LA
FIGLIA DEL REGGIMENTO (1840)
Melodramma comico in due atti rinnovato
di
Callisto Bassi
MARIA, vivandiera, soprano
TONIO, giovane svizzero, tenore
SULPIZIO, sergente, buffo
LA MARCHESA DI BERCKENFIELD, mezzosoprano
ORTENSIO, intendente della marchesa, basso
UN CAPORALE, tenore
UN NOTAIO
CORI di soldati francesi
villici svizzeri
domestici della marchesa
L'azione ha luogo nella Svizzera.
Atto I
Atto II
ATTO PRIMO
Luogo campestre nella Svizzera. A destra una capanna. A
sinistra il principio di un villaggio. Montagne in fondo.
Scena prima
All'alzarsi della tela, molti Svizzeri sono sparsi sulla
montagna fissando lo sguardo nella sottoposta valle.
Molte donne inginocchiate. La Marchesa, che mostra di
sentirsi male, ? seduta in un angolo della scena sorretta
e soccorsa da Ortensio.
SVIZZERI
Silenzio! Silenzio! Destrezza ed ardir!
Ne veggano i nemici sfidarli e perir.
DONNE
Cielo clemente,
cielo possente:
prostrate a te,
in tal periglio,
chiediam consiglio,
piet?, merc?.
ORTENSIO
Su, coraggio, Marchesina:
non ? nulla... faccia cor.
MARCHESA
Io preveggo una rovina!
Ci va, Ortensio, dell'onor.
SVIZZERI
Silenzio! Silenzio! Destrezza ed ardir!
Saprem per la patria da forti perir.
TUTTI
(inginocchiandosi)
Cielo clemente,
cielo possente:
prostrate a te,
in tal periglio,
chiediam consiglio,
piet?, merc?.
PAESANI
I nemici abbandonan le montagne...
(accorrendo dal fondo)
Coraggio, amici: fate cor, compagne.
(ritorna sulla montagna ad esplorare)
CORO GENERALE
Cantiamo, cantiamo che viva il piacer!
In salvo noi siamo non c'? da temer.
La patria salvata rinasce all'amor.
Se scende invocata la pace nel cor.
Alcuni paesani rimangono colla Marchesa ed
Ortensio e gli altri si allontanano per varie parti.
MARCHESA
Ragazzi, per piet?... Mi sostenete.
Fatemi compagnia, ch? forse questa
? una falsa manovra. Ortensio! Ortensio!
ORTENSIO
Eccellenza...
MARCHESA
Indagate...
Vedete... esaminate... fate presto.
Che in quel tugurio ad aspettarvi io resto.
Ortensio parte dal fondo, la Marchesa entra nella
capanna.
Scena seconda
Sulpizio, poi Maria.
SULPIZIO
Corpo d'una spingarda! Ma che gambe
han codesti nemici!
Son pazzi a fuggire: ? pubblicata
la pace in ogni loco, ed il proclama
parla chiaro abbastanza: ognuno che niega
piegarsi alla Bandiera
esca dalla Svizzera, e buona sera!
Ma... chi vien! Veh! Maria, la nostra figlia!
L'onore e l'ornamento
dell'undecimo invitto Reggimento
che tal figlia possiede!
MARIA
Il Reggimento mio!
(con trasporto)
Ne vo' proprio superba.
Ed esso, il cui sincero amor vegliato ha
sui primi anni miei...
SULPIZIO
Non ? vero?
MARIA
? lui solo che mi serv? di padre,
di famiglia e parenti.
SULPIZIO
Non ? vero?
MARIA
Ma poi... senza adularmi,
di fargli onor io credo.
SULPIZIO
(Ah! come un angelo d'amore.)
MARIA
D'un militare io chiudo in petto il core.
(con fuoco interrompendo)
Apparvi alla luce nel campo guerrier
(con energia)
? il suon del tamburo mio solo piacer:
io corro alla gloria se n'odo il rumor.
? patria, vittoria mio grido d'onor.
SULPIZIO
(guardandola con orgoglio e compiacenza)
E non di men quel desso io sono,
che l'ho cresciuta franca cos?.
Giammai contessa, giammai duchessa,
modi s? fatti usare ard?.
MARIA e SULPIZIO
Apparvi alla luce sul campo guerrier.
? il suon del tamburo mio solo piacer.
MARIA
Io corro alla gloria se n'odo il rumor.
? patria, vittoria mio grido d'onor.
SULPIZIO
S'affretta alla gloria se n'ode il rumor,
? patria, vittoria suo grido d'onor.
Oh, che bel giorno fu quello che il cielo
ancor fanciulla t'offerse a me,
quando il tuo pianto turb? il silenzio
delle vedette del campo intier!
MARIA
E ognun qual padre dolce, amoroso,
sul proprio dorso recommi allor;
e m'era il sacco di munizione
culla d'ogni altra assai miglior.
MARIA e SULPIZIO
E grato il sonno scendeva allor...
quando il tamburo faceva rumor.
MARIA
Or poi che sono... pi? grande assai,
ciascun la mano porta al bonnet.
SULPIZIO
? la consegna!... ? quest'omaggio,
ragazza bella, dovuto a te.
MARIA
Con voi divido sul campo ognor
e stragi e feste e buon umor.
SULPIZIO
Ed ai feriti facendo cor
stringi la destra al vincitor.
MARIA
E alla tard'ora, laggi? in cantina
chi vi rincora col suo cantar?
SULPIZIO
In noi chi desta letizia e ardir:
ah, s?... sei tu... non c'? che dir.
