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Pablo de Sarasate

(1844 - 1908)

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[Pablo de Sarasate Image]

La vita di Pablo de Sarasate


Avviato alla musica dal padre, proseguì gli studi con Coutier e, a Madrid, con Saez, manifestò precocemente doti spiccatissime.

Nel 1856 fu ammesso al Conservatorio di Parigi, dove divenne allievo di Jean-Delphine Alard, per il violino, e di Henri Reber per la composizione.

Nel 1861, a soli 17 anni, intraprese un'importante tournée europea che lo fece conoscere al pubblico internazionale permettendogli l'inizio di una carriera straordinaria, che gli valse il successo in ogni parte del mondo.

Gli fu dedicata la celebre "Symphonie espagnole" di Lalo nel 1875 e, poco più tardi, la Fantasia scozzese di Max Bruch.

Compose numerose pagine per violino e pianoforte e per violino e orchestra.


- MIDI FILE - "Tzigeunerweisen" (7'02'')

La musica da camera di Pablo de Sarasate


Fantasia da Concerto su "Carmen" op. 25 per violino e pianoforte

Il costume delle trascrizioni e delle parafrasi, introdotto dai compositori di musica pianistica con fini spettacolari e in qualche caso divulgativi, trova in questo celebre lavoro di Sarasate un esempio applicato al violino.

La tecnica del violino non può ambire alla complicazione di quella del pianoforte, eppure con l'inventiva scintillante di Sarasate, che sfrutta abilmente le scoperte paganiniane potenziandone le qualità decorative, questa Fantasia diventa una pagina irresistibile, che mantiene intatto il sapore dei temi di Georges Bizet.

Scritta probabilmente attorno al 1883, consta di 5 sezioni.
La prima è un'Introduzione: "Allegro moderato" che riprende l"'Entr'acte" fra il terzo e il quarto atto dell'opera.
Seguono un "Moderato" ("Habanera"), quindi un "Lento assai", un "Allegro moderato" e di nuovo un "Moderato" via via più animato, dove risuonano il "Tra la la" e la "Seguidilla" ancora dal primo atto e l'Habanera, e la "Chanson Bohème" del secondo atto, in un crescendo di virtuosismo entusiasmante.

(durata 10 minuti)


Zigeunerweisen op. 20 per violino e pianoforte

Questo lavoro del 1878 ("Arie zigane") resiste nel repertorio dei violinisti ed è ancor oggi celebre.
Noto anche come Zingaresca, viene solitamente presentato con l'accompagnamento del pianoforte o dell'orchestra.
Per le doti strumentali non comuni che richiede all'esecutore si può definire un pezzo di bravura.

Si tratta di una pagina un po' datata quanto a gusto compositivo, ma illustra bene l'attenzione particolare dell'epoca per il folclore dei gitani, esotica mistura di lontananze malinconiche, maschie fierezze e scatenamenti selvatici, in esplosioni irresistibili di ritmo.

La struttura della Zingaresca segue grosso modo quella collaudata da Liszt nelle sue Rapsodie ungheresi per pianoforte solo: una parte iniziale cantabile, piena di trasalimenti e di increspature, ed una conclusiva in cui la velocità si sposa a una gran quantità di difficoltà tecniche.
L'abbinamento delle sezioni ("Lassu" e "Friss") ha origine dal cosiddetto Verbunk, un tipo di danza molto coinvolgente che accompagnava l'arruolamento dei soldati, quando ancora il territorio ungherese era sotto il dominio asburgico.

(durata 9 minuti)

Le opere principali di Pablo de Sarasate

 

The most important works of P. de Sarasate

 

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