LA LETTERA ANONIMA (1822)
Farsa in un atto
di
Giulio Genoino
LA CONTESSINA ROSINA, destinata sposa di Filinto, soprano
FILINTO, capitano di Marina, tenore
MELITA, vedova e segreta amante dello stesso, mezzosoprano
IL CONTE DON MACARIO, zio di Rosina, buffo
LAURETTA, cameriera della contessina, soprano
GILIBERTO, maestro di casa del conte, basso
MR. FLAGEOLET, maestro di ballo, buffo
Coro di servi, camerieri, ecc. ecc.
Un suonatore di violino che non parla.
L'azione si figura in Napoli, e propriamente nella casa del conte.
ATTO UNICO
Sala elegantemente ammobiliata. In un canto
sar? messo uno specchio. All'alzarsi della tela si
vedr?.
Scena prima
Il Conte, che si rassetta l'abito innanzi lo specchio,
e Giliberto che se gli presenta con tutta la corte in
gala.
GILIBERTO
Eccellenza permettete...
(inchinandosi con gli altri)
CONTE
Vi permetto: che cosa ??
GILIBERTO, CONTE
Il dover, la convenienza
qui ci guidano stamane.
CONTE
(da s?)
Tie'! Vi' quanta mangia pane!
Vi' che folla de lacch?!
Che ho di' sta vernia?
GILIBERTO
Come?
Questo ? giorno di sponsali!
CONTE
Signors?, tua no per me.
GILIBERTO
Ed ? pure il vostro nome;
or pu? farvi meraviglia
se il rispetto a noi consiglia
di venire a farvi onor?
CORO
Il rispetto a noi consiglia
di venire a farvi onor.
CONTE
Onoratemi; padroni;
vi ringrazio del buon cor.
Ma per? ve parlo chiaro
si venite per denaro
non ne tengo, mme Protesto ...
GILIBERTO
Non veniamo, no, per questo ...
CONTE
Manco male.
CORO
Ma sapete
che si fanno de' regali
nelle fauste occasioni
da un signor di qualit??
CONTE
E l'avite pe' 'na pressa.
Io pe' sta quieto, e sano,
aggio puosto tutto 'mmano
a nep?tema contessa,
essa ? domina, e patrona,
ne p? cchi? la mia perzona
cc? no ttecchete don?.
GILIBERTO e CORO
Torniam dunque al nostro posto,
(rattristati in atto di andare)
CONTE
Va', facite o fatto vuosto.
(tornando)
TUTTI
Questo tratto ? un po' scortese
Ci disgusta in verit?.
CONTE
Mo' ve manno a quel paese...
Mme volissevo zuc??
Scena seconda
Rosina in abito elegante e detti.
ROSINA
Bravi! Cos? va bene:
voglio imitarvi anch'io.
Quest'atto di rispetto
Che usate oggi a mio zio,
? un rigido precetto
dell'ultimo bon-ton.
Tenete: alle bell'opre
(d? delle monete a ciascuno)
dar premio ? mio pensiere,
con chi fa il suo dovere
ingrata io mai non son.
CORO, CONTE e GILIBERTO
Che (gran nipote/donna egregia) ? questa!
Che modo generoso!
Viva col caro sposo,
viva per lunga et?.
ROSINA
Oh! qual nell'anima
piacer mi sento!
Di me so rendere
Ciascun contento;
questa ? tutt'opera
del mio talento,
? prova altissima
di mia bont?.
CONTE
Lo core 'nfesta
'mpietto mme sta!
CORO
Donna di questa
miglior non v'ha.
ROSINA
Partite, e siate diligenti quest'oggi
a servirmi bene.
(la corte si ritira)
Giliberto, disponi tutto con quel gusto ch'esige
la circostanza.
GILIBERTO
Far? tutti i miei sforzi per contentarvi.
(in atto di andare)
ROSINA
Senti: fammi venir qui Lauretta.
(Giliberto esce)
Scena terza
Il Conte e Rosina.
CONTE
Nepote mia non faccio pe' d?, stammattina tu
more faje 'na comparza.
ROSINA
Graziosa non ? vero?
CONTE
Graziosa! Magnifica vu? d?? Comme te s? concertata
vai ommanco ommanco no car? la dramma.
ROSINA
La mia nuova cameriera ha un'abilit? particolare
per vestire elegantemente una sposa;
che buona giovane!
CONTE
Si' bona tu, figlia mia
ROSINA
(corre allo specchio)
Questa ghirlanda con qual grazia ? messa! ...
Questi capelli con che ordine capriccioso sono
disposti!
(si leva dallo specchio)
Dite la verit? non fo una bella figura?
CONTE
Vi' che addimmanna!
ROSINA
Lo sposo che vi pare? Sar? contento di me?
CONTE
E di te chi non se contentarr?a, cara contessina?
Lo buono piace a tutti.
ROSINA
E pure io stava assai meglio una volta!
CONTE
E tu pecch? fai spropositi?
ROSINA
Io! Spropositi? Quanto fa una cattiva prevenzione!
CONTE
Non songo io...
ROSINA
Anzi siete voi che mi fate sempre arrabbiare, mi
contraddite in tutto...
CONTE
Cont?, mo te lagne de lo sopierchio ... io cottico
songo stato n'abbonatore perpetuo ...
ROSINA
Vedete come son fatta magra!
CONTE
S?! Magra!
(la guarda)
Stesse ogne povera figlia de mamma accoss?!
ROSINA
(alterandosi)
Ma questa benedetta cameriera non vien pi?...
Se fa cos? la mando via subito...
CONTE
Non te pigli? collera, mo te la chiammo io...
ROSINA
Vi ringrazio, mio caro.
CONTE
(Ha no core de zuccaro; ma pe' niente s'allumma
comm'a no zorfariello.)
(esce)
ROSINA
(torna allo specchio)
Mi par mille anni che non salga a vedermi la mia
inquilina, la signora Melita. Quella ipocrita mi
fa l'amica, ma ? invidiosa, me ne sono accorta...
Scena quarta
Lauretta e detta.
LAURETTA
Son qua signora.
