BELISARIO
(1836)
Tragedia lirica in tre parti
di
Salvatore Cammarano
ANTONINA, moglie di Belisario, soprano
IRENE, loro figlia, mezzosoprano
BELISARIO, supremo duce delle sue armi, baritono
GIUSTINIANO, imperatore d'Oriente, basso
ALAMIRO, prigioniero di Belisario, tenore
EUDORA, soprano
EUTROPIO, capo delle guardie imperiali, tenore
EUSEBIO, custode delle prigioni, basso
OTTARIO, basso
Coro di senatori, popolo, veterani, alani e bulgari,
donzelle, pastorelle dell'Emo
Comparse di guardie imperiali, prigionieri goti,
guerrieri greci, pastori dell'Emo
L'azione ha luogo parte in Bisanzio, parte nelle vicinanze dell'Emo.
Parte I
Parte II
Parte III
PARTE PRIMA
(IL TRIONFO)
Atrio interno del palagio imperiale, con trono a destra. A
traverso dell'intercolunnio magnifica veduta di Bisanzio.
Scena prima
Senatori dalla reggia, e popolo, accorrendo da pi? parti.
TUTTI
Serto di eterni lauri
impongansi alla chioma
del prode, onde Bisanzio
emula fu di Roma.
Invitto Belisario,
gloria di nostra et?.
Quanto vivranno i secoli
il nome tuo vivr?.
(si dileguano)
Scena seconda
Irene da un lato, Eudora dall'altro, entrambe con seguito di donzelle.
IRENE
Corri amica... voliam sulla sponda
all'amplesso del forte che arriva...
Ve', pe', trivi gi? il popolo inonda.
Odi il suon della calca festiva...
Delle trombe frammisto allo squillo
del trionfo gi? l'inno intuon?.
Salutando l'augusto vessillo
che il terror fra i nemici port?.
La man terribile del vincitore
di baci fervidi io coprir?,
e al sen stringendomi del genitore,
rapita in estasi d'amor sar?.
Un pianto tenero forse gli accenti
sul labbro timido mi troncher?...
Ma quelle lagrime fieno eloquenti,
ma quel silenzio tutto dir?!
TUTTE
Giorni di gloria, giorni ridenti
brillar sul Bosforo il ciel far?.
(partono)
Scena terza
Antonina, ed Eutropio, da opposte vie.
ANTONINA
Plauso! Voci di gioia!...
EUTROPIO
Il vulgo insano
corre sul lido a festeggiar l'incontro
del reduce tuo sposo.
ANTONINA
Mio sposo un parricida!
EUTROPIO
Oh!... Che favelli!
ANTONINA
Ascolta, e del mio sdegno
abbi sicuro pegno.
Lo schiavo di... colui, Proclo, morendo
a me narr?; che di svenare il figlio
Belisario gl'ingiunse, ond'ei lo trasse
fuor di Bisanzio, e a trucidarlo il ferro
alz?, ma il ferro dalla man gli cadde.
E tutto inorridito
abbandon?, fuggendo, il pargoletto
sovra deserta sponda...
pasto forse alle belve... o preda all'onda!
EUTROPIO
Che intesi!... Ahi! snaturato genitore!
Io ti compiango.
ANTONINA
Immenso ? il mio dolore!
Sin la tomba ? a me negata!...
Sin le ceneri del figlio!
Ah! di lagrime il mio ciglio
viva fonte ognor sar?...
Madre, oh Dio! pi? sventurata
mai la terra non avr?!
EUTROPIO
Ti conforta: dell'eccesso
pagher? quell'empio il fio;
ma rammenta che promesso
era un premio all'amor mio!
La tua destra...
ANTONINA
Or dimmi: ordita
fu la trama?
EUTROPIO
E appien compita.
Una man fedele, esperta
gi? le cifre simul?.
ANTONINA
La sua perdita?...
EUTROPIO
Fia certa.
ANTONINA
Vendicata almen sar?!
Ombra pallida e diletta,
che t'aggiri a me d'intorno;
meco esulta... ? questo il giorno
che il delitto punir?.
O desio della vendetta
tu sei vita a me soltanto...
Io versai dirotto pianto,
altri il sangue verser?.
EUTROPIO
Irne incontro a lui frattanto...
Simular ti converr?.
Le guardie imperiali cominciano a disporre per l'atrio.
Antonina ed Eutropio partono.
Scena quarta
Giustiniano e guardie.
GIUSTINIANO
O nume degli eserciti,
a te sia laude eterna:
guid? ne' campi italici
l'aita tua superna
il duce formidabile
che i Goti debell?,
e il serto mio di splendida
gemma novella zorn?.
(ascende al trono)
Scena quinta
I predetti. Trionfo di Belisario, esce prima la
banda militare, che vien seguita da lungo tratto di popolo,
quindi i magistrati ed il senato, segue poi con marcia
trionfale l'esercito di Belisario. Alcuni guerrieri portano i
tesori predati, fra i quali ? la corona ed il manto pomposo
di Vitige, re dei Goti. Intanto che si avanzano le schiere si
canta il seguente
CORO
L'inno della vittoria
spanda s? forte un grido,
che valicato il pelago
scorra di lido in lido,
e dica ai regni nordici
in suono di terror:
v'? un Belisario!
e i barbari dipinga il pallor.