MARIA
Poi per dar saggio del mio talento,
a voti unanimi il Reggimento
sua vivandiera mi nomin?.
SULPIZIO
Sua vivandiera ti nomin?.
MARIA
Son persuasissima ch'alla battaglia
io pur cogli altri saprei marciar:
schioppi e sciabole,
bombe e mitraglia,
con voi pugnando,
saprei sfidar.
SULPIZIO
Sapria marciar.
MARIA
Se un figlio al padre dee somigliar,
al mio somiglio.
SULPIZIO
Somiglia al suo.
MARIA e SULPIZIO
March! en avant! s'ode a gridar
Pian rantaplan March! en avant.
(partono)
Scena terza
Tonio solo.
TONIO
Eccomi finalmente. A questa parte
si diresser le truppe, e agevol forse
mi sar? di veder colei che adoro,
la mia gentil Maria.
Quando vista l'avr?, s'ella risponde
alla fiamma ch'arde;
se da lei son riamato,
senza cercar di pi? mi fo soldato.
Scorso poi qualche tempo,
sposo la vivandiera, e in apparenza
eccomi l'uom pi? lieto della terra!
Ma se per caso in guerra
mi distinguessi a tale
di salir sino ad esser generale...
allor come si fa? La vivandiera
pi? non mi converrebbe, e in mezzo a mille
omaggi, onori, complimenti e feste,
caro mio general, cosa fareste?
Feste? Pompe? Omaggi? Onori?
La mia sorte canger??
Ohib?! che cangiamenti!
Che pompe e complimenti!
Io son un uom di mondo,
non cerco incensi e fumi,
n? lascio i miei costumi
per fasti e dignit?.
Piano, Tonio, pensa meglio...
e se amor per te non ha?
Ma vano ? il mio sospetto:
? assurdo, ci scommetto!
Di buono e di geniale
ho tutto il mio corredo:
e a disprezzarmi, io credo,
Maria non scender?.
Di lei si corra in traccia
e poi si parler?.
Scena quarta
Sulpizio e Maria.
SULPIZIO
Ho piacere d'esser teco
senza alcun testimonio,
perch? appunto bisogno ho di parlarti.
MARIA
Eccomi qua.
SULPIZIO
Tu sei grande... bella... ? necessario
che tu ti mariti.
MARIA
(con mistero)
Oh, ci? non preme.
SULPIZIO
Non preme? ? dunque vero
che nell'ultimo nostro accampamento
t'han sorpresa in colloquio...
MARIA
Con un bel giovinotto? ? vero, ? vero.
SULPIZIO
E chi era?
MARIA
Uno svizzero
gentil... garbato... a cui deggio la vita.
Odesi rumore di dentro.
SULPIZIO
La vita? Come?
MARIA
Sappi che...
CORO
(di dentro)
Cammina.
SULPIZIO
Cosa diavolo ? stato?
Cos'? questo fracasso indemoniato?
Partono.
Scena quinta
Tonio fra soldati e detti.
CORO
Andiamo! il bravo non c'? da far.
Tu qui venisti per esplorar.
TONIO
Signori, piano; con buona grazia
ho buone gambe, so camminar.
MARIA
(Oh, che mai vedo!... ? desso.)
SULPIZIO
Conducetelo altrove.
MARIA
(ai Soldati)
Fermatevi
(piano a Sulpizio)
? lui.
SULPIZIO
Davvero?
Il giovine svizzero?
TONIO
Ah! pel mio core,
quale trasporto!
MARIA
E che vi guida a noi?
TONIO
E mel chiedete?... non ci siete voi?
CORO
(circolando Tonio)
Il briccone ? uno spione
qui venuto ad esplorar.
Ei ci ha offesi, ma i francesi
non si lascian sopraffar.
? un briccone, un petulante
ed a morte si trarr?.
MARIA
Come! a morte colui
che mi salv? la vita?
CORO
Che cosa?
SULPIZIO
Il vero ha detto.
CORO
? un altro conto... e, non morr?, cospetto!
(lasciando Tonio)
MARIA
D'un precipizio in fondo
io m'era per cader:
ei m'ha salvata
esponendo i suoi giorni.
Volete adesso ch'ei perisca?
CORO
No davver.
S'ella ? cos?, mio bravo camerata,
sii nostro amico.
TONIO
E il voglio...
(Che meglio potr? allora
trattenermi con lei che l'alma adora.)
SULPIZIO
Or via, per festeggiare
il salvator della figliuola nostra
beviam... trinchiam... al suo liberatore.
In giro il rhum: (a Maria) ? festa di famiglia
s?, beviam alla Svizzera
che diverr? tua patria.
TONIO
Oh no! giammai!
Rompo piuttosto il mio bicchier.
CORO
? pazzo!
TONIO
Viva Savoia e i nuovi amici miei!
ALTRI
Viva Savoia e i tuoi novelli amici!
SULPIZIO
Perch? la festa sia completa,
canta, o Maria, la nostra ronda in sala.
CORO
(a Tonio)
Del Reggimento ? la canzon pi? grata
ascoltiam... silenzio.
MARIA
Ciascun lo dice, ciascun lo sa.
? il Reggimento ch'egual non ha,
il sol cui credito con amist?
faccian le bettole della citt?;
il Reggimento che ovunque and?
mariti ed amanti disanim?.
Oh, ben supremo della belt?...
Egli ? l?.
Ecco l'undecimo ch'egual non ha.
