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GIOVANNA D’ARCO AL ROGO
Oratorio drammatico in XI scene ed un prologo
testo poetico di PAUL CLAUDEL
musica di ARTURO HONEGGER
traduzione in Italiano di EMIDIO MUCCI
Persone recitanti
GIOVANNA D'ARCO
UN FRATE: SAN DOMENICO
ARALDO III, L'ASINO, BEDFORD, GIOVANNI DI LUSSEMBURGO,
HEURTEBISE, UN CONTADINO
IL MESSO DI GIUSTIZIA, REGNAULT DE CHARTRES,
GUGLIELMO DI FLAVY, UN PRETE
MADAMA BOTTI
Persone cantanti
LA VERGINE, Soprano
LE VOCI DI:
MARGHERITA, Soprano
CATERINA, Contralto
UNA VOCE, PORCUS, ARALDO I, Tenore
UN CHIERICO, Tenore
UNA VOCE, ARALDO II, Basso
UNA VOCE DI BARITONO
UNA VOCE DI FANCIULLO
CORO MISTO DI UOMINI E DONNE - CORO DI FANCIULLI
PROLOGO
CORO
Tenébre! Tenébre!
Tenébre! Tenébre!
E la
Francia era inane e vuota,
e le tenebre covrian la faccia del reame:
e di Dio lo spirto, ignaro ove posar, planava sul caos,
di Dio lo spirto planava sul caos delle anime
e dei cuori,
sul caos delle coscienze, delle anime e delle
volontà.
E la Francia era inane e vuota,
e le tenebre covrian la faccia del reame.
Tu, dalla gola del leone e dalla man degli unicorni
salvaci Eli, Forte, Ischiros!
VOCE
Vi fu una fanciulla chiamata Giovanna.
CORO
Chiamata una fanciulla fu Giovanna.
Chi chi chi ha mai udito dire una tal cosa?
Chi chi chi mai simile cosa intese dir?
In un solo dì potrà la terra partorire?
e in un sol tempo tutto il popolo generato sarà?
Dal fondo dell'abisso ho inalzato l'alma a te, Signor!
VOCE
Vi fu una fanciulla chiamata Giovanna.
CORO
Figlia di Dio, va! va! va!
VOCE
La Francia è in procinto di essere
dilaniata in due per sempre.
CORO
Figlia di Dio, va; va! va!
VOCE
Quel che Dio ha unito, l'uomo non
separi!
CORO
Figlia di Dio, va! va! va!
Quest'amore che ai nostri fratelli ci unisce,
chi chi chi giammai frangere potrà?
Non la violenza, né lo scoraggiamento, nè la frode, e nè
l’altitudine nè la profondità.
VOCE
Vi fu una fanciulla chiamata Giovanna!
CORO
De profundis clamavi a te, Domine`
Domine, quis sustinebit?
E la Francia era inane e vuota,
e le tenebre covrian la faccia del reame.
VOCE
Vi fu una vergine chiamata Giovanna
ATTO UNICO
Una scena a due piani, riuniti per
mezzo di una scala assai ripida.
Sulla scena superiore una pira e, in mezzo ad
essa un palo, al quale
Giovanna è avvinta con catene.
Scena I – LE VOCI DEL
CIELO
(Oscurità completa. Si ode un cane)
(Giovanna è ín ginocchio, quasi
seduta, ai piedi del palo rischiarata
da un riflettore. Si appressa alla pira Frate
Domenico, portando un libro).
FRATE DOMENICO
Giovanna! Giovanna! Giovanna!
GIOVANNA
Chi mi chiama? Chi è che mi chiama? Chi
ha detto Giovanna?
FRATE DOMENICO
Non mi riconosci?
GIOVANNA
Riconosco l'abito di Domenico, la veste
bianca ed il mantello nero.
FRATE DOMENICO
La mia veste bianca, insozzata dai miei
fratelli di Parigi
e di Rouen d'un tal sudiciume, che nè la soda,
nè l'erba saponaría potranno nettarla.
GIOVANNA
Frate Domenico, saranno sufficienti la
bontà di Dio
e il sangue di questa fanciulla innocente.
FRATE DOMENICO
Giovanna, sorella mia, mi hai tu dunque
riconosciuto?
GIOVANNA
Fratello, frate Domenico, noi siamo
animali della stessa lana!
Ed io una pecora, nel gregge, che riconosce la voce del suo pastore.
FRATE DOMENICO
Poiché i miei fratelli è i mici figli
mi hanno tradito:
poichè coloro che dovrebbero essere la possente voce della Verità
si son fatti, contro il volere di Dio, tuoi accusatori e tuoi carnefici,
Giovanna; poichè la parola, attraverso quelle intrecciate, malefiche dita.
è divenuta una scrittura indecifrabile, io stesso, Domenico,
io, Domenico, sono disceso dal Cielo verso di tè con questo libro.
GIOVANNA
Domenico, frate Domenico, in tutto
questo tempo,
durante tutto quest'ultimo tempo,
ho veduto molte penne affaticarsi intorno a me.
FRATE DOMENICO
Tutto ciò ha composto un libro.
GIOVANNA
Quella voce terribile che mi
interrogava è tutte quelle penne intorno a me
senza tregua, tutte quelle penne stridenti
sulla pergamena,
tutto ciò ha formato un libro.
Tutto ciò ha composto un libro: ed io, lo non so leggere.
FRATE DOMENICO
Perché tu possa comprenderlo, il libro
che ti porto.
non occorre sapere nè A nè B.
Tutte queste parole, affastellate dai Limosini sulla terra
con il latino di Fouarre: questa procedura da essi intrisa
nel gergo di Coutances, gli Angeli le han tradotte nel Cielo per l'eternità.
GIOVANNA
Leggi dunque, fratello, in nome di Dio,
per me:
ed io seguirò con lo sguardo al di sopra della tua spalla.
(Frate Domenico si siede sul primo gradino della scala).
FRATE DOMENICO
(segnandosi)
In nome del Padre è del Figliole e
dello Spirito Santo. Così sia!
