IL
GIOVED? GRASSO
ovvero
IL NUOVO POURCEAUGNAC (1829)
Farsa in un atto
di
Domenico Gilardoni
COLONNELLO, (burbero), baritono
NINA, (timida) sua figlia , soprano
TEODORO, (timidissimo e sempre incerto) ufficiale, innamorato di Nina, tenore
ERNESTO ROUSIGNAC, (uomo di spirito che si finge sciocco)
promesso sposo di Nina tenore
SIGISMONDO, (travestito da Monsieur Piquet), buffo
CAMILLA, (madama Piquet) sua moglie, mezzosoprano
STEFANINA, (ingenua) cameriera, soprano
COLA, vecchio servo di Sigismondo, basso
L'azione si svolge in casa del colonnello, in un paese di villeggianti nei pressi di
Parigi.
ATTO UNICO
Scena prima
Nina, Teodoro, Camilla, Sigismondo e Stefanina.
NINA e TEODORO
E fia vero, amato bene,
ch'oggi perderti, degg'io?
Ah, per noi bell'idol mio,
par che speme pi? non v'?.
STEFANINA
Deh, mirate com'? afflitta
la mia cara padroncina
SIGISMONDO
(tra se)
S?...
STEFANINA
Derelitta, poverina,
quasi piangere mi fa.
SIGISMONDO
(tra se)
No...
NINA e TEODORO
Amato ben, ch'oggi perderti degg'io?
Ah, per noi, bell'idol mio,
no, che speme pi? non v'?.
STEFANINA
Deh, mirate
com'? afflitta
la mia cara
padroncina
derelitta,
poverina
fa piet?.
CAMILLA
Zitto...
Che fa?...
Mio marito, nol vedete?
Concertato, egli avr? di gi?
pensato
ci? che far si converr?.
SIGISMONDO
Questa...
E poi...
Che dice?...
Certo...
Ohib?!
L'ho trovata, l'ho trovata!
Oh, per Bacco,
? una pensata
che di meglio non si pu?.
NINA
Dimmi, dimmi,
quale idea
nel pensier
ti si dest?.
SIGISMONDO
Semplicissima, bizzarra
che l'eguale aver non pu?.
Vostro padre in breve istante
a Parigi fa ritorno:
egli parte e qui frattanto
giunge appunto in questo giorno
quest'Ernesto che lui stesso
in consorte avea promesso
quando al campo se n'and?
e a mia moglie v'affid?.
TUTTE LE DONNE e TEODORO
Questo fatto ? conosciuto
n'? pur noto, gi? lo so.
SIGISMONDO
Voi per caso non vedeste
di Moli?re il Pourcegnac?
TUTTI
Certo!
SIGISMONDO
Ebben: quella commedia
riprodurre in oggi io vo'!
Nato Ernesto in un villaggio
rozzamente inesperto,
esser deve certamente
un tartufo, un babbuino:
tutti adunque immantinente
scenderemo nel giardino,
travestiti prenderemo
un carattere novello,
con le burle gli faremo
tutto perdere il cervello;
sino l? donde sen venne
ritornare lo far?
e voi due che s? vi amate,
sposi alfine vi vedr?.
TUTTI
Un abbraccio, un bacio!
Evviva! Bel pensier in verit?.
SIGISMONDO
Piano, piano cari miei,
del vestito un po' piet?.
NINA
Risorgi dalle pene,
respira amato bene,
il cor gi? mi predice
che Nina tua sar?.
TEODORO
Risorgo dalle pene,
respira amato bene,
il core gi? mi predice
che Nina mia sar?.
STEFANINA pi? GLI ALTRI
(a Camilla)
Se giri tutto il mondo,
un pensator profondo,
maggior di suo marito
trovar non si potr?.
SIGISMONDO
Che piano, che progetto,
che bel disegno ? questo,
Ernesto poveretto,
smarrito, sbalordito,
in tanto intrigo, imbroglio,
avvilupparlo voglio
che un tratto, come un matto,
perduto l'intelletto
e col pensier sconvolto,
nella mia rete avvolto
sciogliendosi e fuggendo
a casa torner?.
Che vi pare? ? un bel pensiero?
NINA
Bello!
CAMILLA
Raro!
STEFANINA
Eccellente!
TEODORO
Eppure io temo...
SIGISMONDO
Udite:
io fingerommi avvocato,
Monsieur Piquet chiamato,
ed arrivato Ernesto Roussignacco,
qual suo pi? stretto amico,
abbraccer?!
