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Giovanni Paisiello

(1741-1816)

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La vita di Giovanni Paisiello

 

Giovanni Paisiello studiò al Conservatorio di Napoli con Durante, Costumacci e Abos; iniziò nel 1764 a Bologna l’attività teatrale, adottando subito i libretti di Metastasio e Goldoni.

Nel 1775 fu chiamato a Pietroburgo da Caterina di Russia, e prese il posto che era stato di Traetta come maestro di cappella; fu a Pietroburgo che Paisiello compose la sua “Serva padrona”, nel 1781, 50 anni dopo quella di Pergolesi.

Fu - in seguito ai disordini politici - arrestato, e, causa anche la malattia della moglie, egli rientrò in patria nel 1784; durante il rientro passò per Vienna, dove scrisse – su commissione di Giuseppe II – “Il re Teodoro in Vnezia”.

Nel 1789 diede, alla reggia di Caserta, “Nina pazza per amore”, una delle sue opere più belle e forse quella oggi ancora più rappresentata.

Le sue ultime opere serie rivelano gli influssi della concezione drammatica di  Gluck, mentre altri lavori, come per esempio “Proserpine” del 1803, scritta a Parigi, appartiene più al genere della tragèdie lyrique francese.

Tramontata l’era di Napoleone (che lo stimò moltissimo), egli perse tutti i suoi privilegi, ed il dominio borbonico lo privò di ogni carica musicale.

Paisiello ci ha lasciato un centinaio di opere, alcune delle quali autentici capolavori; lavori assai profondi, che hanno in parte ereditato certa maniera tipica di Mozart (sul piano teatrale), ma che aprono contestualmente ad un Rossini, passando attraverso la grande lezione (così tipicamente italiana) di Pergolesi o di  A. Scarlatti.

Le opere teatrali di Giovanni Paisiello

 

The Operas of G. Paisiello

 

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