CORO
Così sia i
(Giovanna si fa il segno della Croce con le mani incatenate).
Scena III - LE VOCI DELLA TERRA
FRATE DOMENICO
(leggendo)
Giovanna! Giovanna! Eretica!
Perfida! Strega! Recidiva!
Nemica di Dio! Nemica del Re! Nemica del
Popolo!
Sia
divelta! sia uccisa! alle fiamme!
GIOVANNA
Perfida! Strega! Dannata!...
Frate Domenico! Tutto questo è Giovanna d'Arco?
È vero? Son io tutto questo?
CORO, GIOVANNA
CORO
Eretica! Strega! Recidiva!
Giovanna! Giovanna!
Giovanna!
Basta! Basta! Basta!
Sia divelta! Sia uccisa!
Alle fiamme!
GIOVANNA
Come! Questi sacerdoti che io veneravo,
questo popolo che tanto amavo...
La loro Giovanna, la loro povera figlia,
è proprio vero ch'essi la voglíon
bruciare?
È mai vero che mi vogliono bruciare viva?
FRATE DOMENICO
Tu hai udito le voci del Cielo: ed ora
ascolta quel ch'essi ne han fatto quaggiù;
ascolta quel che ne han saputo
apprendere.
Ascolta le voci della terra!
BASSO SOLO
Mulíer spiritum pythonïs habens,
anima quae declinaverit ad magos et
ariolos et fornicata fuerit cum eís...
(Donna che hai l'animo di un
pitone.
Anima che si volse ai maghi
e agli indovini, e fornicò con loro...)
CORO
Joanna!
(Giovanna!)
BASSO SOLO
Ponam, ponam faciem meam contra cani
et interficiam eam de medio populi mei!
(Mi porrò, mi porrò al suo cospetto,
e la ucciderò in mezzo al popolo mio!)
CORO
Lex est!
(È legge!)
TENORE SOLO
Joanna!
(Giovanna!)
CORO
Hic hic hic hic hic est Joanna!
Hic haec hoc hic haec hoc hic haec hoc hic haec hoc!
Hic est Joanna peccatrix!
Pereat!
(Costui, costui costui costui costui
(questo soldato) è Giovanna!
Costui, costei, questo (essere ambiguo, nè
uomo nè donna)
costui, costei, etc...
Costui (questo soldato) è Giovanna peccatrice!
(Muoia!)
TENORE SOLO
Stryga! Haeretica!
Relapsa!
Malis artibus addicta! Inimica regis et populi!
(Strega! Eretica! Recidiva!
Dedita alle male arti! Nemica del Re e del popolo!)
CORO
Morte moriatur!
(Sia condannata a morte!)
TENORE SOLO
Prostibulum inferni!
Unstrumentun Satanae!
(Postribolo dell'inferno! Strumento di Satana!)
CORO
Sia arsa dal fuoco!
GIOVANNA
E’ vero! E’ vero! Mi
ricordo!
II fuoco che brucia! Questo fumo che mi soffoca! Oh come fa male!
Sacerdoti! Sacerdoti di Gesù Cristo!
E' mai vero che io tanto male compievo?
È vero che voi l'aborrivate a tal punto, la vostra povera Giovanna?
FRATE DOMENICO
No, Giovanna, non sono sacerdoti coloro
che t'hanno giudicata.
Quando quelle bestie feroci si son riunite intorno a te
con la rabbia in cuore e la schiuma alle zanne,
a quei preti, a quei politicanti, l'Angelo del Giudizio,
che regge le alte bilance, d'un colpo ha fatto cadere dalla
testa e dalle spalle la mitria, il cappuccio e
la cocolla.
(Entrano i giudici in gruppo e
sostano in un angolo).
Eccoli qui spogli come galeotti!
Ch'essi ricevano
l'acconciatura loro appropriata! È necessario che Giovanna,
come un tempo le sue sorelle sull'arena di Roma,
sia data in preda alle fiere! Non sono già sacerdoti,
non sono uomini coloro che si accingono a giudicare l'eletta di Dio,
la Santa di Dio: belve essi sono!
Scena IV - GIOVANNA IN PREDA ALLE
BESTIE
(Entra il
messo di Giustizia con
molteplici servi
che portano abiti da
monaco,
maschere e acconciature).
L’ARALDO
La Corte! Fate silenzio!
IL MESSO DI GIUSTIZIA
Chi sarà il Presidente?
L’ARALDO
La tigre.
CORO
La tigre.
IL MESSO DI GIUSTIZIA
La tigre si rifiuta.
L’ARALDO
La volpe.
CORO
La volpe.
IL MESSO DI GIUSTIZIA
La volpe dice ch'è malata.
L’ARALDO
II serpente.
CORO
Il serpente.
IL MESSO DI GIUSTIZIA
Il serpente s'è fischiato da sè stesso,
scomparendo in fondo a un buco...
L’ARALDO
Ma allora nessuno v'è che presieda?
CORO
Ma allora?
Sì, certo, qualcuno vi è,
IL MESSO DI GIUSTIZIA
Chi è che si offre per giudicare
Giovanna d'Arco?
PORCUS
Io! Io! Io! Io! Son io che m'offro per
giudicare Giovanna d'Arco.
IL MESSO DI GIUSTIZIA
Chi siete? Come vi chiamate?
PORCUS
Ego nominor Porcus. Mi chiamo Porco.
Io! Io sono il porco.
CORO
Porcus! Porcus!
Grun! Grun!
Sit Porcus praeses noster.
Non habemus alium judicem nisi Porcum.
Vivat et semper vivat Porcus porcorum!
Dignus est praesidere in nostro praeclaro
corpore!
Sicut lilium inter spinas ita formosus iste inter cucullos.
Quis enim dedit
nobis patatas?
Ceciderunt stellae de coelo et factae sunt pro nobis patatae.
Quis judex sicut Porcus Dominus noster?
Ecce quam bonum et jucundum est habitare fratres in unum, omnes
comedentes patatas.