ROSINA
(senza badarle)
Affetta disprezzo per tutti gl'uomini, e ha una
voglia di marito! ... Se avesse potuto sedurre il
mio Filinto, oh! l'avrebbe fatto assai volentieri!
Sta sempre alla finestra a fargli la spia quando
viene da me... delle occhiatine...delle parolette
equivoche... Ah! sei qui?
(a Lauretta)
LAURETTA
Voi mi avete fatta chiamare.
ROSINA
Bisogna, ragazza mia, essere un poco pi? svelta nel
servirmi.
LAURETTA
M'ingegner?: che volete?
ROSINA
Che voglio?... Non me lo ricordo... ah, s? s?...
Dimmi questa acconciatura ? veramente di ultima moda?
LAURETTA
Oh! non ne dubitate signora! ...
ROSINA
Che so! la ghirlanda non mi finisce... Vorrei
darle un altro garbo... Non ci sarebbe maniera?
LAURETTA
Io credo di no.
ROSINA
E io credo di s?.
(alterata)
Non mi rispondere, sai? Te lo avverto per tuo bene.
LAURETTA
Perdonate: vedr?, accomodatevi.
(Che pazienza!)
ROSINA
Ho ragione dunque?
LAURETTA
S? signora.
(va per rifarle la testa)
ROSINA
Aspetta
non ci ? poi tanto male Pare che
sento qualcuno: ritirati: ne parleremo pi? tardi.
LAURETTA
Come vi piace. (La mia mala fortuna non ? stanca di
perseguitarmi.)
(esce)
ROSINA
Sar? forse Filinto! Si fa attendere l'amico?
Ma mi sentir?.
Scena quinta
Filinto e detta.
FILINTO
Questo giorno, amata sposa,
quanto ? caro all'amor mio!
Il pi? tenero desio
lo precorse, il sospir?.
ROSINA
Senti qua: se per vedermi
Non affretti un poco il piede,
al des?o che lo precede
obbligata io non sar?.
FILINTO
Ma ricordati, mio bene...
ROSINA
(seria)
Ricordarmi che potr?!
FILINTO
Che un tuo cenno! ...
ROSINA
Or mi sovviene.
FILINTO
Dunque il torto?
ROSINA
? mio lo so.
ROSINA e FILINTO
Ah! geloso, e reo sospetto
non mai pi? ci sorga in petto
il riposo a disturbar.
Pace scendaci nel core,
e ritorni dell'amore
tutt'i voti a ravvivar.
ROSINA
Io t'amo tanto!
FILINTO
Mi sei s? cara!
ROSINA
Sarai fedele?
FILINTO
Fedel sar?.
ROSINA, FILINTO
Fra pochi istanti a pie' dell'ara
La mia promessa confermer?.
Allora Imene
di pura gioja
le sue catene
ci sparger?.
E la costanza
Con dolce modo
sul casto nodo
riposer?.
ROSINA
Cos? va bene; ora sono contenta
Che guardi?
FILINTO
La tua eleganza; stai messa veramente di gusto!
ROSINA
? merito di Lauretta, e ti ringrazio di avermela
proposta.
FILINTO
(con vivacit?)
? una buonissima giovine.
ROSINA
D? la verit?? Fosse qualche tua fiammetta
secreta?
FILINTO
Mi fai ridere.
ROSINA
Non ci ? poi tanto da ridere: vi conosco signorino.
Due sono le passioni di voi altri militari,
la gloria e Le donne,
e quando si tratta o di acquistar l'una,
o di guadagnare le altre, vi date sempre da fare.
FILINTO
Brava! con molto spirito...
ROSINA
Per?, se mi accorgo di qualche cosa,
la metto subito fuori di casa.
FILINTO
Poveretta! ? tanto infelice.
ROSINA
Infelice! E perch??
FILINTO
In confidenza, essa ha il padre in prigione.
ROSINA
Come!
FILINTO
Non t'inquietare: io lo credo innocente: ? un povero
copista impiegato presso un notaio, il quale imputato
di falsit? ? stato arrestato insieme co i suoi scritturali,
ed egli forse a torto soffre questa disgrazia.
ROSINA
Mi dispiace tanto per quella sventurata giovine.
FILINTO
Madama di SevilIe perci? l'ha congedata.
ROSINA
Crudele! Si vede che ha un core ben cattivo!
FILINTO
Pur troppo ? cosi: lo crederesti? Lauretta le ha chiesto
con una sua lettera un soccorso, e finora non ha
ricevuto risposta alcuna.
ROSINA
Oh, Dio! che pena ne sento! ... Oh, lascia ch'io
corra a confortarla... Voglio darle del denaro,
voglio che lo porti a suo padre...
FILINTO
In questo tratto io riconosco la mia buona Rosina.
ROSINA
E quando non si ha piet? de' nostri simili, a ch?
servono le ricchezze? ... Ors? dammi permesso...
No no, vieni tu pure .... Chi sa che non si presenti
Quella beghina di Melita! Non voglio lasciarti
solo con lei.
FILINTO
Mah...
ROSINA
Te lo impongo, e basta cos?... Avanti.
FILINTO
Questo ? un comando che mi piace assai mia cara!
(escono)
Scena sesta
Il Conte dall'altra parte e Giliberto che gli d? una
Lettera.
CONTE
E chi la manda?
GILIBERTO
Non lo so: pervenne per la piccola posta.
CONTE
Quando?
GILIBERTO
Perdonate; pervenne ieri, e me l'aveva dimenticata.
CONTE
E gi?, tu te scuorde sempre chello che non te fa ?tele:
da' cc?.
(legge)
A S.E. il conte D. Macario Patata.
Gnorsi, vene a me...
Sta lettera mme d? a penz?! Che 'nc'entra m? comm?co
sta piccola posta? Gilib?, sapisse de che se tratta?
GILIBERTO
Ah! ah! ah! leggetela, e lo saprete.
CONTE
E chesto ? chello che non boglio f?! La contessa se p?
pigli? collera!... Essa ? solita de leggere lo mio e lo
suio; 'nce v? politica co' cierte temperamiente, capisce?
