Ariodante
Music by Georg Friedrich Haendel - (HWV 33)
Dramatis Personae:
The King of Scotland
Ginevra, his daughter
Ariodante, engaged to Ginevra
Lurcanio, Ariodante's brother
Dalinda, friend of Ginevra
Polinesso, Duke of Albany
Odoardo, a knight and courtier
ACT I
ACT II
ACT III
ACT I
Scene 1.
A room in the royal palace.
Ginevra at her mirror, dressing herself.
Dalinda, pages and ladies-in-waiting.
Aria
Ginevra
Vezzi, lusinghe, e brio rendano il volto mio più vago al mio tesor
Recit., Dalinda and Ginevra
Dalinda:
Ami dunque, oh Signora?
Ginevra:
Avvampa il core di nobil fiamma, che vi accese amore.
Dalinda:
E il Rè tuo genitore, l'approva?
Ginevra:
Anzi il fomenta.
Dalinda:
Segui ad amar, fà l'alma tua contenta
(in atto partire).
Scene 2.
Ginevra, Polinesso and Dalinda, who returns.
Recit., Polinesso and Ginevra
Polinesso:
Ginevra?
Ginevra:
Tanto ardire? Olà Dalinda?
Polinesso:
Lungi da' tuoi bei rai viver non può il mio cor;
quindi perdona se a te ...
Ginevra:
Duca, se mai fosti nojoso oggetto a gli occhi miei,
or che amante ti scorpi, or più lo sei.
Aria
Ginevra:
Orrida a gl'occhi miei, quanto, Signor,
tu sei Tesifone non è, nò, non è!
Amor, di noi per gioco il core a te di foco
di gelo fece a me.
Ginevra leaves.
Scene 3.
Polinesso and Dalinda.
Recit., Polinesso and Dalinda
Polinesso:
Orgogliosa beltade!
Dalinda:
Signore, in vano tenti... lascia d'amarla.
Io credo che Ariodante...
Polinesso:
E' mio rival?
Dalinda:
Anzi gradito amante.
Polinesso:
E il genitor?
Dalinda:
Approva gli affetti lor, e che sperar tu puoi?
Aria, Dalinda, regarding him tenderly.
Apri le luca, e mira gli ascosi altrui martiri
v'è chi per te sospira, e non l'intendi ancor;
E in tacita favella col fumo de' sospire, ti scopre, oh Dei!
la bella fiamma che le arde il sen.
Scene 4. Polinesso alone.
Recit.
Polinesso
Mie speranze, che fate? Cosi vi abbandonate?
Nò, fà cuor, Polinesso! Giacchè Dalinda a te si scopre amante,
alziam mole d'ingegno, per atterrar il mio rivale al Regno.
Aria
Polinesso
Coperta la frode di lana servile si fugge,
e detesta, e inganno s'appella;
Si chiama con lode prudenza virile s'avien
che sivesta di spoglia più bella.
Scene 5.
The palace garden. Ariodante and, later, Ginevra.
Arioso
Ariodante
Quì d'amor nel suo linguaggio parla il rio,
l'erbetta, e'l faggio Al mio core innamorato.
Recit, Ariodante and Ginevra
Ariodante:
T'amerò dunque sempre, idolo mio.
Ginevra:
Alma costante pur, ti dico anchio.
Ariodante:
Tu sovrana, io vassallo!
Ginevra:
Ariodante, mercè del Nume arciero
più sovrana non è quest'amante;
servo non è chi ha del mio cor l'impero.
Ariodante:
Quasi attonita l'alma ancor nol credo.
Ginevra:
Dunque la destra mia, di cio che t'offre amor pegno ti sia.
Duet, Ginevra and Ariodante
Ginevra:
Prendi, prendi da questa mano, il pegno di mia fè!
Ariodante:
Prendo, prendo da questa mano, il premio di mia fè!
Entrambi:
Del Fato più inumano il barbaro rigore,
mai così bell'ardore estinguer possa in me.
Scene 6.
