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Arcangelo Corelli
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Si perfezionò in musica a Bologna, ma ben presto fu a Roma, come violinista in orchestre di chiesa e di teatro. Dal 1682 al 1708 fu direttore dei violini a S. Luigi dei Francesi e dal 1687 anche maestro di cappella del cardinale Benedetto Pamphili, passando tre anni dopo al servizio del cardinale Pietro Ottoboni: qui rimarrà fino alla morte, godendo i favori del cardinale, ammirato per la sua produzione musicale in tutta lItalia. Venne sepolto nel Pantheon. - MIDI FILE - From Concerto grosso Op.6 No.8: Pastorale (4' 21'') |
Corelli è forse il maggior rappresentante del barocco strumentale italiano.
La sua opera, esclusivamente concepita per strumenti ad arco, raggiunge un respiro e una perfezione formale ignota prima di allora ai maestri italiani. Le sue principali innovazioni ebbero inizio nel campo della sonata a tre, di cui stabilì in quattro il numero dei tempi, per trasferirsi poi anche in campo orchestrale nei 12 Concerti grossi, che sono le sue uniche composizioni per orchestra. Qui il numero dei tempi varia da quattro ad otto: da notarsi la distinzione netta tra strumenti soli "concertino" - e il "tutti" orchestrale, un principio formale che resterà fondamentale per tutta la produzione barocca, da Vivaldi a Albinoni, da Tartini a J. S. Bach sino a Handel.Limportanza di Corelli è grandissima anche per levoluzione della tecnica degli archi, specie del violino. - MIDI FILE - Sonata op.2 No.1 (6'28'')La sua scuola ebbe seguaci in ogni parte dEuropa: G. B. Somis la rappresentò in Piemonte, in Francia fu Geminiani e altri si recarono in Inghilterra; Locatelli in Olanda e Gasparini a Venezia. Nelle sue composizioni egli stabilisce le funzioni
dei singoli strumenti del quartetto darchi, tende a mettere in rilievo il violino,
introduce una contabilità e unarcata espressiva che attingono altezze sublimi e
fanno capire quanto la produzione strumentale europea del 700 sia debitrice a lui,
grandissimo caposcuola di intere generazioni di musicisti. |