IL
DUCA D'ALBA (1839-42)
Opera in tre atti
di
Eug?ne Scribe
nella versione ritmica di Angelo Zanardini
AMELIA D'EGMONT, soprano
MARCELLO DI BRUGES, giovane fiammingo, tenore
IL DUCA D'ALBA, governatore dei Paesi Bassi, in nome di Filippo II, baritono
CARLOS, altro uffiziale spagnuolo, tenore
DANIELE, birraio, basso
SANDOVAL, capitano spagnuolo, baritono
Cori di soldati, spagnuoli, fiamminghi.
L'azione si svolge a Brusselle e nel porto di Anversa, sulla riva della Schelda.
Epoca: 1573.
Atto I
Atto II
Atto III
ATTO PRIMO
QUADRO PRIMO
Piazza del palazzo comunale a Brusselle. Nel fondo,
il palazzo; nel mezzo della piazza, una colonna.
A dritta, verso il proscenio, la fabbrica di birra di
Daniele. A sinistra l'ingresso della caserma
degli archibugieri. Alcuni borghesi seduti davanti
ad ampie tavole con grandi coppe di birra.
Nel fondo, popolani e popolane.
Scena prima
Escono dalla caserma Sandoval, Carlos e parecchi
Soldati spagnuoli.
CARLOS, SANDOVAL ed I SOLDATI SPAGNUOLI
O Spagna, o suol natal, io brindo a te!
A te che la gloria accompagna
e che guida la santa f?!
Viva la Spagna, evviva il suo re!
I FIAMMINGHI
Sia Spagna maledetta e il suo re.
Ovunque il terror l'accompagna
rischiaran i roghi sua f?!
Morte alla Spagna, morte al suo re!
Scena seconda
Daniele, uscendo dalla birreria, e detti.
DANIELE
(accostandosi a Sandoval)
Sei scudi d'or!
SANDOVAL
(ridendo)
Davver?
DANIELE
(con bonariet?)
Lo scotto ? assai modesto.
SANDOVAL
? una celia assai scipita!
DANIELE
? il suo prezzo...
SANDOVAL
(con alterigia)
E da qual d?, taluno ard? far pagare lo spagnuol
il ben di cui dispone?
Ch? tutto gli partien terre, beni e persone!
Non tenete ad onor o vil gente fiamminga
la sete di calmar dei vincitor?
DANIELE
(con impeto d'ira)
Dei predon!
GLI SPAGNUOLI
Lo freddiam!
SANDOVAL
(trattenendoli)
No davver!
Scena tema
Comparisce sulla porta della birreria Amelia, in abito nero.
Ella si avanza lentamente, meditabonda e senza curarsi
di quanti la circondano.
SANDOVAL
(accennando ad Amelia)
Or chi ? mai questa bella
che vedesi apparir; se ? figlia sua,
allor sia perdonato, ma sol per essa!
(a Daniele)
Il suo nome? E perch? quella veste feral?
DANIELE
(con accento cupo)
Veste il bruno del duol.
SANDOVAL
E perch??
DANIELE
Per suo padre che assassinato fu!
SANDOVAL
(con accento di commiserazione)
Sventurata! E da quando qui sta?
DANIELE
Sol dalla scorsa notte.
AMELIA
(a bassa voce a Daniele)
E dunque qui, Daniel?
DANIELE
(sottovoce, additando la colonna)
S?, l?, su quella piazza, tra il folle
tumultuar d'indifferenti plebi
ne vidi rotolar la nobil testa.
AMELIA
(cadendo in ginocchio presso la colonna)
Ah, padre mio!
Io ti vendicher?, sacro giuro ne fo!
Si ode nelle strade vicine uno strepito di tamburi
e di grida.
CORO INTERNO
Allarmi! Il Duca d'Alba!
CARLOS
(guardando la strada)
S?, ne veggo la scorta.
Scena quarta
Entra il Duca d'Alba, che in lettiga chiusa si reca
Al palazzo di citt?, preceduto eseguito da Albanesi,
archibugieri e guardie vallone. I magistrati della citt?
vengono appresso a piedi.
Carlos ed i suoi soldati, usciti dalla caserma, si mettono
in ordine di battaglia e presentano le armi. I tamburi
rullano, le bandiere si abbassano al passaggio della
lettiga che sale lentamente verso la porta del palazzo.
Sandoval va sulle traccie del Duca.
GLI SPAGNUOLI
Onor a lui, ch'ogni eroica parola
col suo valor ? avvezzo a superar!
Nobil campion della gloria spagnuola
laste anzi a lui si debbono curvar!
I FIAMMINGHI
(fra loro)
Mira l? colui che desola e le terre
e i casolar, il duca reo dei predator,
il barbaro uccisor; sol per lui la gente spagnuola
col sangue suo li de' saziar ? l? l'uccisor!
Egli ? l?!
GLI SPAGNUOLI
(guardando biecamente i popolani)
Onor al nostro condottier, onor al vincitor!
Sandoval e gli uffiziali hanno raggiunto il corteggio.
Non rimangono in scena che Don Carlos ed alcuni
soldati. Costui si accosta ad Amelia che ? rimasta sola in
un angolo della scena.
Scena quinta
Carlos e detti.
CARLOS
(accostandosi ad Amelia)
Perch? tra questa turba che manda il gran saluto
son chini gli occhi tuoi e il tuo labbro sta muto?
Grida con noi: Viva il governator!
Amelia lo guarda con disprezzo e non gli risponde.
DANIELE
(avanzandosi)
Dritto n'hai tu?
CARLOS
Tu d?i, mastro gentil, tacer!
Vo' che meco ella gridi: Viva il governator!
E mi piace di pi? ch'ella canti con noi
qualche canto spagnuolo!
DANIELE
(mettendo la mano al pugnal)
Ten va, o di mia man sull'istante io t'immolo!
AMELIA
(piano a Daniele, trattenendolo)
Folle sei! Vedi ben che costui non ? in s?.
In questo frattempo alcuni soldati hanno portato una
gran tavola in mezzo della scena. Essi siedono per bere.
CARLOS
Ors?, la canzone spagnuola
che inneggia al Duca d'Alba!
AMELIA
(mal frenando un impeto di sdegno)
Ah! non la so cantar.
CARLOS
(sedendo e versandosi da bere)
Canta allor quello che ti par
ma canta, lo si vuol!
