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Pétr lll'ic Tchajkovskij

(1840 - 1893)

 

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[Pétr lll'ic Tchajkovskij Image]

La vita di Pétr lll'ic Tchajkovskij


Dopo gli anni della prima gioventù, divisi tra musica e scuola di diritto, nel '62 si iscrisse al Conservatorio di San Pietroburgo, divenendo allievo di Anton Rubinstein e diplomandosi nel '65.

- MIDI FILE - Overtoure 1815 (14'19'')

In seguito divenne insegnante di armonia presso il Conservatorio di Mosca, allacciando qualche anno più tardi rapporti con l'ambiente del "Gruppo dei Cinque".

- MIDI FILE - From "Swan Lake": Prelude n. 2 (3'01'')

Dopo il fallimento del matrimonio con Antonina Miljakova, nel '77, e un tentato suicidio, avviò un singolare rapporto con Nadieida von Meck che gli garantì una libertà di movimento assoluta e una rendita annua.

- MIDI FILE - From "Nutcracker": Dance sugar plum (1'43'')

- MIDI FILE - From "Nutcracker": Waltz of the Flowers (7'28'')


Da allora, abbandonato l'insegnamento e senza più problemi economici, poté dedicarsi completamente alla musica, conoscendo un successo internazionale notevolissimo, culminato con inviti negli Stati Uniti (nel '91, dopo l'interruzione dei rapporti epistolari con la von Meck) e con il conferimento di una laurea "honoris causa" da parte dell'Università di Cambridge.

- MIDI FILE - Symphony No. 3:

1st Mov. (16'17'')
2nd Mov. (7'27'')
3rd Mov. (9'43'')
4th Mov. (6'15'')
5th Mov. (9'52'')


La causa della sua morte, avvenuta a San Pietroburgo, fu a lungo attribuita ad un'epidemia di colera.

Qualche anno fa si è avanzata l'ipotesi del suicidio.

- MIDI FILE - From Piano Concerto n.1: 1th Mov. (19'02'')


Compose diverse Opere, 3 balletti, varie musiche di scena, pagine corali sacre e profane, 6 Sinfonie e altri lavori per orchestra, 3 Concerti per pianoforte e orchestra, uno per violino, variazioni per violoncello e orchestra, pezzi pianistici e per canto e pianoforte.

Il catalogo di musica da camera comprende 3 Quartetti per archi, un Trio con pianoforte, un Sestetto per archi, il Souvenir per violino e pianoforte, pagine minori scolastiche e parecchie trascrizioni per pianoforte a quattro mani di opere proprie.

- MIDI FILE - Symphony n.6 "Pathètique": 1th Mov.
2th Mov.
3th Mov.
4th Mov.
(17'15'')
(07'17'')
(19'19'')
(09'18'')

La musica da camera di Pétr lll'ic Tchajkovskij


Souvenir d'un lieu cher op. 42 per violino e pianoforte

Quest'opera, che risale alla prima metà del 1878, è l'unica originale per violino e pianoforte della produzione da camera di Ciajkovskij.
Si compone di 3 pagine distinte, diverse per estensione e carattere ma accomunate da una vena di inquieta malinconia.

Il pezzo più ampio della raccolta è il primo, intitolato "Méditation", destinato in un primo momento al Concerto in re maggiore per violino e orchestra, ma poi accantonato e sostituito con la celebre Canzonetta.

Fortunatamente però - perché si tratta una pagina splendida, intensa e ispirata - il brano fu riutilizzato per il Souvenir, favorendo l'omogeneità di fondo di tutto il pezzo.
L'esito conclusivo fu un trittico assai pregiato, che compare raramente nelle sale da concerto, pur possedendo tutte le più appassionanti caratteristiche dell'arte ciaikovskiana, incluso un virtuosismo strumentale di notevole efficacia.