As they repeat the duet, offering to take hands,
the King enters between them
and takes Ariodante's hand and his daughter's.
Recit., The King, Ginevra and Ariodante
Rè:
Non vi turbate, bell' alme innamorate!
Ginevra:
Padre!
Ariodante:
Mio Rè ...
Rè:
Tacete! e de' vostri contenti me a parte ancor prendete,
che della vita, e degli spirti miei
(a Ginevra)
una parte sei tu;
(a Ariodante)
l'altra tu sei,
Ariodante:
(in atto di inginocchiarsi)
Alle tue reggie piante ...
Rè:
Sorgi, amato Ariodante;
in questa età degg' io, alla figlia pensar,
pensar al Regno, nè s'offre al pensier mio
di te più degno sposo, e Rè più degno.
Ginevra:
A tanta gioja, oh Dei!
Ariodante:
A tanta sorte...
Ginevra:
Se resiste il cor mio...
Ariodante:
Se il cor non muore.
a 2:
E' prodigio d'amore.
Rè:
Or va figlia, compati per le nozze vicine
più contential al tuo core,
più vezzi al volto tuo, più gemme al crine.
Aria,
Ginevra
Volate, amori, di due bei cori la gioja immensa a celebrar!
Il gaudio è tanto, che come è quanto dir non saprei debba esultar.
Scene 7.
Ariodante, the King, Oduardo and guards.
Recit.
Rè:
Vanne pronto, Odoardo, le pompe a preparar;
e il novo giorno sia coll' alto Imeneo lieto e giocondo.
Odoardo:
E goda questa reggia, il regno, il mondo.
(parte)
Rè:
E tu al par di Ginevra, amato Ariodante,
dalla man del tuo Rè gradisci' l dono; più darti non poss' io,
se me stesso ti dò la figlia e il trono.
Aria
Re
Voli colla sua tromba la fama in tutto il mondo le gioje a publicar!
Il Ciel lieto rimbomba, che giorno più giocondo sorte non può mandar.
Scene 8.
Ariodante alone.
Recit.
Ariodante
Oh, felice mio core! doppo tanti tormenti
pur giungesti alla sfera de' contenti.
Aria
Ariodante
Con l'ali di costanza alzo il suo volo amor,
fà trionfar nel cor, fede e speranza.
Scene 9.
Polinesso and Dalinda conversing.
Recit.
Polinesso:
Conosco il merto tuo cara Dalinda,
e col tuo mezzo io voglio scuotere il giogo indegno
render scherni a' disprezzi lasciar Ginevra,
le sue nozze, e il regno.
Dalinda:
(Che sento? oh me felice!) Al tuo cenno, Signor...
Polinesso:
Si in questa notte quando dorme Ginevra,
ti adorna di sue vesti, cerca imitarla in tutto,
dispone come lei le chiome....
Dalinda:
E poi?
Polinesso:
Per la segreta porta del reale giardino
nelle sue stanze m'introduci;
e fingi di Ginevra il sembiante.
Dalinda:
Ma il mio onor?
Polinesso:
Sò il rispetto che conviene a nobile donzella.
E' non risolvi ancor?
Dalinda:
Forza d'amore! nella si può negare a chi s'adora.
Polinesso:
Tutto sarà per te poscia il mio core.
Aria
Polinesso
Spero per voi, sì, begli occhi in questo dì sanar mie piaghe.
E a voi sacrar vogl'io gli affeti del cor mio, pupille vaghe!
Scene 10.
Dalinda and Lurcanio.
Recit.
Lurcanio:
Dalinda, in occidente già cade il sole,
e ne' bei lumi tuoi un sol più chiaro ecco ne spunta a noi.
Dalinda:
Signor, meco tu scherzi.
Lurcanio:
Sei la mia sola speme.
Dalinda:
Non son per te, Signor...
Lurcanio:
Sei l'idol mio.
Dalinda:
Ergi a scopo maggiore il tuo desio.