GILIBERTO
Capisco (Che babuino).
CONTE
Stipammo la lettera, e parlammo de chello che mme
preme. Li vigliette de'nvito se s? mannate?
GILIBERTO
Eccellenza s?.
CONTE
? lesto tutto pe' la festa de ballo?
GILIBERTO
Tutto.
CONTE
Hai pensato che lo repuosto sia faudeante?
GILIBERTO
Ci ho pensato.
CONTE
Figurate, che nora longa avarraje da fa?
GILIBERTO
Nelle occasioni solenni non bisogna badare a
spese. Cos? almeno mi ha detto la contessina.
CONTE
Tutto va bene... ma tu si niasto masto de casa mia, si
soleto de tir? certe stoccate, che non le repararr?a manco
Orlanno si fosse vivo! Io dico s?, pettenatece,
arravogliatece... L'arte lo porta... ma lo troppo, e troppo.
GILIBERTO
Vostra eccellenza mi offende...
CONTE
E che t'aggio d'affendere? Che te cride ca non
mme ne s? addonato?
Ma non pozzo parl?
pe 'n'attacc? lite co nep?tema
GILIBERTO
Tacete, qualcuno arriva...
CONTE
Ma la coccagr?a ? tenuta sa? Lo sposo non sarr?
naseno comma me...
Scena settima
Melita e detti.
MELITA
Signori il ciel vi dia
(colle mani piegate)
fortuna, e sanit?;
ed all'amica mia
pace, e tranquillit?.
CONTE
Io vi ringrazio assai
(affettando la stessa maniera)
di tanta carit?.
GILIBERTO
(da s?)
Eh! conte mio, non sai
che volpe ? questa qua.
MELITA
Quanto il mio labbro dice
tutto lo sente il cor.
Se il prossimo ? felice
son io felice ancor.
CONTE e GILIBERTO
(mettendola in caricatura)
Noi conosciamo assai
La vostra carit?.
MELITA
Dubitereste mai
Di mia sincerit??
CONTE e GILIBERTO
(come sopra)
Noi conosciamo assai
la vostra carit?.
MELITA
(da s?)
Si burlano certo
costoro di me!
Che fosse scoperto
linganno qual ??
Se parlan per gioco
Chi dirmi sapr??
Vedremo fra poco
che cosa sar?.
CONTE
(da s?)
Sta 'mmalora de bezzoga tene 'n'uocchio accoss?
traseticcio! ? bona dint'a li muorte suoje!
MELITA
Si pu? vedere la contessina?
CONTE
Mo' vene, ve volite assett? 'no poco?
MELITA
Oh! me ne guardi il cielo! Io restar sola con due
uomini!
CONTE
Gilib?, hai capito? Duje simmo troppo,
Vatt?nne tu.
MELITA
Non ho detto questo.
GILIBERTO
Volete, che vi chiami la padrona?
MELITA
Se non le d? incomodo!
(Stanno allegri! Che la lettera noti fosse ancora arrivata?)
GILIBERTO
Vado a servirvi.
(entra)
CONTE
Gilib?, fa co lo commodo tujo sa?
Non port? pressa.
MELITA
Star? collo sposo la contessina non ? vero?
CONTE
No: l'ha mannato pe' servizio.
MELITA
Lo tratta con poco riguardo mi pare?
CONTE
Le v? bene; mo se sfasted?a quanno se vede uno
sempe 'mpalato attuorno.
MELITA
(Donna senza giudizio! Eh! se foss'io nel caso tuo!)
CONTE
E accoss?? Tenimmo niente pe le mane?
MELITA
Non vi capisco.
CONTE
Non mi capisce? 'Mme spiego meglio, 'nc'e avimmo 'nisciuno
'ncappatiello?
MELITA
Che scandalo! Che scandalo!
CONTE
E ch'?, tuosseco?... E po', vuje non site stata
mmaretata 'na vota?
MELITA
Allora lo feci per ubbidienza.
CONTE
E mo pu? replic? pe'compiacenza.
(affettando la sua voce)
MELITA
Io non amo pi? le cose di questo mondo.
CONTE
No! ... Ma io ve vedo sempre a la fenesta.
MELITA
Patisco di vapori.
CONTE
E pe' i vapori, sapite che remmedio 'nce v??
MELITA
Non voglio sentirlo... Voi dite degli spropositi.
CONTE
? signo ca lo sai.
Scena ottava
Rosina, indi Mr. Flageolet col suonatore di violino e
detti.
ROSINA
Perdona, mia cara, io non sapeva che tu fossi qui.
MELITA
Non fa niente... Dammi un abbraccio.
CONTE
(a Melita)
Ma vi', si non pare proprio na rosa? Ve piace chill'abito?
MELITA
? bello... ma un poco indecente.
CONTE
Tu mo' che borrisse, che na sposa jesse co la spingola
'ncanna?
MELITA
Non dico questo... ma...
ROSINA
? secondo l'ultimo figurino di Parigi.
MELITA
Lo credo (Che piet?! si ? stretta tanto che affoga!
Ma non riderai, no.)
ROSINA
(Mi pare che n'abbia invidia!)
FLAGEOLET
(da dentro)
? permesso?
ROSINA
(vivamente)
Ah! il mio maestro di ballo! Favorisca Mr. Flageolet.
FLAGEOLET
Madama!
(le fa due o tre riverenze caricate)
CONTE
(? benuto sto jettatore? Lo cielo 'nce scanza de
guaje.)
ROSINA
Come stai, caro maestro?
FLAGEOLET
(fa un'altra riverenza e le bacia la mano e poi risponde)
Grazie.
CONTE
(a Melita)
Chessa ? n'autra moda strampalata. Uno addimmanna aglie, e n'auto
risponne rape.
MELITA
Tutte frivolezze del secolo corrotto!
FLAGEOLET
(vede Melita)
Perdon madama! Io non l'aveva punto rimarcata.
MELITA
Tanto meglio.
FLAGEOLET
Permetta.
(va per baciarle la mano)
MELITA
Che vergogna! Il cielo vi dia Lume.