Hic est Nasus inter nasos dijudicans truphas et patatas.
Sternutatio ejus splendor
Porcus porcorum !
(Porcus!
Porcus!
Grun' Grun!
Sia Porcus il nostro presidente.
Non abbiamo altro giudice all'infuori di Porcus:
Viva e sempre viva il Porco dei porci!
Degno è di presiedere nel nostro illustre consesso!
Come il giglio tra le spine, così costui è bello fra le cocolle.
Chi pertanto ci ha dato le patate.'
Caddero le stelle dal cielo e divennero per noi patate.
Quale giudice è pari a Porcus nostro
signore'
Vedete quanto è bello e Piacevole abitare tutti insieme come
fratelli, mangiando le patate.
Questi è il Naso fra i nasi, che distingue i tartufi e le patate.
Il suo starnuto: splendore di fuoco.
Porco dei porci!)
(Il Presidente si siede per dirigere il processo.
Il Messo di Giustizia lo acconcia con una testa di porco.
IL MESSO DI GIUSTIZIA
Chi sono i giudici?
CORO
Bèe! Bèe! Bèe! Bèe! Bèèèèè!
IL MESSO DI GIUSTIZIA
Chi siete voi?
CORO
(avanzando tutti con un sol
movimento)
Ego nomínor Pecus
(Io mi chiamo gregge)
IL MESSO DI GIUSTIZIA
Pecus de pecore
(O
pecore del gregge.)
sedetevi a destra e a sinistra, e
ricevete i vostri distintivi.
(I giudici sono acconciati con teste di
pecore).
IL MESSO DI GIUSTIZIA
Ed ora ov'è il cancelliere?
L’ASINO
Sono io, l'asino! Asínus adest.
(L'asino è qui presente.)
CORO
(con immenso scoppio di
risa).
Ah! ah! ah! ah!
ah!
Eh! Signor Asino,
cantate questa
hi han
Voi che torcete la bella bocca,
avrete molto fieno
ed avena sopraffina.
Signor
Somaro,
hi han!
Ecce magnis auribus
adventavit Asinus
pulcher et fortissimus
sarcinis aptissimus.
(Ecce è giunto I’Asino dalle grandi orecchie;
bello e fortissimo. atta soma adattatissimo.
)
PORCUS
Fate entrare l'accusata!
(Entra Giovanna incatenata).
Giovanna, successit illi praeclaro
Tribunali,
(Giovanna si è sottomessa a questo illustre Tribunale.)
voglio dire che, dopo lunghi sforzi, questo saggio
ed illustre Tribunale è finalmente riuscito,
usando mezzi a volta a volta dolci e severi,
attraverso pazienti ed ingegnose domande,
sia d'ordine fisico sia morale, ad estrarre
la verità dal fondo d'una volontà sviata e d'un cuore perverso.
CORO
Ecce magnis auribus...
(Ecco è grunto l'Asino dalle grandi orecchie...)
L’ARALDO
Silenzio!
PORCUS
Ed ora il Re di Francia e
d'Inghilterra,
nostro legittimo sovrano... si è compiaciuto..,
(tutti si levano in piedi, sollevano
le loro teste posticce, e si risiedono)
di citarti qui per ascoltare la giusta
sentenza.
Udrai con quale abilità, nella sua grande misericordia,
questa Corte saggia ed illustre che io,
Porco, presiedo...
(tutti si alzano, salutano e tornano
a sedersi)
ha deciso di liberarti, mediante la
luminosa fiamma del fuoco,
da quel nero demonio, cui tu criminalmente ti sei aggrovigliata.
Ma prima noi vogliamo ancora una volta apprendere
dalla tua bocca quella solenne confessione
che è necessaria alla sicurezza delle nostre coscienze.
In ginocchio!
(Giovanna s'inginocchia)
Joanna, filia Romeae, faterisne et
confiteris
te tenerrimam puellam non naturali auxilio victoriam
de maníbus Regis nostri...
(tutti si levano in piedi
e salutano)
evulsisse et fortes exercitus ejus
sicut paleam
in probrossímam fugam versasse?
(Giovanna, figlia di Romea, dichiari e confessi che tu, debolissima
fanciulla, con mezzi non naturali hai
strappato la vittoria
dalle mani del nostro Re, e in
vergognosissima fuga hai
fatto volare come paglia i suoi forti
eserciti?)
Traducete.
L'ASINO
Giovanna, riconosci che non con le
tue forze
e con mezzi naturali hai tu vinto gli Inglesi?
GIOVANNA
Lo confesso
CORO
Ella confessa!
PORCUS
Scrivete!
(il Cancelliere scrive)
Joanna, filia Romeae, faterisne et
confiteris
te auxilio Diabolí potentissimi alapam dedisse Regi
nostro et fórtes exercitus ejus in probrosis-simam fugam versasse?
(Giovanna, figlia di Romea, dichiari e confessi che tu, con l'aiuto
potentissimo del Diavolo, hai dato uno
schiaffo al nostro
Re, e i suoi forti eserciti hai voltò in fuga ignominiosa?)
Traducete.
L'ASINO
Giovanna, riconosci che con l'aiuto
del Diavolo potentissimo Nostro Signore...
(tutti accennano ad alzarsi)
PORCUS
Seduti! Seduti! Che idioti! Al nome del
Diavolo!...
(egli strappa il foglio dalle mani del
Cancelliere)
Giovanna, riconosci tu che hai tutto operato
con l'aiuto del Diavolo?
GIOVANNA
Io dico: no!
PORCUS
Che dice?
L'ASINO
Ella dice... che dice di sì.
PORCUS
Scrivete ch'ella dice: sì.
Ed ora consulto il Tribunale.
Pecus, quid dicis?
(Gregge, cosa dici?)
PECUS
Bèe! bèe! bèe! bèe! bèèèèè!
L'ASINO
Habemus confitentem reum.
(Abbiamo il reo confesso.)