(Exit)
Aria
Lurcanio
Del mio sol vezzosi rai v'ascondete ora da me; mà perchè?
senza viver non sò, nò. Quell'ardor che da voi scese,
che m'accese, e m'arde ancora,
e arderà per sin ch'io mora quei la vita al cor donnò.
Scene 11. Dalinda alone.
Recit.
Dalinda
Ah! che quest'alma amante arde per altro foco,
e in eterno sarà sempre costante.
Aria
Dalinda
Il primo ardor è così caro a questo cor,
ch'estinguerlo non vuol quest'alma amante.
Io son fedel, nè mai crudel,
e sempre a lui sarà il cor costante.
Scene 12.
A pleasant valley. Ariodante, admiring its beauty.
Recit.
Ariodante
Pare, ovunque mi aggiri, che incontri'l gaudio e'l brio.
Scene 13.
Ginevra and Ariodante.
Recit.
Ginevra:
E qual propizia stella mi guida a te, mio ben?
Ariodante:
Tu sol sei quella.
Ginevra:
Consolati, mio caro; già siam vicini al porto,
e il novo giorno del bel nostro Imeneo ne anderà adorno.
Ariodante:
Felici abitator di questo suolo, Ninfe leggiadre,
e amanti Pastorelle, le nostre gioje intanto venite
a celebrar col ballo, e il canto.
Sinfonia
Duet Ginevra & Ariodante
Ginevra & Ariodante:
Se rinasce nel mio cor, bella gioja, bella speme,
la produce un fido amor. Chi non sà costante amar,
vero gaudio, vero bene non isperi di trovar.
Chorus with Ginevra & Ariodante
Si godete al vostro amor, alme belle, fidi amanti,
questo fà beato il cor. Cerchi ogn'uno d'imitar la costanza,
la speranza che vi fa lieti esultar.
ACT 2
ACT I
ACT II
ACT III
Scene 1.
A moonlit night. Ancient ruins in the midst of which
can be seen a secret door to the royal gardens,
leading to Ginevra's rooms. Polinesso alone.
Sinfonia
Recit,
Polinesso
Di Dalinda l'amore quanto giunge opportuno al mio disegno!
Viene pure Ariodante, guidalo, o sorte, in si remota parte,
che questo è il campidoglio a mia bell'arte.
Scene 2.
Ariodante, Polinesso, then Lurcanio aside later
Dalinda disguised as Ginevra.
Recit
Polinesso & Ariodante
Polinesso:
Eccolo, o amico, e come quì to ritrovo?
Ariodante:
È tanto il giubilo dell'alma,
che non ponno chiudersi le lie luci ancora al sonno.
Ginevra, l'idol mio, mercè d'amore...
Polinesso:
Che fia?
Ariodante:
Mia sposa...
Polinesso:
Sogni.
Ariodante:
Esulta il core.
Polinesso:
Scherzi Ariodante.
Ariodante:
Èver ella poc'anzi mi diè in pegno la destra.
Polinesso:
E a me dispensa amorosi contenti.
Ariodante:
(mettendo la mano sopra la spada):
Olà, Duca, che parli? Il ferro mio ti sosterrà che menti.
Polinesso:
T'acquieta; se tu vuoi crederlo agli occhi tuoi,
farti vede l'inganno ora m'impegno.
Entra Lurcanio a parte, si nasconde tra la rovine.
Lurcanio:
(Col Duca il mio germano? io quì mi celo.)
Polinesso:
Quì ti nascondi...
Ariodante:
È questa notte fia se menzognero, o se verace sei,
l'ultimo de'tuoi giorni, o pur de'miei.
Aria
Ariodante
Tu preparati a morire ti a morire, se mentire ti vedrò!
Se la bella m'ha ingannato, disperato io morirò.
Recit
Polinesso, Dalinda, Lurcanio & Ariodante
(Ariodante si nasconde tra le rovine,
e Polinesso batta alla porta più volte,
che gli viene aperta da Dalinda in abito di Ginevra.)