Tu allora, come tradita amante,
sorprenderlo dovrai,
in quell'istante:
e...
TEODORO
Viene Cola.
SIGISMONDO
(ora Piguet)
Che rechi?
Scena seconda
Cola e detti.
COLA
(annunciando)
A la porta hanno ditto
ca m? 'nnanze ? arrevato
Mons? le Roussignacco.
SIGISMONDO
? arrivato!...
NINA
Meschina me!
STEFANINA
Come si fa?
TEODORO
Che sento!
SIGISMONDO
Vero tono afflittivo d'un debitor
che ha l'atto preventivo.
(a Teodoro)
Avverti i tuoi compagni
che vengan nel giardino
a secondarmi.
TEODORO
Ah, ch'io parto e sospiro.
(esce)
SIGISMONDO
(a Nina)
Nina, non dubitate;
il colonello parte a momenti:
ma non a dar sospetto,
vorrei...
NINA
Capisco, che gli stessi d'accanto...
(esce)
SIGISMONDO
E tu, Camilla
pensa al resto, intanto.
CAMILLA
Non dubitar.
SIGISMONDO
Ma, veh! prudenza...
CAMILLA
Intendo: non v'? ancora lo sposo,
e gi? comincia ad esserne geloso.
SIGISMONDO
Non dico questo, ma...
CAMILLA
Ma sar?a tempo di finirla:
arrossir tu ormai dovresti
di farmi vigilar,
da quel vecchiaccio
che da Napoli con te
hai qui condotto:
di creder che a Malun
m'ha vista un giorno
con uno in cabriolet
mentr'io qui stava
e sol pensando a te.
SIGISMONDO
Oh... s?... non inquietarti:
andiamo.
CAMILLA
Lode al ciel!
SIGISMONDO
Stefanina: ognun che arrivi
de gli ufficiali,
guidali in giardino.
STEFANINA
V'obbedir?. Ehi...
(Piquet e Camilla escono)
Cola, che fai l? come un sasso?
COLA
Stea pensanno ch'oggi...
STEFANINA
? gioved? grasso,
giorno proprio di scherzi:
vogliamo divertirci,
e nella burla ancora
v'? la tua padrona.
COLA
Pecchisto veco assomm?
'na brutta batteria.
(escono)
Scena terza
Ernesto.
ERNESTO
(entrando)
Servi, gente,
non v'? alcuno?
Che silenzio,
che deserto!
Qui si fermi il passo incerto,
inoltrarmi pi? non vo'!
Nina accesa d'altro foco
mi ordisce qualche inganno,
ma ogni trama, ogni gioco,
sar?a nullo, sar?a vano,
perch? serba un talismano
pieno d'ottica virt?.
Aspettarla qui non giova,
ad un riso,
un solo occhietto,
scorger? se il mio sospetto
falso o vero appien si fa,
e se Nina nutre amore
per ignoto mio rivale,
onde avere dal suo cuore
quell'affetto ed io la mano,
sappia ch'io ho un talismano
di profetica virt?.
Or mi rischio e passo avanti.
No, non v'? della prudenza,
sempre flemma e sofferenza,
e vai pure nel Per?.
Nina, Nina,
Nina, insomma,
se tu m'ami
e tacerlo a me tu credi
quel che fuggi e quel che brami,
chi vuoi teco e chi lontano,
mel dir? quel talismano,
d'ogni magica virt?.
N? spunta alcuno!
Scena quarta
Stefanina.
STEFANINA
(entrando, tra se)
(Un giovine uffiziale!)
ERNESTO
(tra se)
(Oh, alfine ecco un araldo femminino!)
STEFANINA
(come sopra)
(Dev'essere un mandato da Teodoro.)
ERNESTO
(gridando)
Cara, amabile...
STEFANINA
Zitto, non vorrei che arrivasse quello sciocco...
ERNESTO
Chi'?...
STEFANINA
Lo sposo promesso
alla mia padroncina.
ERNESTO
Ernesto?
STEFANINA
Roussignacco!
ERNESTO
(Oh, che assassina!)
Neh, dimmi, sei tu sicura
ch'egli ? sciocco?
STEFANINA
Sicura! Arcisicura!
Lo dicon tutti!
Voi gi? sapete quanto
contro di lui s'? concertato?
Venite meco adunque.
ERNESTO
E dove?
