Antonin Dvorįk
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Pezzi romantici (4) op. 75b per violino e pianoforte Si tratta di una serie di brevi composizioni di modesto
spessore musicale, ma comunque ricche di un lirismo sincero che si realizza con scritture
eleganti, dove il violino ha il ruolo essenziale. I Pezzi comprendono un "Allegro moderato", dall'affettuosa
linea melodica; un "Allegro maestoso", frizzante danza popolare; quindi un
"Allegro appassionato" e un "Larghetto", pagina dagli accenti
dolorosi. (durata 13 minuti) Sonatina in sol maggiore op. 100 per violino e pianoforte
La Sonatina op. 100 fu l'ultimo lavoro "americano" da
camera composto da Dvorįk. L'op. 100, che Dvorįk volle dedicare a 2 dei suoi 6 figli, Otilka e
Tonik, fu composta in circa 2 settimane, tra il novembre e dicembre 1893, e presenta
aspetti tecnici e musicali di piana comprensibilitą, in una vivace allegria di fondo,
solo a tratti ombreggiata dalla pensositą. (durata 20 minuti) Trio in fa minore op. 65 per violino, violoncello, pianoforte Dvorįk ha lasciato 4 Trii per la formazione tradizionale di
violino, violoncello e pianoforte, tra i quali questo, in fa minore, il terzo, gode di
frequenti riprese. Si tratta di un lavoro avvincente che illustra lo Dvorįk debitore
degli influssi di Brahms, riscontrabili nell'impronta sinfonica
dei movimenti estremi, e figlio della propria terra, che fa suoi gli umori popolari pił
disparati. (durata 30 minuti) Trio in mi minore op. 90 ("Dumky") per violino, violoncello, pianoforte L'adesione di Dvorįk alle forme espressive popolari trova un
esempio assai significativo in questo Trio scritto tra il 1890 e il 1891, ultimo e pił
celebre dei 4 che compaiono in catalogo. Dvorįk assume questo principio di contrasto, di giustapposizione di
caratteri, creando un'ampia composizione che per il suo intimo e coerente disegno acquista
un forte senso narrativo. La prima sezione inizia con un "Lento maestoso" per mutare
in "Allegro", quasi doppio movimento e concludere con un "Vivace". La terza sezione, "Andante moderato" (quasi a tempo di "Marcia"), č meno oscillante delle precedenti e svolge un ruolo di intermezzo: si collega con il successivo "Allegro", che potrebbe essere inteso come Scherzo, secondo la definizione tradizionale. L'ultima sezione inizia con un "Lento maestoso" ma subisce una progressiva accelerazione fino a divenire "Vivace", quasi doppio movimento. Una parentesi in "Lento" prelude ad una nuova, definitiva intensificazione che chiude in "Vivace". (durata 33 minuti) Quintetto in la maggiore op. 81 per pianoforte e archi Inspiegabilmente meno eseguito delle opere similari di Schumann o Brahms, questo Quintetto, che č il secondo scritto da Dvorįk (il primo, op. 5, data 1872) č un lavoro di altissimo livello artistico, sicuramente da annoverarsi tra i migliori del maestro boemo. Scritto nell'arco di 3 mesi, tra l'agosto e l'ottobre del 1887,
dispiega nei 4 movimenti di cui č costituito un'inventiva ispirata, esuberante, di
immediato potere comunicativo, dove convergono i temi caratteristici del compositore
boemo: temi popolari straordinariamente nobilitati, nostalgie pensose, estrose impennate,
atmosfere contemplative. Il primo movimento, "Allegro ma non tanto", esibisce
un'espressivitą toccante, ora energica, ora amorosamente lirica, che mostra evidenti
impronte brahmsiane. Si tratta di una danza boema dall'andamento particolare,
asimmetrico, che perņ qui viene liberamente interpreta ed ampliata. (durata 40 minuti) Danze slave op. 46
per pianoforte a 4 mani
Dopo il successo ottenuto nel 1869 con la pubblicazione dei primi 2 quaderni delle Danze ungheresi di Brahms, l'editore Simrock di Berlino abbe un'altra ottima idea, commissionando al giovane Dvorįk, gią dimostratosi sensibile cantore della propria terra, una serie di pezzi similari. La richiesta di Simrock fu immediatamente accolta dal maestro boemo
che, in preda a un vero e proprio "raptus" creativo, stese in breve tempo la
prima serie di 8 Danze slave per pianoforte a 4 mani. Tutto ciņ avveniva nel 1878. La sequenza di queste splendide Danze, che nella originaria versione a 4 mani esercitano una suggestione sottile e confidenziale, č la seguente: "Furiant" (n. 1) in do maggiore, "Danza serba" (n. 2) in mi minore, "Sousedskd" (n. 3) in re maggiore, "Sousedskd" (n. 4) in fa maggiore, "Skoéna" (n. 5) in la maggiore, "Polka" (n. 6) in la bemolle maggiore, "Skoéna" (n. 7) in do maggiore, "Furiant" (n. 8) in sol minore, "Ozemek slovacco" (n. 9) in si maggiore, "Mazurka" (n. 10) in mi minore, "Skoéna" (n. 1 1) in fa maggiore, "Danza ucraina" (n. 12) in re bemolle maggiore, "Gpasķrka" (n. 13) in si bemolle maggiore, "Polacca" (n. 14) in si bemolle maggiore, "Kolo serbo" (n. 15) in do maggiore, "Sousedskd" (n. 16) in la bemolle maggiore. (durata 33 minuti l'op. 46; 32 minuti l'op. 72)
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