Tante battaglie ei guadagn?
che il nostro principe gi? decret?
ch'ogni soldato (Se in salvo andr?...)
generalissimo diventer?.
Perch? gli ? questo il Reggimento
a cui sia facile ogni cimento;
che un sesso teme, che l'altro adora...
Egli ? l?
ecco l'undecimo ch'egual non ha.
Odesi un lontan suono di tamburo.
SULPIZIO
(ai soldati)
E l'ora dell'appello.
(ai soldati)
Andiam, figliuoli, andiamo, e non si scherzi
con il regolamento.
MARIA e TONIO
(Or se ne vanno!)
SULPIZIO
(a Tonio)
E tu, ragazzo... via di qua.
MARIA
(con vivacit?)
Riman mio prigioniero...
Di lui noi rispondiamo.
SULPIZIO
(piano a Maria)
Ma non io, briconcella: andiamo...
(a Tonio)
andiamo.
Sulpizio lo consegna a due granatieri che lo accompagnino via,
facendogli salire la montagna.
CORO GENERALE
Sprona il tamburo e incora il bravo militar.
N? dell'appello all'ora si deve far pregar.
Ma in tempi cos? strani si vive nel piacer,
che certo del domani nessun si pu? tener.
(partono)
Scena sesta
Maria, poi Tonio che torna correndo di balza in balza.
MARIA
A viva forza l'han condotto via,
ed io che pur volea... Povero Tonio!
Sol per vedermi espose i giorni suoi
a certa morte...
Tonio arriva saltando di rupe in rupe.
(spaventata) Oh ciel!
TONIO
Eccomi a voi.
MARIA
Come, di gi??
TONIO
Credeano che venuto
fossi per conversar con quei bei musi,
alla prima voltata, gambe aiuto:
il sergente gridava come un orso...
MARIA
Mio padre?
TONIO
(Oh, diavol!) No, quell'altro appresso.
MARIA
Padre m'? pur.
TONIO
(imbarazzato)
No, il vecchio.
MARIA
? padre istesso.
TONIO
Dico, Maria, fermiamoci un momento:
avete voi di padri un reggimento?
MARIA
Appunto! il reggimento
? mio padre adottivo.
TONIO
Allora poi
cambia aspetto la cosa.
MARIA
Perch? mai,
dopo l'estremo addio, seguirmi ancora?
TONIO
Oh! questa ? bella: e voi melo chiedete?
Perch? senza di voi
pi? vivere non bramo,
perch?... non lo capite? perch? v'amo.
MARIA
Oh! voi m'amate?
TONIO
Non ci credete?
MARIA
Che? Voi m'amate?
TONIO
Non ci credete?
Udite, udite... poi decidete.
MARIA
(sorridendo)
Vediam, udiam,
ascoltiam e giudichiam.
TONIO
Da quell'istante che sul mio seno
io vi raccolsi smarrita appieno,
l'immagin vostra, dolce e vezzosa,
non mi d? posa la notte e il d?.
MARIA
Ma, carin, quest'? memoria
(maliziosamente)
? memoria... e nulla pi?.
TONIO
No, no, attendete, c'? di pi?...
S?, mia cara, oh! c'? di pi?.
MARIA
Vediam, udiam,
ascoltiam e giudichiam.
TONIO
Il bel soggiorno dei tempi andati,
i miei compagni cotanti amati
per voi, Maria, sin d'or lo sento
senza tormento potrei lasciar.
MARIA
Ma una tale indifferenza
? impossibil perdonar.
TONIO
E finalmente, da voi lontano
mal sopportando la vita, ohim?,
sfidar io volli su questo piano
la morte istessa... ma al vostro pi?.
MARIA
Quando s'aman le persone...
mio bel signor,
si conservano i suoi giorni.
Ha ben capito.
A confession si ardente
il misero mio cor
consiglio pi? non sente,
che questo ? vero amor.
TONIO
A confession si ardente
il tenero suo cor
si mostrer? clemente
ai voti dell'amor.
Ch'io v'amo, o cara, voi ben vedete:
amo... ma solo.
MARIA
S?? Decidete.
TONIO
Vediamo, udiam,
osserviam e decidiam.
MARIA
Civetta un tempo felice e lieta,
d'alcun amante sentia piet?;
ma l'alma, adesso, turbata, inquieta
sa che v'? un'altra felicit?.
TONIO
Va ben! va bene!
MARIA
Ed i nemici che debbo odiar,
per un di questi degg'io tremar?
TONIO
Di bene in meglio!
MARIA
E in un giorno d'orrore
che i sensi invigorivo
all'olezzar d'un fiore
cosparso io lo sentia del vostro pianto.
TONIO
Ebben?
MARIA
(togliendolo dal seno)
Quel caro fiore,
tesor pieno d'incanto,
noi da quel giorno abbandon? il mio core.
MARIA e TONIO
Quest'anima ? rapita nell'estasi d'amor.
Io perder? la vita, ma fida al tuo bel cor.
Scena settima
Sulpizio e detti.
SULPIZIO
(vede Maria e Tonio abbracciandosi)
Corpo di una spingarda! Il giovinetto
il conosco: poco fa ? scappato!
TONIO
Son di Maria lo sposo.
SULPIZIO
(lo persegue, Tonio si nasconde dietro Maria)
Ah! Disgraziato...
(calmandosi)
Maria promessa ? gi?
al pi? bravo di noi.
MARIA
Per questa volta
la paternit? intera ha fatto errore.
TONIO
Brava, Maria...