Polinesso:
Ginevra?
Dalinda:
O mio Signore!
(entra Polinesso, e la porta si chiude.)
Lurcanio:
(Impudica!)
Ariodante:
Occhi miei, che vedeste?
(và sulla porta risolutamente.)
È pur dessa... sù questa soglia infame, si dia morte al dolore.
(cava la spada, e posa il pomo in terra per uccidersi,
quando Lurcanio lo trattiene, e gli toglie la spada.)
Lurcanio:
Ferma, germano; a che tanto furore?
Aria, Lurcanio
Scene 3. Ariodante alone.
Recit
Ariodante
E vivo ancora? E senza il ferro? oh Dei!
Che farò? che mi dite, o affanni miei?
Aria
Ariodante
Scherza infida in grembo al drudo.
Io tradito a morte in braccio per tua colpa ora men vo.
Ma a spezzar l'indegno laccio, ombra mesta,
e spirto ignudo, per tua pena io tornerò.
Scene 4.
Polinesso, and Dalinda dressed in Ginevra's clothes.
Recit, Polinesso & Dalinda
Polinesso
(Va guardanà per la Scena):
(Lo stral ferì nel segno; disperato partì; oh! me beato!)
Dalinda:
Addio, Signor; già s'avvicina il giorno.
Polinesso:
Se i rimproveri miei a queste spoglie sol diretti udisti,
udirai qui avante tenerezze d'amor, sensi d'amante.
24b. Arioso
Dalinda
Se tanto piace al cor il volto tuo signor,
quando disprezzi, al cor quanto sarà cara
la tua beltà, quando accarezzi.
Scene 5. Polinesso alone.
Recit
Polinesso
Felice fu il mio inganno,
che porta al mio rival l'ultimo danno.
Aria
Polinesso
Se l'inganno sortisce felice io detesto per sempre virtù.
Chi non vuoi se non quello, che lice, vive sempre infelice quaggiù.
Scene 6.
A gallery. The King and guards,
accompanied by courtiers and later Odoardo.
Recit, Il Re, Odoardo
Re:
Andiam, fidi, al consiglio per dichiarar,
che il principe Ariodante d'esser mio erede è degno.
Odoardo
(entrando):
Misero Re! più sventurato regno!
Re:
Odoardo, che fia? Parla...
Odoardo:
La doglia mia, il mio pianto ti parli.
Re: Oh! Ciel conforto!
Odoardo:
Ariodante...
Re:
Che?
Odoardo:
Signor, è morto.
Re:
Come? che intendo? Oh Dei!
Odoardo:
Il suo scudiero portò avviso alla corte;
che tristo al mar vicin quasi un baleno ratto
gettosi all 'ombre salse in seno.
Re:
Dallo stesso scudiero intender voglio la cagion di sua morte.
Oh figlia! oh! me infelice! oh! Iniqua sorte!
Aria,
Il Re
Invida sorte avara, misero! in questo di!
Nel prence mi rapì parte del core.
Or nella figlia cara del cor l'altra metà,
oh Dei! mi rapirà forse il dolore.
Aria
Il Re
Più contento e più felice, nò, nò
regno al mondo il sol cadente dall'occaso non mirò;
Nè più afflitto e più infelice,
mai di questo il sol nascente regno al mondo ritrovò.
Scene 7.
Ginevra, Dalinda and later the King.
Aria
Ginevra
Mi palpita il core nè intendo perchè.
È, gioia? o dolore? Chi sa? che cos'è?
Recit, Dalinda, Il Re, Ginevra
Dalinda:
Stà lieta, oh Principessa.
Re:
Figlia, un alma Reale si distingue dall'altre,
allor che forte resiste ai colpi rei d'iniqua sorte.
Ginevra:
Qual preludio funesto?
Re:
Ah! ria sventura!
Ginevra:
Deh! caro genitor, parla...
Re:
il sostegnola... speranza del regno
Ginevra:
Misera, oimè!
Re:
Nel vicin mare assorto, lo sposo Ariodante.