Scena sesta
Belisario comparisce sopra magnifico carro,
ha il capo cinto da una corona di alloro, ed un purpureo
manto ? sovrapposto alla sua aurea armatura. Sono
d'intorno al duce i Goti prigionieri, fra i quali ? Alamiro:
i veterani chiudono il trionfo. Al mostrarsi di Belisario le
trombe squillano pi? forte, e si raddoppiano le acclamazioni.
CORO
Invitto Belisario,
gloria di nostra et?,
quanto vivranno i secoli
il nome tuo vivr?.
BELISARIO
(discende dal carro e si presenta all'Imperatore)
Cesare, hai vinto; e l'itale contrada,
di natura dolcissimo sorriso,
della vittoria ? frutto.
Mira al tuo pi? le spoglie opime, e questi
giovani prigionieri, al cui valore
mal rispondea fortuna.
Deh! se mercede alcuna
sperar mi lice, tua pietade imploro
per essi, e te, cui la pietade ? istinto;
non preghi indarno il vincitor pel vinto.
GIUSTINIANO
Tremendo in guerra, umano in pace, e sempre
sei grande, o Belisario! I lor destini
(accennando i prigionieri)
a te commetto.
(scende dal trono)
Abbracciami. Rifulga
alta letizia intorno,
tutto festeggi cos? lieto giorno.
(parte seguito dai magistrati, dal senato e dalle guardie.
L'esercito ed il popolo escono pel fondo)
BELISARIO
Liberi siete.
(ai prigionieri, che cadono alle sue ginocchia tranne
Alamiro)
Addio.
(li rialza, ed essi partono)
Che veggio!... Il dono
sprezzi forse Alamiro?
ALAMIRO
Io?... Ti son grato:
ma, gi? tel dissi, al fianco tuo m'annoda
tale un poter, che libert? m'? grave,
lungi da te.
(con tenerezza)
BELISARIO
(con pari tenerezza, ed abbracciandolo)
Rimani
adunque meco... in libert? rimani.
Ho tutto il cor commosso
da ignoto affetto, che spiegar non posso!
Quando di sangue tinto,
e fra catene avvinto,
in riva al Trasimeno
tratto mi fosti al pi?,
tenera voce in seno
mi favell? per te!
ALAMIRO
Ah! se mi fia ricetto
di Belisario il tetto,
di mia crudel fortuna
gli oltraggi scorder?...
Nel suol che a me fu cuna
almen la tomba avr?!
BELISARIO
Sei tu greco!... Il ver dicesti?
ALAMIRO
Greco io son.
BELISARIO
Da chi nascesti?
ALAMIRO
Tal mistero il ciel mi asconde!...
Fui da un barbaro allevato.
Ei del Bosforo alle sponde
mi rinvenne abbandonato.
BELISARIO
E costui su greco suolo
che traea?
ALAMIRO
Desio di preda.
BELISARIO
Derelitto in terra e solo
pi? non sei: per te succeda
di sereno a trista aurora.
Ebbi un figlio, e lo perdei!...
La sua morte io piango ancora...
Or quel figlio a me tu sei.
ALAMIRO
Io tuo figlio!... a me tu padre!...
Ah! di gioia ho pieno il cor!
BELISARIO
Ne' miei lari...
ALAMIRO
Fra le squadre...
BELISARIO
Sempre insieme...
ALAMIRO
Uniti ognor.
BELISARIO e ALAMIRO
Sui campi della gloria
noi pugneremo al lato
frema, o sorrida il fato
vicino a te star?...
La morte, o la vittoria
con te divider?.
Scena settima
Irene, Eudora, donzelle, Antonina e detti.
IRENE
Padre!...
(correndogli incontro)
BELISARIO
Irene, m'abbraccia...
IRENE
Alfin son teco!...
Noi corremmo ver te; ma della gioia
al violento assalto
mal resse il cor della tua sposa, e priva
finor di sentimento...
BELISARIO
Oh ciel!... Traveggo!
(volgendosi ad Antonina e restando colpito dal
di lei turbamento)
Sulla turbata fronte
del duolo hai tu, non del piacer le impronte
che fu? Nuova sciagura...
ANTONINA
Nuova!... Ti rassicura;
quale innanzi al partir, tal rivedrai
la tua magion... Sol Proclo il ciel... togliea
da questa valle di dolore albergo,
e di colpe.
(con accento vibrato)
BELISARIO
(Il suo fallo Iddio perdoni!...)
Scena ottava
Eutropio, guardie e detti.
EUTROPIO
Cesare a te m'invia... lacciar deponi.
IRENE, ALAMIRO, EUDORA e DONZELLE
Come!...
BELISARIO
Vaneggi tu!...
EUTROPIO
Di arditi accenti
pass? stagion! Quell'orgogliosa fronte
piega al voler d'Augusto.
IRENE
Ed osi?...
ALAMIRO
Audace!...
BELISARIO
Tacete, ? forza l'obbedir... ma il brando
di Belisario non lo avr? che un prode.
(lo d? ad Alamiro)
Andiam.
(ad Eutropio con nobile intrepidezza)
IRENE
Padre...
ALAMIRO
Signor, deh! lascia...
