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Bedrich Smetana
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Violinista e pianista già dall'età di 4 anni, studiò in diverse città ceche tra cui Praga, dove fu allievo di Proksch, Batka, Beer e dove esercitò anche l'attività di insegnante privato. Conosciuti Liszt e Berlioz, nel '48 aderì al movimento rivoluzionario e nel '50 divenne l'insegnante di pianoforte dell'imperatore Ferdinando I, giunto a Praga dopo aver abdicato in favore di Francesco Giuseppe. Un anno dopo la morte della figlioletta, nel '56 partì per la Svezia, nominato direttore d'orchestra dalla "Società Filarmonica" di Goteborg. Nel '61, però, decise il definitivo ritorno in patria, progettando lo
sviluppo di un'arte "nazionale". Compose Opere, vari poemi sinfonici ed altri pezzi per orchestra,
pagine corali, liederistiche, pianistiche. - MIDI FILE - "Moldau" for orchestra (8'08'') - MIDI FILE - "Skocna" (5'58'') - MIDI FILE - "Z ceskych luhu a haju" (12'10'')
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"Dal mio paese" 2 pezzi, per violino e pianoforte Assieme alla "Fantaisie sur un air Bohémien", scritta a
18 anni, il dittico "Dal mio paese" è l'unica altra opera per violino e
pianoforte di Smetana. I due pezzi di "Z domovint" si differenziano per carattere
e per trattamento strumentale. (durata 9 minuti)
Trio in sol minore op. 15 per violino, violoncello, pianoforte Questo Trio, che data 1855, fu ispirato a Smetana da un doloroso
evento: la prematura perdita della figlia Bedriska di soli 4 anni e mezzo. I tempi sono 3: un "Moderato assai", un "Allegro ma
non agitato", che riprende un tema del primo movimento e che si sviluppa in forma di
breve rondò, con episodi interni più calmi ("Andante" e "Maestoso"),
quindi un "Finale: Presto" che a poco a poco ne rasserena il clima. (durata 28 minuti)
Quartetto in mi minore n. 1 "Dalla mia vita" per archi La produzione strumentale cameristica di Smetana, nonostante sia
quantitativamente limitata, offre al suo interno esempi di rara intensità, come il Primo
Quartetto per archi (1876), che non a caso è divenuto assai popolare. La fortuna relativa del boemo, a cui nessuno disconosce il ruolo di
leader del movimento nazionalista del secondo '800, si spiega forse con la mancanza di
un'identità esteriore di immediata assimilazione, cioè di un tratto inconfondibilmente
nazionale, fondato sul folclore. Ed è l'aspetto sentimentale che nel Primo Quartetto acquista
proporzioni perfette a rappresentare la sua qualità più convincente. Quest'opera vibrante, dove rivivono sia le tenerezze schubertiane,
che gli slanci generosi alla maniera di Mendelssohn, consta
di un "Allegro vivo appassionato", di un "Allegro molto moderato a la
Polka", di un commosso "Largo sostenuto" (testimonianza dell'amore di
Smetana per Katafina Kolai, più tardi divenuta sua moglie) e di un conclusivo
"Vivace", la cui coda suggestiva introdotta da un'improvvisa sospensione
drammatica, echeggia temi del primo movimento. (durata 27 minuti)
Quartetto in re minore n. 2 per archi Assai meno noto del Primo Quartetto, questo Secondo, scritto da
Smetana "nello stato di malattia nervosa originato dalla sordità", nei suoi
ultimi anni di vita, tra il 1882 e il 1884, sviluppa le tendenze di un istinto ormai
svincolato da ogni forma prestabilita privilegiando la libera associazione di idee, in un
clima di accentuato travaglio creativo. Si tratta di un'altra opera fortemente "autobiografica",
ispirata dal presentimento della fine, da un sofferente sguardo retrospettivo, eppure
attraversata da bellissime invenzioni melodiche, pervase da un soffio vitale ancora
intatto. (durata 18 minuti)
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