DANIELE
Vitupero! Abbominio! Per lor nulla di sacro v'ha!
AMELIA
(guardandoli e fissando Daniele con forza)
Or ben s?, io canter?!
Gli Spagnuoli stanno seduti intorno alla tavola, il
popolo dietro a loro, in giro.
AMELIA
(avanzandosi)
In sen ai mar, preda all'alta tempesta
al nobile vascel speme ormai pi? non resta!
Dei venti al sibilar e tra furor del mar
il grido a te non vien del marinar?
Vien a noi, Dio tutelare! Deh, calma alfin il tuo furor!
Pietoso ascolto al mio pregare porgi, i tuoi figli
o Signore deh! salvi fa. Dio tutelare!
E Dio dicea ne' suoi responsi allora:
"Dee l'uom ripor sua f? sol nella mia piet??
Salvezza ognun dal ciel implora
ed in sua man, s? in mano ei l'ha!"
(guardando il popolo che a poco a poco
le si ? avvicinato)
Coll'audacia l'uom risponda
e i nembi a dominar.
Tutti all'opra, tutti all'opra
poich? il periglio ? l?!
A qual fin or smarrir la speme?
Manca il sangue a' nostre vene?
Colpiti d'insano stupor
v'imbianca dei vili il pallor.
La morte vien e voi coglie in sopor!
Sorgiam, sorgiam tra le fiere tempeste
che minaccian dal ciel le vostre teste.
Si desti ognun, sorgete insieme!
AMELIA e I FIAMMINGHI
Coll'audacia si risponda
e i nembi a dominar.
Tutti all'opra, tutti all'opra
poich? il periglio ? l?!
Andiam, coraggio! Feriam!
Il patrio suol noi saprem liberar!
GLI SPAGNUOLI
Sta ben, sta ben, ma per disgrazia
ai fior di sua ghirlanda
siccome a sue canzon, di gi?
m'inebria la bevanda.
I Fiamminghi esaltati stanno per scagliarsi contro gli
Spagnuoli. Ad un tratto sul peristilio del palazzo di citt?
comparisce un uomo vestito di nero, solo e senza guardie.
TUTTI
(sbigottiti)
Il duca d'Alba! Oh terror!
A poco a poco, i Fiamminghi si diradano e si accostano
alle loro case, lasciando spopolato il centro della
piana. Il Duca scende lentamente e tranquillamente.
I soldati si alzano. Daniele e Amelia
AMELIA
(a parte)
Ah, che vedo io mai!
Sol ch'egli appaia, incolti gli ha il terror.
Scena quinta
Il Duca, Amelia e Daniele.
IL DUCA
Popol fiacco, vil, abbietto
che or trasali al mio cospetto,
il voler d'un sol mio detto
? decreto del ciel!
Ne' lor folli ardimenti
il gran giogo le genti
invan tentan spezzar!
Io li afferro, li stringo in mia man!
AMELIA
Cupo orrore m'ange il petto
nel sentirmi al suo cospetto...
? il tiranno, il vil reietto
dalla terra e dal ciel!
O mio padre!
Chi nel sen raffrena
dell'ambascia la piena
del tiran al cospetto
che l'acciar maledetto
sul suo capo piomb?!
DANIELE
Del tiran vil, abbietto
come truce ? l'aspetto...
Tutto m'agita il petto
ansia fiera, crudel!
O mio nobil signore,
fu dell'empio il furore
che squarciava il tuo cuore,
che la lama fatal
sul tuo capo piombar pot?!
Marcello, giungendo dal fondo, non s'avvede della
presenza del Duca e accorre verso Daniele ed Amelia.
Scena sesta
Marcello e detti.
MARCELLO
Amelia!
AMELIA
Oh ciel, tu qui!
DANIELE
Sogno forse non ??
MARCELLO
No! Da Bruge io giungo
quivi accorso son io... Libero sono!
AMELIA
Che dici mai?
MARCELLO
Che i giurati, cui fa tremar la tirannia
infidi ai riti lor, rei non ci proclamar!
AMELIA
Vero saria?
MARCELLO
D'assolverci han osato!
AMELIA
(con terrore)
Silenzio!
MARCELLO
E perch? tacerei, o miei fidi, con voi
se noto v'? qual odio in cor mi desti?
IL DUCA
Odio hai detto! O giovin, perch? se nol conosci?
MARCELLO
E d'uopo qual ne avrei? Del suolo mio flagel
tutto ei vuol rovesciar; tra stragi e tra tempeste
dei patiboli sol seppe tra noi rizzar.
AMELIA
Imprudente!
MARCELLO
In che mai? Se in questa terra
resta un felice, a me lo dee segnar!
IL DUCA
Tu lo vedrai! Raffrena il cieco ardore!
MARCELLO
E dove?
IL DUCA
Innanzi a te!
MARCELLO
Ciel!
AMELIA
Mi par di morir!
IL DUCA
(a Sandoval, che esce dalla caserma con alcuni soldati)
Sgombri ognun!
(a Marcello)
Tu sol d?i restar.
Daniele ed Amelia entrano in casa. Marcello ed il Duca
restano. Ne! fondo Sandoval e i soldati, coll'archibugio
in ispalla, attendono gli ordini del loro capo.
Scena settima
Il Duca e .'Marcello.
IL DUCA
Nome qual hai?
MARCELLO
Marcello.
IL DUCA
E poi?
MARCELLO
Marcello di Bruge,
Bruge di cui gli spalti m'offriron rifugio.
IL DUCA
E tuo padre?
MARCELLO
Di lui alcun non mi parl?.
Pur giunse nuova a me che dal nostro bel suol
dal crudel invasor fin? bandito i miseri suoi giorni!
IL DUCA
E tua madre? Rispondi!
MARCELLO
Ah! me la tolse il cielo e gi? un anno pass?
ch'io la perdea, ahim?!
IL DUCA
Pure pria di morir
alle mani d'Egmont non t'ebbe un d? fidato?
MARCELLO
S?, quel nobile Egmont, quell'eroe...
IL DUCA
Quel ribelle!
MARCELLO
Sul sentier dell'onor i passi miei guid?
ai fini suoi fedel mi sia sacro modello
se non la vita, la sua morte almen!
Tutto or sai! L'ira tua or pu? squarciarmi il sen!
