BiografyOperaPhotosWorksLiederMp3sMidisShopTools
Composers Biography
ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
vuoto.gif (49 byte)
 

Amilcare Ponchielli

(1834 - 1886)


[PonchielliOperas | Composers | Mp3 | Home Page ]

ponchielli.gif (25556 byte)

linecomposer.gif (1935 byte)

The Operas of Amilcare Ponchielli



LA GIOCONDA


Musica di Amilcare Ponchielli




ATTO I
ATTO II
ATTO III
ATTO IV



ATTO I


La bocca del leone

Il cortile del Palazzo Ducale parato a festa.
Nel fondo la Scala dei Giganti e il Portico della Carta
colla porta che adduce nell'interno della chiesa di San Marco.
A sinistra lo scrittoio d'uno scrivano pubblico.
Sopra una parete del cortile si vedrà una
fra le storiche bocche dei leoni colla seguente scritta
incisa sul marmo a caratteri neri:

Denontie secrete per via
d'inqvisitione contra cada -
vna persona con l'impvnità
secreteza et benefitii
givsto alle legi.

È uno splendido meriggio di primavera.
La scena è ingombra di popolo festante.
Barnabotti, Arsenalotti, Marinai, maschere d'ogni sorta
, Arlecchini, Pantaloni, Bautte, e in mezzo a questa turba vivace
alcuni Dàlmati ed alcuni Mori.
Barnaba, addossato ad una colonna,
sta osservando il popolo; ha una piccola chitarra ad armacollo.


(Coro d'introduzione)

Scena I


Marinai, Popolo e Barnaba.


Marinai e Popolo
Feste!Pane!
feste e pane! la Repubblica
domerà le schiatte umane
finché avran le ciurme e i popoli
feste e pane.
L'allegria disarma i fulmini
ed infrange le ritorte.
Noi cantiam! chi canta è libero;
noi ridiam! chi ride è forte.
Quel sereno Iddio lo vuole,
che allegrò questa laguna
coll'argento della luna,
colla porpora del sole.
(Campane a distesa, squilli di tromba.)
Pane e feste! a gioia suonano
di San Marco le campane.
Viva il Doge e la Repubblica!

Barnaba
(si muove dal posto;
dominando il frastuono festosamente
)
Compari! già le trombe
v'annuncian la regata.

Marinai
(correndo a destra
verso la Riva degli Schiavoni
)
Alla regata!

Popolo
Alla regata! andiam alla regata!Andiam!
(Il popolo esce dal cortile.)

(Scena e Terzettino)

Scena II

Barnaba solo.

Barnaba
(accennando gli spiragli
delle prigioni sotterranee
)
E cantan su lor tombe!
E la morte li guata!
(cupamente)
E mentre s'erge il ceppo o la cuccagna,
fra due colonne tesse la sua ragna
Barnaba, il cantastorie; e le sue file
(Guarda e tocca la sua chitarra.)
sono le corde di questo apparecchio.
Con lavorìo sottile
e di mano e d'orecchio
colgo i tafàni al vol
per conto delloStato. E mai non falla
l'udito mio.Coglier potessi
per le mie brame e tosto
una certa vaghissima farfalla!...

Scena III

(La Gioconda colla Cieca entrano da destra, e detto.
La vecchia ha il volto coperto fin sotto gli occhi
da un povero zendàdo
).

Gioconda
(conducendo per mano la madre
e avviandosi alla chiesa lentamente
)
Madre adorata.

Barnaba
(scorge la Gioconda
e si ritrae accanto alla colonna
)
(Eccola!)

Gioconda
Vieni.

Barnaba
(Al posto.)

Cieca
Figlia che reggi il tremulo
pie' che all'avel già piega,
beata è questa tenebra
che alla tua man mi lega.
Figlia!
Tu canti agli uomini
le tue canzoni,
io canto agli angeli
le mie orazioni,
benedicendo
l'ora e il destin,
e sorridendo
sul mio cammin.

Barnaba
(Sovr'essa stendere
la man grifagna!
amarla e coglierla
nella mia ragna!
Terribil estasi
dell'alma mia!
sta' in guardia! l'agile
farfalla spia!)

Gioconda
Vien! per securo tramite
da me tu sei guidata...
Vien! ricomincia il placido
corso la tua giornata.
Tu canti agli angeli
le tue orazioni,
io canto agli uomini
le mie canzoni,
benedicendo
l'ora e il destin,
e sorridendo
sul mio cammin.

