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Franz Schubert
Composizioni per pianoforte 4 mani

(1797 - 1828)

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La musica da camera di Franz Schubert


Divertissement à l'hongroise in sol minore op. 54 (D. 818) per pianoforte a 4 mani

Nell'autunno del 1824, dopo il periodo in cui fu ospite presso la famiglia Esterházy a Zseliz, Schubert scrisse questo ampio "Divertimento" in tre tempi, una composizione di straordinaria inventiva che ebbe la fortuna di essere pubblicata poco più tardi, nel '26.
Il tratto "ungherese", presente in ritmi e incisi melodici caratteristici, si trova anche nella scrittura pianistica estremamente suggestiva, fiorita di abbellimenti, tremoli e mille sfumature affascinanti.

E' la cultura tradizionale, domestica e paesana che si esprime nelle danze, nelle feste sottilmente malinconiche, trasfigurate mirabilmente per i salotti mondani.
Si tratta insomma di un Divertissement per nulla superficiale o illustrativo, che diventa anzi un evocazione di vita e felicità sognate.

I movimenti sono 3 ma spiccano notevolmente per dimensioni i due estremi "Andante" e "Allegretto", inframmezzati da una breve "Marcia: Andante con moto".
Le idee musicali, che sembrano sgorgare da una fluente improvvisazione, danno vita ad episodi che si alternano ed equilibrano vicendevolmente.

(durata 30 minuti)

Duo in la minore ("Lebensstuerme") op. 144 (D. 947) per pianoforte a 4 mani

Risalente al 1828, l'ultimo anno di vita del compositore, questo movimento ("Allegro ma non troppo") per duo pianistico fu pubblicato postumo a Vienna nel 1840 dall'editore Diabelli che lo intitolò "Lebensstuerme", "Tempeste della vita".
E' un lavoro in "forma sonata", ma con evidenti digressioni rispetto al piano accademico in ogni sezione: sia nell'avvicendarsi delle tonalità che nella successione dei temi principali, tra i quali si innestano idee secondarie derivate.

L'inizio è drammatico in tonalità minore, ma si stempera nelle frequenti modulazioni al maggiore accompagnate da distensivi episodi lirici.
L'impronta appassionata della scrittura è quasi sinfonica, ma il carattere, pur definito e perentorio, mantiene margini di convenzionalità.

(durata 13 minuti)

Fantasia in fa minore op. 103 (D. 940) per pianoforte a 4 mani

Lavoro giustamente celebre nell'ambito della letteratura per pianoforte a 4 mani, la Fantasia op. 103 denota l'impegno di Schubert di uscire dai limiti imposti dalla borghesia salottiera dell'800 - a cui era destinata la musica cameristica - per riflettere e confessarsi in una dimensione di spiritualità più profonda.
Scritta per casa Esterházy nei primi mesi del 1828, la Fantasia si distende senza soluzione di continuità lungo un arco di 4 movimenti che producono, un'ideale forma di sonata seppure trasfigurata.

L'avvio è in tempo "Allegro molto moderato" e in modo minore, con un motivo colmo di tenerezza che pare giungere da lontano.
Dopo una sezione in maggiore ed un corrusco mutamento ritmico si passa ad un "Largo" in fa diesis minore dalla scrittura contrastata, quindi ad un "Allegro vivace" in forma ternaria che sfocia, dopo una lunga pausa distensiva, nella ripresa del primo movimento.

Di qui in poi, i germi motivici e tematici si sviluppano ampiamente, anche in termini contrappuntistici, dando alla conclusione dell'opera un senso di circolarità.
Le fragranti idee melodiche, la ricchezza armonica, lo sfruttamento raffinato delle risorse timbriche del pianoforte, danno a questa Fantasia una fisionomia inconfondibile che ne spiega il favore con il quale l'hanno accolta interpreti e pubblico di ogni epoca.

(durata 20 minuti)

Fuga in mi minore, op. 152 (D. 952) per pianoforte a 4 mani

Questa breve Fuga a quattro voci, della quale più volte si è evidenziata la rassomiglianza con quella mozartiana in sol minore K. 401, un'opera non fondamentale sotto l'aspetto artistico, va però citata per il significato che assume nella definizione della personalità schubertiana, come dimostrazione del profondo legame con la tradizione e con la storia che lo aveva preceduto.

La pagina, in tempo "Allegro moderato", si giova di un soggetto melodicamente disteso che assume nei "divertimenti" riflessi cromatici di più tesa espressività.
Pubblicata a Vienna nel 1844 da Diabelli, fu composta il 3 giugno 1828, presso Baden.

(durata 4 minuti)

Grande Sonata in do maggiore (Gran Duo) op. 140 (D. 812) per pianoforte a 4 mani

Questa ampia composizione a 4 mani risale all'inizio dell'estate del 1824, allorché Schubert si traferì di nuovo a Zseliz, presso la famiglia Esterházy.
Si tratta d'un lavoro a metà strada tra il genere brillante d'intrattenimento e la sofferta confessione spirituale, in cui si esprime appieno la vastità del repertorio espressivo di Schubert.

