Il matrimonio segreto
Opera buffa in due atti
Libretto: Giovanni Bertati (1735-1815)
Musica: Domenico Cimarosa
Prima rappresentazione: Vienna, Teatro di
Corte, 7 febbraio 1792
| Personaggi: |
SIGNOR GERONIMO, ricco mercante
ELISETTA e CAROLINA, sue figlie
FIDALMA, sorella del signor Geronimo, vedova ricca
CONTE ROBINSON
PAOLINO, giovine di negozio del signor Geronimo |
La scena ? in citt?, nella casa del signor Geronimo
Atto Primo
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
SCENA PRIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Sala che corrisponde a vari appartamenti.
Paolino e Carolina
PAOLINO
Cara, non dubitar,
Mostrati pur serena.
Presto avr? fin la pena
Che va a turbarti il cor.
CAROLINA
Caro, mi fai sperar.
Mi mostrer? pi? lieta.
Ma sposa tua segreta
Nasconder? il dolor.
PAOLINO
Forse ne sei pentita?
CAROLINA
No, sposo mio, mia vita.
PAOLINO
Dunque perch? non mostri
Il tuo primier contento?
CAROLINA
Perch? vieppi? pavento
Quello che pu? arrivar.
Se m'ami, deh! t'affretta
L'arcano a palesar.
PAOLINO
S?, sposa mia diletta,
Ti voglio consolar.
A 2
Se amor si gode in pace
Non v'? maggior contento;
Ma non v'? egual tormento
Se ognor s'ha da tremar.
CAROLINA
Lusinga, no, non c'?. La nostra unione
Lungo tempo segreta
Non pu? restar. E se si scopre avanti
Di quel che ha da scoprirsi,
Quale schiamazzo in casa,
Qual bisbiglio di fuori, o sposo amato!
N? un trasporto d'amor sar? scusato.
PAOLINO
Dici il ver; vedo tutto.
CAROLINA
Il padre mio
? un uom rigido ? ver; ma finalmente
? d'un ottimo cor. In sulle furie
Monter? al primo istante
Che saper gliel farai;
Ma dopo qualche d? certa poi sono,
Che pien d'amor ci accorder? il perdono.
PAOLINO
S?; questa sicurezza
La sola fu che a stringere c'indusse
Il nodo clandestino.
Ma senti: oggi la sorte
Occasion propizia a me presenta
Di svelar il segreto
Con meno di timore.
CAROLINA
Dimmi, s?, presto.
Ah!, mi consoli il core.
PAOLINO
Mi ? riuscito alla fine
Di poter soddisfare all'ambizione
Del signor Geronimo,
Che fanatico ognor s'? dimostrato
D'imparentarsi con un titolato.
CAROLINA
E cos??
PAOLINO
Sar? sposa
Del conte Robinson,
mio protettore,
Tua sorella maggiore
Con centomila scudi. Or io d'entrambi
Avendo gl'interessi maneggiati,
Spero cos? d'avermeli obbligati.
CAROLINA
Bene, s?, bene assai
Il conte impegnerai
Perch? sveli a mio padre il nostro arcano.
Ma quando egli verr??
PAOLINO
Non e lontano.
Lo spero in questo giorno, anzi a momenti.
Ecco qua la sua lettera
Che al signore Geronimo
Io devo presentar. Ma parmi appunto
Di sentir la sua voce.
A casa ? ritornato.
CAROLINA
? vero, ? vero.
D'esser dunque tranquilla io presto spero.
Io ti lascio perch? uniti
Che ci trovi non sta bene...
(per partire, poi ritorna)
Ah, tu sai ch'io vivo in pene
Se non son vicina a te!
PAOLINO
Vanne, s?, non ? prudenza
Di lasciarci trovar soli...
(per partire, poi ritorna)
Ah, tu sai che il cor m'involi
Quando vai lontan da me.
CAROLINA
No non viene...
PAOLINO
S?, s?, adesso.
A 2
Dammi, dammi un altro amplesso.
Ah! pietade troveremo
Se il ciel barbaro non ?.
(Carolina parte)
SCENA SECONDA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Paolino, poi il Signor Geronimo.
PAOLINO
Ecco che qui sen vien. Bisogna intanto
Ch'io mi avvezzi a parlare in tuon sonoro
Per farmi intender bene.
Di sordit? patisce assai sovente;
Ma dice di sentir s'anche non sente.
GERONIMO
(ad alcuni servi)
Non dovete sbagliar, gente ignorante.
Che cos'? questo "lei signor Geronimo"
In Italia i mercanti
Che han dei contanti, han titol d'illustrissimo;
E illustrissimo io sono; e va benissimo.
Se poi... (Ad ogni costo
Voglio avere un diploma, Che della nobilt? mi metta al rango,
Ch? chi ha dell'oro ha da sortir dal fango).
Oh! Paolino caro.
PAOLINO
Ecco una lettera
Del conte Robinson, che per espresso
Inclusa in una mia, venuta ? adesso.
GERONIMO
S?, son venuto adesso. E questa lettera
Di chi ?? Chi la manda?
PAOLINO
(forte)
Il conte Robinsone.
GERONIMO
Il conte Robinson: s?, s?, ho capito.
La leggo volentieri.
(legge sottovoce)
Ah, ah... comincia bene...
Oh, oh... seguita meglio...
Ih ih! Ih ih...! Di gioia
Mi balza il cor nel petto!
PAOLINO
Ah ah, oh oh, ih ih, cos? ha gi? letto?
GERONIMO
Venite, Paolino, Venite ch'io vi abbracci. ? vostro merito
La buona riuscita. Io vi sono obbligato della vita.
PAOLINO
(Questo mi d? conforto.)
GERONIMO
Fra poco il conte genero
Sar? qui a sottoscrivere il contratto.
Elisetta ? contessa: il tutto ? fatto.
Con Carolina or poi se mi riesce
Di far un matrimonio eguale a questo,
Colla primaria nobilt? m'innesto.
PAOLINO
(Questo poi mi d? affanno.)
GERONIMO
Che avete voi? Siete di tristo umore?
PAOLINO
Io? Signor no.
GERONIMO
Che?
PAOLINO
Allegro anzi son io
Per queste nozze.
GERONIMO
Bene. Andate dunque
A stare in attenzione
Dell'arrivo del conte; ed ordinate
Tutto quel che vi par che vada bene
Per poterlo trattar come conviene.
(Paolino parte)
SCENA TERZA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Il Signor Geronimo, indi Carolina, Elisetta, Fidalma e Servitori.
GERONIMO
Ors? pi? non si tardi
A dar s? lieta nuova alla famiglia.
Elisetta! Fidalma! Carolina!
Figlie, sorella, amici, servitori,
Quanti in casa vi son vengano fuori.
CAROLINA
Signor padre...
ELISETTA
Signor...
FIDALMA
Fratello amato...
CAROLINA
Che avvenne?
ELISETTA
Cosa c'??
FIDALMA
Che cosa ? stato?
GERONIMO
Udite, tutti udite,
Le orecchie spalancate,
Di giubilo saltate,
Un matrimonio nobile
Per lei concluso ? gi?
Signora contessina
Quest'oggi ella sar?,
Via bacia, mia carina
La mano al tuo pap?.
Che saltino i denari,
La festa si prepari,
Godete tutti quanti
Di mia felicit?.
Sorella mia, che dite?
Che dici tu, Elisetta?
(a Carolina)
Con quella bocca stretta
Per cosa stai tu l??
Via, via, che per te ancora
Tuo padre ha gi? pensato:
Un altro titolato
Sua sposa ti far?.
E stai col ciglio basso?
Non movi ancor la bocca?
Che sciocca! Oim?, che sciocca!
Fai rabbia in verit?.
Invidia fai conoscere
Che dentro il cor ti sta.
(Parte)
SCENA QUARTA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Elisetta, Carolina e Fidalma.
ELISETTA
Signora sorellina,
Ch'io le rammenti un poco ella permetta
Ch'io sono la maggior, lei la cadetta:
Che perci? le disdice
Quell'invidia che mostra;
E che in questa occasion meglio faria
Se mi pregasse della grazia mia.
CAROLINA
Ah, ah! della sua grazia,
Quantunque singolare,
In verit? non ne saprei che fare.
ELISETTA
Sentite la insolente?
Io son contessa, e siete voi un niente.
FIDALMA
Eccoci qua: noi siamo sempre a quella.
Tra sorella e sorella,
Chi per un po' di fumo,
Chi per voler far troppo la vivace,
Un solo giorno qui non si sta in pace.
ELISETTA
Qual fumo ho io? Parlate.
CAROLINA
Qual io vivacit? che condannate?
ELISETTA
Non ho fors'io ragione?
FIDALMA
S?, deve rispettarvi.
CAROLINA
Ho dunque torto io?
FIDALMA
No; non deve incitarvi.
ELISETTA
Che? Forse io la incito?
CAROLINA
Che? fors'io la strapazzo?
FIDALMA
No, niente, no, non fate un tal schiamazzo.
