Salvatore Sciarrino
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Compositore italiano: essenzialmente autodidatta, ha iniziato a comporre all'età di dodici anni, formandosi sull'ascolto delle opere dei grandi del passato e dei contemporanei. Del 1966 è la "Sonata per 2 pianoforti" che, insieme alla "Berceuse" del 1967 per orchestra, afferma precocemente la sua abilità di ricerca. Sciarrino è ammiratore di Stockhausen, ma ne rifiuta il serialismo integrale, preferendo basare la sua musica sulla "trasformazione del suono tramite la massima articolazione". Il suo linguaggio, assolutamente personale, è legato alla tradizione europea sette-ottocentesca ma con un carattere nuovissimo: per la prima volta il timbro non è più concepito solo come colore ma è determinante della struttura stessa della musica; da lontano, nella sua opera, si può sentire un certo Ravel.Ne sono prova intensa e di difficile esecuzione lavori come il Trio, gli "Studi", i "Capricci", "Allaue in una lontananza"; la sua indagine sul suono, che si inserisce in un contesto formale di esemplare chiarezza trova altri punti forti nell'opera "Amore e Psiche" del 1972, in "Vanitas" per soprano, violoncello e piano del 1981 e nel Trio con pianoforte n. 2 del 1987. Dopo aver insegnato al conservatorio di Milano e di Perugia, dal 1987 ha insegnato in quello di Firenze. |