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Robert Schumann
Musica da camera con pianoforte

(1810 - 1856)

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La musica da camera di Robert Schumann


Sonata in la minore n. 1 op. 105 per violino e pianoforte

Sebbene la produzione cameristica schumanniana non sia immune da manierismo, e sebbene i lavori formalmente ispirati alla tradizione classica siano stati letti come momenti quasi involutivi nel suo cammino d'artista, il caso della Sonata in la minore resiste ad ogni critica ponendosi anzi come uno dei capolavori degli ultimi anni.
Fu scritta nell'arco di pochi giorni, tra il 12 e il 16 settembre 1851, in un periodo creativo fervidissimo, nonostante l'attività direttoriale a Duesseldorf gli desse non poche preoccupazioni.

Ma la qualità della Sonata non ne risente per nulla e lo slancio appassionato, che sgorga dai motivi e dalla scioltezza delle elaborazioni, raccoglie i 3 movimenti in un flusso creativo che si rivela forte e deciso.
Così i 2 strumenti interagiscono rivelando anche la fantasia che nasce dal libero espandersi dei ruoli.

"Mit Leidenschaftlichem Ausdruck" ("Con appassionata espressione") è la didascalia al primo movimento, cui seguono un "Allegretto" dal tono vagamente improvvisativo, grazioso e leggero, ed una terza sezione "Lebhaft" ("Vivace"), portatrice di un'eccitazione capricciosa ed inquieta.
La prima edizione, a cura di Hofmeister, e la prima esecuzione risalgono al 1852.

(durata 16 minuti)

Sonata in re minore n. 2 op. 121 per violino e pianoforte

Questa seconda Sonata per violino e pianoforte risale, come la precedente, al 1851.
Fu composta nel giro di una settimana, tra il 26 ottobre e il 2 novembre.
Essa giunge a coronamento di una condizione creativa particolarmente favorevole ed è un lavoro piuttosto ampio, in quattro movimenti, che segue la traccia lasciata dall'op. 105.

Non c'è in questo lavoro la visionarietà delle opere pianistiche degli anni '30 e '40, ma è indubbio che vi si ritrovi una emozione tutta interiore, che oltrepassa di molto i limiti della comunicazione salottiera.
Alimentata da un'invenzione pervasa di febbrili turbamenti, questa Sonata, meno nota della prima, riserva al violino e al pianoforte una scrittura bellissima ed una notevole ricchezza di idee che alimenta l'intenso dialogo strumentale.

I tempi sono: "Ziemlich langsam" ("Alquanto adagio"), che introduce un movimento "Lebhaft2 ("Vivace"); quindi un "Sehr Lebhaft" ("Molto vivace") che ha il ruolo di "Scherzo".

Seguono un movimento moderato "Leise, einfach" ("Piano, semplice"), in forma di variazioni, che lascia al violino il ruolo di conduttore, aprendosi in una improvvisa citazione dello Scherzo; quindi la pagina conclusiva "Bewegt" ("Agitato") che porta all'epilogo in maggiore.

La Sonata in re minore, originariamente intitolata "Grosse Sonate", fu eseguita per la prima volta il 29 ottobre del 1853 da Joseph Joachim e Clara Schumann, e pubblicata nello stesso anno da Breitkopf & Hartel.

(durata 30 minuti)

Maerchenbilder op. 113 per viola e pianoforte

Questi 4 pezzi per viola e pianoforte (oppure violino "ad libitum") furono scritti nel corso del 1851 e precedono di poco l'altra raccolta per trio con numero d'opera 132, analoga nel titolo.
I "Maerchenbilder" ("Quadri fiabeschi") sono però espressi con maggiore organicità, e si reggono su una ispirazione che sembra cogliere con maggiore efficacia l'intimo divagare dell'immaginazione poetica, l'estraniarsi puro e disarmato della mente.

Si tratta di una caratteristica riscontrabile in altre opere dell'ultima fase creativa di Schumann, ma se altrove ciò cade nel manierismo e lascia percepire tendenze involutive, qui converte il colore tenue ed il canto sommesso e confidenziale in atmosfera estatica, toccante, dove il timbro caldo e vellutato della viola agisce in armonia con l'idea.

