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Fryderyk Chopin
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Compositore e pianista precocissimo, figlio di un francese e di una governante polacca, ebbe le sue prime pagine pubblicate nel 1817. L'anno successivo esordì in pubblico come strumentista. - MIDI FILE - Polonaise "Heroic" op.53, for piano (6'25'')
Dopo uno sfortunato rapporto sentimentale con Maria Wodzilíska, alla fine del'37 conobbe Aurore Dupin (George Sand), con la quale intrecciò una relazione durata fino al 1847. - MIDI FILE - Nocturnes (complete) - MIDI FILE - Valtzer op.64 n.2, for piano (3'26'') Compose 2 Concerti e altri lavori per pianoforte e orchestra,
inoltre musica pianistica e vocale. - MIDI FILE - Ballade no.1 (8'43'') - MIDI FILE - Ballade no.2 (6'34'') - MIDI FILE - Ballade no. 3 (6'42'') - MIDI FILE - Ballade no. 4 (9'25'')
Il catalogo di musica da camera comprende un Trio con pianoforte, una Sonata, l'Introduzione e Polacca brillante e il Gran Duo per violoncello e pianoforte, più un ciclo di variazioni - dubbie - per flauto e pianoforte.
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Sonata in sol minore op. 65 per violoncello e pianoforte Ultima composizione pubblicata da Chopin, nel 1847, la Sonata op. 65 è il suo più importante lavoro cameristico e ne segnala la vena di romantico visionario, coraggiosamente isolato. La Sonata impegnò molto il maestro polacco sia sul piano
intellettuale che su quello della traduzione formale e strumentale delle idee, tanto che
ebbe bisogno di un arco di 2 anni per concluderla ('45-'46), con molti esperimenti e
ripensamenti, riprese ed abbandoni. Di segno meno sperimentale invece lo "Scherzo: Allegro con
brio", che nel Trio esibisce una melodia appassionata e il "Largo",
dall'atmosfera incantata e notturna. (durata 30 minuti) Gran Duo Concertante (su temi da "Robert le Diable" di Meyerbeer) per violoncello e pianoforte Composto con la collaborazione del violoncellista Auguste Franchomme, a cui in seguito Chopin dedicò la Sonata op. 65, questo Gran Duo risale al 1832 e rientra in un genere di lavori a quel tempo assai in voga, destinati a compiacere il pubblico e gli strumentisti. La scrittura mescola abilmente lo spirito del gioco salottiero con le brillantezze decorative, ma conserva una piacevole eleganza, che è uno dei suoi tratti maggiormente valorizzanti. Questa rivisitazione dell'opera di Meyerbeer, che nacque sull'onda
del grande successo riscosso da "Robert le Diable" fin dalla prima
rappresentazione del novembre 1831, consta di un'introduzione e di 3 episodi costruiti su
temi estratti dal primo e dal quinto atto. (durata 11 minuti) Introduzione e Polacca brillante in do maggiore op. 3 per violoncello e pianoforte Pubblicata nel 1831 a Vienna da Mechetti, è la prima delle 3
composizioni che Chopin scrisse per violoncello e pianoforte. A detta dello stesso Chopin, il lavoro non sarebbe altro che "futilità da salotto, per le dame", ma ciò nonostante si rende gradevole per l'amabilità della scrittura violoncellistica e per la scintillante e decorativa parte pianistica alla maniera "Biedermeier". L'"Introduzione: Lento" svolge una melodiosità di
derivazione operistica, secondo un'ideale trasfigurazione della vocalità italiana, mentre
la "Polacca: Allegro con spirito" possiede una dimensione lirica già
significativa, che spinge il virtuosismo verso la poeticità. (durata 8 minuti) Variazioni su un tema di Rossini per flauto e pianoforte La qualità di quest'opera appare piuttosto modesta. È uno di quei lavori, però, tipici dell'800 strumentale, che illustrano la popolarità del melodramma tra gli intellettuali e nei salotti, dove i temi più celebri, trascritti, variati, citati in mille maniere, costituivano un oggetto di svago e di intrattenimento. Non attribuite con certezza a Chopin, le 4 brevi variazioni, composte nel 1829 o forse prima, nel 1824, prendono spunto dal tema "Non più mesta accanto al fuoco" dell'opera "La Cenerentola" di Rossini, data in prima rappresentazione a Roma nel 1817. (durata 6 minuti) Trio in sol minore op. 8 per violino, violoncello, pianoforte Quest'unica composizione chopiniana per Trio risale
all'ultimo periodo trascorso dal maestro polacco in patria ed è contemporanea agli studi
presso il Conservatorio di Varsavia, condotti sotto la guida di Jozef Elsner. Gli diedero popolarità in particolare il Concerto in fa minore, la "Grande fantasia su temi polacchi", il Rondò Krakowiak, tutte pagine per pianoforte e orchestra di grande virtuosismo ma anche di salda ispirazione, già proiettate in una dimensione di ricerca espressiva moderna e solitaria. Il Trio (1829) tuttavia, pur concepito in un momento così
fruttifero, non spicca il volo e va giudicato come un pezzo di secondaria importanza. I tempi sono 4: un "Allegro con fuoco", uno "Scherzo:
con moto, ma non troppo", un "Adagio sostenuto", dalle tinte morbide e
d'impronta melodica accentuata, e un leggero "Finale" in tempo
"Allegretto". (durata 26 minuti)
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