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Edouard Lalo
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Appartenente a una famiglia di origine spagnola, studiò dapprima al Conservatorio della sua città, poi, a partire dal 1839, al Conservatorio di Parigi, dove divenne allievo della classe di violino di Habeneck. Il primo successo come compositore, dopo molti anni difficili, arrivò tardivamente, nel '74, con la "Symphonie espagnole" per violino e orchestra affidata all'esecuzione di Pablo de Sarasate, cui seguirono altre affermazioni e il riconoscimento nazionale, concretizzatosi con l'assegnazione della "Legion d'onore" nel 1880. Aderì alla "Société Nationale de Musique", strumento di diffusione della musica francese del suo tempo. Compose alcune Opere, un balletto, 3 Sinfonie e altre pagine per
orchestra, alcuni Concerti (per violino, per violoncello, per pianoforte), musica sacra,
pianistica, vocale.
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Sonata in la minore per violoncello e pianoforte Questa Sonata, interessante sotto l'aspetto formale per il carattere
rapsodico dello svolgimento, risulta invece un poco squilibrata sul piano della qualità
delle idee. Meno riusciti appaiono invece i tempi successivi: sia nell'"Andante", dove i modi maggiore e minore si alternano frequentemente, sia nel Finale si coglie un'impressione di dispersività e di manierismo, nonostante l'esuberanza melodica. La prima esecuzione si tenne nel gennaio 1872 a cura del violoncellista Léon Jacquard e dell'illustre Jules Massenet, nell'ambito della "Société Nationale de Musique", fondata l'anno precedente. (durata 23 minuti)
Trio in la minore op. 26 per violino, violoncello, pianoforte Pressoché scomparsa dal repertorio cameristico, la produzione di
Lalo offre invece ancor oggi forti motivazioni d'ascolto. Vissuto nel pieno della stagione romantica, Lalo, come altri
musicisti francesi, è influenzato dalla cultura tedesca contemporanea. La robustezza
della scrittura ricorda Brahms. La sua elaborazione, comunque, ben compiuta sebbene talora un poco superficiale, si impone per lo slancio spontaneo, impetuoso, e per la efficacissima scrittura strumentale, espressiva fino alla retorica. I tempi di questo Trio, portato in pubblico per la prima volta nel marzo del 1881 per conto della "Société Nationale de Musique", sono: "Allegro appassionato", in "forma sonata", poi "Presto", con un ruolo di scattante scherzo, euforico e dinamico con un "Trio" contrastante caratterizzato dai pizzicati degli archi. Seguono un ampio movimento "Très lent" ("Molto
lento"), intimo ma arricchito da episodi ricchi di tensione lirica, quindi
un'esultante "Finale: Allegro molto, con fuoco", forse la pagina più di
maniera. (durata 31 minuti) Quartetto in mi bemolle maggiore op. 45 per archi Il culto della tradizione quartettistica fu tenuto desto in Francia anche da Lalo, che scrisse però un solo lavoro del genere nel 1855, licenziandolo come op. 19 e facendolo conoscere al pubblico nel 1859. Insoddisfatto, probabilmente influenzato dai commenti critici che
accolsero il Quartetto, Lalo successivamente sottopose la partitura ad una revisione. E' una partitura trascurata dal repertorio corrente, che mostra
tratti interessanti, originali, misti a chiare influenze dello stile di Beethoven e Mendelssohn. I movimenti sono 4: un elegante e sereno "Allegro vivo", poi un pregevole "Andante non troppo" di intensa liricità, che l'evoluta condotta armonica valorizza in senso molto moderno; quindi uno "Scherzo: Vivace" tripartito, dove le sezioni esterne sono caratterizzate da accentuazioni ritmiche ricercate, cui segue il lieto "Finale: Appassionato" in "forma sonata". (durata 27 minuti) Sonata in la minore op. 36 per violoncello e pianoforte Scritta nella stessa tonalità del celeberrimo Concerto per
pianoforte e orchestra, questa è l'unica Sonata di Grieg per violoncello e pianoforte e
risale al 1883. Ci sono però dei tratti di eleganza, di intimità salottiera, di raffinato bozzettismo che rendono la Sonata immediatamente riconducibile a quel, disimpegno di fondo tipico di Grieg, che privilegia, più della tendenza costruttiva, quella improvvisativa, un poco esteriore. La Sonata si compone di 3 movimenti: un "Allegro agitato",
un "Andante molto tranquillo" che si avvia con una idea recuperata dalle musiche
di scena per il dramma Sigurd Jorsalfar (Sigurd il crociato) del 1872 e un "Allegro
molto marcato", dove affiora una certa ripetitività di situazioni. (durata 30 minuti) Antica melodia norvegese con variazioni op. 51 per 2 pianoforti Questo lavoro (titolo originale: "Gammelnorsk Romanse
med Variasjoner") che Grieg scrisse nel 1891 è l'unico suo per 2 pianoforti, essendo
fuori causa i pesche ottenuti dai curiosi ripensamenti mozartiani, spiritosi e
provocatori, maliziosi e bonari, nei quali la scrittura del primo pianoforte è
perfettamente originale, mentre il secondo offre un'inedita sovrastruttura. Il tema è tratto dal quarto pezzo di una raccolta del 1875 per pianoforte solo, "Seks norske Fjeldmelodier" ("6 melodie montane norvegesi"), ed è intitolato Sigurd e la moglie di Troll. Le variazioni che seguono confermano, nella razionalità della loro tecnica compositiva, la predisposizione di Grieg per le piccole forme, per una espressività spontanea e limpida, dal tratto personale riconoscibilissimo che, con la sua impronta melodica, ritmica e armonica, rimanda inconfondibilmente alla cultura della sua patria. In quest'opera Grieg dispiega un vasto repertorio di modi
discorsivi. (durata 18 minuti) Quartetto in sol minore op. 27 per archi Composto tra il 1877 e il 1878 questo Quartetto di Grieg
(l'unico pervenutoci, essendone andato perduto uno giovanile e non essendone stato
completato un altro successivo) è un lavoro praticamente sconosciuto. La sezione più riuscita è la prima, costituita dal brevissimo introduttivo "Un poco andante" e dal seguente "Allegro molto ed agitato". La "Romance: Andantino" ha invece un tono più salottiero: si fronteggiano episodi pacati, dall'andamento di languido valzer, con altri più mossi, dove si ripresenta, variato, il tema dell'introduzione. L'"Intermezzo: Allegro molto marcato" ha un carattere più
capriccioso, evidente nei divertimenti quasi alla Paganini
della parte centrale. E' un Quartetto che complessivamente dà un'immagine atipica di
Grieg, carico di tinte slave, tzigane, non sempre in sintonia con gli spunti più lirici,
più romanticamente trepidanti. (durata 30 minuti)
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