(si allontana)
FLAGEOLET
Marbleu! noti ci vedo io forse'? E pure ho avuto
occhio bastante per ammirare les charmes, e l'amabilit?
di quel viso!
MELITA
Quando ? cos?... tenete.
(gli offre a baciare la mano)
CONTE
(Gn?! E ba cride a sti musse astritte! Va')
FLAGEOLET
(piano al Conte)
Coll'adulazione si va sempre a colpo sicuro
Colle donne.
CONTE
(da s?)
Vi', quanta ne sape sto presebio che se fricceca!
ROSINA
Ors?, vogliamo far la lezione?
FLAGEOLET
Comme vous plait, madama.
MELITA
Se vi d? soggezione mi ritiro.
ROSINA
Puoi restare; basta che non ti scandalizzi.
MELITA
Vuoi mortificarmi. (Io non capisco come la lettera ... )
FLAGEOLET
Chi sa! madama, che un giorno
non faccia ballare anche voi.
MELITA
Oh! Non ci ? questo pericolo! La buona memoria di mio
marito mi ci ha fatto acquistare una decisa avversione.
CONTE
E tu trovatenne n'auto che te nce faccia pigli? gusto.
FLAGEOLET
(al suonatore che stenta a cacciare il violino
dalla borsa e stona nell'accordare)
A vous, Mr. Califourchon.
CONTE
? no vero Cavolicchione! Vi' che nomme!
FLAGEOLET
Che volete danzare, contessina? La gavotta, il bolero,
la fricasse??
CONTE
'No stufato, 'no timpallo?... Ahi! Ahi! Le recchie.
(indicando il violino)
ROSINA
Maestro, quel violino ci traccia le viscere.
FLAGEOLET
Doucement, doucement, Monsieur.
(lo minaccia secretamente ed egli fa segno di non potere
accordare e Flageolet accorda esso)
CONTE
Vi' che aseno ? sto Sonatore! Non sa manco accord?.
FLAGEOLET
Non ? molto felice nell'accordare, Mr. Le Conte, ma sa
fare il suo dovere.
CONTE
Povere denare mieje! Chisso le darr? tre prubbeche a sta
nura de piribisso, e po fa note de truono.
FLAGEOLET
E cos?, contessina?
ROSINA
Replichiamo soltanto quel passo che m'insegnasti
l'altro giorno.
Mr. Flageolet le fa fare le posizioni. Il Conte, e
Melita siedono.
FLAGEOLET
Bon, bon, la cadence...Te la ra ll? ll?
(d? il segno colla mano. Il suonatore esegue la
contradanza)
N?, no, b?te
(apre il libro delle sonate e l'indica)
Celle ci in elaf? la la ra Ila lla.
Allons
(Rosina balla)
la mossa
Charmant, leggiera
gaja la ciera!
(Rosina sorride)
Les bras flexibili
Brava comme ?a!
Quel beau talent
quel mouvement
c'est bon, Madama
Questo si chiama
danzar con grazia
brava comme ?a
(Rosina si arresta)
Questo ? un passo agreable,
et vous faites si bien
le changement des jambes.
ROSINA
Lo credete?
FLAGEOLET
C'est delicieuse! Avete per? bisogno di un buon
compagno!
ROSINA
Oh! Se viene il cavalier Coccoletto! A proposito
gli avete scritto, zio mio?
CONTE
Tanto bello! Ah! e credo che chessa sarr? la
risposta.
(gli d? la lettera)
ROSINA
Date qua.
(l'apre)
MELITA
(Ci siamo! Ti riconosco!)
ROSINA
Come? Non ? sottoscritta?
CONTE
Se ne sarr? scordato.
FLAGEOLET
Non vi fasciate per questo.
MELITA
(Mi dispiace di trovarmici presente.)
CONTE
(Tengo lo core scuro; sempe ch'? benuto sto Monz?
Fasuletto non mme n'? ghiura una bona.)
ROSINA
Si legga
(legge)
"Signore, l'amicizia che a voi mi lega viene a svelarvi
un secreto da cui dipende l'onore di vostra nipote".
Che sar?? Povera me!
FLAGEOLET
Ce n'est rien, ce n'est rien, madama...
CONTE
(da se)
Ha cantato la civetta? Aggio passato lo guajo.
ROSINA
(legge)
"Una bella e ricca giovine di Trieste chiamata
Olimpia, da un anno in circa ? sposa del capitano di
marina Filinto Bromer.
(sorpresa generale)
Non posso nel momento rimettervene le pruove autentiche,
ma fra venti giorni ve le far? pervenire."
(d? la lettera al Conte il quale va per battere Mr Flageolet,
e quello scappa dentro, e seco il suonatore)
ROSINA
Stelle, che intesi! Ahi, misera!
Sono cos? tradita?
E mi tradisce un barbaro
che amai pi? della vita?
A colpo tal resistere
La mia virt? non sa.
CONTE
Datele quacche ajuto
aggi?tene Piet?.
MELITA
Amica mia consolati,
sai pur che il mondo ? pieno
d'inganni e di perfidie.
CONTE
Mo justo co le masseme
tu la vu? sta a zuc??
ROSINA
Son condannata a piangere
E l'anima nel seno
Quasi mancando va.
MELITA
(da se)
Se condannata a piangere
m'ha il reo destino, almeno
essa non rider?.
CONTE
Fall'addor? qua spireto,
chessa mo vene meno,
vide de l'allasc?.
Scena nona
Filinto e detti.
FILINTO
Sposa! ...
ROSINA
Dagli occhi miei
fuggi, mi desti orror.
FILINTO
Quell'odio, quel furore,
anima mia, perch??
ROSINA e MELITA
Un mancator tu sei.
FILINTO
No: non ? ver, v'inganna
Il labbro altrui mendace,
no, questo cor capace
d'infedelt? non ?.
CONTE
Arma de pece greca
Si puo' nec?, tu neca.
(gli d? il foglio e legge)
ROSINA e MELITA
Quel foglio ti condanna
lo vedi, iniquo?
FILINTO
Ohim?! ...
(gli cade il foglio di mano)
Qual rea calunnia!
Che tradimento!