La successione dei 3 pezzi è la seguente: "Méditation" ("Andante"), "Scherzo" ("Presto giocoso") e "Mélodie" ("Moderato con moto").
Furono editi da Jurgenson nel 1879.

(durata 18 minuti)


Trio in la minore op. 50 per violino, violoncello, pianoforte

Il Trio op. 5O, unico per la formazione classica di violino, violoncello e pianoforte della produzione da camera di Ciajkovskij deve la rarità d'esecuzione alle arditezze strumentali distribuite a piene mani fra le tre parti, nonché alla monumentalità dell'impianto.
Si tratta, insomma, di un lavoro estremamente impegnativo che richiede interpreti agguerriti sotto ogni profilo.

Tra la fine del 1881 e il febbraio 1882 morì precocemente quel Nikolaj Rubinstein che nel 1865 aveva offerto lavoro come insegnante a Ciajkovskij, in segno di solidarietà nel dibattito vivacissimo tra nazionalisti e conservatori.
La scomparsa dell'ammirato amico, pianista e didatta di fama, convinse Ciajkovskij a intraprendere la creazione di una nuova opera, in segno di omaggio estremo.

La nobiltà dell'atto, va aggiunto, contraddisse l'affermazione - espressa solo un anno prima per via epistolare alla von Meck - di disinteresse per le unioni strumentali di pianoforte e archi, giudicate sgradevoli.

Di questa opinione il Trio dedicato "Alla memoria di un grande artista", non risente affatto, trovando anzi esiti particolarmente efficaci grazie a un intreccio rigoglioso di linee e a un'utilizzazione "sinfonica" delle risorse timbriche ed espressive.
Anche l'aspetto formale non è meno caratteristico.
C'è un iniziale "Pezzo elegiaco" che apre episodi ora lirici, ora pensierosi, ora irruenti.
Segue un Tema con variazioni che suddivide lo svolgimento in 2 sezioni.

La prima è costituita dal tema, con 11 variazioni, la seconda dalla Variazione finale e Coda.
Le pagine migliori sono il "Pezzo elegiaco" ed il "Finale".

Le Variazioni, che ambiscono a rappresentare musicalmente la ricca personalità del dedicatario dell'opera, presentano qualche invenzione meno felice.
E' però, complessivamente, un'opera magistrale, tra le più riuscite di Ciajkovskij.
La prima esecuzione ebbe luogo il 2 marzo 1882 al Conservatorio di Mosca.

(durata 50 minuti)


Quartetto in re maggiore n. 1 op. 11 per archi

Scritto nel 1871, a 31 anni, il Quartetto op. 11 costituisce il primo lavoro importante ciajkovskijano, che fa seguito a una dozzina di prove, per la verità scolastiche, compiute durante gli studi al Conservatorio di Pietroburgo, fondato e diretto da Anton Rubinstein.
Occidentalismo e nazionalismo: sembra difficile rinunciare al supporto della facile etichetta trattando dei compositori russi attivi nella seconda metà dell'800.

Eppure tale schematismo non è sempre utile ai fini della formulazione di giudizi di valore, non soltanto perché certi supposti avanguardismi produssero lavori oggi pressoché scomparsi dal repertorio (è il caso della celebre e in un certo senso vanagloriosa "Islamey" di Balakirev, la cui platealità onora poco un'etica di reale rinnovamento), mentre l'attualità del tanto avversato Ciajkovskij o dello sbeffeggiato Rachmaninov inducono a più attente riflessioni della critica e a più meditati approcci degli interpreti.

Ascoltata senza preconcetti, la musica di Ciajkovskij troverà subito assonanze più o meno intense con l'ascoltatore, esigendo comunque il rispetto per la sua intrinsecità.

Ciò si può vedere già con questo primo Quartetto che si esprime in una lingua familiare, romanticamente tenera, che richiama leggerezze mendelssohniane, tra intime flessioni malinconiche ed echi di vita popolare dati dal ricorso a motivi caratteristici.

