Max Reger
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Dopo aver egli
stesso insegnato in quella sede fino al '96, risiedette per 4 anni a Weiden dedicandosi
alla composizione. Nel 1905 divenne insegnante alla "Akademie der Tonkunst",
ma nel 1907 si spostò a Lipsia, dove divenne docente di composizione al Conservatorio e
direttore musicale dell'Università. Compose lavori per orchestra, un Concerto per violino e uno per
pianoforte, pagine corali, pianistiche, organistiche, liederistiche. |
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Sonata in do maggiore n. 4 op. 72 per violino e pianoforte Pressoché ignota, questa quarta Sonata per violino e pianoforte è
un lavoro la cui portata non fu ben compresa all'epoca della composizione (1903). L'andamento frammentario, la libera associazione di idee, la
notevole tensione espressiva, con subitanei allentamenti dai quali emergono gli abbandoni
sentimentali, sono la diretta conseguenza di un'esperienza creativa che assapora le minime
sottigliezze della scrittura. Sono presenti gli incantamenti timbrici raveliani, le atmosfere
sospese di Debussy, gli slanci un poco beffardi di Strauss, il senso di perduta innocenza degli espressionisti. L'ipersensibile Reger qui si esprime con una sovrabbondanza di
situazioni psicologiche che riflettono una natura talvolta nevrotico, che cerca di mediare
urgenza espressiva e razionalizzazione formale, con soluzioni attraenti sia
intellettualmente che emotivamente. Con questa Sonata, Reger intese anche controbattere ai suoi
denigratori. (durata 32 minuti)
Variazioni e Fuga su un tema di Beethoven op. 86 per 2 pianoforti La soluzione formale rappresentata dall'unione delle Variazioni con la Fuga è caratteristica di Reger, il quale attua così un interessantissimo compromesso tra ricerca espressiva, con l'armonia che si espande ben oltre i limiti della tonalità, e funzione concertistica, stabilita dai virtuosismi tecnici e dalla sopravvivenza dagli stilemi della retorica romantica dell'ultimo '800. Le Variazioni sono 12 e prendono spunto dall'undicesima Bagatella in
si bemolle maggiore ("Andante, ma non troppo") op. 119 di Beethoven, esposta nella sua interezza. La Fuga si sviluppa su un soggetto ch'è già una variazione del
tema beethoveniano, dal quale riceve un fortissimo impulso dinamico, continuo e crescente,
sino al magniloquente finale. (durata 29 minuti) Introduzione, Passacaglia e Fuga in si minore op. 96 per 2 pianoforti L'ecletticità stilistica di Reger e la misura delle sue
astrazioni intellettuali, trovano un valido esempio in questo lavoro per 2 pianoforti,
l'unico a non aver subito successive trascrizioni. Ma Reger, pur nella sua modernità, non tralascia l'atteggiamento
retorico. (durata 24 minuti) Trio in si minore op. 2 per violino, viola, pianoforte L'importanza assunta da Reger come innovatone del linguaggio
musicale a cavallo tra '800 e '900 risulta oggi assai sminuita, poiché le sue
composizioni sono praticamente assenti dalle sale da concerto. Il Trio op. 2, scritto per una formazione insolita, è una pagina
giovanile di Reger e risale al 1891. Questo atteggiamento si manifesta con evidenza nel primo movimento,
"Allegro appassionato ma non troppo". Ma la punta avanzata della ricerca linguistica si registra nel conclusivo "Adagio sostenuto con variazioni", la cui sezione finale porta alla disgregazione del tema, sospeso ai limiti della sensibilità tonale, in un'atmosfera esoterica, non del tutto estranea alle successive invenzioni di Skrjabin. (durata 28 minuti) Quartetto in la maggiore op. 54 n. 2 per archi Ascoltando questo Quartetto, il terzo scritto da Reger nel corso del 1901, si può capire come fosse avanzata la posizione del maestro bavarese anche in rapporto ai protagonisti dell'espressionismo. Di questa partitura è già interessante l'aspetto formale, in 3 tempi, il primo e l'ultimo d'impronta molto simile, quello centrale contrastante e più tranquillo, quasi a comporre una grande struttura di Scherzo, ma vi convergono molti altri elementi di modernità, come la distorsione neoclassica, che giunge a raffigurare una sorta di allucinata profezia delle esperienze hindemithiane, e come l'uso spregiudicato della dissonanza. Si potrà notare infatti come la sopravvivenza della tonalità sia
affidata a pochi punti nodali. (durata 19 minuti) |
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