CAROLINA
Io di lei non ho invidia;
Non ho rincrescimento
Del di lei ingrandimento,
Sol mi dispiace che in questa occasione
Ha di se stessa troppa presunzione.
(per partire)
ELISETTA
Il voltarmi le spalle a questo modo
? un'altra impertinenza.
CAROLINA
Perdoni se ho mancato a sua Eccellenza.
Le faccio un inchino,
Contessa garbata.
Per essere dama
Si vede ch'? nata,
Per altro, per altro
Lei rider mi fa.
ELISETTA
Strillate, crepate,
Son dama e contessa.
Beffar se volete,
Beffate voi stessa.
Per altro, per altro,
Creanza non ha.
FIDALMA
Quel fumo, mia cara
? troppo eccedente.
Voi siete, carina,
Un poco insolente.
Vergogna! Vergogna!
Finitela gi?.
CAROLINA
Sua serva non sono.
ELISETTA
Son vostra maggiore.
CAROLINA
Entrambe siam figlie
D'un sol genitore
ELISETTA
Stizzosa...
CAROLINA
Fumosa.
FIDALMA
Finiam questa cosa,
Tacetevi l?.
CAROLINA - ELISETTA
Non posso soffrire
La sua incivilt?.
FIDALMA
Codesto garrire
Fra voi ben non sta.
(Carolina parte)
SCENA QUINTA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Fidalma ed Elisetta.
FIDALMA
Chetatevi e scusatela. Tra poco
Voi gi? andate a marito, ella qui resta;
Cos? non vi sar? mai pi? molesta.
Io mi consolo intanto
Del vostro matrimonio; e voi fra poco...
Ma zitto... a voi il confido... Ah! Nol diceste,
Per carit?.
ELISETTA
Fidatevi, fidatevi
Che segreta son io.
FIDALMA
Ve ne consolerete ancor del mio.
ELISETTA
Del vostro?
FIDALMA
Si, padrona di me stessa,
Ricca pel testamento del mio primo marito,
E in et? giovanil, non crederei
Che mi diceste stolta
Se voglio maritarmi un'altra volta.
ELISETTA
No, cara la mia zia:
Anzi fate benissimo, e vi lodo.
Ma un dispiacer ben grande
Ne sentir? mio padre,
Che vi dobbiate allontanar da lui,
Ei che v'apprezza al par degli occhi suoi.
FIDALMA
Eh, quanto a questo poi, potrebbe darsi
Che non m'allontanassi.
ELISETTA
Posso saper chi sia?
FIDALMA
No, ? troppo presto. Ancor con chi vogl'io
Non mi sono spiegata.
ELISETTA
Ditemi questo almeno: ? giovinotto?
FIDALMA
Giovane affatto affatto.
ELISETTA
? bello ?
FIDALMA
Di Cupido egli ? un ritratto.
ELISETTA
? nobile?
FIDALMA
Non voglio
Spiegarmi d'avvantaggio.
ELISETTA
? ricco...? Rispondete.
FIDALMA
Troppo curiosa, o cara mia, voi siete.
(Se mi stuzzica ancora un pocolino,
Vado or ora a scoprir ch'? Paolino.)
? vero che in casa
Io son la signora,
Che m'ama il fratello,
Che ognuno mi onora;
? vero ch'io godo
La mia libert?...
Ma con un marito
Via meglio si sta.
Sto fuori di casa?
Nessun mi d? pena;
All'ora ch'io voglio
Vo a pranzo, vo a cena;
A letto men vado
Se n'ho volont?...
Ma con un marito
Via meglio si sta.
Un qualche fastidio
? ver che si prova:
Non sempre la donna
Contenta si trova,
Bisogna soffrire
Qualcosa, si sa...
Ma con un marito
Via meglio si sta.
Mia cara ragazza,
Che andate a provarlo,
Fra poco saprete
Se il vero vi i parlo,
E dopo direte,
Son certa di gi?:
Che con un marito
Via meglio si sta.
(partono)
SCENA SESTA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Nobile appartamento.
Il Signor Geronimo e Carolina.
GERONIMO
Prima che arrivi il Conte
Io voglio rallegrarti.
Vuol da tutte le parti
Oggi felicitarmi la mia sorte.
Senti... Ma ridi prima, e ridi forte.
CAROLINA
Non farei, s'io ridessi,
Che una cosa sforzata, e senza gusto.
GERONIMO
Sicuro ci avrai gusto.
Sposa d'un cavalier tu pur sarai:
Ora mi venne la proposizione,
E in oggi esser vi dee la conclusione.
Ridi, ridi, ragazza.
CAROLINA
(Oh, me meschina!
Qui nasce una rovina
Se Paolin non fa presto.)
GERONIMO
E perch? m? non ridi, e te ne stai
Con quella faccia tosta?
CAROLINA
Ho dolore di testa.
GERONIMO
S'egli ? un signor di testa? ? un Cavaliere,
E non vuoi che sia un uom ch'abbia talento?
CAROLINA
(Ah! Mi manca il consiglio in tal momento.)
SCENA SETTIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Paolino e detti; poi il Conte, Elisetta e Fidalma.
PAOLINO
(forte)
Signore, ecco qua il Conte.
GERONIMO
Il Conte? Oh! Presto, presto...
Rimettiamo il discorso...
Scendiamo ad incontrarlo fin abbasso.
PAOLINO
Ecco che ha pi? di noi veloce il passo.
CONTE
(da dentro)
Senza, senza cerimonie,
alla buona vengo avanti.
(fuori)
Riverisco tutti quanti
Non s'incomodin, non voglio
Complimenti far non soglio.
Sol d? al suocero un abbraccio,
(a Fidalma)
Servitore a lei mi faccio.
(ad Elisetta)
Dal dover non n'allontano,
Bacio a lei la bella mano...
(a Carolina)
Vengo a lei, s? vengo a lei,
Che ha quegli occhi cosi bei...
Paolino, amico mio,
Regna sol qui grazia e brio.
Bravo padre! Brave figlie!
Siete incanti, meraviglie,
Siete gioie... Ma scusate...
Ch'io respiri almen lasciate,
O il polmon si creper?.
ELISETTA - CAROLINA - FIDALMA
Prenda pure, prenda fiato,
Seguitare poi potr?.
PAOLINO
(Che fa troppo il caricato
Non s'avvede, e non lo sa.)
GERONIMO
(L'ho sentito l'ho ascoltato
Ma capito non l'ho gi?.)
GERONIMO - PAOLINO - ELISETTA - CAROLINA - FIDALMA
(Che un tamburo abbia suonato
Mi ? sembrato in verit?.)
CONTE
(Senza essere affettato
Mi distinguo in civilt?.)
Ors? senza far punto cerimonie,
Ch'io le abborrisco gi?, suocero caro,
Bench? la prima volta
Questa sia che permesso
Mi ? di veder l'amabile mia sposa
Pur dicendomi il core
Quale fra le tre Dive
La mia Venere sia,
Con vostra permissione allegro e franco,
Io me le vado a situare a fianco.
GERONIMO
Certo sarete stanco, io ve lo credo,
Conte genero amato. Ehi! Da sedere.
CONTE
No, no, non dico questo.
Non vo' seder. Son fresco e son robusto,
E il correr per le poste a me non nuoce.
PAOLINO
Convien che alziate un poco pi? la voce.
CONTE
Con vostra permissione
Vado appresso alla sposa
Per farle un conveniente complimento.
GERONIMO
Oh, servitevi pure,
Che questo, Conte mio, ci va de jure.
Ed io che so che in tali incontri il padre
Importuno diventa,
Me ne andr? con Paolino
A far qualche altra cosa.
La sorella e la zia stian con la sposa.
(parte con Paolino)
SCENA OTTAVA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Il Conte, Carolina, Fidalma ed Elisetta.
CONTE
(accostandosi a Carolina)
Permettetemi dunque,
Cara la mia sposina...
CAROLINA
Oh, no Signore.
Sbagliate. Io non son quella;
Quella che ha tanto onore ? mia sorella.
CONTE
Sbaglio ?
FIDALMA
Sicuramente.
CAROLINA
Di l?, di l? convien che vi voltiate.
FIDALMA
Di qua, di qua.
CONTE
(a Fidalma)
Voi dunque...
FIDALMA
No Signor sbagliate ancora.
CONTE
Sbaglio ancora?
ELISETTA
Sicuro.
Ma che il faccia da scherzo io mi figuro.
Quella son io che il ciel vi diede in sorte:
Quella son io che merita l'onore
Di stringervi la man di darvi il core.
CONTE
(Diamine!) Voi la sposa?
ELISETTA
Che vuol dir tal sorpresa?
CONTE
Eh niente niente.
Perdonatemi: io credo
Che vogliate qui far mie signorine,
Un poco di commedia. Or via vi prego
Di non voler tirar pi? a lungo io gioco
(a Carolina)
M'inganno, o non m'inganno?
Siete voi la mia sposa o non la siete?
CAROLINA
No, signor, ve l'ho detto: ? mia sorella.
