BiografyOperaPhotosWorksLiederMp3sMidisShopTools
Composers Biography
ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
vuoto.gif (49 byte)

 

Vittorio Baravalle

(1855  - 1942)

[ BaravalleComposers | Mp3 | Home Page ]

linecomposer.gif (1935 byte)

The Operas of Vittorio Baravalle


ANDREA DEL SARTO
 



DRAMMA LIRICO IN TRE ATTI
DI
A. GHISLANZONI


MUSICA DI
VITTORIO BARAVALLE


PERSONAGGI:
ANDREA DEL SARTO
LUCREZIA DEL FEDE, sua moglie

DALIA, modella
CORDIANI, pittore, allievo di
ANDREA
GREMIO, vecchio famigliare di ANDREA
PITTORI - ALLIEVI - MODELLE
La scena ? a Firenze 1530.



Atto I
Atto II
Atto III




ATTO PRIMO.




Un cortile nella casa di Andrea Del Sarto.
Sovra un piedestallo un busto che rappresenta il pittore.
Giardino nel fondo diviso da una cancellata.
Su una parete l'effigie della Madonna Addolorata.
E? l'alba.

Allievi, pittori, modelle, che irrompono dai fondo,
portando ghirlande di fiori. Andrea Del Sarto e Gremio.

CORO
Coroniamo di fior - l'effigie venerata
dell'eccelso pittor - che all'arte ci educ?...
Su questa nobil fronte - dal genio irradiata
un'orma di celeste - bellezza Iddio stamp?.
(compariste Andrea seguito da Gremio)
Evviva Andrea del Sarto - nostro maestro e padre!
Per te di gloria un anno - ancora si comp?.
Con noi Firenze, madre - dell'arti pi? leggiadre,
acclamando al tuo nome - saluta il lieto di!

ANDREA
(con mestizia stringendo la mano agli allieti)
Dei lieti auguri
a voi son grato,
la man stringetemi...

CORO
Cosi turbato!...

ANDREA
Voi col nome di padre
mi salutaste or dianzi, e come figli
io v'amo tutti.
Pur vi ? qualcuno che affascinato
dall'arte insana che altrove impera,
alle mie cure paterne, ingrato
ha disertato la mia bandiera.

CORO
Chi mai?

ANDREA
Cordiani.

CORO
Gi? ognun stupiva
ch'ei qui non fosse...

ANDREA
Ieri... ei partiva.
Senza una lagrima s'? congedato
Ah! pi? che ingrato ei fu crudel!

CORO
De' tuoi scolari... egli... il pi? antico...
il pi? valente...

ANDREA
Si, pi? che amico...
pi? che maestro... gli fui fratel.
(colla pi? viva commozione)
Nelle sue tele io rifiorir vedea
dell'arte antica il glorioso stil;
del divin Raffaello in lui parea
rinato il genio e l'anima gentil!..
Forse troppo l'amai - forse del mio
orgoglio cieco m'ha punito Iddio!

CORO
E' strano... ? inesplicabile...

GREMIO
(avvicinandosi ad Andrea)
Ma... via !... c'? poi ragione
di accorarsi cotanto ? Partito? - buon padrone.
Vada dove gli piace. - Il senno ora ha smarrito...
ma poi... domani forse... qui torner? pentito.

CORO
(con enfasi)
Si... pentito ei torner?...
di un capriccio, di un error
degna ammenda - qui far?...

ANDREA
(dominando la sua mestizia)
? vero... perdonate se la mia nota mesta
dei vostri cor devoti ha turbato la festa.

CORO
Viva la gioia!

GREMIO
Viva!
Allegri!

ANDREA
Fiesole
dunque, siccome vuole
nostro costume, compiaci
il fausto rito. - Andiam !

CORO
Dei cieli allo splendor - nel riso di natura
si rassereni il cor - risalga il genio a Dio
e in questo breve oblio - d'ogni terrena cura
nel sacro, eterno ver - s'infiammer? il pensier.
Ai colli! a Fiesole! l'erta si ascenda,
ogni mestizia sgombriam dal cor !

