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Gaetano Donizetti

(1797 - 1848)


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The Operas of Gaetano Donizetti

 

BUONDELMONTE (1834)


Tragedia lirica in due atti
di
Pietro Salatino

BUONDELMONTE, tenore
BIANCA DEGLI AMIDEI, soprano
LAMBERTO, suo fratello, baritono
ELEONORA DE' DONATI, mezzosoprano
IRENE DE' DONATI, sua figlia, soprano
TEDALDO, basso
GIOVANNA, confidente di Bianca, mezzosoprano
MOSCA LAMBERTI, basso
ODERIGO FIFANTI congiunti degli Amidei, tenore
STIATTA UBERTI , basso

CORO DI CONGIUNTI E FAMILIARI degli Amidei dei Donati

La scena ? in Firenze. L'epoca l'anno 1215.


Atto I
Atto II


ATTO PRIMO

Sala terrena in casa dei Donati.

Scena prima
I congiunti, e familiari dei Donati.

CORO
In Firenze ei fe' ritorno:
sar? lieto questo giorno;
ah! ne' cori degli amanti
quanta gioia sorger?.
Questo tetto in pochi istanti
Buondelmonte accoglier?.
Al suo fianco omai d'Irene
la belt? qui vanto ottiene;
egli reca sulla fronte
vago il raggio dell'amore.
Luce accresce un Buondelmonte
de' Donati allo splendor.

Scena seconda
Irene, Tedaldo, Eleonora, e detti.

IRENE
S?; vien di gioia alfine
al mio core un sorriso;
il mio diletto invano
portava il pi? lontano: egli ritorna,
e sacra qui mi trova
alla promessa fede, al nostro affetto.
Legger? nel mio sguardo
qual ? per lui, quant'? l'amore ond'ardo.
Mio ben, deh! vieni a rendere
a questo sen la pace,
pura si vegga splendere
d'Imen la bella face.
La terra, il ciel sorridere
si vegga al nostro amor.
Non rieda pi? di palpiti
fra noi poter funesto;
al tuo venir dileguisi
fin l'ombra del dolor.

TEDALDO
Pensa ben che il tuo contento
rea cagione di tormento
forse ad altra diverr?.

CORO
Sei felice, o bella Irene.
Godi, esulta.

TEDALDO
Pensa.

IRENE
(a Tedaldo)
Ohim?!
Giorno quest'? di giubilo;
deh! non turbarmi il core;
non sorga idea che arrendersi
ei possa a quell'amore,
che primo lo fer?.

ELEONORA
Oh! scaccia dal petto quel vano sospetto
di tristo destino: l'Imene vicino
a tanto soffrire compenso dar?.

IRENE
Ei venga, e d'Irene la calma sar?.
Egli udr? dal labbro mio
che l'amai costante ognora,
ch'io fedel son come allora
che piangendo mi lasci?.
E se udir da lui poss'io
che a me visse ognor costante,
scorder? da quell'istante
quanto affanno il cor prov?.

ELEONORA e CORO
Chi di te diviene amante
come mai tradirti pu??

TEDALDO
Non t'accenda quell'amante,
che ad un'altra amor giur?.

Scena terza
Mosca e detti.

ELEONORA
Amici, Buondelmonte
giunto in Firenze ormai, solenne giuro
d'esser consorte a Irene
quest'oggi segner?.

IRENE
Del mio gioire
voi pur godete amici.
Quanti sospiri ei costa al core! Un serto
se l'amist? mi cinge,
fausto presagio sia
d'avvenir pi? felice all'alma mia.

TEDALDO
(ad Eleonora)
Donna, imprudente donna,
pria d'unir Buondelmonte alla tua figlia
pensa bene che ascoso
esser puote un abisso ove tu cerchi
i molli fiori, e avvien che in quel si cada
quando...

ELEONORA
Non pi?, Tedaldo.

TEDALDO
Donna, bada.

IRENE
Non han forse i Donati illustre nome
al par de' Buondelmonti?

MOSCA
S?; ma udite
di Mosca i detti: Irene esser felice
spera da questo nodo... Buondelmonte
pentirsi un d? potria...

ELEONORA e IRENE
Che?...

MOSCA
Non ? stolta la parola mia,
egli a Bianca promise esser consorte;
promise a Bianca, figlia degli Amidei.

IRENE
Costrinse
il suo labbro domestica ragione;
cessata quella, del suo cor dispone.

MOSCA
Ma pu? del core, o Irene,
disporre un uom, non dell'onore.

ELEONORA
Mosca,
fuor di tempo consigli.

IRENE
Madre, vieni.

MOSCA
Ite: secure non sarete intanto
che questa gioia non si cangi in pianto.

Tutti partono.

Scena quarta
Buondelmonte solo, indi Tedaldo.

