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Edouard Lalo

(1823 - 1892)

 

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La vita di Edouard Lalo


Appartenente a una famiglia di origine spagnola, studiò dapprima al Conservatorio della sua città, poi, a partire dal 1839, al Conservatorio di Parigi, dove divenne allievo della classe di violino di Habeneck.

Il primo successo come compositore, dopo molti anni difficili, arrivò tardivamente, nel '74, con la "Symphonie espagnole" per violino e orchestra affidata all'esecuzione di Pablo de Sarasate, cui seguirono altre affermazioni e il riconoscimento nazionale, concretizzatosi con l'assegnazione della "Legion d'onore" nel 1880.

Aderì alla "Société Nationale de Musique", strumento di diffusione della musica francese del suo tempo.

Compose alcune Opere, un balletto, 3 Sinfonie e altre pagine per orchestra, alcuni Concerti (per violino, per violoncello, per pianoforte), musica sacra, pianistica, vocale.

Il catalogo di musica da camera comprende diversi lavori per violino e pianoforte, tra cui una Sonata, una Sonata per violoncello e pianoforte e qualche altro pezzo per la medesima formazione, 3 Trii con pianoforte, un Quartetto d'archi.


MIDI FILE - from "Spanish symphony": 2nd mov.
(4'06'')

 

La musica da camera di Edouard Lalo


 

Sonata in la minore per violoncello e pianoforte

Questa Sonata, interessante sotto l'aspetto formale per il carattere rapsodico dello svolgimento, risulta invece un poco squilibrata sul piano della qualità delle idee.
Il movimento più convincente è il primo, costituito da un'introduzione "Andante non troppo", tematicamente anticipatrice di un più esteso "Allegro", intriso di nobile, cupa drammaticità.

Meno riusciti appaiono invece i tempi successivi: sia nell'"Andante", dove i modi maggiore e minore si alternano frequentemente, sia nel Finale si coglie un'impressione di dispersività e di manierismo, nonostante l'esuberanza melodica.

La prima esecuzione si tenne nel gennaio 1872 a cura del violoncellista Léon Jacquard e dell'illustre Jules Massenet, nell'ambito della "Société Nationale de Musique", fondata l'anno precedente.

(durata 23 minuti)


Trio in la minore op. 26 per violino, violoncello, pianoforte

Pressoché scomparsa dal repertorio cameristico, la produzione di Lalo offre invece ancor oggi forti motivazioni d'ascolto.
Questo Trio in la minore, per esempio, il terzo composto da Lalo, nel 1880, qualche anno dopo le sue più celebri partiture come la "Sinfonia spagnola" e i Concerti per violino e per violoncello, è un pezzo caratterizzato da una grande generosità melodica, da un apprezzabile istinto di chiarezza formale e soprattutto da una generale solidità.

Vissuto nel pieno della stagione romantica, Lalo, come altri musicisti francesi, è influenzato dalla cultura tedesca contemporanea. La robustezza della scrittura ricorda Brahms.
Le intuizioni melodiche, la vivezza del ritmo rimandano invece a Schumann.

La sua elaborazione, comunque, ben compiuta sebbene talora un poco superficiale, si impone per lo slancio spontaneo, impetuoso, e per la efficacissima scrittura strumentale, espressiva fino alla retorica.

I tempi di questo Trio, portato in pubblico per la prima volta nel marzo del 1881 per conto della "Société Nationale de Musique", sono: "Allegro appassionato", in "forma sonata", poi "Presto", con un ruolo di scattante scherzo, euforico e dinamico con un "Trio" contrastante caratterizzato dai pizzicati degli archi.

Seguono un ampio movimento "Très lent" ("Molto lento"), intimo ma arricchito da episodi ricchi di tensione lirica, quindi un'esultante "Finale: Allegro molto, con fuoco", forse la pagina più di maniera.
Il secondo movimento di questo Trio fu successivamente trascritto per orchestra (1884), guadagnando notevole popolarità con il titolo di Scherzo.

(durata 31 minuti)

Quartetto in mi bemolle maggiore op. 45 per archi

Il culto della tradizione quartettistica fu tenuto desto in Francia anche da Lalo, che scrisse però un solo lavoro del genere nel 1855, licenziandolo come op. 19 e facendolo conoscere al pubblico nel 1859.

Insoddisfatto, probabilmente influenzato dai commenti critici che accolsero il Quartetto, Lalo successivamente sottopose la partitura ad una revisione.
Ne risultò una seconda versione, con il numero d'op. 45 (1880).

E' una partitura trascurata dal repertorio corrente, che mostra tratti interessanti, originali, misti a chiare influenze dello stile di Beethoven e Mendelssohn.
Non rappresenta una pietra militare nella letteratura quartettistica, eppure, per la sua fresca inventiva e per la scrittura assai accurata, è una buona testimonianza dell'800 cameristico europeo.