Cieca
Figlia!
Beata è questa tenebra ecc.

(Recitativo, Coro della regata
e Sommossa - Romanza
)

Gioconda
L'ora non giunse ancor del vespro santo;
qui ti riposa appiè del tempio, intanto
io vado a rintracciar l'angelo mio.

Barnaba
(Derision!)

Gioconda
Torno con Enzo.

Cieca
Iddio
ti benedica.
(Estrae da tasca un rosario.)
Addio, figliuola.

Barnaba
(sbucando e sbarrando la via a Gioconda)
Ferma.

Gioconda
(fa per uscire da destra)
Che?

Barnaba
Un uom che t'ama, e che la via ti sbarra.

Gioconda
Al diavol vanne colla tua chitarra!
(vivacemente)
Già l'altra volta tel dissi: funesta
m'è la tua faccia da mistero.
(per andarsene)

Barnaba
(trattenendola e ironicamente)
Resta.
Enzo attender potrà.

Gioconda
Va', ti disprezzo.
(sempre ritirandosi)

Barnaba
(incalzando)
Ancor m'ascolterai.

Gioconda
Mi fai ribrezzo!

Barnaba
Resta... t'adoro, o angelica creatura.

Gioconda
Vanne!

Barnaba
Resta...
(slanciandosi su essa)
non fuggirai!

Gioconda
Mi fai paura!
(Con un grido fugge.)
Ah!!...

Cieca
(alzandosi spaventata)
Qual grido! mia figlia!

Barnaba
(La farfalla è scomparsa...)

Cieca
La voce sua!
(barcollando)
Figliuola! o raggio della mia pupilla,
dove sei?... dove sei?...

Barnaba
(ridendo)
(La Cieca strilla;
lasciamola strillar.)

Cieca
(lentamente e protendendo le palme,
ritorna a sedersi sui gradini
)
Tenèbre orrende!

Barnaba
(osservando la Cieca)
(Pur quella larva che la man protende,
potrebbe agevolar la mèta mia...
Se la madre è in mia man ...)

Cieca
(rigirando con fervore le ave marie del suo rosario;
come mormorando
)
"Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum..."

Barnaba
(sempre meditando)
(...tengo il cor della figlia
incatenato
con laccio inesorato.
L'angiol m'aiuti dell'amor materno
e la Gioconda è mia! Giuro all'Averno!)
Arsenalotti e Barnabotti
(dall'interno)
Gloria a chi vince!

Scena IV
Barnaba, la Cieca, Isèpo, Zuàne.
Indi sei Sgherri.La Gioconda, Enzo, più tardi Laura, Alvise.
Il popolo porta in trionfo il Vincitore della Regata,
il quale tien alto il pallio verde (la bandiera del premio). -
Donne, Marinai, Fanciulli con fiori e ghirlande,
Zuàne triste in disparte.


Arsenalotti
(al vincitore)
Polso di cerro!

Isèpo e Barnabotti
(c.s.)
Occhio di lince!

Arsenalotti e Donne
(c.s.)
Remo di ferro!

Tutti
(c.s.)
Gagliardo cor!
Gloria a chi vince
il pallio verde!

Donne
(guardando Zuàne)
Beffe a chi perde!

Tutti
Lieta brigata
per lieto calle,
fra canti e fior,
portiamo a spalle
della regata
il vincitor.
Gli sguardi avvince,
i flutti ei sperde!
Gloria a chi vince
il pallio verde!
(guardando Zuàne)
Beffe a chi perde!
Lieta brigata ecc.
(Quasi tutti affluiscono verso la Scala dei Giganti,
ove depongono il trionfatore.
)

Barnaba
(che avrà da qualche tempo osservato Zuàne)
(Questi è l'uomo ch'io cerco.Non
(m'inganno.)
Padron Zuàne, hai faccia da malanno.
Si direbbe davver che alla regata
non hai fatto bandiera.

Zuàne
(bruscamente)
T'inforchi Satanasso!

Barnaba
(con mistero)
E se la vera
cagion io ti dicessi del tuo danno?

Zuàne
Lo so, la prora ho greve ed arrembata.

Barnaba
Baie!

Zuàne
E che dunque?

Barnaba
(con mistero)
(T'avvicina.O lasso!
(sottovoce)
Hai la barca stregata.)

Zuàne
(inorridito)
(Vergine santa!)

Barnaba
(Una malìa bieca
sta sul tuo capo. Osserva quella cieca...)

