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Antonio Lotti
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La vita di Antonio Lotti |
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Lotti,
allievo di Legrenzi,
fu dal 1689 cantore in S. Marco a Venezia, dove divenne primo organista
nel 1704. Dal
1717 al 1719 fu a Dresda, dove, a capo di una compagnia italiana, fece
rappresentare alcuni lavori teatrali commissionati dal principe elettore
Federico Augusto. Dal
1719 si ritirò a Venezia, dove smise di scrivere opere per il teatro, e
si dedicò alla musica sacra. Negli
ultimi anni della sua vita fu maestro di cappella a S. Marco e insegnante
nel Conservatorio degli Incurabili; fra i suoi allievi vi furono B.
Marcello e B.
Galuppi. |
Le opere di Antonio Lotti |
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Lotti
fu un musicista di vasta dottrina e di austere concezioni artistiche; in
campo melodrammatico accettò le innovazioni di A.
Scarlatti, come per esempio la sinfonia di apertura in tre
sezioni o le arie col da capo. Si
tenne invece lontano dallo stile semplificato della scuola napoletana,
attenendosi invece ad una scrittura sempre rigorosamente contrappuntistica. L’altezza
della sua concezione musicale si vede soprattutto nella sua produzione sacra;
non per questo si debbono però dimenticare le sue produzioni teatrali. Fra
gli Oratori invece si devono rammentare “Il voto crudele”, “Il
ritorno di Tobia”, “La Giuditta”; notevoli anche le sue messe. |