Di rabbia accendermi
tutto mi sento,
con moti insoliti
mi batte il cor.
ROSINA
(da se)
Egli ? colpevole
di un tradimento;
ma forse il gemito
del pentimento
con moti insoliti
gli batte il cor.
MELITA
(da se)
Son io colpevole
del tradimento,
ma il tardo gemito
del pentimento
con vani palpiti
mi batte il cor.
CONTE
Io sto per perdere
lo sentimento,
Il' uocchie s'appannano,
cchi? no 'nce sento,
'mpietto 'no pizzeco
s'? fatto il cor.
Ora add? mme stea stipata
chesta pessema jornata!
Ma pecch? sta frenesia
de scas? la casa mia,
capitanio mancator?
(facendosi sotto minaccioso)
FILINTO
(con ira)
Signor conte! Io vi scongiuro
rispettate il mio dolor.
(il Conte fugge)
ROSINA
Minacciar di pi? spergiuro!
E non mori di rossor?
MELITA
(da se)
Poverino! Io mi figuro
la sua pena, il suo furor.
FILINTO
Io vi giuro che non mai
ho nutrito affetti rei,
e lo giuro a te che sei
(a Rosina con tenerezza)
il mio primo, e solo amor.
M'a nessun per? perdono
(con dignit?)
che mi offende nell'onor.
ROSINA
Agitata, oppressa io sono
Fra le smanie dell'affanno;
giusto ciel se questo ? inganno,
deh! punisci il traditor.
FILINTO
Agitato, oppresso io sono
dalla rabbia, e dall'affanno,
giusto ciel di questo inganno
svela all'ira mia l'autor.
MELITA
Agitata, oppressa io sono
da i rimorsi, e dall'affanno,
giusto ciel! Di questo inganno,
deh! nascondi altrui l'autor.
CONTE
Agitato, oppresso io sono
'nfra lo triemmolo, e l'affanno,
e non saccio 'nfra sto 'nganno
si s? muorto, o vivo ancor.
Rosina esce appoggiata a Melita. Filinto riprende la
lettera a terra e la rilegge con ira.
Scena decima
Conte e Filinto.
CONTE
Signora Melita ve la raccomando
Povera figlia!
Si non fosse pe' bu chi s'avarria trovato?
(verso la porta)
Facitele pigli? 'no poco d'aria abbascio a lo
giardino. Add? jate?
(Filinto va per andare)
FILINTO
Io voglio seguirla.
CONTE
Me faccio maraveglia vosta!
FILINTO
Non m'impedite vi prego.
CONTE
Capit?, vi' ca facimmo peggio
A comme sta
chella ? capace che te d? de mano.
FILINTO
(minaccioso)
Signor conte! Signor conte!
CONTE
Ma faciteve capace.
FILINTO
Io ora non odo ragione. Sono offeso,
e debbo ad ogni costo giustificarmi.
CONTE
Perdonate: non posso permetterlo.
(si mette innanzi la porta)
FILINTO
(con furore)
No! no!
CONTE
Vuje volite pass?? e facite lo fatto vuosto
(Filinto esce)
all'urdemo l'avarraggie da d? lo riesto.
(esce)
Scena undicesima
Lauretta, indi Giliberto.
LAURETTA
Mi hanno detto ch'era qui, e qui non ? alcuno.
Si saranno chiusi per trattare d'interessi forse...
Aspetter?. Questa casa mi ? stata di buon augurio.
Che brava signora! Il cielo benedica queste persone benefiche!
(Giliberto passa da una porta all'altra)
Maestro di casa... Dove sta la signora?
GILIBERTO
Poveretta! ? nel giardino.
LAURETTA
Poveretta! E perch??
GILIBERTO
Come tu non sai nulla?
LAURETTA
Che! L'? avvenuta qualche disgrazia?
GILIBERTO
Ma che disgrazia.
LAURETTA
Oh, cielo, tu mi fai gelare il sangue. Che fu?
Di che si tratta?
GILIBERTO
Si tratta di una bagattella. Il capitano Filinto ?
maritato a Trieste con un'altra bella ragazza.
LAURETTA
Che briccone! E come si ? saputo?
GILIBERTO
Per mezzo di una lettera anonima!
LAURETTA
Maledette queste lettere anonime!
Per me non ci presto mai fede.
GILIBERTO
Tutto va bene... ma prenderesti tu un marito
Con questo verme in testa?
LAURETTA
Veramente.
GILIBERTO
E poi se la lettera dicesse la verit??
LAURETTA
Hai ragione.
GILIBERTO
Eh! Lauretta mia, io credo che il cielo abbia voluto
salvare da un precipizio la nostra contessina, perch?
ha un cuor eccellente, e fa tanto bene al suo prossimo.
LAURETTA
? vero! Basterebbe solo quello che ha fatto a me.
GILIBERTO
Taci: viene il capitano.
LAURETTA
Oh! come ? addolorato.
Scena dodicesima
Filinto, Mr. Flageolet e detti.
FILINTO
Inutile
Io non voglio Pi? rivederla, no!
Mai pi? rivederla.
FLAGEOLET
Via, fate a me questa grazia, je vous en prie...
FILINTO
No!
LAURETTA
Calmatevi, signore.
GILIBERTO
Chi sa, lasciamo fare al cielo!
Forse questa iniqua trama...
FILINTO
Barbara! Chiamarmi vile! Trattarmi da seduttore!
FLAGEOLET
Non ? niente.
FILINTO
Non ? niente!
(minaccioso e Flageolet fugge)
Imbecille! Tu non sai che un buon militare vive solo
di onore? Questo nobile sentimento, che anima e
dirige tutte le sue azioni nel cammino della vita, non
dee da chicchesia offendersi impunemente.
FLAGEOLET
C'est vrai, c'est vrai.
LAURETTA
Ma ? una donna quella che vi ha oltraggiata.
GILIBERTO
Un'amante.
FILINTO
Amante'
No non ? vero;
quella crudele
mai non mi am?.
Se amor sincero
nutrisse in petto
potrebbe offendere
un cor fedele
che puro affetto
inalterabile
per lei serb?!
