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Maurice Ravel
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Di padre francese e di madre basca, crebbe a Parigi, ricevendo le prime lezioni di pianoforte all'età di 7 anni. Nell'89 entrò al Conservatorio, dove fu allievo di Charles de Bériot, Gédalge e Fauré. Pur non uscendo nemmeno una volta vincitore al "Prix de Rome", nonostante 4 tentativi, nei primi anni del nuovo secolo si impose all'attenzione del pubblico con lavori originali e di indubbio valore. MIDI FILE
- Pavane pour une Infante défunte (5'18'') Nel frattempo le sue attività si facevano sempre più intense. MIDI FILE - Gaspard De La Nuit: Gravi disturbi al cervello, causati da un incidente d'auto occorsogli nel '32, gli spensero creatività e vita. Compose opere teatrali, balletti, lavori per orchestra, 2 Concerti
per pianoforte, pagine vocali e pianistiche.
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Sonata op. postuma per violino e pianoforte Questo lavoro, stampato recentemente a cura di Salabert nel 1975,
risale all'aprile 1897 ed è quindi da annoverare tra quelli giovanili. (durata 15 minuti) Les Sites auriculaires per 2 pianoforti Si tratta di 2 pagine giovanili eppure emblematiche, che recano il
curioso titolo, forse influenzato dall'immaginosità dei titoli di Satie,
di "Siti auricolari". Se il secondo appare d'ispirazione impressionistica, con disegni melodici che vanno sovrapponendosi nel ridondante finale, interessante per i "colori" armonici, il primo, più significativo, anticipa efficacemente quella che sarà la componente "spagnola" di Ravel, influenzato dalla cultura materna e dall'origine basca. Su un ritmo caratteristico si dispiega una pagina ipnotica, pervasa
da una poesia nostalgica, delicata, cullante ed intensa, non a caso divenuta celebre. (durata 6 minuti) Quartetto in fa maggiore per archi Tra la fine del 1902 e l'aprile del 1903 Ravel si confrontò
con il quartetto d'archi, che rappresentava uno dei più concreti aspetti della grande
tradizione musicale europea. C'è, come egli affermò nel suo "Esquisse
autobiographique", una "volontà di costruzione musicale" che si manifesta
con estrema raffinatezza. Sebbene tutta la musica di Ravel risenta di una primaria necessità
organizzativa, spesso interpretata dagli esegeti come superflua decorazione, è la
naturalezza dallo svolgimento, imperniata su evidenti punticartine, che prende il
sopravvento. Reso compatto dallo sfruttamento ciclico dei materiali tematici, questo seducente lavoro si compone di 4 tempi: un "Allegro moderato" sentimentale e nostalgico; un "Assez vif-Très rithmé" d'ariosa energia, con una sezione centrale pensosa, seguito dall'ampio "Très lent", intimo e sognante, visionario nelle sue improvvise accensioni liriche, e dal finale "Vif et agité", d'un virtuosismo pronunciato, dove la scrittura si fa più elaborata ed ardita. Il Quartetto ebbe la prima esecuzione nel marzo del 1904 a Parigi per conto della Société Nationale e fu pubblicato nella sua versione definitiva dall'editore Durand nel 1910. (durata 29 minuti) Introduzione e Allegro per arpa, flauto, clarinetto e quartetto d'archi Questo lavoro breve e perfetto fu scritto da Ravel nel 1905,
l'anno dei "Miroirs" e della Sonatina per pianoforte. Questo pezzo vive di fremiti impressionistici alla Debussy, con
l'arpa in primo piano in ruolo concertante, ora sospesa tra glissati e suoni armonici, ora
lanciata in volate leggere. Questa affascinante partitura, che esige il virtuosismo da tutti gli strumenti, presenta già nell'Introduzione quasi tutto il materiale dello svolgimento che si concretizza nell'Allegro dove abbondano eleganti preziosismo armonici e melodici. La natura di piccolo concerto trova fondamento nella cadenza
dell'arpa, da cui sgorgano la ripresa e quindi l'animata conclusione. (durata 10 minuti)
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| The most important works of M. Ravel
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