| Biografie Compositori - Languages - | ||
Robert Schumann
[ Opere | Schumann Page | Photo Gallery | Home Page] |
|
![]()
Sonata in la minore n. 1 op. 105 per violino e pianoforte Sebbene la produzione cameristica schumanniana non sia immune da
manierismo, e sebbene i lavori formalmente ispirati alla tradizione classica siano stati
letti come momenti quasi involutivi nel suo cammino d'artista, il caso della Sonata in la
minore resiste ad ogni critica ponendosi anzi come uno dei capolavori degli ultimi anni. Ma la qualità della Sonata non ne risente per nulla e lo slancio
appassionato, che sgorga dai motivi e dalla scioltezza delle elaborazioni, raccoglie i 3
movimenti in un flusso creativo che si rivela forte e deciso. "Mit Leidenschaftlichem Ausdruck" ("Con appassionata
espressione") è la didascalia al primo movimento, cui seguono un
"Allegretto" dal tono vagamente improvvisativo, grazioso e leggero, ed una terza
sezione "Lebhaft" ("Vivace"), portatrice di un'eccitazione capricciosa
ed inquieta. (durata 16 minuti) Sonata in re minore n. 2 op. 121 per violino e pianoforte Questa seconda Sonata per violino e pianoforte risale, come
la precedente, al 1851. Non c'è in questo lavoro la visionarietà delle opere pianistiche
degli anni '30 e '40, ma è indubbio che vi si ritrovi una emozione tutta interiore, che
oltrepassa di molto i limiti della comunicazione salottiera. I tempi sono: "Ziemlich langsam" ("Alquanto adagio"), che introduce un movimento "Lebhaft2 ("Vivace"); quindi un "Sehr Lebhaft" ("Molto vivace") che ha il ruolo di "Scherzo". Seguono un movimento moderato "Leise, einfach" ("Piano, semplice"), in forma di variazioni, che lascia al violino il ruolo di conduttore, aprendosi in una improvvisa citazione dello Scherzo; quindi la pagina conclusiva "Bewegt" ("Agitato") che porta all'epilogo in maggiore. La Sonata in re minore, originariamente intitolata "Grosse Sonate", fu eseguita per la prima volta il 29 ottobre del 1853 da Joseph Joachim e Clara Schumann, e pubblicata nello stesso anno da Breitkopf & Hartel. (durata 30 minuti) Maerchenbilder op. 113 per viola e pianoforte Questi 4 pezzi per viola e pianoforte (oppure violino
"ad libitum") furono scritti nel corso del 1851 e precedono di poco l'altra
raccolta per trio con numero d'opera 132, analoga nel titolo. Si tratta di una caratteristica riscontrabile in altre opere dell'ultima fase creativa di Schumann, ma se altrove ciò cade nel manierismo e lascia percepire tendenze involutive, qui converte il colore tenue ed il canto sommesso e confidenziale in atmosfera estatica, toccante, dove il timbro caldo e vellutato della viola agisce in armonia con l'idea. I pezzi sono nell'ordine: "Nicht schnell" ("Non
svelto"), "Lebhaft" ("Vivace"), "Rasch"
("Presto") e "Langsam, mit melanchonischem Ausdruck" ("Lento, con
espressione malinconica"). (durata 17 minuti) Stuecke (5) im Volkston op. 102 per violoncello e pianoforte Per la formazione di violoncello e pianoforte Schumann
scrisse questa suite di 5 Pezzi nella primavera del 1849 e più tardi, nel '53, una serie
di 5 Romanze. Il "tono popolare" espresso nel titolo non attinge
peraltro al patrimonio musicale tradizionale, non intende nobilitare un materiale di
facile consumo, piuttosto si riferisce all'intento di una libera narratività, che i 5
quadri rappresentano in forma di polittico. Percorso da una vena fantastica, sognante, è il terzo pezzo
"Nicht schnell, mit viel Ton zu spielen" ("Non svelto, con un tono molto
recitante"). In la minore, con una sezione in fa maggiore, il primo quadro; in fa