Non ? possibile;
quella crudele
mai non mi am?.
GILIBERTO, FLAGEOLET e LAURETTA
Ella comprendere
ragion non pu?.
Se rea calunnia
la sconcert?.
FILINTO
Ma tremi il perfido
Che giunse a rendere
mia f? sospetta;
su lui terribile
la mia vendetta
discender?...
E qual compenso intanto
fia questo al mio doler?
Se quella io dovr? perdere
Che mi ha rapito il cor?
Sempre vivr? nel pianto,
e sol mi fia piacer
della sua bella immagine
pascere il mio pensier.
GILIBERTO, FLAGEOLET e LAURETTA
In quella cara immagine
ha volto il suo pensier.
Scena tredicesima
Lauretta, Flageolet e Giliberto.
GILIBERTO
Addio nozze!
FLAGEOLET
Addio festa di ballo.
LAURETTA
Ma che! Il caso ? disperato?
E non si potrebbe con qualche mezzo
scoprire l'autore di quella lettera?
GILIBERTO
E allora?
LAURETTA
Allora, conosciuto il carattere della persona,
Si pu? rilevare facilmente
se il motivo che l'ha indotta a scriverla
sia stato onesto o calunnioso.
FLAGEOLET
Tres-bien, parli con molta penetrazione.
LAURETTA
La lettera ov'??
FLAGEOLET
Se l'? portata il capitano.
GILIBERTO
Mi dispiace, che sia partito.
FLAGEOLET
Ne sono pi? sciagrignato io!
le Conte mi ha incaricato di arrestarlo...
Chi lo vorr? sentire?
LAURETTA
Lo sentirete voi, Egli viene a questa volta.
FLAGEOLET
Il faut se sauver... Con permission.
(in atto di andare)
Scena quattordicesima
Il Conte e detti.
CONTE
Mons?? Mons?? 'na parola.
FLAGEOLET
Me voil?... Che volete?
CONTE
Vorria parl? co lo capitano.
FLAGEOLET
Adesso viene.
CONTE
Comme se n'? ghiuto?...
E tu l'hai fatto part??
E po' d? ca non s? auciello de male aurio?
FLAGEOLET
Oh! oh! Monsieur le Conte! Ella mi manca di
considerazione! Mi ha preso forse per un fantaccio?
CONTE
Vi comme se'nzorfa!
FLAGEOLET
Sono il primo allievo di Monsieur Jacotim: il publico
ha per me dell'estimazion, e son giunto a prendere una
pistola per lezione sapete?
CONTE
E la puozz'av? 'nfronta 'na pistola ...
mo' comme faccio co' nep?tema? ...
LAURETTA
Veramente, eccellenza, egli voleva trattenerlo.
CONTE
So stato io 'na bestia a fidarme de sto richiammo
de disgrazie...
GILIBERTO
Ma perdonate, la signorina dopo il fatto avvenuto, che
pu? sperare dal capitano?
CONTE
E che saccio? Doppo che l'ha ditto tante 'mproperie,
se n'? pentuta; pare 'na pazza sfuriata, e lo vole a forza
da me.
LAURETTA
Questo ? segno del suo buon cuore.
CONTE
? signo, ? signo... Mo' diceva 'no sproposito... Che
speranza 'nce tene cchi?? Se lo volesse spos? 'nzorato
e buono?
LAURETTA
Bisogna compatirla! Il colpo ? stato crudele.
CONTE
E a me nisciuno mme compatisce... Io non saccio
add? mettere la faccia! ... Mo' mo' vine lo
bello! Li commitate non sanno niente... A'n'auto
poco se nne venarranno tutte linti e pinti...
Uh! Che briogna pe' la casa mia! Sarraggio
trommettiato pe' tutte le commersaziune...
GILIBERTO
Impedite dunque...
CONTE
E comme?
FLAGEOLET
Con una circolare.
CONTE
Gn??
LAURETTA
Vuol dire: di sospendere l'invito per ora.
CONTE
Non me dispiace... Ma chi fa tanta lettere? Io ,ne' e
aggio perduto l'esercizio. Gilib?, te fidarrisse? Priesto
priesto ...
GILIBERTO
Con un poco di aiuto ...
CONTE
Laur?, tu saje scrivere?
LAURETTA
Piacesse al cielo: non ho avuto mai tempo
d'applicarmici.
FLAGEOLET
Volete che vi serva io?
CONTE
E si 'nce miette le mano tu... bonanotte... malora
nep?tema: scanzammo l'occasione de fa lefreghe...
Iammonc?nne dinto a lo quarto mio... e ll? vedimmo de
ne cacci? lo costrutto.
(escono)
Scena quindicesima
Rosina e Melita.
ROSINA
Io pi? nol veggo! Egli ? partito! Il crudo!
Ebbe cor di lasciarmi?
MELITA
I guardi tuoi
forza non ha di sostener l'indegno.
ROSINA
E pure... In quel suo sdegno
fra i detti suoi, dal palpitar frequente
gli traspariva l'anima innocente!
Forse a torto l'offesi!
MELITA
Arte maligna
per illuderti ? questa:
deh! tua virt? ridesta,
spezza s? ree catene,
alfin dimenticarlo a te conviene.
ROSINA
Dimenticarlo! E come?
Tanto eseguir poss'io!
Quando il credei gi? mio
l'amai con puro ardor:
quanto, or che il perdo, oh Dio!
Io non l'ho amato ancor.
MELITA
Ahi! sconsigliata! E puoi
volgere i pensier tuoi
a quell'infido oggetto
che con mentito affetto
t'insidi? l'onor!
ROSINA
E il pianto suo?
MELITA
Mendace,
colpevole ? l'affanno.
ROSINA
E il giuramento?
MELITA
Inganno
per lacerarti il cor.
ROSINA
Soffrilo amica in pace io
non lo credo ancor.
MELITA
Soffrilo amica in pace par
che deliri ancor.
ROSINA
Fra i tristi momenti
Che in tanti tormenti
Mi fanno penar,
un raggio di spene
quest'anima viene
pietoso a calmar.