SULPIZIO
Silenzio!
TONIO
Non signore.
SULPIZIO
Un de' nostri dee sposarla.
TONIO
E s'io
uno de' vostri diventassi?
SULPIZIO
No.
MARIA
Allora nessun altro sposer?.
TONIO
(da se)
(So quel che deggio far.)
SULPIZIO
Per te, birbante,
questa ragazza all'inimico
con fiaschetto e bagaglio... ma per Bacco!
L'ossa ti romper?.
(cavala sciabola e Tonio fugge)
TONIO
(a Maria)
Ci rivedrem fra poco.
(fugge)
SULPIZIO
Torna, torna; t'aspetto in questo loco.
(intanto Maria fugge dall'altra parte)
E tu, civetta... pur se n'? scappata?
La trover?...
Scena ottava
Ortensio, Marchesa e Sulpizio.
ORTENSIO
(timidamente)
Perdona, Capitano...
SULPIZIO
(senza guardare)
Sergente. Ma, per Bacco! se non sposa...
ORTENSIO
Capitano...
SULPIZIO
(voltandosi bruscamente)
Sergente!
ORTENSIO
Sergente, debbo dirvi che...
SULPIZIO
Che cosa?
ORTENSIO
Che questa dama chiede, per favore...
Sulpizio si volta e vede la Marchesa.
SULPIZIO
Silenzio tu.
MARCHESA
Scusatemi, signore;
il cominciato viaggio
io proseguir volea; ma ritrovando
la via piena di soldati...
ORTENSIO
Intende?
SULPIZIO
(bruscamente)
Silenzio, tu!
MARCHESA
Di ritornar protetta
da alcun de' vostri al mio castel vicino
di Berckenfield...
SULPIZIO
(colpito)
Di Berckenfield!
MARCHESA
(con gioia)
Appunto!
ORTENSIO
(Ci fosser nuovi guai!)
SULPIZIO
(fra se)
Ah, qual rapporto mai
esser vi pu? fra il capitan Roberto
e questo nome...
MARCHESA
Voi Roberto dite?
Un capitano?
SULPIZIO
Il conosceste forse?
MARCHESA
S'io lo conobbi? S'io...
(calmandosi)
Io, veramente... no; mia sorella, un giorno...
SULPIZIO
Dov'??
MARCHESA
(con ansiet?)
Mor?! Ma da quel nodo
segreto che li univa, una figliuola
nacque...
SULPIZIO
E Maria si chiama! La perla, la virt? del
Reggimento!
MARCHESA
Vive?
SULPIZIO
Se vive? ? qui...
MARCHESA
Cielo!
SULPIZIO
Oh, contento!
MARCHESA
Ma, le prove...
SULPIZIO
Le prove? Ecco una lettera
(cercando intanto nel suo seno)
scritta poche ore avanti la battaglia,
nella quale Roberto
per il troppo valor perd? la vita.
Maria fra noi col servo gi? inviava,
ma una palla importuna
mand? il servo nel mondo della luna.
MARCHESA
Spero che questa figlia
sar? allevata con principii austeri...
SULPIZIO
I modi pi? gentili e pi? squisiti...
Scena nona
Maria e detti.
MARIA
Parbleu! Parbleu!... Mangian da parassiti!
Marchons, Sulpizio, a gauche, mezza girata.
MARCHESA e ORTENSIO
Sarebbe?...
SULPIZIO
(di soppiatto)
? lei.
MARIA
Parbleu!
ORTENSIO
(Com'? educata!)
MARIA
(tirando con grazia i mustacchi a Sulpizio)
Vecchio rabbioso, andiam; gi? la famiglia
tutta chiede di noi.
SULPIZIO
La tua famiglia
non ? pi? quella.
MARIA
Come?
SULPIZIO
No, mia figlia;
eccola l?.
(additando la Marchesa)
MARIA
Che! Voi?
(alla Marchesa)
Sulpizio!...
MARCHESA
S?, venite a questo seno,
nipote mia.
MARIA
Nipote! Io vengo meno.
(sta per cadere svenuta fra le braccia di Sulpizio
e della Marchesa; poi si rialza improvvisamente)
Ah, sacrableu! sarebbe vero? Sulpizio,
un altro reggimento!
SULPIZIO
La vita militare per te ? finita:
devi lasciarci.
MARIA
Perder pria la vita.
MARCHESA
Ve lo comando.
MARIA
(colpita)
E con qual dritto?
SULPIZIO
Leggi:
L'ultimo voto di tuo padre ? questo.
MARIA
Di mio padre... Leggiam... Stupita io resto
(legge, dopo esclama)
Lasciar i padri miei!
MARCHESA
Partir conviene.
SULPIZIO
Su, coraggio, Maria; sarai felice.
MARIA
Sulpizio cosi parla!
(piangendo)
MARCHESA
Ortensio, Ortensio,
fate che pronti sieno
i cavalli da posta.
SULPIZIO
E voi frattanto
entrate qui... E tu cessa alfin dal pianto.
Scena decima
Odesi un prolungato suono di tamburo.
I soldati accorrono, col Caporale, da ogni parte.
CORO
Rantanplan! Rantanplan!
Se il gentil fragor
del tamburo animator
ne domanda con amor,
sul momento ogni cor
non si sa frenar:
anela a guerreggiar,
e l'oste a debellar.
Rantanplan! Rantanplan!
Viva la guerra co' mali suoi
e la vittoria e il saccheggiar!
Viva la morte che ognun di noi
nelle battaglie corre a sfidar!