STEFANINA
Oh, bella!
in giardino,
ad unirvi a Sigismondo:
non vel disse Teodoro?
ERNESTO
(Quanti pasticci! In guardia, Ernesto.)
STEFANINA
Ebbene?
ERNESTO
Aspetta: a dirti il ver,
quel Teodoro quando parla
per nulla non l'intendo,
che d'ogni sua parola
mezze ne lascia in gola;
onde spiegami tu
cosa per cosa.
STEFANINA
Ecco: Ernesto,
siccome abbiam gi? detto,
dev'essere un somaro.
ERNESTO
(tra s?)
(E mi vuol asino,
non v'? riparo!)
STEFANINA
Nina ama riamata Teodoro,
il padre va a Parigi,
arriva Roussignacco.
Allora noi recitiamo
il Poursegnacco:
Sigismondo col nome di Piquet,
fingendosi un legale,
suo stretto amico
lo mander? fra matti.
ERNESTO
(tra s?)
(Ah, galeotti!)
STEFANINA
...cos? Teodoro poi,
sposando Nina,
non le dar? tormento.
ERNESTO
E che c'entra il tormento?
STEFANINA
Sigismondo ? geloso...
ERNESTO
E di chi mai?...
STEFANINA
Di madonna Camilla,
sua consorte, e a vista
le tiene sempre quel vecchio
suo concittadino,
credendo che a Malun
la vide un giorno con un
in cabriolet, ed al teatro,
e al corso, ed al caff?.
ERNESTO
E sua moglie ? tra noi?
STEFANINA
Per forza!
Si finge una dama
gi? stata dall'Ernesto
tradita
e abbandonata.
ERNESTO
Capisco.
STEFANINA
Andiam!
ERNESTO
Non serve, capisco
qual carattere a me spetta,
e a travestirmi io volo,
dal mercante di maschere
qui presso.
(Teodoro... Sigismondo...
la moglie... e il cabriolet
e il vecchio servo...
sciocchi, non ci vuol altro!)
Qui ritorno in breve.
(tra s?)
(Cara, la burla assai costarsi deve.)
(esce)
STEFANINA
Vi son serva. Oh, Dio!
Il Colonnello!
Che brutta cera!
Voglio evitarlo!
(esce)
Scena quinta
Nina, il Colonnello, suo padre; indi Teodoro.
Nina entra seguendo il padre.
COLONNELLO
Subito mi si appronti il cavallo,
e sul momento venga Teodoro!
NINA
(tra s?)
(Ahim?! Mi fa paura.
Passeggia, sbuffa,
e di nessun si cura.)
TEODORO
(entrando)
Colonnello...
COLONNELLO
Quest'ordine del giorno,
all'ora dell'appello,
si promulghi.
TEODORO
Che ben.
COLONNELLO
E tu, Nina,
appena arriva Ernesto
gli dirai che un oggetto
d'importanza a Parigi mi chiama,
che lo vedr? domattina...
ma, tu... non mi guardi?
Nina... Nina...
TEODORO
(tra se)
(Fingesse!!!)
NINA
Padre!...
COLONNELLO
Che!... Oseresti opporti al mio pensier?
Ah!... Troppo tu quel sospiro
mal represso,
segreto amor
vi leggo.
NINA
La libert? del cor,
non altro io chieggio.
COLONNELLO
(maestoso)
Taci! Lo voglio:
ed io comando.
Sei d'Ernesto gi? la sposa!
Non mi far la capricciosa!
Obbedisci al mio voler,
che se farai saltarmi il grillo
provar dovrai il mio furor.
Sapr? punirti, al mio ritorno,
far? pentirti
d'un tanto error.
(esce)
Scena sesta
Sigismondo e detti.
SIGISMONDO
? partito?
NINA
Teodoro, ah!... Digli tutto.
TEODORO
Ecco... mi manca il fiato.
SIGISMONDO
(Che invece di partir fosse spirato...)
NINA
Ah, se sapeste...
TEODORO
Ah, se vi fosse nato...
SIGISMONDO
Parlate, per piet?!
NINA
Mio padre...
SIGISMONDO
Avanti...
TEODORO
Il colonnello
SIGISMONDO
Appresso
NINA
? par...
TEODORO
? par...
NINA e TEODORO
? partito!
SIGISMONDO
Oh, in duetto il fiato
v'? uscito.
NINA
Me infuri?!
TEODORO
Minacci? ....
SIGISMONDO
E quindi galopp?;
quindi siam salvi.