GREMIO
(ritornando e consegnando il mantello ad Andrea)
Su quei che partono l'oblio si stenda

ANDREA
A quei che restano tutto l'amor!...
(stringe la mano agli allievi ed esce con essi.
Gremio li accompagna fino
al cancello poi si ritira)


LUCREZIA
(esce dalla casa e va presso la cancellata,
quindi ritorna con tristezza)

Lieti sen vanno... e Andrea
nella festa di tutti ha gi? scordato
il prediletto allievo. - Io sola... io sola
ho d'angoscia mortale il cor straziato...
Come deserta, come
tenebrosa al mio sguardo oggi appariste
questa dimora a me si cara un tempo!
Pi? nol vedr?... Partito
senza un motto d'addio... pure... io credea...
ch'egli compreso avesse... Oh che mai parlo?
Io stessa, io non sapea di tanto amarlo!...
(con mestizia fantasticando)
Allor che la sua voce a me sal?a
nella romita stanza,
da una dolce mestizia io mi sentia
rapito il cor...
Quella voce parea
il saluto di un'anima sorella...
Quante volte tremando io mi chiedea
fosse mai quella
la voce dell'amor?...
Quando ci incontravamo
egli arrossia, guardandomi
con un sorriso che facea tremar...
Perch?, perch? richiamo
queste vane memorie? Egli ? partito...
Per me tutto ? finito...
tutto io deggio obliar.
(Cordiani entra dal cancello in fondo.)

LUCREZIA
(volgendosi ansante)
Chi ? l? ?

CORDIANI
Cordiani !... la mia presenza
sembra atterrirvi

LUCREZIA
(estremamente agitata)
Di qui incontrarvi
sorpresa sono... Voi da Firenze
credea gi? lungi

CORDIANI
Piet?! perdono!...
Non ebbi core di abbandonarvi...
e come un folle tornato io sono...

LUCREZIA
Non vi comprendo

CORDIANI
(osservando)
Soli noi siamo?...
Nessun pu? udirci ?

LUCREZIA
Nessuno.

CORDIANI
(rapidamente e con passione)
Il core...
dunque vi svelo... Lucrezia... io v'amo...
volea tacere... volea fuggir...
ma fu pi? forte di me l'amore
e disperato venni a morir...

LUCREZIA
(piangendo)
Voi di morir parlate...
dite di amarmi... e osate
con si crudeli accenti
dilaniarmi il cor!...

CORDIANI
Che veggo! i1 pianto vi sta sul ciglio...
Oh! di me dunque piet? sentite...

LUCREZIA
Perch? tornaste? miglior consiglio
era il fuggirmi...

CORDIANI
(con trasporto)
V'amo...

LUCREZIA
Partite!...
La lontananza madre ? d'oblio
e sar? fiero lo strazio mio
pria che da questo cor si dilegui
l'imagin vostra...

CORDIANI
(con gioia)
Fia ver!

LUCREZIA
(quasi sgomentata)
Ciel!

CORDIANI
Ebbene? ebbene?

LUCREZIA
Fuggi, Cordiani,
io... gli ?...da tempo...

CORDIANI
(con ansia)
Parla prosegui...

LUCREZIA
Perduta io sono se pi? rimani...

CORDIANI
Mi ami tu dunque ?

LUCREZIA
(abbandonandosi nelle sue braccia)
Tu... sei crudel. -
(con voce rotta dai singulti)
Io t'amo... si... Perch? dal labbro svellermi
la fatale parola hai tu voluto?

CORDIANI
Per udirla a' tuoi piedi ora qui sono...
? la parola che dischiude i cieli...
Deh! la ripeti ancor!...
Non lacrimar, sorridimi
col tuo celeste riso,
la vita mia si irradia,
nel core ho il paradiso.

LUCREZIA
Sono d'amor le lagrime
che inondan le mie gote,
febbre d'amore ? il fremito
ch'ogni mia fibra scuote;
t'amo e rapita l'anima
da un fascino tremendo,
priva di te comprendo
che viver non potr?.

CORDIANI
Per questa gioia immensa
ch' ogni dolor compensa,
colpe, rimorsi, infamia,
con gioia affronter?.
(Comparisce Gremio,
che si cela dietro un gruppo d'alberi.)