Dalinda:
Oh! Cielo!
Ginevra:
Oh! Dei!
Re:
Dal suo furor portato
Ginevra:
Oh! padre.
Re:
È morto.
Ginevra:
(Cade svenuta sulla seggiola.)
Ahi! resister non sò, son morta anch'io.
Dalinda:
Mia Signora?
Re:
Mia figlia, coraggio, ti conforta!
Dalinda:
Ahi! sventura!
Re:
Ahi! dolor! figlia?
Ginevra:
Son morta.
Re:
Nel vicin letto, o servi, vada col vostro aiuto;
a lei ritorno presto faronne; Ahi! sventurato giorno!
Il Re, Odoardo and Lurcanio.
Recit
Lurcanio, Il Re
Lurcanio:
Mio Rè.
Re:
Lurcanio, oh! Dei! deh! ti consola;
un padre ritrovi in me, se il tuo germano è morto.
Lurcanio:
Sire! chiedo giustizia, e non conforto.
Re:
Giustizia, e contro chi?
Lurcanio:
Contro del Reo della morte del mio caro germano.
Re:
Come? se il suo furore...
Lurcanio:
No, Sire, ebbe un autore.
Re:
Chi fù?
Lurcanio:
L'impudicizia...
Re:
Oh! meraviglia! Ma chi fù l'impudica?
Lurcanio:
Ella è tua figlia.
Re:
Oh Dei, che sento!
Lurcanio:
Leggi.
(gli dà un foglio.)
Re:
(Legge)
Per la segreta porta del giardino reale nella scorsa notte
introdusse Ginevra un certo amante...
(Continua a legger, ma basso.)
(Legge alto di novo.)
Ti esposi il vero e quando vi sia chi la diffenda,
l'accusa io m'offro sostener coi brando.
Aria
Lurcanio
Il tuo sangue, ed il tuo zelo, per la figlia,
e per astrea gran contrasto or fanno in te.
Ma tu mostra al mondo, al cielo,
ch'in punir la figlia rea non sei padre, essendo Rè.
Scene 9.
Il Re, Odoardo, Ginevra and Dalinda.
Recit
Odoardo, Dalinda, Ginevra
Odoardo:
Quante sventure un giorno sol ne porta!
Dalinda:
Sire! vedi il dolore, che trasporta la figlia;
squarcia le vesti, e'l volto, fatta di se nemica.
Ginevra:
Padre...
Rè:
Non è mia figlia una impudica!
Scene 10.
Ginevra and Dalinda.
Recit. accomp.,
Ginevra, Dalinda
Ginevra:
A me impudica?
Dalinda:
(Oh Ciel, che intesi!)
Ginevra:
A me? impudica? e perchè?
Dalinda:
Misera figlia!
Ginevra:
A me? a me impudica?
Dalinda:
Oh Dei!
Ginevra:
Chi sei tu? chi fù quelli? e chi son io?
Dalinda:
(Ohime delira!)
Ginevra:
Uscite dalla reggia di Dite furie che più tardate?
Su, su precipatate nell'Erebo profondo,
quanto d'amor voi ritrovate al mondo.
Dalinda:
Principessa?
Ginevra:
Dov'è? ch'il sa me'l dica.
Dalinda:
Torna, torna in te stessa; abbi conforto!
Ginevra:
Che importo a me, se il mio bel sole è morto.
(Piange.)
Dalinda:
Si rischiara la mente.
Ginevra:
Dalinda, non son io quell'impudica?
Non fu il padre che'l disse? E perchè il disse?
Dalinda:
Nol so.
Ginevra:
Lo so ben'io per mio martoro.
Dalinda:
Consolati!
Ginevra:
Ove son? vivo? o deliro?
Aria
Ginevra
Il mio crudel martoro crescer non può di più;
morte, dove sei tu, che ancor non moro?
Vieni, de' mali miei, no, che il peggior non sei, ma sei ristoro.