(volendo seguire Belisario, egli con un gesto autorevole impone
loro di rimanere, e parte con Eutropio e le guardie)
EUDORA e DONZELLE
Oh! cielo!
ANTONINA
(Comincia la vendetta!)
ALAMIRO
Io fremo!...
IRENE
Io gelo!
Partono.
Da un lato molti seggi fra' quali uno pi? elevato per
l'imperatore. Vi ? un tavolino, su cui alcuni papiri, il
volume delle leggi, ed una spada. Senatori.
Scena nona
Aula senatoria.
TUTTI
Che mai sar?!
Perch? solleciti
cos? ne aduna?...
Sovrasta a Cesare
sventura alcuna?
ALCUNI
Forse un colpevole
punir si deve?
GLI ALTRI
Forse la patria
danno riceve!
TUTTI
Ma il prence tacito qui volge e solo...
Nel volto torbido
profondo duolo
sculto gli sta!...
Che mai sar?!
Scena decima
Giustiniano e detti.
GIUSTINIANO
(va mestamente a sedere, ad un suo cenno tutti si
adagiano)
Sostegni del mio trono, un fero evento
ogni gioia distrusse. Innanzi tratto,
accusato d'orribile misfatto,
tal vi fia, che il vederlo, il sol vederlo
vi agghiaccer? le vene.
EUTROPIO
Chi?
GIUSTINIANO
Belisario.
SENATORI
Belisario!...
GIUSTINIANO
Ei viene.
Scena undicesima
Belisario fra guardie, Eutropio dal lato opposto e detti.
GIUSTINIANO
S'apra il giudizio.
Un senatore siede presso il tavolino, Eutropio va a
collocarsi in piedi accanto di esso.
EUTROPIO
Belisario accuso
di fellonia.
BELISARIO
Che intendo!
EUTROPIO
Al declinar di questo giorno istesso
del suo trionfo, le ribelli squadre,
da lui compre e sedotte,
dovean, franta ogni legge, e spento il giusto
(indicando Giustiniano con simulato raccapriccio)
coronare il suo crin nel serto augusto.
BELISARIO
Calunnia infame!...
EUTROPIO
A contestar l'accusa
queste produco sue medesime cifre.
(accennando i papiri sul tavolino)
BELISARIO
(lanciandovi uno sguardo)
Ch'io vegga ? ver, son mie.
GIUSTINIANO
Leggile.
BELISARIO
(dopo aver letto)
Orrenda
inesplicabil trama!...
Son questi i fogli che inviai dal campo
alla consorte... Ma d'Averno forse
una furia maligna
alle amorose note altre ne aggiunse!
GIUSTINIANO
Dunque!...
BELISARIO
Il vero chiarir potria la sposa:
ma che non libra Astrea sull'equa lance
l'odio e l'amor, m'? noto.
GIUSTINIANO
Ella s'avanzi.
Scena dodicesima
I suddetti, ed Antonina seguita da Irene ed Alamiro.
BELISARIO
Irene, sposa... ah! voi nol crederete...
Mi trasse iniqua sorte
pel cammin del trionfo incontro a morte!
ALAMIRO
A morte!...
IRENE
Oh, Dio!...
BELISARIO
Rimira.
Su questi fogli, che smarristi al certo,
nemica man fra le mie cifre intruse
sensi ribelli.
(d? i fogli ad Antonina che cerca di nascondere
la sua orribile agitazione)
Or leggi,
e di' se tu gli avesti
tali, o donna, da me.
ANTONINA
S?.
(rinfrancata da uno sguardo furtivo di Eutropio)
BELISARIO
S?, dicesti?
(come colpito da un fulmine. Irene, Alamiro,
Giustiniano ed i Senatori fanno un movimento di
sorpresa e di orrore)
IRENE
Ah, madre!...
GIUSTINIANO e SENATORI
? reo?
ANTONINA
Sincero
fu il labbro mio.
ALAMIRO
Crudel!
BELISARIO
Sposa, ed attesti!...
ANTONINA
Il vero.
GIUSTINIANO e SENATORI
Reo Belisario!
TUTTI
(tranne Antonina ed Eutropio)
Oh, ciel!
BELISARIO
Da chi son io tradito!...
Non reggo a tanto duol!...
E ancora inorridito
non si nasconde il sol!
ANTONINA
(Renda il mio core ardito
tutto il materno duol...
L'iniquo sia punito,
e poi m'inghiotta il suol.)
IRENE
(Non regge il cor ferito,
non regge a tanto duol!...
Ah! fugga inorridito,
a noi si asconda il sol.)
ALAMIRO
(Eccesso empio, inaudito!
Ira m'ingombra, e duol...
Non fugge inorridito...
Non si nasconde il sol!)
EUTROPIO
(Renda quel core ardito
tutto il materno duol.)
GIUSTINIANO e SENATORI
(Tramonter? vestito
per noi di tutto il sol!)
BELISARIO
(prendendo la figlia per mano e conducendola
innanzi ad Antonina)
Madre tu fosti, e moglie:
l'infame accusa or toglie
la vita a me, l'onore;
ad essa il genitore!
Se tacque nel tuo petto
il maritale affetto,
dovea nell'alma impura
tacerti ancor natura?