FIDALMA
? questa, ? questa.
ELISETTA
Io s?, signor, son quella.
E vi par forse ch'io...
CONTE
No... ma... scusatemi...
Voi dunque certamente?
ELISETTA
Certo.
FIDALMA
Sicuro
CAROLINA
Indubitatamente.
CONTE
Il core m'ha ingannato
E rimango dolente e sconsolato.
(Sento in petto un freddo gelo
Che cercando mi va il cor.
Sol quell'altra, giusto cielo
Pu? ispirarmi un dolce ardor.)
ELISETTA
(Tal sorpresa intendo appieno
Cosa vuol significar.
Sento in petto un rio veleno
Che mi viene a lacerar.)
CAROLINA
(Freddo freddo egli ? restato:
Lei confusa se ne sta.
cos? un poco castigato
Il suo orgoglio rester?.)
FIDALMA
In silenzio ognun qui resta,
E so ben quel che vuol dir.
Una torbida tempesta
Gi? mi sembra di scoprir.)
A 4
(Un orgasmo ho dentro il seno,
Palpitando il cor mi va.
Pi? non vedo il ciel sereno,
Pi? non so quel che sar?.)
(partono)
SCENA NONA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Gabinetto.
Paolino, poi Carolina.
PAOLINO
Pi? a lungo la scoperta
Non deggio differir. Il Conte alfine
? un uom di mondo, un uomo di esperienza,
Mi vuol del bene, e mi dar? assistenza.
CAROLINA
Ah, Paolino mio...
PAOLINO
Sposa mia cara...
CAROLINA
Di poterti aver solo
Io non vedeva l'ora.
Sappi che ogni dimora
? omai precipitosa:
Mio padre a un cavalier va a farmi sposa.
PAOLINO
Ci mancava ancor questa
Per pi? inasprirlo al caso!
Ma non perdo il coraggio. Al Conte subito
Vado a raccomandarmi.
CAROLINA
Ma se sdegnasse il Conte
D'entrar in questo impegno?
PAOLINO
Di lui punto non dubito
Ma al caso disperato, o cara mia
A' pie' mi metterei della tua zia:
Sa essa cos'? amore
E del fratello suo possiede il core.
CAROLINA
E te ne fideresti?
PAOLINO
S?, con bont? mi tratta e con dolcezza,
Anzi, quasi direi che m'accarezza.
CAROLINA
In qualunque maniera
Non devi differir. Vedi l? il Conte.
Cogli questo momento
Datti coraggio. Io mi ritiro intanto
Tutta tutta agitata.
T'assista amor, che la cagion n'? stata.
(parte)
SCENA DECIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Paolino, poi il Conte.
PAOLINO
S?, coraggio mi faccio
Giacch? solo qui viene.
CONTE
Amico mio, io vo di te cercando
Smanioso, ansioso, ch'? di gi? mezz'ora.
Ho di te gran bisogno.
PAOLINO
Ed io di voi.
CONTE
S?, quello che tu vuoi: per te son io;
Ma prima dir mi lascia il fatto mio.
PAOLINO
S? signore, parlate.
CONTE
All'amor, Paolino,
Che sempre ti ho portato.
Sempre tu fosti grato.
Per? non serve qui di far preamboli;
Ma veniamo alla breve,
Che senza fare un giro di parole
Ciascheduno pu? dir quello che vuole.
PAOLINO
Benissimo. Veniamo dunque al fatto.
CONTE
Tu sai che ho gi? disposto
Di richiamarti a casa
Fra pochi mesi, e darti del contante
Perch? tu pur divenga un buon mercante.
S?, gi? lo sai: non serve un tal racconto:
Ma alla breve, alla breve,
Quello che si vuol dir, dire si deve.
PAOLINO
Ebbene, signor mio. Lo sbrigarvi sta a voi.
CONTE
Sentitemi dunque.
Sia com'esser si voglia,
O per l'una o per l'altra
Delle ragioni che non si comprendono,
O sia come si sia,
Perch? fare gran chiacchiere non soglio,
La sposa non mi piace e non la voglio.
PAOLINO
Che cosa dite mai ?
CONTE
Dico assolutamente
Che non la voglio.
PAOLINO
E come mai potreste
Oggi disimpegnarvene?
CONTE
Facilissimo.
Invece di sposare la maggiore
Sposer? la cadetta:
Dei centomila invece per la dote,
Sol di cinquantamila io mi contento:
Ecco tutto aggiustato in un momento.
Quella, quella mi piace,
Quella m'ha innamorato. Ora, da bravo:
Vanne, fa' presto, al padre ci? proponi
Sciogli, concludi, e poi di me disponi.
PAOLINO
(Me infelice!)
CONTE
Cos'hai?
PAOLINO
Niente, signore.
CONTE
Va dunque, va, fa' presto.
PAOLINO
(Misero me, che contrattempo ? questo!)
Signor, deh, concedete...
Sdegnarvi io non vorrei.
Pensate, riflettete...
Il dispiacer di lei,
La civilt?, l'onore,
Di tutti lo stupore...
(Ah! Che mi v? a confondere,
Ah! Pi? non so che dir.)
CONTE
Tu cosa vai dicendo?
Tu cosa vai seccando?
Non star pi? discorrendo.
A te mi raccomando:
L'amabile cadetta
Mi stimola, m'affretta,
Non posso pi? resistere
Mi sento incenerir!
PAOLINO
Quel foco che v'accende
Un altro forse offende.
(Ah, sento proprio il core
Che in sen mi va a languir!)
CONTE
Quel foco che mi accende
Da me pi? non dipende.
Non sposo la maggiore
Se credo di morir.
(partono)
SCENA UNDICESIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Sala. Carolina, poi il Conte.
CAROLINA
Paolino ritarda
Con la risposta, ed io l'aspetto ansiosa;
E allor che qualche cosa
Con ansiet? si aspetta
Ogni minuto vi diventa un'ora.
Ma cosa fa che non ritorna ancora?
Quel pur che vedo ? il Conte. Un segno ? questo
Che il discorso ? finito.
Ed ei qui viene senza mio marito.
CONTE
(Non trascuro il momento.) Oh, Carolina!
La sorte ? a me propizia,
Perch? lontani dall'altrui presenza
Io vi posso parlar con confidenza...
CAROLINA
Ah! Questo ? quello appunto
Che bramava ancor io.
CONTE
Lo bramavate, s?? (Ci? mi consola.)
Veramente Paolino
Ve lo dovea dir lui;
Ma pronta l'occasion trovando adesso,
Quello ch'ei vi diria vel dico io stesso.
CAROLINA
Dite, dite, parlate; e voglia il cielo
Che le vostre parole
Diano al mio cuore di speranza un raggio.
CONTE
(Questa gi? m'ama anch'essa. Ors?, coraggio.)
Ah! mia cara ragazza,
Amor ha un gran poter! Voi che ne dite?
CAROLINA
Quello che dite voi.
CONTE
E quelle debolezze
Che vengono da amor, se ancor son strane,
S'hanno da compatir fra genti umane.
CAROLINA
Io sono certamente
Del vostro sentimento. Or seguitate,
Ditemi tutto il resto.
Se conoscete amor mi basta questo.
CONTE
Quand'? cosi, stringiamo l'argomento.
CAROLINA
Veniamo pure al punto.
CONTE
Io son venuto
Per sposar Elisetta. Ma che serve
Che venuto io ci sia
Quando non ho per lei che antipatia?
E quando a prima vista
M'avete fatto voi vostra conquista?
CAROLINA
Io! Cosa avete detto?
CONTE
Voi cosa avete inteso?
CAROLINA
? questo solo
Quel che avete da dirmi?
CONTE
Questo, s?, questo. E voi che ben sapete
Compatir l'amore,
Scusando il mio trasporto,
Darete all'amor mio qualche conforto.
CAROLINA
E nel momento istesso
Di dover adempiere a un sagro impegno
Manchereste di fede? Io scuso bene
Chiunque si lascia trasportar d'amore,
Ma non uno che manca al proprio onore.
CONTE
Oh, oh! Voi date in serio. Ed io tutt'altro
Mi aspettava da voi.
CAROLINA
Tutt'altro anch'io
Mi credea di sentire.
CONTE
Di sentir cosa?
CAROLINA
Io non ve l'ho da dire.
CONTE
All'onor si rimedia
Sposando voi per lei.
CAROLINA
Questa cosa accordar mai non potrei.
Perdonate, signor mio,
S'io vi lascio, e fo partenza.
Io per essere Eccellenza
Non mi sento volont?,
Tanto onore ? riservato
A chi ha un merto singolare,
A chi in circolo sa stare
Con sussiego e gravit?.
Io, meschina, vo alla buona.
Io cammino alla carlona,
Son piccina di figura,
Io non ho disinvoltura,
Non ho lingue, non so niente;
Farei torto veramente
Alla vostra nobilt?.
Se un mi parla alla francese,
Che volete ch'io risponda?
Non so dire che Monsi?.
Se qualcuno mi parla inglese,
Ben convien ch'io mi confonda,
Non intendo che addid?.