Ballet
31. Dance of the Pleasant Dreams
32. Dance of the Nightmares
33. Allegro
34. Dance of the Terrifying Pleasant Dreams
35. Battle of the Pleasant Dreams and the Nightmares
36. Recit. accomp.
Ginevra
(Si risveglia sorpresa.)
Che vidi'? oh Dei! misera me!
non ponno aver quiete mie pene anche nel sonno.
ACT 3
ACT I
ACT II
ACT III
Scene 1.
Ariodante in the forest.
Dalinda is seen running away from two assailants.
Ariodante, disguised, drives them off.
39. Sinfonia and Arioso
Ariodante
Numi! lasciarmi vivere per darmi mille morti,
è questa la pietà?
(Parte.)
Recit.
Dalinda & Ariodante
Dalinda:
(Di dentro.)
Perfidi! io son tradita! Ah, Duca iniquo!
Ariodante:
(Incalza li assalitori dentro la scena.)
Indietro, traditori.
Dalinda:
Oh Dei! Ariodante?
Ariodante:
Non è questa Dalinda? è dessa.
Dalinda:
È desso! Prence, tu vivi? è ver?...
Ariodante:
Vivo, Dalinda, per Ginevra infedel.
Dalinda:
E creder puoi Ginevra rea d'offeso onore?
Ariodante:
Io devo creder' agli occhi miei.
Dalinda:
Ingannato tu sei dal Duca d'Albania perfido indegno,
che a me insidia la vita, e da te il regno.
Ariodante:
Come? dunque colei... che al mio amor,
al suo onor tanto rubella, vidi, non fù Ginevra?
Dalinda:
Eh, nò! io fui quella.
Ariodante:
Misero me!
Dalinda:
Senti, Signor, amai quanto l'anima mia...
Ariodante:
Seguimi, il resto intenderò per via.
Aria
Ariodante
Cieca notte, infidi sguardi, spoglie infauste,
insano core, voi tradiste una gran fè.
Rio sospetto, occhi buggiardi, empio amico e traditore,
ogni ben rapisti a me!
Scene 2.
Dalinda alone.
Recit.
Dalinda
Ingrato Polinesso!
E in che peccai, che con la morte ricompensi amore?
Ah, sì, questo è l'error troppo t'amai.
Aria
Dalinda
Neghittosi or voi che fate?
Fulminate, Cieli, omai sul capo all'empio!
Fate scempio dell'ingrato, del crudel che m'ha tradita,
impunita, l'empietà riderà nel veder poi fulminato
qualche scoglio o qualche tempio.
Recit.
Dalinda
Aria, Dalinda
Scene 3.
The Royal Garden. The King and Odoardo then Polinesso.
Recit. Odoardo, the King, Polinesso
Odoardo:
Sire; deh! non negare a figlia supplicante,
di baciar la tua man pria di morire.
Rè:
Non più; sin che io non veda cavalier comparir,
che la difenda, non speri di vedere il volto mio.
Polinesso:
Mio Rè, prepara il campo, che di Ginevra il difensor son io.
Aria
Polinesso
Dover, giustizia, amor m'accendono nel cor desio di gloria.
Se a brame così belle arridono le stelle, abbiam vittoria.
(Parte.)
Recit. The King
Or venga a me la figlia.
(Parte Odoardo.)
Affetti miei simulaste abbastanza di giudice,
e di Rè, zelo e rigore, or ripigliam di padre amante il core.
Scene 4.
The King and Ginevra accompanied by guards.
Recit. The King, Ginevra
Rè:
Ecco la figlia; ahi vista!
Ginevra:
Padre, ahi, dolce nome! a'tuoi piedi veng'io,
non per chieder perdon, che non errai, ma...
Rè:
(Ohime!) Figlia, che chiedi?
Ginevra:
Chiedo di non morir coll'odio tuo, perchè moro innocente.
(S'inginocchia.)
Accorda il dono di poter pria baciar la cara mano.
che le note segnò del morir mio, poi son contenta...