BUONDELMONTE
O soglia amica all'amor mio, ti veggo;
nel baciarti respiro!... Buondelmonte,
qui tu rechi d'amore il core ardente,
ah! recarlo potessi anche innocente!
Parmi... ah! Tedaldo... tu qui sei?

TEDALDO
Pi? strano
? il veder Buondelmonte in queste mura.
Giovane incauto! Un sacro patto sprezzi,
che a Bianca ti stringea
(E'l sa Firenze tutta) pria che madre
stolta al tuo sguardo presentasse figlia
pi? stolta ancor se fida in te.

BUONDELMONTE
Che dici?

TEDALDO
D'un cor sincero ascolta i detti amici.
Degli Amidei la vergine innocente
sul giuro tuo riposa;
che vuoi da Irene tu?

BUONDELMONTE
Farla mia sposa.

TEDALDO
In te stesso chiedi al core
se gli cal tradir l'onore,
se gli cal mancar vilmente
alla fede che giur?.

BUONDELMONTE
Oh! martir!

TEDALDO
Se pu? dolente
veder lei, che tant'am?.

BUONDELMONTE
Amo Irene, e sacri a lei
tutti sono i giorni miei.
A lei penso, e me diviso
da me stesso io sento allor.
Il poter del suo sorriso
non dimentico un istante:
adorar quel bel sembiante
? la legge del mio cor.

TEDALDO
Ah! se Bianca fia tradita,
avr? vita di dolor!
Vieni a Bianca...

BUONDELMONTE
No, Tedaldo;
ch? mi chiama altrove amor.

TEDALDO
Ma vorran di tanta offesa
gli Amidei ragion da te.

BUONDELMONTE
Fia per lor non lieve impresa
il cercar ragion da me.
Solo consiglio amor mi d?;
ogni periglio sfidar mi fa.
Che giunga a togliermi colei dal core
non v'ha terrore, poter non v'ha.

TEDALDO
Da te si manca di fedelt??
Cos? di Bianca non hai piet??
Prevedo atroce livor feroce,
che il sangue spargere forse far?.

Parte.

Scena quinta
Buondelmonte, indi Irene.

BUONDELMONTE
Egli sa tutto; forse agli Amidei
va delatore.

IRENE
Buondelmonte!

BUONDELMONTE
Irene!

IRENE
Oh, come lento scorse
della tua assenza il tempo!

BUONDELMONTE
A te ritorno.

IRENE
Ah! mio tesoro; parmi
che sul tuo volto la mestizia sieda;
forse fia vero il grido,
che udii poc'anzi?

BUONDELMONTE
E qual?

IRENE
Che debba in pianto
qui la gioia cangiarsi.

BUONDELMONTE
Che dici?

IRENE
E che pentirti
del nostro amore tu potresti un giorno.

BUONDELMONTE
E chi svegli? in tuo petto
l'oltraggiante sospetto?
L'ardito scopri; fa' ch'io lo conosca.

IRENE
Un de' Lamberti fu...

BUONDELMONTE
Lamberti?

IRENE
Mosca.

BUONDELMONTE
(per partire sdegnato)
Mosca! Ch'io vada.

IRENE
Ascoltami.
Amico suo non sei?

BUONDELMONTE
Congiunto ? d'Amidei.

IRENE
? forse...

BUONDELMONTE
? traditor.

IRENE
Se credi ch'empia sorte
aver per me potresti:
se, fatto a me consorte,
tremare ognor dovresti;
mi crederai la rea
di cos? tristo amor:
e forse a quell'idea
ti languir? l'ardor.

BUONDELMONTE
Temer non d?i, mio bene;
l'ardor in me non langue.
Sar? lo stesso, Irene.
Ancor cadendo esangue
non curo il mondo intero,
sol bramo il tuo bel cor;
tu sei pel mio pensiero
l'imagine d'amor.

IRENE
Vieni, o caro; che pi? attendi?

BUONDELMONTE
Pria... ch'io vada a quell'indegno...

IRENE
Giusto ciel! Che far pretendi?

BUONDELMONTE
Tutto in lui sfogar lo sdegno;
vo' che pria quell'alma stolta
incominci a paventar.

IRENE
Che fai tu?... T'arresta... ascolta...
perch? farmi palpitar!
Deh! non far che in dubbio atroce
a tremar per te mi sia!
Dell'altare sulla via
il dolor m'uccider?.
Del tuo bene sia la voce,
che ti calmi in tal momento:
se mi lasci, lo spavento
questa vita troncher?.

BUONDELMONTE
Ah! m'opprime quel vederti. Sol per me cos? tremante non
temer, quest'alma amante fida a te ritorner?. A me noto ? assai
Lamberti; fabbro ? sol di frode, e inganno: forse adesso in
nostro danno quel crudel congiurer?.

Partono.

Gabinetto in casa degli Amidei.

Scena sesta
Bianca sola, indi Giovanna.