Se poi vien qualche tedesco,
Vuol star fresco, oh, vuol star fresco!
Non intendo una parola.
Sono infatti una figliuola
Di buon fondo, e niente pi?.
(parte)
SCENA DODICESIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Il Conte solo.
CONTE
Io resto ancora attonito.
Ha equivocato lei?
Ho equivocato io? Che cosa ? stato?
Un granchio tutti e due qui abbiam pigliato.
Ma io son uom di mondo; e ben capisco
Da quel suo dir sagace e simulat
Ch'ella gi? tiene qualche innamorato.
Ma voglio seguitarla,
Ma il vo saper da lei.
Per poter pensar meglio ai casi miei.
(parte)
SCENA TREDICESIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Il Signor Geronimo, Elisetta, Fidalma, poi Paolino.
GERONIMO
Tu mi dici che del Conte
Malcontenta sei del tratto.
Quello ? un uomo molto astratto,
Lo conosco, e ben lo so.
ELISETTA
Ma un'occhiata almen graziosa
Ottenuta pur non ho.
FIDALMA
Veramente colla sposa
Trattar peggio non si pu?.
GERONIMO
Voi credete che i signori
Faccian come li plebei:
Voi credete che gli sposi
Faccian come i cicisbei,
Nossignore, tante cose,
Che si dicon smorfiose,
Non le fanno, signorn?.
PAOLINO
Mio signore, se vi piace
Di vedere l'apparato,
Tutto quanto ? preparato
con gran lustro e propriet?.
GERONIMO
Come? Come? Cos'hai detto?
PAOLINO
(parola per parola, forte)
Tutto... quanto... ? preparato...
Nella... sala... del banchetto...
Con gran lustro... e propriet?.
GERONIMO
Vanne al diavolo, balordo!
Forse credi ch'io sia sordo?
Non patisco sordit?.
A 4
Andiam subito a vedere
La gran tavola e il dessere
Che onor grande mi/vi far?.
(partono)
SCENA QUATTORDICESIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Carolina ed il Conte.
CAROLINA
Lasciatemi, signore,
Non state a infastidirmi.
CONTE
Se libero ? quel core
Vi prego sol di dirmi.
CAROLINA
Che non ho amante alcuno
Vi posso assicurar.
CONTE
Voi dunque la mia brama
Potete contentar.
CAROLINA
Lasciatemi, vi prego,
Lasciatemi, deh! andar.
CONTE
Non lasciovi, mia bella,
Sortir da questa stanza
Se un raggio di speranza
Non date a questo cor.
(in questo, Elisetta in disparte)
CAROLINA
Tornate, deh!, in voi stesso.
CONTE
Mio ben, v'amo all'eccesso.
CAROLINA
Pensate a mia sorella.
CONTE
Per lei non sento amor.
S'io sposo voi per quella
Non manco gi? al mio onor.
SCENA QUINDICESIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Elisetta che si avanza e detti, poi Fidalma.
ELISETTA
No, indegno, traditore.
No anima malnata!
No, trista disgraziata,
Mai questo non sar?.
Per questo tradimento
Che mi si viene a fare.
Io voglio sussurrare
La casa e la citt?.
CONTE
Strillate, non mi curo.
CAROLINA
Sentite...
ELISETTA
No fraschetta.
CAROLINA
Ma prima...
ELISETTA
Vo' vendetta.
Che nera infedelt?!
CAROLINA - CONTE
In me/in lei non c'? reit?.
FIDALMA
Che cosa ? questo strepito?
Che cosa ? questo chiasso?
ELISETTA
Di fede il mancatore
Con essa fa all'amore,
Ed io li ho colti qua.
FIDALMA
Uh! uh! Che mancamento!
Non credo a quel che sento.
A 4
Elisetta
Io voglio sussurrare
La casa e la citt?.
FIDALMA
Io voglio esaminare
Il fatto come sta.
CAROLINA
(a Fidalma)
Deh, fatela acchetare
Che il vero
lla non sa.
Conte
Lasciamola strillare:
Non me ne importa gi?.
SCENA SEDICESIMA
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI
Atto Primo
Il Signor Geronimo che sopraggiunge e detti, poi Paolino.
FIDALMA
Silenzio, silenzio
Che vien mio fratello.
Non s'ha per prudenza
Da fare un bordello.
L'affare delicato
? troppo da s?.
GERONIMO
Sentire mi parve
Un strepito, un chiasso.
Che fate? Gridate?
Ovvero ? per spasso?
Che cosa ? accaduto?
Ognun qui sta muto?
Di dirmi vi piaccia
Che diavolo c'?.
PAOLINO
(La cara mia sposa
Dal capo alle piante
Mi sembra tremante.
O povero me!)
A 6:
CONTE - CAROLINA - FIDALMA - ELISETTA
(Che tristo silenzio!
Cos? non va bene.
Parlare conviene:
Parlar si d?.)
GERONIMO - PAOLINO
(Che tristo silenzio!
Sospetto mi viene.
Vi son delle scene:
Saperlo si d?.)
GERONIMO
(a Carolina)
Ors?, saper conviene
Che fu? Che
cosa ? stato.
CAROLINA
Il fatto sol proviene
D'avere mal inteso
(additando Elisetta)
Equivoco ha lei preso,
E il Conte il motiv?
ELISETTA
Ci? non ? vero niente.
Il fatto ? differente.
Parlate con mia zia,
Che anch'io poi parler?.
FIDALMA
Sappiate, fratel mio,
Che qui ci sta un imbroglio;
Ma adesso dir nol voglio,
Che bene ancor nol so.
GERONIMO
Io non capisco affatto.
CONTE
(tirandolo da una parte)
Sappiate, con sua pace,
La sposa non mi piace
La sua minor sorella
Mi sembra la pi? bella.
Ma poi, ma poi con comodo
Il tutto vi dir?.
GERONIMO
Eh! Andate tutti al diavolo,
Ba, ba, ci, ci, chi?, chi?...
Un balbettare ? questo,
Chi intendere lo pu??
PAOLINO
Ma che mistero ? questo,
Chi intendere lo pu??
CAROLINA - CONTE - ELISETTA - FIDALMA
Le orecchie non stancate,
Affanno non vi date.
Da me, da me saprete
Qual sia la verit?.
GERONIMO
La testa m'imbrogliate.
La testa mi fendete.
Tacete, deh, tacete!
Andate via di qua.
PAOLINO
Per imbrogliar la testa
Che confusione ? questa.
Capite, se potete,
Qual sia la verit?.
(partono)
Atto secondo
Scena I, II,
III, IV, V, VI,
VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII, XIV,
XV, XVI, XVII, XVIII,
XIX
SCENA PRIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Gabinetto.
Il Signor Geronimo, poi il Conte.
GERONIMO
Questa invero ? curiosa!
Sembran d'accordo
In masticar parole
Perch? io non intenda
Ma voglio ben capir questa faccenda.
Venite, s?, venite o Conte amato.
Mi volete ora dir quello ch'? stato?
CONTE
Anzi, men vengo apposta,
E dico il tutto
Senza riguardo alcuno.
GERONIMO
No, non c'? alcuno.
CONTE
Alcun riguardo, ho detto.
Non ho di dirvi il tutto, e parlo schietto.
Vi dir? in primo luogo in stil laconico,
Che pel mio gusto armonico
Cosa non ha Elisetta
Che possa, qual vorrei,
Accendere il mio cor, gli affetti miei;
E che mancando in me l'inclinazione,
Impossibil divien fra noi l'unione.
GERONIMO
Che armonico? Che affetti ?
Che unione? E cosa adesso
Mi andate voi dicendo?
CONTE
Che Elisetta sposar pi? non intendo.
GERONIMO
Che? Cosa avete detto?
CONTE
Ho detto che non trovo
Cosa in lei che mi piaccia,
E che pi? non la voglio.
GERONIMO
Non la volete pi?! Mia figlia? Quella
Per cui steso ? il contratto?
Non la volete pi?? Voi siete un matto.
La vorrete benissimo.
La sposerete, signors?. A Geronimo
Non se ne fan di queste. E non ? un uomo
Geronimo da prendersi
Per un qualche babbeo.
E Geronimo dice e vi ripete,
Che la vorrete, e che la sposerete.
CONTE
Ed al signor Geronimo
Io pur dico e ripeto
Che non la sposer?: ma che lo prego
Di mostrarsi contento
Che fra noi segua un accomodamento.
GERONIMO
Ed io vi torno a dire in brevi accenti
Che non si parli d'accomodamenti.
Se fiato in corpo avete
S?, s?, la sposerete.
Un bambolo non sono.
Veder ve la far?.
CONTE
Se mi ascoltate un poco,
Si calmer? quel foco.
Ma poi se v'ostinate,
Anch'io mi ostiner?.
GERONIMO
La sposerete, amico.
CONTE
Io non la sposer?.
GERONIMO
S?, s?, s?, s? io dico.
CONTE
Io dico no, no, no.
