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Pietro Mascagni

(1863 – 1945)

[ MascagniOperas | Composers | Mp3 | Home Page ]

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The Operas of Pietro Mascagni

 

LE MASCHERE
 



COMMEDIA Lirica e Giocosa in un prologo
e tre atti, soggetto di Luigi Illica

musica di PIETRO MASCAGNI.
 


PERSONAGGI:
GIOCADIO, Impresario e Còrago.
IL DIRETTORE D'ORCHESTRA
Gli ARTISTI


(Sul palcoscenico.)
Palcoscenico prima della rappresentazione. La illuminazione
del teatro è quella delle " prove ,,.
Giù, in orchestra, al completo, il Direttore d'Orchestra fa
segno alla falange dei professori di attaccare la sinfonia.
Giocadio, tutto chiuso nel celebre palamidone delle grandi
occasioni, entra un po' trafelato, prega il maestro Direttore di
interrompere poi, come Córago, chiama gli artisti e spiega
" l'idea „ e " il soggetto „ e li invita a far sentire " voce ,,
ed " impressione dei personaggi „






Prologo
Atto I
Atto II
Atto III



 

 

PROLOGO

 




la PARABASI
" Vediamo! A te, Dottore! „
(dice Giocadio all'artista
che deve incarnare la maschera del
Dottor Graziano, o Balordo,
o Balanzone, Prudentio, Dottor
Rovina, notajo o medico,
secondo l'intreccio, il dottore infine
per antonomasia, e rivolgendosi
al Direttore d'orchestra: )
" Maestro, non si sa mai!... per carità, me li accompagni!... „
(L'artista che deve interpretare
la maschera del Dottor Graziano,
Balanzone, ecc., ecc.,
accenna al personaggio, gonfiandosi,
tubando nel naso come
dentro a un corno da caccia, con. degli: )
" Ilum! Hum!... „
(dei:)
" Bàh! Bàh!... Ergo!... Dico!... Dixi!... „
(con battute di piede,
facendo sentire la sua voce, così:)
Giureconsulto e medico
per doppia professione
e terza bolognese ......
con mie ricette e codice
affollo la prigione
e spopolo il paese.
Io sono Balanzone
ma per parlar palese
sono Becchin di nome
e Boja di cognome !
(Ed ecco l’artista scelto come Pantalone, tutto tremulo e
lamentoso, padre nel muover degli occhi, padre nei gesti,
padre nell'inflessione della voce, padre dei più padri possibili
ed impossibili, una mano paterna al mento ad appuntare
il classico pizzo, l'altra sulle reni, accennare alla sua volta il
suo personaggio sospirando certi sospironi gonfii di paternità: )
Povero Pantalon, mi, tipo eterno
del padre avaro, probo, pio, tacagno,
ma in fondo in fondo il tipo del minchione
che invano invan mi lagno e mi rilagno...
mi fanno sempre fare il Pantalone...
Mie informazion ?... Chiedetele al Governo !...
(Ed ecco Arlecchino! L'artista assume l'allegra posa della
nota maschera bergamasca: i piedi in terza, le gambe nella
posa di un maestro di ballo pronto sempre alla tradizionale
piroetta, la testa mobilissima, le braccia rapide alla spatola,
le mani spesso sui fianchi, sgambettando, saltellando, irrequieto
sempre, sempre in movimento...)
Col pubblico che servo, sì signori!
ho molti e vari punti di contatto
primo, che come il mio vestito è fatto,
io n'ho vedute di tutti i colori ;
ma quel che forse a lui più m'avvicina
è il lazzo original : la fischiatina !
(e conchiude infatti colla stridula fischiatina, piroettando rapido
su sè stesso e ritornando in posa di saluto e di inchino -
suo lazzo favorito.
La signora che fa da " Colombina! „ atteggia il suo viso a
malizia! Gli occhi birichini brillano acutissimi! Voce piena
di civetteria, sottile, agile! Con sospiri che sono sempre degli
audaci sottintesi!... Pose da vera diplomatica... Si sa; Colombina
è sempre l'ambasciatrice dell'amore... nel regno di un'agenzia
di amanti disoccupati, per conto di tutti e proprio...
Colomba alla mattina,
causa le ambasciate,
pure alle innamorate
consigli saggi dono;
ma così fatta sono
che appena è sera... addio!...
ogni consiglio oblìo
e... sono Colombina !...
(Ecco Tartaglia)
Pu-pubblico non chiedermi bi-bis
chè il ri-to-to-tornello ognor fo-fo
zu-zuppator per na-natura sì,
ma per se-se-se-carti in fe' no-no !
(Fiorindo e Rosaura! Patetici, svenevoli, languidi, gli occhi in
bianco, le mani nelle mani, atteggiamento di duetto, assecondando
l'andante „ con un poco di moto, con un leggiadro ondeggiamento
delle persone, sospirano flebili:)
Sempre... sempre li stessi
Rosaura e Florindo !... Siam gli amori
per ambo i sessi '.
Nubi o dolori
se qualche fiata ne fan lassi e oppressi...
sono sempre gli autori!...
(e le loro voci si spengono in un sospiro lungo, lungo, lungo!
" A voi, oral „ dice Giocadio all'artista che fa il Capitano
e a quello che fa il Brighella. A voi due!
Ed ecco il famoso Capitano Spavento, della Val d'Inferno,
Fracassa, Spezzaferro, Baccano, Terremoto, Sfondacielo, etc.,
etc... Il Capitano Universale.
Ed ecco Brighella, l’imbroglione dai bei modi... l'opportunista !
Rumorosi entrambi, uno colla sua voce terrificante, l'altro
colle sue risate a tutta bocca:)

CAPITANO.
Io sono un uom d'azione!...

BRIGHELLA.
Son l'uom dell'occasione!

CAPITANO.
La mia gran spada avvampa !

BRIGHELLA.
Brighella imbroglia e campa !

CAPITANO.
I timidi impauro
così del mio coraggio la gente è persuasa!

BRIGHELLA.
Or chi si gente puro
scagli le prime pietre... Io mi farò una casa !

CAPITANO
(urlando forte).
O là, timidi, il passo !... Vo dritto alla pensione !
Boum ! Boum ! Boum ! Boum ! Boum ! Patatrac !

BRIGHELLA
(idem).
Io cerco l'occasione d'una deputazione .'
Brrrrr !... Brrrrr !... Brrrrr !...

(Giocadio in barba agli autori, al soggetto, all'idea, al genere
dà i suoi " poveri „ consigli agli artisti.
E i signori artisti entrano nei loro camerini: )

PANTALONE.
A cammuffarsi !

Il DOTTORE.
A trabiccolarsi!

FLORINDO.
A vestirsi'.

ROSAURA.
A spogliarsi !

COLOMBINA.
A farsi bella !...

ARLECCHINO.
A sporcarsi !

BRIGHELLA.
A farsi una ghigna !

CAPITANO.
A farsi un muso !

TARTAGLIA.
A...a...a...a...a...accidenti !

GIOCADIO
(si rivolge al pubblico mentre la tela
cala dietro le sue spalle e conclude)
Alla cassetta !...
(e se ne va.)

LA SINFONIA
E l'orchestra attacca la sinfonia poco prima interrotta.
L’"allegro moderato  crescendo sempre „, ora un " po' ritenuto „,
poi " sentito „, " crescendo „, " diminuendo „, " pianissimo
staccatissimo  crescendo molto calando „, " dolcissimo „, "
un po' sostenuto „, " incalzando „, " fortis-simo „ della sinfonia
si muta finalmente nell' " allegretto vivace e spiritoso „ del:

PROLOGO
(Ecco le Maschere ! Ecco il Dottore nella sua roba nera,
panciotto raso e i pantaloni di velluto nero stretti da nastri
neri al ginocchio, la calotta nera a cuffia, cappello nero a tese,
il gran collare di tela bianca, fazzoletto bianco nella cintura
di cuojo nero, la maschera al fronte e al naso nera, le gote
del più giocondo colore di vino rosso, i baffi spioventi
sul labbro superiore! Ecco Pantalone de' Bisognosi corpetto
e pantaloni rosso oscuro, la lunga zimarra di panno nero, il
berretto di lana rossa, la maschera color cioccolatte, la barba
bianca a pizzo, appuntata, a mezza luna verso il naso, e le
pantofole di marocchìno giallo! Ecco Arlecchino tutto a
losanghe e a colori diversi, i bottoni di cuojo, le calze bianche,
le scarpette bianche a nastri rossi, colla cintura di cuojo giallo
e infilatavi dentro la gran spatola, la cuffia del copri testa e
il barbozzale di seta nera, la maschera nera e il cappellaccio
di feltro grigio adorno di una coda di coniglio o di volpe!
Ecco Tartaglia tutto verde, cappellaccio di feltro grigio,
i grandi occhiali sopra il naso schiacciato, calze bianche e
scarpe e cintura di cuojo giallo! Ecco Colombina colla sua veste
verde color speranza a righe verdi color amante insolvibile,
rialzata da un lato sopra la gonnella di seta bianca color
fedeltà, tutta nastri rosso ciliegia colore della felicità,
le scarpette bianche color colomba, la rotonda di seta color
verde sospiro intrecciata nei capelli e le calze rosse color
espansione di coore che la veste intelligentemente corta non
copre completamente per lasciare però anche ben scoperto in
alto la parte superiore del seno candido entro al colletto a pieghe
capricciose color chiacchiera di donna a bella posta lasciato
aperto!... Ecco ali eterni amanti, eterni per le due fortune,

l'amore e la gloria, Florindo e Rosaura! Ecco il Capitano, tutto
giallo, dal gran cappellaccie, stivaloni, guanti, cinturone gialli,
il naso grifagno e i terribili baffi appuntati e minacciosi come
sottili lame di stocco! Ecco Brighella dal berettone alla cuoca,
tutto in bianco sporco color farina del diavolo!
)
O pubblico, salute !
(Le maschere salutano il pubblico col loro lazzo caratteristico:)
Siamo noi,
i vecchi amici tuoi, dimenticati
per correr dietro a nuovi e strani eroi...
Ma noi - che importa? - siamo ritornati'
Portiam dall'altro mondo l'italiana
commedia che le fronti corrugate
spiana e commuove, ognor serena e umana,
senza etisie e senza coltellate!
Abbi soltanto, o pubblico, in avviso
ch' ogni farsetto cela una passione,
ogni maschera nostra un vero viso.
E prestaci benevola attenzione''
(L'orchestra trionfalmente accompagna e commenta l'apostrofe
vivace delle Maschere e il gajo saluto fatto di inchini, lazzi,
piroette, baci!)