ANTONINA
Natura invoca, e scempio
egli ne fea... quest'empio!...
(volgendosi al senato)
BELISARIO
Che!...
ANTONINA
Proclo...
BELISARIO
Ebben?
ANTONINA
Morendo
svel? l'arcano orrendo.
BELISARIO
(retrocede vacillando, e coprendosi il volto con
estremo terrore)
Dio!...
IRENE e ALAMIRO
Freme!...
GIUSTINIANO e SENATORI
Asconde il ciglio!...
ANTONINA
Quel mostro uccise il figlio!
IRENE e ALAMIRO
Ahi!
GIUSTINIANO e ANTONINA
Parricida ancor!
IRENE, ALAMIRO, GIUSTINIANO e SENATORI
Oh, giorno di terror!
Giustiniano ed i Senatori si alzano e circondano
Belisario rabbrividiti.
BELISARIO
(? convulso a segno di non poter parlare: egli accenna
all'imperatore, ed al senato di frenare il raccapriccio, ed
ascoltarlo; e dopo si volge ad essi con voce interrotta)
Sognai... fra genti... barbare...
terribile un guerriero...
che minacciava... i cardini
crollar... del greco impero.
Chiesi di lui... ripetere
del figlio intesi il nome...
nel sen mi corse un brivido!...
Mi si drizzar le chiome!
Interpret? lo spirito
del sogno un uom di Dio;
e all'oriente infausto
predisse il sangue mio.
Fremetti... della patria
crudo mi fe' il periglio...
Mand? natura un gemito...
E cadde estinto il figlio.
IRENE, ALAMIRO, ANTONINA e EUTROPIO
Misero genitor!
Barbaro
GIUSTINIANO e SENATORI
Oh, giorno di terror!
ANTONINA
Pera l'empio che offese natura...
Cielo e terra colpevole il grida...
Non lo sposo, il crudel parricida
spento plachi il mio giusto furor.
Ah! dovunque mi volgo, m'aggiro,
l'ombra inulta del figlio rimiro!...
La sua voce, il suo gemito estremo
mi ricerca le fibre del cor.
BELISARIO
Per me suona gi? l'ora funesta...
Empia sposa la scure mi appresta!
Ah! tu almen sulla tomba paterna
spargi, o figlia, una lagrima, un fior.
(al senato)
Se mi danna l'offesa natura,
se di morte colpevol mi grida,
Grecia taccia... mi fe' parricida
della patria il santissimo amor.
IRENE e ALAMIRO
(Le sue leggi sconvolse natura!
Reo di morte una sposa lo appella!...
Ahi, del padre/prode tramonta la stella!
Tutto ? duolo, spavento, ed orror!)
EUTROPIO
(Il rigor dell'estrema sciagura
su quel capo abborrito gi? piomba:
la sua colpa gli aperse la tomba,
ve lo spinge vendetta ed amor.)
GIUSTINIANO e SENATORI
(Freme il turbine, il cielo si oscura,
mugghia il tuono, ed in tanta procella
d'oriente sparisce la stella!...
Tutto ? duolo, spavento, ed orror!)
Belisario ? condotto altrove dalle guardie. Irene ed
Alamiro lo seguono desolati. Antonina ed Eutropio si
allontanano per il lato opposto. Giustiniano ed i Senatori
rimangono atteggiati di grave dolore.
PARTE SECONDA
(L'ESILIO)
Parte I
Parte II
Parte III
Parte remota di Bisanzio, da un lato ingresso delle
prigioni.
Scena prima
Molti Veterani, ed alcuni del popolo, sparsi perla
scena in diversi gruppi.
TUTTI
Oh, duce!...
VETERANI
Oh, eccesso orribile!...
POPOLO
Oh, d? funesto!
TUTTI
Questo di tue vittorie,
il frutto ? questo!
Scena seconda
Alamiro e detti.
ALAMIRO
Voi piangete, amici!
Di Belisario voi piangete! Ah! dunque
fama bugiarda a me suon?, che avea
Cesare in bando la mortal sentenza
di Belisario commutata? < Iniqua
sentenza, che livor dett? per certo,
e non giustizia al rio Senato! >
CORO
Il vero
udisti, s?; ma d'un misfatto estremo,
non giunse il grido a te: lo ascolta.
ALAMIRO
Io tremo?
CORO
Comando fu di Cesare,
che il volto suo giammai
veder pi? non dovessero
di Belisario i rai:
Eutropio scellerato,
da un demone inspirato,
con sanguinosa frode
il cenno pervert?.
ALAMIRO
Che os? quel vil?
(palpitante)
CORO
Del prode
sugli occhi estinse il d?.
Alamiro mette un grido, ed inorridito si copre il
viso con ambe le mani. Lungo silenzio.
ALAMIRO
A s? tremendo annunzio
gelar m'intesi il core!...
Entro le vene un fremito
correr mi fe' l'orrore,
e le cadenti lagrime
sul ciglio m'impietr?!
Del d? la luce infausta
per sempre a me s'asconda...
Copra me pur la squallida
notte che lui circonda...
Almen l'orrendo strazio
del grande io non vedr?.
CORO
Vien la figlia!
ALAMIRO
In quale stato...
Scena terza
Irene, Eudora, donzelle e detti.