NINA
Dunque potr? sperare?
SIGISMONDO
Tutto.
TEODORO
Ed io nulla?
SIGISMONDO
E vatti ad annegare!
NINA
Oh, Dio! Veggo in distanza...
TEODORO
Ah, non v'ha dubbio,
quella figura
annunzia Ernesto.
SIGISMONDO
Egli ? senz'altro.
Andate da mia moglie
e l'avvertite che si rimanga pronta.
(Nina esce)
TEODORO
Ed io che debbo fare?
SIGISMONDO
Lasciami solo,
e fammi respirare.
(Teodoro esce)
Scena settima
Ernesto e Sigismondo.
ERNESTO
(come parlando fra se)
Oh, questa ? bella:
vengo da Limoges,
domando della casa
di Verfrille,
e a un fior di Narciso
nessun risponde,
e ognuno ride in viso.
SIGISMONDO
Oh, amato e caro
Roussignacco.
Come?
(guardando fuori)
Insulti ad un amico, come me
nato e cresciuto?
ERNESTO
(tra se)
(Che sia strozzato
se io l'ho mai visto.)
SIGISMONDO
Che gioia!
Ti sei fatto pi? grasso
d'un vitello!
ERNESTO
Seguo lorme
del mio maggior fratello.
SIGISMONDO
(Che credulo!)
ERNESTO
(Che volpe!)
(tra se)
E forse Sigismondo
da Piquet truccato?
Domandiamo con arte.
Dunque...
SIGISMONDO
Voglio farvi...
ERNESTO
Ma non importa.
SIGISMONDO
Ebben m'arrendo subito,
onde avere il bene di godere della sorte
che mi salv? finora dalla morte,
e mi si rese al fianco qual matrona sanguigna
tu mi sembri giovanni della Vigna.
ERNESTO
Grazie!
SIGISMONDO
(Che allocco!)
ERNESTO
(Vorrei proprio saper se fosse lui.)
Dunque...
SIGISMONDO
Come felici eran quell'ore
trascorse con te al bigliardo,
e al ridotto,
in feste ed accademie,
e in trattorie,
al corso ed ai veglioni.
ERNESTO
Amico, hai questa sorte di polmoni!
Ma dico...
saper posso?
SIGISMONDO
E la mamma, e il pap?,
la suora, il nonno,
come stanno?
ERNESTO
Son morti!
Ah, di...
SIGISMONDO
E lo zio?
ERNESTO
Ucciso. Suvvia, dimmi...
SIGISMONDO
E il fratello?
ERNESTO
il fratello scannato!
SIGISMONDO
E la casa?
ERNESTO
Crepata!
SIGISMONDO
Anche la casa?
ERNESTO
Adesso crepo anch'io, si,
se non mi fai saper...
SIGISMONDO
Tutto saprai, n? pi? domanderai,
e quando poi ne andrai,
tu partirai, ma l'amicizia
resta e non mai resta invano.
ERNESTO
Ma, adagio!
SIGISMONDO
Adagio!
ERNESTO
Piano...
SIGISMONDO
Piano.
E come mai potrei
la mia lingua porre a freno,
se riveggon gli occhi miei,
se ritorna a questo seno,
il mio caro Roussignacco,
l'esemplar dell'amist?,
il pi? fido mio compagno
della prima verde et?.
ERNESTO
Ma s'? permesso...
SIGISMONDO
(stringendo al seno Ernesto)
Oh, piacere inaspettato,
me felice, me beato,
no, maggior felicit?
il mio cor bramar non sa.
Me felice, me beato, che piacer!
Come, come mai potrei
la mia lingua porre a freno,
se riveggo Roussignacco,
l'esemplar dell'amist?.
ERNESTO
S'? permesso...
Una parola...
SIGISMONDO
Parla, parla...
ERNESTO
Il suo nome...
SIGISMONDO
Come, come, il mio nome,
non conoscer pi? in me!
Il dottor Roussien Piquet.
ERNESTO
Roussien Piquet!
(Egli ? desso; ah, ci siamo!)
SIGISMONDO
(Ah, che vero babbione!)
ERNESTO
Vieni, amico sviscerato...
SIGISMONDO
(Che babbione, che babbione!)
ERNESTO
... il tuo viso un po' compito
mi faceva dubitar.
Via, mi torna ad abbracciar,
vieni, amico sospirato;
il tuo viso ? un po' cambiato,
mi faceva dubitar.