Tutti
(accanto alla Scala dei Giganti)
Gioia e bambàra!
Corse e cuccagne!
Giuochiamo a zara
le nostre borse!
Tentiam la mobile
fortuna a gara!
Giuochiamo a zara!
Giuochiam!...
(Si pongono a giuocare;
le donne osservano il giuoco facendo dei gruppi.
)

Barnaba
(a Zuàne, come continuando il discorso di prima)
(La vidi stamane gittar sul tuo legno
un segno maliardo, un magico segno.)

Zuàne
(Orror! orror!)

Barnaba
(con mistero)
(La tua barca sarà la tua bara.
Sta' in guardia, fratello!)

Arsenalotti
Sei!

Barnabotti
Cinque!

Arsenalotti
Tre!

Tutti
Zara!
(Scoppio di risa.)
Ah! ah! ah!...

Cieca
(pregando)
"Turris eburnea...
mistica rosa..."

Barnaba
(a Zuàne)
(La vidi tre volte scagliar su' tuoi remi
parole tremende, lugùbri anatèmi.)

Zuàne
(Gran Dio!)

Isèpo
(si sarà mosso verso Barnaba
e ascolterà curioso
)
(Gran Dio!)

Barnaba
(La tua barca sarà la tua bara.
Sta' in guardia, fratello!)

Arsenalotti
Sette!

Barnabotti
Otto!

Arsenalotti
Tre!

Tutti
Zara!
(Scoppio di risa.)
Ah! ah! ah!...

Cieca
(c.s.)
"Turris Davidica...
Mater gloriosa..."

Barnaba
(a Zuàne e Isèpo con mistero)
Suo covo è un tugurio laggiù alla Giudeca,
tien sempre quell'orrido zendàdo, ed è cieca...
Ha vuote le occhiaie, eppure (chi il crede?!)
la Cieca ci guarda! la Cieca ci vede!

Isèpo e alcuni Barnabotti
(con terrore)
Ci vede!

Isèpo e Zuàne
Oh spavento!
Alcuni Arsenalotti
Che avvenne?

Zuàne
Oh maliarda!

Alcuni Barnabotti
Che avvenne?
che mormori?...

Isèpo, Barnaba e Zuàne
La Cieca ci guarda!

Isèpo, Zuàne, Barnabotti e Arsenalotti
Addosso!accoppiamola!
Sì, addosso! accoppiamola!

Zuàne
Coraggio!
(Per avventarsi alla Cieca, poi retrocede.)
Ho paura...

Barnaba
Badate, può cogliervi la sua jettatura.

Barnabotti e Arsenalotti
Al rogo l'eretica! al rogo!

Zuàne
Davver, più l'adocchio,
più i rai le balenano.

Barnaba
(scherzando)
La Cieca ha il mal occhio!

Isèpo, Zuàne, Barnabotti e Arsenalotti
(ridendo)
La Cieca ha il mal occhio!
Ah! ah! qual facezia!

Barnaba
(Già l'aure s'annuvolano...)

Zuàne e alcuni Arsenalotti
(ad Isèpo)
Che brontola?

Isèpo e Arsenalotti
Prega.

Zuàne e Arsenalotti
Addosso alla strega!

Tutti
(si scagliano sulla Cieca)
Addosso alla strega!Addosso!

La Cieca
(afferrata dal popolo
e trascinata in mezzo al palco
)
Aiuto! aiuto!
Ah! chi mi trascina? son cieca!
oh Dio! son cieca! soccorso!...

Barnaba
(Scagliato ho il mio ciottolo,
or fuggo la frana.)
(a una pattuglia)
Sgherrani,
sia tratta nel carcere.
(Ah! ah! gregge umana!
(ridendo)
ah! ah!
Scagliato ecc.

Tutti
Ai piombi! - Mandràgora! - Ai pozzi!
Vediamola salir la berlina!
Fra Tódero e Marco!
Al rogo! a morte la strega!
Martìra! martìra!
A morte la strega! Muoia!
Al rogo! alla pira!

Gioconda
(rientrando con Enzo
e slanciandosi verso la madre
)
Mia madre!

Enzo
(vestito da marinaio dàlmata;
rompendo la folla
)
Assassini!!
Quel crin venerando
rispettate! o ch'io snudo il mio brando.
(ironico)
Contro un'egra reietta dal sole
generosa è la vostra tenzon!
(prorompendo)
Vituperio! è cresciuta una prole
di codardi all'alato leon!