I movimenti sono 4: un elegante e sereno "Allegro vivo", poi un pregevole "Andante non troppo" di intensa liricità, che l'evoluta condotta armonica valorizza in senso molto moderno; quindi uno "Scherzo: Vivace" tripartito, dove le sezioni esterne sono caratterizzate da accentuazioni ritmiche ricercate, cui segue il lieto "Finale: Appassionato" in "forma sonata".

(durata 27 minuti)

Sonata in la minore op. 36 per violoncello e pianoforte

Scritta nella stessa tonalità del celeberrimo Concerto per pianoforte e orchestra, questa è l'unica Sonata di Grieg per violoncello e pianoforte e risale al 1883.
Pur non essendo oggi molto eseguita, è comunque un'opera caratteristica, nella quale è possibile cogliere aspetti espressivi e compositivi particolarmente significativi, soprattutto nel dialogo tra gli strumenti e nelle aperture liriche, di immediata presa emotiva.

Ci sono però dei tratti di eleganza, di intimità salottiera, di raffinato bozzettismo che rendono la Sonata immediatamente riconducibile a quel, disimpegno di fondo tipico di Grieg, che privilegia, più della tendenza costruttiva, quella improvvisativa, un poco esteriore.

La Sonata si compone di 3 movimenti: un "Allegro agitato", un "Andante molto tranquillo" che si avvia con una idea recuperata dalle musiche di scena per il dramma Sigurd Jorsalfar (Sigurd il crociato) del 1872 e un "Allegro molto marcato", dove affiora una certa ripetitività di situazioni.
E' comunque un'opera piacevole, che meriterebbe una maggiore frequentazione.

(durata 30 minuti)

Antica melodia norvegese con variazioni op. 51 per 2 pianoforti

Questo lavoro (titolo originale: "Gammelnorsk Romanse med Variasjoner") che Grieg scrisse nel 1891 è l'unico suo per 2 pianoforti, essendo fuori causa i pesche ottenuti dai curiosi ripensamenti mozartiani, spiritosi e provocatori, maliziosi e bonari, nei quali la scrittura del primo pianoforte è perfettamente originale, mentre il secondo offre un'inedita sovrastruttura.
Anche l'op. 51, come le composizioni per pianoforte a 4 mani, esistenti in svariate trascrizioni, conobbe un'altra veste strumentale, nel 1900, allorché fu riscritta con qualche modifica per orchestra.

Il tema è tratto dal quarto pezzo di una raccolta del 1875 per pianoforte solo, "Seks norske Fjeldmelodier" ("6 melodie montane norvegesi"), ed è intitolato Sigurd e la moglie di Troll.

Le variazioni che seguono confermano, nella razionalità della loro tecnica compositiva, la predisposizione di Grieg per le piccole forme, per una espressività spontanea e limpida, dal tratto personale riconoscibilissimo che, con la sua impronta melodica, ritmica e armonica, rimanda inconfondibilmente alla cultura della sua patria.

In quest'opera Grieg dispiega un vasto repertorio di modi discorsivi.
Non si ritrova infatti un progetto definito dall'equilibrio delle sue componenti, da un tracciato emotivo o da una tesi intellettuale, ma prevale la giustapposizione delle atmosfere e l'andamento rapsodico.
Il tutto con tratto elegante, disinvolto, a volte perfino dispersivo.

(durata 18 minuti)

Quartetto in sol minore op. 27 per archi

Composto tra il 1877 e il 1878 questo Quartetto di Grieg (l'unico pervenutoci, essendone andato perduto uno giovanile e non essendone stato completato un altro successivo) è un lavoro praticamente sconosciuto.
E' vero che non si tratta di una delle sue opere migliori, soprattutto per la mancanza di equilibrio dei suoi 4 movimenti, ma non manca di ispirazione, di belle idee e di una certa ricercata coerenza che deriva dallo sfruttamento ripetuto di un medesimo tema, esposto già nell'introduzione, rubato al Lied "Spillemaend" op. 25 n. 1 ("Suonatori di violino", 1876).

La sezione più riuscita è la prima, costituita dal brevissimo introduttivo "Un poco andante" e dal seguente "Allegro molto ed agitato". La "Romance: Andantino" ha invece un tono più salottiero: si fronteggiano episodi pacati, dall'andamento di languido valzer, con altri più mossi, dove si ripresenta, variato, il tema dell'introduzione.

L'"Intermezzo: Allegro molto marcato" ha un carattere più capriccioso, evidente nei divertimenti quasi alla Paganini della parte centrale.
Di minore interesse il "Finale", che fa precedere un indiavolato "Presto al Saltarello" da un conciso "Lento".
Prima della chiusura torna l'introduzione del primo movimento.

E' un Quartetto che complessivamente dà un'immagine atipica di Grieg, carico di tinte slave, tzigane, non sempre in sintonia con gli spunti più lirici, più romanticamente trepidanti.
Il quartetto Heckmann ne diede la prima esecuzione pubblica nell'ottobre 1878.
Fu edito da Peters nel 1879.

(durata 30 minuti)

Le opere principali di Edouard Lalo

 

The most important works of E. Lalo

 

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