A 2
Con questo uom frenetico
Sfiatare io non mi v?.
(Si mettono a sedere, uno da una parte e l'altro dall'altra.)
GERONIMO
(Ora vedete che bricconata!
Chi se l'avrebbe mai immaginata?
Questa ? un'azione da mascalzone,
Ed al suo impegno non dee mancar.)
CONTE
(Ora vedete che uom bilioso!
Come s'accende! Com'? impetuoso!
Non vuol sentire quel che vo' dire,
D'aggiustamenti non vuol parlar!)
GERONIMO
(Vediamo un poco se ci ha pensato.)
(si alza)
CONTE
(Proviamo un poco se si ? calmato.)
(si alza)
GERONIMO
Ebben, signore? La sposerete?
CONTE
Ebben, signore? M'ascolterete?
A 2
Il mio discorso vi pu? calmar.
GERONIMO
Via, dite pure quel che vi par.
CONTE
Se invece di Elisetta
Mi date la cadetta,
Cinquantamila scudi
Vi voglio rilasciar.
GERONIMO
Quest'? per quel ch'io sento
Quell'accomodamento
Che voi vorreste far...?
(va di nuovo a sedere)
Lasciatemi, mio caro
Lasciatemi pensar.
CONTE
Vi lascio, s?, pensar.
(va di nuovo a sedere)
GERONIMO
(Qua risparmio del bell'oro,
Qua si salva anche il decoro
Col baratto che vien fatto.
Signors?, che bene andr?.)
CONTE
(Va l'amico ruminando,
Al risparmio va pensando.
? il boccone da ghiottone
N? scappar sel lascer?.)
GERONIMO
Ci ho pensato, ci ho pensato.
(Si alza.)
CONTE
Sentiremo, sentiremo.
(Si alza.)
GERONIMO
Il baratto, s?, faremo.
Ma con patto
ch'Elisetta
Ancor essa accorder?.
CONTE
S'? per questo, vado in fretta
A far s? che m'odier?.
A 2
Siamo, siamo accomodati,
Ritorniam di buon'umore.
Abbracciamoci di core,
E speriam felicit?.
(Geronimo parte.)
SCENA SECONDA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Il Conte, poi Paolino.
CONTE
Per fare ch'Elisetta mi ricusi
Il modo ? facilissimo.
Oh, Paolino, Paolino!
PAOLINO
In che posso servirvi?
CONTE
Da me stesso
Ho fatto tutto. Il padre ? contentissimo
Ch'io sposi Carolina.
PAOLINO
Ma... Lo dite davvero?
CONTE
Certamente. Consolati, e tu stesso
Va a darle questa nuova.
Dille che ogni riguardo ? omai finito;
E che disponga il core
Ad ubbidir con gioia al genitore.
(parte)
SCENA TERZA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Paolino, poi Fidalma.
PAOLINO
Ecco che or ora scoppia
Da s? la cosa. Io sono rovinato,
Scacciato colla sposa e disperato.
Ma no. Mi resta ancora una speranza
Nel buon cor di Fidalma. A lei men volo
Bench? tutto tremante...
Ma Fidalma qui giunge... Ecco l'istante.
FIDALMA
(Egli ? qua solo; e questo gabinetto
(fermandosi in disparte)
? un luogo adattissimo
Per parlar di segreti.)
PAOLINO
(Ella mi sembra
Che volga in s? qualche pensier molesto.
Ah, che son disgraziato ancora in questo!)
FIDALMA
(Mi ha guardato sott'occhio, e ha sospirato?)
PAOLINO
(? turbata senz'altro. Il cor mi manca)
FIDALMA
(E sospira di nuovo! Ah! fosse mai
Che anch'ei per me sentisse
Quel ch'io sento per lui?)
PAOLINO
(Ors? coraggio.
Il tempo pressa; ed io me le avvicino.)
Se mi ? permesso...
FIDALMA
Addio, caro Paolino.
Non mi avete veduta altro che adesso?
PAOLINO
Vi vidi pensierosa, e non mi parve
Di dover disturbarvi.
FIDALMA
Voi non mi disturbate.
Pensieroso, per?, se non m'inganno,
Eravate anche voi?
PAOLINO
Questo ? ben vero.
FIDALMA
Paolino?
PAOLINO
Signora?
FIDALMA
I pensier nostri
Da un'istessa cagion per avventura
Sarebbero prodotti?
PAOLINO
? ci? impossibile.
FIDALMA
Non pesavate a me?
PAOLINO
Non so negarlo.
FIDALMA
Ed io pensava a voi. Femmina esperta
Dal pi? menomo indizio ancor s'avvede
Di quel che non si pensa e non si crede.
PAOLINO
(Che se ne sia avveduta?)
FIDALMA
Via non vi confondete
Parlatemi con tutta confidenza.
PAOLINO
(Se n'? accorta senz'altro.)
Ah! Signora...
FIDALMA
Mi avrete
Pietosa e non crudel.
PAOLINO
La bont? vostra
Il mio merito eccede, e mi consola.
Ma con vostro fratello?
FIDALMA
Il fratel mio
Deve ben accordar quel che vogl'io.
PAOLINO
E non far? rumore?
FIDALMA
Quale rumor? Contento ei dee mostrarsene
Quando ancor non lo fosse.
PAOLINO
Oh mio conforto!
Dunque quando?
FIDALMA
Prestissimo.
PAOLINO
Anzi senza dimora.
FIDALMA
Ebbene: in questo punto
Vi do la mia parola
Che sarete mio sposo.
PAOLINO
Sposo?
FIDALMA
Si, caro mio.
PAOLINO
Io?
FIDALMA
S?, mio bene. Consolati, consolati...
Ma di color ti cangi? E che cos'hai?
PAOLINO
(Qual nuovo contrattempo ? questo mai!)
Sento, oim?: che mi vien male,
Gi? mi manca quasi il fiato.
FIDALMA
Non ? niente, sposo amato:
Quest'? effetto del piacer.
PAOLINO
Per piet?, che in svenimento
Io mi sento gi? cader.
(siede)
FIDALMA
Quest'? effetto del contento:
Passer?: no, non temer...
Mio caro Paolino...
Ma certo ? svenuto.
Porgiamogli aiuto.
C'? alcun di l??
SCENA QUARTA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Carolina e detti.
FIDALMA
(a Carolina)
L'amore e il contento
Vedete che
a....
CAROLINA
Ma cos'?? Cosa ? accaduto?
Ma oddio! Che cos'? stato?
FIDALMA
Il povero giovine
Di me innamorato
Per gioia in deliquio
Vedete che sta.
Io vado a pigliare
Un certo elisire;
Non state a partire,
Restatevi qua.
(parte, poi ritorna)
CAROLINA
(Che creder, che dire
Da me non si sa.)
Giusto cielo! Qual'affanno!
Qual sospetto mi martella!
Su, ti scuoti. Su, favella,
Ch'io mi sento lacerar.
PAOLINO
(s'alza)
Carolina...! Deh, va via.
CAROLINA
Tu invaghito di mia zia
E mi vieni ad ingannar.
A 2
PAOLINO
Taci, taci, che per ora
Non mi posso qui spiegar.
Carolina
Ci mancava questa ancora
Per pi? farmi delirar!
FIDALMA
Son qua pronta, son qua lesta...
Ma gi? in piedi ti ritrovo.
Per la gioia che ne provo
Questa man ti do a baciar.
PAOLINO
Non mi prendo tanto ardire.
CAROLINA
Mia signora, pian pianino.
FIDALMA
Bacia, bacia Paolino.
(a Carolina)
Non ci avete voi da entrar.
A 3:
CAROLINA - PAOLINO
Questa certa confidenza
Di fanciulle alla presenza
Che stia bene non mi par.
FIDALMA
Di qualunque alla presenza
Posso dar tal confidenza
A colui che ho da sposar.
(Fidalma parte.
Carolina e Paolino mostrano di partire, ma poi si arrestano.)
SCENA QUINTA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Carolina e Paolino.
CAROLINA
Vanne, vanne: la seguita... No, arrestati.
Dimmi, tristo, su, dimmi:
Quante pensi sposarne? Ora comprendo
Perch? a svelar non pensi
Il nodo clandestin che ci ha legati.
Lo fai per il piacere
Di tradire due donne a un solo istante,
Me come sposa, e l altra come amante.
PAOLINO
No, Carolina. no: chetati, e ascoltami.
CAROLINA
E che deggio ascoltar?
Non ti ho trovato
Svenuto per amore
Al fianco di mia zia? Non l'ho sentita
Vantarsi del tuo affetto?
E che l'hai da sposar non ha gi? detto?
PAOLINO
Questo ? un inganno, o cara...
CAROLINA
Eh s? un inganno
Che da te si commette. Se tu amavi mia zia,
Perch? non sposar lei? Perch? sedurre
Una fanciulla onesta
Priva d'ogni esperienza e d'accortezza
Per farla poi crepar dall'amarezza?
PAOLINO
Mi ascolta, per piet?...
CAROLINA
Che vuoi ch'io ascolti?
