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Anton Webern

(1883 - 1945)

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La vita di Anton Webern


Dopo aver ricevuto, già a 5 anni, le prime lezioni di pianoforte dalla madre, continuò a Graz e Klagenfurt negli anni del liceo.

Nel 1902 si iscrisse all'Università di Vienna e dal 1904 al 1908 fu allievo di Schoenberg.

Laureatosi in musicologia nel 1906 con Guido Adler, 2 anni più tardi intraprese la carriera di direttore d'orchestra, proseguendo l'attività compositiva.

Tra il 1915 e il 1916 fu costretto ad arruolarsi.

Riaccostatosi alla musica nel '17, fu direttore all'Opera tedesca di Praga e quindi, di nuovo a Vienna, collaborò con Schoenberg nell'"Associazione di esecuzioni musicali private".

Inoltre diresse diverse corali e l'orchestra sinfonica dei lavoratori viennesi.

Nominato nel '27 direttore della Radio austriaca ed insignito nel '24 e nel '31 del premio "Città di Vienna", ottenne un riconoscimento sempre più vasto, sancito anche dalle pubblicazioni delle sue opere a cura della "Universal Edition".

Dal 1933, tuttavia, con l'annessione dell'Austria al Terzo Reich, la diffusione della sua musica incontrò molte difficoltà.

MIDI FILE - Orchester Stueck op.6 No.6 (1'24'')

Nel '45, dopo la perdita del figlio in seguito a un bombardamento, riparò a Mittersill dove, per un tragico errore, fu ucciso da un soldato americano.

Compose vari lavori per orchestra, pezzi corali, vocali, liederistici, pianistici.

Il catalogo di musica da camera comprende 2 Quartetti e varie altre pagine per quartetto d'archi, un Concerto per 9 strumenti, un Quintetto per pianoforte e archi, un Trio per archi, un Quartetto per violino, violoncello, sassofono e pianoforte, Pezzi per violino e pianoforte e per violoncello e pianoforte.

La musica da camera di Anton Webern


Langsamer Satz per quartetto d'archi

Anche questo lavoro, come il Quartetto, ritrovato dopo la morte di Webern, fu scritto nel 1905 ed appartiene dunque al periodo in cui egli frequentava la scuola di Schoenberg.

L'apprendistato, se così si può chiamare, durò dal 1904 al 1908 ma non impedì all'allievo di esprimersi in opere molto interessanti.

Questo "Langsamer Satz" si basa su due temi che rientrano nello stile del decadentismo romantico, da cui si sviluppa uno svolgimento di toccante intensità, nel clima di "Erinnerung", memoria struggente che è l'addio ad un'epoca.

(durata 10 minuti)


Quartetto per archi

Eseguito per la prima volta negli anni '60 negli Stati Uniti, questo Quartetto risale al 1905 ed illustra la primissima fase compositiva weberniana, già caratterizzata dall'essenzialità delle soluzioni e proiettata verso la dissoluzione tonale come rinnovamento integrale del linguaggio.

Come nel contemporaneo Quartetto op. 7 di Schoenberg, nonostante la scrittura contrappuntistica e la rigorosa elaborazione determinino in larga parte le novità armoniche, vi sussiste la memoria del decadentismo romantico, il cui lieve respiro perde i valori retorici per acquistare poesia e liricità.

Questa particolare sensibilità, che non abbandonerà Webern neanche nelle opere successive, è sottolineata dalle linee strumentali leggere e trasparenti.
Svolta in un solo movimento, la partitura trae il suo soffio vitale da una cellula di 3 suoni esposta all'inizio.

Poi, attraverso numerose variazioni di tempo, tende ad una progressiva intensificazione, fino alla catarsi finale.

Sul retro del manoscritto Webern trascrisse le parole dello scrittore tedesco Jacob Boehme: "Non posso descrivere il senso di trionfo che pervase il mio spirito.
Potrebbe essere paragonato solo alla nascita di una vita nel mezzo della morte, alla resurrezione dalla morte.

In questa luce la mia mente vedeva immediatamente in tutte le cose.
E in tutte le creature, persino nelle erbacce riconosceva Dio, chi egli poteva mai essere e come e quale fosse la sua volontà".

(durata 13 minuti)


Quintetto per pianoforte e archi

Altro lavoro giovanile, che riecheggia esteriormente il linguaggio tardo-ottocentesco, questo Quintetto in un solo movimento fu scritto nel 1907 per la tradizionale formazione di archi e pianoforte.

Sebbene vi sia un curioso, inessenziale riferimento alla tonalità (il do maggiore si esprime all'inizio per riemergere alla fine), le sovrapposizioni dei suoni si realizzano con una libertà significativa.

Ed anche le frasi, i temi concepiti secondo un modello melodico sperimentato, dettato dai codici tradizionali, convivono con idee e modi espressivi dalla fisionomia innovativo, come, ad esempio, i fremiti inquietanti degli archi all'inizio della sezione centrale.

Appare insomma già chiara in questo lavoro in forma sonata la prospettiva di un superamento dei linguaggio tonale con un'energia nuova e purificata dalla retorica, in seguito localizzata nella rigorosissima ed insieme poetica musica seriale.
Il Quintetto è stato pubblicato postumo nel 1953, da Boelke-Bomart.

(durata 13 minuti)

Il catalogo e le opere principali di Anton Webern

 

The most important works of A. Webern

Catalogue of A von Webern's Works

 

 

- Karadar Bertoldi Ensemble - Studio Informatico Anesin -