Un vil io non sono
ben so che il tuo cor
ignora il perdono,
n? provo terror.
Salir vo' da forte
il palco fatal...
? bella la morte
pel suol natal!
IL DUCA
Dei baldi ardimenti
mi abbaglia l'ardor!
Dispregia i tormenti
il fiero suo cor!
La patria sol vede,
sicuro di s?,
la sua nobil fede
non cerca merc?!
Disfidato tu m'hai ma
punirti non so... Piet? m'ispiri!
MARCELLO
Tu? Compiangermi?
IL DUCA
S?! ho piet? di tanto errore, e grato
m'? segnar all'aquila impaziente
per nuovo voi un ignorato ciel!
Di lauri cingerai
fida in me, le tue robuste anella
? la gloria, o garzon!
MARCELLO
La gloria? Ov'? mai ella?
IL DUCA
L? dove duce io sto!
Al fianco mio tra i pi? prodi ti voglio.
MARCELLO
Me? Me?
IL DUCA
E avrai da me perdon!
MARCELLO
Io servir l'oppressor?
S? vil io non sono
non voglio merc?
abborro il perdono
che viene da te!
Salir vo' da forte
il palco fatal
? bella la morte
pel suolo natal!
Ah! no, terror che sia non so
un'altra legge a me non do.
IL Duca
Ah! dei folli ardimenti
m'abbaglia I'ardor
dispregia i tormenti
il fiero suo cor!
Disdegna il perdono
non vuole merc?.
Il reo quasi io sono,
mio giudice egli ?:
non vuol perdono.
O guai a te, Marcel,
guai a te!
QUADRO SECONDO
La scena rappresenta la birreria di Daniele. A dritta,
tini, lambicchi e fornelli. A sinistra, tavole, sedie e
l'uscio della stanza di Amelia. Nel fondo la porta di strada.
Scena prima
Entra Amelia, sola.
AMELIA
Marcel, t'ho letto in cor il dolce arcano...
n? un accento, un sospir giammai tradiva
il tuo volto gentil. Eppur tu m'ami!
Che dissi io mai? Perch?
nel pronunziar quel nome
ogni mia fibra trasalisce in cor?
Ombra paterna, a me perdona
se nuovo affanno ange il mio cor...
S'ha un'altra spina la mia corona,
s'invoca il ciel novel dolor!
Deh, grazia, o padre! ? puro, ? santo
l'ardor che affanna il mio sospir...
Ei fa sgorgar s? amaro pianto
grazia per esso, ei dee morir!
Ma no!... Troppo ? grande l'affanno
n? tu puoi tal mercede a me negar!
O padre, egli abborre il tiranno
e la tua fin giur? di vendicar!
Quando per noi, del culto tuo devoto
affronta, ahi lasso, il gran martir,
ah! non ? fallir alzar al cielo un voto...
O padre, preghiam... Ei dee morir...
Scena seconda
Entra vivamente Daniele, seguito da Marcello avviluppato
in un mantello; e detta.
AMELIA
Ciel!
MARCELLO
Amelia!
AMELIA
Esaudita m'hai tu, ombra santa paterna!
DANIELE
Pi? pian! Non far rumor! Nell'ombra
non li odi tu venir?
DANIELE, MARCELLO e AMELIA
Archibugier van sulla traccia
quell'orda rea ti d? la caccia.
Silenzio! Ei passan, son qui!
Si vede la ronda albanese che passa.
No! nell'ombra ei son scomparsi,
stan gi? lontan.
Dio di bont?,
di noi piet?!
AMELIA
(a Marcello)
Per noi, incauto, esporti?
MARCELLO
Sai qual mi die' prigion?
Parmi ancor di sognar! La stessa sua magion.
Tra l'ombra della notte di l? potei fuggir!
AMELIA
Oh, ciel!
MARCELLO
Vigile scolta vegliando al di fuor
de' miei passi al rumor a caso l'arma esplose
ma il ciel mi proteggea. Ei fe' di pi?... tra le mura
dell'esecrato ostel, un arcano scovrii
che al gran fin pu? giovar!
(a Daniele)
Indugiar pi? non d?i; ai fidi nostri va'
e li raccogli qua! Va'! va'!
Esce Daniele.
Scena terza
Amelia e Marcello.
AMELIA
Qual dar potrei compenso
Che ? dogni ben maggior!
MARCELLO
Un sol, sublime, immenso
che ? d'ogni ben maggior!
AMELIA
Perch? mi guardi e tremi?
Qual chiedi a me merc??
MARCELLO
Dei palpiti supremi
offrir l'omaggio a te!
AMELIA
Che ascolto?
MARCELLO
? un arcan fatale!
Un blasfema che in sen giurai di seppellir;
ma pria che spunti il d?, col mio pugnale
nel colpir il tiran la man mi pu? fallir!
Ed il misero sa che avr? un sospir
di perdono, se sta per morir!
Ah! s?, l'ardente affanno
celar potea sin or,
che a te fa s? gran danno
e che strazia il mio cor!
Amor, amor sublime,
paradisial sospir,
ch'ogni fallir redime
e il ciel pu? sol punir!
AMELIA
Ah! pietade uguale
ebbi sepolta in cor,
ambascia celestiale
che mi mettea terror!
Ma scompare ogni tema
ove appressa il martir...
In sua piet? suprema
Dio non ci pu? punir!
MARCELLO
Tu torci gli occhi tuoi, udendo i miei deliri ...
Deh! un raggio di piet? dal guardo tuo traspiri!
Amelia, io t'adoro e non chiedo a' tuoi pi?
che il diritto di pugnar o di morir per te!
AMELIA
O padre, o ciel, o padre mio!
Nel rigor suo supremo
Dio non ci pu? punir
pietade uguale
ho sepolta nel cuor
che mi mettea terror!
Sventurata, proscritta, mi sfuggiva la gente
e paurosa ritorceva il pie.
Tu sol, Marcel, fosti meco clemente,
tu sol osasti dir: t'affida, o donna, in me!
Ed or, che fra brev'ora ci avr? l'avel sepolti,
a tanta tua piet? ingrata rester??
No! e dall'alto del ciel, donde vedi e ascolti
padre mio! O d'Egmont, da te perdono avr?.
MARCELLO
Un delirio non ?? Oh, mia nobil signora,
io, che grado non ho, n? fortuna...
io, che sol venturier a te sacrai mia f?
e la miseria mia.
