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Giovanni Paisiello
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La vita di Giovanni Paisiello |
Giovanni Paisiello studiò al Conservatorio di Napoli con Durante,
Costumacci e Abos; iniziò nel 1764 a Bologna lattività teatrale, adottando subito
i libretti di Metastasio e Goldoni. Nel 1775 fu chiamato a Pietroburgo da Caterina di Russia, e prese il posto
che era stato di Traetta come maestro di cappella; fu a Pietroburgo che
Paisiello compose la sua Serva padrona, nel 1781, 50 anni dopo quella di Pergolesi. Fu - in seguito ai disordini politici - arrestato, e, causa anche la malattia
della moglie, egli rientrò in patria nel 1784; durante il rientro passò per Vienna, dove
scrisse su commissione di Giuseppe II Il re Teodoro in Vnezia. Nel 1789 diede, alla reggia di Caserta, Nina pazza per amore, una
delle sue opere più belle e forse quella oggi ancora più rappresentata. Le sue ultime opere serie rivelano gli influssi della concezione drammatica
di Gluck,
mentre altri lavori, come per esempio Proserpine del 1803, scritta a Parigi,
appartiene più al genere della tragèdie lyrique francese. Tramontata lera di Napoleone (che lo stimò moltissimo), egli perse
tutti i suoi privilegi, ed il dominio borbonico lo privò di ogni carica musicale. Paisiello ci ha lasciato un centinaio di opere, alcune delle quali autentici
capolavori; lavori assai profondi, che hanno in parte ereditato certa maniera tipica di Mozart
(sul piano teatrale), ma che aprono contestualmente ad un Rossini,
passando attraverso la grande lezione (così tipicamente italiana) di Pergolesi o di A. Scarlatti. |
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