CAPORALE
Ma chi arriva? Veh! Veh! quel giovinotto
che fra noi questa mane ? capitato...
Bravo, da galantuomo! si fe' soldato!
Scena undicesima
Tonio con la coccarda francese al berretto e detti.
TONIO
Miei cari amici, che lieto giorno!
Le vostre insegne io seguir?.
Sol per amore a voi ritorno,
e un grande eroe diventer?.
Ah s?! colei ond'io sospiro
ebbe pietade del mio martiro.
E questa speme desiata ognor
altera i sensi ed il mio cor.
CORO
Ma cosa, diavolo! sei tu impazzito?
TONIO
Amo, e in voi soli confida il cor.
CORO
Di Maria forse sei tu invaghito.
TONIO
E a voi mi volgo, suo genitor,
che un matrimonio non si pu? stringere
senza il paterno util favor.
CORO
Un inimico, s'? stabilito,
la figlia nostra non prender?.
Le si conviene miglior partito,
e a noi suo padre non mancher?.
TONIO
? risoluto?
CORO
Risolutissimo.
Tra quei del Reggimento
lo sposo sceglier?.
TONIO
Per fare un tal contratto
soldato mi son fatto,
e sposa mia sar?.
CORO
Sciocco! va l?!
TONIO
Sentite qua,
amo, e riamato io sono.
CORO
Eh via! non ? possibile.
TONIO
Lo giuro per mia f?.
CORO
Da dubitar non c'?.
TONIO
Ella m'ama, vi do mia f?.
CORO
Che scena! che imbroglio! che caso impensato!
(fra loro)
Ma s'egli ? riamato sposarla dovr?.
TONIO
Ebben?
CORO
Se il ver non menti, umani siamo,
e in isposa Maria ti promettiamo.
Scena dodicesima
Sulpizio, Maria e detti.
TONIO
Suo padre me l'accorda: ? sposa mia.
(correndo verso Sulpizio)
SULPIZIO
Altro che sposa! Ritrov? una zia
che la porta con s?.
CORO
Chi? Nostra figlia?
Portarla via?...
TOMO
Portarla via?
Possibile, mio bene?
Ohib? non sar? ver!
MARIA
Partir conviene,
convien partir,
o miei compagni d'arme;
e d'ora in poi lontan da voi fuggir.
Ma per piet?
celate a me quel pianto:
ha il vostro duol
per il cor di Maria supremo incanto...
Convien partire.
SULPIZIO e CAPORALE
(insieme)
Perch? rapirmela? Partir perch??
La mia costanza sen va con te.
TONIO
Ah, tolga il cielo che ver ci? sia!
Resta Maria, resta per me.
CORO
Perch? rapirnela? partir perch??
MARIA
Le vostre lagrime celate a me.
TONIO
Se andate, io qua non resto in fede mia.
SULPIZIO
Tu se' ingaggiato, e andar non puoi pi? via.
MARIA
Tonio!
TONIO
Mio dolce amore!
MARIA
Da lui partirmi... ah, che non so pensarlo!..
Perderlo adesso... or che dovea sposarlo!
TONIO
Mio dolce amor!
MARIA
Questo colpo mancava al mio cor!
CORO
Oh, affanno! oh, tormento!
Partire dovr?!
E il diavol quella vecchia
con s? non porter??
In ogni cimento,
sul campo d'onor,
un angiol fu di pace
pel reggimento ognor.
TONIO e MARIA
Ogni mia speme mi toglie il ciel,
se a me vien tolto quel cor fedel!
Amarlo/Amarle/Amarla perderlo/perderla dunque dovr??
A duol s? barbaro non regger?.
Scena tredicesima
La Marchesa, Ortensio e detti.
MARCHESA
Presto, nipote, presto.
MARIA
Amici miei
vi do l'estremo addio!
Pietro, la mano; dammi la tua, Mattia;
la tua, caro Tommaso,
che tante cure mi porgesti e tante...
M'abbraccia, o buon Sulpizio...
(l'abbraccia)
MARCHESA
(volendola allontanare dai soldati)
Nipote...
CORO
Ma, cospetto! ? nostra figlia,
e suo padre ognor am?!
MARCHESA
Seguitatemi... Maria...
MARIA
Tonio, amici... io vado via...
Ah! d'ambascia io morir?.
TONIO
A te, sempre, anima mia,
io fedel mi serber?.
ORTENSIO
Tutto pronto ? all'osteria,
se lo vuol, partir si pu?.
CORO
Vada al diavolo quell'arpia,
e con lei chi la port?.
Al suono del tamburo i soldati si pongono in due
file e presentano l'arme a Maria, che passa fra
loro asciugandosi gli occhi: ci? che vien pur fatto
da Sulpizio, il quale comanda ai soldati, sul cui
volto sono le tracce d'un intenso dolore. Maria;,
salita sulla montagna, si rivolge e saluta tutti:
mentre Tonio, che sta sul davanti, si toglie la coccarda
dal berretto e gettandola a terra la calpesta con
disperazione. Cala la tela.
ATTO SECONDO
Atto I
Atto II
Il Teatro rappresenta un salone, che per mezzo di porta in
fondo mette ad una galleria corrispondente ad un parco.
Porte e finestre laterali. Un clavicembalo, tavolini, ecc.
Scena prima
Ortensio e Sulpizio, che avr? un braccio al collo, ma di
tempo in tempo gestisce per provare che la ferita va meglio.
ORTENSIO
Ecco le carte che il notaro invia.