AMELIA
Marcel, vendica il padre:
se il fai, tu diverrai per me
pi? nobile del re!
MARCELLO
Ma solo io sono in terra
e chi aita a me d??
AMELIA
Marcel vendica il padre
e padre a te, allor sar?'.
Scena quarta
Daniele ed il Coro di operai borghesi compariscono
nel fondo.
MARCELLO
(ad Amelia)
Ma giunti son...
(a Daniele)
Non uno
mancava al santo appello?
DANIELE
Non uno!
I Congiurati si avanzano lentamente.
I CONGIURATI
? spenta omai l'estrema face,
n? giunge a te, se tutto tace,
che il sospir del dolor, del sol dolor!
Sacro un giuro insiem ci serra,
giuriam a salvar questa terra!
DANIELE e MARCELLO
Pi? pian, pi? piano.
MARCELLO
Pi? pian, amici miei; non ci oda alcun.
AMELIA, MARCELLO, DANIELE e I CONGIURATI
? spenta omai l'estrema face,
n? giunge a te, se tutto tace,
che il sospir del dolor, del sol dolor!
Sventura, infamia al vil che trema
davanti all'oppressor.
Giuriam di vincere o morir!
MARCELLO
(cadendo, con tutti, in ginocchio)
Libert?, gran diva
la fede in te nel tuo popolo avviva,
fa trionfar
il nostro acciar.
AMELIA, MARCELLO, DANIELE e I CONGIURATI
Libert?, gran diva
la fede in te nel tuo popolo avviva,
fa trionfar
il nostro acciar!
A pugnar noi moviam securi, n? ci dorrem.
Se d'uopo fio tutti perir!
Libert?, gran diva, ecc.
Battono alla porta.
MARCELLO e I CONGIURATI
Ciel!
DANIELE
(a bassa voce)
Silenzio!
(a voce alta)
Chi pu? la notte a me venir?
GLI SPAGNUOLI
(di dentro)
Da parte del Duca e del re!
GLI OPERAI
(sottovoce)
Gran Dio!
DANIELE
Ma solo io son!
SANDOVAL
(di dentro)
Che importa?
Apri, o farem la porta
in ischegge volar!
In nome del re!
GLI SPAGNUOLI
(di dentro)
Aprite ors? in nome del re!
DANIELE
(sottovoce ai congiurati)
Nulla ? perduto ancor, niun il terror discopra
sien le armi nascoste. All'opra! All'opra!
E del birraio insiem intoniam la canzon!
Le armi vengono nascoste nei tini. Si riaccendono le
lampade. I congiurati d?nno di piglio agli utensili del
mestiere. Daniele va ad aprire.
Scena quinta
Sandoval, i soldati e detti.
GLI OPERAI
Liquor che inganna
del vin l'ebbrezza
pien di tristezza
ci lascia il cor.
I sensi affanna
e d'ogni lite
? della vite
causa l'umor!
Viva la birra!
Durante il coro, Sandoval ed i suoi soldati sono entrati;
altri soldati custodiscono la parte estrema della
birreria, Sandoval esamina ogni cosa.
SANDOVAL
(con ironia)
Mastro Daniel ? solo in sua dimora?
DANIELE
Ho meco gli operai...
SANDOVAL
Qui che fanno in tal ora?
DANIELE
D'uopo ? pur lavorar, i balzelli a saldar!
SANDOVAL
Lavorar? O tramar qualche novella impresa!
(scorgendo Amelia)
Ah! la pupilla ? qui... sta mal! L'affar s'abbuia.
(scorgendo alcuni operai che tirano una carretta)
Ma che vegg'io? Si diria, ve ne scampi il Signor,
che sien cospiratori al posto d'operai!
(prendendo la mano ad un borghese)
Doghe codeste man non han toccate mai!
Magra n'avria merc?, ma a qual ambrosia intorno
(additando Marcello)
s'affaccenda col? quel bruno giovincel?
(prendendo un bicchiere che sta sulla tavola)
Si mesca!
(Daniele prende un vaso e si avvia per ispillare a sinistra)
No!
(indicando la botte dove stanno nascoste le armi,
segnata con una croce rossa)
Di quell'orciuol!
(movimento di terror fra i congiurati)
DANIELE
(esitando)
A che?
SANDOVAL
(con ironia)
Non ? il miglior del giorno?
(additando la croce rossa ai soldati)
Il segno c'?... lo si sfondi!
I soldati sfondano la botte; le armi si rovesciano a terra.
SANDOVAL ed I SOLDATI
Avvinta sia quest'orda rea,
che impresa Vil tramare potea!
QUADRO TERZO
AMELIA, MARCELLO, DANIELE e i CONGIURATI
Non abbiam che un sol signore
Dio che legge a noi nel core
Dio perdona in sua piet?
a chi muor per la libert?!
SANDOVAL ed I SOLDATI
Avvinta sia quest'orda rea,
che imprese vil tramar potea!
Ors?! e la scure abbatter? chi
invoca la libert?!
MARCELLO
(ad Amelia)
S?, sfidiamo chi non d? giammai perdono!
SANDOVAL
(ai suoi soldati)
Sien tratti fuor!
MARCELLO
Moviam insiem verso il palco feral!
SANDOVAL
(a Marcello)
Tu rimani.
MARCELLO
E perch?! Complice lor io sono e vo' seguirne il
destino fatal.
SANDOVAL
Il Duca non lo vuol.
MARCELLO
Ah! in sue tiranne voglie a qual novel martir or m'intende
serbar?
SANDOVAL
Sii libero!
(con ironia)
Il tiran i tuoi d? vuol salvar.
TUTTI
(sorpresa generale)
Salvar!
AMELIA, DANIELE ed I CONGIURATI
Oh, ciel, oh, stupore!
Per qual nuovo errore
il fier oppressore
or salvo lo fe'?
Ah, qual fato propizio
lo strappa al supplizio
nuova, inattesa, ? tanta merc?!
MARCELLO
Che ascolto? Oh, stupore!
Si spezza il mio core
a me mette orrore
l'infame merc?!
Lor complice io sono
sprezzo il perdono
che mi vien dal trono
che un vil fa di me!
SANDOVAL ed I SOLDATI
L'ardita sorpresa
la nobil impresa
men bella vien resa
da questa merc?!