Rè:
Prendi. (Ah! figlia! oh Dio!)
(Le dà de mano.)
43. Aria
Ginevra
Io ti bacio, o mano augusta, dolce a me, benchè severa!
Mi sei cara, ancor che ingiusta; sei del padre, ancor che fiera.
Recit. The King, Ginevra
Rè:
Figlia, da dubbia sorte, pendi ancor fra la vita,
e fra la morte: se innocente tu sei,
sperar ti lice, che vinca il tuo campion.
Ginevra:
Chi è?
Rè:
Polinesso.
Ginevra:
Renonzio a tal difesa!
Rè:
Ed io la voglio, che sostener desio l'onor tuo,
l'onor mio, l'onor del soglio.
44. Aria
Il Re
Al sen ti stringo e parto,
Ma ferma il core in me
Moto contrario al pie, Mia figlia, addio!
Ti lascio, oh Dio! non sò,
Se più ti rivedrò, Cor del cor mio.
Scene 5.
Ginevra and the guards.
Recit.
Ginevra
Così mi lascia il padre? Oh cor, stà forte!
il minor de' miei mali è sol la morte.
45. Aria
Ginevra
Sì, morrò; ma l'onor mio meco, oh! Dio!
Morir dovrà? Giusto Ciel, deh, pietà del reggio onor!
46. Sinfonia
Scene 6.
In the lists.
The enthroned King with his guards, Odoardo,
Lurcanio armed and then Polinesso also armed.
The people.
Recit. Lurcanio, Polinesso, Odoardo & the King
Lurcanio:
Arrida il Cielo alla giustizia: or scenda nel campo
chi sostiene innocente Ginevra, e la difenda.
Polinesso:
Lurcanio, il diffensore è già presente, e sostien questo brando,
che chi accusa Ginevra è falso, e mente.
(Si battono.)
Odoardo:
Ciel, punisci chi ha torto!
Lurcanio:
Questo colpo, consacro all'ombra dei german.
Rè:
Numì!
Polinesso:
Son morto.
Rè:
Corri, Odoardo, assisti al Duca moribondo...
(Odoardo fa sostenere il Duca, e fa condurlo fuori del campo.)
Lurcanio:
Or s'altri aspira a diffender la rea, vengo, l'attendo.
Rè:
(Si alza per discender del trono in atto di andare nello steccato.)
S'altri non v'è, io l'onor mio difendo!
Scene 7.
The King, Lurcanio, Ariodante with lowered visor and guards.
Recit. Ariodante, the King, Lurcanio
Ariodante:
Ferma, Signor, non manca difesa all'innocenza.
Rè:
Oh Ciel! che intendo?
Ariodante:
Io Ginevra difendo.
Lurcanio:
Or stringi il ferro.
Ariodante:
Lurcanio, io non difendo l'innocenza d'altrui con un delitto.
(Alza la visiera.)
Lurcanio:
Che vedo?
Rè:
Occhi, che scerno? Oh fato!
Lurcanio:
Oh Dei! germano!
Rè:
Ariodante! ove son io?
Lurcanio:
Tu vivi?
Rè:
Tu respiri?
Ariodante:
Amica sorte fè, ch'il periglio
e l'innocenza intesi della mia principessa, e...
Lurcanio:
Da chi?, e come?
Ariodante:
Signor, se mi prometti perdonare a Dalinda un delitto innocente...
Scene 8.
As above with Dalinda and Odoardo.
Recit. The King, Dalinda & Odoardo
Rè:
E Dalinda, dov'è?
Dalinda:
Ti è qui presente.
(S'inginocchia.)
Mio Rè, di Polinesso complice, ma innocente.
Odoardo:
Sire, il Duca morendo confessò le sue frodi.
Dalinda:
E pur non sono...
Rè:
Ergiti; tutto oblio, tutto perdono. Non più! Corro alla figlia;
tu seguimi Ariodante, e cangi in tanto e la mia corte,
e'l regno, in giubili i singulti, in riso il pianto.