LA COMMEDIA



Personaggi:

PANTALONE DE' BISOGNOSI, ricco proprietario.
ROSAURA, sua figlia.
FLORINDO, giovane laureato, amante corrisposto di Rosaura.
DOTTOR GRAZIANO, uomo di legge.
COLOMBINA, sua domestica, confidente di Rosaura, promessa sposa di
BRIGHELLA, venditore ambulante, confidente di Florindo.
IL CAPITAN SPAVENTO, Balandrano di Casa Balandrana.
ARLECCHINO BATTOCCHIO, suo servitore.
TARTAGLIA, domestico in casa di Pantalone.
CORI.
Borghesi, Contadini, le Maschere italiane Suonatori, Scrivani, Servi.






Atto Primo


Prologo
Atto I
Atto II
Atto III




La piazza del paese.
A sinistra la casa di Pantalone, con giardino protetto da una
cancellata verso la piazza.
A pianterreno due parte a vetri.
Al primo piano un balcone d'angolo.
Dietro la casa di Pantalone piccola via.
Dalla parte opposta: l'ingresso al Grande Albergo della
Luna, la casa del Dottor Graziano, altre viuzze laterali.
Nel fondo si apre la contrada che si perde diagonalmente.

SCENA PRIMA.

LA VOCE DI BRIGHELLA.
Cavoli ! Unguenti
per guarir la scabbia
e a chi ce l' abbia
(femmine, attente; è vostra!) anche la rabbia!...

(entra spingendo avanti a sè una carriola colma di ogni merce più
svariata e più strana: cesti di verdura e vasi di pomate - scatole di
frutta secca, un cappello da prete - mazzi d'erbe aromatiche, scope,
cornici rotte - polverine per pulire il rame, bibbie tarlate e consumate
e codici nuovi fiammanti e intonsi - stoviglie e abiti vecchi, ecc., ecc.
A penzoloni, legata ad una spranga, la borsa della “venturina”cui
novanta numeri della tombola.
 A poco a poco si affollano le donne
intorno alla carriola.
E Brighella prende posto nel bel mezzo
della piazza sempre urlando
a squarciagola e lanciando occhiate
verso il giardino di Pantalone, alla
finestra di Rosaura, alla porta
di casa del Dottor Graziano.)

SCENA II.
(Pantalone esce nel giardino;
il Dottor Graziano appare sul balcone di casa sua;
quest'ultimo sta vestendosi.)

BRIGHELLA.
(da solo; a parte  gli altri)
Ho l’acqua dei filosofi ;
un gocciolino
e un uomo incontanenti
(anche un bambino,
un ignorante, un matto
od un minchione,)
parla a traverso e a dritto
e senza posa
d'ogni cosa
e lì per lì divien
critico fatto.
Ho l'olio che giustifica
l'esclamazion : Son fritto !
Giannette pagadebiti !
Ceci ! Cipolle !
Fichi secchi in scatole !
Ho pomate di seno di castrone
e sono bone
per crepature!
Qui ho l'autodottore...
(colto il momento
opportuno rapidamente
fa vedere a Rosaura
un biglietto rosa piegato
e continua ad urlare...)
ossia ricette contro
il mal d' amore ;
trenta diverse cure !
Tasso barbasso!
Corde per strozzini,
e lame per tagliarle !
Libro completo delle gonfiature
e modi per sgonfiarle !
Venti consigli rari
per far denari
che dò per niente,
ossia ne faccio dono.
Sono o non sono?

PANTALONE.
Rosaura! Rosaura! Rosaura.'

DOTTOR GRAZIANO.
Ehi, Colombina, dico !
Colombina!

ROSAURA
(viene al balcone).
Papà, son qui!

COLOMBINA
(esce dalla porta e viene in piazza).
Non son sorda - che c' è ?

PANTALONE
(a Rosaura)!
Manda Tartaglia a far la spesa''

ROSAURA.
Sì.

DOTTOR GRAZIANO
(a Colombina)
Attenta alla bilancia di Brighella !

PANTALONE
(a Rosaura).
Mi raccomando !...
Un po' d'economia

DOTTOR GRAZIANO
(a Colombina).
Badate al peso!

COLOMBINA.
Lasci fare a me !

DOTTOR GRAZIANO.
Brighella è un gran gaglioffo !

PANTALONE.
Economia !

COLOMBINA.
Va bene !

ROSAURA.
Sì, papà '..

PANTALONE.
Guarda che aspetto
gente d'importanza'.
Fa' togliere le fodere dei mobili

ROSAURA.
Chi vien, papà?

PANTALONE.
Più tardi lo saprai!

DOTTOR GRAZIANO.
Attenta ! Che non rubi!

PANTALONE!
Economia'.

COLOMBINA.
Va bene .'

ROSAURA.
Sì, papà !

PANTALONE.
Economia !...

DOTTOR GRAZIANO.
Giudizio !
Se ruba...

PANTALONE.
Economia !

COLOMBINA.
Non ruberà

PANTALONE!
Io vado !...

ROSAURA.
Sì, papà!

DOTTOR GRAZIANO
(fa per parlare, apre la bocca e sternuta invece).

COLOMBINA.
Felicità

(Pantalone esce dal giardino, rinchiude la cancellata, attraversa la piazza,
picchia alla porta del dottor Graziano e vi entra - Il dottore vedendo venire
Pantalone rientra rinchiudendo la balconata. - Colombina si avvicina alla
carriuola di Brighella, ma la folla è molta. - Rosaura dal balcone fa un
cenno a Colombina che la corrisponde con una occhiata eloquente.)

SCENA III.
(Brighella ha gran da fare a tener d'occhio le mani delle donne che si
allungano troppo e toccano tutto, strillando confusamente.)

LE DONNE.
Quanto la scorzonera?
A me del sedano !
Cicoria !
Erbe aromatiche
Salcrauti !
Timo !
Scalogno
Presto,... raperonzoli !...

BRIGHELLA.
Pazienza !... Giù le mani !... Niuna tocchi ....

UNA DONNA.
Quanto la scorzonera

BRIGHELLA.
Due bajocchi !

LE DONNE.
Pomi di terra!
Peperoni !
Tàccole !
Carciofolini !
Asparagi selvatici !
Cipolle!
Maggiorana !
Barbabietole !
Fagioli !
Verze
Cavoli !
Cocomeri !
Piselli freschi !
Alloro per il fegato !
(alcune si attaccano ai panni
di Brighella minacciose)
Perchè non vuoi servirmi? Dimmi un po'...

BRIGHELLA
(sbuffando e facendo tintinnare la bilancia).
Le mani a casa, donne, sì o no?...

LE DONNE.
Erbe grasse per calli !
Rape !
Salvia !
Aglio !
Crescione !
Chiodi di garofano !
Insalatina, presto !!...
A me lenticchie!...
Radici !
Frutta secca !
A me prezzemolo !
Brighella, ho furia !! ..
Un po' più svelto, orsù! !..
Carote !...

BRIGHELLA
(spossato).
Dai giornali... Io non ne ho più'.

SCENA IV.

ROSAURA
(chiama).
Tartaglia !
(Tartaglia esce nel giardino).
C' è Brighella ! Ha fatto segno

TARTAGLIA
(di malumore).
Qui-quindi qua-qua-qua-qualche biglietto.

ROSAURA.
Sì, certo!

TARTAGLIA.
Già-già-già; me-metto pegno !

ROSAURA
(in tono di preghiera).
Va, buon Tartaglia, va'
(gli getta del danaro involto in una carta)

TARTAGLIA
(raccoglie il denaro, rientra in casa
e ne esce subito con una sporta e
sorte dal giardino dicendo a Rosaura).
M'a-m'a-m'affretto !

SCENA V.
(Colombina può finalmente avvicinarsi
a Brighella, che vorrebbe dirle...
Ma potrebbero sentirlo e però :)

BRIGHELLA
(prende la borsa della venturina
e con fare di uomo dai bei modi dice
a Colombina).
Giuocate a venturina, Colombina
(sporge aperta la borsa dei novanta numeri)

COLOMBINA.
E perchè no?
Sì, giuocherò !...
Se vinco?...

BRIGHELLA.
Uno specchietto'.

COLOMBINA.
Se perdo?

BRIGHELLA
(grazioso).
Fate voi !...
C'intenderemo poi !
(Colombina estrae tre numeri)

LE DONNE.
Perduto !

BRIGHELLA
(porge la guancia a Colombina)
Un bacio... aspetto !

(Colombina gli lascia andare una sonora ceffata)

TARTAGLIA
(che si è soffermato a guardare
sulla cancellata del giardino)
(Co-come so-so-sono in ca-calore !...
In pubblico schia-schiaffi-fi d'amore !)
(tutti ridono)

BRIGHELLA
(briosamente mostrando
e commentando i numeri).
Caso strano !
Strano caso !
Altra mano
sul mio naso !
Quarantotto?
Scappellotto.
Trentasei ?
Sono miei !
Venturina ?
Giuoco d'uso !
Colombina?
Sberla al muso !
Me l'ha data
Colombina,
è ceffata
venturina !

(tutti ridono e ripetono le parole di Brighella)
(Colombina fa la spesa e Brighella le mormora dolci paroline; Tartaglia
fa la spesa e Brighella gli da un biglietto; Tartaglia gli corrisponde col
denaro datogli (la Rosaura; Colombina rientra in casa; Rosaura intanto
è spesa nel giardino e vi attende con ansia il ritorno di Tartaglia.)

BRIGHELLA
(riprende la sua carriuola
e si allontana per la viuzza
di sinistra urlando
a squarciagola).
Cavoli! Unguenti !......

TARTAGLIA
(rientra pel giardino brontolando).
Per la ca-casa un me-meschin bajocco
per questa ca-ca-carta...
(mostra il biglietto)
...la fi-fi-glia
gi-gitta du-ducati! E lui di-di-ce:
(imitando Pantalone)
« Eco-co-co-nomia !
(crollando il capo)
Padre scio-sciocco!
(entra in giardino.)

SCENA VI.