MARCELLO
(a Sandoval, con impeto)
Grazia non vo' da chi salvo mi rende!
SANDOVAL
(freddamente)
Il Duca lo impone, lo vuol!
MARCELLO
Poich? libero sono,
discendo insino a te
e ti chiedo ragion
d'un perdono che m'offende.
Sandoval fa segno con la mano che non lo pu?.
O nobile spagnuol,
imposto a te ha pur d'esser un vile?
SANDOVAL
(Daniele si frammette fra Marcello e Sandoval)
A tanto oltraggio avria
di gi? risposto il ferro mio!
Ma tu puoi, nobil belga, insultar senza tema.
MARCELLO
Io?
SANDOVAL
Tu! Che di ferir mi si viet?!
AMELIA e DANIELE
Incerto il mio core
ah! invade il terrore
per quale errore
or salvo egli ?!
Quai fato propizio
or salvo lo fe'!
O morte o libert?!
MARCELLO
Si spezza il mio core
a me mette orrore
l'infame merc?!
o morte o libert?!
SANDOVAL ed I SOLDATI
A noi! Moviam! Li aduni insieme un'espiazion!
Le scellerate scale dee salir il malfattor.
A noi, ors?, innanzi va, o schiavo malfattor.
I CONGIURATI
Moviam! Un fato sol or ci aduni.
Faccia trovar insieme:
o morte o libert?!
ATTO SECONDO
Atto I
Atto II
Atto III
Una sala del palazzo di citt? a Brusselle, chiusa da larghe
porte e da invetriate.
Scena prima
Il Duca d'Alba entra meditabondo.
IL DUCA
Nei miei superbi gaudi
tra i conquistati all?r,
trovavan plausi e laudi
d'amor deserto il cor.
Ma nel mio sen rinato
no, non regna il vuoto pi?,
ch? dire ad uom m'? dato:
il figlio mio sei tu!
Entra Carlos, seguito da uffiziali. Gli presenta un piego,
che il Duca legge.
Ah! de' miei voti alfin ebber piet?.
(volgendosi verso gli uffiziali)
Medina mi succede e re Filippo
me sulle rive lusitane invia
un nuovo regno a conquistar.
(fa un cenno di commiato agli uffiziali e questi escono)
Rifulge in ciel la stella mia!
Mi arridono vittorie
pi? nobili e pure,
dell'orrida scure
ad altri l'onor.
Di fiere battaglie
tra i fumi, tra i lampi
signori dei campi
c'insedia il valor;
pi? nobile spada impugna il valor.
Scena seconda
Entra Marcello, accompagnato da Sandoval e da
alcune guardie.
IL DUCA
Sei dunque tu, di cui la mano rea
nell'ombra, a quanto so squarciarmi volle il sen?
MARCELLO
A liberar le Fiandre solo il mio braccio aspira
e l'oppressor ne sei.
Ne volea sfidar lo sdegno
e irriderne il dolor...
E il mio cor, al suo contegno
tutto invade ignoto orror!
IL DUCA
Se a' detti miei tu porgi ascolto
arcano un suon non giunge a te!
MARCELLO
(a parte)
Trasalir io mi sento, vacilla ogni mia f?!
IL DUCA
La lagrima riga il mio volto
ed osi negarmi merc?, ahim?!
Non ? un suddito rubello
che al tirranno innanzi sta,
gli ? un amico, gli ? un fratello
che vuol da te solo piet?!
MARCELLO
(a parte)
Ahi, pi? del tuo rigore,
temo omai tua piet?.
IL DUCA
Or, poich? divinar non ti giova,
questa imagine sacra per te
il dubbio omai rimova.
(gli d? in mano un ritratto di donna)
MARCELLO
Mia madre!
IL DUCA
(dandogli uno scritto)
Ed or... leggi...
MARCELLO
Oh, ciel! Illusion non ? questa!
IL DUCA
(fissando Marcello con tenerezza)
Oh, quale ebbrezza il nuovo affetto,
che il sen m'innonda, prepara a me.
MARCELLO
Madre mia, sei tu, sei tu!
IL DUCA
Quello che scorre dentro al suo petto
? il sangue mio, ah si, mio figlio,
mio figlio egli ?!
MARCELLO
(mettendo un grido)
Ah! del ciel m'ha la folgore percosso
io fremo d'affanno, d'orror...
IL DUCA
(appressandosi a Marcello)
Quel nome a te dare non posso
che sogna beato il mio cor!
MARCELLO
(a parte)
Deh! per piet?, t'ha il ciel a me rapita
mio solo amor, mio ben, mia vita!
IL DUCA
Il mio nome portar ti mette dunque orror?
Pur sai chi sia!
Grande, sublime, tu trovi un nome,
cinger di lauri potrai le chiome!
MARCELLO
(a parte)
Amelia! Oh ciel! Io trasalgo di terror!
IL DUCA
O figlio, oh figlio!
Tutto vo' darti quanto tu brami
sol che una volta padre mi chiami!
Ah! sol che le braccia mi cinga il sen!
MARCELLO
Ah! quel nome ignorato che porto
m'? del vostro men duro a portar!
IL DUCA
Pur ne' due mondi, il sai,
di tuo padre la gloria il nome irradi?!
MARCELLO
Ch'egli ? un tiranno, io so!
IL DUCA
Ah! qual v'ha maggior dolore,
qual pi? delusa speme?
Io trovo e perdo insieme
il mio pi? dolce amor!
MARCELLO
Oh, barbara mia sorte!
Di questa orribil vita
non ? la stessa morte
che un male assai minor.
IL DUCA
Oh, fato spietato,
terribil condanna
impreca il mio nato
al suo genitor.
MARCELLO
Qual lotta fatale
combatte il mio core,
il dubbio m'assale
mi affanna il terror.
Abborra, oppur perdoni
infame sempre io son.
Il nome ch'offri a me
eredit? di pianto
render mi pu? colei che adoro?
Pi? patria a me non resta, pi? fratelli non ho...
Mi scaccieran sclamando: colui suo figlio egli ?!
IL DUCA
(trattenendo Marcello che vorrebbe uscire)
No! al mio fianco d?i restar!
MARCELLO
Di qua degg'io, signor, sgombrar!
IL DUCA
Ah! la mia prece, il pianto mio
l'orgoglio tuo non san piegar?
MARCELLO
La tua vittima ? dessa...