LUCREZIA
(scostandosi atterrita da Cordiani)
Ah !...

CORDIANI
Che fu

LUCREZIA
Mi parea
che qualcuno...

CORDIANI
(osservando)
Deserta
non ? la casa?... tu il dicevi...

LUCREZIA
Forse
il vecchio Gremio...

CORDIANI
Temi tu ch'ei possa
spiarci ?

LUCREZIA
Odi, Gordiani....
Andrea fra pochi istanti
rincaser?... fa d'uopo
separarci...

CORDIANI
Sta bene...
la mia, la tua felicit? lo impone;
ma in Firenze io rimango, a tutti ascoso
mi terr? - solo a te nota la via
sar? che a me conduce...
verrai tu ?...

LUCREZIA
Ciel!... tu vorresti?...

CORDIANI
(con passione)
Dirti mia.

LUCREZIA
Taci!...

CORDIANI
Potresti
esitare ?

LUCREZIA
(vinta)
Ebben...

CORDIANI
(con fuoco)
Verrai ?

GREMIO
(avanzandosi)
No! pel cielo!

CORDIANI
(traendo il pugnale)
Chi ci ascolta?
Traditore... tu morrai...

LUCREZIA
(interponendosi e trattenendo Cordiani)
Ah! ti arresta!... non colpir!...
(Cordiani lascia cadere il pugnale e rimane immobile,
atterrito, presso Lucrezia)


GREMIO
(a Cordiani)
Come ardisci, o sciagurato,
di chiamarmi traditore?
Dio qui forse m'ha guidato
un delitto a prevenir!
(con forza)
Si, un delitto. - Voi spezzate
un leale, un nobil core,
l'onta e il lutto voi gettate
sovra l'uom che pi? vi am?.
(volgendosi a Lucrezia)
Mia signora, voi piangete...
io vi leggo nello sguardo
che il dolore d'un vegliardo
non invano a voi parl?.

LUCREZIA
(risolutamente a Cordiani)
Va! ti allontana... va!... quelle parole
una sinistra luce
gettano sull'abisso...
Arretriamo!

GREMIO
(con gioia)
Ella ? salva...

CORDIANI
(a Lucrezia)
Ho ben inteso ?
Tu mi scacci? Terrore
ti fa quel vecchio?

LUCREZIA
Io temo
l'infamia ed il rimorso...

CORDIANI
Ne pi? ci rivedremo?

LUCREZIA
M
ai pi?!

CORDIANI
(con ansia)
Mai! tu dicesti?

GREAMIO
Dio m'esaud?!...

CORDIANI
Si compia
or dunque... il fato mio!
(raccoglie il pugnale e si trafigge)

LUCREZIA
Ah!

CORDIANI
Tu il volesti...

GREMIO
Quale orror!

LUCREZIA
Gran Dio!
(Cordiani cade sopra un banco di pietra)

VOCI DI FUORI
Evviva! nel tempio
dell'arte immortale
la festa geniale
si vada a compir

ANDREA
(entrando)
Lieto io son... venite...
Che veggo! Un uom morente...
(scorgendo Cordiani)
Cordiani !...

CORO
Egli!

ANDREA
(a Gremio ed a Lucrezia che si ritraggono turbati)
Ma... dite...
Gremio... che avvenne qui?

LUCREZIA
(in disparte)
Perduta io sono...

GREMIO
(turbato)
Da quelle stanze... un grido
udimmo... accorsi siamo...
di l? veduto abbiamo
un ignoto fuggir... Di sangue intriso
quasi esanime noi qui ritrovammo
il vostro Cordiani...

ANDREA
(con dolore)
Amico... figlio...
fratello mio... Cordiani!...
odimi... parla!...

CORO
Quanto
l'amava...

LUCREZIA
In pianto
sciogliti, O cor.

ANDREA
Silenzio!... ei schiude
gli occhi... venite!
Dio ti ringrazio!
Ei vive ancor!

LUCREZIA
(che vorrebbe avvicinarsi)
Ei vive !... ei vive!...

GREMIO
(trattenendola)
Non vi tradite,
nessuno il vero
vi legga in cor.
(Cordiani si riscuote e stende la mano ad Andrea).


