pratica concertistica, dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, come tra la produzione dei cosiddetti "minori" si possano spesso trovare, al di là di ogni valutazione storica, composizioni di buona qualità e di potenziale successo.

Arenskij, come sappiamo, non occupa un posto di rilievo nell'evoluzione della musica russa, anzi, è stato tacciato di genericità stilistica. Eppure, in questo Paese dove la cultura musicale ebbe un'evoluzione rapidissima e anche contraddittoria, parallela alle turbinose vicende dell'acquisizione della coscienza sociale, una presenza non ben codificabile non è senza significato.

Una figura come quella di Arenskij esprime effettivamente proprio la compresenza di correnti e di idee, come fase cruciale, epocale, di crescita. Diremmo, di più, che essa arricchisce le posizioni correntemente note come "nazionalismo" e "occidentalismo" di una sorta di intermediazione che la storia, per comodità o per fretta, ha eliminato.

Praticamente, toglie ai suddetti movimenti quel carattere di assolutezza che furono proprio gli stessi maggiori protagonisti a mettere per primi in discussione. Il Trio in re minore (1894) dove troviamo l'eleganza salottiera di Mendelssohn insieme con l'inquieto patetismo di Ciajkovskij e con qualche tratto, raro, di provenienza popolare, consta di 4 movimenti.

Il primo è un "Allegro moderato", ricco di idee melodiche appassionate, languide, venate di mestizia, mentre lo "Scherzo: Allegro molto" coltiva con improvviso e quasi eccessivo contrasto un valzer che per il suo carattere ironico potrebbe appartenere a Saint-Saens.

l terzo movimento "Elegia: Adagio" riprende, per cosi dire, il filo interrotto: è una pagina dal tema penetrante, d'un'intimità pensosa e sentimentale, con un'impronta espressiva che ritroviamo sviluppata con grande convinzione dal più noto allievo di Arenskij, Rachmaninov. Il "Finale: Allegro non troppo" ha un aspetto più rapsodico. La citazione di 2 temi estratti dai temi precedenti ha un senso riepilogante.

(durata 32 minuti)

Le Opere di Anton Arenskij


Arenskij's Operas

- Karadar Bertoldi Ensemble - Studio Informatico Anesin -