IL DUCA
Ed a me l'oso dir?
MARCELLO
Tu n'hai trafitto il seno
e dove io sol la man ti stenda
un parricida io son!
? la mia patria che a s? mi chiama
? d'una madre l'offeso amore!
O madre, a me vi chiama i sensi dell'onor!
Di lottar tu m'infondi la virt? far tacer
s? gran merc? dato ? sol amar!
IL DUCA
Fato spietato
fiera condanna
questo mio nato
impreca al genitor.
? la legge dell'amor
che ti chiedo d'osservar.
Non ? umano tal rigor
tu mi puoi, mi dei amar.
Marcello va per fuggire, si arresta, udendo dal di fuori i
canti lugubri.
CORO INTERNO
De profundis clamavi
ad te, Domine!
MARCELLO
Che ascolto? E quai funeree voci
son giunte insino a me?
Si diria dal sen delle tenebre
un grido udir di dolor!
Scena terza
Entra Sandoval, con parecchi uffiziali, e si
avanza rispettosamente verso il Duca.
SANDOVAL
Qual ordin?
IL DUCA
Stien gli Albanesi, le micce accese,
col?, sulla gran piazza e, se un murmure scoppi,
una sola minaccia... Mi comprendi?
SANDOVAL
Il faran!
Va a trasmettere i suoi ordini agli uffiziali, i qual escono,
poi torna al fianco del Duca.
MARCELLO
(al Duca)
Or che accade laggi??
IL DUCA
(freddamente)
Riguarda! Puoi vedere da quel verone
la piazza di Brusselle!
MARCELLO
(va ad aprire la finestra)
Oh, vision fatal! Chi quel palco rizz??
Quei miseri chi son che io veggio apparir?
IL DUCA
(freddamente)
Cospirator!
MARCELLO
(con un grido)
I miei fidi essi son! Amelia! Oh, ciel!
(al Duca)
Che far tu attenti?
IL DUCA
Il mio dover.
Un dover inflessibile e severo!
Il mio quel di servir il re,
il tuo, il genitor d'odiare!
MARCELLO
Di lor piet?, deh! sia sospeso
il cruento supplizio!
IL DUCA
E dritto hai tu
per costor di pregar, tu, colpevole com'essi?
Di grazia puoi parlar? Io nulla devo
al loro complice, tutto potrei ad un figlio accordar.
Ov'ei lo chieda, ov'ei mi chiami padre!
MARCELLO
O ciel!
IL DUCA
Quella gente che implora chiede invan la mia merc?,
sol che tu mi chiami padre e l'avranno allor per te.
SANDOVAL
(traguardando dal verone)
Ecco, appressan gi?!
CORO INTERNO
(pi? vicino)
De profundis clamavi
ad te, Domine...
MARCELLO
(con disperazione)
Amelia! I fidi miei!
IL DUCA
Tu non hai che un accento a proferir
e avran la mia merc?, l'avran per te!
MARCELLO
Gran Dio, piet? di me
o sorte ria! Fatal martoro!
Strazio uman qual v'ha mai del mio maggior?
Veder spirar l'angiol che adoro
o rinunciar a tanto amor.
IL DUCA
Dio, che acceso hai tanto affetto,
piet? concedi al mio dolor!
Tocca il cor al mio diletto,
un figlio rendi al genitor!
SANDOVAL
E chi d'Alba il nome porta
pu? placar il suo rigor?
Sul palco vil sia tutta morta
la turba rea dei traditor.
(traguardando di nuovo dal verone)
Essi avanzan... di qui vegg'io la giovinetta...
Con pi? fermo al palco vil essa sale...
Fiammeggia il ferro!
MARCELLO
Oh terror, oh ciel!
Quale orror, oh Signor!
IL DUCA
(a Marcello)
Or ben? Or ben?
MARCELLO
(gettandosi in ginocchio e stringendogli la mano)
O padre, padre mio!
IL DUCA
O crudel, tanto l'amavi allor?
(fa un cenno a Sandoval che lo trasmette dal verone ai
soldati che sono sulla piazza)
Il supplizio sospendasi e qui sian tratti assiem!
MARCELLO
Oh sorte ria, fatal martoro!
Qual strazio umano v'ha di questo maggior:
se per salvar colei che adoro
perduto avr? s? grande amor!
IL DUCA
Dio che acceso hai tanto affetto
merc? hai concesso al mio dolor!
Il cor toccasti al mio diletto
l'hai reso alfin a tanto amor!
SANDOVAL
E chi d'Alba il nome porta
pu? placar il suo rigor?
Tutta cader doveva morta
la turba vile dei traditor.
Scena quarta
Le porte del fondo si aprono e compariscono Amelia, Daniele,
tutti i Congiurati, popolo fiammingo e Soldati.
Il Duca e Marcello rimangono a sinistra; Amelia,
Daniele e Sandoval a destra.
MARCELLO
(vedendo comparire Amelia e tenendosi in disparte)
Di resister, ahim?, pi? forza omai non ho!
IL DUCA
(ad Amelia)
Tu, che senza tremar fissasti l'empia scure,
o fanciulla, perch? vuoi tu miei d? troncar?
AMELIA
Io figlia son d'Egmont, e vendicava il padre!
IL DUCA
(con emozione)
Che? Pel padre tuo? Esser dee l'ombra sua
sublimemente altera, se tanto seppe a te ispirar!
(piano a Marcello)
Morir costei sapea pel genitor...
E tu, viver pel tuo, crudel non sai ancor!
(appressandosi ad Amelia)
E se piet? di tanto errore, or mi traesse a perdonar?
AMELIA
No! Tu nol d?i per te. Ah! no, nol far!
IL DUCA
Perch??
AMELIA
Il braccio non puoi disarmar di mia vendetta!
Che l'odio mio mi resta e nulla vuol da te!
IL DUCA
Tu nulla devi a mia clemenza.
La grazia tua non vien da me;
ma da talun che mi uguaglia in potenza
e pari mio creava il re!
MARCELLO
(vivamente, a voce bassa)
Padre mio, quel nome non lo dir!
Deh, fa ch'essa lo ignori
per oggi almen, fa che lo ignori.
Un sol giorno ancora, o se grazia non d?i,
io m'immolo a tuoi pi?!
AMELIA
(parlando a Daniele al quale si tenne vicina)
Ah s?, comprendo, ei dee partir.