SIGISMONDO
(Ah, che ridere mi fai
maggior felicit? il mio cor
bramar non sa.)
ERNESTO
Io son certo che tu ancora
guardi e serbi il celibato.
SIGISMONDO
Certamente! Che son matto?
Non ha pace un ammogliato!
ERNESTO
Specialmente se il marito
della moglie ? un po' geloso.
SIGISMONDO
Oh, in quel caso poi, mi credi,
non ha un'ora di riposo.
ERNESTO
Eppur vedi, ho gi? deciso,
oggi Nina di impalmar.
SIGISMONDO
Ti compiango, caro amico.
(Quanto tarda ad arrivar!)
Scena ottava
Camilla, travestita da Madama Piquet.
CAMILLA
(cercando)
Quel briccon che m'ha tradito
dove mai si cel?.
ERNESTO e SIGISMONDO
Chi sar??
ERNESTO
(? sua moglie!
? fatto.')
SIGISMONDO
(? mia moglie!
? fatto".)
ERNESTO e SIGISMONDO
(Divertirmi voglio aff?!)
CAMILLA
Ti trovo alfine, ingrato!
Fuggirmi or non potrai!
(a Sigismondo, piano)
(Va bene?...)
SIGISMONDO
(acconsentendo, piano)
(Ma brava!)
CAMILLA
(come sopra)
(Dico giusto?) Ingrato!
SIGISMONDO
(come sopra)
(Va ben!)
CAMILLA
Scellerato! (Va bene?)
SIGISMONDO
(Evviva' A meraviglia!)
Ma via, non fate chiasso!
(Un pianto sulle ciglia!
Confuso il babbuino
non sa che cosa far!)
ERNESTO
Il fallo mio confessi!
CAMILLA
Ah, tal mercede!
ingrato, all'amor mio,
tu doni!
(Va bene?) Ti piace?
ERNESTO
La colpa, il tradimento!
CAMILLA
Ma al tuo piede ingrato
tu mi vedrai spirar...
ERNESTO
A te, all'amico istesso,
ch'? tutto ad ascoltar,
quel pianto, deh, raffrena...
Ch'io gi? mancar mi sento!
E posso appena appena
gli accenti articolar.
Dinanzi a lui prometto
con cento amplessi, e cento,
renderti questo affetto,
che seppe altra involar.
CAMILLA
E teco accanto
com'ombra m'avrai.
Ahi, che m'opprime il pianto,
ah, non posso pi? parlar.
Ah, non reggo al singhiozzar.
SIGISMONDO
Ma se per te piangesse
non v'ha chi le somiglia:
son rare, prelibate,
son tutte da stampar.
ERNESTO
? questa or ch'io bacio,
rinuncio alla mia sposa,
al nodo, ad ogni cosa,
e tutto io torno a te.
Cara... cara...
SIGISMONDO
(L'amico va palpando!)
Oh, Dio, che brutto gioco!
CAMILLA
(L'affare prende fuoco!)
(Oh, che imbarazzo, ahim?!)
SIGISMONDO
Vo' pensando!...
(con sospetto)
ERNESTO
(con mistero, facendosi sentire da Sigismondo
E come nel passato,
venivi ognor con me,
noi passerem di nuovo
nel chiuso cabriolet.
Ci fermeremo un poco
al solito caff?,
e dal teatro a casa
ritorneremo a pi?.
Ah, non sia vero
che m'abbandoni.
Che brami imponi:
morr? per te.
Mia cara lo giuro,
morr? per te,
lo giuro ai bei rai,
ai tuoi bei rai
da me avrai l'amor, la f?.
CAMILLA
(al marito, discolpandolo)
Ah! non ? vero, no!
Brutto malnato!
Se l'? inventato;
deh, credi a me.
Ah, maledetto un'altra volta!
Mente!
SIGISMONDO
(alla moglie, con rimprovero)
? vero, ? vero,
e lo negavi,
che te ne andavi,
al cabriolet.
Va, va, ritorna,
seco a braccetto,
va nel palchetto,
torna al caff?!
Camilla e Sigismondo escono.
Scena nona
Ernesto solo, indi Teodoro e Nina.
ERNESTO
Ah, ah... Sigismondo strepita
e la moglie lo segue e si discolpa:
la vendetta incomincia.
Andiam: biglietti come piovessero!