ALAMIRO
Il tuo duolo, il tuo spavento
ben m'attesta, che svelato
t'era gi? l'atroce evento.
IRENE
Ah!... pur troppo!
ALAMIRO
Chi fia guida
nell'esilio a quel tradito?
IRENE
Io.
ALAMIRO
Sta bene: a me s'affida
altro incarco, e fia compito.
(Non a caso questo brando
Belisario a me don?!
L'empia trama... il crudo bando
vendicar ben io sapr?.)
Misera figlia... Irene... addio;
di me favella col genitor.
(Il suo tormento accresce il mio!...
Quel pianto amaro mi scende al cor!
Trema Bisanzio! Sterminatrice
su te la guerra discender?;
ed ogni lagrima dell'infelice
un rio di sangue ti coster?!)
IRENE
Ahi! la tua vista, padre infelice,
il cor nel petto mi squarcer?!
EUDORA e CORO
Chi non compiange quest'infelice
ha cor di tigre... o cor non ha!
Alamiro parte.
IRENE
Amici ? forza separarci... A voi
raccomando la madre...
Deh! non piangete, or di costanza ho d'uopo...
Quando lungi sar?, de' casi miei
parlando nel pensier, spargete allora
del sovvenir la lagrima pietosa.
(l'abbraccia)
Non pi?. Vi arrida il ciel.
(a tutti che si allontanano piangendo. Ella rimane
un momento in tetro silenzio, quindi ? scossa
dallo stridore della ferrea porta delle prigioni che
si dischiude)
S'apre la trista
soglia crudel!... Chi n'esce?... Oh, fera vista!
(retrocedendo inorridita)
Scena quarta
Belisario, Eusebio, guardie e detta.
BELISARIO
(ha una benda oscura sugli occhi)
Aura pi? lieve qui respiro! Ah! dunque
fui dal mio carcer tratto!
IRENE
(Ahi! non oso mirarlo!)
EUSEBIO
? qui dappresso
stuolo guerrier che deve
al boreal confine
tradurti.
(Irene gli porge un papiro, ed egli lo legge con
sorpresa)
Belisario, un regal cenno
che ti conduca nell'esilio invia.
(Ho di piet? compresa,
di duol, di maraviglia
l'anima tutta! Oh, sovrumana figlia!)
(parte)
BELISARIO
O tu che della eterna, orribil notte
che ricopre il mio ciglio
esser devi la stella, a me t'appressa.
IRENE
(Ciel!...)
BELISARIO
Dove sei
(Irene gli porge la destra)
tu dunque
nell'aspro esilio vuoi seguirmi? Ah! certo
infelice esser d?i, che piet? senti
d'un infelice!
IRENE
(Il mal... frenato pianto...
niega al labbro gli accenti!...)
BELISARIO
Ai lari miei
vanne... vola... ritorna... io qui t'aspetto...
Vo' per l'ultima volta
veder mia figlia... Oh, Dio! vederla! Il labbro,
fino il mio labbro istesso,
prestar fede non puote all'empio eccesso!
Se vederla a me non lice,
bramo udirla... udirla almeno!
Qui l'adduci... ah! fa' che al seno
la mia figlia io stringa ancor.
Benedir quell'infelice
non si vieti al genitor.
IRENE
(interpolatamente ai versi che precedono)
(Chi mi regge... chi m'aita
in s? barbaro momento?
L'alma, oh Dio! mancar mi sento!..
Sento, oh Dio! spezzarsi il cor!
Ah! per me, per me la vita
sar? tutta di dolor!)
BELISARIO
Va', la guida a queste braccia.
(Irene gli bacia la mano bagnandola di lagrime)
Che! tu piangi!
IRENE
Padre...
(cadendo alle sue ginocchia)
BELISARIO
Oh, Dio!
La sua voce!
IRENE
Ah! padre mio...
BELISARIO
Sei tu figlia?...
IRENE
Ed al tuo pi?.
BELISARIO
Sorgi, Irene... il padre abbraccia...
E fia ver!...
IRENE
Son io!...
BELISARIO
Con me!...
Ah, se potessi piangere,
di duol non piangerei...
Di tenerezza, lagrime,
di gioia io spargerei...
Non son, non son pi? misero,
figlia, vicino a te!
IRENE
Seguirti io vo', dividere
il tuo crudel destino,
le pene dell'esilio,
gli stenti del cammino...
E nella tomba scendere,
o padre mio, con te.
BELISARIO
Ma tu, seguendo un povero,
di cibo, e di ricetto sovente
avrai penuria.
IRENE
Un antro a me fia tetto,
e frutti avr? dagli alberi,
umor dal fonte avr?.
BELISARIO
Ma sola per gl'inospiti
deserti!...
IRENE
E non son teco?
BELISARIO
E se d'affanni carico,
pi? che d'etade, il cieco
succumbe?
IRENE
Allor degli orfani
il padre invocher?.
BELISARIO
(vivamente commosso)
Dunque andiam: de' giorni miei
tu sei l'angelo, tu il duce,
tu fra l'ombre sei la luce
del tradito genitor...
E degli occhi che perdei
tu mi sei pi? cara ancor!