ROSAURA
(prende quasi strappandogliela
dalle mani la lettera e Tartaglia sempre
crollando il capo entra in casa –
Rosaura gira e rigira la lettera fra le
mani, poi la pone sul cuore,
poi la bacia, infine l'apre e la legge).
Sole delle mie giornate!
Entra, o mio cuore, in queste cifre Che più che con
inchiostro sono vergate coi tuoi palpiti!
(interrompe la lettura e bacia
con trasporto la lettera - Riprende la lettura)
E voi, cifre dcl mio sentimento, ditele dunque,
beatificandovi nel li occhi suoi , che il nostro amore
non rimarrà più celato a lungo al burbero padre
crudele ditele che lo zio Prosdocimo
mi farà la cauzione onde…
(legge precipitosamente con una mano
trattenendo i palpiti accelerati del cuore)
... avrò studio, la dimandrò al padre barbaro che,
non avrà più ragione di rifiuto e che lo zio arriva
in settimana e che intanto:
(legge con entusiasmo amoroso la chiusetta)
Io son colui che vive di sua brama ;
Florindo son che l'ama !
(Rosaura bacia e ribacia la lettera
e se la pone stretta sul cuore dicendo:)
Mio core travagliato dall'amore,
finì 'l tuo duol, sussulta tutto quanto!
Be,di occhi miei, finito è il vostro pianto !
E' finito, o mio viso, il tuo pallore !
Ridemi amore intorno ed io lo sento;
più gajo è il ciel, la terra è lieta e bella!
O lettera gentil, la tua novella
l'ha udita il mar, la terra, il firmamento

SCENA VII.

ROSAURA
(siede sulla panca del giardino e rilegge sottovoce la lettera seguendone
la lettura con gesti... Pantalone accompagnato sulla porta dal dotto.
Graziano si allontana pel fondo).

SCENA VIII.
(Ma subito dopo chiusa la porta di casa Graziano ne esce agitatissima
Colombina; essa guarda dapprima se Pantalone può  vederla, ma vedutolo
voltare l'angolo, entra affannosa nel giardino, vede Rosaura, fa per parlarle,
ma l’affanno le tronca le parole, si lascia cadere sulla panca dove prima
era seduta Rosaura sorpresa della brusca entrata di Colombina.)

ROSAURA.
Che c'è ?

COLOMBINA
(gran gesto).

ROSAURA.
Che avvien ?

COLOMBINA
(nuovo gesto).

ROSAURA.
Che accade',

COLOMBINA
(riprendendo finalmente la parola).
Il finimondo!
Oh, poveretta !

ROSAURA.
Che ? !... Mio padre?...

COLOMBINA.
Già...
(contro Pantalone)
Cuor di macigno, cuor di pietra dura,
Cuore di ferro, cuor senza natura !
Cuore di biscia ! Cuor senza pietà !
Cuore che è indegno di restare al mondo !
Cuore di tigre ! Cuore d'una rana !
Cuore di tutto e non di carne umana
e, se di carne, cuore tutto d'osso !

ROSAURA.
Parla ! Suvvia! Ma parla !...

COLOMBINA.
Se non posso !
(poi respira,... respira... e finalmente
avvicinandosi a Rosaura le dice :)
Son grandi cose

ROSAURA.
Contro me ?.....

COLOMBINA.
...e Florindo

ROSAURA.
Ciel !

COLOMBINA.
Si!

ROSAURA.
Mio padre ?

COLOMBINA.
Sì!

ROSAURA
(siede mormorando).
Sa tutto

COLOMBINA.
No.

ROSAURA.
No ?
(torna a rilevarsi sorpresa)

COLOMBINA.
Fiato, e dico!
Udii dietro la porta
che voi sposate...

ROSAURA.
Chi

COLOMBINA.
... Un ufficiale !
Il padre vi marita a un generale !
Ed oggi arriva !

ROSAURA
(si lascia di nuovo cadere seduta).
Ad un ammazzagente !

COLOMBINA.
Questo marito ha vostro padre in mente !
Ed è così deciso, acceso, matto
che stasera vuol stendere il contratto.

ROSAURA
(seduta esce in dolorosissimi sospiri).
Mio Dio !... Dio !... Dio !... Dio !...

COLOMBINA
(commovendosi anche lei,
sospira e balbetta essa pure).
Dio !
(e siede ! - E le due ragazze,
sedute sulle due panchine del giardino,
gli occhi ora al cielo, ora alla terra sospirano)

ROSAURA
(fa per parlare ma tace e sospira).

COLOMBINA
(fa per parlare, ma, essa pure tace e sospira).

ROSAURA
(estrae dal suo corsetto la lettera
di poc'anzi e con voce lacrimosa)
Mi aveva scritto : « Tutto bene !... » ond'io...
(sospira)

COLOMBINA
(sospira).
(ROSAURA rimette la lettera dentro il busto e sospira forte).
(COLOMBINA la guarda, alza gli occhi al cielo e sospira forte).

ROSAURA.
E il mio Florindo?...
(sospira)

COLOMBINA.
Ed io speravo anch'io
di sposarmi Brighella... Dio !
(sospira)

ROSAURA.
Dio !
(sospira)

COLOMBINA.
Io vostra cameriera...
(sospira)

ROSAURA.
O amore, addio !
(sospira)

COLOMBINA.
Egli suo servitore ! ...
(sospira lacrimosa) .

ROSAURA.
E invece !...
(sospira lacrimosa)

COLOMBINA.
Addio !
(sospira piagnucolando)

ROSAURA.
Felici!...
(sospira piagnucolando essa pure)

COLOMBINA.
In quattro!...
(sospira piangendo più forte)

ROSAURA.
E invece !...

COLOMBINA.
E invece !

ROSAURA e COLOMBINA
(si mettono a piangere dirottamente sospirando).
Dio!

SCENA IX.
(Entra accorrendo Brighella tutto allegro.)

BRIGHELLA.
Sior Pantalone ho visto per la strada,
son corso qui...
(sorpreso)
Che c'è ?

COLOMBINA.
Suo padre la marita a un uom di spada !...

BRIGHELLA.
Fulmini, dico !...
(si appoggia ad un albero e balbetta)
Ohimè !
(sospira egli pure)

SCENA X.
(Entra frettoloso accorrendo Florindo
con gran slancio dicendo:)

FLORINDO.
È fuori vostro padre ; ho messo l'ale
per venir qui...
(s' arresta)
Che c'è ?

COLOMBINA e BRIGHELLA.
Suo padre la marita a un generalé!

FLORINDO.
Cielo ! Rosaura!...
(si appoggia alla muraglia)
Ohimè!...

TUTTI
(si guardano, manca loro la parola
e sospirano tutti pietosamente).

FLORINDO
(si scuote, passeggia e riflette).
Or, che fare?...

BRIGHELLA
(passeggia e riflette).
Che fare ?...

COLOMBINA
(passeggia e riflette).
Vediamo!...

ROSAURA
(speranzosa).
Riflettiamo!...

FLORINDO.
Pensiamo !

BRIGHELLA.
Sì, cerchiamo!
Vediamo di trovare!

ROSAURA.
(scoraggiata).
Si cerca...

COLOMBINA.
(animata).
...e se si sbaglia
si ritorna a pensare...

FLORINDO.
...e infine col cercare

BRIGHELLA.
... si      trova!...

C0LOMBINA
(subito).
Pria !...
(chiama verso la casa)
Tartaglia!

SCENA XI.
(Accorre dalla casa Tartaglia.)

COLOMBINA.
Tu va in osservazione....

BRIGHELLA.
sulla porta d'entrata....
(accenna verso le quinte a sinistra)

FLORINDO.
se arriva Pantalone....

ROSAuRA.
da' tosto l'avvisata!...

BRIGHELLA.
Se vien di qui ?...
(accenna la piazza)
Usciam di là.
(accenna la casa)

COLOMBINA.
Se vien di là?
(accenna alla casa)
Usciam di qui.
(accenna alla piazza)

FLORINDO e ROSAURA.
E noi potrem così
parlare in libertà !

BRIGHELLA
(a Tartaglia).
Tu, là!
(verso la casa)
Io, qui!
(accenna alla cancellata del giardino)

COLOMBINA.
Non v'è periglio alcuno!
(spingono Tartaglia verso la casa)

TARTAGLIA.
Va-vado...

TUTTI.
Sì!
(Tartaglia esce.)

SCENA XII.
(I quattro stanno meditando
in silenzio, poi:)

TUTTI
(hanno qualche cosa da dire).
Or dun.... !
(É Tartaglia che ritorna frettoloso)

TUTTI
(sbigottiti).
Che c'è?

TARTAGLIA.
N'... N'... N'... Nessuno!

BRIGHELLA e FLORINDO
(incolleriti lo cacciano via e appena via
Tartaglia ritornano a meditare).

SCENA XIII.

COLOMBINA.
Or dunque?...

ROSAURA.
Riflettiam !

FLORINDO.
Pensiam !

BRIGHELLA.
Cerchiamo
qualche espediente!

TUTTI.
E vero; riflettiamo!
(passeggiano riflettendo - gli occhi a terra)

FLORINDO
(a un tratto si arresta).
Io dico...
(ma subito balbetta)
No!

ROSAURA
(a un tratto
un po' timida esclama).
Direi che...
(ma riflettendovi meglio,
aggiunge balbettando)
No!

BRIGHELLA
(improvvisamente,
trionfalmente grida).
Sì!
(ma si pente
e balbetta egli pure)
No!

COLOMBINA
(irritata).
Si!... No!... Io dico che... Non so....
Ah, qui convien trovare bene o male...

(e a un tratto essa si lascia sfuggire una esclamazione
di trionfo come se avesse trovato, tutti si fanno intorno a lei...)

SCENA XIV.
(Tartaglia sopraggiunge spaventato.)

TARTAGLIA.
Pa-pantalon con un-un ufficiale!

SCENA XV.
(Tutti allora cercano di poter guardare verso la strada sul fondo di dove
Tartaglia ha accennato che arrivano Pantalone e l'ufficiale. - Rosaura
corre alla balconata e guarda dalle gelosie. - Colombina sale sulla scala
a mano e guarda sopra dalla cancellata. - Florindo sopra la panchina.
- Brighella monta sopra una pianta.)

SCENA XVI.
(Intanto, come se si trattasse di un grande avvenimento, la gente esce
dalle case, e uomini, donne e fanciulli guardano curiosamente verso il
fondo di dove sbocca Pantalone tutto ad inchini, colla berretta in mano,
e la testa scoperta innanzi al Capitano Spavento che si avanza maestoso
e terribile colla mano sinistra sulla lunga spada, colla destra arricciandosi
i baffi, seguito da Arlecchino con una piccola valigia in mano.)
(Florindo, Rosaura, Brighella, Colombina e Tartaglia, susurrano tremanti.)

COLOMBINA.
Che baffi!