Quadro, cala la tela.



Atto I
Atto II
Atto III




ATTO SECONDO




La sala della scuola di pittura di Andrea del Sarto.
A dritta, breve gradinata in marmo
che adduce allo studio del Maestro.
A sinistra, entrata ad un ampio corridoio.
Porta d'ingresso nel fondo, chiusa da una tenda.
Sparsi per la scena, cavalletti, sgabelli,
dipinti, cartoni, gessi, tavolozze, manichini, ecc.
Verso sinistra, sul daranti,
un cavalletto sul quale il ritratto di Lucrezia,
coverto da un drappo verde. Seggiolone.
Al levarsi della tela, i pittori, che sono intenti al lavoro,
si alzano rumorosamente dagli carni,
e ripongono affrettatamente le tavolozze
ed i pennelli.
Le modelle lasciano le loro pose
e corrono ad abbigliarsi cogli scialli.
Movimento confusamente animato.
L'ora della lezioni: ? terminata.


 

TUTTI
Sosta benefica - dopo il lavoro
la benvenuta - sei tu ogni di!
Ai nostri spiriti - qual mai ristoro
di te pi? grato - il ciel larg??

LE MODELLE
(ammirando i dipinti dei pittori)
Oh le gentili imagini,
che carezzando andate,
imagini sognate
del core nel mister!
De l'Arte avete il genio!

I PITTORI
Elogio lusingliier!
Ma noi diciamo: Vostro n'? il vanto!
Son tali amabili - vezzi soltanto
quei che c'ispirano - coi vezzi lor.

LE MODELLE
(S'ode un suono di campana; ? il mezzod?).
- Udiste? quel suono al desco c'invita!

TUTTI
Si vada, su dunque! la gioia nei cuori!
la fiamma de l'Arte, che scalda la vita,
s'accende al giocondo sorriso d'Amor!
Sosta benefica - dopo il lavoro,
la benvenuta - sei tu ogni d?!

(Tra canti ed evviva escono tutti in allegra confusione
per il corridoio a sinistra. - Brevo silenzio ?
Cordiani, che ha atteso la partenza degli amici,
entra dal fondo, trepidante.)

CORDIANI
(con effusione)
O sacro asil, casa diletta,
ove l'arte sognai, sognai l'amor!
Lucrezia! o raggio del pensier mio!
come il labbro ridice
trepidante il tuo nome,
Creatura celeste, ispiratrice! -
Invan l'occulto rimorso atroce
da queste mura mi discacci?,
invan d'Andrea chieder la voce
giusta vendetta da me sembr?!
Mi vince l'anima poter pi? forte
d'ogni consiglio, d'ogni dover...
Tutto dimentico, sfido la morte,
ma te Lucrezia, vo' riveder!
Si, l'universo da me s'invola...
brilli tu sola - nel mio pensier.

GREMIO
(dal fondo, sorpreso all'eccesso scorgendo Cordiani)
E creder deggio agli occhi miei?... Gordiani !
Reso ? irsuto in voi dunque
il grido de l'onor?

CORDIANI
Gremio !... desisti.

GREMIO
(avvicinandosi con gravit?)
Non v'imponeva forse il grido suo
questa casa fuggir.. lasciar Firenze?

CORDIANI
(con scatto)
De' tuoi rimproveri,
e dello spregio
universal son degno...
ma tu non sai
qual di me faccia strazio
questa cieca passione! ..
Su' passi miei, sovra ogni mio disegno
pi? non veglia ragione...
e mio malgrado, qui tornare osai
per rivederla... rivederla ancora!

GREMIO
Non reprimer la fiamma d'un affetto
in odio al mondo e al ciel, ? sacrilegio
(severamente)
Ad Andrea voi dovete
una seconda vita...
un raggio del suo genio
egli trasfuse in voi - ed ei non ama,
idolatra la donna che immortala
ne le sue tele e che rapirgli voi
tentaste.

CORDIANI
Ah! taci...

GREMIO
Dritto non avete
di piagare nel cor l'artista eletto
che di sua patria ? gloria!. -
Pari al serpe sareste.
che morde il sen che lo scald?, pietoso!