Di tutto si può parlare tranne che di una pagina gratuita, giacché l'ambizione che guida la scrittura è costantemente presente sia nella tipica irrequietezza armonica che nella qualità del materiale tematico e nell'impegno degli svolgimenti.
Sebbene destinata ad una esecuzione familiare, questa Grande Sonata (che fu ribattezzata "Gran Duo" dall'editore Diabelli, al momento della pubblicazione avvenuta postuma nel 1838) ha il respiro delle opere immortali ed una ricchezza espressiva stupefacente.

I movimenti sono 4: "Allegro molto", "Andante" in la bemolle maggiore dove compaiono motivi di derivazione beethoveniana (dal Larghetto della Seconda Sinfonia e dall'Andante con moto della Quinta), quindi "Scherzo: Allegro vivace" d'una energia incalzante e festosa, infine ancora un "Allegro vivace" d'irrefrenabile agilità e ricco di mistero.

(durata 40 minuti)

Kindermarsch (D. 928) per pianoforte a 4 mani

Questa è un'altra breve composizione schubertiana che non va valutata per la profondità del contenuto.
Fu scritta a Vienna nell'ottobre del 1827 per il giovanissimo Faust Pachler, la cui famiglia aveva ospitato il compositore a Graz per parecchi giorni.
E' quindi una pagina scritta in segno di gratitudine e di amicizia, che, peraltro, contribuisce a farci intende il carattere di un musicista affezionato ai valori genuini dell'esistenza.

Di nemmeno 100 battute, è in forma ternaria.
La sezione iniziale in sol maggiore è la vera e propria "Marcia", quella centrale in do maggiore funge da Trio di contrasto.
Limitatissima la difficoltà d'esecuzione.

(durata 3 minuti)

Laendler (4) (D. 814) per pianoforte a 4 mani

Il Laendler (da "Land", terra) fu all'epoca di Mozart, Beethoven e Schubert una diffusissima danza di carattere popolare, da cui pare sia derivato il valzer.
Tra i numerosi pezzi che Schubert scrisse per pianoforte con riferimento più o meno esplicito a tale danza, questa serie di 4 Laendler datati 1824 è l'unica che preveda l'intervento esecutivo di 2 pianisti.

Simili nello svolgimento, leggeri nel contenuto, questi facili lavori differiscono nella tonalità: mi bemolle maggiore, la bemolle maggiore, do minore e do maggiore.
Scritti a Zseliz, presso la residenza estiva del conte di Esterházy, furono pubblicati a Vienna nel 1869, editi da Gotthard.

(durata 4 minuti)

Marcia militare in re maggiore op. 51 n. 1 (D. 733) per pianoforte a 4 mani

Le numerose Marce che Schubert compose per pianoforte a 4 mani (dalle "Trois marches héroiques" del 1818 alle "Deux marches caractéristiques" del '26) e quelle che inserì in numerose altre composizioni di più ampio respiro formale, mostrano chiaramente la sua indiscutibile predilezione per questa espressione popolare trasportata nella musica colta.

Nelle 3 Marce op. 51, pubblicate a Vienna nel 1826 da Diabelli, si riconosce lo Schubert più schietto che ricrea per un pubblico raccolto l'atmosfera delle parate, dei festosi eventi pubblici all'aperto.
La prima di queste 3 Marce militari, scritte nel 1822, ne costituisce un esempio perfetto, non a caso divenuta una delle pagine più note del maestro austriaco per l'atmosfera di contagiosa letizia che vi si respira.

(durata 5 minuti)

Variazioni (8) sopra un tema originale in la bemolle maggiore op. 35 (D. 813) per pianoforte a 4 mani

Anche queste Variazioni risalgono all'estate 1824 e vennero pubblicate l'anno seguente incontrando subito un grande successo.
Felice compromesso tra valori artistici e piacevolezza di idee, il lavoro si presenta formalmente chiaro e armonicamente accattivante.
Le qualità schubertiane qui si esprimono, oltre che nel fascino dell'invenzione melodica, soprattutto nella naturalezza con cui si susseguono le Variazioni, che prendono spunto da un tema ritmico ben scandito, quasi di marcia.

Le prime 2 Variazioni hanno carattere decorativo, la terza invece sviluppa giochi imitativi in un clima spensierato.
Dopo la quarta, che accentua lo scatto ritmico, vi è la quinta in modo minore, che crea un effetto di contrasto e scopre una curiosa somiglianza con l'"Allegretto" della Settima Sinfonia di Beethoven.
La contrapposizione dei caratteri continua anche nelle ultime 3 Variazioni, tra le quali spicca la settima, simile ad un segreto sussurrato.
L'ultima ristabilisce una vitalità rustica e ariosa.

(durata 19 minuti)

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