BRIGHELLA.
Quale naso !

COLOMBINA.
Quale spada!

TARTAGLIA.
Tien tu-tu-tta qua-qua-quanta la strada!

FLORINDO.
Cammina come un arco trionfale!

ROSAURA.
Ingombra tutta quanta la contrada!

TUTTI.
Più alto del palazzo comunale !
(si nascondono vedendo il Capitano
arrestarsi e guardare intorno)

LA GENTE
(guarda timorosa.)
È fatto tutta a punta !
I baffi e il naso a punta!
Cappello e piuma a punta!
La spada e tutto a punta!
Dovunque tocca fora
Convien usar prudenza.
Quando passa
« Eccellenza!»
Passato?
« Alla malora! »
(tutti si rifugiano entro alle porte
delle case guardando spaventati)

SCENA XVII.
(Capitano Spavento e Arlecchino.)

CAPITANO.
...quel sono! - Il Capitano Balandrano
dei Balandran di Casa Balandrana;
ho nome Don Alonzo Durlindana;
pronto di lingua sono e più di mano;
rintuzzo, abbatto, sgomino, fracasso,
di taglio e punta meno e vado a fondo;
la gente si ritira quando passo
sì che dir posso che son solo al mondo.
Onde mie brame a voi ho fatto note...

ARLECCHINO
(segue commentando fra sé).
(... la figlia sì, ma per pacciar la dote...)

CAPITANO.
Cento battaglie e ferite onorate...

ARLECCHINO.
(...pedate, schiaffi, pugni, bastonate...)

CAPITANO.
Duca mi fece il Gran Scudier del Re!...

ARLECCHINO.
(il boja ! il boja !)

CAPITANO.
L'alto grado mio...

ARLECCHINO.
(il cellulare...)

CAPITANO.
devo solo a me,
al brando mio.,.

ARLECCHINO.
(gramazzo!...)

CAPITANO.
... ond'io son io !
Gloriosa lama '.

ARLECCHINO.
(poveretta!...)

CAPITANO.
Onori!

ARLECCHINO.
(Conti d'osti, locande, albergatori!)

CAPITANO.
Cento battaglie e cento Re salvati!

ARLECCHINO.
(e cento mila conti non pagati)

CAPITANO.
Cento duelli e cento e più tornei !...

ARLECCHINO.
(O dei, che balle! Oh che balazze, o dei'....)

CAPITANO.
Guardo i soldati e non li conto in fila
ma li conta la spada che li infila...

ARLECCHINO.
(...non le conta la bocca che le sfila
ma chi le ascolta e il filo che le infila !)

CAPITANO.
Ho detto! - Sono il Capitan Spavento !

ARLECCHINO.
(Spavento de putei, boffo de vento!)

CAPITANO.
E il resto vi dirò!... Venite meco !...

ARLECCHINO.
(...a udir l'altre balazze!)

CAPITANO
(che ha udito si volta sospettoso).
Chi osa?

ARLECCHINO
(subito).
L'eco !

FLORINDO, ROSAURA, COLOMBINA, BRIGHELLA, TARTAGLIA
(mormorano guardando impauriti
fuori dai loro nascondigli).
(La sua parola è un tuono rimbombante!)
(Di brace accese son le sue pupille!)
(Fa tremar tutto, genti, case, piante!...)
(Fa tal baccan che si direbbe in mille!...)

E I POVERI BORGHESI
(dentro al rifugio dei loro portoni di casa,
allungando atterriti il capo balbettano).
(Conviene usar prudenza!...
Diciamogli : Illustrissimo! ...
c uando passa, inchiniamoci
dicendogli : Eccellenza! ...)
Intanto in casa entriamo.

(Dal Grande Albergo della Luna corrono fuori padrone, servi, guatteri...
Ma alla vista dello strano personaggio rimangono essi pure allibiti dal
tenore. - Gli occhi del terribile capitano cadono a caso su di un picolo
fanciullo che si dà a strillare, la madre sviene e il padre urta nella porta
di casa nel voler salvare il figliuoletto dal terrore di quell'occhiata. –
Un cameriere evitando il capitano si accosta ad Arlecchino stendendo la
mano alla valigia.)

ARLECCHINO.
Oro, già!... E non si tocca!...
(e segue il Capitano che ha fatto
un ingresso solenne nell'albergo,
dicendo ai camerieri:)
Pranzo e cena!
Con borsa vuota almanco pancia piena!...

(Entrato il Capitano nell'Albergo della Luna accompagnato da Pantalone
e seguito da Arlecchino, dal padrone, dai camerieri, dai lacchè... i timidi
borghesi prudentemente si ritirano, costringono le loro mogli le quali invece
all'aspetto del militare si... e chiudono le porte di casa.)

SCENA XVIII.
(Ma dentro al giardino di casa Pantalone l'agitazione è al colmo. -
Ognuno scende , sbuca fuori dal suo nascondiglio. - Tutti sono sbigottiti,
Colombina sola è calma e sicura. Accenna a voler parlare e tutti la ascoltano
avidissimi, attentissimi.)

COLOMBINA.
Stassera (Pantalon l'ha detto già)
si deve far la firma del contratto...
Vuol fare tante cose il vecchio matto
ma il suo contratto non si firmerà!
No: cercheremo il modo...

FLORINDO.
il quando...

BRIGHELLA.
il come...

COLOMBINA e ROSAURA.
Ma questa sera...

TUTTI.
Non si firmerà!

COLOMBINA.
No... non si scriverà nome e cognome
e il modo...

FLORINDO.
il quando

BRIGHELLA.
il come...

COLOMBINA e ROSAURA.
... si vedrà

COLOMBINA.
Ma questa sera...

TUTTI.
Non si firmerà!

BRIGHELLA
(a un tratto esclama trionfante).
Ho trovato! !... Archimede !...

COLOMBINA
Udiate!...

ROSAURA e FLORINDO.
Udiamo !

BRIGHELLA.
Niente contratto !

COLOMBINA.
Parla!

ROSAURA e FLORINDO.
T'ascoltiamo!...

BRIGHELLA.
V'è al mondo certa polvere che infusa
in modo... che... se... come...
Più non dico!
Ma fosse pure Orlando il militare
nessun contratto si dovrà firmare!

RoSAURA e FLORINDO.
E questa sera'

BRIGHELLA.
A tutto penserà la polverina
e non si firmerà
neppur se il Capitano fosse Orlando!
pizzico soltanto e ognun vedrà
che abbiam trovato il modo

FLORINDO
(Con gioja),
... il come

COLOMBINA
(con gioja).
il quando...

TUTTI
(con gioja).
Ed il contratto non si firmerà!

SCENA XIX.

PANTALONE
(esce dall'Albergo della Luna chiamando).
Tartaglia, presto!...
(Colombina, Florindo, Brighella,
hanno appena il tempo di nascondersi
nel ripostiglio dove Tartaglia
tiene gli attrezzi del giardino.)

SCENA XX.

PANTALONE
(vedendo nella sala terrena
le fodere ai mobili).
Come',! Ancora intorno
le fodere sui mobili?...
(chiama incollerito)
Rosaura!
(e volgendosi la vede
ma ancora non abbigliata)
Ancora spettinata? ! Tosto al pettine!
(e la spinge verso l'interno della casa)
E fatti bella!

ROSAURA
(si avvia sospirando).
(Ohimè!)

PANTALONE
(le brida dietro).
Oggi è gran giorno!
(e si precipita nella sala
seguito da Tartaglia dicendogli)
Ed ora a noi!...

TARTAGLIA
(vedendo dalla cancellata aperta
verso l'albergo uscire il Capitano :)
Il Ca.. ca...capitano !...

PANTALONE.
Va, tienlo a bada!

TARTAGLIA.
Co-come?

PANTALONE.
Descrivigli
il paese e i dintorni!...
(E siccome Tartaglia esita, incollerito
lo spinge fuori con una pedata,
ed entra nella sala strappando fodere,
spazzolando, ripulendo e mormorando
sdegnato.)
Ancor la polvere!
Niente han scoperto!...
(vede il pendolo fermo)
Non montato il pendolo'.

(Mette in movimento il pendolo che si mette in moto con un gran fracasso
di batteria. - Poi sempre ansante prende la scopa e scopa. Nel togliere la
fodera al canapè rovescia la tavola carica di gingilli rompendo e spezzando
tazze, e nel togliere la fodera a una poltrona si fa cadere un quadro sulla
testa, poi cade a ridosso di un « tabourèt » e si fa male a una gamba.)

SCENA XXI.

TARTAGLIA
(spinto bruscamente fuori,
si trova proprio di fronte al Capitano e
ad Arlecchino, appena usciti dall'Albergo
della Luna, grattandosi con una mano
dove ha ricevuto la pedata e coll'altra
indicando man mano ciò che descrive,
incomincia subito).
Quella è una stra-stra-strada e que-que-questa
è una pia-piazza e intorno mu-mu-muri ;
Oggi è Lu-luglio e dì-dì-dì di festa
e i sassi son cio-ciottoli du-duri.
Questo è il paese il quale come fo­
fo-fosse una gra-grande ci-città
spende be-bezzi più... più... che non ha...
co-come finirà non lo so-so!
Gente no-nova fa gran ba-baccano
ma i vecchi non mo-mollano il timone
tal che, de-destra o si-sinistra mano,
il bel paese è con-fu-fu-fusione.
Carabinieri in gran qua-quantità
ma i la-la-ladri sempre in sproporzione,
qua-qualche pesciolino va in prigione
ma le ba-ba-balene in libertà.
Ma... ecco il pampadrone Patolone !

SCENA XXII.
(Infatti Pantalone accorre giustificandosi del ritardo.)

PANTALONE
(al Capitano).
Mia figlia un po' indisposta...

CAPITANO.
Grave?

PANTALONE
(confondendosi).
Niente!
Un pochettin di fodera alla testa
e un pochettin di pendolo in un dente,
(rimettendosi)
ma colla scopa...
(ed invita il Capitano ad entrare in casa sua,
schiudendogli la cancellata
del giardino:)
Entriam, la porta è questa

SCENA XXIII.
(Il finale:)
(Mentre Pantalone invita il Capitano ad entrare e il Capitano fa il suo
discorsivo di risposta, tutta la gente scende in piazza. –
Brighella, Florindo, Rosaura e Colombina nascosti nel giardino guardano;
il dottor Graziano si affaccia al piccolo balcone perchè in casa ha cercato
Colombina chiamandola invano.)