IL DUCA
Ah, crudel!
MARCELLO
Deh, o padre!
AMELIA
Egli ? a Medina-Celi che la vita or noi dobbiam.
SANDOVAL
(additando Marcello)
No, davver; egli ? colui!
AMELIA
(scorgendolo)
Marcel! Oh ciel!
SANDOVAL
Per quanto ci chieda, nulla ricusa il Duca
ed ebbe ognun per lui grazia a trovar!
AMELIA, DANIELE e CORO DI POPOLO
Squarciato ? il mistero!
La face del vero
il gran vitupero
al mondo chiar?!
Al nobile sguardo
d'ogni uom gagliardo
or si celi il codardo
che tutti trad?!
MARCELLO
Ah! uman pensiero
il fatal mistero
questo orribil vero
non de' mai scoprir!
Per me d'atri veli
son coperti i cieli
pria che alcuno mi sveli
mi sia dato morir!
IL DUCA
Tra stirpe gagliarda
e plebe codarda
tarda a optar?
Deh, tra un nobil padre
e plebe rea, codarda
or tu devi optar.
Un serto ? quel nome
ch'orna a te le chiome
grande sei, siccome
grande ? il solo re!
SANDOVAL
D'un uom la preghiera
qui, dove egli impera
ottiene merc?!
Invan cela il vero,
ma qual ? il mistero
che s? grande impero
sul duca gli de'?
IL POPOLO
Di speme ho il cor pieno
un giorno sereno
lo sento nel seno
per noi sorger?.
AMELIA
Che venduta al tiran hai la patria, la f?!
MARCELLO
Ah, Amelia!
AMELIA
Lunge or va!
MARCELLO
M'odi ancor?
AMELIA
Ahi, vendetti al tiran
e la patria e la f?!
MARCELLO
Convien che a te favelli...
M'odi ancor? Per piet?,
m'odi ancor, Amelia!
Amelia si allontana coi congiurati, senza volgere
uno sguardo a Marcello il quale, desolato, si getta
tra le braccia del padre. Amelia, in atto di uscire,
si volge, lo addita a Daniele, ed esce.
ATTO TERZO
QUADRO PRIMO
Atto I
Atto II
Atto III
L'oratorio di Amelia.
Scena prima
Marcello entra avvolto in un ampio mantello.
MARCELLO
(si guarda intorno con rispetto e s'inchina davanti
al quadro sovrapposto all'inginocchiatoio)
Spirto gentil ne' sogni miei
brillasti un d? ma ti perdei:
fuggi dal core vanita speme,
larve d'amor fuggite insieme.
Se in crudo esilio dovr? morire,
colpevol figlio lontan, ahim?
al nostro amor non maledire
e nel morire dir potr? ancor:
spirto gentil ecc.
Scena seconda
Amelia e Marcello.
AMELIA
(entra vivamente e scorge Marcello)
Oh ciel! Si gela il sangue di sgomento, d'orror!
Al mio cospetto appar quel vil, quel traditor!
MARCELLO
(cadendo in ginocchio)
Ascolta, ascolta!
AMELIA
Vile!
MARCELLO
(molto agitato)
Ah!
No! d'orror il tuo sen pi? non frema,
cedi, o donna, a cotanto sospir!
O una grazia m'accorda, l'estrema!
A tuoi pi? mi concedi morir!
AMELIA
Giammai!
MARCELLO
Per piet?!
AMELIA
Giammai! Disertate hai le file,
hai venduto il tuo braccio, il tuo cor!
Giammai! Perdonar si pu? il vile
ma non colui che tradiva l'onor!
MARCELLO
(rialzandosi in preda alla massima commozione)
No, non son io colpevole
ne attesto Iddio Signor,
ei che cre? quest'anima
ei che ci legge in cor!
AMELIA
Ah! del tuo rimorso il fremito
accusa il tuo fallir
tu tremi, o vile, innante
a un Dio vendicator.
MARCELLO
Deh! il credi; a te lo giuro per Egmont,
per tuo padre, che innocente io son.
AMELIA
Tu?
MARCELLO
Ma per noi
ma per te... deh! non m'interrogar
su questo reo mistero! Obliam quanto fu
fuggiam lungi di qua... del tuo tiran,
del mio, l'infame possa io sfido!
Rinuncio a un grado, a un nome, ad ogni f?.
Per vendicarti a te sar? sol fido!
AMELIA
(commossa e perplessa)
Marcel, che ascolto! E che di' tu?
Marcello fuggiam!
Se narrasti a me il ver, d'Amelia ancor nel core
quel che tu fosti ritornar puoi tu!
MARCELLO
(con ebbrezza)
In me ridesti il celestial ardore!
Parla! Non fia che a me pi? manchi una virt?!
AMELIA
(sottovoce)
Il tiran, che di duol copriva il suol materno,
pel suo lido natal le vele scioglier?.
La Spagna lo richiama e, dei popoli a scherno,
il regno suo per pena avr? l'impunit?!
No! No! Dio non lo vuol!
La forza sol difetto pu? far al loro coraggio!
Poich? braccio viril sol un seno pu? squarciar!
MARCELLO
(con raccapriccio)
Ciel! Ciel!
AMELIA
Tu tremi di gi??
MARCELLO
Chi? Io?
AMELIA
Giuri non vo'! Ch'ei mora...
E credo a te... Ch'ei mora e a te perdono!
MARCELLO
Che mai di' tu? Ahim?!
AMELIA
D'orror or tu trasali?
MARCELLO
(volgendosi altrove)
S?, s?, nol poss'io, non lo vo'!
AMELIA
Ten va, ten va!
MARCELLO
Dal labbro tuo
tremante io pendo
ch'ei m'apra attendo
l'inferno, o il ciel!
Fato funesto
io ti detesto;
sii maledetto,
giorno crudel!
AMELIA
Ten va, ten va! Da me ten va!
Pi? non rispondo
ten va lontan! Son sola al mondo
ten va lontan da me, lo vuole il ciel!
MARCELLO
(con desolazione)
Ah, tu non sai... ostacolo fatal...
AMELIA
Un uom non ? chi a spezzarlo non val!
MARCELLO
Fra noi l'inferno sta!
AMELIA
Il ciel ti assister?! S?, Dio mi guida.
Iddio m'ispira tuo malgrado
stanotte il mio pugnal il tiran colpir?!