BIANCA
Oh! perch? mai giungesti, e ancor non voli
a ridonar la calma alla tua Bianca?
In te forse l'amore
si cancell??... Sarei delusa?... Sempre...
sempre, sogno fatal, io ti rammento!
Voce nel cor non sento,
che mi ripeta: ? fido.
Ah! mentre addio dicea.
Io sola sospirava; io sol piangea!
Deh! vieni, mio bene, ti chiama quest'alma:
lo sguardo primiero sia luce di calma;
il primo sospiro sia foco d'amor.
Sul ciglio di Bianca tu legger potrai
che solo il suo nume tu fosti e sarai...
Ma invano ti chiama ti cerca il mio cor:
ah! forse non odi la voce d'amor.

GIOVANNA
Bianca...

BIANCA
Che rechi?

GIOVANNA
Ti reco affanno.
? de' Donati nella magione.

BIANCA
Ah!

GIOVANNA
Dir di volgo non sempre ? inganno.
Presago il sogno parlava a te.
Egli ama Irene...

BIANCA
Deh! taci... ahim?!
Al mio seno l'ingrato non vola;
ei pi? affetto per Bianca non sente!
Prima il core m'accende, m'invola,
poi lo sprezza, e d'amarmi si pente.
Ei calpesta la fede, e l'onore:
ad un'altra... ad un'altra sen va!
Ah! crudele! Di Bianca il dolore
vendicato dal cielo sar?.

GIOVANNA
Giusto il cielo cotanto dolore
sull'ingrato cadere far?.

Scena settima
Lamberto, che sar? stato a udire le ultime
parole di Bianca, e dette.

LAMBERTO
Ognor tu gemi, e che? non l'odii ancora?
Ancor di tanti oltraggi
non senti il peso?

BIANCA
Che mai dici? Odiarlo?
Lamberto... e il posso?... Ah! troppo forte in petto
quell'imago ? scolpita... Cancellarla
solo al cielo si spetta...

LAMBERTO
Altro in terra il potr?.

BIANCA
Che?

LAMBERTO
La vendetta
Il sangue, o Bianca

BIANCA
Taci...
Fin ch'io viva giammai.

LAMBERTO
Del nostro nome
custode io son... Te troppo illude Amore...
sorella, il tuo cordoglio
d'Irene dei Donati
orna il trionfo. Egli la guida all'ara.

BIANCA
Che ascolto!... Ah! segui... La fatal novella
chi mai rec??...

LAMBERTO
Mosca... Poc'anzi il vide
ei stesso alla magione dei Donati
correr furtivo al nuzial festino.

BIANCA
Ohim?!

LAMBERTO
Ti duole ancor del tuo destino?

BIANCA
(irata)
Giovanna; io son tradita,
e la rival gioisce; e Buondelmonte...
Buondelmonte crudel vive per lei...
(avviandosi)
Ah! che io prima rivegga il traditore...

GIOVANNA
Ove mai corri?

BIANCA
In braccio al mio dolore.

Parte.

GIOVANNA
Misera! Io pur ti seguo.

Parte.

LAMBERTO
Del tradimento ei non godr?. Tremenda
la mia vendetta sull'ingiuria scenda.

Parte.

Galleria in casa dei Donati.

Scena ottava
I congiunti, e familiari dei Donati; indi
Eleonora, Buondelmonte, ed Irene.

CORO
Giuraste omai di rendervi
per sempre uniti insieme.
Il vostro giuro ascendere
al nume in ciel dovr?.
Col riso, ch'? degli angioli
sola delizia e speme,
l'accolga, e sempre vivida
la fede in voi star?.

ELEONORA
Figli, pi? non mi resta
che vedervi all'altar pria del tramonto.

BUONDELMONTE
Poter non vi sar? che omai divida
due cor dal cielo uniti.

CORO
Il ciel v'arrida.

Parte.

Scena nona
Tedaldo e detti. Indi Bianca, Lamberto, Mosca e Giovanna.
In ultimo poi i congiunti e familiari dei Donati.

TEDALDO
Amico...

BUONDELMONTE
A me ritorni
ansante a ch??

TEDALDO
Bianca or vid'io.

BUONDELMONTE
Ma lascia
di pi? nomarla a me

TEDALDO
V?r qui s'inoltra...

BUONDELMONTE
Bianca?... Che dici?...

IRENE
Ohim?! Deh? sposo mio!

BUONDELMONTE
Qual timor?'

ELEONORA
Che pretende?...

TEDALDO
Eccola.

BIANCA
(s'arresta)
Oh! Dio!

Quadro generale

BIANCA e IRENE
(Terribile ? questo,
momento fatale;
in petto m'assale
geloso furor.
Di quella al cospetto
non regge il mio cor!)

BUONDELMONTE
(Terribile ? questo,
momento fatale;
in petto m'assale
ignoto rancor.
Di quella al cospetto
non regge il mio cor!)