CORDIANI
(a grado a grado, vinto)
E? ver... si... ? ver. - Piet? di me, demente!
Perch? mortal non fu la mia ferita?

GREMIO
Viver per l'arte,
Cordiani, ? vostra legge; e l'Arte sia
la vostra fede!
De l'error d'un istante appien redenta
Lucrezia istessa gi? lungi vi crede...

CORDIANI
(amaramente, ma risoluto)
E lungi andr?!... ma la soave imagine,
circonfusa di luce celestiale,
come santa reliquia,
porter? nel mio cor.
Ed io l'invocher?, beato, estatico,
astro del mio pensier, Musa ideale,
adorando in silenzio
il suo puro fulgor.

GREMIO
(soddisfatto e grave)
Grande su tutti chi s? stesso vince!...

CORDIANI
(abbracciando Gremio commosso)
E tu, buon Gremio, a lui che m'am? tanto,
porgi il saluto mio!...
Digli che pur lontano, a lui d'accanto
sar? il mio spirto ognora,
e fin ne l'ultim'ora
il genio e il nome suo benedir?...
(sopraffatto dalle lagrime)
Va!... questo digli... addio!...
Addio per sempre a quanto amavo!
Addio!!

GREMIO
(avanzandosi col berretto in mano
e levando gli occhi al cielo con slancio)

A te, grazie, Signor, che m'assistesti!
Il tuo voler sul labro mio parl?!

(Cordiani colla pi? viva commozione
volge un ultimo sguardo
verso lo studio di Andrea,
abbraccia ancora Gremio
e s'allontana dal fondo, risoluto.
Gremio lo accompagna, poi ritorna.
Intanto dal suo studio entra Andrea in abito da lavoro
con tavolozza e pennelli;
si dirige al ritratto di Lucrezia che ritocca.
Gremio, che non era stato scorto
da Andrea, si avanza inchinandosi).

GREMIO
Messer Andrea...

ANDREA
Quai nuove
del Cordiani mi rechi? Alla mia veglia
venir promise?

GREMIO
(turbato)
Forse...

ANDREA
Da pi? giorni
chiusa ? la sua ferita... ed io l'attendo
con desiderio di fratello.

GREMIO
(da s? accostandosi a1 quadro)
Illuso
nobil core !

ANDREA
Che dici
del mio nuovo dipinto?

GREMIO
Quanto altera
e lieta andr? della stupenda effigie
la donna vostra!

ANDREA
(con dolore, consegnando la tavolozza
ed i pennelli a Gremio che ricopre
il quadro col drappo)

Altera
forse - non lieta. - Di Lucrezia in core
ogni di pi? si aggrava una tristezza
misteriosa ch'io spiegar non posso,
che a dissipar non valgo. Ogni sollazzo
a lei prima gradito
par che in oggi disdegni. Dai giocondi
ritrovi abborre, e la mia casa indarno
per lei si allegra di conviti e danze. -

GREMIO
Una profonda traccia
in cor di donna lo sgomento imprime,
e dopo quella atroce
scena di sangue...

ANDREA
vero !...
ma... pur nella mia mente
contristata, un amaro
dubbio insorge talvolta.
(con risoluzione)
Gremio ! credi
tu che Lucrezia sar?a mai capace
di tradirmi?

GREMIO
(turbato)
Signore! io crederei
grave colpa il pensarlo... e dell'indegno
sospetto arrossirei.

ANDREA
(stringendogli la mano)
Ben dici!... e una follia...
gli insani detti obl?a
ah! troppo io l'amo, 'e ingiusto
il troppo amor mi fa.

DALIA
(dal fondo, in abbigliamento dimesso,
pallida e agitata )

Signori... perdonate.,.

ANDREA
Chi ? l?'?

GREMIO
Qui che bramate?

DALIA
Al celebre pittor
Andrea del Sarto volgere
una preghiera.

ANDREA
Andrea
son io...

DALIA
(s'inchina)
Signor!

GREMIO
(gettandole uno sguardo di diffidenza)
Vi lascio!

ANDREA
(accompagnando Gremio fino alla porta)
I pazzi accenti
oblia... ten prego ancor.
(a Dalia)
Perch? tremi ... ti avvicina...
Chi sei tu?