PANTALONE
(al Capitano).
Stretta è la porta ma assai largo è il cuore.
Avanti, dico, avanti! È grande onore !
Entrate, Capitan, già un poco genero!
Qui Pantalon, già quasi un poco suocero,
sente tremarle lacrime al suo. ciglio!...
Io quasi padre e voi già quasi figlio!

CAPITANO
(maestosissimo).
Entro in codesta placida casetta,
albergo dell'amore, ostel gentil,
ove felicità del cor m'aspetta,
o fido nido, lieto, queto asil,
Meta suprema a sanguinosa strada,
mi ammoglio e al letto appendo la gran spada!

ARLECCHINO.
Entriamo e basta! E niente complimenti!
Allo sbatter de' denti siamo tutti
figli, sposi, Cugin, padri, parenti,
una famiglia I buoni e I farabutti!
Vo' per stanza da letto la cucina
e sala per ricever la cantina!

ROSAURA e FLORINDO.
Mio bene, non temer, io t'amo tanto!
Amore è forza, è tutto al mondo amor!
Io piangerò felice del mio pianto !
Per te più non pavento alcun dolor !
No, non temer chè fissa è la mia sorte
entrambi uniti insieme o della morte!

BRIGHELLA e COLOMBINA.
Andiamo a preparar la polverina!
Causa comune è ognor causa di core.
Rosaura e Florindo son l'amore,
E amore son Brighella e Colombina.
Uniti nella gioia e nel dolore!
Andiamo a preparar la polverina.

DOTTORE GRAZIANO.
O Colombina!!... O dove mai si ficca?
Chiamo e richiamo e mai non vien, per Bacco!
La lingua nel gridare mi ripicca
quod... chiamo invano e del chiamar mi stracco
Colombina ! Il panciotto! La cravatta!...
Folle! Sbalzana ! In verità arcimatta !

TARTAGLIA.
Padre imbecille e fi-fi-figlia matta!
ma-ma-ma-matta qui tutta la gente!
se la ma-ma-matteria ovunque scatta
nie-niente dunque di sorpre-prendente.
Però se la mi salta vo vi-via.
No, resto!... È più fi-fi-filosofia !

LA GENTE.
Rosaura si fa sposa? E dunque vero.?
E sposa un Capitano, un gran guerriero?...
E ch'il conosce? Donde vien? Chi sa?
Egli è della famiglia degli eroi!...
Ma è ricco? Ha soldi? Ha terre, Ma! Ma! Ma!
Del suo paese ognun le spose o i buoi!

(E il Capitano introdotto da Pantalone entra in casa seguìto da Arlecchino
che osserva e commenta, mentre Florindo, Colombina e Brighella si
nascondono dietro le piante del giardino e Rosaura corre nella sua stanza
a nascondervi le sue lagrirne.)

Cala la tela.



Prologo
Atto I
Atto II
Atto III




Atto secondo





La gran sala di casa Bisognosi al primo piano, di forma esagona e di un gusto
rococò spaventoso. - Vetriate alle portiere a fiorami, rabeschi, arzigogoli, volute
che mettono alle due scalee all'appartamento di Rosaura, a quello di Pantalone.
Tartaglia guida i Servitori che salgono le scalee portando due enormi recipienti
in forma di fiasche, polverose, a rubinetti d'argento e coi tappi in alto a collare
con scritta, una " Essenza figli maschi „ e l'altra: " Bezzi e sanità. „

SCENA PRIMA

TARTAGLIA
(ai servitori indicando la « serva »).
Be-bene! I due fia-fiaschi
po-posate qua-qua!
(legge attentamente le etichette)
« Essenza figli maschi! »
« Be-bezzi e sanità! «
(ai servi)
Or giù a fa-far nu-numero,
a pa-parer ta-tanti,
onde dar po-po-polvere
negli occhi agl'ignoranti
(discendono)

SCENA II.
(Mentre Tartaglia discende coi servitori per la scalea di destra, per quella
di sinistra sale Florindo, apre cauto la vetriata e sguiscia dentro, si guarda
intorno come ad orientarsi e finalmente si dirige sempre cauto verso
l'appartamento di Rosaura nel momento in cui questa esce:)

ROSAURA
Florindo !

FLORINDO.
Sì; son io

ROSAURA.
Anima!

FLORINDO.
Amore mio!

ROSAURA.
Amore, vita mia!...

FLORINDO.
Un bacio

(Si baciano lasciandosi cadere sul sofà. - Colombina pettinatrice ordinaria
di Rosaura e per l'occasione domestica straordinaria di Casa Bisognosi,
entra per dare assetto ai mobili e sorprende... il canapè occupato!)

COLOMBINA.
In piedi, e via!

FLORINDO.
Una parola....

ROSAURA,
... sola!

COLOMBINA
Onesto e presto !
(e va a mettersi di guardia sul pianerottolo
che domina le due scalee)

SCENA III.

FLORINDO.
Per averti vicina questa sera
guido la danza e batto la furlana;
tu, quando incalza intorno la mattana,
guarda i miei occhi,... ho dentro una preghiera.

ROSAURA.
E tu guarda ne' miei, o mesto amante,
ho dentro disianze tante... tante!...
Non aspettiam, Florindo, questa sera!...
Diciam la disianza, e la preghiera...

FLORINDO.
S'io ti perdessi?

ROSAURA.
Mai!

FLORINDO.
... Più non vederti...
amarti... idolatrarti... respirarti?

ROSAURA.
No! Giuro, mai!

FLORINDO.
Non più sentirmi intorno
il tuo desiderio che m'inebria
come l'effluvio d'un giardino immenso

ROSAURA.
No, mio Florindo !

FLORINDO.
A tal crudel pensiero
io mi sento morire!

ROSAURA.
Taci! Taci!
(con tutta l'anima)
Io son per la tua vita destinata,
tu ben lo sai.
Rosaura da Florindo separata?
Ah no; giammai!
Rosaura è di Florindo! Sempre! Dio
mi fè tua cosa!
Io sono il tuo destin, tu sei il mio!
Sarò tua sposa!

FLORINDO.
Se vana fosse mai la polverina?

ROsAURA.
Ebbene.... fuggiremo!

FLORINDO.
O mia divina
innamorata, è questa la preghiera
che trema ne' miei occhi! È la, speranza
ch'arde il mio core d'una fiamma vera!

ROSAuRA.
E questa, amore mio, la disianza
ch'arde il mio core d'una fiamma vera!

FLORINDO.
Andrem?

ROSAUrA.
Dove?

FLORINDO.
Non so!

ROSAURA e FLORINDO.
Colma di fiori e incanti
è il mondo eterna patria;
e il prato ognora il talamo
è del liberi amanti.
Se l'oriuol d'amore
segna sempre quell'ora
sul quadrante del core
mai l'ora si scolora.
Come gli augei su ramo
direm per ogni via
l'antica poesia
nova ed eterna: T'amo!

COLOMBINA
(accorre dal fondo).
Vien gente!... Via!...

FLORINDO e ROSAURA.
Addio!...

COLOMBINA
(affannata).
Presto!...

FLORINDO.
Di volo!...

(Ma rapide le braccia dei due amanti si allacciano ancora e scoppiano
echeggiando nella gran sala di casa Bisognosi due lunghi baci.
Colombina ha appena il tempo di spingere fuori Florindo, Rosaura di
entrare nel suo appartamento e chiudere le due portiere, che dalla vetriata
di destra appare Arlecchino che si arresta sorpreso guardando Colombina.)

ARLECCHINO.
Due baci... e un sesso solo ?!...

SCENA IV.

ARLECCHINO
(guarda sorpreso Colombina
che per darsi un contegno ha dato
di mano alla scopa).
La piacente donnetta!...
Un'avventura?... Un po' di toeletta!
(depone la valigia, prende contegno e fare elegante,
il feltro grigio sulle ventiquattro, tossisce, e fa lazzo,
poi con grande atteggiamento, la mano sinistra
sulla spatola infilata alla cintura
a mo' di spada abborda Colombina)
Don Arlecchino
son; d'alta nobilea;
viaggio e cammino
incognito in livrea;
ma.... nobilone!
Ho centomila e un quarto,
il mio blasone
è in ritagli di sarto;
e brilla all'occhio
come prisma di vetro
e ognor Battocchio
e davanti e didietro!
(lazzo per mostrare a Colombina tutti i quarti) .
Qui sono... ambasciatore
del Capitano,
alias... legal mezzano!...
(fischiatina, crollatina e piroetta)
Io son l'amore!...
Alla bella Rosaura
m'invia il più gran guerriero
a dir di un cuor sincero
soave repertorio!
Andate, o mia simpatica,
portate la proposta!
Arlecchinissimo
qui attende la risposta!

COLOMBINA
(apre appena la portiera a vetriata
che mette agli appartamenti di Rosaura,
ma ritorna quasi subito e fa il lazzo di donna affettata).
Ancor non abbigliata!.. Il Duce aspetta?

ARLECCHINO.
Aspetta

COLOMBINA.
Aspetti

ARLECCHINO
(riflette, poi, lazzo e ripete :)
Aspetti!
(Colombina riprende la scopa –
Arlecchino le si avvicina)
Ma la proposta è in doppio originale,
uno a Rosaura vostra padroncina
e l'altro... Il vostro nome?

COLOMBINA.
Colombina.

ARLECCHINO.
È vostro, Colombina.... De-Cucina!

COLOMBINA 
Cieli!... Rispondo
un uomo vano,
uomo d'infimo rango
sogno, villano;
scarpe a bordi di fango
e vagabondo
e... ladro di casato e nobiltà.

ARLECCHINO.
(Quale occasion per dir la verità!)

COLOMBINA
(continua come lasciandosi trascinare
dalla dolcezza del suo sogno).
Io sogno un ideale,
un uomo, un tomo
scaltro e matto
che più di un uom risulti un'animale
nell'Animale Uomo!...
Un sogno così fatto
offre alla realtà
grandi difficoltà!...

ARLECCHINO
(Il mio ritratto!
tal qual son fatto
e... più originale,
son l'Ideale dell'Animale!
Vedi fatalità!
Quale occasion per dir la verità!)
(a Colombina con galanteria)
La perfezione
questione è d'occasione.
(e fa il lazzo della dichiarazione:)
Io t'amo pollastrella - grassa e snella!
Il colmo busto
è tutta una cucina;
ti guardo e sento il gusto
della fame canina!
Tutto un pranzo ammannito
tu sei d'abile ostessa!
Tu sei la monarchessa
d'ogni egregio appetito!

SCENA V.