Il duca e la sua madre
per lei saran qui. Feste! allegria!
(via)
Scena seconda
Sulpizio, indi Maria.
SULPIZIO
Povera figlia! Io pi? non ho coraggio
di vederla soffrir. Gi? da quattr'ore
le van storpiando i piedi, perch? impari
il minuetto... E quella, abituata
a saltar con noi liberamente,
piange... e ripete, non ne faccio niente!
vestita da gran dama...
MARIA
Oh, mio Sulpizio!
io non ne posso pi?... Vonno amazzarmi...
Ma tel dissi, e il ripeto schiettamente,
hanno un bel dir: "Non ne faremo niente".
SULPIZIO
(ripetendo)
"Non ne faremo niente"...
Pazienza, figlia mia.
MARIA
La tua ferita?
SULPIZIO
Grazie: va meglio assai.
MARIA
Per questo, il reggimento
subito, spero, non raggiungerai?
SULPIZIO
Resta a vedersi come andran le cose...
Vidi la zia vestita com'il...
MARIA
Siamo da capo! Una romanza vuole
ora insegnarmi, e fra suoi scartafacci
ha scelto, Dio sa, quale antichit?,
perch'io stasera poi
la canti allor che vi sar? gran gente.
Ma tu vedrai: "Non ne faremo niente".
Io Tonio voglio... e non baroni o duchi.
SULPIZIO
Retrocedere adesso a cose fatte
figliuola? sei tu matta?
MARIA
Tonio per me si fe' soldato, ed io...
SULPIZIO
Tutto questo va ben: ma non ignori,
che ambo fummo feriti, ed or nemmeno
saper possiamo dove il reggimento
si ritrovi. La zia!
MARIA
Che importa.
SULPIZIO
Zitti.
Misericordia! che toelette!...
Scena terza
Esce la Marchesa in toupet e detti.
MARCHESA
La romanza in quistione ? ritrovata.
? cosa prelibata...
Venere scende...
SULPIZIO
(E monta il mal umore)
MARCHESA
Che dite?
SULPIZIO
Io, nulla affatto...
MARCHESA
Venere scende fra la notte opaca
per vedere colui, che amor le ispira.
Musica del Maestro
Caffariello...
MARIA
(Silenzio, senti?)
SULPIZIO
(Oh bello!)
MARCHESA
Ebben, Maria, stupita resti? Andiamo:
voi zitto; tu sta bene attenta... incominciamo.
(si pone al clavicembalo e suona con caricatura)
MARIA
Sorgeva il d? del bosco in seno,
Vener bella scendea dal ciel;
correa in tal soggiorno ameno,
sull'orme amiche del suo fedel.
SULPIZIO
(piano a Maria)
(Eh! il nostro canto era pi? bel.)
MARIA
(a sulpizio)
Rantaplan! Rantaplan! Rantaplan
e il Reggimento ch'egual non ha.
MARCHESA
E... ma, che sento mai?
MARIA
Perdon... Perdono!
Confusa un po' mi sono.
SULPIZIO
Era distratta: perdon! perdon!
MARCHESA
Va ben: ricominciam.
? quest'amante, a cui Ciprigna
donava il premio del valor,
il pi? gentile della citt?
la cui belt?...
SULPIZIO
Oh, ben supremo della belt?...
SULPIZIO e MARIA
Eccolo qua.
Ecco l'undecimo ch'egual non ha.
MARCHESA
Oh, quale infamia... che dite l??
MARIA .
(a Sulpizio)
(Ohim?, che noia!)
MARCHESA
Andiamo avanti.
MARIA
Sia pur cos?.
(alla Marchesa con dispetto, poi piano a Sulpizio)
Ma non c'? caso... non c'entra qui.
Vener sorgendo tanto vezzosa.
L'eco del monte, della valle
di Filomena l'ansia gelosa
ripeteranno col suon d'amor.
MARCHESA
Via, sospiriamo siccome lei.
SULPIZIO
(lo preferisco a que' sospiri
d'un buon tamburo il bel fragor.)
MARIA
Davvero io vi rinuncio.
Almeno al reggimento
era facile il canto.
MARCHESA
Ohim? che sento! ah, qual risposta!
MARIA
En avant! En avant!
Cos? l'undecimo s'ode gridar.
En avant! En avant!
Rantanplan! plan! plan!
MARCHESA
Quale orror! possibil mai
che si possa avvilupar
ad un canto s? gentile
la canzon d'un militar!
La Marchesa s'allontana sdegnata. Maria entra nelle
proprie stanze, e mentre Sulpizio sta per andarsene dal
fondo s'incontra con Ortensio.
Scena quarta
Sulpizio ed Ortensio.
ORTENSIO
Giusto voi, granatiere.
SULPIZIO
Cos'? accaduto?
ORTENSIO
C'? a basso un militar... ma di que' grossi!
Ha uno spallino d'or.
SULPIZIO
Uno spallino!
(Forse lui! cospetton! ci vorria questa!
Che guazzabuglio allora, e che tempesta!)
(parte correndo seguito da Ortensio)
ORTENSIO
Un giorno o l'altro... ed esser dee pi? bello!
Dee cangiarsi in quartier tutto il castello.
(via)
Scena quinta
Maria sola, poscia il Coro.
MARIA
Deciso ? dunque... canger? il mio fato:
n? a proteggermi alcun ? qui spronato.
Le ricchezze ed il grado fastoso
non mi possono il cor cangiar.