DALIA
(confusa)
Quasi lo ignoro.
Sono un'orfana tapina,
che sol vive per soffrir...
Niun parente a me rimane,
non ho tetto non ho pane,
vengo a chiedervi lavoro...

ANDREA
Nulla a te m'? dato offrir...

DALIA
(con intenzione)
Nulla! Nulla! Mi avean detto
che da voi trovato avrei
pane e asilo.

ANDREA
(da s? guardandola con mestizia)
Quell'aspetto
mi commuove...

DALIA
(avviandosi verso la porta)
Io... partir?...
Dio v'assista!

ANDREA
(commosso)
No !... rimani.

DALIA
(prorompendo)
Saria ver! come al Cordiani,
che primier mi porse alta,
io sommessa a voi sar?.

ANDREA
Tu... il Cordiani conoscesti?

DALIA
? una storia di dolor...

ANDREA
(con dolcezza mentre si siede sul seggiolone)
Parla!...

DALLA
I lutti del mio core
lagrimando io v'aprir?.
Come squallida e tetra del viver mio l'aurora!
All'et? di tre lustri ero una bimba ancora...
La mia povera madre d'inedia si moria...
e sola... derelitta, nel fango della via
io chiedea l'elemosina...

ANDREA
(contemplandola)
Si bella! s? gentile!

DALIA
In rozzi cenci avvolta, ogni belt? par vile...
Ma l'uom che un d? adoravo, come si adora Iddio,
gett? un mantel di porpora sovra l'obbrobrio mio,
mi addusse nel suo tempio, mi cinse di splendori...
e l? delle sue tele nei magici colori,
nel profilo degli angioli, delle vergini sante,
per lui vedea riflettersi l'orme del mio sembiante.

ANDREA
(alzandosi e avvicinandosi a Dalia)
E quel pittor sublime, quel tuo pietoso amico...
era dunque?

DALLA
Vel dissi gi?, si chiamava... Enrico
Cordiani

ANDREA
(prendendola per mano)
Nel nomarlo tremi... tutto comprendo
tu lo amasti... tu l'ami...

DALIA
S?, d'un amor tremendo.

ANDREA
Ed egli

DALLA
(con intenzione)
Ora... ama... un'altra...

ANDREA
Il credi?

DALIA
(c.s.)
Ne ho certezza...

ANDREA
(con ansia)
La conosci? chi ? dessa ?

DALIA
(con ira repressa)
Un angiol di bellezza...
(insinuando)
un giorno l'ho veduta dalla sua casa uscire...
Ahim?! credei morire - ed ei... ei mi scacci?!...
Ma, vivo! E l'odio,
donna abborrita
pel tuo sterminio
mi serba in vita...
Prega il tuo d?mone
prega il tuo Dio,
ch'io mai t'incontri
sul mio cammin...

ANDREA
(da s?)
Perch? nell'anima
una tempesta
di atroci dubbi
mi si ridesta?
Perch? di apprendere
il ver pavento,
e in fronte io sento
rizzarsi il crin?

DALIA
(dissimulando)
Perdon! signore...

ANDREA
(con risoluzione)
(Sciolgasi
il dubbio reo...)
(traendo Dalia presso il quadro e sollevando la cortina)
Ti appressa...
osserva quell'effigie.

DALLA
Ah!
(mettendo un grido)

ANDREA
(ansante)
La ravvisi?

DALIA
? dessa!...
E' dessa...

ANDREA
No!... pel cielo! ...
Osserva ben... pu? l'odio
agli occhi tuoi far velo...

DALIA
(con rabbia crescente)
I tratti non si obliano
di quella forma bella...
la mia rivale ? quella!...

ANDREA
(furente)
Ah!... tremi... tremi allor
il tuo Cordiani!... perfido!...

DALIA
(incalzando)
E? un empio!... ? un traditor !...

ANDREA
Lo trover?... qui attendimi...
Se il ver dicesti, avrai
in me un tremendo vindice...
quel Giuda uccider?!...
(esce furioso)

DALIA
(fieramente, trionfante)
Senza piet? fu meco...
vendicata sar?!!...
(esce correndo)


Cala rapidamente la tela.