BRIGHELLA
(entrato proprio al momento della dichiarazione ,
fermandosi ad ascoltarlo si avvicina
alle spalle di Arlecchino, afferra la scopa lasciatavi
da Colombina e al finire della dichiarazione
di Arlecchino gli lascia piombare sulle spalle
una egregia scopata esclamando:)
Tò ! Magna!...

ARLECCHINO
(inchinandosi).
Della Vostra Signoria
umilissimo servo...
(raccoglie la valigia)
(Gambe!... Via!)
(fugge)

SCENA VI.
(Brighella chiama Florindo, Colombina chiama Rosaura, che appare
splendida nel suo fresco ed elegante abbigliamento, poi entrambi vanno
cauti e guardinghi a spiare a tutte le porte.)

BRIGHELLA.
V'è al mondo certa polvere che, infusa
e data scaltramente a trangugiare,
ogni favella fa rauca e confusa,
solo un rumor…
(estrae e mostra trionfante
un minuscolo cartoccetto:)
E’..: la parlamentare !
Perchè così si dica non si sa.
Chi n'ha bevuto sputa parolone;
ma il risultato è sol la confusione,
chè alcun non sa che dice e cosa fa!
C'è un po' di tutto:
(apre il cartoccetto e colle dita prende
a spizzichi la polvere lasciandola
ricadere:)
il parlamentarismo
del Tevere... Tamigi... Senna.. Sprea,
S. U. A., Cina e l'Antisemitismo,
Russia e l'oppio dell'or dell'Eritrea,
le maggioranze e i voti d'amicizia,
tossi, catarri, reumi dei Senati,
verderame dei pesi di Giustizia...
tutti i sogni dei popoli malati!...
Un pizzico soltanto e ognun vedrà
trovato finalmente...

ROSAURA.
il modo...

FLORINDO.
il come...

COLOMBINA.
e non si scriverà nome e cognome...

BRIGHELLA.
ed il contratto...

TUTTI.
... non si firmerà!
(indicando la fiasca: « Essenza figli maschi?)

BRIGHELLA
" Essenza figli maschi! „
Giù!
(toglie il tappo e vi lascia cadere
la polverina dicendo:)
A fondo cola, o polvere!

COLOMBINA.
E il mondo caschi!

TUTTI.
Caschi!
(Brighella rimette il tappo e richiude lo stipo.)

SCENA VII.
(La voce di PANTALONE per la scala di destra.)
Dio, che toeletta!... Femmine, voi siete sempre belle!
ma col lisciarvi troppo consumate la pelle!
(Rosaura, Brighella, Tartaglia
e Colombina nascondono Florindo.)
SCENA VIII.
(Pantalone tutto scalmanato. - Egli esamina la sala.)
Ancor la scopa in giro ?...

TARTAGLIA
(indica alcuni individui
che appajono sul pianerottolo).
I suo-suo-suonatori!

PANTALONE
(dà l'ordine di accendere).
Il lampadario!... Presto! E tutti gli splendori!

BRIGHELLA.
Fiamme a tutti i bracciali!

TARTAGLIA.
Fiamme a più non po-posso!..

(e corrono in gran da fare ad accendere, ajutati da qualche suonatore
spingendo e respingendo Pantalone, mentre Colombina riliscia e aggiusta
le pieghe al guardinfante di Rosaura.)

SCENA IX.
(La sala si illumina.)

BRIGHELLA
(a Pantalone).
Faccio salire?

PANTALONE
(vedendo e contemplando
ammirato Rosaura).
Aspetta!
(prende per mano Rosaura
e sospirando le dice)
Rosaura, son commosso!
(la attira con fare grave e con solennità maestosa
fa cenno che deve parlare.
Brighella, Tartaglia e Colombina gli fanno circolo.
Pantalone assume il più paterno dei gesti
e la più paterna inflessione di voce:)
Io dunque ti marito! E tu moglie diventi!
(fa il lazzo della lagrima)
Il matrimonio è uno dei sette sacramenti!...
Ma alla figlia amorosa deve il padre amoroso
spiegare chiaramente la scelta dello sposo.
È capitano ispano, latin, greco, italiano,
francese, un po' tedesco e alquanto Balandrano.
Onde c'imparentiamo con quasi tutti i Popoli;
v'è di risparmio l'aggio, e s'entra nell'esercito...
e sei felice !...
(commovendosi)
Un bacio!...
(fa il lazzo del bacio)
Il matrimonio è un osso
che poi s'incarna...
(rivolgendosi a Brighella,
Tartaglia, Colombina)
Vero?

BRIGHELLA e COLOMBINA.
Vangelo!

PANTALONE
(si asciuga le lacrime).
Son commosso

TARTAGLIA.
Pa-padre no-no-nobile

PANTALONE
(vorrebbe dire ma le lagrime
gli soffocano la voce e balbetta).
Patria!... Famiglia!... Dio!...
(rimettendosi)
Ed ora andiamo a prendere l'uom, l'eroe, il marìo
(esce)

SCENA X.
(Irrompono nella sala tutte le Maschere!
Piume, losanghe, alamari, nastri - tutti i colori - tutte le epoche - maschi e
femmine - zanni, servette, marchesi, dottori - stolti e sapienti - vecchi e
giovani - il riso e la smorfia - tutta la umana allegria dal grottesco alla satira
irrompe rumorosa nella sala di Pantalone ! Il vecchio Cassandro si trascina
sul suo bastone a pomo d'oro ; Pulcinella, Fedelindo, Scapino col suo costume
a righe rosse, Coviello col suo mandolino, i pantaloni alti allo stomaco e la
penna ghibellina del berretto a perpendicolare col naso, Francatrippe,
Facanappa, Guindolo, Farfanicchio, Bacocco, l'elegante Narcisino col
giustacuore a nastri, Matacino e il suo randello, Mezzettino e Pasquino coi
calzoncini nero-fumo, Claudione e Cataldo pedante, Ottavio elegantissimo e
Trappolino nel più sciagurato disordine, Pedrolino scaltro sempre e sempre
spaventato, Scaramuccia nero e la sua chitarra, Giangurgolo e la sua spada,
Zerbino, Truffaldino, Trivellino, Guaccarino, Pespice e il suo muso da bestia,
Pasquariello idiota, Burattino astuto, la bellissima Isabella colla sfrontata
Peppinella... Non differenze di rango e di ceto! La commedia è l'ideale della
repubblica di Platone: Donna Laura è con Corallina, la ricca Flaminia dà il
braccio a Turchetta, Franceschina alla Marchesa...
E tutti e tutte si fondono e si confondono insieme, in un grande inchino avanti
a Rosaura che si fa sposa! Alte salutano le spatole, alte le spade; alti i randelli;
alte le chitarre ; i liuti ; i tamburelli ! - E le piume ondeggiano agitate ; e i berretti
scendono e salgono rapidamente dall'alto al basso e viceversa; - e le voci di tutte
le maschere italiane si uniscono in un supremo omaggio che è un inno di gloria:)


I complimenti delle Maschere a Rosaura.
Tu sovra il ciel della commedia elevi
alto la grazia pura e la sottile
linea del corpo che ti fa gentile,
l'or di tue chiome e del tuo sen le nevi
Noi siam la tua cornice! Fra l' «A parte»
il « Lazzo» la « Sentenza» la «Tirata»
la « Smorfia » il « Battipiede» e la « Sabbiata»
tu sola e sempre resti: Vero ed Arte,
chè tu tra la « Facezia arguta» e il « Riso»
sai piangere ed amare, e piangi ed ami,
e agli scurrili intrecci or vuoti, or grami
dai la lagrima vera e un vero viso...
Per te l'antica fola appar men vana
poichè tu inspiri ad ogni parodia
il Vero, il Genio e la Passione umana,
perchè tu sei la nostra poesia!
(Tutte le teste si inchinano e le spade,
e le spatole, e i randelli, e le canne
d'oro fanno un gran saluto a Rosaura.)

SCENA XI.
(Ma ecco il gran Capitano
che entra fra Pantalone e Arlecchino.)

CAPITANO
(sicuro di sè a Pantalone).
So colpe s'usa vincer le bellezze
(ad Arlecchino)
È mio mestiere smantellar fortezze
(a Pantalone)
Buon uomo dò in due colpi la scalata ;
ti dò la figlia al terzo innamorata!

Il complimento del capitano.
(Un grandissimo inchino poi con voce enfatica)
Non bombarda, archibuso, pistolese,
falconetto o cannon fèr strage mai
sì come questa onde 'l mio cor s'arrese,
chè sparan così forte i tuoi duo rai
ch'altro fulgor, fragor si vide e intese!
Bombe!... Quali occhi ch'io meschin guardai!...
(con dignità a Rosaura)
Ah, qual Grand'Uomo coniughi non sai!

La controdote del Capitano.
(Il Capitano assume la posa
più grandiosa e più diacattolica :)
Conciossiacosachè, quantunquesiansi
gli zeri all'unità della tua dote
ti corrispondo un core trionfale ;
più, a titol di spontaneo spillatico,
ti assegno una colonia in controdote
con sabbia buona ad asciugar cambiale!...
(Saluta meravigliosamente colla spada e col cappello.)

Il complimento d'Arlecchino.

ARLECCHINO
(vuole imitare il supremo e largo modo
di salutare del Capitano, salutare
cioè colla spatola uso spada e insieme
col feltro ma nel togliersi questo
si toglie anche la maschera
attaccatavi onde rimane solo in zucchetto e
così si ritrova ad avere
una faccia bianca e una faccia nera in mano).
Io sono in due come gli emisferi!...
Fenomeno a due musi, un falso e un vero;
(indica per vero la maschera, per falso il suo viso)
un nero che ci fa importanti e seri
e un muso bianco gabba mondo intero!...
(a Rosaura)
Dunque a lodar ho doppia l'energia
quella del ver, quella della bugia...
Se invece dell'assolo son duetto? ...
Sia! Colgo l'occasione del doppietto!...
(riflette un po', poi grida facendo
muovere anche la maschera)
Viva Rosaura bella ed italiana...
(vorrebbe continuare, ma vedendo
che c' è da bere e i suonatori
pronti conclude :)
il vino in fresco e in caldo la pavana!

La Pavana.
(La avana infatti apre le danze,
e la pavana così porta spesso Florindo
vicino a Rosaura.)

FLORINDO
(esprime susurrando
il suo complimento a Rosaura)
Io sono come nube vaporosa;
allor che il sole del tuo amor m'indora
appaio effusa di viola e rosa.
Se mi abbandoni il mio color scolora,
m'oscuro tutta, nera, minacciosa
e piove pianto l'alma che dolora.