MELITA
(da se)
Fra i tristi momenti
che in tanti tormenti
la fanno penar,
quel raggio di spene
quest'anima viene
funesto a turbar.
ROSINA e MELITA
(Un/Quel) raggio di spene
quest'anima viene
pietoso a calmar
funesto a turbar.
Scena sedicesima
Lauretta e dette.
LAURETTA
? permesso, eccellenza?
ROSINA
Vieni Lauretta... Ah! in quale stato tu mi lasciasti! ...
E in quale ora tu mi ritrovi? ...
(si asciuga le lagrime)
LAURETTA
Signora, sono cos? vivamente commossa dal vostro
dolore.
ROSINA
Lo credo buona giovine!
LAURETTA
Ma non temete; io ho ferma speranza che questo nembo
passaggiero presto si dileguer?.
MELITA
(In coscienza che sar? difficile!)
ROSINA
Dimmi l'hai tu veduto?
LAURETTA
Chi? Mio padre? L'ho veduto: egli vi ringrazia con
tutto il
ROSINA
Non parlo di tuo padre...
LAURETTA
Ah! del signor Filinto? Ci ho parlato poco fa.
ROSINA
E che diceva?
LAURETTA
Egli non ha colpa: che non vi ha mai ingannata;
che se giungeva a scoprire il suo traditore non gli
avrebbe lasciata goccia di sangue nelle vene.
MELITA
(Oh, povera me!)
ROSINA
Lo senti Melita? Vedi che io non mi sono illusa?
Oh! io voglio rivederlo.
MELITA
Che dici mai?
ROSINA
S? assolutamente rivederlo: voglio sentire con
Calma le sue giustificazioni. Gli scriver?...
Vieni Lauretta, tu gli farai subito ricapitare il mio foglio.
LAURETTA
Come vi piace. Glielo porter? io stessa
Se volete?
ROSINA
Tu stessa.
(la guarda e pensa)
No, no, ci manderai Giliberto.
LAURETTA
Come volete.
MELITA
(? cos? desolata, e tiene ancora il capo alle
pazzie, ? gelosa della cameriera.)
ROSINA
Andiamo.
MELITA
Mi permetti...
ROSINA
Ingrata! Vuoi lasciarmi anche tu?
MELITA
Tu hai bisogno di raccogliere le tue idee.
ROSINA
Ho bisogno anzi che tu mi diriga... Ho la mente
cos? confusa!
MELITA
Bene, rester?.
ROSINA
Che buona amica!
(la mette sotto al braccio)
MELITA
Spero che non avrai mai a dolerti di me.
(entrano)
Scena diciassettesima
Il Conte con molte lettere fra le mani,
Giliberto e Coro.
CONTE
Hai capito, Giliberto?
GILIBERTO
Ho capito, signors?.
CONTE
Sto sicuro.
GILIBERTO
Oh! state certo.
CONTE
(al Coro)
Fegli?, stateme a sent?.
'Nfra mezz'ora ve l'avverto
s'hanno tutti co prudenza
sti viglietti da sped?.
CORO
I vostri ordini, eccellenza
a compir noi siamo qui.
CONTE
Al barone di Scajenza
porta chisso, Nicoli.
Hai capito?
UNO DEL CORO
Signorsi.
CONTE
Tu chiss'auto a donna Porzia
che sta dinto a la duchesca,
hai capito?
UN ALTRO DEL CORO
Signors?.
CONTE
(ad un altro)
Chisto al principe Ventresca,
Chisto al conte Mitridate...
GILIBERTO
Eccellenza perdonate;
diam le lettere a costoro
se la vedano fra loro:
non vi par che vi capaciti?
CONTE
Me capacito, gnors?.
CORO
I vostri ordini, eccellenza a
compir noi siamo qui.
CONTE
Be! Teniteve le lettere
jate s?beto, e bonn?.
GILIBERTO
Non si perda il tempo in chiacchiere,
va benissimo cos?.
TUTTI
Non si perda il tempo in chiacchiere,
Va benissimo cos?.
Scena diciottesima
Filinto, Flageolet, indi Rosina, Melita e detti.
FLAGEOLET
Allegraman allegraman, Monsieur Le Conte.
I servi si arrestano a sentire.
FILINTO
Io vi reco delle buone nuove.
CONTE
Uh! Bene mio! Che priezza! ... Figli?, fermateve
co ste lettere... Sentimmo eh'? stato... E accoss??
FILINTO
Sappiate dunque... Oh! cielo lasciatemi respirare...
CONTE
Parla tu, don Fasuletto mio caro...
FLAGEOLET
Ah? al presente non sono pi? un jettatore?...
CONTE
E fati'asc? lo spireto... Io mo abbortisco.
GILIBERTO
Si fosse scoperto forse l'autore di quella lettera?
FILINTO
Pur troppo.
FLAGEOLET
E n'? tutta mia la gloire...
CONTE
E te! Te voglio azzecc? nu vaso a pezzechillo...
(gli salta addosso e lo bacia)
FLAGEOLET
Doucement... Monsieur.
(si netta il viso)
FILINTO
Chiamate la contessina... che venga a parte della
mia gioia...
ROSINA
Che si vuole da me? ...
FILINTO
Ah, vieni, mia cara ...
Alfine la mia innocenza ? palese ...
ROSINA
Come! ...
FILINTO
Mi ? nota alfine l'autrice dell'infame calunnia.
MELITA
(L'autrice! Misera me!)
ROSINA
L'autrice! Una donna dunque...
FILINTO
S?, una ingrata, una perfida...
MELITA
(Io tremo tutta!)
ROSINA
E chi ? mai?
FILINTO
Arrossisco di pronunziarne il nome. Lo credereste?
? Lauretta.
GILIBERTO, CONTE, ROSINA e CORO
Lauretta!
MELITA
(Respiro.)
CONTE
E vatte fida de le femmene! Chella faccia de moscella...
Vi' che covava 'ncuorpo!
ROSINA
Ma in che maniera...
FILINTO
Udite: voi gi? sapete che quella indegna aveva scritta
una lettera per implorare un soccorso da madama
Seville?
ROSINA
E so pure che per tuo mezzo le pervenne.