PORCUS
Docti et sancti fratres, sic vobis
justum
et aequum videtur ut Joanna, filia
Romeae, stryga, m'orti condemnetur?
(Dotti e santi fratelli, vi sembra dunque giusto
ed equo che la strega Giovanna,
figlia di Romea, sia condotta a morte?)
CORO
(con violenza)
Moriatur stryga!
(Muoia la strega!)
PORCUS
Fiat voluntas Regis nostri.
(tutti si alzano e salutano)
Audivistis sententiam.
(anche il Presidente si leva in piedi)
Stryga! Haeretica! Relapsa!
Inimica Regis et totius generis humani!
Joanna stryga, filia Romeae!
(Sia fatta la volontà del nostro Re.
Avete udito la sentenza.
Strega Eretica. Recidiva
Nemica del Re e di tutto il genere umano!
Giovanna strega, figlia di Romea!)
CORO
Pereat! Morte moriatur!
Comburatur igne!
(Muoia! a morte!
Sia arsa dal fuoco!)
Scena V - GIOVANNA AL PALO
(ululato del cane)
GIOVANNA
Qual cane ulula nella notte?
FRATE DOMENICO
Non è un cane; è Yblis, il disperato,
che urla solo nel fondo dell'inferno!
CORO e GIOVANNA
CORO (Bassi)
Perfida! Strega! Dannata!
Crudele!
GIOVANNA
Perfida, strega, dannata, crudele...
Sono proprio io, Giovanna, tutto questo?
GIOVANNA
La Chiesa, i sacerdoti, tutto ciò che
al mondo v'è di rispettabile,
di intelligente e di sapiente, tutti concordemente mi condannano?
Spiegatemi, frate Domenico: che ho mai
commesso?
Leggimi quel che è scritto nel libro.
FRATE DOMENICO
Tutti quei grandi uomini che t'hanno
condannata,
quei dottori e quei sapienti -- Malvenu, Jean Midi, Coupequesne e Toutmoíllé -
credono fermamente al Diavolo, ma non vogliono
prestar fede a Dio.
Il Diavolo è una realtà: gli Angeli sono una
stoltezza.
Il Diavolo che detestavi, ti ha aiutata; gli Angeli che invocavi,
nulla hanno compiuto. E come delinquente sotto ambedue gli aspetti,
essi doppiamente ti condannano.
Tale la saggezza della Sorbona.
Tali gli illustri dottori che si fanno beffa del Papa.
GIOVANNA
Ma io, la povera pastora di Domrémv, in
che modo son io giunta sin qui?
FRATE DOMENICO
Tu vi sei giunta in virtù del giuoco
delle carte, che un re folle ha inventato.
GIOVANNA
Cos'è questo giuoco delle carte?
FRATE DOMENICO
Ora te lo spiego.
Scena VI - IL RE O L'INVENZIONE DEL GIUOCO DELLE CARTE
ARALDO I
(spiegando)
Il giuoco delle carte comprende
quattro re,
quattro dame e quattro fanti.
ARALDO II
Senza contar le cifre che son sette.
ARALDO I
Il risultato della partita è che i Re
mutan di posto.
ARALDO II.
Quello che si trovava a mezzogiorno
passa a nord.
ARALDO I
Quello che stava a levante passa a
ponente. È così.
ARALDO II
Quanto alle Regine, esse non mutan mai
di posto;
rimangono sempre là.
ARALDO I
Ingresso alle loro Maestà!
ARALDO III
(annunciando)
« Il Re di Francia » !
(entra il Re di Francia
che va a sedersi su di un trono)
Sua Maestà la Stoltezza »
(entra la Stoltezza)
« Il Re d'Inghilterra » !
(entra il Re d'Inghilterra,
un fanciullo)
« Sua Maestà la Boria » !
(entra la Boria)
« II Duca di Borgogna » !
(entra il Duca di Borgogna).
« Sua Maestà l'Avarizia » !
(entra l'Avarizia)
ARALDO II
E chi è, chi è il quarto re?
ARALDO I
In tutte le partite del giuoco v'è un
morto.
ARALDO III
(annunciando dalla
porta)
« La Morte » !
(entra la Morte)
ARALDO I
Ed ecco apparire la sua compagna,
la sua fedelissima sposa,
colei che divideil suo letto.
ARALDO III
(annunciando)
« Sua Maestà la Lussuria » !
(entra la
Lussuria)
ARALDO I
I
Re mutan di posto, ma le Regine no
Sua Maestà la Boria,
Sua Maestà la Stoltezza,
Sua Maestà l'Avarizia,
Sua Maestà la Lussuria,
non mutan
di posto. rimanendo sempre con
noi.
ARALDO II
Ma quelli che effettivamente giocano
la partita non sono nè i Re,
nè le Regine, bensì i Fanti.
ARALDO I
Fate entrare i Fanti.
ARALDO II
(annunciando)
« Sua Grazia
il
Duca di Bedford »!
(il Duca di Bedford entra)
« Sua Altezza Giovanni di
Lussemburgo » !
(Giovanni di' Lussemburgo entra)
Sua Grandezza Regnault de Chartres
» ?
(Regnault de Chartres entra)
« Guglielmo di Flavy » !
(Guglielmo di Flavy entra)
GIOVANNA
È lui che ha abbassato dietro
di me la saracinesca a Compiègne.
ARALDO I
Il
giuoco incomincia: comprende tre partite.
Prima partita
REGNAULT DE CHARTRES
Ho perduto voglio dire che ho vinto.
BEDFORD
Ho
-vinto: voglio dire che ho perduto.
Seconda
partita
GUGLIELMO DI FLAVY
La carta decisiva?
GIOVANNI DI LUSSEMBURGO
Alzo?
Terza
partita
REGNAULT DE
CHARTRES
Ho vinto.
BEDFORD
Ho perduto.
REGNAULT DE CHARTRES
Ho perduto, con le
tasche colme di denaro.
(i Re
cambiano posto;
le Regine si sventagliano).