Questo al servo che guarda Camilla,
(scrive)
"Mia cara Camilla
secondo il concertato,
ci rivedremo
al solito viale:
vieni ad Ernesto, vola,
che il resto lo saprai
dal fido Cola."
... e questo a Stefanina, pel colonnello.
(scrive)
" Il capitano Sigismondo invita
il signor Colonnello a ritornare
in fretta, che il generale
in casa sua
l'aspetta."
Ma, s'avanza alcuno!...
M'occulter? qui in fondo.
(si nasconde dietro una tenda)
TEODORO
(entrando con Nina)
Ignoro ancor che ha fatto
Sigismondo.
Sai tu che avvenne?
NINA
In furia ? Sigismondo,
e inquieta al sommo ?
la consorte.
TEODORO
E perch? mai?
NINA
Non so! Ernesto!
(vedendolo)
TEODORO
Roussignacco!
ERNESTO
M'inchino alla gentile,
adorata sposina,
e un bacio imprimo
sulla sua mano.
Saluto il tenente.
NINA
(fra s?)
(Che noia...)
TEODORO
(fra se)
(Par che Nina ci abbia gusto...)
ERNESTO
(a Nina)
Eppur, se non erro...
lei mi accoglie freddamente!
Madonnina, alle corte,
mi vuole o non mi vuole
per consorte?
TEODORO
(come sopra)
(Rispondesse di no!)
NINA
Vedete
ERNESTO
Ebbene?
NINA
Invero...
ERNESTO
Ah, dunque il mio sospetto
purtroppo ? vero?
Avete un amante?
NINA
(Che ci fosse palese?...)
TEODORO
(Che ci avesse scoperti?)
ERNESTO
Voi tacete? Ah, no,
che non v'ha dubbio!
NINA
(Maledetto!)
ERNESTO
A che serve arrossire?
NINA
Ma voi...
ERNESTO
E mio amico colui
che v'ha rubato il cuore?
TEODORO
(Che mai sento!)
ERNESTO
(Il veleno ? gi? versato!)
NINA
(Teodoro il creder?!)
TEODORO
(nervoso)
Permettete?
ERNESTO
Vada.
(Teodoro esce)
NINA
Anch'io?
ERNESTO
No, no: perch? voler privarmi
d'una s? bella compagnia?
NINA
(Or via, qui ci vuole coraggio)
Sentite, ? impossibile
che una giovine educata
in citt?...
ERNESTO
... si mariti ad un povero somaro!
NINA
(con sorpresa)
(Che intesi, quali accenti?
Ahi, quale scena ? questa?
S'io sogno ovver son desta,
pi? dove sia non so.)
ERNESTO
(tra s?)
(A un tratto come in lei
un semplice mio detto
il desiato affetto
a cagionar bast?!)
NINA
? tanto l'avventura
avvolta nel mistero,
che incerto il mio pensiero
il ver pi? non trov?.
Scena decima
Stefanina e detti.
STEFANINA
(entrando)
Venite, signorina,
(vedendo Ernesto mascherato)
Che? Ah, come mai
vi siete svisato e contraffatto?
NINA
Ma... voi vi conoscete?...
STEFANINA
Certo:
(a Nina)
ma vedete
che ognun di l? vi brama.
ERNESTO
Verr?, verr?, con me.
Intanto questo invito
(le d? la lettera)
spedisci al Colonnello...
ma subito!
STEFANINA
Ho capito!
NINA
Che intesi!
STEFANINA
Ma dov'?, dov'? lo sposo?
(sospettando)
? curioso...
ERNESTO
Si, ma vanne!
STEFANINA
Andr?.
(esce)
NINA
... Lo sposo... e voi?
oh, Dio!...
ERNESTO
Il tutto or dir?:
ma se Teodoro amate
l'arcano a ognun celate...
NINA
Gi? vel promisi, e basta:
l'arcano serber?.
Un raggio in quel detto
sfavilla, risplende,
che avviva, che accende
la fiamma d'amor.
Ah, come di speme
a un sol baleno
gi? brilla nel seno
mi palpita il cor.
ERNESTO
Mi creda il nemico
sconfitto ed estinto,
ma trovi nel vinto
il suo vincitor...
Oh, come il trionfo
? caro e pi? degno
se vince l'ingegno,
la forza, il valor.
NINA
Or basta, l'arcano serber?!
ERNESTO
Il tutto vi dir?.
(Nina esce)
Anche questa ? fatta:
or non resta che compir
la mia vendetta
contro Sigismondo.