Isèpo, Zuàne e Tutti
No; Dio vuol ciò che il popolo vuol;
a morte la strega!
No, la strega non merta perdon!
A morte! a morte!...

Enzo
Sciolta sia. Assassini!
Quel ceppo la strazia.

Gioconda
Ah, mia madre!

Enzo
(lottando col popolo)
La sciogliete, assassini!...

Tutti
La vogliam giudicare.
No! no! no!

Enzo
Su, fratelli del mar!
(gridando verso il fondo)
Alla lotta! alla lotta!...

Tutti
No! la strega non merta perdon!
A morte!la strega a morte!...

Cieca
Ah! su me si scatena l'averno!

Gioconda
Ah madre! Mia madre!...
Madre!

Laura
(dall'alto della scala, scendendo;
il lembo della sua veste sarà sostenuto da due paggi;
ha una maschera di velluto nero sul volto
)
Grazia!

Scena V

Scena V
La Cieca, Gioconda, Alvise, Laura, Isèpo,
Zuàne, Marinai e Popolo, poi Enzo.


Alvise
(alteramente e con gravità)
Ribellion!
Che? la plebe or qui s'arroga
fra le ducali mure
i dritti della toga
e della scure?
Parla, o captiva!
perché stai china fra quelle squadre?

Tutti
È una strega!...

Gioconda
È mia madre!
(La Cieca alza la testa.)

Laura
È cieca! o mio signor! fa' ch'essa viva!

Alvise
(sottovoce a Barnaba)
Barnaba! è rea costei?

Barnaba
(sottovoce ad Alvise)
Di malefizio.

Gioconda
(a Barnaba)
Ti udii!... tu menti!

Alvise
Sia tratta in giudizio.

Gioconda
(gettandosi ai piedi di Alvise)
Pietà! ch'io parli attendete... ora infrango
il gel che impietrava... e sgorga l'onda
del cor... Costei della mia infanzia bionda
l'angelo fu... Sempre ho sorriso... or piango.
Mi chiaman la Gioconda.
Viviam cantando ed io
canto a chi vuol le mie liete canzoni,
ed essa canta a Dio
le sue sante orazioni...

Enzo
(ritornato, seguìto dai marinai dàlmati)
Salviamo l'innocente.

Laura
(scorgendo Enzo)
(Qual volto!)

Gioconda
(alzandosi e trattenendo Enzo)
Ah no! ti ferma! Quel possente
la salverà!

Barnaba
(osservando Laura, poi Enzo)
(Come lo guarda fiso!)

Gioconda
(a Laura)
Dalle tue parole
la vita attendo.

Barnaba
(ad Alvise nell'orecchio)
(È una strega,
il suo silenzio tel dica.)

Laura
(ad Alvise)
Essa ha un rosario!
No, l'inferno non è con quella pia.

Enzo
(fissando Laura)
(Qual voce!)

Barnaba
Muoia!

Tutti
Muoia!...

Laura
(ad Alvise, supplichevole)
La salva!
La salva!!

Alvise
E salva sia.

Gioconda
Gioia!!

Tutti
Ah!

Barnaba
(Furore!)

Gioconda
(abbracciando la madre)
Oh gioia!!

Cieca
Voce di donna o d'angelo
le mie catene ha sciolto;
mi vietan le mie tenebre
di quella santa il volto,
pure da me non pàrtasi
senza un pietoso don!
(Si toglie il rosario dalla cintola.)
A te questo rosario
che le preghiere aduna;
io te lo porgo, accettalo,
ti porterà fortuna;
sulla tua testa vigili
la mia benedizion.

Gioconda
O madre mia, ti guarda
un angelo del ciel...

Laura ed Enzo
Ascolti il detto pio
l'onnipossente Iddio!...

Isèpo, Zuàne e Tutti
Protegge la vegliarda
visibilmente il ciel!...

Alvise
(Barnaba!)

Barnaba
(Mio padron.)

Alvise
(Facesti buona caccia
quest'oggi?)

Barnaba
(Sulla traccia
cammino d'un leon.)
(Laura s'avvicina alla Cieca e prende il rosario,
la Cieca stende le mani come per benedire;
Laura fa per inginocchiarsi,
Alvise vede e afferra il braccio di Laura,
sforzandola a rialzarsi.
)

Alvise
(a Laura, rialzandola)
Che fai? vaneggi?
(gettando una borsa a Gioconda)
Bella cantatrice,
quest'oro a te.