Comprendo in questo istante
Il peso del mio fallo.
Mi senti: io corro adesso
A' piedi di mio padre;
Sveler? quel che ho fatto,
A qualunque castigo
Mi render? soggetta.
Di te poi, seduttor, tristo, spergiuro,
Segua quel che si voglia, io non mi curo.
(per partire)
PAOLINO
Ferma, ferma, ti prego...
CAROLINA
Oib?... Mi lascia.
PAOLINO
No, ti dico.
CAROLINA
Vo' andar...
PAOLINO
Sentimi, e poi
Subito te ne andrai, se andar tu vuoi.
CAROLINA
Ah! Chi poteva mai
Questo da te aspettarsi !
PAOLINO
Ascolta io dico.
CAROLINA
Io mi sento morir!
PAOLINO
Calmati un poco.
CAROLINA
(piangendo)
Cos? resterai libero;
Cos? la sposerai.
PAOLINO
Ah, no, che tu cos? morir mi fai.
Nell'inganno tu sei, ragion non senti
E ti scordi in un punto di furore
Chi sei tu, chi son io, tutto l'amore
CAROLINA
Cosa potresti dir?
PAOLINO
Dir che tua zia
Soltanto in quell'istante
Mi si scoperse amante;
E la sorpresa mia fu che mi tolse
L'uso dei sensi.
Or vanne a pubblicarmi
Qual seduttor. Rovinami. Ma prima
Prendi questo coltello;
E poich? sei impazzita,
Qui dammi prima una mortal ferita.
CAROLINA
Guarda ch'io te la do.
PAOLINO
Non mi ritiro.
CAROLINA
Ma non disse ella stessa
Che tu l'amavi?
PAOLINO
Equivoc? Fidalma.
CAROLINA
Confessa, o fo davvero.
PAOLINO
Se un bugiardo mi credi,
Spingi senza pietade.
CAROLINA
Ah! Mi vien freddo, ed il coltel mi cade.
PAOLINO
Or sappi, sposa mia, che pi? maneggio
Non trovo al scoprimento
Per salvar il decoro; e a noi non resta
Che di fuggir. Co' buoni uffizi il padre
Farem poi che si plachi.
Quel ch'? fatto ? gi? fatto; ed alla fine
Presto o tardi lo sdegno ha il suo confine.
Pria che spunti in ciel l'aurora
Cheti cheti, a lento passo,
Scenderemo fin abbasso
Che nessun ci sentir?.
Sortiremo pian pianino
Dalla porta del giardino:
Tutta pronta una carrozza
L? da noi si trover?.
Chiusi in quella il vetturino
Per schivar qualunque intoppo,
I cavalli di galoppo
Senza posa caccer?.
Da una vecchia mia parente
Buona donna, e assai pietosa,
Ce n'andremo, cara sposa,
E staremo cheti l?.
Come poi s'avr? da fare
Penseremo a mente cheta.
Sposa cara, sta pur lieta,
Che l'amor ne assister?.
(parte)
SCENA SESTA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Carolina sola.
CAROLINA
Fuggir? Palese al mondo
Render il nostro fallo? E far di noi
Parlar con disonor? Questo sarebbe
Render pi? acerba ancora la ferita
Al seno di mio padre...
No, no. Pria di risolvermi
A cos? duro passo,
Che costerebbe a me troppo dolore,
Voglio tentar quel che mi dice il core.
(parte)
SCENA SETTIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Appartamenti.
Elisetta da una parte, indi il Conte dall'altra.
ELISETTA
Qua nulla si conclude,
Qua ognuno sta in silenzio;
Ed io mastico intanto amaro assenzio.
CONTE
(Qui la trovo alfin. Voglio provarmi
Se la posso ridurre a ricusarmi.)
Servo, servo umilissimo.
ELISETTA
Venite come sposo o mancatore?
CONTE
Vengo qual mi volete. Conoscitor del vostro
Merito singolar degno d'un soglio,
Sol dal vostro piacer dipender voglio.
ELISETTA
Voi parlate d'incanto.
CONTE
E piu v'incanter? Se mi ascoltate.
ELISETTA
Benissimo. Parlate.
CONTE
In primo luogo
Creder voi mi dovete il pi? sincero, Il pi? ingenuo di tutti:
Che ho il core sulle labbra: e che son tale
Che di me pur io dico il bene e il male.
ELISETTA
Vediamone una prova. Per esempio:
Quel di far all'amor con mia sorella,
Essendo a me promesso,
Lo dite male o bene?
CONTE
Male, male, malissimo.
Ecco ch'io lo confesso. In certi incontri
Sono di un naturale
Facile a sdrucciolar. Ma meglio udite
S'? ver ch'io son sincero. In me sicuro
Che c'? del buon; ma prima
Che i lacci d'Imeneo fra noi sian stretti,
Io vi avverto di aver dei gran difetti.
ELISETTA
Quando li conoscete, ? cosa facile
Che possiate emendarvi.
CONTE
Oh! Lo credo impossibile. Sempre ho sentito a dire
Che colla vita si mantiene e dura
Quel vizio che nell'uom passa in natura.
ELISETTA
Voi mi sgomentereste
Se vi credessi in tutto.
CONTE
Basta... credete pure
Quello sol che vi piace. Io con voi tratto
Da galantuomo. e in termini assai schietti
Io vi avverto di aver dei gran difetti.
ELISETTA
Poich? me lo avvertite.
Obbligata vi son. Ma non temete.
Cercher? di adattarmi
CONTE
Oh! Questo poi
Sar? difficilissimo
Ve ne sono di fisici.
Ve ne son di morali. Insomma io parlo
Ingenuamente: e tocca a voi, signora,
Di far poi riflessione a questi detti,
Ch'io vi avverto di aver dei gran difetti.
ELISETTA
(A mettermi comincia un poco in apprensione.)
Ors?, signore,
Giacch? siete sincero, anche vi piaccia
Di dirmi quali sono
Per poter regolarmi.
(Alla fine non vorrei sagrificarmi.)
CONTE
Sentite: io ve lo dico
Perch? voi lo volete, e vi ubbidisco;
Per altro in verit? che ne arrossisco.
Son lunatico bilioso. Son soggetto all'emicrania:
Ho sovente certa smania
Che in delirio mi fa andar.
Son sonnambulo perfetto
Che dormendo vo a girar.
Sogno poi se sono a letto
Di dar calci, e di pugnar.
ELISETTA
Tutto questo? Bagatelle!
(Qui ci va della mia pelle...
Ma saprommi riguardar.)
CONTE
Piano. piano. Non e tutto,
Per gli amori ho un gran trasporto.
Per le donne casco morto.
E di questo che vi par?
ELISETTA
Questo ? un vizio troppo brutto...
Ma il potrete un d? lasciar.
CONTE
Ma aspettate, mia signora:
Tutto detto non ho ancora.
Son vizioso giocatore,
Crapulone, bevitore:
Mi ubriaco spesso spesso,
Che vo fuori di me stesso,
Casco in terra. oppur traballo,
Son pi? strambo di un cavallo.
Vado tutti a maltrattar.
ELISETTA
Ora poi non credo niente,
Voi lo dite per scherzar.
CONTE
Quando poi non lo credete,
Dico questo, e ve lo giuro:
Che a me nulla voi piacete,
Che non v'amo, e non vi curo,
Non vi posso tollerar.
(parte)
SCENA OTTAVA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Elisetta. poi Fidalma.
ELISETTA
Potea parlar quell'anima incivile
Con pi? di scandescenza!
FIDALMA
Elisetta mia cara,
Vi trovo ben turbata!
ELISETTA
Se dagli occhi del Conte
Non si toglie ad un tratto Carolina,
Qui nasce una rovina.
Convien togliergli affatto ogni speranza
Di poterla sposar.
FIDALMA
Dite benissimo.
Ma se voi la credete
Invaghita del Conte, io poi vi dico.
Che forse, forse con ragion fondata
La credo di Paolino innamorata.
ELISETTA
Di quello non mi curo.
FIDALMA
Me ne curo ben io: n? pi? mi sento
Di tenerlo celato.
ELISETTA
Dunque facciam che debba
Passar in un ritiro
Acci? non ci disturbi.
FIDALMA
Ottimamente.
Questo ? il pensier che anch'io volgeva in mente.
Lasciate far a me: la fraschettina
Mandata vi sar? doman mattina.
SCENA NONA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Il Signor Geronimo e detti.
GERONIMO
Ebben? Sei persuasa
Di rinunziar a questo matrimonio?
ELISETTA
Non sar? vero mai ch'io vi rinunzi
Perch? poi mia sorella
Debba sposar il Conte.
GERONIMO
Si pu? fare un baratto
Per te vantaggiosissimo.
FIDALMA
Non si fanno baratti.
Anzi mi meraviglio,
Che un uomo come voi prudente e saggio
Proponga ad essa un altro maritaggio.
GERONIMO
S?, un altro maritaggio. Ecco, tua zia
? della mia opinione.