Celar deggio il mio duolo affannoso,
e quest'alma ad ogn'ora ingannar.
Fra le gemme e i tessuti non trova
pace alcuna il mio lungo dolor.
Esser bella a ch? dunque mi giova
se ogni pace vien tolta al mio cor?
Per s? fatal contratto tutto ? letizia intorno,
la mia sventura io compir? in tal giorno...
Ma cosa sento io mai?
Ciel!... ah, m'illudessi!
Questa marcia guerriera...
Ah, son pur dessi!
Oh, trasporto! oh, dolce ebrezza!
Son gli amici del mio cor.
Bei piacer di giovinezza
ritornate almen con lor!
Di gioia bramata,
di tenero affetto
gi? sento in petto
l'arcano poter.
? l'ira calmata
degli astri nemici,
a giorni felici
ritorna il pensier.
CORO
? lei, nostra figlia.
Qual piacer, qual destin;
l'antica tua famiglia
ti vede alfin.
Scena sesta
Sulpizio e detti, poi Tonio.
SULPIZIO
O camerati! amici!
CORO
Oh! Veh, Sulpizio!
SULPIZIO
S?, Sulpizio in persona,
che vi stringe e v'abbraccia tutti quanti.
Tommaso? Ambrogio? Piero?
Nessun manca all'appello!
MARIA
Oh s?, nessun!
(cercando collo sguardo)
TONIO
E neppur Tonio.
MARIA
(correndo adesso)
Ah, Tonio mio! Ma, guarda, ha uno
spallino.
(a Sulpizio)
TONIO
Per Bacco!
Quand'un si ? messo in testa
di morir sul campo dell'onore,
non c'? a dir... o sale in alto, o muore.
SULPIZIO
Ma voi, miei buoni amici, un bicchierino
forse ne bevereste?
CORO
Figurarsi!
MARIA
E se torna la zia?
SULPIZIO
Staran celati
in fondo al parco. Ortensio!
Scena settima
Ortensio e detti.
ORTENSIO
Misericordia!
MARIA
Senza tante smanie,
a costor fate dar una bottiglia.
ORTENSIO
Ce ne vuole una botte.
SULPIZIO
Meno ciarle:
sien gli ordini eseguiti, e se resiste...
ORTENSIO
Io poi...
SULPIZIO
Gi? intesi siamo.
CORO
Andiam.
ORTENSIO
No, che non vengo.
CORO
Andiamo... andiamo.
I soldati portano via Ortensio.
Scena ottava
Sulpizio, Maria e Tonio.
SULPIZIO, MARIA e TONIO
Stretti insiem tutti tre,
qual favor! qual piacer!
Tanto ben, tal merc?
non pu? il cor sostener.
SULPIZIO
Dolce memoria!
TONIO
Bel tempo andato!
MARIA
Da noi lontano...
SULPIZIO
S'? trasportato.
TONIO
Ma torner?.
SULPIZIO
Lo spero invano
il tempo andato torn? per me
a lui vicino, vicino a te.
SULPIZIO, MARIA e TONIO
Stretti insiem tutti tre,
qual favor! qual piacer!
tanto ben! tal merc?
non pu? il cor sostener.
TONIO
Tu parlerai per me...
MARIA
Per lui tu d?i parlar.
TONIO
Premiar la nostra f?.
MARIA
N? devi poi tardar.
SULPIZIO
Ma udite, udite almen.
TONIO
La tua promessa ? urgente.
MARIA
Ei m'ama immensamente.
TONIO
Il core e la sua f?.
SULPIZIO
Ma al diavolo voi e me.
SULPIZIO, MARIA e TONIO
Stretti insiem tutti tre,
qual favor! qual piacer!
Tanto ben, tal merc?
non pu? il cor sostener.
Scena nona
La Marchesa e detti.
MARCHESA
Che vedo! un uffiziale?... e voi! Sulpizio,
qui rinchiuso con lor, che fate?
MARIA
Oh, zia!
Questi ? quel Tonio che salvommi un giorno
da certa morte, quest'? l'amor mio.
(timida)
MARCHESA
Che amor!... Che dite voi?
TONIO
Signora...
MARCHESA
Zitto!
Al duca Krakenthorp sposa ? Maria...
SULPIZIO
Cio? (Perdoni) sbaglia un po' la zia...
? promessa soltanto suo malgrado,
ed or che Tonio capitano ? fatto,
e che la vuole, va a monte ogni contratto.
MARCHESA
Come, Sulpizio... voi... in tal guisa, voi
che sapete...
TONIO
Ma, signora...
MARCHESA
(a Tonio)
Uscite,
n? qui osate mai pi? di mettere il piede.
TONIO
(offeso)
Qual baldanza ? la vostra!
Io vado e torno, Maria,
sarai mia sposa al nuovo giorno.
(a Maria che piange, e parte)
SULPIZIO
Bravo!
MARCHESA
Che dite?
SULPIZIO
Addio, gli ho detto.
MARCHESA
(a Maria)
E voi ritiratevi tosto, invan piangete.
MARIA
Parto... ma Tonio...
MARCHESA
E quando ubbidirete?
(a tutti due che andavan via)
Fermatevi, Sulpizio.
(Maria d? uno sguardo a Sulpizio, e parte)
Chiudete quella porta, ve ne prego.
SULPIZIO
(Che dir vorr?)
(d? una sedia alla Marchesa poi siede)
MARCHESA
< Sapete che le nozze
son vicine.
SULPIZIO
Ed ancora la ragazza
? pi? che mai testarda ed insistente.
