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Luca Marenzio
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La vita di Luca Marenzio |
Marenzio,
allievo della cappella musicale del duomo di Brescia, prestò servizio nella cappella di
Trento, dapprima, e poi, sino al 1585, presso il cardinale Luigi dEste a Modena. Dal 1588 fu alla
corte dei Medici, dove collaborò con I.
Peri e E. de Cavalieri;
visse poi a Roma, al servizio degli Orsini; nel 1595 fu al servizio del re di Polonia, e
nel 1598 tornò a Venezia. Nulla si sa
riguardo gli ultimi suoi anni di vita.
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Le opere di Luca Marenzio |
Marenzio è il massimo esponente del cosiddetto petrarchismo musicale; egli
rappresenta, nello sviluppo del madrigale, il momento culmine, subito prima
dellopera conclusiva del Monteverdi. Sempre attento al ritmo e al
significato del testo, Marenzio porta il madrigale ad essere composizione essenzialmente
musicale, non più forma schiava del testo. Marenzio lavora su tutta la scala maggiore, ed usa fitte modulazioni, ma
senza esasperare il cromatismo come fa invece Gesualdo. Accordi di passaggio, dissonanze senza preparazione, accordi luminosissimi vengono distribuiti con sapienza nel discorso
musicale; la linea melodica del basso assume funzione espressiva, e non di solo
accompagnamento. Marenzio lasciò 9 libri di madrigali a 5 voci, 6 a 2 voci, 2 a 4, 1 a 5;
scrisse le Villanelle et arie alla napolitana a 3 voci, e, nel genere sacro,
mottetti, sacrae cantiones e antifone. |