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Carl Heinrich Reinecke
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Dopo aver studiato con il padre, esordì a soli 11 anni come pianista divenendo in pochi anni un apprezzatissimo interprete, con un'attività internazionale molto qualificata. Dal 1851 insegnò pianoforte e composizione al Conservatorio di Colonia. Nel '60 si trasferì a Lipsia come direttore del Gewandhaus e insegnante al Conservatorio. Si ritirò dall'attività nel 1902, rimanendo attivo come compositore fino al termine della sua vita. Alla sua scuola si rivolsero numerosissimi musicisti.
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Sonata in mi minore op. 167 "Undine" per flauto e pianoforte La copiosa produzione da camera di questo autore apprezzato da Schumann, che non a caso gli dedicò la serie di 4 Fughe op. 72
per pianoforte, oggi viene pochissimo eseguita. I temi sono pregnanti, intensi, le atmosfere idilliache o
appassionate. Decisamente interessanti sono l'"Intermezzo: Allegretto vivace", che apre una sezione per pianoforte solo e che successivamente presenta il tema di Undine ("Più lento, quasi Andante") affidato al flauto, quindi il lirico "Andante", interrotto da una parentesi "Molto vivace". Il "Finale: Allegro molto agitato ed appassionato, quasi Presto", assai articolato, si conclude con la ripresa del tema di Undine in tempo "Più lento" ed in sonorità "pianissimo", che rappresenta musicalmente il commovente epilogo della favola di La Motte-Fouqué dove Ondina, "la figlia dell'onda, l'essere senz'anima che ondeggia nei flutti del suo elemento finché non riceve un'anima nell'amore di un uomo" (Wagner) piange la morte del cavaliere Uldebrando. (durata 20 minuti)
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| The most important works of C. Reinecke
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