| Biografie Compositori - Languages - | ||
Camille Saint-Saens
[ La Vita | L'opera da camera | Opere principali | |
|
![]()
Esordì come pianista a soli 11 anni alla "Salle Pleyel" con il Concerto K 450 di Mozart. 2 anni dopo si iscrisse al Conservatorio di Parigi nelle classi di Benoist, Halévy e Reber. Non vinse mai il "Prix de Rome" nonostante due tentativi, nel '52 e nel '64. Nel '53 fu nominato organista nella chiesa di Saint Merry e nel '58 passò alla Madeleine. Dal '61 al '65 divenne insegnante alla "Scuola Niedermeyer" (uno dei suoi allievi fu Fauré), mentre cresceva la sua fama internazionale come interprete e soprattutto come improvvisatore. Nel '71 fu
tra i fondatori della "Société Nationale de Musique" di cui si occupò fino al
1886. Compose Opere, varia musica sacra, corale, 3 Sinfonie, 5 Concerti
per pianoforte e orchestra, 3 Concerti per violino, un Concerto per violoncello, altri
pezzi per arpa, pianoforte, voce. - MIDI FILE - "
Danse macabre " (7'14'') - MIDI FILE - from
"Carnival of the Animals": Le Cygne (2'05'')
|
![]()
Sonata in re minore n. 1 op. 75 per violino e pianoforte Questa Sonata per violino e pianoforte, datata 1885, non gode di
popolarità ma è un lavoro ragguardevole per contenuti tecnici, coerenza strutturale e
piacevolezza d'ascolto. C'è una sorta di ambiguità espressiva in questa Sonata, che si
rivela già nel vorticoso avvio e che sembra assorbire echi diversi. Saint-Saens suddivide la Sonata in 2 parti principali, dalle quali
però emerge ugualmente chiara la struttura dei 4 movimenti classici. (durata 23 minuti)
Sonata in do minore n. 1 op. 32 per violoncello e pianoforte Apparsa nel 1873, e pubblicata dall'editore Durand, questa Sonata, la prima di Saint-Saens per questa formazione (la seconda data 1905) illustra assai efficacemente quali dovessero essere allora i riferimenti culturali per le nuove generazioni di musicisti francesi in procinto d'affermare con convinzione i diritti della letteratura "pura", strumentale. Ben compreso nel ruolo di artista romantico, qui Saint-Saens pare
rivivere le febbrili agitazioni di Schumann e i virtuosismi
affascinanti di Mendelssohn con un'espressività che non
concede nulla all'ironia o al sapiente distacco di certe altre sue pagine, affidandosi
invece al segno drammatico più perentorio, animato da un dinamismo inquieto. (durata 21 minuti)
Variazioni su un tema di Beethoven op. 35 per 2 pianoforti
Scritto nel 1874, è uno dei lavori più interessanti di Saint-Saens
per 2 pianoforti, che risalta per il rigore della scrittura. Il tema scelto da Saint-Saens è tratto da una Sonata di Beethoven per pianoforte, precisamente dal Trio del Minuetto
dell'op. 31 n. 3, le cui caratteristiche più vistose sono nei repentini cambi di registro
e nell'avvio sul tempo debole di battuta. Delle 8 variazioni, le prime 2 sono ricavate attraverso la
decorazione melodica, la terza è una trasformazione per inversione, la quarta si basa
sulla ripetizione veloce di accordi, la quinta ricorre ai trilli, la sesta è di nuovo
ornamentale. Si tratta di musica scritta con il gusto per l'effetto, che trova la sua migliore sede d'esecuzione nei grandi salotti e nei teatri, e che di cameristico ha solo il numero ridotto di esecutori, come spesso succede nella musica strumentale dell'800. (durata 18 minuti)
Polonaise op. 77 per 2 pianoforti I pezzi originali che seguirono le Variazioni su un tema di Beethoven sono complessivamente 4: il "Caprice arabe" op. 96 del 1894, il "Caprice héroique" op. 106 del 1898, quindi lo Scherzo op. 87 del 1889 e la Polonaise op. 77, composta e pubblicata nel 1886. I 2 Capricci e lo Scherzo dimostrano che Saint-Saens non ignorò le
