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Aleksandr Borodin
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Figlio naturale di un principe georgiano, ricevette un'educazione raffinata e completa. Nel 1850 entrò nell'Accademia di medicina. Qui fu dapprima nominato assistente e poi, nel '64, insegnante titolare. - MIDI FILE - from String Quartet No.2:1th Mov. (8'40'') Dal '62 membro del "Gruppo dei Cinque", provvisto di una formazione musicale non regolare, fu influenzato dalla conoscenza di Mussorgskij ed ebbe un ruolo considerevole del rinnovamento della musica russa. - MIDI FILE - "In the Steppes of Central Asia" (6'14'') Ammirato in patria e all'estero (anche da Liszt), divenuto presidente della Società degli "Amici della musica" di San Pietroburgo, molto stimato come scienziato, morì improvvisamente durante una festa in casa propria. - MIDI FILE - from "Prince Igor": Dance (2'10'') Compose Opere, 3 Sinfonie (di cui una incompiuta), pagine per pianoforte, per canto e pianoforte. Il catalogo di musica da camera comprende 2 Quartetti per archi, lo Scherzo russo e la Serenata alla spagnola per quartetto d'archi, un Quintetto per pianoforte e archi, un Sestetto per archi, un Trio per violino, violoncello, pianoforte, alcuni Trii per archi, un Quartetto per flauto, oboe, viola, violoncello, un Quintetto per archi incompleto. |
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Quartetto n. 1 in la maggiore per archi Documento importante del processo di maturazione che investì nel
secondo '800 la cultura musicale russa, questa prima partitura quartettistica di Borodin
è meno nota di quella seguente, ma non meno riuscita. Risalta in questo lavoro, che mantiene una sua indipendenza di
obiettivi rispetto a certe semplicistiche tesi propugnate dalla scuola dei
"Cinque", la notevole abilità nella tecnica compositiva e la riflessività che
trapela dalle idee musicali, spogliate di ogni accento puramente coloristico. In questo senso Borodin appare ben più avanzato, per esempio, del Glinka del Sestetto con pianoforte, dimostrando con molta chiarezza
che i quarant'anni che separano le due opere non sono trascorsi invano. Il pensiero di Borodin si rivela pienamente nel Quartetto in la maggiore, costituito da 4 movimenti: un "Allegro" dal tono serenamente romantico, introdotto da una sezione in tempo "Moderato" che fornisce elementi per lo sviluppo, a cui segue un "Andante con moto" d'assorta espressività, che centralmente presenta un episodio fugato. Quindi, con un contrasto piuttosto netto, lo "Scherzo: Prestissimo" di spumeggiante vitalità. Notevole l'atmosfera del Trio, dove i suoni armonici formano ridenti cantilene. Un "Andante" di raccoglimento quasi religioso introduce il conclusivo "Allegro risoluto" in "forma sonata", attraversato da numerosi episodi contrappuntistici, d'impronta complessivamente energica, affermativa. La prima esecuzione fu tenuta il 30 dicembre 1880 a San Pietroburgo, per conto della "Società imperiale di musica russa". (durata 37 minuti) Quartetto n. 2 in re
maggiore per archi La parabola artistica dei "Cinque" Russi è chiaramente
collegata al suo sfondo epocale. E' un episodio in cui la musica si rivela specchio fedele
della situazione storica. Questo Quartetto di Borodin, dopo quello in la maggiore, è uno dei
documenti più interessanti del pensiero russo del secondo '800. Si avvicina alla
tradizione occidentale ma senza subirla, con un linguaggio libero da pretese
intellettualistiche. L'elaborazione è poco approfondita sotto l'aspetto
contrappuntistico, privilegiando invece una scrittura "orizzontale" con melodie
accompagnate, ripetizioni, alternanza di tessiture e di timbri. Nell'ordine, i movimenti di questa affascinante composizione sono un "Allegro moderato" d'impronta cantabile; uno "Scherzo: Allegro", vicino a Mendelssohn e a Brahms; quindi un "Notturno: Andante", pagina celebre e suggestiva, per la quale si è avanzata l'ipotesi d'una allusione autobiografica (l'amore con Caterina Protopopova, sposata nel '59), ed un "Finale: Andante - Vivace" dallo sviluppo rapsodico. (durata 26 minuti) Quintetto in do minore per pianoforte e archi Fra le poche opere scritte da Borodin prima dei 30 anni va
registrato anche questo Quintetto con pianoforte, che per la scelta dell'organico rimanda
alle consuetudini occidentali. Più interessanti i seguenti, lo "Scherzo: Allegro non troppo", slanciatamente slavo, e il rapsodico "Finale: Allegro moderato", che tenta mete più ambiziose. Attraversato da linee melodiche apparentate tra loro, il Quintetto,
lavoro storicamente importante anche se decisamente inferiore ai 2 Quartetti per archi, fu
composto nel 1862. (durata 21 minuti)
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