MARCHESA
Obbligarla convien.
SULPIZIO
Non ne farem niente.
MARCHESA
Ho gran fiducia in voi.
SULPIZIO
Che far potrei?
MARCHESA
Un gran segreto confidar dovrei.
Un'altra onest?...
SULPIZIO
Parlate pure.
MARCHESA
Amaste un giorno?
SULPIZIO
(Oh Dio!) Cosa intendete?
MARCHESA
Eccovi un foglio.
SULPIZIO
A me?
MARCHESA
S?, lo leggete.
SULPIZIO
(legge)
"Educata nella mia giovent? troppo severamente,
e toltami ogni via di conoscere la societ?...
al primo comparir nel mondo vidi un giovane
ufficiale... mi piacque... lo amai... partiva...
(ad ogni parola Sulpizio la guarda).
Da un matrimonio clandestino n'ebbi una figlia...
circondato poscia dall'inimico il suo reggimento,
si dovette salvare colla figlia...
d'allora pi? novelle n? di lui, n? della bambina.
Ora una mano celeste a me lo guida; ma, per mio
rossore, pubblicar non posso in faccia agli uomini,
per legami di famiglia, per inimicizie nazionali,
che fui sposa... e che ad ogni istante abbraccio...
quella Maria, che voi mi rendeste, quella ? figlia mia ..."
(la Marchesa, quasi piangendo, si getta a' suoi piedi)
MARCHESA
Nata da illustre stipite,
d'anima ardente e altera
invano usar per vincermi
l'impero e la preghiera;
ch? giovinetta ancor
d'estranio Capitano
cos? mi prese amor
che gli donai la mano.
Il disugual connubio
io tenni a' miei celato.
N'ebbi una figlia, ahi misera!
Me la rap? l'ingrato.
Pietoso ora il Signor
un angelo m'invia
la figlia del mio amor...
Quell'angelo ? Maria.
SULPIZIO
Ah signora!...
MARCHESA
Tacete.
SULPIZIO
Voi... la lettera adunque... e che far posso?
Disponete di me come vi piace...
MARCHESA
Al Duca Krakenthorp la persuadete
a passar in isposa... e sopra tutto
non svelate il mistero...
SULPIZIO
Vado... Volo...
Maria sar?... gi? voi... perch?... v'intendo.
MARCHESA
Andate presto...
SULPIZIO
Io volo...
(fuori di s? per la gioia)
MARCHESA
Qui io v'attendo.
Scena decima
La Marchesa ed un Notaio.
MARCHESA
Cominciano a suonar. Questo ? il segnale,
che la duchessa arriva.
Signor notaio... bravo!
Sedete, accomodatevi.
Scena undicesima
Maria, Sulpizio e detti.
MARCHESA
Maria!
MARIA
(piangendo)
Cara madre!
MARCHESA
Oh, figlia
zitto!
SULPIZIO
(ad entrambe sottovoce)
Giudizio...
MARCHESA
Un compimento avr? la festa!
MARIA
(alla Marchesa)
Deggio segnar?
MARCHESA
Ah! la mia brama ? questa.
Odesi un improvviso rumore.
Scena ultima
Detti, poi Tonio e soldati.
TUTTI
Giusto ciel! Quali grida! Qual chiasso!
TONIO
Mi seguite compagni.
SOLDATI
Ti rincora, amata figlia:
per giovarti siamo qua.
Da ogni mal la tua famiglia
te difendere sapr?.
Tergi il pianto, affrena il duolo:
in noi fede aver puoi solo.
Se ogni speme in te svan?,
per te sola ognun ? qui.
TONIO
La misera forzata
si vuol da noi salvata:
sola ? il nostro bene,
ei si dee rapir.
trarla ad un imene,
non pu? compir.
SULPIZIO
Tonio!
MARCHESA
Cosa fate?
SOLDATI
Vivandiera al Reggimento
Lha veduta e l'ador?.
MARCHESA
Oh, rossore! Oh, avvilimento!
SOLDATI
(La Marchesa in cor gel?).
MARIA
Quando il destin, in mezzo a strage ria
nel lor seno fanciulla mi gett?,
essi han raccolto la miseria mia,
e i primi passi miei ciascun guid?.
Potrebbe mai dimenticarli il cor,
se non esiste che per loro amor?
CORO
A vil non pu? tenersi,
s'ella confessa il vero;
s'? il labbro suo sincero,
se mostra schietto il cor.
MARCHESA
Tutto ? palese! Che far deggio adesso?
TONIO
Che dir? mai!
MARIA
N? morir?.
MARCHESA
T'arresta!
Per me s? gran dolor... Per me soltanto!
ALTRI
Cielo! che intende dir.
MARCHESA
Vieni, deh vieni!
Sacrificar non voglio un cor s? bello.
In me taccia l'orgoglio,
e quel ch'ella scieglieva, amante onesto,
alfin ottenga.
ALTRI
E qual ? desso?
MARCHESA
(ponendo Tonio nelle braccia di Maria)
? questo.
SULPIZIO
Bene!
MARIA
Tonio!
TONIO
Maria!
SULPIZIO
Brava, signora zia!
Se non avessi il mustaccio
le darei proprio un militar abbraccio.
MARIA
Com'? soave il palpito
d'un fortunato amore!
Tutto d'affetto in cor
accento il mio contento,
da esprimersi non ha.
TUTTI
Serbar eterno,
s? bel contento
amor vorr?.
Atto I
Atto II
F I N E
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