FIDALMA
Anzi, dico di no. Si deve togliere
La causa del disordine.
Carolina fomenta
La passione del Conte; onde si deve
Farla sparir, mandarla in un ritiro;
E acchet?ti che sian tutti i rumori,
Allora poi... S?, allor venir? fuori.
ELISETTA
Avete ben capito?
GERONIMO
S?, s?, parlate pure.
FIDALMA
E se questo non fate, il mio decoro
Non vuol che in questa casa
Io me ne resti pi?. Voi mi farete
De' capitali miei restituzione,
E cos? finiremo ogni questione.
ELISETTA
Avete inteso bene?
GERONIMO
Sordo non son. Far? quanto conviene.
FIDALMA
Cosa farete? Via, su, parlate.
ELISETTA
Via, risolvete; via non tardate.
A due
Presto, anzi, subito si deve far.
GERONIMO
Ma non strillate tutte due unite.
Sento che il timpano voi mi ferite.
Parlate piano senza gridar.
ELISETTA - FIDALMA
Diremo dunque, diremo piano,
Che in un ritiro di qua lontano
Per metter ordine al gran disordine
La Carolina si dee mandar...
(piano )
Voi ci sentite?
GERONIMO
Che cosa dite?
(forte, all'orecchio)
ELISETTA
Abbiam parlato
(come sopra)
FIDALMA
Vi abbiamo detto...
GERONIMO
Sia maledetto questo strillar!
ELISETTA
In un ritiro la Carolina...
GERONIMO
Gi? v'ho capito, cara signora.
FIDALMA
Mandar dovete doman mattina...
GERONIMO
Gi? v'ho capito ch'? un quarto d'ora.
A 3
FIDALMA - ELISABETTA
O che fracasso di Satanasso
Tutta la casa far? tremar.
Geronimo
Senza far chiasso, senza fracasso
Si pu? ben dire, si pu? parlar.
(Fidalma ed Elisetta partono.)
SCENA DECIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Il Signor Geronimo solo.
GERONIMO
In un ritiro? E perch? in un ritiro
La devo far passar, se il mio interesse
Anzi vuol ch'io permetta
Che il Conte se la sposi!
No. Piano. E mia sorella
Se sdegnata perci?, dal mio negozio
Leva i suoi capitali? Ella ? una scossa
Ch'oggi io non so se sostener la possa...
Dunque andr? in un ritiro.
Pensiamo or dunque in qual miglior maniera
Devo darle la nuova innanzi sera.
SCENA UNDICESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Carolina in disparte, e detto.
CAROLINA
(Son risoluta io stessa
Di vincere il rossor. Io sudo... io gelo...
Ma farlo, oddio!, convien... M'aiuta, o Cielo...!)
Ah, Signore! Ai pie' vostri ecco una figlia...
GERONIMO
Che cos'hai? Che cos'?? Cos'? accaduto?
Alzati, e parla in piedi...
CAROLINA
Ah, no signore...
GERONIMO
Alzati ed ubbidisci al genitore.
Io per? ti prevengo
In quello che vuoi dirmi.
Tua sorella e tua zia t'hanno gi? detto
Che devi in un ritiro
Passar doman mattina: e tu ten vieni
Tremante e sbigottita,
Quasi ci avessi da restar in vita.
CAROLINA
Io in un ritiro? Ah! mio signor...
GERONIMO
Tu devi
Far la mia volont?.
CAROLINA
Fuori di tempo
? un ritiro per me.
GERONIMO
Soli due mesi
Ci starai, e non pi?...
CAROLINA
Deh! Padre mio.
Altro ? quel che mi affanna...
GERONIMO
Il mio interesse
Il vuole, e la mia pace...
CAROLINA
Ah! Permettete
Che ai vostri pie' mi getti; e che implorando
La pietade paterna...
GERONIMO
Ors?, mi secchi
Signora fraschettina.
Nel ritiro anderai doman mattina.
(parte)
SCENA DODICESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Carolina sola.
CAROLINA
E possono mai nascere
Contrattempi peggiori!
Il padre mio sedotto,
Mia sorella e mia zia con me alterate,
Tutti in orgasmo: e come mai poss'io
Svelare in tai momenti il fallo mio?
(segue con strumenti)
Come tacerlo poi, se in un ritiro
Ad entrar son costretta...?
Misera...! In qual contrasto
Di pensieri mi trovo! Io son smarrita...
Cielo, deh, tu m'addita
Il consiglio miglior. Qualche speranza
Rendi al cor mio... Ma il core, oddio! mi dice:
Carolina infelice,
Piet? di te non sente il ciel tiranno...
Ah! Disperata io vo a morir d'affanno...
(per partire disperatamente, s'incontra nel Conte che la trattiene)
SCENA TREDICESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
CONTE
Dove, dove mia cara
Con tanta agitazione? Oim?! Parlate,
Che avete? Che chiedete? Io son per voi
Col cor, col sangue, colla vita istessa;
Pi? di voi nulla al mondo or m'interessa.
CAROLINA
Ah, potessi parlar!
CONTE
Chi vi trattiene?
CAROLINA
Mi trattiene il decoro,
E quella diffidenza
Che deggio aver nel caso mio importante
D'uno che gi? mi si ? scoperto amante.
CONTE
Diffidar d'un che v'ama! Oh, questo caso
Esser non pu? che quello
Di scoprirgli un rival. Ma udite, o cara:
Un uom di mondo io sono:
S'egli ? prima di me, ve lo perdono.
D'esser tardi arrivato
Incolper? la sorte mia rubella.
CAROLINA
E dareste la mano a mia sorella?
CONTE
Questo poi no.
CAROLINA
Sposata pur l'avreste
Senza contraddizion, s'io pi? di lei,
Per un gioco del caso in quel momento,
Non vi fossi piaciuta?
CONTE
Si, ? ver: ma mi piaceste; ed il mio core
Or non vorria che voi.
CAROLINA
Ma per? tutto quel che il cor vorrebbe
Non ? sempre possibile.
CONTE
Ve l'accordo anche questo.
CAROLINA
Dunque se l'ottenermi
Impossibile fosse, ah! signor mio,
Perch? coltivereste un tal desio?
Perch? se voi m'amate
Mi vorreste infelice,
Quando potreste invece
Rendermi voi, con una eroica azione,
Oggi la vita, e la consolazione?
CONTE
In orgasmo mi mette
Questo vostro parlar che par d'incanto.
Per? non mi confondo.
S?, v'amo; e questo amor, se a voi ci? piace,
d'ogni pi? bella azion sar? capace.
CAROLINA
Giuratemelo, Conte.
CONTE
Io ve lo giuro
(in questo Elisetta, Fidalma ed il Signor Geronimo che osservano)
Sull'onor mio, su questa bella mano
Ch'io vo' baciar. Sentiamo ora l'arcano.
SCENA QUATTORDICESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Fidalma, Elisetta, il Signor Geronimo e detti.
ELISETTA
C?lti vi abbiam.
FIDALMA
C?lti vi abbiam sul fatto.
ELISETTA
(a Geronimo)
Vedete la sguaiata?
FIDALMA
Vedete la fraschetta'?
Tutti gli uomini alletta:
E la mano si lascia
Baciar da ognun che amore a lei protesta.
GERONIMO
Ora da dubitar pi? non mi resta.
CAROLINA
Ma signor...
GERONIMO
Taci l?.
CONTE
Ma non sapete...
ELISETTA
Tacete voi, che ben vi sta.
FIDALMA
Tacete.
GERONIMO
Domani nel ritiro. E voi. signore,
O doman sposerete
Quella cui prometteste, o dell'affronto
Noi la vedrem se mi far? dar conto.
CONTE
Ma se...
GERONIMO
Non vi do ascolto.
CAROLINA
Ma io...
ELISETTA
Voi in un ritiro.
FIDALMA
In un ritiro.
CAROLINA
(Ah, ch'io pazza divento! Io gi? deliro!)
Deh, lasciate ch'io respiri,
Disgraziata, meschinella!
Io rival di mia sorella
No, non sono, ed il Ciel lo sa.
Incolpata son a torto.
(al Conte)
Deh, parlate voi, signore:
Sincerate il genitore,
Che a voi pi? si creder?.
CONTE
Quest'amabile ragazza...
ELISETTA - FIDALMA
? un'astuta, ? una sguaiata.
Siete parte interessata.
GERONIMO - ELISETTA - FIDALMA
Nel ritiro andar dovr?.
CAROLINA
Sol tre giorni alla partenza
Io vi chiedo per piet?.
Palesar la mia innocenza
Qualche cosa vi potr?.
FIDALMA
No: il ritiro ? destinato.
ELISETTA
No: il ritiro ? preparato.
GERONIMO
No: il ritiro ? pronto gi?.
CAROLINA
Ma voi siete tanto cani
Senz'amor n? carit?!
Io mi perdo, mi confondo,
Il cervel da me sen va!
ELISETTA - FIDALMA - GERONIMO
Se cadesse ancora il mondo
Deve andarci, e ci ander?.