I pezzi sono nell'ordine: "Nicht schnell" ("Non svelto"), "Lebhaft" ("Vivace"), "Rasch" ("Presto") e "Langsam, mit melanchonischem Ausdruck" ("Lento, con espressione malinconica").
Furono dedicati da Schumann a Joseph Wilhelm von Wasielewski, musicista che tra il '50 e il '52 fu suo assistente a Duesseldorf, il quale insieme a Clara Schumann al pianoforte, ne diede la prima esecuzione pubblica nel 1853.

(durata 17 minuti)

Stuecke (5) im Volkston op. 102 per violoncello e pianoforte

Per la formazione di violoncello e pianoforte Schumann scrisse questa suite di 5 Pezzi nella primavera del 1849 e più tardi, nel '53, una serie di 5 Romanze.
Essendo queste ultime andate perdute, l'op. 102 rimane un lavoro isolato, ma fortunatamente, pur essendo stato compiuto in un periodo in cui la fervida ispirazione non sempre fu accompagnata da un'autocritica altrettanto viva, si è meritato una posizione stabile nel repertorio dei violoncellisti.

Il "tono popolare" espresso nel titolo non attinge peraltro al patrimonio musicale tradizionale, non intende nobilitare un materiale di facile consumo, piuttosto si riferisce all'intento di una libera narratività, che i 5 quadri rappresentano in forma di polittico.
Il primo pezzo "Mit Humor", all'insegna del motto di origine biblica "Vanitas vanitatum" ("Vanità delle vanità"), si svolge tra la seriosità ironica e la scanzonata brillantezza, cui segue il lirismo raccolto del secondo "Langsam" ("Adagio").

Percorso da una vena fantastica, sognante, è il terzo pezzo "Nicht schnell, mit viel Ton zu spielen" ("Non svelto, con un tono molto recitante").
Il quarto è un "Nicht zu rasch" ("Non troppo veloce"), che apre una parte centrale di tenera cantabilità; il quinto, "Stark und markirt" ("Vigoroso e marcato"), conclude con impeto.
Interessante la sequenza calcolata delle tonalità.

In la minore, con una sezione in fa maggiore, il primo quadro; in fa maggiore, con una sezione in minore, il secondo; in la minore, ma con una svolta interna in maggiore, il terzo; in re maggiore, con l'episodio interno in si minore, il quarto; di nuovo in la minore il quinto.
Ciò provoca un fitto gioco di rifrazioni che contribuiscono a fare di questi 5 pezzi le parti di un tutt'uno.
La prima esecuzione, a cura di Andreas Grabau e Clara Schumann, risale al giugno 1850.

(durata 17 minuti)

Romanze (3) op. 94 per oboe e pianoforte

Il titolo di Romanze, scelto da Schumann per queste sue brevi composizioni risalenti al 1849, anno particolarmente fecondo e denso di esiti compositivi di pregio, denota l'atmosfera delicata e amorosa che le pervade, nonché l'impostazione formale tripartita, una tra le più comuni.

Se questo titolo non impedisce a Schumann di sperimentare differenti soluzioni sul piano del carattere e della cifra timbrica (vedi i 4 cicli per coro a cappella e per voce e pianoforte, le 3 pagine per pianoforte op. 28), rappresenta nel caso specifico l'adesione ad uno stile intimistico, non come ricerca interiore, ma come suadente comunicazione salottiera, dove tuttavia anche il convenzionale non è mai di cattiva qualità.

Le 3 Romanze op. 94, nelle quali l'elemento melodico spicca in frasi ampie e armoniose, furono pubblicate da Simrock nel 1851.
I tempi dei 3 pezzi sono rispettivamente: "Nicht schnell" ("Non veloce"), "Einfach, "inning" ("Semplice, intimo"), "Nicht schnell".
Lo strumento a fiato può essere sostituito dal violino o dal violoncello.

(durata 11 minuti)

Phantasiestuecke op. 73 per clarinetto e pianoforte

La denominazione Phantasiestuecke ricorre qui per la seconda volta nel catalogo di musica da camera di Schumann, dopo l'op. 88 per Trio del 1842.
E' evidentemente un tema caro al maestro tedesco, che nasce da un forte impulso immaginativo e si valorizza poeticamente in un'affermazione di libertà inventiva.

Ed è singolare constatare, a tale proposito, che il primitivo titolo di questi 3 pezzi così intimamente collegati da risultare ineseguibili separatamente, fosse "Soirée-stucke", titolo più notturno ed enigmatico che salottiero.