IRENE
(volgendo gli occhi al cielo)
O signor, tu sei ristoro
di chi soffre ingiusto oltraggio,
deh! su noi tu spandi un raggio
del celeste tuo favor.
Per mio padre io sol t'imploro
Dio di grazie, Dio d'amore.
Partono circondati dalle guardie.
PARTE TERZA
(LA MORTE)
Parte I
Parte II
Parte III
In fondo i gioghi altissimi dell'Emo. Il davanti ? ingombro
d'alberi e sassi muscosi.
Scena prima
Belisario, senza benda, ed Irene; entrambi avanzandosi
a stento, come persone travagliate da lungo viaggio.
IRENE
Qui siedi, o padre, e le tue stanche membra
abbian, dopo il penoso
lunghissimo cammin, breve riposo.
(facendolo sedere sopra di un sasso: ella si adagia a'suoi
piedi, appoggiando il capo alle ginocchia di lui)
BELISARIO
(in tono querulo, ed accarezzandole il capo)
Di te m'incresce. Ah! l'astro
che s? fulgente al nascer tuo splendea
con gli occhi miei si estinse!...
Si ode un lontano squillar di trombe, che vien ripetuto
da tutti gli echi delle balze circostanti.
Al clangor di barbarici metalli
odo i monti muggir, muggir le valli.
Irene ascende una roccia per osservare da lontano.
? dunque ver quanto narrare udimmo,
che un torrente di barbari dall'Emo
precipita, ed il corso ad arrestarne
muovon l'armi d'Augusto!
IRENE
Oh ciel!
BELISARIO
Che vedi?
IRENE
Lunga tratta d'armati a questa volta
rapida move... Ah! padre
(tornando a Belisario)
fuggiam...
BELISARIO
Non fugge Belisario.
IRENE
Almeno
meco ritratti di quest'antro in seno.
(conducendolo entro uno speco incavato a pi? d'una rupe)
Scena seconda
Dalle sommit? dell'Emo discende un'orda di Alani e Bulgari.
Alamiro ed Ottario sono fra i duci. Al suono di barbari strumenti
si dice il seguente Coro ripetuto sempre dall'eco.
CORO
Diffondasi terribile
grido di guerra:
tremi la terra,
rimbombi il ciel.
E all'urlo irresistibile
di nostra possa,
scorra per fossa
de' greci un gel.
Scena terza
Belisario ed Irene compariscono sul limitare dell'antro e detti.
ALAMIRO
Impavidi guerrieri
quel che vedemmo veleggiar da lungi
nembo di polve, le coorti asconde
del greco imperator: l'ora s'appressa
delle pugne.
BELISARIO
Qual voce!
IRENE
? Alamiro.
(sommessamente fra loro)
OTTARIO
E tu credi che all'opra ne fian ligi?...
ALAMIRO
S?, risuonar di Belisario il nome
udrassi appena, e i prodi,
che sotto l'elmo incanutir seguendo
l'invitto duce, a vendicarne i torti
pugnando avrem consorti.
OTTARIO
Dunque, s'incontri l'inimico.
ALAMIRO
All'aure
delle battaglie alzate
la voce.
OTTARIO
All'armi.
CORO
All'armi.
(avvicinandosi)
BELISARIO
Ol? fermate.
(si manifesta gettando il bastone ed atteggiando si
a maestoso contegno)
ALAMIRO
Belisario!
OTTARIO e CORO
Egli!...
(lo circondano compresi di maraviglia)
ALAMIRO
Ah! stringo
le tue ginocchia!...
BELISARIO
Scostati...
degno non sei tu di baciar la polve
che calpesta il mio pi?. D'ingiusta guerra
far strumento il mio nome! E me chiamasti
padre! E greco sei tu? Vil menzognero!
ALAMIRO
Quel detto al cor m'? fero
pi? di mortal saetta!
Non son uso a mentir... Su greco lido,
da vandalo nocchier, lattante ancora
fui raccolto.
IRENE
Ah! che dici.'...
BELISARIO
Qual grido!... E perch? tremi?
(? sempre appoggiato all'omero d'Irene)
IRENE
O padre, il giorno
che dal fatal consesso uscia la madre,
a me svel?, che il servo tuo non spense
il pargoletto Alessi, ma sul margo
lo abbandon? del mar.
BELISARIO
Che ascolto!
ALAMIRO
Ah! forse!
BELISARIO
Tu dunque...
ALAMIRO
Il vero io dissi.
(si trae dal seno una croce, annodata ad una catena)
Su questo della f? simbolo augusto,
che sino dalle fasce
al collo mi pendea, lo giuro.
BELISARIO
O figlia,
deh, tu rimira.
IRENE
Avvi sull'orlo il motto:
"In questo segno vincerai."
BELISARIO
La madre,
d'Alessi al collo il divin segno impose
nel d? che a lui die' vita,
ed egualmente... il pio...
motto sculto vi... stava...
IRENE e ALAMIRO
Eterno Iddio!
BELISARIO, IRENE e ALAMIRO
(Irene e Belisario ad Alamiro)
Ch' ei/io fosse/fossi!... Oh, quai momenti!
(Alamiro a Belisario)
Parla... prosegui ancor...
mi mancano gli accenti...
La gioia opprime il cor!
IRENE
Di'... su qual riva il barbaro t'invenne?