ATTO TERZO.


Atto I
Atto II
Atto III
 



Lo studio di Andrea.
Nel fondo grande invetriata
che d? su d'una terrazza
con balaustrata d'onde appaiono
le cime dei campanili della citta;
la pallida luce dell'alba entra dalla finestra.
Andrea solo, in piedi,
contemplando con amaro sorriso
il bozzetto della Madonna delle Arpie
in cui ? raffigurata Lucrezia.

 


ANDREA
Bella qual mai non fu
creatura mortal! qual su la tela
dell'arte il genio mai crear non seppe.
Ed io sovra gli altari
questa nefanda sfinge offersi al culto
de' credenti devoti...
e a lei prostrato anch'io
quante volte mi parve
de la Vergine Madre
adorar le sembianze! ahi stolto! ahi stolto!
(prorompendo)
Tanto mentir potea di donna un volto!...
Oh! come mai degli angioli
se la belt? t'informa,
nel limo e ne la tenebra
muover potesti l'orma?
Sulla tua bianca fronte
dove riflesso ? il cielo,
chi mai potea le impronte
del d?mone scoprir!
Ed io, come si adorano
le cose belle e sante,
ogni virt? rifulgere
vedea nel tuo sembiante...
E mentre gemo e piango
e di morire anelo,
quest'idolo di fango
non oso maledir!!
(cade accasciato sulla poltrona e piange)

Entra Gremio dal fondo.


ANDREA
(ricomponendosi, a Gremio, con premura)
Ebbene? Sue novelle?
Nulla sapesti?

GREMIO
Ratto ci sparve, ignota
? a tutti la sua sorte!

ANDREA
(alzandosi con ira)
O furor! mi sfuggi?

GREMIO
(avanzandosi titubante)
Se la preghiera
di un amico... la mia...

ANDREA
Non ha pi? amici
Andrea del Sarto. - Ad ingannarmi tutti
cospiravano qui.

GREMIO
Signor!...

ANDREA
Tu... Gremio...
pi? degli altri mendace... e pi? scaltrito...

GREMIO
Oh strazio!... E tacer debbo ?

LUCREZIA
(dalla porta, risoluta)
No!... si parli
il vero omai- qui tutti abbiam mentito...

ANDREA
(a Gremio con terribile ironia)
Udisti? Almen l'audacia
? in lei del suo delitto...

LUCREZIA
(avanzandosi)
S?... noi mentimmo, quando
da Fiesole tornando,
qui da un pugnal trafitto,
l'amico tuo vedesti. - Ebben, lo sappi
(fra i singulti)
Il Cordiani m'amava... egli volea
da me... da te... fuggir...
E nel dolor che folle lo rendea.
si squarci? il petto e qui sper? morir.

ANDREA
E tu... l'amavi?

LUCREZIA
(abbassando il volto o con flebile voce)
Si...

ANDREA
(con ansia)
Tu... l'ami ancora?

LUCREZIA
No! lo giuro! - fugace
delirio illuse il fragil cor, di donna
ma salva il Ciel mi volle e de la colpa
mi conquise l'orror!

ANDREA
No! sciagurata!
Tu l'ami! fosti sua!
Una rivale, Dalia,
uscir ti vide da l'infame casa!

LUCREZIA
(con forza)
No! Non ? ver!

ANDREA
(con accento terribile)
Tu menti ancora!

GREMIO
(interponendosi)
E pi? che a lei prestar fede vorreste?
a l'abbietta creatura che l'accusa?
(ad Andrea con la pi? viva commozione)
Il vecchio Gremio pu? dir soltanto
quanto la misera pianse e lott?.
Alla incolpevole stendi le braccia,
della pentita raccogli il pianto...
e del passato svanir la traccia
qui in un amplesso d'amor vedr?.

ANDREA
(da s? cogli occhi fissi al suolo
come uomo assorto in un terribile
pensiero).

