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Arnold Schoenberg
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Figlio di un commerciante ebreo, fu praticamente un autodidatta. Gli unici insegnamenti di qualità gli furono dati da Alexander von Zemlinsky tra il 1895 e il 1900. Prima impiegato di banca, poi maestro del coro dell'"Unione Corale dei Metallurgici" a Stockerau, quindi di una corale operaia a Moedling e del coro Beethoven ad Heiligenstadt, nel 1901 si trasferì a Berlino. Dopo aver lavorato in un teatro-cabaret, su interessamento di Richard Strauss divenne insegnante al Conservatorio Stern. Nel 1903 rientrò a Vienna, costituì un'Associazione di Musicisti che ebbe Mahler come presidente onorario, quindi riprese l'insegnamento. Suoi allievi furono Webern e Berg. Dal '10 insegnante all'Accademia Musicale, con all'attivo già molte
opere, nell'11 concluse la stesura del "Manuale d'armonia", poi lo scoppio della
prima guerra mondiale lo costrinse a interrompere l'attività. MIDI FILE - Klavierstuecke op.19 No.2 (1'04'') Compose Opere, lavori per orchestra, un Concerto per
violino e uno per pianoforte, lavori corali, liederistici, vocali di varia natura,
pianistici.
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Quartetto in re maggiore per archi Schoenberg scrisse questo lavoro che spicca nella sua produzione
giovanile nel 1897, in pieno periodo di formazione, mettendo a frutto gli insegnamenti di
Oscar Adler che in gioventù lo aveva avvicinato al genere del quartetto, e grazie ai
rapporti musicalmente proficui con Alexander von Zemlinsky. Questo, in re maggiore, pubblicato, nel 1966, fu il primo ad essere
eseguito in pubblico al "Wiener Tonkuenstler Verein" 6 mesi dopo la morte di Brahms che ne era presidente onorario". I movimenti della partitura, in cui è presente, fra l'altro, una sorta di itinerario circolare della tonalità (il re maggiore è espresso chiaramente solo nel primo e nell'ultimo tempo) sono 4: "Allegro molto", "Intermezzo" in forma ternaria di Lied, con episodio centrale; "Andante molto", un tema con variazioni, e "Allegro", che in chiusura si tramuta in un "Presto". (durata 21 minuti)
Quartetto in re minore n. 1 op. 7 per archi Questo Quartetto, opera fondamentale nella produzione cameristica di Schoenberg, vede il sorgere di quel particolare atteggiamento compositivo che avrebbe portato, già con il secondo Quartetto per archi, all'abbandono della tonalità. Lo scardinarnento dei nessi tradizionali, il distacco dagli esempi contemporanei più avanzati, è in questo pezzo assolutamente chiaro, sorretto da un nuovo rigore, che porta alle sue estreme conseguenze l'elaborazione minuta dei temi e la coerenza dei rapporti di reciprocità tra le 4 linee strumentali, con un ideale traguardo interno atto a preservare il linguaggio dalle sovrastrutture retoriche o gratuitamente "emotive". Scritto nel 1905 il Quartetto op. 7, impone un notevole virtuosismo esecutivo e consta di 4 sezioni collegate senza soluzione di continuità, a sottolineare l'osmosi che si crea sfruttando fino in fondo un'idea. Esse sono "Nicht zu rasch" ("Non troppo
rapido"), "Kraeftig" ("Vigoroso", scherzo e trio),
"Maessig" ("Adagio") e ancora "Maessig"
("Moderato", rondò). (durata 44 minuti)
Verklaerte Nacht per 2 violini, 2 viole, 2 violoncelli Questa affascinante composizione giovanile di Schoenberg, scritta
nel 1899 per sestetto e trascritta nel 1917 per orchestra d'archi, deve il suo titolo,
"Notte trasfigurata", ad una poesia di Richard Dehmel, scrittore tedesco che in
quegli anni godeva di grande fama. E' il dialogo inquieto di 2 amanti in una notte tersa e fredda. A lato di questo progetto, che rimanda ai modelli dei poemi
esplicati in sede sinfonica, si pone un linguaggio estremamente teso e dilatato, dove lo
spirito di ricerca forza significativamente le relazioni tonali e la timbrica
tradizionale, con magiche invenzioni di struggente intensità, ora lacerate, ora livide e
rarefatte. La prima esecuzione di questo pezzo, che presenta una magnifica
scrittura irta di difficoltà, avvenne nel marzo del 1902 a Vienna da parte del Quartetto
Rosé. (durata 30 minuti)
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| The most important works of A. Schönberg
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