GIOVANNI DI LUSSEMBURGO
Ho vinto, ed ho le
tasche piene di denaro.
GUGLIELMO DI FLAVY
Signori, vi consegno Giovanna d'Arco la
Pulzella.
BEDFORD
La strega!
REGNAULT DE CHARTRES
Buon giorno, Signori, e a ben
rivederci!
CORO
(Bassi)
Comburatur igne!
(Sia arsa dal fuoco!)
Scena VII -
CATERINA E
MARGHERITA
(campane nella notte)
GIOVANNA
Quali campane nella notte?
FRATE DOMENICO
Le campane che suonano a morto.
GIOVANNA
E che invitano le anime buone
a pregare per Giovanna d'Arco?
FRATE DOMENICO
Eretica, strega, crudele, recidiva...
GIOVANNA
Grazie, buone campane. Sorelle mie!
Amiche mie!
Le mie voci che s'erano chiuse nel silenzio,
eccole nuovamente risuonare!
FRATE DOMENICO
La campana nera e la campana bianca!
CATERINA, MARGHERITA E GIOVANNA
CATERINA
De profundis clamavi ad
Te, Domine!
(Libera Caterina che dice:)
me, Domine, de ore leonis duna veneris
judicare saeculum per ignem!
(Dal profondo ti ho invocato,
o Signore!
Liberami, o Signore, dalla bocca del leone,
quando verrai, a traverso il fuoco,
per giudicare i mortali.')
MARGHERITA
Spera spira!
(Spera, vivi!)
Gesù Maria!
GIOVANNA
Caterina e Margherita. Le riconosco!
La « De Profundis »
e la Margherita, azzurra e bianca nel
cielo, che dice: «Babbo e mamma!»
Quanto le ascoltavo, un tempo, a
Domrémy, la Caterina e la Margherita!
Gesù! Maria! Ho scritto questi due nomi
sulla mia bella bandiera azzurra e bianca!
Gesù! Maria! Caterina! Margherita!
Ed io, la piccinina tra le ortiche e i
botton d'oro, sì attonita che dimenticava
di mangiare la sua tartina...
Andrò. Andrò! Vado! Vado! Sono andata!
Ov'è la mia valente spada?
Vado! Vado! Sono andata!
Ecco! Io lo tengo!
Ho preso il suo cavallo per la briglia!
Riconduco il mio gentile Re!
Lo riconduco attraverso la foresta!
Lo riconduco nel cuor della Francia!
CATERINA
e MARGHERITA
Giovanna! Giovanna! Giovanna!
Figlia di Dio, va! va! va!
Giovanna! Giovanna! Giovanna!
Prendi il Re! Prendi il Re!
Riconduci il Re di Francia!
CATERINA, MARGHERITA E GIOVANNA
Scena VIII - IL RE CHE VA A REIMS
(campane in lontananza)
CORO
Non volete le cerase
e la torta pur gustar?
Quando ne andremo a Liesse?
Quando ne andremo a Laon?
FANCIULLI
Non volete le cerase
e la torta pur gustar?
Quando ne andremo a Liesse?
Quando ne andremo a Laon?
Là! là! là! là! Heurtebise!
(Seguìto da un rustico corteo entra
il Gigante Heurtebise:
un molino a vento
con un grande
cappello di paglia sfilacciata
e
sotto il braccio una mola
raffigurante
una grossa pagnotta).
FANCIULLI
E CORO
Heurtebise sente che,
sia pur bianca o sia pur grigia,
la farina mette sete.
Heurtebise, mio compare,
ch'hai tu fatto
della tua donna?
Tutto vestito di tela cruda,
poverino !
a prezzo del suo bel grano
reclama il buon vino di Beaune.
Botti! Botti!
Ecco che giunge'
(farà ingresso, col suo
corteo Madama Botti)
La tua donna vien da Beaune,
navigando per la Saòne.
Vin di Beaune e di Troyes,
ratto sta per approdar.
Heurtebise. mio compare,
ritrovasti la comare.
Siamo sazi di cervogia
e trincar vino vogliam.
Heurtebise, mio compare,
ritrovasti la comare.
Heurtebise, caro, orsù,
la pipita non avrai più.
Heurtebise, oggidì,
la pipita alfin sparì.
Heurtebise, fe' buon prò
alla lingua il fresco umor.
Heurtebise, il buon liquor
arsura e rabbia placò.
Heurtebise, mio compare,
ritrovasti la comare!
(Heurtebise e Madama Botti
si salutano solennemente)
HEURTEBISE
Comare delle Botti, gran tempo
è trascorso da quando vi vidi.
MADAMA BOTTI
Heurtebise, marito mio, avete una gran
brutta cera,
dal tempo antico che non vi ho più visto.
HEURTEBISE
Madama Botti, moglie mia, vi reco
della buona galletta con lardo di Picardia.
MADAMA BOTTI
Heurtebise, marito mio, che volgete a
tutti i venti,
vi porto qualcosa che vi farà stare tranquillo.
HEURTEBISE
Botti, botti, moglie mia. Botti, botti,
moglie mia!
Bisogna ormai che il buon pane di Francia
e il buon vino di Francia non siano più separati.
MADAMA BOTTI
Heurtebise, amico mio, voi dite un'ottima cosa, sicchè vi abbraccio.
Viva Heurtebise.' Viva la Comare delle botti!
(Heurtebise e Madama Botti danzano grottescamente.
La danza diviene collettiva),
CORO
E FANCIULLI
Non volete le cerase
e la torta pur gustar?
Quando ne andremo a Liesse?
Quando ne andremo a Laon?
IL CHIERICO
(balzando dritto in mezzo al coro
come una candela nera)
Contadini! Pezzenti! Rurali zotici
e rozzi! Non vi vergognate a folleggiare
in tal guisa, come dei pagani, in questa santa
vigilia di Natale,
mentre il Re nostro Signore si reca a Reíms
per esservi consacrato dalla mano degli Angeli?
UN CONTADINO
E non è forse il momento di bere un
bicchierotto,
giacchè Heurtebise ha ritrovato Madava Uva?