Scritte e pubblicate, nel 1849, le 3 pagine hanno struttura formale simile, ternaria, con ripresa e, nel secondo e terzo pezzo, coda.
Ma questa impostazione accademica ha il pregio di attenuarsi nell'invenzione di ritornelli interni e nel fiorire di incisi e di motivi derivati.

Le didascalie ai 3 pezzi sono "Zart und mit Ausdruck" ("Delicato e con espressione"), "Lebhaft, leicht2 ("Animato, leggero"), "Rasch und mit Feuer" ("Rapido e con fuoco").
Fascinosissimi, i Phantasiestuecke che oscillano nel tono di La tra il modo maggiore e il modo minore, possono essere eseguiti, in alternativa al clarinetto, dal violino e dal violoncello.
La prima interpretazione ne fu compiuta dal clarinettista Johann Kotte e dalla moglie di Schumann, Clara.

(durata 10 minuti)

Adagio e Allegro in la bemolle maggiore op. 70 per corno e pianoforte

Anche questa è un'opera del 1849, anno fecondo per Schumann.
Fu redatta nel mese di febbraio, nell'arco di soli 4 giorni (dal 14 al 17), con il titolo di "Romanza e Allegro", poi mutato.
E' un lavoro significativo, soprattutto perché alimenta il non vasto repertorio per corno e pianoforte, e perché evidenze la predilezione romantica per questo strumento a fiato, ritenuto, come annotava Berlioz nel suo "Trattato di strumentazione" del 1844, "nobile e malinconico".

Peraltro la scrittura schumanniana si spinge oltre, divenendo virtuosistica e accesa nel secondo movimento, anche se il tutto appare frenato da un certo manierismo e da un'unione non sempre efficace tra i 2 strumenti.

Prevedendo la possibile sostituzione del corno con l'oboe, il violino o il violoncello, quest'opera vede indicati i caratteri dei suoi movimenti dalle seguenti indicazioni: per l'"Adagio" Schumann precisa "Langsam, mit innigem Ausdruck " ("Lento e con intima espressione"); per l'"Allegro", "Rasch und feurig" ("Rapido e con fuoco").
Il lavoro fu edito nel 1849 da Kistner ed eseguito in pubblico nella versione per violino l'anno seguente, con Clara Schumann al piano.

(durata 8 minuti)

Andante e Variazioni in si bemolle maggiore op. 46 per 2 pianoforti

Questa composizione, l'unica scritta da Schumann per 2 pianoforti, risale al 1843.
E' nota anche in una versione molto diversa, che fu quella originaria, concepita all'inizio dello stesso anno per 2 pianoforti, 2 violoncelli e corno.
Sebbene fosse una soluzione interessante e ricercata nella scrittura per quintetto, la partitura fu scartata e quindi riutilizzata per due tastiere.
In questa veste fu pubblicata nel '44, lievemente rimaneggiata.

La prima versione fu invece pubblicata postuma, nel 1893.
L'Andante, che offre spunto a 9 Variazioni, possiede un tono intimo e malinconico, lievemente struggente, che le trasformazioni hanno il potere di accrescere e diminuire in una sequenza ragionata di quadri.
La tavolozza espressiva è dunque ricca di sfumature ed alcune variazioni spiccano per una notevole originalità anche se, nonostante la personalità schumanniana sia ovunque presente, non sembra attuarsi un progetto di particolare spessore.

(durata 15 minuti)

Bilder aus Osten, 6 Improvvisi op. 66 per pianoforte a 4 mani

Tra le musiche per pianoforte a 4 mani, con le quali si continua una tradizione che ha in Schubert il suo rappresentante ideale, questi "Quadri d'Oriente" del 1848 si segnalano per eccellenza di ispirazione e offrono il mosaico di caratteri nel quale Schumann riversa la sua personalità.

Si tratta in effetti di una raccolta di 6 brevi "Impromptus" che richiamano col titolo un'opera dell'orientalista tedesco Friedrich Ruckert (poeta che fornì a Schumann tra l'altro il testo per celebri Lieder come "Widmung" e "Zum Schluss") e, dove i rapporti interni delle tonalità (si bemolle minore, re bemolle maggiore e fa minore) aprono le vie alla realizzazione di un ciclo emozionalmente compiuto.
Spiccano per intensità espressiva il primo, il secondo, il quarto e il sesto pezzo.

(durata 30 minuti)

- Karadar Bertoldi Ensemble - Studio Informatico Anesin -