(Mentre la Pavana tiene attente le "Maschere, Colombina, Brighella e
Tartaglia spillano il famoso vino « Essenza figli maschi » e lo danno a
bere. Finita la pavana già una strana irrequietezza e il bisogno di allegria
rumorosa vincono le Maschere che costringono Colombina e Brighella
a saltare una Furlana. Brighella e Colombina si mettono in posa, le mani
sui fianchi e appena i suonatori attaccano la Furlana la danzano con grande
vivacità. Le Maschere commentano ironiche e beffarde.)

La Furlana.

LE MASCHERE.
È la bella
di Brighella
paffutella, birichina
e si chiama Colombina.
Rubiconde
gote tonde
e due stelle, due faville
d'oro vivo per pupille.
Vaporosa,
tutta rosa,
come donna maliziosa
è una cosa perniciosa.
Maliziosa?
Perniciosa ?
Cosa importa mai la cosa
se Brighella se la sposa?
Per la via
passa via
bella, snella, va, s gonnella
ondeggiando la gonnella,
ben formate
polpe rare
non per vezzo di mostrare
ma... due calze ricamate,
Se il corsetto
sovra il petto
schiuso è troppo... fu il Dottore !
Colombina ha il mal di cuore!
Grassa e snella
paffutella,
toh ! Brighella (ve' che caso) !
alle lodi arriccia il naso !

(E furiosamente ridendo le maschere si uniscono alla furlana che si fa
vertiginosa. Alla fine Tartaglia fa servire. La danza ha eccitate tutte
le seti onde il vino-rosolio della essenza figli maschi va giù per quelle
allegre ugole e insieme anche la polverina di Brighella.)

ARLECCHINO
(già al suo decimo bicchierino,
schiocca la lingua e fa una smorfia).
Ecco un sapor di roba complicata
come... di can che fugge per pedata.
(ad un tratto i suoi occhi si arrestano
sospettosi alle due fiasche)
Due fiasche?! I vini due?!... Qual sospetto!
Uno da bere..., l'altro no, scommetto!
(coglie a volo uno sguardo fra Colombina
e il gran coppiere Tartaglia)
La serva sa la cosa!... In attenzione!
(appena scostati dalle fiasche Tartaglia
e Colombina, va ad osservare;
indicando la fiasca « Essenza figli maschi »)
Questo è il cattivo!... Ah, suocero strozzone !

(E rapidamente, senza farsi scorgere, fa il cambio dei tappi e dei collari
delle due fiasche e si allontana. - Il dottore Graziano e Pantalone
collocano il tavolo per l'istrumento notarile; al tavolo seggono quattro
scrivani. - Le maschere pigliano posto intorno, e i bicchieri
dell' « Essenza figli maschi », si vuotano e si riempiono.)

SCENA XII.

IL DOTTORE
(detta con voce nasale agli scrivani
la intestazione dell'atto notarile):
Avanti a me causidico e notaro, dottor Graziano
Balanzone Prudenzio Pancrazio Rovina d' Hippo­
crasso, sono comparsi...
(interrompendosi):
(Cave, Doctor !... Vaggello anzichenò !...

PANTALONE.
(Un certo effetto provo dentro me!...)

CAPITANO.
(Fulmini e stragi... a stento reggo in piè!...)

ARLECCHINO.
(Vediamo se sto in piedi sì o no!... )

COLOMBINA,
(Non so!.. Ma abbrucio tutta e amor non è!..)

FLORINDO.
(Mi sento qualche cosa... Ove?... Non so!... )

BRIGHELLA.
(La lingua intacca e non ne so il perchè!..)

ROSAURA.
(Sento che manco e pallida mi fo!...)

LE MASCHERE.
(Che c'è?... Perchè?... Perchè!... Poichè!... Se!... Ohimè !...)

IL DOTTORE
(rivolgendosi a Pantalone,
al Capitano e a Rosaura:)
I riveriti loro nomi e titoli...

(Già la polverina però esprime in ognuno i suoi effetti. - Hanno bisogno
tutti di interloquire ! Le lingue prudono ! Alla richiesta del Dottore a
poco a poco tutti rispondono :)

PANTALONE.
Pantalone Torbilonio Babilonio Palthanay...

CAPITANO.
Balandrano Menamani Capitano Universal...

ARLECCHINO.
Arlecchino Bergamasco!...

COLOMBINA.
Colombina !...

TARTAGLIA.
Ta-tartaglia!...

ROSAURA.
Io, Rosaura!

FLORINDO,
Io, Florindo'.

BRIGHELLA.
Io, Brighella al natural...
(E la polvere parlamentare scoppia violenta.
Tutti interpellano!... Tutti ostruzionisti! ...
Tutte le maschere si agitano e hanno il bisogno di gridare
il loro nome, e tutti i nomi gridati insieme
furiosamente producono un
baccano terribile.
Rogantino !
Pulcinella!
Meneghino!
Stenterello !
Truffaldino'.
Meo Patacca !
Facanappa!
Son Coviello !...
Son Orazio!
Son Ottavio!
Scaramuccia!
Fritellino !
Io son Lelio!
Son Leandro!
II Marchese !
Fagiolino !
Donna Laura!
Beatrice !
Peppinella !
Son Lavinia
Argentina!
Corallina!
Son la Cecca!
Son Flaminia !
Mezzettino
Don Giovanni!
Scaramuccia!
Rogantino !
Pedrolino
Pasquariello !
Son Fichetto !
Tabarrino !
Argentina! Amidea!
Franceschina !
Son Bettina 1
Leonora!
Isabella!
Beatrice !
La Tonina !...)

Il DOTTORE
(invano grida) :
Parli un sol! Uno alla volta!...

(La polverina afferra lui pure alla gola, e si mette ad urlare come un pazzo!
La polverina fa smaniare suonatori, scrivani, servi! Gridano tutti!... È una
gragnuola fitta di grida diverse che si intrecciano, si spezzano, si accoppiano,
si confondono...... E gli scrivani scrivono, scrivono!... In quella confusione
il Capitano ed Arlecchino credono che il Dottore chieda loro le prove e i
documenti di nobiltà...)

ARLECCHINO
(corre a prendere
la sua valigia urlando):
I titoli dei titoli
che intitolano un titolo?...

(porta la valigia avanti al tavolo. Il Capitano ed Arlecchino fanno il lazzo
della valigia e scaraventano in faccia al Dottore e agli scrivani i fasci
di carte racchiuse nella valigia gridando a squarciagola:)

CAPITANO.
Don...

ARLECCHINO.
Osso buco e trifole...

CAPITANO.
di Malta!...

ARLECCHINO.
E pan di...

CAPITANO.
Spagna
Principi! Pari!...

ARLECCHINO.
Dispari!...

CAPITANO.
Commendator...

ARLECCHINO.
che magna!...

(E il terribile baccano aumenta sempre!
Oh meraviglia, Tartaglia non
balbetta più! La parlamentare nella sua pazzia
chiacchierona gli ha disciolta la lingua impastojata.)

TARTAGLIA
(snoda improvvisamente il suo scilinguagnolo
che libero, formidabile,
fluidissimo, rapidissimo,
vertiginoso corre...)
Rapida glottide discioglie chiacchiere !
Garrule, aligere rondini sembrano
e di riboboli sgorga un rigagnolo
dall'agilissimo mio scilinguagnolo'.
Sdrucciolo c scivolo sopra 1 vocaboli,
Spiccico subito qualunque sillaba!...
Oh che miracolo, miracolissimo
Diverrò subito deputatissimo !

il CAPITANO
(credendosi insultato
da Tertaglia urla).
Osi arrischiare l'osso
sacro
(E fa il lazzo della spada. –
Tutti si spaventano, tutti fuggono
all'impazzata.)

ARLECCHINO
(sorpreso).
Han paura ?...
(fa il lazzo della spatola,
urlando:)
Addosso!...

(La confusione è al colmo. Tutti scappano vero la scala d'onore. Nel
Dottore l’istinto notarile governa ancora malgrado la gran confusione
che la polverina ha gittato nei suo cervello; fugge ma porta con sè
l'atto letale e anche le carte del Capitano. Nella fuga a Pantalone
manca un piede, sdrucciola, si attacca a Brighella c se lo trascina nella
caduta; grande trascina un altro e così tutti vanno a ruzzoloni giù
dalla grande scala.)

SCENA ULTIMA.
(II capitano ed Arlecchino restano soli e padroni di casa Bisognosi.)



Prologo
Atto I
Atto II
Atto III
 



Atto TERZO





Il largo del parco dietro alla casa di Pantalone. - E ancora
notte, mi calmò chiarore di luna, che poi impallidisce alla
sopravveniente alba, illumina il piccolo piazzale. - Chiosco
avanti alla casa. - Pantalone, Florindo e Brighella, tuttavia
intontiti, vagano fra le piatte del parco.

SCENA PRIMA.

PANTALONE
(a Florindo e a Brighella).
Come mi trovo qui !...

FLORINDO e BRIGHELLA.
Qual confusione!

PANTALONE
(guarda attentamente incarno
a se cercando di orientarsi).

BRIGHELLA
(sottovoce a Florindo):
(La polverina!)

SCENA II.
(Tartaglia appare allo sbocco della via laterale.

PANTALONE
(dà in un grido di gioja).
Lui

BRIGHELLA.
Tartaglia !...

FLORINDO.
Si!
(lo circondano opprimendolo d'interrogazioni
insieme a un tempo)

PANTALONE, FLORINDO e BRIGHELLA.
Perchè siam qui ?...

TARTAGLIA
(fa per parlare, ma per quanto si sforzi
egli non può più articolare sillaba
nè suono: lo scuotono, ma inutilmente).

PANTALONE, FLORINDO e BRIGHELLA.
Muto ?

FLORINDO
(a Brighella sottovoce).
(La polverina!)

PANTALONE
(dà in un altro grido di gioja –
ha riconosciuta la sua casa).
Siam sotto alla finestra di Rosaura !
(si avvicina con precauzione
sotto alla finestra e chiama:)
Rosaura, filia mia, son Pantalone
(nessuna risposta;)

BRIGHELLA
(chiama esso pure ma con voce più alta)
Rosaura, figlia mia, sono Brighella'
(nessuna risposta)

FLORINDO
(si avvicina alla stia volta
e con voce tremante balbetta:)
Rosaura, figlia mia, sono Florindo!
(nessuna risposta)

BRIGHELLA e FLORINDO
(fra di loro).
(La polverina!)

