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Johannes Brahms
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Danze ungheresi, per pianoforte a 4 mani
Le Danze ungheresi sono curiosamente legate ad una polemica su un
caso di "spionaggio artistico" che all'epoca fece scalpore. Il movente lo diede
lo stesso Brahms, "limitandosi" a fornire nuova veste a materiali popolari di
dominio comune. Nel litigio intervenne Joseph Joachim, che scrisse: "Le inimicizie provocate dalle Danze ungheresi sono addirittura
infantili e ridicole. Prima di tutto Brahms ha scritto chiaramente, accanto al titolo,
"messe in musica", e poi erano note a tutti, erano quindi patrimonio comune. Le Danze ungheresi, ulteriore esempio di un interesse che già aveva
avuto precedenti in Schubert e Weber
oltre che nel contemporaneo Liszt (tutti incuriositi dal
repertorio popolare o meglio tzigano ungherese), ottennero un successo eccezionale. Nel 1869 (le prime 10 suddivise in 2 quaderni) e nel 1880 (in altri 2 quaderni contenenti rispettivamente 6 e 5 danze). Si presentano in una scrittura sostanzialmente brillante, alternando, con un gioco di contrasti accattivante, sezioni vivaci a altre più tranquille, sulla traccia di invenzioni melodiche dalla personalità inconfondibile, che restituiscono il folclore in termini nobilitanti, pur senza snaturarlo. 3 di esse furono trascritte per orchestra nel 1874, mentre una versione dei primi 10 numeri, versione per pianoforte a 2 mani, fu approntata nel corso del 1872 e pubblicata dall'editore Simrock di Berlino, nello stesso anno. (durata 55 minuti) Liebeslieder Valzer op. 52/a
per pianoforte a 4 mani Queste 2 serie di brevi e affascinanti composizioni
rappresentano l'adattamento per pianoforte a 4 mani di lavori nati per quartetto vocale e
pianoforte a 4 mani. Questi lavori, che con ogni probabilità servirono a Brahms per colmare un'esigenza di mercato, sono tuttavia di ascolto godibilissimo, unendo la brillantezza o la soavità della danza, tratteggiata con gusto raffinatissimo, con l'affettuosità e il calore dell'espressione. I "Liebeslieder" ("Canti d'amore"), le cui 2
serie raccolgono rispettivamente 18 e 15 numeri, furono pubblicati in questa veste
dall'editore Simrock di Berlino nel 1869 e nel 1877. (durata: 20 minuti op. 52/a, e 17 minuti op. 65/a) Valzer (16) op. 39 per pianoforte a 4 mani Questi "16 piccoli valzer innocenti in forma schubertiana" - così li defini lo stesso Brahms - scritti nel 1865 costituiscono la seconda opera per pianoforte a 4 mani del maestro amburghese. Sono lavori di limitatissime dimensioni, strutturalmente molto
simili l'uno all'altro, eppure incantevoli nella loro semplicità salottiera. Sono Valzer
di tenera luminosità, che si adattano facilmente al consumo familiare e alla piccola sala
da concerto. E' una deliziosa raccolta che va suonata e ascoltata nel suo
insieme. Fu dedicata dall'autore al celebre critico musicale Eduard Hanslick. (durata 17 minuti) Variazioni in mi bemolle maggiore su un tema di Schumann op. 23 per pianoforte a 4 mani Queste Variazioni poco note e poco eseguite risalgono, come si desume dal numero d'opera, allo stesso periodo delle celebri Variazioni su un tema di Haendel op. 24, per pianoforte solo. Ispirata dal solenne riserbo del tema di Schumann, l'intenzione commemorativa di Brahms nei confronti del venerato maestro si esprime con la soluzione del 4 mani in questa pagina, datata 1861, di notevole e raccolta bellezza. Consta di 10 variazioni di mutevole carattere, dove la razionale e
profonda elaborazione porta ad una vera e propria indipendenza di linguaggio. (durata 17 minuti) Sonata in fa minore op. 34b per 2 pianoforti La lettera "b" accanto al numero d'opera indurrebbe a credere che questa Sonata costituisca una soluzione successiva al Quintetto con pianoforte op. 34. La posizione di rincalzo nel catalogo si spiega invece con l'anno di
pubblicazione, il 1872. Questa stesura, dalle sonorità massicce, sfrutta anche le possibilità esibizionistiche dello strumento, evidenziando le doti tecniche degli esecutori e l'esigenza del loro sincronismo, valutabile come dote di bravura. La Sonata in fa minore, presentata a Vienna nell'aprile del 1864 da Brahms e Tausig e successivamente eseguita anche da Clara Schumann, in duo ora con Herrnann Levi, ora con Brahms stesso, fu dedicata alla principessa Anna d'Assia, la quale ricambiò la gentilezza donando a Brahms il manoscritto della Sinfonia K. 550 di Mozart. (durata 44 minuti) Diversamente da altre opere trascritte a fini divulgativi o
commerciali, la versione per 2 pianoforti di queste Variazioni non è da intendersi come
riduttiva rispetto a quella, notissima, per orchestra. Là si riscontra un dato espressivo approfondito dalla tavolozza timbrica, una ricerca di scrittura sinfonica, qui è più evidente l'aspetto intellettuale, la nuda tecnica variazionistica che si scompone tra le 2 tastiere con limpida essenzialità. Il tema attribuito ad Haydn, estratto da un "Divertimento"
per fiati del 1784, è noto come "Corale di S. Antonio" e rivela un'origine
celebrativa. Comunque sia, Brahms, tra il 1870, anno in cui conobbe e annotò il
tema, ed il 1873, ne indagò le potenzialità costruttive, giungendo all'elaborazione di 8
Variazioni più un "Finale in forma di passacaglia". Stese forse contemporaneamente nelle 2 versioni, le Variazioni furono date in prima esecuzione nel novembre 1873 (per orchestra) e nel marzo 1874 (per 2 pianoforti). (durata 17 minuti) |