Quando la metà della Francia ha ritrovato
sul suo cuore l'altra metà?
UN ALTRO
Specialmente con questo bel
frescolino, che, a dire il vero,
intirizzisce ad aspettare così... Un bicchíerotto di vino
e un'arietta di danza non fannopoi mica male a nessuno.
(essi battono piedi e braccia).
IL CHIERICO
La foresta stessa per prepararsi ai
misteri di questa notte,
s'è rivestita d'un bianco velo. E voi, preparate i vostri cuori
al mistero che sta per compiersi.
UN CONTADINO
Oh Perrot, lassù! Oh! Perrot, lassù!
Vedi tu qualcosa?
UN ALTRO CONTADINO
È Perrot, che è stato fatto salire
lassù per guardare.
PERROT
(dall'alto dell'albero)
Vedo una piccola luce.
TUTTI
Il Re! Il Re di Francia!
IL CHIERICO
Via, figlioli! Venite tutti intorno a
me, e ripetiamo in coro
quella bella antifona in candido latino,
che vi ho insegnata.La terra ha disteso un grande tappeto
di neve sotto i piedi del Re nostro Sire. E noi,
dalla Loira sino a Reims, dobbiamo distendere
un grande tappeto di preghiere.
Aspiciens a longe...
(Guardando da lontano...)
CORO
Aspiciens a longe, ecce video Dei
potentiam venientem et nebulam totam
terram tegentem.
(Guardando da lontano, ecco che vedo
venire
la potenza di Dio, e una nebbia che ricopre tutta la terra.)
IL CHIERICO
Voi comprendete: è il popolo d'Israele
che aspetta il Messia,
come noi il Re nostro Sire.
(Guardando da lungi, la mano sugli occhi,
tutto appare laggiù pieno di oscurità e di confusione.)
UN SOLO FANCIULLO
Ite obviam ci et dicite...
(Andategli incontro e ditegli)
UNA VOCE DI BARITONO
Nuntia nobis si tu es Ipse.
(Annunziaci se sei Colui.)
CORO
Qui regnaturus es in populo Israel
(Che regnerai sul popolo d'Israele.)
VOCE
Ecco che arriva!
GRIDA
(in lontananza)
Il Re! Il Re di Francia! Il Re che
va a Reims!
(una parte degli astanti si precipíta verso il fondo per vedere).
IL CHIERICO
Qui regis Israel.
(Che governi Israele.)
CORO
Nuntía nobis si tu es
(Annunziaci se sei Colui.)
UN SOLO FANCIULLO
Andategli incontro e ditegli...
CORO
Non volete le cerase
e la torta pur gustar?
Quando ne andremo a Líesse?
Quando ne andremo a Laon?
(tutti accorrono verso il fondo, ove si
delinea
un corteo a cavallo illuminato, da torcie. Grida:
« Il Re! Il Re che va a Reims! ». II corteo si allontana
e si estingue. Non si odono che le campane,
che suonano d'ogni parte nella notte).
IL CHIERICO
Qui regnaturus es in populo Israel.
(Che regnerai sul Popolo
d'Israele.)
GIOVANNA
Son io che ho fatto auesto!
FRATE DOMENICO
È Iddio! È
Dio che ha operato questo.
CORO e GIOVANNA
CORO
Coupequesne - Jean Midi -
Toutmouillé - Malvenu
affermano che ti sei
ingannata!
Strega, crudele, eretica,
scismatica, omicida,
recidiva, impostora,
isterica, prostituta!
Pereat stryga!
Morte moriatur!
Comburaturigne!
(Muoia la strega!
Sia condannata a morte!
Sia arsa dal fuoco!)
GIOVANNA
È Dio! Dio insieme con Giovanna!
Le voci non mi avevano ingannato!
Caterina e Margherita non mi avevano
ingannato!
Il Re non voleva seguirmi, ed ho
preso
io il suo cavallo per la briglia.
Sono io che l'ho condotto
attraverso
la Francia!
Sono io che l'ho condotto a Reims!
Sono io che ho salvato la Francia!
Sono io che ho riunito la Francia!
Io che tutte le mani della Francia
riunii in una sola; in tal mano che
la Francia non sarà mai più divisa!
FRATE DOMENICO
Giovanna! Giovanna! Giovanna!
Per un Re di carne hai tu versato
il tuo sangue verginale?
Scena IX -
LA SPADA DI GIOVANNA
(Si leva il giorno)
MARGHERITA
(nel cielo)
Spera spira! Spera spira! Spera
spira!
(Spera, vivi! Spera, vivi! Spera, vivi!)
GIOVANNA
Odo Margherita nel cielo, commista alla
musica degli usignoli,
e le dolci piccole stelle, alla voce della fervida monacella sagrestana,
si spengono l'una dopo l'altra.
FRATE DOMENICO
Le pagine di notte, di sangue,
d'oltremare e di porpora
si sono sfogliate sotto le mie dita, e più non rimane stilla
vergine pergamena che un'iniziale dorata.
GIOVANNA
Com'è bella la Normandia tutta rossa e
rosa,
rossa di felicità e rosa di innocenza, che si accinge
a far con me la Santa Comunione nella scintillante rugiada!
Com'è bello per Giovanna la Pulzella salire al Cielo nel mese di maggio!
Quanto sei bella, o bella Normandia! Ma che diresti, frate Domenico,
se Margherita ed io potessimo rivelarti la nostra Lorena?
FRATE DOMENICO
Parla, Giovanna, poichè so che esistono
cose
che una fanciulla può rivelare a me, che cinto di ferro e di cuoio,
con gli occhi chiusi, ho camminato
per tempo sui sentieri della penitenza.
GIOVANNA
E che posso io rivelarti, quando ancora
rilucono
in cielo almeno dodici stelle che ne sanno tanto più di me?
FRATE DOMENICO
Parlami della tua spada! È vero che hai
rinvenuto la tua spada,
la terribile spada, innanzi alla quale Inglesi e Borgognoni
si son dati alla fuga, in una cappella in rovina?