ALAMIRO
Ove con londe
del maestoso... Bosforo
il Ponto... si confonde.
IRENE
Fu quivi!...
BELISARIO
Ah! frena i palpiti cuor mio...
IRENE
N? dell'evento
un pegno... un qualche indizio...
avesti!
ALAMIRO
Or mi rammento!...
Questo pugnale il vandalo
raccolse a me dappresso.
BELISARIO
Oh, s'io vedessi!...
IRENE
Ah! porgilo...
? qui sull'elsa espresso...
BELISARIO
Forse un ramo?...
ALAMIRO
E Giunio
che immola i figli...
BELISARIO
E il mio,
?... il mio pugnal!...
IRENE
Pi? dubbio
non... resta omai...
ALAMIRO
Son io!
Figlio di Belisario!
OTTARIO e CORO
Suo figlio!
BELISARIO
Alessi... qui...
(stendendogli le braccia)
ALAMIRO
Padre!...
IRENE
Fratello!...
BELISARIO
Abbracciami!...
TUTTI
Oh, avventurato d?!
Alamiro, ora Alessi, si ? precipitato fra le braccia del
padre, che gli tiene la destra sul capo. Irene stringe
teneramente il fratello al seno. Analogo movimento dei
barbari.
BELISARIO, IRENE e ALESSI
se il (figlio)/(fratel)/(padre) stringere
mi ? dato al seno,
pi? non desidero,
son pago/paga appieno...
sfido i tuoi fulmini
sorte crudel.
A questo tenero
soave amplesso
tanto del giubbilo
? in me l'eccesso
che parmi d'essere
rapito in ciel!
BELISARIO
Figli, partiam: qui l'aura
? d'atre nebbie infesta,
ma non fia tardo a sperderle
il vento.
OTTARIO
Ol?, t'arresta.
Rendine il duce: mutuo
ne stringe un giuramento
fin che non sia Bisanzio
spianata al suol.
BELISARIO
Che sento!
OTTARIO
E il patto inviolabile
io non sciorr? giammai.
BELISARIO
(ad Alessi che gli sta d'accanto)
Giurasti?
ALESSI
Allor...
(interdetto)
BELISARIO
Rispondimi.
(con pi? forza)
Giurasti?
ALESSI
E ver giurai.
Sol morte il voto infrangere
pu? che mi stringe seco...
Dunque si muoia...
(impugnando lo stile per trafiggersi)
IRENE e OTTARIO
Arrestati...
(trattenendogli il braccio)
OTTARIO
Nol fermi tu?
(scuotendo Belisario ch'era rimasto immobile)
BELISARIO
Son cieco.
(con sublime intrepidezza)
OTTARIO
(tocco da tanto eroismo disarma Alessi
e lo spinge verso Belisario)
Vivi: io sciolgo la sacra alleanza.
Noi rechiamo a' nemici la morte.
OTTARIO e CORO
? segnata de' Greci la sorte...
Belisario fra lor non sar?!
BELISARIO, ALESSI e IRENE
Fia delusa l'ardita speranza:
regge un nume de' Greci la sorte.
Per la patria pugnando da forte,
Belisario, ogni greco sar?.
Squillano le trombe dei barbari, ed essi partono, guidati
da Ottario. Belisario coi figli entra dal lato medesimo,
ma per altra via.
Tenda di Giustiniano, che aprendosi nel mezzo lascia
scorgere nell'ultima distanza le sommit? dell'Emo.
Scena quarta
Giustiniano e guardie.
GIUSTINIANO
(ad alcune guardie che ricevuto l'ordine partono)
Itene al campo, e sia palese al duce
ch'io giunsi, e che prefiggo
alla battaglia il nuovo d?.
Scena quinta
Antonina e detto. Ella ? cinta di gramaglie, il suo volto ? pallido
e consunto, la sua chioma scarmigliata: giunta appena, si arresta
sul limitare.
GIUSTINIANO
Chi veggio!
ANTONINA
Un'empia.
GIUSTINIANO
A che venisti?
ANTONINA
A far palese
delitto orrendo.
GIUSTINIANO
E scioglierai tu sempre
ad accusar le labbra?
ANTONINA
Oh! chiuse allora
morte le avesse, che menzogna infame
ad attestar si apriro!
Inorridisci o Cesare: quel grande,
che mio consorte pi? nomar non oso,
? innocente.
(in tuono solenne)
GIUSTINIANO
Che dici!
(vivamente colpito)
ANTONINA
Le cifre accusatrici
man compra simul?; del tradimento
Eutropio ebbi ministro.
GIUSTINIANO
Ah! scellerati!...
Morte ad entrambi...
ANTONINA
Morte?
? giusta... la desio... Per queste balze
corro in traccia di lui... Morire io voglio,
ma pentita al suo pi?... Ma ch'io distolga
dal nefando mio capo
l'alta minaccia del flagello eterno.
S'apra per me la tomba, e non l'averno.
Da quel d?, che l'innocente
spinsi in preda a tanti affanni,
da quel d? che il ciel clemente
cancellar dovea dagli anni,
de' viventi l'odio io sono...
Di me stessa io son l'orror...
La speranza del perdono
sol mi regge in vita ancor.
