Johannes Brahms
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Sonata in sol maggiore n. 1 op. 78 per violino e pianoforte La composizione della Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte, la prima delle 3 pervenuteci (altre prove precedenti andarono distrutte o perdute, ad esempio quelle che Schumann citò nel suo celebre articolo del 1853 "Vie nuove", additandone l'autore come "un eletto") risale all'estate del 1878, durante un soggiorno distensivo sulle rive del lago austriaco di Poertschach, amato da Brahms. Si tratta di un lavoro splendidamente proporzionato che si guadagnò il curioso titolo di "Regen-Sonate" ("Sonata della pioggia"), per la presenza del tema del "Regenlied", pagina per canto e pianoforte composta qualche anno prima su testo di Klaus Groth. Questo tema fornisce gli elementi ritmici e melodici a tutti e 3 i
movimenti della Sonata, con citazioni ora palesi, ora nascoste, che si distendono con
estrema naturalezza tra le maglie del suadente dialogo strumentale. I tempi sono: "Vivace ma non troppo", "Adagio" e
"Allegro molto moderato". (durata 30 minuti) Sonata in la maggiore n. 2 op. 100 per violino e pianoforte Anche questa seconda Sonata si fa notare per la serenità e
la contabilità dei suoi temi. Si compone di 3 brevi movimenti (è la Sonata più concisa del gruppo) di bella chiarezza formale, che valorizzano l'elegante semplicità dei motivi fondamentali: un "Allegro amabile", dove si presenta un tema di derivazione liederistica ("Wie Melodien zieht es mir", op. 105); un "Andante tranquillo", che apre originali parentesi in tempo "Vivace". Infine un "Allegretto grazioso", dove la distesa idea
iniziale, esposta dal violino, si svolge con ricchezza di chiaroscuri, fino all'epilogo
generosamente lirico. (durata 20 minuti) Sonata in re minore n. 3 op. 108 per violino e pianoforte La Sonata in re minore, l'ultima scritta da Brahms tra il 1886 e il 1888, si è guadagnata, più delle altre 2 precedenti, i favori del pubblico e degli interpreti. Per quanto le generalizzazioni siano sempre imprecise e
l'affermazione possa essere contestata, è indubbio che questa partitura, impregnata di un
caldo pathos e densa di un materiale musicale che porta i due strumenti a far risaltare al
massimo la loro natura timbrica e tecnica, abbia quasi sempre ottenuto grandi consensi. Qui il felice connubio fra tradizione formale e urgente desiderio di
confessione interiore trova percorsi soleggiati, dal potere di conquista immediato,
diretto. (durata 24 minuti) Sonata F.A.E. ("Tempo di Sonata") per violino e pianoforte Si tratta dell'unica pagina giovanile brahmsiana per violino
e pianoforte che si conosca. Dietrich firmò l'ampio Allegro iniziale, Schumann il fugace
Intermezzo e il Finale, Brahms lo Scherzo. Lo Scherzo ("Allegro") dall'esuberante impeto ritmico,
comprende la consueta sezione di Trio in tempo "Più Moderato" (il cui tema
compare nella coda conclusiva del movimento). (durata 6 minuti) Sonata in mi minore op. 38 per violoncello e pianoforte Escludendo il Tempo di Sonata per violino e pianoforte scritto nel 1853 per il lavoro collettivo con Schumann e Dietrich in onore dell'amico Joseph Joachim, quest'op. 38 costituisce la prima partitura brahmsiana pienamente compiuta per duo strumentale non omogeneo. E' un lavoro lungamente meditato, che risale al 1865 e ha avuto, come sappiamo, un fortunato inserimento nel repertorio dei violoncellisti, benché la scrittura non sia sempre appagante per l'arco, che viene spesso oscurato dalla ricca parte pianistica. Ma forse anche qui sta il fascino della Sonata, che vive di temi
plastici e fervidi e di una trama formale chiara, priva di lungaggini, stampandosi
immediatamente nella memoria. L'ultimo tempo, un vigoroso ed elaborato "Allegro", esibisce una ricca tecnica contrappuntistica di memoria barocca, dove la Fuga stabilisce la complicità con la forma-sonata. Questo tentativo di far ardere l'invenzione musicale con
"combustibile" rigoroso, razionale, era già stato visto in Beethoven, nella seconda Sonata op. 102 per violoncello e
pianoforte. Il passato non viene rinnegato, anzi, Brahms giunge perfino a citare
l'"Arte della fuga" di Bach. (durata 20 minuti) Sonata in fa maggiore op. 99 per violoncello e pianoforte Dopo più di 20 anni dalla precedente Sonata per violoncello
e pianoforte, durante una vacanza al lago di Thun nell'estate del 1886 nacque questa
seconda Sonata in 4 movimenti, d'atmosfera corrusca. In particolare il primo movimento, "Allegro vivace", è di notevole impatto per il piglio drammatico, passionale, gli audaci slanci dei 2 strumenti e la campata sinfonica dello svolgimento. Lo contrasta il seguente "Adagio affettuoso", pervaso da un lirismo vibrante e crepuscolare, lievemente sofferto, la cui commossa contabilità viene cancellata dall'irrompere del successivo "Allegro passionato" in forma di scherzo, rischiarato appena dai teneri abbandoni del Trio. Conclude serenamente l'opera l'"Allegro molto", che segue
il modello formale del rondò. La prima esecuzione si tenne nel novembre del 1886 al Musikverein di Vienna, per mano di Robert Hausmann, membro del celebre quartetto d'archi di Joseph Joachim, e dello stesso Brahms. (durata 28 minuti) Sonata in fa minore op. 120 n. 1 per clarinetto e pianoforte Con le sue Sonate per clarinetto e pianoforte (risalenti al
1894, anche in versione per viola e pianoforte) si conclude l'esperienza cameristica di
Brahms, 40 anni dopo l'op. 8. Più della Sonata in mi bemolle, questa in fa minore è disposta ancora ad offrire la bellezza dei temi e la rimembranza di energie giovanili come segno di affettuoso commiato, e il delicato equilibrio è realizzato con una sensibilità ed una lucidità d'analisi straordinarie. 4 i tempi: un movimentato "Allegro appassionato", un
"Andante un poco adagio" dalla scrittura rarefatta, quasi onirica, poi un
"Allegretto grazioso" di freschezza neoclassica, dal motivo gentile, infine un
"Vivace", dagli accenti più brillanti. (durata 22 minuti) Sonata in mi bemolle maggiore op. 120 n. 2 per clarinetto e pianoforte Anche la Sonata in mi bemolle maggiore, come la precedente,
fu scritta per il clarinettista Muehlfeld. Alla riflessività che ha sempre dominato il pensiero musicale di Brahms si aggiunge, in questa fase conclusiva della sua vita (le 2 Sonate sono del 1894) una saggezza lungimirante che si esprime come solitudine e come distacco. E il presagio si configura con un quadro di paesaggi deserti, dal
tratto castigato e dalle tinte calde, autunnali. Il tutto sotto il segno di una vigile
intelligenza, che anima intimamente la scrittura. I tempi sono "Allegro amabile", una pagina pacata, scossa
a tratti dalle irruenze della tastiera, quindi "Allegro appassionato" che funge
da Scherzo con tanto di "Trio Sostenuto" in tono ieratico. (durata 22 minuti) |