ELEONORA e GIOVANNA
(L'amante si trova
in punto fatale;
lo veggo: l'assale
un giusto terror.
Di Bianca al cospetto
non regge il suo cor.)

LAMBERTO e MOSCA
(Si trova l'indegno
in punto fatale;
lo veggo: l'assale
un giusto rossor.
Di Bianca al cospetto
non regge il suo cor.)

TEDALDO
(Terribile ? questo
momento fatale;
e tristo segnale
sar? di livor.
Qual tempo funesto
prevede il mio cor!)

BUONDELMONTE
Ah! Tedaldo?...

IRENE
(a Bianca)
Che cerchi? Che vuoi?

TEDALDO
(piano a Lamberto)
Deh, ti frena.

BIANCA
(guardando con angoscia Buondelmonte)
Ch'io vegga un ingrato!

IRENE
Buondelmonte!

TEDALDO
(a Buondelmonte)
(Ti mova il suo stato.)
(ad Eleonora)
Vedi: il vero Tedaldo parl?.

BIANCA
(a Buondelmonte)
Io son Bianca: io son colei,
cui giuravi tanto amore;
stolta allor quand'io credei
al tuo labbro seduttore!
Su quel labbro ? il giuramento
debol suon, che perde il vento;
ah! tu formi la sciagura
di colei, che ognor t'am?.

LAMBERTO
(a Tedaldo)
Se pi? debbo qui restarmi
io frenarmi non sapr?.

BIANCA
(a Buondelmonte)
Parla... parla a me rispondi.

ELEONORA e GIOVANNA
(Qual cimento!)

BIANCA
Ti confondi?

Buondelmonte ? quasi commosso, Irene lo guarda.

IRENE
(Si commove!)

BIANCA
Ed io sperava
che pentito...

IRENE
No... nol puote?
egli al cielo... a me giurava.

BUONDELMONTE
(ad Irene)
Taci...
(a Bianca)
Ah! parti.

BIANCA
Ah! questo ancor!

IRENE
(a Bianca)
Va': la speme omai disgombra;
mio quel core fa il destino:
non avresti neppur l'ombra
del riposo a lui vicino.

BIANCA
Tu mel togli.

IRENE
Non son io;
? la f?, che mi giur?
egli parli; egli ti dica
se mancare a quella pu?!

BIANCA
Buondelmonte.

BUONDELMONTE
(Oh Dio! che strazio!)

BIANCA
Troppo dice il tuo tacer.

LAMBERTO
(avviandosi verso Buondelmonte in furia)
Meco altrove parli il perfido.

TEDALDO
(trattenendolo)
Ah, Lamberto! Qual pensier?

MOSCA
(a Lamberto)
Taci... soffri. A tempo, a loco
l'ira nostra scoppier?.

BUONDELMONTE
(a Bianca)
Me tu d?i nella tua vita
abborrir per quanto amasti.
Io son reo: tu sei tradita
che pi? dir?... Saper ti basti
che t'am? quest'alma... ed ora
sol fuggirti omai dovr?.

BIANCA
Questi accenti!

IRENE
E v'ha pi? ancora:
odi, Bianca.

BUONDELMONTE
(Che dir?!)

IRENE
(a Buondelmonte)
Perch? mai d'amor lusinga
par che resti ancor in lei?
Non tacere qual tu sei...
non tacere qual son io...
(a Bianca)
S?... lo sappi, ? sposo mio;

BIANCA
(s'aggira furibonda per la scena)
Gi? tuo sposo!... A entrambi un ferro.

MOSCA
(a Bianca)
Non ? l'ora...

BUONDELMONTE
Bianca!

ELEONORA
(a Irene)
Ah! vieni...

IRENE
(a Buondelmonte)
Qual furore!

GIOVANNA, TEDALDO, MOSCA e LAMBERTO
(a Bianca)
Vieni...

BIANCA
(a Buondelmonte)
No...
tu non eri s? crudele...
(a Irene)
Hai quel vil reso infedele!
Sia velen fra voi l'affetto;
da voi stessi maledetto...
Seduttrice, il tradimento
sangue, sangue chiamer?.

IRENE
(a Bianca adirata all'eccesso)
Sangue!... vanne...

ELEONORA
Ell'? furente!
Que' suoi detti!

Eleonora parte, poi torna con tutti i suoi Congiunti, e
Familiari.

MOSCA e LAMBERTO
Pi? non sente.
Freme il cor! (Mi fa piet?!)

IRENE
S'allontani quella stolta,
pi? soffrir non vo' da lei:
n? pi? vengan gli Amidei
me, superbi, ad insultar.
Faccia lor la rabbia accolta
sollevar le ardite fronti:
i Donati, i Buondelmonti
non sapranno paventar.

MOSCA e LAMBERTO
Gli Amidei saranno pronti
questa offesa a vendicar.

