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Carl Maria von Weber
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Figlio di un violinista impegnato in un'attività itinerante, visse fin da bambino nell'ambiente teatrale. Dopo studi disordinati, trovò uno stimolo proficuo negli insegnamenti dell'abate Vogler, a Vienna, tra il 1803 e il 1804, ma poi fu ancora a Karlsruhe nel 1806, a Stoccarda nel 1807 e quindi alla corte dei Wuerttemberg fino al 1910. Già compositore di successo, in seguito si dedicò al concertismo, mentre il suo stile di vita rimaneva dispersivo, ma anche ricco di stimoli creativi. Direttore
dell'Opera di Praga e poi, dal 1816 alla morte, di quella di Dresda, sempre più preso da
molteplici impegni rallentò molto la scrittura di nuovi lavori, accettando comunque dal
Covent Garden di Londra la commissione dell'opera Oberon. Compose Opere, musiche di scena, lavori sacri, corali, Concerti,
pagine liederistiche e pianistiche.
- MIDI FILE - Concertino for clarinet (8'03'') - MIDI FILE - From "Euriante": Ouverture (8'04'')
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Già il titolo di questa composizione, datata 1816, illustra le
caratteristiche generali dello svolgimento. Sebbene la destinazione concertistica porti, generalmente, ad
accentuare l'esteriorità del linguaggio, qui Weber ritrova una misura ideale riuscendo ad
amalgamare sapientemente valori tecnici e musicali, in una partitura animata da costante
tensione espressiva. (durata 17 minuti)
Variazioni (7) su un tema di "Silvana " op. 33 per clarinetto e pianoforte Queste Variazioni, che Weber scrisse nel 1811 a Praga, nel corso di
una tournée di concerti in duo con il clarinettista Heinrich Baermann, non sono
frequentemente eseguite e non racchiudono valori particolarmente eclatanti, ma si
segnalano per l'efficace scrittura clarinettistica e l'armonioso equilibrio dei tratti
espressivi, in cui il tono popolaresco convive con le suggestioni sentimentali. Al tema seguono le 7 Variazioni, che sfruttano le potenzialità
espressive e timbriche dei due strumenti. (durata 10 minuti)
Pezzi (8) op. 60 per pianoforte a 4 mani La produzione weberiana per pianoforte a 4 mani non contempla alcun
lavoro particolarmente impegnativo sotto l'aspetto formale e consta di 3 raccolte di pezzi
vari. Nelle prime 2 serie Weber inventa una musica leggera, di puro
intrattenimento, piuttosto impersonale. Dopo il "Moderato" e l'"Allegro", il successivo
"Adagio" possiede un fascino evocatore mentre il quarto pezzo,
"Allegro", tutto ben marcato, sviluppa un virtuosismo dagli accenti ungheresi. La pagina più ampia è la Marcia, probabilmente il pezzo più noto
della raccolta, percorso da una toccante gravità degna di Schubert,
mentre la conclusione è affidata ad un vivace Rondò. (durata 35 minuti)
Trio in sol minore op. 63 per flauto, violoncello, pianoforte Ecco uno dei lavori più riusciti di Weber, in cui l'atteggiamento
romantico che interpreta la natura e la civiltà, si esprime concretamente nella bellezza
e nell'efficacia della realizzazione strumentale. Scritto nel 1819, in un momento di serenità e impegno artistico
(tra l'attività di direttore dell'Opera di Dresda e il cantiere del Freischuetz) questo
Trio spicca per personalità ed equilibrio formale nonché per una calda e vivace
espressività. Il bell'Andante espressivo intitolato Schaefers Klage ("Il
lamento del pastore"), risalente al 1813 e sviluppato sul tema di una canzone
popolare, lascia esibire ai tre strumenti la pienezza dei loro colori timbrici, tra
fluenti e garbate frasi cantabili, di grande potere comunicativo. (durata 20 minuti)
Quintetto in si bemolle maggiore op. 34 per clarinetto e archi Per il clarinetto Weber nutrì una vera e propria predilezione,
tanto da assegnargli un ruolo rilevante nell'ambito della produzione strumentale
orchestrale e cameristica. Perciò in questa composizione lo strumento a fiato è quasi
costantemente in primo piano, con un repertorio variegato di effetti. Vi è un "Allegro" dall'incipit curiosamente simile a quello del Largo nella Sonata op. 7 di Beethoven, ma dallo svolgimento più sereno, quindi una gradevole "Fantasia: Adagio ma non troppo", il momento di maggiore intensità espressiva, seguita da un "Minuetto-Capriccio: Presto" ed un "Rondò: Allegro giocoso" leggermente prolisso. (durata 24 minuti)
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