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Jacques Offenbach

(1819 - 1880)

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La vita di Jacques Offenbach

 

Offenbach, dal 1833 si stabilì a Parigi, dove studiò con Halèvy, e iniziò l’attività di musicista suonando come violoncellista in orchestra.

Nel 1839 fu rappresentata la sua prima operetta, dal 1850 fu direttore d’orchestra al Thèatre Francais, e dal 1855 direttore del Thèatre Bouffes, mentre i suoi lavori teatrali acquisivano rapidamente fama.

Fu poi impresario, per breve tempo, e infine si dedicò completamente alla prodizione di operette.  

 

Le opere di Jacques Offenbach

 

Lo spunto iniziale dei soggetti dei lavori di Offenbach fu la satira alla Francia imperiale; il pubblico ben si identificava con tale atteggiamento ironico, e questo determinò il suo grande successo iniziale.

Non è da dimenticare neppure che le origini di Offenbach erano tedesche ed ebree, e quindi la sua capacità creativa veniva arricchita dai suoi  elementi culturali personali innestati su uno stile di scrittura profondamente radicata sulla scuola francese.

Venne definito “il piccolo Mozart dei Champs Elysèes”, e la definizione non è davvero eccessiva: altra caratteristica peculiare della sua opera è l’eleganza e la leggerezza d’esecuzione necessaria per rendere al massimo l’estetica della sua opera compositiva.

In questo senso, il suo nome è da accostare a quello degli Strauss Junior e Senior – per l’eleganza della musica e del suo movimento danzante – e a quello di Suppè e Lehàr per la forma.

Tra la sua vastissima produzione – famosissima in tutto il mondo – sono da rammentare “Grande-duchesse de Gèrolstein” del 1867, “Barbe Bleue” del 1866, “La via parisienne” del 1866, “La fille du tambourmajor” del 1879, e innumerevoli altre.
 

- MIDI FILE - From "La Princesse de Trébizonde": Ouverture (7'06'')

- MIDI FILE - From "Orpheus in the Underworld": Can-Can (2'16'')


La sua ultima opera è un esempio di opèra-comique, “I racconti di Hoffmann”, opera rappresentata postuma nel 1881, nella quale Offenbach rende omaggio al suo scrittore preferito; in questo lavoro è possibile intuire un clima psicologico melanconico che è invece totalmente sconsciuto agli Strauss, ai Lehar, insomma agli altri suoi colleghi dell’area di lingua tedesca, che non concepivano incertezze sulla fastosità dell’Impero.  

- MIDI FILE - From “Les contes d'Hoffmann”: Barcarole (3’24’’)

Le Operette di Jacques Offenbach

 

The Operettas of J. Offenbach