BIANCA
(a Buondelmonte)
Possa il cielo ai giorni tuoi
dar la pena di quest'alma:
pi? non faccia a te di calma
un sol raggio balenar.
Voi l'iniqui... siete voi...
tu suo pari, un empio sei.
Ah! me pur ne' voti miei
fate un'empia diventar!

BUONDELMONTE
(a Bianca)
Deh! ti calma: non t'accenda
un furor, ch'omai non giova...
A pietade almen ti mova
il tuo fiero palpitar
Che felice il ciel ti renda.
Credi, credi, io sol desio:
perch? allora il fallo mio
potr? Bianca perdonar.

TEDALDO
Ah! Lamberto, par che il fato
l'avvenir prepari orrendo!
Ti conosco, e gi? comprendo
che ti brami vendicar.
Ma... rifletti che snudato
un sol brando, altri ne appella
e Firenze!... pensa a quella...
la faresti lacrimar.

GIOVANNA
(a Bianca)
Vieni: orrori se qui resti
tu potresti suscitar.

ELEONORA
Pi? non venga quella stolta
noi superba ad insultar.

ELEONORA e CORO
Vanne, vanne: l'ira accolta
faccia alzar le ardite fronti:
ma i Donati, i Buondelmonti
non sapranno paventar.

Partono Bianca, Lamberto, Mosca, Giovanna e Tedaldo.

ATTO SECONDO

Atto I
Atto II

 

Sala come nella prima scena dell'Atto primo.

Scena prima
Irene sola, indi Lamberto.

IRENE
(smaniosa)
Non riede?... Ei tarda!... Oh! smania!
Mi trema il cor!... Avea squallido il volto
quando lasciommi... Chi sa qual volgea
nella sua mente idea?... No... Buondelmonte,
tradirmi non saprai:
troppo il giurasti, un empio cor non hai.
Mai... oh Dio!... chi sa se Bianca
rivide ei forse?...

LAMBERTO
Irene,
se qui ancora si rechi un Amideo,
non ti sorprenda, alta cagion vel'guida.
Evitar grave danno oggi, me l'credi,
tu sola puoi. Rispondi:
t'? caro Buondelmonte?

IRENE
E tu me l'chiedi?
Forza non v'ha che possa
dividermi da lui.

LAMBERTO
Tu, che sua vita
ami cos?... potrai
all'ira nostra in preda oggi lasciarla?

IRENE
All'ira vostra?.. Io non intendo... Parla.

LAMBERTO
Tu ben sai ch'ei f? promise
a mia suora, e la derise.
Or giurata ? a te sua mano,
ma quel giuro io rendo vano.
Ch'ei non sia della tradita,
ma nemmen di te consorte:
lo discaccia, e la sua vita
lascia all'onta, ed al rossor.
Se mel nieghi, di sua morte
la sentenza ho ferma in cor.

IRENE
Con quei detti, ah! tu non sai
qual ferita al cor mi dai!
Congiurato, iniqui, avete
tutti voi di tormentarmi?
Me in inganno trar volete?
Avvilirmi, spaventarmi?
Ma non temo, e mio consorte
Buondelmonte diverr?!
La minaccia della morte
vana alfin restar dovr?.

LAMBERTO
S??...

Scena seconda
Buondelmonte e detti.

BUONDELMONTE
Lamberto!...

IRENE
(a Buondelmonte)
Ah! qui noi siamo
minacciati...

BUONDELMONTE
(Oh! ciel!) Ch'io solo
con lui resti...

LAMBERTO
Qui nol bramo.

IRENE
(a Buondelmonte)
Tu non vedi il mio terror!

LAMBERTO
(per partire)
Io vi lascio...

BUONDELMONTE
(a Lamberto)
No... m'ascolta...

IRENE
Buondelmonte!

LAMBERTO
E il chiedi ancor?

BUONDELMONTE
(a Lamberto)
Volle un ardente amore
ch'io ti recassi offesa:
quella dal tuo livore
funesta non sia resa:
cagion di ria discordia
non possa diventar.

LAMBERTO
(a Buondelmonte)
Sa ognun che tu l'amico
tradisti in me vilmente,
mi sappia a te nemico,
ognuno... eternamente!
Barriera insuperabile
fra noi si deve alzar.

IRENE
(a Buondelmonte)
Qui ragionar d'offese
pi? non voler con lui,
quell'ira, che l'accese
lascia ch'ei narri altrui,
ognun sapr? dell'empio
la rabbia condannar.

BUONDELMONTE
M'odi, Lamberto... guardati
dal provocarmi a sdegno.

IRENE
(a Buondelmonte)
Non sai qual patto orribile
espose a me l'indegno?
O ch'io non debba stringerti
qual mi sarai consorte,
o segner? tua morte
il nodo sull'altar.

LAMBERTO
E il dico ancora...