spinte rinnovatrici dell'epoca. La forma è piuttosto libera, non mancano citazioni dello Chopin dalla Ballata op. 38 e dalla Polacca op. 53, striate d'un
esotismo di sapore iberico. (durata 11 minuti)
Trio in fa maggiore n. 1 op. 18 per violino, violoncello, pianoforte Composto nel corso del 1863, ed eseguito per la prima volta alla
fine del 1867, questo Trio è una delle opere cameristiche più gradevoli di Saint-Saens. E' la sincerità dell'ispirazione che sostiene il gusto tutto
esteriore per le belle forme e per la squisitezza dell'espressione. (durata 25 minuti)
Trio in mi minore n. 2 op. 92 per violino, violoncello, pianoforte Opera della maturità, datata 1892, il Trio op. 92 mostra ambizioni
formali ed espressive più concrete che la precedente op. 18. La sezione più ampia è la prima, "Allegro non troppo",
venata di patetismo (il tema d'avvio è straordinariamente somigliante a quello che apre
il Trio op. 50 di Ciajkovskij), cui segue un sereno
"Allegretto" dal ritmo asimmetrico, nel quale si aprono 2 episodi più mossi. Gli si collega una pagina in sol maggiore, dal carattere danzante,
che porta l'indicazione "Grazioso, poco Allegro". (durata 32 minuti)
Quartetto in si bemolle maggiore op. 41 per pianoforte e archi L'unico Quartetto con pianoforte del maestro parigino fu concluso
all'inizio del 1875 ed eseguito per la prima volta nel marzo dello stesso anno con
l'autore al pianoforte, alla Sálle Pleyel di Parigi. Il clima appassionato si manifesta già nel primo movimento
"Allegretto", in cui si presentano 3 motivi principali. Il terzo tempo - manca una vera parentesi di calma - è uno scatenato "Scherzo Poco Allegro più tosto moderato", che corre, accelerando, verso il conclusivo "Allegro", dove temi precedenti sono raccolti e impiegati con effetto riassuntivo. (durata 29 minuti)
Settimino in mi bemolle maggiore op. 65 per tromba, quartetto d'archi, contrabbasso, pianoforte 5 anni prima del "Carnevale degli animali", nel 1880, su invito della Società "La Trompette", Saint-Saens compose questo curioso Settimino che unisce il suono squillante della tromba agli archi e al pianoforte. E' un'opera ispirata al momento d'oro dell'epoca
barocca, alle pagine celebrative di Haendel e Bach reinventate con spiritosa ironia e con
soppesato distacco, a mezza strada tra la ricreazione seriosa e la parodia. I movimenti sono 4: "Préambule: Allegro
moderato", "Menuet: Tempo di minuetto moderato", dove si apre una parentesi
sentimentale; "Intermède: Andante", che ripresenta e sfrutta un motivo
accennato nel Préambule, di schubertiana memoria; quindi "Gavotte et Final: Allegro
non troppo". (durata 17 minuti)
Le Carnaval des animaux per 2 pianoforti, 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso, flauto, ottavino, clarinetto, armonica, xilofono
Al cinquantunenne Saint-Saens, compositore parigino di
solidissima reputazione, non sembrò opportuno al momento far conoscere al pubblico,
mediante stampa, la sua "grande fantasia zoologica". Saint-Saens lo intese come un innocuo
"divertissement" ad uso casalingo (anche se si scorge una vena di sarcasmo
allorché scorrono i personaggi d'ambiente musicale). In questa sua opera descrittiva pubblicata da Durand
nel 1922 Saint-Saens ricorre a tutti i ferri del mestiere, compresa l'arma della citazione
di musiche proprie ed altrui, intese come simbolo di un linguaggio acquisito. Gli ambienti sono illustrati con un'acutezza percettiva
straordinaria; e tutta la rappresentazione assume volontariamente un aspetto bonario, con
sfumature grottesche. (durata 22 minuti)
|
| - The most important works of C. Saint-Saëns - The Operas of C. Saint-Saëns
|