CONTE
Io divengo furibondo
S'anche un poco resto qua.
(Carolina, il Conte ed il Signor Geronimo partono per diverse parti)
SCENA QUINDICESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Elisetta e Fidalma.
ELISETTA
Sarete or persuasa
Ch'? il Conte, e non Paolino
Quello di cui ? invaghita?
Ma non vi penso or pi?: sar? finita.
FIDALMA
Ed io credo benissimo
Che sia una civettina: o che piuttosto
Una di quelle sia
Che s'innamoran sol per debolezza
Di ciascun che le guarda o le accarezza.
ELISETTA
Se son vendicata
Contenta gi? sono.
Al conte perdono
La sua infedelt?.
Se tolto ? l'oggetto
Che il cor gl'incatena,
Con faccia serena
La man mi dar?.
(partono)
SCENA SEDICESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Sala.
Tavolino con quattro lumi accesi.
Il Signor Geronimo e Paolino.
GERONIMO
Venite qua, Paolino. Questa lettera
Spedite per espresso
A Madama Intendente del ritiro
Che vedete qui scritto, acci? le arrivi
Domani di buon'ora.
Sia cura vostra ancora,
Prima di andar a letto,
D'avvertire la posta, acci? non manchi
Di qui mandarmi all'alba
Quattro buoni cavalli... Eh? Cosa dite?
PAOLINO
Io non parlo, signor.
GERONIMO
Bene. Eseguite.
Io mi ritiro adesso. Andate pure.
Stanco oggi son di tante seccature.
(prende un lume ed entra nella sua stanza)
SCENA DICIASSETTESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Paolino solo.
PAOLINO
E a risolversi adesso
Ad una pronta fuga
Forse ancor tarder? la sposa mia?
Forse ancor potria,
In queste circostanze,
Lusingarsi e sperar favore o aiuto?
Da chi? Come? In qual modo...? Io son perduto!
No, si risolver?. Per affrettarnela,
Vado nella sua stanza.
Non v'? pi? tempo: non v'? pi? speranza.
(prende un altro lume ed entra nella stanza di Carolina)
SCENA DICIOTTESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Il Conte, poi Elisetta
CONTE
Il parlar di Carolina
Penetrato m'? nel seno.
Ah, saper potessi almeno
Il segreto del suo cor!
Per s? amabile ragazza
Io non so quel che farei:
E salvarla ben vorrei
Dal domestico livor.
ELISETTA
(Ritirato io lo credeva
E lo trovo or qui vagante
Un sospetto stravagante
Mi fa nascere nel sen.)
CONTE
(A trovarla me ne andrei
Se credessi di far ben.)
ELISETTA
Signor Conte, serva a lei
Che vuol dir che qui la trovo?
CONTE
Vuol dir questo, ch'io mi movo.
ELISETTA
Che stia solo non conviene.
CONTE
Grazie, grazie, mia signora:
Vada pur, ch'io vado ancora.
Tempo ? gi? di riposar.
(Si prendono un lume per cadauno)
ELISETTA
Buona notte al signor Conte.
CONTE
Dorma bene. Madamina.
ELISETTA
(Finch? venga domattina
In sospetto devo star.)
CONTE
(Questa furba sopraffina
Non vo' farla sospettar)
(Si ritirano nelle proprie stanze, resta la scena oscura.)
SCENA DICIANNOVESIMA
Scena I,
II, III, IV, V,
VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XII, XIII,
XIV, XV, XVI, XVII,
XVIII, XIX
Atto Secondo
Paolino e Carolina dalla sua stanza, indi Elisetta, poi Fidalma,
poi il signor Geronimo ed infine il Conte,
tutti dalle rispettive loro stanze
PAOLINO
Deh, ti conforta, o cara.
Seguimi piano piano.
CAROLINA
Stendimi pur la mano
Che mi vacilla il pie'.
A 2
Oh, che momento ? questo
D'affanno e di timore!
Ma qui dobbiam far core,
Ch'altro per noi non c'?.
(s'avviano per partire)
PAOLINO
Zitto... Mi par sentire...
S?, sento un uscio aprir.
A 2
Potrebbe alcun venire:
Si tardi un po' a partir.
(rientrano nella stanza)
ELISETTA
(con lume)
Sotto voce qua vicino
Certo intesi a favellar.
Una porta pian pianino
Ho sentito poi serrar...
Ho sospetto... Vo' scoprire.
(Va ad ascoltare alla porta di Carolina.)
A parlar pian pian si sente...
Vi sta il Conte certamente..
Io li voglio svergognar.
(Va a battere alla porta di Fidalma.)
Sortite, sortite.
Venite qui in fretta
FIDALMA
(di dentro)
Chi batte? Chi chiama?
ELISETTA
Son io, Elisetta...
(va a battere alla porta del Signor Geronimo)
Aprite, deh, aprite,
Sortite signore
GERONIMO
(di dentro)
Chi picchia s? forte?
Chi fa tal rumore?
ELISETTA
Venite qua fuori:
Si tratta d'onor.
(Sortono Fidalma ed il Signor Geronimo con lume in mano.)
FIDALMA
Che cosa ? accaduto ?
GERONIMO
Che cosa ? mai nato?
FIDALMA
Io sono tremante
GERONIMO
Io son sconcertato.
ELISETTA
Il Conte sta chiuso
Con mia sorellina.
Si faccia rovina
Di quel traditor.
ELISETTA - FIDALMA - GERONIMO
(gridando alla porta di Carolina)
Conte perfido, malnato!
Conte indegno, scellerato
Fuori, fuori vi vogliamo,
Che scoperto siete gi?.
(esce il Conte dalla sua stanza)
CONTE
Qui dal Conte che si vuole?
Quai indegnissime parole?
Ecco il Conte: eccolo qua.
ELISETTA - FIDALMA - GERONIMO
Quale sbaglio! Qual errore!
Questa cosa come va?
Perdonate, mio signore;
Qui un equivoco ci sta.
CONTE
Ubriachi voi sarete.
GERONIMO - FIDALMA
(indicando Elisetta)
Io no certo: sar? lei.
ELISETTA
No signor: lo giurerei:
Qualcun altro vi sar?.
CONTE - GERONIMO
Stando in piedi questa sogna.
FIDALMA
Qua confonderla bisogna
E rossor ne prover?.
ELISETTA - FIDALMA - GERONIMO
Carolina, fuori, fuori...
Anche questa si vedr?.
(all'uscio di Carolina, la quale sorte con Paolino,
e vanno ad inginocchiarsi ai piedi
del Signor Geronimo)
CAROLINA - PAOLINO
Ah, signore, ai vostri piedi
A implorar veniam piet?!
CONTE - CAROLINA
Or che vedo io resto estatico!
ELISETTA - FIDALMA
Quest'? un'altra novit?.
CAROLINA
Cosa s'intende?
FIDALMA
Cosa vuol dire?
CAROLINA - PAOLINO
Vi supplichiamo di compatire,
Che d'amor presi... Son gi? due mesi...
Il matrimonio fra noi segu?
CAROLINA - FIDALMA
Il matrimonio!
CAROLINA - PAOLINO
Signori s?.
CAROLINA
Ah, disgraziati! Qual tradimento!
Andate, o tristi: piet? non sento.
Pi? non son padre: vi son nemico.
Io vi discaccio, vi maledico,
Raminghi andate lontan da me.
CAROLINA - PAOLINO
Piet?, perdono. Colpa ? d'amore.
FIDALMA
Piet? non s'abbia d'un traditore.
CONTE - ELISETTA
Deh' Vi calmate. Deh! Vi placate,
Rimedio al fatto pi? gi? non c'?.
FIDALMA
Sian discacciati. Sian castigati.
Azion s? nera punir si de'.
CONTE
Ascoltate un uom di mondo,
Qui il gridar non fa alcun frutto:
Ma prudenza vuol che tutto
Anzi s'abbia d'aggiustar.
Il mio amor per Carolina
M'interessa a suo favore.
Perdonate a lor di core.
Ch'io Elisetta vo a sposar.
ELISETTA
M'interesso anch'io signore,
Deh! Lasciatevi placar.
CAROLINA
(a Fidalma)
Voi che dite?
FIDALMA
Voi che fate?
CONTE - PAOLINO - CAROLINA - ELISETTA
(tutti inginocchiati)
Perdonate, perdonate.
FIDALMA
Gi? che il caso ? disperato,
Ci dobbiamo contentar.
CAROLINA
Bricconacci! Furfantacci...!
Son offeso, son sdegnato...
Ma... vi voglio perdonar.
PAOLINO - CAROLINA - CONTE - ELISETTA
Che trasporto d'allegrezza!
Che contento! Che dolcezza!
Io mi sento giubilar!
TUTTI
Oh che gioia! Oh che piacere!
Gi? contenti tutti siamo!
Queste nozze noi vogliamo
Con gran festa celebrar.
Che si chiamino i parenti,
Che s'invitino gli amici,
Che vi siano gli strumenti.
Che si suoni, che si canti.
Tutti quanti han da brillar.
F I N E
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