GIOVANNA
Non già in una cappella in rovina. Fu a
Domrémy che mi fu consegnata!
La mia bandiera nella mano sinistra la mia
spada nella destra, ah!
chi avrebbe potuto resistermi.' Gesù Maria!
Gesù Maria!
MARGHERITA
(nel cielo)
Gesù Maria! Gesù Maria!
MARGHERITA
E CATERINA
Giovanna! Giovanna! Giovanna! Figlia di
Dio, val va! va!
GIOVANNA
Io vado! Vado! Andrò! Sono andata!
FRATE DOMENICO
A chi parli così?
GIOVANNA
Sei sordo? Non odi il suono delle voci:
« Giovanna! Giovanna! Giovanna!
Figlia di Dio, va! va! va! » ?
Ah! non più col nome di strega mi chiamano,
ma col mio nome cristiano, con quel nome
che ricevetti a battesimo!
Giovanna! Non più eretica, recidiva, e non so
che altri infami epiteti...
Ma figlia di Dio! È bello essere la figlia di
Dio!
E non già soltanto Caterina e Margherita,
ma tutto il popolo dei viventi e dei morti dice
« Figlia di Dio! Giovanna! Giovanna!
Figlia di Dio! Va! va! va! »
Certo che andrò!
FRATE DOMENICO
Ma tu non mi hai ancora spiegato il
mistero della spada.
GIOVANNA
Per penetrare nel mistero della spada,
bisognerebbe, fratello,
che tu fossi una bimba della Lorena!
Non posso io far di te una bimba Lorenese!
Non posso prenderti per mano e condurti con
noi
a cantare il maggio con Albino e Rufino!
Ascolta quel che cantano!
VOCI DI FANCIULLI
Il maggio in fior!
FANCIULLO
Al rifiorir della primavera,
splende il grano in onde d'oro,
lieve trema il biancospin,
davanti a Dio!
GIOVANNA
Ascolta! Ascolta!
VOCI DI TuTTI i FANCIULLI
Allor che a ninna
ponete il vostro
bel fantolin,
Iddio gl'ispiri
sogni d'or,
lo vegli ognor
la notte e Il
dì.
Davanti a Dio
maggio è in fior,
dolce ai cuor;
gaio il tempo
del pascor!
Un briciolin della vostra farina,
un ovettin della vostra gallina,
non già per bere, nè per mangiar,
ma per potere
con un cero illuminare
la Madonna innanzi a Dio!
Maggio è in fior,
dolce ai cuor;
gaio il tempo
del pascor!
GIOVANNA
Hai compreso, frate Domenico?
Ah! Non vi è stato davvero bisogno di Coupequesne
e di Toutmouillé per spiegarmi il mistero!
È bastato il tiglio innanzi alla casa di mio padre, simile
ad un predicatore in cotta bianca sotto il chiarore lunare;
a rivelarmi tutto!
FRATE DOMENICO
Spiegami, ed io t'ascolto...
GIOVANNA
Quando fa tanto freddo, d'inverno, e il
freddo e il gelo tutta costringono,
e si direbbe che tutto è morto, e gli uomini
sono morti di freddo,
e la neve e il ghiaccio su tutto si distendono come un lenzuolo
e una corazza...
... e tutto sembra morto e tutto finito...
VOCE DI BASSO
Ma pur v'è la speranza che è la più
forte.
GIOVANNA
Sembra che tutto sia finito,
allorquando un pettirosso incomincia a cantare...
MARGHERITA
E CATERINA
Figlia di Dio! Va! va! va!
GIOVANNA
Un venticello, venuto non si sa donde,
incomincia a spirare!
Una certa tepida pioggerella incomincia a cadere...
E allora, il tempo di chiudere gli occhi, di contare sino a tre,
e tutto è mutato! Il tempo di contare
sino a quattro, e tutto è cambiato!
CORO
Vi è tutta la foresta che si mette in
movimento!
Vi è la speranza che è la più forte!
Vi è tutta la foresta che muove e va!
GIOVANNA
Tutto è bianco! Tutto è rosa! Tutto è
verde'
Colui che volesse impedire ai susini di fiorire bisognerebbe
che fosse davvero uno sciocco!
Colui che volesse impedire ai ciliegi di donar ciliege quando
son tutti carichi di belle ciliege...
Dice mio padre ch'egli deve levarsi al mattino sull'alba!
É allora che Caterina e Margherita
incominciano a parlare.
CORO
(Bassi)
Coupequesne, Jean Midi, Malvenu, Toutmouillé
Asseriscono che ti sei ingannata!
GIOVANNA
(luminosamente e trionfalmente)
E allorché Giovanna, nel mese di
maggio, monta sul suo cavallo
di battaglia, bisognerebbe fosse davvero sciocco colui che volesse
impedire a tutta la Francia di muoversi!
Non odi le catene che d'ogni parte scattano e si spezzano?
Ah! queste catene che mi serrano le mani, mi suscitano il riso!
Io non le terrò sempre con me!
Si è visto ciò che Giovanna può compiere con una spada.
Comprendi ora cosa sia quella spada che San Michele mi ha donata?
Quella spada! Quella lucente spada!
Essa non si chiama Odio, essa si chiama Amore!
VOCI DI FANCIULLI
O Dama, noi grati vi saremo
per il buon cuore e il buon volere,
e le preghiere innalzeremo
pria nel vostro dolce asil
e poi, uscendo, sotto il Ciel.
Davanti a Dio...
CATERINA
Rouen! Rouen! Rouen!
GIOVANNA
Rouen! Rouen!
Tu hai bruciato Giovanna d'Arco,
ma io sono più forte di te, e tu
non mi terrai sempre con te.
Vi è la speranza che è la più forte!
Vi è la fede che è la più forte!
CORO
Vi è la speranza che è la più forte!
Vi è la gioia che è la più forte!
MARGHERITA
E CATERINA
Figlia di Dio! Va! va! va!