(Pura... fedel... pentita...
qual suon di accenti vani...
omai della mia vita
? spento ogni splendor!...
Siccome qui si amarono...
pur s'ameran lontani...
e s'ei cadesse estinto
sarebbe amato ancor...
e nel ritroso amplesso
dalla piet? concesso
me insulterebbe il palpito
che invoca un altro amor...)

LUCREZIA
(in disparte, atterrita, cogli occhi fissi in Andrea)
Quai cupi accenti mormora?...
Perch? il suo sguardo ? fisso
al suol, siccome al margine
d'un tenebroso abisso?...
Che pensa mai? che medita?
Dio! tu lo veglia! salvalo!
la pena a me pi? acerba,
ma a lui del genio serba
o Dio, tutto il fulgor!

VOCI INTERNE
La casa circondiamo,
a lui di uscir vietiamo ;
all'arte ed alla gloria
serbarsi il genio de'.

LUCREZIA
(scuotendosi)
Chi ? l??

GREMIO
(andando verso la porta)
Che avvien ?

LUCREZIA
(da s?)
Per lui
da te, Signore, impetro grazia !

ANDREA
(mentre Gremio e Lucrezia
vanno incontro ai pittori
succhia il veleno dal suo anello).

L'oblio... la pace a me!...

CORO
(entrando)
Messer Andrea!

ANDREA
(preoccupato)
Ben giunti!
Che vi conduce a me?

CORO
Sacro dover ci guida...

ANDREA
Qual mai?

CORO
De la vostra magione
al limitar giacea
morente una donzella
che ci preg? sostar.
? Dite ad Andrea,
esclam?, che per gelosa
vendetta a la sua sposa
bugiarda accusa mossi;
di Cordiani nel tetto
non vidi che l'effigie
di lei. - La morte aspetto
da me stessa cercata!
essa mentir non suol ?.

GREMIO
(scuotendo Andrea)
Andrea!

LUCREZIA
(ad Andrea)
Li udisti ?

CORO
Sgombri
il vostro genio ormai
le fosche nubi e s'erga
a pi? sublime voi!

ANDREA
(con esaltazione)
Arte! .. genio!... follia!...
Ai pi? sublimi vertici
il genio un d? salia
ed ora in cupa tenebra
si compia il mio cammin!...

GREMIO
Cile dice mai!

LUCREZIA
Che pensi?

ANDREA
(sempre pi? esaltato)
Amici!... sposa!... addio!!...
la morte ? il regno de l'eterno Oblio!

CORO
Delira... o ciel !

LUCREZIA
Fatali
accenti!... Andrea!... m' ascolta!...

ANDREA
(a Lucrezia, sottovoce,
con tenerezza, venendo alla ribalta)

Di splendori irradiata ? la tua fronte
e in quella io leggo la piet? del core...
La man mi stringi... ti redima il bacio
dell' uom che t'ama... e perdonando... muore...

LUCREZIA
(atterrita)
Che sento!... ahim?...

GREMIO
(vedendolo vacillare, sorreggendolo)
Maestro!

LUCREZIA
No!... tu vivrai!

CORO
(accorrendo)
Maestro !...

ANDREA
(Che si ? seduto)
Tutti qui... ch'io vi abbracci... Una gran luce
scende dal ciel...

LUCREZIA
(singhiozzando)
Oh mio dolor!

GREMIO
Oh strazio!...

ANDREA
Chi di dolore... parla in quest'ora
Ecco... gi? splende la santa aurora...

LUCREZIA
(da s?)
Oh duol !... Oh strazio!... Rimorso eterno!...

ANDREA
Me, fido veglio... guarda sereno...
Sposa adorata... miei figli... addio!...
(rialzandosi vaneggiante)
Veh!... dagli altari la Vergin scende...
a me sorride... la man... mi stende...
ed io... la... seguo...
(ricade sulla seggiola e spira)

GREMIO
Morto ! ...

LUCREZIA
Gran Dio!...
Della sua morte cagione io fui !...

CORO
Preghiam... gi? schiudesi l'eterea via
dell'arte il genio risale al ciel.

LUCREZIA
Ah! sar? eterna l'angoscia mia
come il mio pianto sul sacro avel!...
(Tutti s'inginocchiano).
Quadro, cala lentamente la tela.



FINE


Atto I
Atto II
Atto III