I tempi sono: "Moderato e semplice - Allegro giusto", il bell'"Andante cantabile" ispirato da un motivo popolare (movimento che affascinò al primo ascolto Tolstoj), "Scherzo: Allegro non tanto" e "Finale".
È un lavoro ben costruito, dalle tinte delicate, che si rivela pienamente in tutte le sue minute pieghe solo con un ascolto sereno e ricettivo.

(durata 28 minuti)


Quartetto in fa maggiore n. 2 op. 22 per archi

Il secondo Quartetto per archi fu scritto da Ciajkovskij all'inizio del 1874, in breve tempo, "con facilità e spontaneità", come egli stesso ebbe a dichiarare.
È un'opera che non si impone per la bellezza dei temi e nemmeno per una decisa impronta espressiva, eppure la leggerezza della scrittura possiede una grazia affascinante, tra echi della cultura nazionale che si perdono in improvvise malinconie solitarie, in sintomi di quel tormento interiore che Ciajkovskij non cercò mai di nascondere.

L'opera si avvia con un "Adagio" che fa da introduzione e sfocia, tramite un breve episodio recitativo, nel "Moderato assai", in cui il gioco di caratteri, ora malinconici ora gioiosamente popolareschi, costituisce la maggiore attrattiva.
Lo "Scherzo: Allegro giusto" è una pagina complessivamente serena, lieve, dalla metrica instabile, con un Trio amabile e salottiero.

Gli segue un "Andante ma non tanto" di notevole ampiezza che appare come il nucleo poetico dell'opera, pervaso da una raffinata e sommessa liricità caldamente appassionata.
Conclude il Quartetto il "Finale: Allegro con moto", dal disinvolto tratto rapsodico, dove trova spazio anche un episodio fugato, dopo il quale si delinea la luminosa, vivace chiusura.

(durata 37 minuti)


Quartetto in mi bemolle minore n. 3 op. 30 per archi

Dopo un lungo viaggio che lo vide con il fratello Modest a Ginevra, Berlino e Parigi, Ciajkovskij completò il suo terzo ed ultimo Quartetto, già abbozzato, nel marzo del 1876.
Di lì a poco avrebbe avuto una fortunata presentazione in pubblico e quindi la pubblicazione di Jurgenson, editore anche dei 2 precedenti Quartetti.

A quel punto la produzione di Ciajkovskij comprendeva già popolari lavori per orchestra come le prime 3 Sinfonie e il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, mentre la stesura del balletto Il lago dei cigni era pressoché terminata.
Dopo queste importanti esperienze, anche la nuova partitura godette di un'accurato disegno formale, complesso e audacemente equilibrato.

L'op. 30 fu dedicata da Cajkovskij alla memoria del violinista Ferdinand Laub, amico carissimo e autore, col quartetto della "Società Musicale Russa", delle prime esecuzioni delle op. 11 e 22.
Questo debito di riconoscenza si manifesta nel patetico, dolente "Andante sostenuto" iniziale che, lungi dall'essere un'introduzione in senso stretto, si spegne lasciando il passo a un trepidante "Allegro moderato", in cui tensioni e distensioni si succedono rapide.
La ripresa dell'"Andante sostenuto" chiude questa prima, amplissima pagina.

Segue un breve "Allegretto vivo e scherzando", che apre un espressivo contrasto nell'episodio centrale.
Il terzo movimento è un "Andante" funebre e doloroso, ma con moto in cui si riversa l'intima preghiera di Ciajkovskij, intercalata da squarci lirici, commossi, vibranti di turbamento.
A questa lunga, stupenda sezione, si contrappone il "Finale: Allegro non troppo e risoluto" di ariosa vivacità, appena oscurato da una citazione della pagina precedente.

(durata 39 minuti)

Il catalogo e le opere teatrali di Pétr lll'ic Tchajkovskij

 

The Operas of P. Tchaikovsky


Catalogue of P. Tchaikovsky's Works

 

       

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