IRENE
Perfido!..

BUONDELMONTE
(adirato)
Tu solo d?i tremar...

IRENE
(a Buondelmonte)
Ah! ti calma!... chi puote cangiarmi?
Chi una fiamma sopir cos? viva?
(a Lamberto)
Vanne: e sola a tua colpa s'ascriva
il disprezzo che teco verr?.

BUONDELMONTE
(a Lamberto)
Va', disgombra... il tuo sangue non cada
a macchiar la magion de' Donati:
non ti curo, e dovunque ten vada
il mio sprezzo seguirti sapr?.

LAMBERTO
Io vi lascio...
(ad Irene)
Per molti di pianto
la cagione fatale sarai.
Sui Donati ricada soltanto
quanto sangue versato sar?.

Parte.

Scena terza
Buondelmonte ed Irene, indi Eleonora.

IRENE
Che pensi?...

BUONDELMONTE
Uscir vogl'io.

IRENE
Solo?... Cos??... Deh! no...

BUONDELMONTE
Di scorta alcuna
uopo non vedo.

IRENE
Hai molti
in Firenze or nemici…

BUONDELMONTE
(per partire)
E molti amici.

IRENE
Ah!

ELEONORA
Dove, Buondelmonte?

IRENE
Madre mia!...

BUONDELMONTE
Madre, a Lamberto... ei troppo ardito...

ELEONORA
E puoi
questi di pace far momenti d'ira?
La sposa che sospira
non ti rattien?... T'arresta.

BUONDELMONTE
S?... ma forse funesta
pu? diventar l'ira compressa...

ELEONORA
Ah! lascia
al tempo il mitigar la rabbia insana.

IRENE
Sdegni non pi?, soltanto
abbi gioia d'amor a me d'accanto.

Partono.

Sala recondita in casa degli Amidei.

Scena quarta
Mosca, Oderigo, Uberti, ed altri Congiunti
e familiari degli Amidei entrano; li segue Lamberto.

LAMBERTO
O voi, di parentado a me congiunti
liberi qui parlate:
delle offese recate noi dobbiamo
tutti far la vendetta.

GLI ALTRI
Lo vogliamo.

ODERIGO
Resta il pensar qual esser debba.

UBERTI
Quale
nel grido avanzi dell'offesa il grido.

LAMBERTO
Mal non dici; e tu Mosca, udisti?...

MOSCA
Ancora
qui non odo una sola,
che fosse a tanta inchiesta atta parola.

LAMBERTO
Tu la dirai.

MOSCA
Fia saggio
il dirla l'uom, che pi? fer? l'oltraggio.

LAMBERTO
Io dunque la sua vita...

ODERIGO
(a Lamberto)
Odi... Parenti
ha molti Buondelmonte... e tristi effetti.

LAMBERTO
E che? Forse impunito
restar dovria?...

ODERIGO
No, ma si cerchi cosa,
che al desir pago unisse…

MOSCA
(grave)
Cosa fatta capo ha

LAMBERTO
Mosca!

UBERTI
(a Lamberto)
Che disse?

ODERIGO
? saggio il preveder ove ei meni
quella via, che fia scelta.

MOSCA
Cosa fatta capo ha... dissi... Decida
Lamberto poi.

LAMBERTO
Pria di temer...

MOSCA
S'uccida.

ODERIGO
(a Lamberto)
Ebben tu il vuoi?

LAMBERTO
S?.

UBERTI
Che si tarda ancora?

MOSCA
La parola s'ascolti.

LAMBERTO
Ei mora.

TUTTI
Ei mora!

LAMBERTO
A questo io vi adunai. Desio di sangue
? il sol, che a me ragiona: adesso io sappia
chi a tal desio non s'opporr? fra voi.

ODERIGO
Io primo.

UBERTI
Uberti.

LAMBERTO
(guardando Mosca) Mosca.

GLI ALTRI
Tutti noi.

LAMBERTO
Sia noto il mio pensiero.

GLI ALTRI
Parla.

LAMBERTO
(a Mosca, Oderigo, ed Uberti)
Udite.
All'istante noi soli
usciam, cerchiam di Buondelmonte: il primo
io sar? che gli chiegga
dell'insulto ragione, e la sua rabbia
appena il tempo s'abbia
d'oppormi il brando, ed egli mora, o vegga
me spento, e voi...

ODERIGO, MOSCA e UBERTI
Noi seguirem.

LAMBERTO
Fin quando
ei col suo sangue lavi l'onta:
(ai congiunti)
e voi
qui vi terrete finch? nuova giunga
ch'uopo vi sia del vostro braccio: alcuno
da ci? dissente?

CONGIUNTI
No.

LAMBERTO
Fedeli tutti
fra noi saremo?

CONGIUNTI
Si.

LAMBERTO
L'odio feroce
per quell'empio sar??

CONGIUNTI
Noi lo serbiamo
feroce in cor.

