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Ferruccio Busoni (1866 - 1924) [ La Vita | L'opera cameristica | Opere principali | Opere teatrali | Photo Gallery | Home Page] |
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Figlio di un clarinettista e di una pianista di origine tedesca, iniziò gli studi musicali con i genitori e a 9 anni fu già in grado di intraprendere l'attività concertistica. Trasferitosi a Graz e poi a Lipsia (1886), nell'88 già famoso, accettò una cattedra di pianoforte all'Istituto musicale di Helsinki. Dal '90 fu a
Mosca come insegnante al Conservatorio e dal '91 al '94 a Boston e New York. Dopo aver accettato e subito abbandonato, tra il 1913 e il 1914, un
incarico di direttore al Liceo musicale di Bologna, nel '15 si trasferì a Zurigo, dove
nel '19 ottenne una laurea "honoris causa" in filosofia. Compose 4 Opere (l'ultima incompiuta), lavori per orchestra e
strumento solista e orchestra, pagine pianistiche, liederistiche, organistiche, corali. |
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Sonata in mi minore n. 2 op. 36/a per violino e pianoforte Risalente al 1898, e pubblicata nel 1901 a Lipsia da "Breitkopf
& Haertel", la Seconda Sonata per violino e pianoforte è l'opera cameristica
ottocentesca più importante di Busoni. Non è certo eccessivo definire questa Sonata un compendio della
giovinezza e della maturità busoniana, per l'evidenza delle reminiscenze di Brahms e Liszt della frangia nordica e
transalpina di Franck nonché per l'influenza bachiana che
conferisce al tutto un'elevazione morale, e per la spinta propulsiva di ricerca tra
linguaggio, architettura e misticismo. Infine, introdotto da un ampio episodio di raccordo ("Andante più tosto grave") la serie di variazioni sul Corale di Bach "Wie wohl ist mir, o Freund der Seele", attraverso cui l'invenzione busoniana, tecnicamente magistrale, esprime tutta la sua modernità profetica. (durata 32 minuti) Finnlaendische Volksweisen op. 27 per pianoforte a 4 mani Questi Canti popolari finlandesi, che rimangono l'unica opera
busoniana per pianoforte a 4 mani, risalgono al 1888, ossia alla giovinezza dell'autore. Busoni è ancora, per molti versi, un enigma inafferrabile, ma oggi
sembra più facile chiarire la portata storica della sua opera e renderne più costante la
presenza nel repertorio. In particolare, l'op. 27 è vicina alla cultura contemporanea: il
primo pezzo è toccato da spettrali folate alla Mahler, il
secondo richiama Brahms. (durata 11 minuti) Quartetto in re minore n. 2 op. 26 per archi Nato in un"'epoca terribile", come la definì lo
stesso Busoni, il Secondo Quartetto risale al biennio 1886-1887. Gli sviluppi sono frammentari, inquieti, dominati da asimmetrie
ritmiche e da una armonia progressista, tesa alla disarticolazione dei nessi tonali. Eseguito per la prima volta a Lipsia nel gennaio del 1888 dal quartetto di Henri Wilbelm Petri, primo violino del Gewandhaus cui la partitura venne dedicata, l'op. 26 fu pubblicata nell'89 da "Breitkopf & Haertel". (durata 26 minuti) |
| The most important works of F. Busoni |