Gioconda
(raccoglie e s'inchina)

Messere.
(a Laura)
Acciò ch'io l'abbia nelle mie preghiere
dimmi il tuo nome, o ignota salvatrice.

Laura
(guardando Enzo)
Laura.

Enzo
(colpito)
(È dessa!)

Alvise
(a Laura, assorta)
Ti scuoti! al tempio andiamo!

Gioconda
Madre!... (Enzo adorato!Ah! come t'amo!)
(Tutti si dirigono al tempio. Alvise e Laura primi,
i due paggi dopo, indi tutto il Coro,
e Gioconda fra la madre ed Enzo.
Giunto alla porta della chiesa Enzo s'arresta
e rimane indietro assorto profondamente ne' suoi pensieri.
Barnaba lo sta fissando.La scena si vuota.
)

(Scena e Duetto)

Scena VI
Enzo e Barnaba.

Barnaba
(avvicinandosi ad Enzo)
Enzo Grimaldo, Principe di Santafior, che pensi?

Enzo
(Scoperto son.)

Barnaba
Qual magico stupor t'invade i sensi?
Pensi a Madonna Laura d'Alvise Badoèro?

Enzo
(scosso)
Chi sei?

Barnaba
So tutto! e penetro in fondo al tuo pensiero.
Avesti culla in Genova...

Enzo
Prence non son, sui flutti
guido un vascel, son dàlmato: Enzo Giordàn...

Barnaba
(sempre freddamente)
Per tutti
ma non per me. Venezia t'ha proscritto, ma
(un forte desìo qui ancor ti trasse
ad affrontar la (morte.
Amasti un dì una vergine, là, sul tuo mar
(beato, a estranio imene vittima
la condannava il fato).

Enzo
Ho giurato fede a Gioconda.

Barnaba
(sorridendo)
La cantatrice errante
ami come sorella, ma Laura come amante.
Già disperavi in terra di riveder quel volto,
ed or, sotto la maschera, l'angelo tuo
(t'apparve...
ti riconobbe...

Enzo
(Oh giubilo! oh Laura!)

Barnaba
L'amor passa le larve.
Badoèr questa notte veglia al dogale ostello
col Gran Consiglio. Laura sarà sul tuo vascello.

Enzo
Dio di pietà!

Barnaba
Le angoscie dell'amor tuo soccorro.

Enzo
O Laura mia!
(O grido di quest'anima,
scoppia dal gonfio core!
ho ritrovato l'angelo
del mio celeste amor.)
Ma alfin chi sei, mio lugubre benefattor?

Barnaba
T'abborro.
Sono il possente dèmone
del Consiglio dei Dieci.
(Apre il suo mantello e la giubba
e mostra sul giustacuore ad Enzo
queste lettere in argento: C. X.
)
Leggi...

Enzo
Infamia!...

Barnaba
Al supplizio
trarti potea, nol feci.
Gioconda amo, essa m'odia...
giurai schiantarle il core.
Enzo morto era poco...
ti volli traditor.

Enzo
Gran Dio! la togli all'orrida
condanna di dolore,
l'idolatrata Laura
a me ridona ancor.

Barnaba
Va': corri al tuo desìo:
spiega le vele in mar.
Tutto il trionfo mio
negli occhi tuoi m'appar.
Ebben?

Enzo
A notte bruna
sul brigantino aspetto

Laura.
Barnaba
(inchinandosi e sogghignando)
Buona fortuna!

Enzo
(sul limitare della scena)
E tu sii maledetto!
sii maledetto!

Barnaba
Spiega le vele in mar!
(Enzo esce.)

(Scena, Recitativo e Monologo)

Scena VII
Barnaba, poscia Isèpo,
indi per un istante Gioconda e la Cieca.


Barnaba
Maledici? Sta ben... l'amor t'accieca.
Si compia l'opra bieca,
l'idolo di Gioconda sia distrutto.
S'annienti tutto.
(Va nel fondo, apre una porta
accanto alle prigioni.
)
Isèpo!

Isèpo
(uscendo)
Padron Barnaba...

Barnaba
Scrivano,
l'anima m'hai venduto e la cotenna
fin che tu vivi;
(Lo conduce al banco.)
io sono la mano e tu la penna. Scrivi.
(dettando)
"Al Capo occulto dell'Inquisizione."
(Isèpo scrive. - Alla porta del tempio
appariscono Gioconda e la Cieca.
)

Gioconda
(alla madre ritraendola;
e sta spiando nascosta dal pilastro
)
(Ti nascondi, c'è Barnaba.)