Oh, sorte!... Qui s'avanza un servo.
Ah, fosse quei che guarda Camilla,
onde con un giochetto
potergli in tasca por
questo biglietto.
Scena undicesima
Cola e detto.
COLA
(entra, come cercando qualcuno)
E manco cc? 'nge st?!
ERNESTO
Che vai cercando?
COLA
La patrona!
ERNESTO
Camilla?
COLA
L'avite vista?
ERNESTO
La cerca suo marito.
COLA
Ah, ca si vene lo patrone,
certo 'na mazziata
me l'accatto.
ERNESTO
Aspetta un momento, ascolta...
(gli pone il biglietto in tasca)
(? fatto.)
Scena dodicesima
Sigismondo e detti.
SIGISMONDO
(entrando)
Cola! Ernesto!
COLA
E accuss??
ERNESTO
(fra s?)
(L'amico ascolta!)
(a Cola)
Dunque ci siamo intesi:
mi raccomando per quella cosa
che ti ho data. Addio.
COLA
(Una cosa?)
SIGISMONDO
(Qual cosa?)
ERNESTO
Oh, mio Piquet!...
COLA
(Lo patrone!)
ERNESTO
Ti lascio.
(fa cenni strani a Cola)
SIGISMONDO
Ti saluto.
COLA
(Che b? co chelle smorfie?...)
SIGISMONDO
(Gli fa dei segni...
a lui si raccomanda...
Gli d? una cosa...
Ah, qui gatta ci cova!)
(trattenendo Cola)
Ehi, ehi, buona lana
dove vai tu?
COLA
Dalla mia patrona.
SIGISMONDO
Su presto, cava la cosa
che t'ha dato!
COLA
Qua cosa...
Qua m'ha dato?
SIGISMONDO
Cava, su cava!
COLA
Ch'aggio da cav??
Chist'? la faccia mia:
vediteme.
SIGISMONDO
E per giunta una bugia.
(gli cava di tasca la lettera)
COLA
Una carta?
Cca' se joca a bussolotti.
SIGISMONDO
(legge il biglietto)
Mia cara Camilla...
COLA
Non aggio 'ntiso niente...
SIGISMONDO
Ah, mi s'offusca la vista!
Iniquo servo a un tuo compatriota?
Mangiare il pane
e assassinar la fama!
COLA
E mo' ch'avite ditto?
SIGISMONDO
Non finger...
Dimmi, era la vecchia tresca?
COLA
Io, nun saccio niente.
SIGISMONDO
(mostrando il biglietto)
L'accusa ? cchesta cc?:
stamme attiento,
e respunne a lo riesto.
Mo' che discopierto avimmo,
a quattr'uocchi e infra de nuje,
m'aje da d?, pe' lloro duje
tutto chello ch'nce sta.
Cola, Co', non f? zi'meo,
non te j'ncampanianno ca
'nterzetto e contrabanno
te si fatto scommegli?
Cola, Co'...
Viene cc?, vanne dicenno
che boleva, chill'amico
da quant'ha ca
chisto 'intrico se spassava
a concert?.
Cola, Co', va ca si sferro,
simme vota lo cerviello
da sta pelle no sigillo,
io ne faccio addovent?,
Cola, Co'...
'Nfra mogli?rema... e Monz?
che 'nce passa
lo saje tu?
COLA
Io... gnorn?
SIGISMONDO
Oje, Cola, Co'...
non me f? sbertecell?,
chesta lettera pecch?
isso dette mmano a te?
COLA
Isso?... Ojebbo'!
Quacche sbaglio 'ne sta cc?!
SIGISMONDO
Ah, brutta smorfia,
faccia d'arpia,
brutta cestunia de massaria,
co' chesta matria
lo bo' neg?!
Ma co' li paccari,
li sordelline,
ma colle potria
dint'a li rine
m'avrai da dicere
la verit?.
COLA
Sign?, ncocenzia
sbaglio 'nce cca!
(Cola fugge)
SIGISMONDO
Mi sei fuggito...
Ma... s'incominci
da mia moglie:
punirla conviene.
Scena tredicesima
Teodoro, Camilla e detti. Indi Nina, Stefanina e il Colonnello.
TEODORO
(entrando)
Capitano, voi sembrate agitato.
SIGISMONDO
(Proprio adesso!
Che fosse lapidato!)
TEODORO
(Oh, Dio, non mi risponde.