maggiore, con una sezione in minore, il secondo; in la minore, ma con una svolta interna
in maggiore, il terzo; in re maggiore, con l'episodio interno in si minore, il quarto; di
nuovo in la minore il quinto. (durata 17 minuti) Romanze (3) op. 94 per oboe e pianoforte Il titolo di Romanze, scelto da Schumann per queste sue brevi composizioni risalenti al 1849, anno particolarmente fecondo e denso di esiti compositivi di pregio, denota l'atmosfera delicata e amorosa che le pervade, nonché l'impostazione formale tripartita, una tra le più comuni. Se questo titolo non impedisce a Schumann di sperimentare differenti soluzioni sul piano del carattere e della cifra timbrica (vedi i 4 cicli per coro a cappella e per voce e pianoforte, le 3 pagine per pianoforte op. 28), rappresenta nel caso specifico l'adesione ad uno stile intimistico, non come ricerca interiore, ma come suadente comunicazione salottiera, dove tuttavia anche il convenzionale non è mai di cattiva qualità. Le 3 Romanze op. 94, nelle quali l'elemento melodico spicca in frasi
ampie e armoniose, furono pubblicate da Simrock nel 1851. (durata 11 minuti) Phantasiestuecke op. 73 per clarinetto e pianoforte La denominazione Phantasiestuecke ricorre qui per la seconda
volta nel catalogo di musica da camera di Schumann, dopo l'op. 88 per Trio del 1842. Ed è singolare constatare, a tale proposito, che il primitivo titolo di questi 3 pezzi così intimamente collegati da risultare ineseguibili separatamente, fosse "Soirée-stucke", titolo più notturno ed enigmatico che salottiero. Scritte e pubblicate, nel 1849, le 3 pagine hanno struttura formale
simile, ternaria, con ripresa e, nel secondo e terzo pezzo, coda. Le didascalie ai 3 pezzi sono "Zart und mit Ausdruck"
("Delicato e con espressione"), "Lebhaft, leicht2 ("Animato,
leggero"), "Rasch und mit Feuer" ("Rapido e con fuoco"). (durata 10 minuti) Adagio e Allegro in la bemolle maggiore op. 70 per corno e pianoforte Anche questa è un'opera del 1849, anno fecondo per Schumann.
Peraltro la scrittura schumanniana si spinge oltre, divenendo virtuosistica e accesa nel secondo movimento, anche se il tutto appare frenato da un certo manierismo e da un'unione non sempre efficace tra i 2 strumenti. Prevedendo la possibile sostituzione del corno con l'oboe, il
violino o il violoncello, quest'opera vede indicati i caratteri dei suoi movimenti dalle
seguenti indicazioni: per l'"Adagio" Schumann precisa "Langsam, mit innigem
Ausdruck " ("Lento e con intima espressione"); per l'"Allegro",
"Rasch und feurig" ("Rapido e con fuoco"). (durata 8 minuti) Andante e Variazioni in si bemolle maggiore op. 46 per 2 pianoforti Questa composizione, l'unica scritta da Schumann per 2
pianoforti, risale al 1843. La prima versione fu invece pubblicata postuma, nel 1893. (durata 15 minuti) Bilder aus Osten, 6 Improvvisi op. 66 per pianoforte a 4 mani Tra le musiche per pianoforte a 4 mani, con le quali si continua una tradizione che ha in Schubert il suo rappresentante ideale, questi "Quadri d'Oriente" del 1848 si segnalano per eccellenza di ispirazione e offrono il mosaico di caratteri nel quale Schumann riversa la sua personalità. Si tratta in effetti di una raccolta di 6 brevi
"Impromptus" che richiamano col titolo un'opera dell'orientalista tedesco
Friedrich Ruckert (poeta che fornì a Schumann tra l'altro il testo per celebri Lieder
come "Widmung" e "Zum Schluss") e, dove i rapporti interni delle
tonalità (si bemolle minore, re bemolle maggiore e fa minore) aprono le vie alla
realizzazione di un ciclo emozionalmente compiuto. (durata 30 minuti) | |||||||||