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Franz Berwald

(1796 - 1868)

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La vita di Franz Berwald


Di origine tedesca, dopo gli studi di violino sotto la guida del padre intraprese attività concertistica.

Fu violinista nella Cappella di corte, quindi nel 1829 si trasferì a Berlino, dove rimase fino al 1841.

Successivamente fu a Vienna e, dal 1842, ancora a Stoccolma.

Dopo vari altri trasferimenti fu nominato nel 1867 insegnante di composizione al Conservatorio della sua città natale.

Eletto membro onorario del Mozarteum di Salisburgo e membro dell'Accademia musicale svedese, fu apprezzato da Liszt ma ebbe ugualmente una carriera musicale difficile, costellata di insuccessi che lo convinsero a intraprendere anche altre attività decisamente inconsuete per un musicista: si occupò di un istituto di ginnastica ortopedica e dal 1850 al 1858 fu dirigente di una vetreria.

Compose varie Opere, 5 Sinfonie, 2 Concerti (uno per violino e uno per pianoforte), pezzi per pianoforte. Il suo catalogo di musica da camera comprende 4 Quartetti per archi, 2 Quintetti con pianoforte, un quartetto per pianoforte e fiati, 4 Trii per violino, violoncello, pianoforte, un Settimino e altre pagine per violino e pianoforte e per violoncello e pianoforte.

La musica da camera di Franz Berwald


Quintetto in do minore per pianoforte e archi

Non associabile a nessuna delle grandi figure che caratterizzarono la prima metà dell'800, Berwald, compositore svedese misconosciuto, fu musicista di notevole originalità, bizzarro, insofferente nei confronti dell'invadente romanticismo tedesco. E' vero che non ebbe una formazione regolare e che il suo impegno di musicista non fu continuo ed esclusivo.

Ma ciò non autorizza un giudizio affrettato o una sua collocazione marginale nel panorama del tempo, giacché la sua musica è curiosa e tutt'altro che incoerente.
Il Quintetto in do minore, per esempio, scritto nel 1853 e pubblicato 3 anni più tardi, si avvicina più allo spirito francese che a quello tedesco o italiano, per il taglio formale, per la scrittura, che punta alla massima trasparenza e alla fantasia nelle concatenazioni armoniche, per le risorse timbriche, che vengono portate in primo piano.

Anche il pianoforte perde il suo tradizionale ruolo portante, mentre lo vediamo dialogare e intersecare continuamente le sue linee con quelle degli archi.
Insomma, emerge un antiromanticismo davvero moderno, fondato su un codice espressivo nuovo, aperto alla visionarietà, dove l'emotività si presenta filtrata, decantata.

In questo Quintetto, esemplare per conoscere il Berwald maturo, i tempi sono tre: "Allegro molto", con una ricercata struttura che pone uno "Scherzo: Poco allegretto" prima della ripresa; vi sono collegati un "Adagio quasi Andante" e un "Allegro assai e con spirito", che cita brevemente, prima di concludersi, un frammento dello "Scherzo".

(durata 24 minuti)

- Karadar Bertoldi Ensemble - Studio Informatico Anesin -