LAMBERTO
Giuratelo.

TUTTI
Giuriamo.

ODERIGO
Se in me dileguisi
l'odio per lui,
il vil mi chiamino
fra' cavalier.

MOSCA
A dir che uccidasi
il primo io fui:
in me rispondono
detti a pensier.

LAMBERTO
Cadan dal novero
de' giorni miei
quanti concederne
a lui vorrei.

UBERTI
Uberti io sono,
basta il nomarmi:
de' detti al suono
rispondan l'armi

Cava la spada e seco tutti.

TUTTI
La spada vendichi,
ma con onor,
tanta perfidia
del mancator.

LAMBERTO
Senno e silenzio
pria del momento.

ALTRI
In faccia al perfido
sdegno, ardimento.

LAMBERTO
Bianca, sollevati
dal tuo dolor:
tal d? fia l'ultimo
pel traditor.

ODERIGO
Ultimo, e orribile,
ch? tal gli spetta.

TUTTI
Tradita vergine,
avrai vendetta;
la spada vendichi,
ma con onor,
tanta perfidia
del mancator.

Tutti partono eccetto Lamberto ed Uberti.

Scena quinta
Lamberto ed Uberti indi Bianca e Tedaldo.

LAMBERTO
Pon mente a quel ch'io dico: sian le porte
chiuse della magione in fin ch'io torni.

UBERTI
E se Tedaldo!

LAMBERTO
Giova. Alcun non sorta.

BIANCA
Ah! mio fratel!

TEDALDO
Lamberto!

LAMBERTO
(a Bianca)
Avrem vendetta.

BIANCA
Come? che dici?

LAMBERTO
Si: vendetta, o morte.

Scena sesta
Mosca e detti.

MOSCA
(a Lamberto)
Vieni.

LAMBERTO
(gli fa cenno di eseguire ci? ch'? stabilito)
Uberti!
(a Bianca che vorr? seguirlo)
Qui resta.

Parte seguito da Mosca.

TEDALDO
Oh! avversa sorte!...

BIANCA
Ah! stanca... stanca io sono
di pi? soffrir!... Tedaldo, all'infelice
mesto, funebre un carme si prepara...
Empio!... Crudel!... Morte s'avanza... All'ara
la rivale il trascina... Nella tomba
ahim?! l'iniqua appresta
talamo orrendo... Dunque...
non v'?... non v'? piet?? Quella vendetta
io non voglio, e detesto.

TEDALDO
Alla dolente
si smarrisce il pensier: nel suo cordoglio
non vede il traditore. Alma innocente,
serena il cor, ten prega omai l'amico.

BIANCA
Se amico a me tu sei,
piangi, Tedaldo, piangi i casi miei,
ma... intanto Buondelmonte,
corre... lo veggo alla rivale in braccio.
(in delirio)
Prima che al seno tuo stringa l'infida
quella man, che le porgi... ah! pria m'uccida.

GIOVANNA
Pi? sommessi favellate.

CORO
La misera che fa?

GIOVANNA
Mesta, abbattuta
ella s'avanza. Deh! col vostro duolo
non aggravate il suo rancor!

CORO
Tacciamo.

BIANCA
Io pi? nol rivedr?!

CORO
Vieni: fa core.

BIANCA
In che sperar dovr??

Scena settima
Tedaldo mesto e detti.

TEDALDO
Bianca!

BIANCA
Ah! Tedaldo!

TEDALDO
Non offre la magion schiusa una porta,
che varco fuor mi dia.

BIANCA
(atterrita)
Come?
(ai familiari)
Ch'ei sorta.

GIOVANNA
Nol pu?!

CORO
Lamberto il vieta ancora a noi.

BIANCA
Iniqui tutti!

GIOVANNA
Oh, cielo!

BIANCA
(furente)
Versate pur... Sangue versate... Immersa
sia nel sangue vostr'ira... Che sperate?
Siete di tutti orror!... Per voi tremate.
Trema, Lamberto... Menti...
Tu non mi sei fratello...

GIOVANNA
Ahim?!

TEDALDO
Qual mai
furor t'invade?Calmati.

BIANCA
La calma
pu? darmi solo il cielo... a lui vicino!
Or non mi resta in terra,
che angoscia, che furor... Perfidi!... Io voglio
di vostra man morir... Il sangue mio...
(abbattuta)
Sangue bramate?... Ma... a chi parlo... oh! Dio!...
(a Tedaldo)
Ah! forse il misero. Mentr'io qui gemo,
lo spiro estremo al ciel dar?!
A me rivolgere cerca l'accento;
me, nel lamento, chiamando va.
Ah! spenta recami a lui dappresso.
L'avello istesso ne chiuder?.
Allor quest'anima ardente ancora,
l'alma che adora consoler?.

GLI ALTRI
Cielo!... Alla misera tu dona aita,
ch? la sua vita mancando va.