MARCELLO
Mio padre!
AMELIA
(getta un grido)
Ah!
MARCELLO
Or ben! Or noto ? a te l'orrendo arcan.
AMELIA
Che? Quel tiran, quell'infame? Di' tu il ver?
MARCELLO
? mio padre!
AMELIA
L'inferno ci separa, ahim?!
Il genitor tu servi, il mio vo' vendicar!
MARCELLO
Qual rea parola hai pronunziato?
Tu m'hai rubato
per sempre il ciel!
Giorno funesto!
Io ti detesto.
Sii maledetto,
fato crudel!
AMELIA
Ten va, ten va!
Dio ci separa.
Spezzata ? l'ara
dei nostri amor!
Ten va, fiamma funesta
che il cor detesta.
Sii maledetto,
o d? crudel!
QUADRO SECONDO
I1 porto d'Anversa sulle rive della Schelda.
Scena prima
La flotta spagnuola che deve condurre il Duca d'Alba
sta per mettere alla vela. Il vascello ammiraglio ?
sulla destra. Il porto ? coperto di marinai e soldati
i quali stanno facendo i preparativi del l'imbarco.
I MARINAI e I SOLDATI
Sciogliete le vele!
Qual vaga fanciulla
la nave si culla
nel limpido mar.
Al sol che tramonta,
si leva la brezza:
dei forti ? l'ebbrezza
in patria tornar!
I SOLDATI
A chi vien dalla guerra
oltre monti, oltre mar,
la materna sua terra
quanto ? bello rimirar!
I MARINAI e I SOLDATI
Brilla al par d'una stella
l'onda fulgida e bella...
Vieni! Il mar t'appella.
Vien! Partiam marinar!
Scena seconda
I tamburi e le trombe suonano a raccolta, i marinai
vanno correndo sui loro vascelli, i soldati si schierano
in fondo. Comparisce il Duca d'Alba, preceduto e
seguito da paggi e uffiziali. Si appoggia sul braccio
di Marcello ed ha al suo fianco il Duca di Medina-Celi.
Al suo comparire i vascelli issano le bandiere,
l'artiglieria le saluta. Chiudono il corteggio le guardie vallone.
Il popolo fiammingo sta in disparte.
CORO
Onor a lui, nobil campion
della gloria spagnuola.
L'aste innanzi a lui
si debbon curvar.
IL DUCA
(al Duca di Medina-Celi)
In mani vostre, o Duca, io rassegno il poter.
Saluteran fra breve
gli spaldi di Lisbona,
gli iberici guerrier!
Addio! Conquistata mia terra,
e voi che seppi alfin domar!
O spaldi, addio, su cui, segnal di guerra,
sventolan l'aste ch'ebbi a conquistar!
Ignoti a me fui i trepidi allarmi,
volli il destina' miei fini fedel!
E arrise ognor la vittoria a nostr'armi,
ad attestar che con noi stava il ciel!
Scena terza
Comparisce Amelia accompagnata da Daniele e da
parecchie giovinette bianco vestite che recano canestri
di fiori.
IL DUCA
(ad Amelia, la quale gli si accosta lentamente e
con gli occhi abbassati)
Che vuoi tu, giovinetta? T'accosta e non temer.
Volgi lo sguardo a me!
AMELIA
(sottovoce a Daniele)
Ah! nol poss'io! Tal vista
fa vacillar il mio braccio e il mio cor!
IL DUCA
Parla!
AMELIA
(inchinandosi)
Pria che tu parta, imploro a te un favor:
in nome delle Fiandre venuta a te son io
lor voti ad apportar...
IL DUCA
(stendendole la mano per rialzarla)
Quali son?
AMELIA
(traendo di sotto le vesti un pugnale per ferire il
Duca)
Questi son!
Marcello, il quale osservava inosservato Amelia fino
dal suo giungere in scena, s'accosta al Duca nel
momento in cui essa alza il pugnale, si slancia
rapidamente tra essa e il Duca, e riceve il colpo
che gli era destinato.
MARCELLO
Mio padre!
(vacillando)
AMELIA
(manda un grido straziante, lascia cadere il
pugnale e cade fra le braccia di Daniele)
Ah!
IL DUCA
(stringendo il figlio fra le sue braccia)
Che facesti?
MARCELLO
Il mio dover!
Il genitor difesi, costei lo vendic?!
(al Duca additando Amelia)
A quest'angiol perdona! In lei perdoni a me!
IL DUCA
(sostenendo il figlio)
Ah! io giuro al Signor!
Amelia si avvicina a Marcello il quale la guarda con
tenerezza.
MARCELLO
Con le tue labbra sfiorami,
cara adorata, il viso!
Perdon mi da', se, ahi misero,
da te mi volli ucciso!
(al Duca)
Ah! tu non dir colpevole
chi m'ha trafitto il cor!
Basti, o padre, una sol vittima
al mio filiale amor.
AMELIA
Ah! non sar? il tuo cenere
gelido fatto ancor
che sul recente tumulo
m'uccider? il dolor!
IL DUCA
O figlio mio, o figlio mio
deh! Non morire ancor
troppo punisce Iddio
in te il paterno error!
DANIELE e I FIAMMINGHI
(in disparte, additando il Duca)
Sia maledetto, sia maledetto
chi il suol fiammingo insanguin?!
Il ciel ch'? giusto nel solo affetto
ch'uom lo rese lo fulmin?!
GLI SPAGNUOLI
(sul vascello)
Sciogliete le vele!
MARCELLO
(con uno sforzo supremo si scioglie dalle braccia
del padre cadendo tra quelle di Amelia)
Guardami ancor... stringimi!
Mancar... mi sento...
(muore)
AMELIA
(con un grido desolato gettandosi sul suo corpo)
Ah!
IL DUCA
(mettendogli una mano sul cuore)
Fatto ? di gelo il suo misero cor.
(allontanandosi e salendo il ponte mobile del
naviglio ammiraglio)
Terra esecrata!
DANIELE e I FIAMMINGHI
E la mano del Signor lo fulmin? dal ciel!
GLI SPAGNUOLI
Sciogliete le vele...
Onor al nobil campione
della gloria spagnuola!
L'aste anzi a lui si debbon curvar,
onor a lui, onor!
Il naviglio si muove, e cala la tela.
Atto I
Atto II
Atto III
F I N E
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