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Aleksandr Glazunov
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Ragazzo-prodigio, iniziò lo studio del pianoforte a 8 anni e si scoprì compositore già ad 11. Allievo per qualche tempo di Rimskij-Korsakov, si legò al gruppo dell'editore Beljaev componendo diverse opere da camera. Insegnante (dal 1899) e poi direttore (dal 1905 al 1928) del Conservatorio di San Pietroburgo, tra il riconoscimento dei suoi contemporanei, nel '28 abbandonò la Russia e fissò la sua residenza a Parigi dedicandosi soprattutto a un'attività internazionale come direttore d'orchestra. Compose balletti, 9 Sinfonie, Concerti (2 per pianoforte, uno per
violino, uno per violoncello), pagine vocali, pianistiche, organistiche. |
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Quartetto in fa maggiore n. 2 op. 10 per archi Dei 5 Quartetti scritti da Glazunov nell'800 - tutte opere importanti nella storia di un Paese che andava maturando ed evolvendo rapidamente il concetto di ideale artistico - il secondo, op. 10, si distingue per immediatezza comunicativa, freschezza di idee, ordine formale. Questa chiarezza di progetto e di realizzazione, che intende
raffigurare una realtà non problematico e che appare di insolita precisione per un autore
ancora così giovane (Glazunov lo scrisse nel 1884, a soli 19 anni), si manifesta in 4
classici e concisi movimenti, dominati da una caratterizzazione melodica di inconfondibile
matrice russa. (durata 30 minuti)
Quartetto in la minore n. 4 op. 64 per archi La lacerante incisività con cui si avvia questo Quartetto, composto
nel 1894, è già indicativa del percorso dell'autore verso la piena espressione della sua
maturità. Il risultato è un lavoro dotato di notevole rigore, affascinante per la varietà di situazioni che prendono corpo negli svolgimenti, dove emerge la fusione dell'eloquenza alla Ciaikovskji con le esperienze della corrente tedesca. I tempi sono: "Allegro", preceduto da un "Andante" introduttivo che si segnala per il caratteristico incipit, inserito anche nel secondo e quarto movimento; "Andante; Scherzo: Vivace", dal ritmo spumeggiante d'ascendenza quasi ballettistica; "Finale: Allegro", la pagina più ampia e meditata, dove i ritorni tematici, le citazioni e la tecnica variazionistica si associano in un equilibrio delicatissimo. (durata 33 minuti)
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