MARGHERITA
Spira spera! Spira spera'
GIOVANNA
Vi è Dio` Vi è Dio che è il più forte'
VOCE DI UN SOLO FANCIULLO
Maggio è in fior,
dolce ai cuor
gaio il tempo
del pascor'
Scena X - IL MAGGIO
GIOVANNA
Un briciolin della vostra farina,
un ovettin della vostra gallina,
una piccola lacrima per Giovanna!
Una piccola preghiera per Giovanna!
Un piccolo pensiero per Giovanna!
Non già per bere, nè per mangiar,
ma per potere con un cero
la Madonna illuminar.'
Son io che arderò come grazioso cero.
Scena XI - GIOVANNA D'ARCO IN FIAMME
LA VERGINE
(apparendo in cinga al palo cui è
legata Giovanna)
Accetto questa fiamma pura.
(Frattanto la folla - uomini, donne e fanciulli
lentamente sì è radunata innanzi al rogo).
CORO
È
scritto: Giovanna!
È scritto; strega!
E' scritto : eretica,
nemica dell'umanità!
Giovanna la Santa!
Giovanna la vergine!
Giovanna la Pulzella!
È giusto: è lei che ha commesso tutto il male!
Senza di lei si vivrebbe tranquilli.
È giusto: in che cosa si è andata a immischiare?
Lei che ha battuto gli Inglesi,
lei che ha condotto il nostra Re a Reims!
Con l'ausilio del Diavolo!
Col soccorso di Dio!
E se appartenga a Dio o al Diavolo,
sarà il fuoco a deciderlo.
CORO, GIOVANNA e LA VERGINE
CORO
Laudato sia nostro fratello il fuoco,
che è saggio, forte vivo,
ardente, mordente,
incorruttibile!
Ella si sveglia come da unsogno...
Laudato sia nostro fratello il fuoco,
sapiente a separare
l'anima dalla carne,
e dallo spirito la cenere!
Giovanna, Giovanna,
tu non sei sola!
Vi è il popolo,
giù, che ti ammira!
Laudato sia nostro fratello
il fuoco!
Ella dice che non vuol morire
Dice che ha paura!
Non è poi che una fanciulla...
Non era che una misera fanciulla.
GIOVANNA
E che!
mio popolo! popolo di Francia!
È mai vero,
è mai vero che tu vuoi bruciarmi viva?
E quel frate che poco fa era lì
e che teneva aperto quel libro ov'ío leggevo...
Non è più lì... mi abbandona... è disceso...
m'abbandona ed io son sola.
LA VERGINE
Giovanna, Giovanna, tu non sei sola!
GIOVANNA
Una voce odo più in alto di me che dice
« Giovanna, tu non sei sola! ».
Non voglio morire! Ho paura!
UN PRETE
Firma! Firma questo foglio!
Confessa, confessa che hai mentito!
GIOVANNA
E come sottoscrivere,
se le mie mani sono incatenate?
IL PRETE
Ti si toglieranno le catene.
GIOVANNA
Catene più forti mi serrano.
IL PRETE
Quali catene più forti?
GIOVANNA
Più forti di quelle di ferro son le
catene dell'amore!
È l'amore che mi stringe le mani e mi impedisce di firmare.
È la verità che mi serra le mani e m'impedisce di sottoscrivere.
Non posso. lo non posso mentire!
LA VERGINE
Giovanna, Giovanna, affidati al fuoco
che ti libererà!
CORO, GIOVANNA e LA VERGINE
CORO
Laudato sia nostro fratello il fuoco,
che è puro, ardente,
vivo, penetrante,
mordente invincibile,
irresistibile, incorruttibile!
Laudato sia nostro fratello il fuoco,
che è possente a rendere
lo spirito allo spirito,
lacenere alla terra!
Laudato sia nostro fratello il fuoco,
che è saggio, forte, vivo,
ardente, mordente, incorruttibile!
Laudato sia nostro fratello il fuoco,
sapiente a separare l'anima dalla carne
e lo spirito dalla cenere!
Giovanna più in alto che Giovanna!
Fiamma oltre la fiamma!
Laudata sia nostra sorella
la fiamma, che è pura,
forte, viva, mordente,
eloquente, invincibile e
irresistibile!
Laudata sia nostra sorella
Giovanna, che è santa,
retta, vivida, ardente,
eloquente, travolgente,
invitta ed abbagliante!
GIOVANNA
Madre! Madre in alto più di me... Ah!
ho paura del fuoco che fa male.
Questa grande fiamma, questa grande fiamma orribile...
è forse questa la miaveste nuziale?
LA VERGINE
Dici di temere il fuoco, e pur l'hai di
già
calpestato.
Ma non è forse Giovanna una grande fiam
ma lei stessa? Questa frale spoglia
potrà forse trattenere in eterno la mia
Giovanna?
Non deve il fuoco bruciare?
Non deve pur questa grande fiamma
avvampare nel cuore della Francia?
CORO
Laudata sia nostra sorella Giovanna,
eretta per sempre, come una fiamma,
in mezzo alla Francia!
LA VERGINE
- MARGHERITA - CATERINA - VOCI DI FANCIULLI
Giovanna! Giovanna! Giovanna!
Figlia di Dio!
Vieni! Vieni! Vieni!
CORO
Vi è la gioia che è la più forte!
Vi è l'amore che è il più forte!
Vi è Dio che è il più forte!
I ferri che legavano Giovanna a Giovanna!
Le catene che trattenevano l'anima al
corpo!
Vi è Iddio che è il più forte!
GIOVANNA
Sono ancora queste catene che mi
trattengono!
Eccomi! vengo! ho infranto! ho spezzato!
(ella
rompe le
sue
catene)
Ma vi è la gioia che è la più forte!
Vi è l'amore che è il più forte!
CORO e GIOVANNI
(Cala la tela)
VOCI NEL CIELO E SULLA TERRA
Non v'è più grande amore
che nel donar la vita per chi si ama!
FINE
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