Barnaba
"La tua sposa con Enzo il marinar ..."

Gioconda
(Ciel!)

Barnaba
"... stanotte in mar
ti fuggirà sul brigantino dàlmato."

Gioconda
(disperatamente, e scompare in chiesa)
(Ah!)

Barnaba
Più sotto: "La bocca del Leone".
Qua, porgi,
(Prende il foglio.)
taci, vanne.
(Isèpo esce.)

Scena VIII
Barnaba solo.

Barnaba
(col piego in mano contemplando la scena)
O monumento!
regia e bolgia dogale! Atro portento!
Gloria di questa e delle età future.
Ergi fra due torture
il porfido cruento.
Tua base i pozzi, tuo fastigio i piombi!
Sulla tua fronte il volo dei palombi,
i marmi e l'ôr.
Gioia tu alterni e orror con voce occulta.
Quivi un popolo esulta,
quivi un popolo muor!
Là il Doge, un vecchio scheletro
coll'acìdaro in testa;
sovr'esso il Gran Consiglio,
la Signoria funesta;
sovra la Signoria,
più possente di tutti, un re, la spia!
O monumento!Apri le tue latèbre,
(vicino alla bocca del leone)
spalanca la tua fauce di tenèbre,
s'anco il sangue giungesse a soffocarla!
Io son l'orecchio e tu la bocca: parla.
(Getta il piego nella bocca del leone.- Esce.)

(Finale I - Coro, Furlana e Preghiera)

Scena IX
Entra nel cortile una mascherata,
la segue il popolo cantando e danzando.
Poscia un Barnabotto, Gioconda e la Cieca.


Popolo
Carneval! Baccanal!
Gaja turba popolana,
su! danzate la furlana!
(Furlana.)

Coro interno
(dalla chiesa)
"Angele Dei..."
Gloria al Signor!

Un Barnabotto
(dal limitare della chiesa, alla folla)
Tramonta il sol.
Udite il canto
del vespro santo
prostrati al suol.
(La Gioconda e la Cieca attraversano
la folla inginocchiata mentre dura l'orazione.
)

Coro interno
(c.s.)
"Angele Dei,
qui custos es mei,
me tibi commissum
nocte illumina,
rege, custodi et guberna..."

Gioconda
(con passo vacillante, lentissimo,
appoggiandosi alla Cieca
)
Tradita!... ahimè!
Dio!soccombo... il fianco mio
vacilla... tu mi sorreggi, o madre...
mi sorreggi... ahimè!
Ah! o cuor! dono funesto!
retaggio di dolore!
Il mio destino è questo:
o morte o amor!
(prendendo la mano della Cieca
e portandosela al cuore
)
Ah, qui la mano tua, o madre, sul mio core,
senti, comprendi, o madre, il mio dolor!

Cieca
Ah vien, facciam un sol di due dolor,
o figlia, guida sul cor la man!...
(Cala lentamente la tela.)




ATTO II

ATTO I
ATTO II
ATTO III
ATTO IV



Il rosario

Notte. - Un brigantino visto da tribordo.
Sul davanti, una riva deserta d'isola disabitata nella laguna di Fusìna.
Nell'estremo fondo, il cielo in qualche parte stellato, e la laguna;
a destra, la luna tramonta dietro una nube.
Sul davanti, un altarino della Vergine con una lampada rossa accesa.
- "Hè`CATE", il nome del brigantino, sta scritto a prua.
Alcune lanterne sul ponte.


Scena I

All'alzarsi della tela alcuni Marinai sono seduti sulla tolda,
altri in piedi aggrappati; tutti hanno un portavoce in mano;
molti Mozzi sono arrampicati, o seduti,
o sospesi alle sàrtie degli alberi
e stanno cantando una marinaresca.


(Marinaresca, Recitativo e Barcarola)

Marinai
(sul ponte,
cantando attraverso il portavoce
)
Ho! he! ho! he!
Fissa il timone!
Ho! he! ho! he!
Fissa!
Ho! he! ho! he!
Issa artimone!
Issa!
La ciurma ov'è?
Ho! he! ho! he!
La ciurma ov'è?

Altri marinai
(sotto la tolda, nel cassero)
Siam nel fondo
più profondo
della nave, della cala,
dove il vento furibondo
spreca i fischi e infrange l'ala.

Mozzi
La la la...
Siam qui sui culmini,
siam sulla borda,
siam sulle tremole
scale di corda.
Guardate gli agili
mozzi saltar,
noi gli scoiattoli
siamo del mar.

