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Claudio Monteverdi

(1567-1643)

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La vita di Claudio Monteverdi

 

Claudio Monteverdi studiò con Ingegneri, che a quel tempo era Maestro di Cappella alla Cattedrale di Cremona, e pubblicò alcuni libri di Mottetti e Madrigali prima di trasferirsi a Mantova, intorno al 1591, per porsi al servizio del duca Vincenzo Gonzaga; qui subì l’influsso di Giaches de Wert.

Nel 1599 sposò Claudia de Cattaneis, una delle cantanti di corte, dalla quale ebbe tre figli, e tre anni più tardi divenne Maestro di Cappella, succedendo a Pallavicino.

Monteverdi divenne presto famoso quale esponente di una nuova scuola di approccio sia all’elemento armonico, che al testo.

Nel 1607 venne rappresentata a Mantova la sua prima opera, l’"Orfeo", seguita un anno dopo da "Arianna".

Disilluso dall’ambiente musicale e culturale di Mantova, egli tornò a Cremona, mantenendo però i contatti con la famiglia Gonzaga, sino alla morte del duca Vincenzo, nel 1612.

Le dediche di alcune raccolte di musica sacra di quegli anni (i "Vespri", del 1610) fatte al papa Paolo V, indicano l’ambizione del compositore di raggiungere livelli ben superiori a quelli sin qui conseguiti, e già nel 1613 egli divenne Maestro di Cappella in S. Marco a Venezia.

Qui Monteverdi si adoperò attivamente per migliorare l’attività della Cappella veneziana, e molto scrisse appositamente per essa, senza per questo rinunciare a commissioni fatte da altri centri musicali, inclusa Mantova, realizzando tra l’altro il balletto "Tirsi e Clori" nel 1616 e un’opera, "La finta pazza Licori", nel 1627 (quest’ultima mai rappresentata e purtroppo andata persa).

Successivamente - pare - rimase inattivo sino al dopo il 1629; si ha però notizia di una sua ripresa dell’attività compositiva per la richiesta di un’opera, commissionata a Venezia nel 1637.

Nel 1640 "Arianna" venne da lui rivista, e nei due anni successivi vennero alla luce "Il ritorno d'Ulisse in patria", "Le nozze d'Enea con Lavinia" (perduta) e "L'incoronazione di Poppea".

MIDI FILE - from L'incoronazione di Poppea: Sinfonia (2'13'')

Nel 1643 Monteverdi rivisitò Cremona, e, tornato a Venezia, vi morì poco tempo dopo.

Le opere di Claudio Monteverdi

 

Monteverdi può giustamente venir considerato come una delle figure più importanti di tutta la storia della musica.

MIDI FILE - Adoramus (2'33'')

Gli aspetti peculiari della sua capacità compositiva si possono ben osservare negli otto volumi di madrigali (l’opera secolare) pubblicati tra il 1587 e il 1638.

Il primo di questi volumi mostra il debito che Monteverdi ha nei confronti di Marenzio, in modo particolare il finale dei "Madrigali guerrieri et amorosi", scritto nello stile del "genere rappresentativo"; mentre invece opere come "Il ballo delle ingrate", il "Combattimento di Tancredi e Clorinda" e il "Lamento della ninfa" mostrano con chiarezza la capacità che Monteverdi aveva come compositore d’opera.

L’"Orfeo" fu la prima opera che rivelò il potenziale espressivo di questo nuovo genere compositivo; ed "Arianna" (della quale è sopravvissuto solo il famoso "lamento") non avrebbe affatto sfigurato accanto alla produzione operistica successiva.

L’ultima opera di Monteverdi, "L'incoronazione di Poppea", - seppur con problemi di attendibilità circa l’originalità del testo o plausibili manomissioni da parte di altri compositori - rimane il più grande esempio di opera - in una nuova accezione del termine - di tutto il secolo.

Nella produzione sacra del 1610, invece, si vede con chiarezza quali e quante molteplicità di stili fossero a disposizione di Monteverdi nella creazione di lavori così diversi dal genere teatrale.

Per esempio, la messa scritta su temi del Mottetto di Galimberti "In illo tempore", è un monumento alla capacità creativa definita "prima prattica", o "stile antico", nel quale Monteverdi fu autentico maestro.

- MIDI FILE - "Christe adoramus te" (7'02'')

Il catalogo di Claudio Monteverdi


Catalogue of C. Monteverdi's Works

 

- Karadar Bertoldi Ensemble - Studio Informatico Anesin -