Ah, vi saranno guai)
SIGISMONDO
(Vedr? Camilla e con accento fiero dir?...)
CAMILLA
(entrando)
Che dice il caro mio, mio marito?
Ti sei poi persuaso?
SIGISMONDO
Mi son...
(Che faccia...
Or le fracasso il naso!...)
Prendi!
(mostra la lettera)
Leggi!
NINA
(entrando)
(Mi par ch'? scena muta!)
TEODORO
(L'ingrata non mi guarda!)
CAMILLA
Sigismondo... io non so nulla.
SIGISMONDO
(alla moglie)
Altrove, altrove,
non convien qui.
STEFANINA
Signori: novit?!
SIGISMONDO
Che cosa avvenne?
STEFANINA
? giunto il colonnello!
TEODORO
Ritornato?
CAMILLA
(Ecco un'altra avventura!)
SIGISMONDO
E mentre spunta l'un,
l'altra matura.
Seguimi.
(fa cenno d'uscire)
COLONNELLO
(entrando)
Capitano!
NINA
(E fatto il caso!)
COLONNELLO
Ma che vuol dire questo lutto?
Arriva un generale,
e voi lo ricevete in funerale?
SIGISMONDO
Ma quando arriva il generale?
COLONNELLO
Come?... Non ? ancor giunto?
SIGISMONDO
Io non so nulla.
COLONNELLO
E il vostro foglio
che mi invita a ritornar
a spron battuto?
SIGISMONDO
Il mio foglio?
Ma non ? mio scritto,
io ve l'accerto.
COLONNELLO
Saper voglio allora
chi me lo scrisse.
Scena ultima
Ernesto e detti.
ERNESTO
(entrando)
Io!
TUTTI
Roussignacco!
ERNESTO
Che implora un perdono
da voi, se m'avvalse
di s? fatto pretesto
onde svelarvi
quanto in vostra casa
si cospir? a mio danno.
COLONNELLO
A vostro danno?
ERNESTO
S?! Stefanina ingenua,
per fortuna svelommi
la redicola congiura:
intanto, essendomi vendicato,
che Sigismondo creda fida
la tua consorte,
ed innocente il servo Cola.
Il colonnello renda consorti
in quest'istante Teodoro e Nina.
SIGISMONDO
Vieni, Camilla mia.
CAMILLA
E giuri?
SIGISMONDO
Non aver pi? gelosia!
COLONNELLO
(a Teodoro)
Amavi Nina?
TEODORO
D'un istesso amore.
COLONNELLO
(a Nina)
E tu?
NINA
Anch'io d'un fido amor!
ERNESTO
Presto, unite a quest'anima spirante,
vostra figlia in consorte.
COLONNELLO
Ebben, siate felici!
NINA e TEODORO
Oh, fausta sorte!
NINA
Or che ci annoda Imene,
sperar pi? che potrei?
Son paghi i voti miei,
felice appien sar?.
Scaglia, amore, un dardo al cuore,
lo ferisce e vi colpisce
quell'oggetto ch'ogni affetto
discacciare pi? non pu?.
Gli ? tra pene gi? che ottiene
che gli impresse quello strale,
vive sempre il provinciale
che mi tolse dal penar.
TUTTI
Viva, viva il Carnevale
che la tolse dal penar.
SIGISMONDO
Ogni sposo ch'? geloso
nel morale ha un certo male
che la cura e trascura
dal tacere e simular.
Rimbambisce, instupidisce,
va dei matti all'ospedale.
Mille grazie all'ufficiale
che mi seppe risanar.
TUTTI
Viva, viva il Carnevale
che lo seppe risanar.
ERNESTO
Lo zerbino cittadino
che presume aver gran lume
con le spese del borghese
divertirsi e trastullar.
E in inganno ed a suo danno
spesso ride il provinciale.
Viva, viva il Carnevale
che mi vuole corbellar.
TUTTI
Viva, viva il Carnevale
che ci seppe corbellar.
ERNESTO, TEODORO e COLONNELLO
Siede amor in ogni core!
Cieco ha il guardo,
eppure il dardo
dove vuole sa vibrar.
NINA, STEFANINA e CAMILLA
Il suo foco in ogni loco,
cieco ha il guardo,
eppure il dardo,
dove vuole fa vibrar.
TUTTI
Il fanciullo vezzosetto
tiene impero universale
contrastar con lui non vale.
Viva, viva il Carnevale
che l'amore fa brillar.
F I N E
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