Odesi fuor della tenda un rumore che si avvicina, e voci
che gridano.
Vittoria!
GIUSTINIANO
Intorno echeggia
di liete grida il ciel!... Che fia!... Si veggia...
Scena sesta
Irene circondata dai pastori dell'Emo, dalle guardie imperiali e detti.
GIUSTINIANO
Irene!...
ANTONINA
Figlia!...
IRENE
Oh! madre!
Fauste nuove ad entrambi... Il figliuol tuo
spento non ?.
ANTONINA
Che parli!...
IRENE
In Alamiro
abbracciarlo potrai.
ANTONINA
Ciel!Non deliro?
Tu non m'inganni?
IRENE
(a Giustiniano)
Fugge l'oste nemica.
GIUSTINIANO
Fugge!
IRENE
Inarcherai
per la sorpresa il ciglio, allor che noto
il vincitor de' barbari ti fia.
GIUSTINIANO
Chi?... Parla.
IRENE
Belisario.
ANTONINA
Ei!
GIUSTINIANO
Come, narra,
come potea?
IRENE
La china
d'un erto colle che sovrasta al campo
de' greci scendevami quando le trombe
squillare udimmo... Impetuoso turbine
su' tuoi piomb? l'Alano, e i tuoi fuggiro.
Ci? dissi al padre, che avvamp? di sdegno,
e dal figliuol scortato
discese al pian "Fermatevi" sclamando:
"Belisario ? con voi." La nota voce
i fuggitivi arresta;
torna la speme in ogni cor... Sul carro
del sommo duce alzan l'eroe repente;
e quei l'occhio ? del campo, egli la mente.
Tutto cangiasi allor... quanto l'aspetto
di Belisario ardir ne' greci infonde,
tanto ne scema ai barbari! Tremenda
arde, ma breve la tenzon...scomposte
son gi? le file del nemico,
infrante gi? le temute insegne...
chi pria fugava or fugge, o cade estinto;
trionfa il greco, il vincitore ? vinto.
GIUSTINIANO
Oh giorno!... Oh Belisario!
ANTONINA
Ah! pria ch'io muoia
una lagrima ancor spargo di gioia!
Si sente di lontano un funebre suono di trombe misto di
grida dolorose. Tutti sono colpiti dal presentimento di
somma sciagura.
TUTTI
Di pianto, di gemiti
il cielo rimbomba!...
Il suono funereo
echeggia la tromba!...
Ignoto terror
mi scende sul cor!
Scena settima
Alessi e detti.
ALESSI
Piangete: son nunzio
di nuova dolente.
IRENE
Il padre?...
ANTONINA
Quai palpiti!
ALESSI
Dall'orda fuggente
un dardo part?,
e a morte il fer?.
IRENE
Ahi! padre!
ANTONINA e GIUSTINIANO
Qual fulmine!
ALESSI
Ei tratto qui viene...
Scena ultima
Accompagnato da lugubre musica vien condotto Belisario
sugli scudi dei veterani, guerrieri e detti.
TUTTI
(tranne Belisario)
Funesto spettacolo!
IRENE
(correndo al padre)
Me misera!...
BELISARIO
Irene! Ricopriti, o ciel, d'un lugubre vel.
GIUSTINIANO
Amico...
(con voce soffogata dal pianto e stringendo la destra di
Belisario)
BELISARIO
A te, Cesare,
de' figli... la sorte
affido... rammentalo...
nell'ora... di... morte...
GIUSTINIANO
Lor padre sar?.
ANTONINA
(cadendo a' pi? di Belisario nell'estrema desolazione)
Perdono...
Belisario tocco dalla di lei voce, schiude la bocca, e fa un
movimento come per alzarsi; ma la parola vien meno
sulle convulse sue labbra, un tremore lo investe in tutta
la persona, e ricade estinto.
TUTTI
Spir?!
Lungo ed angoscioso silenzio. Antonina resta immobile
nel suo terrore, con gli occhi spaventevolmente fitti sul
corpo di Belisario.
ANTONINA
(prorompendo in tutto l'impeto della disperazione)
Egli ? spento, e del perdono
la parola a me non disse...
Di mia voce udendo il suono
forse in cor mi maledisse...
Forse in ciel del fallo mio
or m'accusa innanzi a Dio...
In eterno ? a me rapita
ogni speme di merc?!
GIUSTINIANO e CORO
Abborrita dai mortali,
condannata dall'Eterno
vivi iniqua, e tutti i mali
prova in terra dell'averno...
Frema il cielo a te d'intorno...
Nieghi a te la luce il giorno...
Ogni istante di tua vita
cruda morte sia per te.
ANTONINA
Cielo irato, hai sciolto il corso
al tremendo tuo furore!...
Non ha speme il mio rimorso...
Non ha pianto il mio dolore...
Calpestata, oppressa, abbietta
sin dai figli maledetta.
Ogni istante di mia vita
un supplizio fia per me.
Fugge dissennata, ma giunta innanzi al cadavere di
Belisario si arresta ad un tratto, e cacciandosi le
mani fra' capelli, ed alzando uno strido orribile,
precipita al suolo.
ALESSI e IRENE
La sciagura ? omai compita!...
Tutto il ciel rapisce a me!
Movimento universale di orrore.
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