(Parte.)
47. Aria
Ariodante
Dopo notte, atra e funesta, splende in Ciel più vago il sole,
e di gioia empie la terra.
Mentre in orrida tempesta il mio legno è quasi assorto,
giunge in porto, e'l lido afferra.
Scene 9.
Lurcanio and Dalinda.
Recit.
Lurcanio & Dalinda
Lurcanio:
Dalinda! ecco risorge col germano risorto il mio bel foco.
Dalinda:
Signor! grande è l'onore, tua per esserne degna
io voglio pria chiaro farti palese, l'altrui perfidia, e l'innocenza mia.
48. Duet, Dalinda & Lurcanio
Lurcanio:
Dite spera, e son contento, dolci labbra del mio ben!
Dalinda:
Spera io già mi pento, novo ardor m'accende il sen.
Lurcanio:
Dunque amasti? oh Dio, che sento! Ed amasti?
Dalinda:
un traditor!
Lurcanio:
Ami ancor?
Dalinda:
Io già mi pento, che si male amai sin'or.
Lurcanio:
Dite spera...
(Parte.)
Scene 10.
Room used as Ginevra's prison.
Recit.
Ginevra
Da dubbia infausta sorte, quanto pender degg'io incerta tra la vita,
e tra la morte, senza conforto, abbandonata e sola?
chi mi soccorre, oh Dei! chi mi consola?
49. Arioso
Ginevra
Manca, oh Dei! la mia costanza, mentre ha fine il mio dolor!
Nè mi resta la speranza di morir...
Scene 11.
A joyful Sinfonia announces the entry of the King,
Ariodante, Dalinda, Lurcanio and Odoardo
50. Sinfonia
Recit. The King, Ariodante, Dalinda, Lurcanio & Ginevra
Rè:
Figlia, innocente figlia! libertà, libertà!
vieni al trionfo, al giubilo agli amplessi!
Ariodante:
Sposa, una dolce sposa! a me la morte si dee,
che sospettai della tua fede.
Dalinda:
Principessa, al tuo piede...
Lurcanio:
Ginevra, un empio inganno, ond'io sospiro...
Ginevra:
Sogno? veglio? che fò? vivo? o deliro? Ma come? oh Ciel!...
Rè:
Non più, mia figlia, il tutto in breve intenderai:
stringi fra tanto al sen lo sposo, e si sbandisca il pianto.
(Ginevra ed Ariodante, s'abbracciano.)
Lurcanio:
Dalinda, del mio amor chiedo mercede.
Dalinda:
Picciol premio al tuo amor sia la una fede.
Rè:
Or la mia corte, e'l regno, con danze, feste,
e sontuosa pompa, dia di gioia commun pubblico segno.
(Tutti partono, eccetto Ginevra ed Ariodante.)
Duet, Ariodante & Ginevra
Ariodante:
Bramo aver mille vite, per consacrarle a te.
Ginevra:
Bramo aver mille cori, per consacrarli a te.
A Due:
Ma in questo che ti dono, più ch'in mille,
vi sono amor, costanza e fè.
Scene 12.
Finale.
The Royal Hall at the end of which there is
a grand ornamental staircase with columns,
below which and on either side there is a grand door,
and above which is a gallery for the second wind orchestra.
The King, Ginevra and Ariodante hand in hand and Dalinda
and Lurcanio also holding hands.
Lords and ladies of the King's retinue descend
the staircase solemnly while guards
and the populace enter by the two doors.
The chorus starts while the King descends
and the lords and ladies dance a ballet.
Chorus
Ogn'uno acclami bella virtute,
che sempre lieta sa trionfar!
Ballet
53. Gavotte
54. Rondeau
55. 56. Andante allegro
Chorus
Sà trionfar ognor virtute in ogni cor,
se l'innocenza bella ha sol per scorta;
sà innamorar il Ciel sprezzar di Parca il tel,
portar la gioia all'alma, e la conforta.
T h e E n d
ACT I
ACT II
ACT III
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