FILINTO
Or bene: quella buona signora, non avendomi
pi? veduto, mi ha diretti per un suo servo alcuni
scudi involti ne la stessa lettera, perch? io glieli
facessi ricapitare... Io ho consegnato la carta a
Monsieur Flageolet, ch'era in quel punto da me
venuto...
FLAGEOLET
E c'est moi, che vedendo la soprascritta...
Ho riconosciuto il carattere...
FILINTO
L'abbiamo allora confrontato con quello della lettera
anonima... Oh! cielo chi pu? esprimere quale
consolazione! ... Ecco ambo i fogli... Osservateli
attentamente.
Tutti osservano le lettere.
FILINTO
Dite, non ? l'istessa mano che li ha vergati?
TUTTI
? vero.
MELITA
(Io torno a palpitare... Il padre dunque di Lauretta! ...
Ah! sono perduta!)
ROSINA
Fremo di sdegno! Chiamatemi la cameriera...
Ma non le dite nulla.
Un servo esce.
GILIBERTO
Chi l'avrebbe potuto immaginare?
CONTE
Teneva sto poco de veleno a lo core!
FILINTO
Ed io l'ho introdotta qui?
Il servo torna e dice una parola all'orecchio del Conte.
CONTE
Li commitate so cominciate a ben?... Comme se fa?
ROSINA
Monsieur Flageolet, fatemi la grazia
di trattenerli un momento.
FLAGEOLET
Comme vous plait, madama...
(Flageolet nell'uscire s'incontra con Lauretta e mostra
di averne ribrezzo facendo delle mosse tragiche)
Scena ultima
Lauretta e detti.
ROSINA
Donna iniqua, e sconoscente
dimmi, come avesti core
di tradir cos? vilmente
fino il tuo benefattore?
E di farmi crudelmente
tante lacrime versar?
LAURETTA
Io tradirvi! E lo potrei?
Dopo tanti benefici
il mio sangue vi darei
se per rendervi felici
lo dovessi a voi donar.
FILINTO
Taci perfida, e se puoi
nega questo irrafragabile
testimon de' falli tuoi
della tua perversit?,
(d? i fogli a Lauretta la quale trema
in riconoscere il carattere del padre)
LAURETTA e MELITA
(da loro)
Son perduta! ... In mezzo al petto
man gelida mi sta.
ROSINA e FILINTO
(a Lauretta)
E confusa in mezzo al petto
mano gelida le sta.
GILIBERTO
Pur mi logora un sospetto
Che la trama vien di qua.
(accenna a se stesso Melita)
CONTE
Ah! 'No parino cchi? de nietto
A lo munno non ce sta.
CORO
? confusa; in mezzo al petto
mano gelida le sta.
FILINTO
(a Lauretta)
E cos? non rispondi?
ROSINA
Perfida ti confondi?
LAURETTA
(Il padre accuso
se parlo, e se pi? taccio io me condanno.)
FILINTO
(con ira)
Dunque...
LAURETTA
Ah! Di questo affanno
(gittandosegli ai piedi)
piet? vi muova; io non son rea... lo giuro
dinanzi al ciel... del foglio io non so niente
credetemi, signor, sono innocente.
(piange stringendogli le ginocchia)
CONTE
Mo' chiagnio io pure...
MELITA
(Io pi? non reggo!)
FILINTO
Oh! Quale raggio di luce! ... Ora comprendo...
Il padre ? l'autor...
LAURETTA
(con pi? affanno)
V'ingannate.
FILINTO
Il tuo sincero
amor di figlia ti tradisce!...
CONTE
E' bero
chesta cca non sa scrivere.
FILINTO
Si corra da lui...
(in atto di andare, e Lauretta lo trattiene)
MELITA
(Tutto ? perduto ... ed io tranquilla
ancor mi resto! ... Ah no...)
LAURETTA
Deh! per pietate!
FILINTO
Voglio ch'ei sveli il traditor...
(si stacca da Lauretta)
MELITA
Fermate.
La virt? di questa figlia
cos? tenera amorosa,
mi commuove, e mi consiglia
ora a dir la verit?.
La colpevole son io.
TUTTI
(con sorpresa)
Giusto ciel!
MELITA
Quel foglio ? mio;
mi ha ridotta a questo passo
cieco amore.
TUTTI
Io son di sasso!
Filinto va per trarre la spada e Rosina lo trattiene.
MELITA
Ma innocente ? chi l'ha scritto...
CONTE
Oh! che bella carit?
primmo ha data la stoccata,
e p? doppo la malata
? benuta a mmmedec?.
Fuss'acciso chi ve crede
Cuolle stuorte senza fede.
CORO
(beffandola)
Oh! Che bella carit?.
MELITA
Deridetemi, lo merto:
sono un'empia, ben mi sta.
ROSINA
Io non so come ho sofferto ...
FILINTO
Mi ha tradita e n'ho piet?.
GILIBERTO
Io l'ho detto, e n'era certo ...
CONTE
Fuss'acciso chi ve crede...
CORO
Donna iniqua senza ...
CONTE
Cuolle stuorte senza ...
ROSINA
Ol?,
Fine agli oltraggi: io vo che non si offenda
con tal modo insolente,
chi conosce il suo fallo, e se ne pente.
CONTE
Ma comme?...
ROSINA
Io le perdono, e tutto obblio...
E tu Filinto mio,
cui nuovo affanno involontaria io diedi,
ai torti miei perdonerai?
FILINTO
Me 'l chiedi?
Io t'amo tanto! ...
(con trasporto)
Mi sei s? cara!
ROSINA
Sarai tu mio?
FILINTO
S? tuo sar?.
ROSINA e FILINTO
Fra pochi istanti a pie dell'ara
questa promessa con fermer?.
Allora Imene
di pura gioia
le sue catene
ci sparger?.
E la costanza
con dolce modo
sul casto nodo
riposer?.
TUTTI
(fuor che Rosina e Filinto)
Or che pace l'amore ne guida
si bandisca ogn'ingrato pensier;
e alla coppia diletta sorrida
tra le danze festive il piacer.
F I N E
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