TEDALDO
(guardando nella scena)
Viene Lamberto.

BIANCA
(si appoggia a Giovanna)
Ah!

TEDALDO
Sventurata!
Qual gioia atroce!

Scena ottava
Detti e Lamberto con ferro nudo ed
insanguinato. Lo seguono Mosca, Oderigo ed Uberti.

LAMBERTO, ODERIGO, MOSCA e UBERTI
Sei vendicata...

LAMBERTO
Pag? la pena del tradimento.

MOSCA
(a Tedaldo)
Nella tenzone l'indegno ? spento.

TEDALDO
(a Lamberto)
Taci, rispetta quel suo dolor.

LAMBERTO
A lei, l'affanno male or s'addice.

GIOVANNA
Deh! ti rincora, Bianca infelice;
qual fior recide malcauto sdegno!

LAMBERTO
(appressandosi a Bianca)
Alfin quel vile...

BIANCA
Scostati, indegno.

LAMBERTO
Sorella! ...

BIANCA
Iniquo, in me l'impresa
compir tu d?i...
(disperata)
Ah! tu ben sai quest'anima
quale sentiva ardore:
t'amai siccome gli angeli
aman d'eterno amore:
e ancor tradito, credimi,
favella amore in me.
Io ti scongiuro, involati.
Evita orribil sorte.
Ah! fuggi... fuggi, salvati.
Al fianco tuo sta morte:
fero il pugnal de' perfidi
balena intorno a te.
Egli non m'ode!... Ascoltami
almeno tu, gran Dio!
Salvalo... deh! perdonagli
l'affanno del cor mio:
e se non basta il piangere,
togli la vita a me.

TEDALDO
(scuotendola)
Cessa: non ho pi? lacrime
per piangere con te.
Ritorna alla ragione
odi: ti calma...

BIANCA
Invano...

TEDALDO
Scorda un ingrato, e insano...

BIANCA
(per togliere il ferro a Tedaldo che lo vieta)
Morte... la morte io vo'.

TEDALDO
Tu macchiarti d'un delitto
che fa al mondo, al cielo orrore?
Sui tuoi giorni il cielo ha dritto,
non ha dritto un vano amore.

BIANCA
(pentita)
Ah! conceda Iddio perdono
a una mente che delira!
Ma... gl'iniqui dove sono
mentre Bianca qui sospira?
Ah! trafitto... ei cade... ei langue.
L'infelice forse muor!

TEDALDO
Voglia il ciel, che tanto sangue
evitar si possa ancor!
Calmati; io corro a togliere
l'incauto dal periglio
innanzi all'ara supplice
a' piedi suoi cadr?.
Se alle mie preci, al piangere
non canger? consiglio
tu dell'ingrato scordati,
che forse mai t'am?.

BIANCA
Vattene: tu puoi quel misero
togliere al suo periglio.
Vola: tu sol sei l'angelo,
che consolar mi pu?.
E se di morte annunzio
ti legger? sul ciglio,
io cesser? di piangere,
ch? di dolor morr?.

Partono.

Scena ultima
I familiari, e congiunti degli Amidei: indi Giovanna.

CORO I
Qual giorno!

CORO II
Funesto!

CORO I
Di morte, e spavento!

CORO II
A Bianca di lutto, d'estremo tormento!

TUTTI
Tu, Bianca, bel raggio del sol d'Amidei,
la vittima sei d'un fiero livor.
Cagione funesta d'orribile affanno
per te fu l'amore.

CORO I
Amore tiranno!

TUTTI
Ah! pi? non t'avanza di pace speranza.
All'ora sei giunta di sangue, d'orror!
Giovanna!

LAMBERTO
Pensa all'offesa.
(gitta il brando ai piedi di Bianca)

LAMBERTO, UBERTI, ODERIGO e MOSCA
E mira il sangue dell'offensor.

BIANCA
Ah!
(volge altrove il guardo, e cade nelle braccia di
Giovanna)

TEDALDO, GIOVANNA e CORO
Forsennati! Piet? di Bianca:
ella gi? manca nel suo terror!

BIANCA
(sollevandosi e languente)
Voce ancora m'avanza che basti
a chiamarti l'orror de' viventi:
la vendetta che tanto invocasti,
in un punto due vite tronc?.
Bramo solo a quel sangue vicina
dare in pace gli estremi lamenti!
Su voi tutti dall'ira divina
rovesciato quel sangue vedr?!
(cade morente in braccio di Giovanna)

TEDALDO, GIOVANNA e CORO
Ella muore! Lamberto, che festi?

LAMBERTO, ODERIGO, MOSCA e UBERTI
Morte sola vendetta sazi?.

TEDALDO, GIOVANNA e CORO
Sciagurati!... Dell'ira divina
il flagello tardare non pu?.

Atto I
Atto II

F I N E