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Igor Stravinsky
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Compositore russo, incominciò a studiare musica relativamente tardi, quando, già avviato agli studi universitari di legge, incontrò il compositore Rimskij Korsakov, che lo prese tra i suoi allievi. Un approfondito studio della composizione gli permise di elaborare i suoi primi lavori importanti. Nel 1908 ebbe occasione di conoscere Sergej Diaghilev, direttore della compagnia dei balletti russi operanti a Parigi. Diaghilev intuì subito il talento di Stravinskij e decise di commissionargli alcuni brani, fra i quali i tre balletti che fecero la fortuna del musicista: L'uccello di fuoco, Petruska e La sagra della primavera. In questi lavori Stravinskij mostra già di possedere una forte personalità e uno stile molto originale legati entrambi alla capacità di reinterpretare e rielaborare elementi folklorici tradizionali della musica popolare russa. La sua musica venne considerata da molti eccessivamente innovativa: forse non si erano accorti di trovarsi di fronte a uno degli uomini che avrebbero cambiato il cammino della storia della musica del 900. MIDI FILE - Firebyrd: Dance (1'13'') Con lo scoppio della prima guerra mondiale, Stravinskij lasciò definitivamente la Russia per stabilirsi a Ginevra, in Svizzera, dove compose musiche in cui introdusse elementi tratti da vari generi musicali tra i quali anche il jazz. Nascono così la Storia del soldato (un insieme di parti recitate, parti suonate e parti ballate), il famoso Ragtime composto per un gruppo di undici strumenti, e Piano rag Music, tutti con chiari riferimenti stilistici alla musica jazzistica americana, o afro-americana, e sempre caratterizzata da uno sfondo di lucida, intellettualistica ironia. L'evoluzione stilistica di Stravinskij però non si ferma qui: nel 1919 egli accettò infatti di musicare un balletto su musiche di Pergolesi (la paternità del tema è però dubbia): nasce così Pulcinella, piccolo capolavoro in stile detto "neoclassico", che si fonda sulla ripresa e sulla rielaborazione di musiche del Settecento. Negli ultimi anni di vita Stravinskij si avvicinò anche alla musica dodecafonica (una fase transitoria che conobbe anche Bartok), ma le ultime opere del compositore russo hanno più il sapore della reazione che non dellulteriore apertura. E così possibile tracciare un collegamento immaginario fra la produzione del russo e certe ambientazioni sonore tipiche della Seconda Scuola di Vienna (Berg, Schoenberg e Webern), così come in certe pennellate di incredibile colore, è possibile accomunare certe forma di linguaggio strawinskiano al linguaggio impressionistico-descrittivo di un Debussy.Morì quasi novantenne, ormai conosciuto e
apprezzato in tutto il mondo. |
| Catalogue of I. Stravinsky's Works
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