Felix Mendelssohn-Bartholdy
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Pezzi (4) op. 81 per quartetto d'archi I brani staccati con i quali, due anni dopo la morte di Mendelssohn, si è voluta creare l'ipotesi di un settimo lavoro per archi, raccogliendoli, sotto il medesimo numero d'opera, sono un "Tema con variazioni" ("Andante sostenuto") in mi maggiore, uno "Scherzo" ("Allegro leggero") in la minore, entrambi scritti nel 1847, un Capriccio ("Andante con moto") in mi minore, risalente al 1843, e una Fuga in mi bemolle maggiore composta addirittura nel '27, l'anno successivo all'Ouverture per "Ein Sommernachtstraum", uno dei suoi primi capolavori. Si tratta di pagine che conservano una loro autonomia, unite
arbitrariamente. (durata 25 minuti) Quartetto in mi bemolle maggiore op. 12 per archi Scritta nel corso del 1828, è la prima opera cui di solito
si fa riferimento riguardo alla produzione mendelssohniana per quartetto d'archi, formata
complessivamente da 8 partiture. Del resto, nel suo catalogo a quell'epoca comparivano capolavori
come I'"Ouverture per il Sogno di una notte di mezzestate", le prime
"Romanze senza parole", l'Ottetto per archi. I tempi sono 4: un "Allegro", dominato da una flessuosa idea melodica, cui fa da introduzione un breve "Adagio ma non troppo"; quindi un'originale "Canzonetta" dal tono discorsivo, che apre centralmente una sezione vivace; un intenso "Andante espressivo"; un conclusivo "Molto allegro e vivace", che richiama alcuni temi del primo movimento in un'atmosfera molto mossa, richiedendo agli archi notevoli doti d'agilità, prima di spegnersi gradualmente. (durata 26 minuti) Quartetto in la minore op. 13 per archi Ingiustamente trascurato, questo secondo Quartetto di
Mendelssohn è una delle più belle testimonianze della sua precocità di artista già
impegnato a dare unità e coerenza alla fervidissima ispirazione con una scrittura di
grande abilità e di notevole apertura intellettuale. Sono chiaramente percepibili la ricorrenza dei motivi (per esempio,
l'Adagio di apertura si ripresenta nel finale; il tema di fuga del secondo movimento
riappare nell'ultimo) e la parentela tra i temi, ottenuta con un lavoro preciso, attento,
fondato sul principio della variazione. Preceduto da un tema liederistico a "mo' di epigrafe"
("Ist es wahr?", "è vero"?, tratto dal Lied op. 9 n. 1, su testo di
Johann Heinrich Voss), il Quartetto consta di 4 movimenti. L'ultimo tempo è un "Presto" in qualche modo riassuntivo,
con un originale recitativo d'apertura che rimanda all'op. 132 di Beethoven, da cui sgorga
uno svolgimento rapsodico e appassionato, che solo in chiusura volge verso un intimo
raccoglimento. (durata 28 minuti) Quartetto in re maggiore op. 44 n. 1 per archi Pubblicata nel 1839 da Breitkopf e Haertel, questa partitura risale al 1838 e appartiene alle opere più tipiche di Mendelssohn per la bella scrittura per archi, l'elegante impronta formale, le idee ariose e i ritmi palpitanti. Ma non rivela personalità di spicco pur nella piacevolezza
complessiva. (durata 26 minuti) Quartetto in mi minore op. 44 n. 2 per archi Questo Quartetto, composto nel 1837, non spicca per la bellezza dei temi, ma è comunque scorrevole, guidato da un'ispirazione sicura e costruito con notevole abilità. Pur mancando il tocco geniale, si tratta di un lavoro di qualità
che presenta un garbo, un'armoniosità stilistica e una chiarezza espre siva ammirevoli. (durata 23 minuti) Quartetto in mi bemolle maggiore op. 44 n. 3 per archi Dei 3 Quartetti dedicati al Principe reale di Svezia, il
terzo in mi bemolle, concluso nel corso del 1838 prima dell'op. 44 n. 1, appare come il
più riuscito per la freschezza dei motivi, la solidità degli svolgimenti, la perfetta
padronanza della tensione espressiva che si disegna con straordinaria efficacia ed
istintività. I movimenti di quest'opera scritta da Mendelssohn in un momento particolarmente felice della sua esistenza, poco dopo il matrimonio con Cecilia Jeanrenaud, sono 4: un lirico "Allegro vivace", uno "Scherzo: Assai leggiero" vivace di smagliante vitalismo, che si apre a passaggi di contrappunto imitativo e che svanisce a sorpresa; quindi un intenso "Adagio non troppo" e un conclusivo, ampio "Molto Allegro con fuoco". (durata 29 minuti) Quartetto in fa minore op. 80 per archi Scritto nel 1847, il Quartetto op. 80 è l'ultima
composizione di Mendelssohn, morto nel novembre di quello stesso anno. Questa dimensione sconosciuta di Mendelssohn sfata il luogo comune
del musicista aristocratico, del romantico felice e inattaccabile, e ne valorizza un
soggettivismo destabilizzante, di gran forza. (durata 23 minuti) Ottetto in mi bemolle maggiore op. 20 per 4 violini, 2 viole e 2 violoncelli Capolavoro giovanile, scritto da Mendelssohn nel 1825 ad appena 16
anni, questo Ottetto reca l'impronta inconfondibile del suo precocissimo autore. Partitura ambiziosa, dunque, che concettualizza le grandissime
potenzialità timbriche degli archi. La dialettica non è mai drammatica, ma persegue un ideale di
pacifica convivenza e di fondamentale serenità. (durata 30 minuti) | |||||||||