Marinai
Ho! he!... Ah!...
La la la...

Barnaba
(di dentro)
Pescator, affonda l'esca
a te l'onda sia fedel,
(entrando in scena con Isèpo)
lieta sera e buona pesca...

Scena II
Marinai e Mozzi, Barnaba e Isèpo.
Barnaba è vestito da pescatore con una rete in mano
.

Un pilota
Chi va là?

Barnaba
La canzon ve lo dicea:
un pescator che attende la marea,
ho la barca laggiù nell'acqua bassa.
È tempora domani, e si digiuna,
per mia fortuna;
la mensa magra il pescator ingrassa.

Marinai
(ridendo)
Ah! ah! ah!...

Barnaba
(ad Isèpo)
(Siam salvi! Han riso. Sono ottanta
fra marinari e mozzi. Han tre decine
di remi e nulla più; due colubrine
di piccolo calìbro.Or va', con quanta
lena ti resta, e disponi le scolte
colà dove le macchie son più folte.
Io qui rimango a far l'ufficio mio.
Vanne con Dio.)
(Isèpo esce.)

Barnaba
Pescator, affonda l'esca,
a te l'onda sia fedel,
lieta sera e buona pesca
ti promette il mare, il ciel.
Va', tranquilla cantilena,
per l'azzurra immensità;
una placida sirena
nella rete cascherà.

Marinai
Una placida sirena
nella rete cascherà.

Barnaba
(fra sé)
(Spia coi fulminei
tuoi sguardi accorti,
e fra le tènebre
conta i tuoi morti.
Sì, da quest'isola
deserta e bruna
or deve sorgere
la tua fortuna.
Sta' in guardia! e il rapido
sospetto svia,
e ridi e vigila
e canta e spia...!)
Brilla Venere serena
in un ciel di voluttà; ...
Barnaba e Marinai
... una fulgida sirena
nella rete cascherà!...
(Barnaba esce all'entrare di Enzo.)

(Recitativo, Ripresa della Barcarola e Romanza)

Scena III

Enzo, Marinai e Mozzi; il Nostromo,
il Maestro delle vele, il Pilota.


Enzo
(esce da sotto coperta con una lanterna in mano,
avanzandosi gaiamente; alla ciurma
)
Sia gloria ai canti
dei naviganti!
Questa notte si salpa!

Marinai e Mozzi
(attorniando Enzo)
Evviva il nostro
principe e capitano!

Enzo
(esplorando il cielo)
Soffia grecale,
vento buono per noi...
(al Nostromo)
Nella carena
tu, Nostromo, raccogli la gomèna.
Tu, Mastro delle vele, affiggi al rostro
del brigantino il dàlmato segnal
che ci protesse in molte aspre fortune,
e al maggior inalbera il fanale.
 (ai Mozzi)
 Voi siate pronti a distaccar la fune
 d'amarra a un cenno mio.
 (Alcuni uomini della ciurma
 eseguiscono gli ordini di Enzo,
 mentre gli altri ricantano la marinaresca.
)
 
 Marinai
 
Ho! he! ho! he!
 vele a babordo!
 Issa!
 Remi a tribordo!
 Issa!
 Il ciel tuonò!
 
 Mozzi
 
La la la...
 In mezzo ai fulmini
 della tempesta,
 noi nelle nuvole
 tuffiam la testa,
 osiam le pendule
 sàrtie scalar,
 noi gli scoiattoli
 siamo del mar.
 
 Marinai
 
Ho! he!... Ah!...
 La la la...
 
 Enzo
 
(alla ciurma)
 Ed or scendete a riposarvi. Io vigilo
 solo sul ponte le inimiche flotte.
 (Guarda le stelle.)
 È tardi.
 
 Marinai e Mozzi
 
Buona guardia.
 
 Enzo
 
Buona notte.
 (La ciurma scende sotto il ponte.)
 
 Scena IV

 Enzo solo.
 
 Enzo
 
(guardando il mare con ispirata meditazione)
 Cielo! e mar! l'etereo velo
 splende come un santo altar.
 L'angiol mio verrà dal cielo?
 l'angiol mio verrà dal mare?
 Qui l'attendo; ardente spira
 oggi il vento dell'amor.
 Ah! quell'uom che vi sospira
 vi conquide, o sogni d'ôr!
 Per l'aura fonda
 non appar né suol né monte.
 L'orizzonte bacia l'onda!
 l'onda bacia l'orizzonte!
 Qui nell'ombra, ov'io mi giacio
 coll'anelito del cor,
 vieni, o donna, vieni al bacio
 della vita e dell'amor...
 Ah! vien!...
 