BRIGHELLA
(a Pantalone).
Udite! Per destare
fanciulle addormentate
non v' è che un sol sistema!

PANTALONE.
E qual?

BRIGHELLA.
Cantare
canzoni o serenate!

PANTALONE.
Io ?

BRIGHELLA.
No !... Ci vuole voce giovanile
in chiave di tenor !
(a Florindo, con intenzione)
Siate gentile!...
(Pantalone fa pure un gesto di preghiera)

FLORINDO
(arrossendo pel piacere,
ma mostrandosi contegnoso)
Io?... So una serenata ma... è d'amore'

PANTALONE
(bonariamente).
Si sa, una serenata...

FLORINDO.
Dice orrore
dei padri!

PANTALONE
(bonariamente sempre).
Eh, si sa bene!

BRIGHELLA.
E serenata
fatta per figlia in letto e addormentata'

FLORINDO.
Ma..... e il ritornello?

PANTALONE e BRIGHELLA.
Noi lo canteremo!

FLORINDO
(con grande fuoco verso la finestra di Rosaura.)
Sì, canterò una serenata ! - Ah, sia
tal da destar tutte le addormentate,
e sia pel grande ardore e melodia
«la Serenata delle Serenate»!
(e intuona con voce appassionata:)
La Serenata.
Che tu non dormi so,
o bella mia
Avida porgi alla notte serena
l’orecchio e il core
s'odi passar per via
la melodia - del l’amore.
Ed io qui errando or vo,
o bella mia ;
e alla gran luce della luna piena
io canto da tenore
al freddo della via
la melodia - dell'amore!
(Ritornello.)
Se tremulo è 'l. mio canto
e 'l ritmo in gola è rotto,
incolpane il mio pianto
che fa la terza sotto!...

PANTALONE e BRIGHELLA
(ripetono il Ritornello).
Se tremulo è 'l mio canto
e 'l ritmo in gola è rotto,
incolpane il mio pianto
che fa la terza sotto! ..
(Cadenza.)

FLORINDO
(voce acutissima).
Notte lunare - dolce baciare
Al trono del tuo letto, o mia regina,
col plenilunio ascendo
e sulla bocca tua porporina
un gran bacio mi prendo!
(Pantalone, Florindo e Brighella
ascoltano in silenzio. Niente! La finestra
di Rosaura rimane chiusa.)

FLORINDO
(riprende la Serenata:)
Tuo padre ti fa piangere?...
È un carnefice!
Perchè sei nata figlia tanto bella
d'un padre senza core?
Ah, che lo colga il fintolo,
ogni malore - ogni dolore!
Ma Amor chiama le lagrime
e le rugiade
son lagrime che piangono le stelle.
Stilla dal ciel che cade
avviva il cuore, il fiore ;
è la rugiada - dell'amore!
(Ritornello cantato
da Pantalone e Brighella)
Se tremulo...
(Cadenza).

FLORINDO.
Notte lunare - dolce baciare,
Col raggio che dal cielo agli astri cade
al letto tuo discendo
e sul tuo labbro suggo le rugiade
dei baci che ti prendo!
(Ascoltano i Pantalone
va proprio sotto alla finestra.)

SCENA III.
(Improvvisamente si apre la finestra di Rosaura; vi appare Arlecchino colla
cuffietta da notte di Rosaura, e versa sulla testa di Pantalone, inaffiando
anche Tartaglia che gli è vicino, una catinella d'acqua.)

ARLECCHINO.
Non magna mai l'amor,
lerai, lerai,
ma ognor beve il cantor
lerà, lerà !
(richiude la finestra)
(Pantalone fugge urlando:
« Sono morto! » -
Tartaglia pure scappa sorpreso più che mai.)

FLORINDO
(grida:)
Un uomo nella stanza di Rosaura l
(vien meno fra le braccia di Brighella)

SCENA IV.
(Rosaura e Colombina si avvicinano dalla parte
opposta a quella per la quale
si sono dileguati Pantalone e Tartaglia.)

BRIGHELLA.
Svenuto per errore, signorino.
Rosaura è qui!

ROSAURA.
Florindo !...

COLOMBINA
(a Florindo, sempre svenuto).
È qui Rosaura!

FLORINDO
(rinvenendo, accennando alla finestra).
Dunque non siete là?

COLOMBINA e ROSAURA.
No, dal Dottore!

BRIGHELLA.
Come?

FLORINDO.
Quando?

COLOMBINA e ROSAURA.
Non so!

BRIGHELLA
(sorpreso, riflette,
poi esclama convinto:)
La polverina!
E, ditemi, il Dottor?

ROSAURA.
E chiuso in camera....

COLOMBINA.
grida,... sternuta....

ROSAURA.
sfoglia carte....

COLOMBINA.
... e sbraita'

COLOMBINA
(indicando la finestra di Rosaura).
Chi c'è là dunque?...

BRIGHELLA,
Il servo!... Il Capitano!...

ROSAURA, COLOMBINA, FLORINDO.
Oh, maledetta polverina!

FLORINDO
(a Rosaura).
Or via
fuggiam !... Questo è il miglior consiglio!...
(Rosaura stende la mano a Florindo e
accenna di « sì », Colombina
spaventata li trattiene)

COLOMBINA
(a Brighella, a Rosaura, a Florindo).
Essa ci ha fatto guadagnar del tempo
(a Rosaura; a Florindo)
Fuggir ... Ditemi. ov'è
paese al mondo - più giocondo ::..
Credete a Colombina,
cerchiamo d'ajutar la polverina !

BRIGHELLA,
SI'.

ROSAURA e FLORINDO.
SI'.

COLOMBINA
Che far

ROSAURA.
Che far

FLORINDO.
Che far

BRIGHELLA.
Che fare ?...
(e ciascuno in disparte medita
parlando fra sé sul da farsi)
La parte.

ROSAURA.
(Turbato è il mio pensier!)

FLORINDO.
(Cerco e non trovo')

COLOMBINA.
(Non un' idea!)

BRIGHELLA,
(Non un espediente '.)

ROSAURA.
(Il cuor, ahimè, dà un sol consiglio: piangere)

FLORINDO.
(Avvenimenti e amor m' inferociscono!)

COLOMBINA. 
(Quai mezzi ho per agir? Un: la beltà!)

BRIGHELLA 
(Sono alquanto balordo in verità!)
(meditano)

ROSAURA.
(Ebben, sia! Cuor, accetto il tuo consiglio
Vedrò il crudele Capitano barbaro
e a impietosirlo le più amare lacrime
darò che può versare umano ciglio!)

FLORINDO.
(Ah! Il mio furor mi sa sol suggerire
una gran spada lunga, acuminata
e : Fuor la vostra ! dire al Capitano
poscia tic! tac! uccidere o morire!)

COLOMBINA.
(Vediamo dunque chi dovrei sedurre'
Il Duce! Il Servitore! Pantalone!
Il Dottor! Gli Scrivani! La Giustizia!...
Ci vuol grand'arte e quasi erudizione!)

BRIGHELLA.
(Fossi la Terra? Un bravo terrei-noto!
Se fossi il Mar? Una burrasca liquida!
Se fossi il Ciel? Ecclissi e qualche fulmine !
E se Dio fossi un accidente a tutti!)

ROSAURA
(a Colombina).
Decisi! Il Capitan commoverò !

COLOMBINA.
Decisi! Il servitore sedurrò !
(E le due donne vanno
a prepararsi per tornare più tardi.)

FLORINDO
(a Brighella).
Lo sfiderò ! L'ammazzo o morirò!
(via a sinistra)

BRIGHELLA
(solo).
lo farò il resto!... Cosa?... Non lo so!
(via pel fondo.)

SCENA V.
(Il Capitano, seguito da Arlecchino che ragiona,
esce dalla piccola porta
di casa Pantalone e siede sotto il chiosco.)

ARLECCHINO.
... no... questo non mi pare naturale,
a men che non sia nata la Befana
sognata dalla nova razza umana
chiamata credo Uguaglianza Sociale!
(esamina con una specie di terrore
misto a comicità la casa di Pantalone,
gitta gridi per risvegliarne
invano gli echi ed esclama:)
E vano!... Nessun'eco proprietaria!

CAPITANO
(egli pure intimidito, ma cercando di rassicurarsi:)
Ma sì; siam dalli e dalli possidenti!

ARLECCHINO
(non troppo soddisfatto).
lo scriverei al suocero, perdio,
e gli offrirei la casa sua!...

CAPITANo.
Asinaria
idea!

ARLECCHINO.
... In vista di restarci anch'io'.

CAPITANO.
No, ciuco !

ARLECCHINO.
Siamo intesi!
Voi il Grand' Omo ed io la Grande Bestia!
A voi dell'Illustrissimo
e ad Arlecchin dell'Asino Asinario !...

CAPITANO.
Siamo arcintesi !

ARLECCHINO.
A voi, è stabilito,
la giovin moglie e il milionario suocero
e al povero Arlecchino pedatissime !

CAPITANO.
Già, sì, arcistabilito'

ARLECCHINO
(muta tono con intenzione).
Oggi il lunario
segna salario

CAPITANO
(rimane un po' interdetto, poi:)
Giochiamolo a bassetta!

ARLECCHINO.
Sì, attenzione !
(cava fuori un mazzo di carte)

CAPITANO
(con un altro mazzo di carte
sedendo in faccia ad Arlecchino).
Io tengo il banco!

ARLECCHINO.
Io pur!
(Entrambi distendono le carte sul tavolo.)

CAPITANO
(soffia via quelle di Arlecchino;)
Sono il padrone'

(Il Capitano e Arlecchino si accingono : giuocare... Ma ceco la voce di
Brighella!... Nascondono le carte e si a danno grandi arie.)

LA VOCE DI BRIGHELLA.
La Gran Grammatica del Matrimonio

SCENA VI.
(Brighella entra quasi subito   travestito  
da cantastorie e legge ad alta voce
il foglietto volante)

Brighella
Avviso a: celibi!
(declama)
Marito è nome tale
che pare al singolare,
che al singolare pare,
e regge anche il plurale;
poiché se un sol le sente
e le...... son tante
i1 marito, è evidente,
è un plurale lampante !
Teribile infinito!
Un marito è ammattito
nel volerle contare!
Ora, sinceramente,
fronte è un plurale... duro
ed Ammante è un futuro
quasi sempre presente !

(Dà due foglietti al Capitano c ad Arlecchino e s'avvia)