 (Scena e Duetto)
 
 Enzo
 
(fissando il mare)
 Ma chi vien? non è uno spetro
 del pensier! quella è una barca.
 Odo già de' remi il metro,
 verso me volando varca...
 
 Barnaba
 
(di dentro)
 Capitano! a bordo!
 
 Enzo
 
Avanti!
 (Dio! sostieni ancor la piena
 della gioia!) Naviganti,
 costeggiate la carena!
 (Prende una fune e la getta al di là della sponda.)
 
Qua, la fune... aggrappa... annoda...
 non cadere! approda! approda!
 
 Scena V

 Enzo e Laura.
 
 Laura
 
(nelle braccia di Enzo)
 Enzo!
 
 Enzo
 
Laura! Laura!
 Cielo! e amor!
 
 Laura
 
Enzo! mio Enzo!
 Enzo! mio amor!
 
 Barnaba
 
(sinistramente, allontanandosi)
 Buona fortuna!
 
 Laura
 
Oh la sinistra voce!
 
 Enzo
 
S'ei fu che ti salvò!
 
 Laura
 
Pur sorridea d'un infernal sorriso!
 
 Enzo
 
È l'uomo che ci aperse il paradiso!
 Deh! non turbare con ree paure
 di questi istanti le ebbrezze pure;
 d'amor soltanto con me ragiona,
 è il cielo, o cara, che schiudi a me!
 
 Laura
 
Ah! del tuo bacio nel dolce incanto
 celeste gioia diventa il pianto,
 a umano strazio Dio non perdona
 se perdonato amor non è!
 
 Enzo
 
Ma dimmi come, angelo mio,
 mi ravvisasti?
 
 Laura
 
Nel marinar
 Enzo conobbi.
 
 Enzo
 
Al pari anch'io
 te al primo suono della parola.
 
 Laura
 
Enzo adorato!
 (scuotendosi)
 Ma il tempo vola...
 all'erta! all'erta!
 
 Enzo
 
Deh!non tremar;
 siamo in un'isola tutta deserta,
 fra mare e cielo, fra cielo e mar.
 Vedrem fra poco tramontar la luna.
 Quando sarà corcata, all'aura bruna
 noi salperem;
 coi baci in fronte e colle vele al vento!
 (La luna bassa si svolve dalle nuvole;
 il suo disco s'asconderà dietro il vascello.
)
 
 Laura ed Enzo
 
Laggiù nelle nebbie remote,
 laggiù nelle tenebre ignote
 sta il segno del nostro cammin.
 Nell'onde, nell'ombre, nei venti
 fidenti, ridenti, fuggenti,
 gittiamo la vita e il destin.
 La luna discende, discende
 ricinta il roride bende,
 siccome una sposa all'altar.
 E asconde la spenta parvenza
 nell'onde, con lenta cadenza
 la luna è discesa nel mar!
 
 (Scena e Romanza)
 
 Enzo
 
(staccandosi)
 E il tuo nocchier
 or la fuga t'appresta. O amata donna,
 tu resta qui.
 (Scende sotto il ponte.)
 
 Scena VI
 Laura sola.
 
 Laura
 
Ho il cor gonfio di lagrime.
 Quel lume!Ah! una Madonna!
 (Si getta ai piedi dell'altare orando con passione;
 mentre ch'essa prega, Gioconda mascherata escirà
 da un nascondiglio sotto prora, e s'avanzerà lenta.
)
 Stella del marinar! Vergine Santa,
 tu mi difendi in quest'ora suprema,
 tu vedi quanta passione e quanta
 fede mi trasse a tale audacia estrema!
 Sotto il tuo velo che i prostrati ammanta
 ricovera costei che prega, e trema.
 Scenda per questa fervida orazione
 sul capo mio, Madonna del perdono,
 una benedizion...
 O Vergin, su me scenda
 la tua benedizion.
 
 (Duetto)
 
 Scena VII

 Gioconda e Laura.
 
 Gioconda
 
E un anatèma!
 
 Laura
 
(con grido, spaventata)
 Ah! Chi sei?
 
 Gioconda
 
Chi son tu chiami?
 Sono un'ombra che t'aspetta!
 Il mio nome è la Vendetta.
 Amo l'uomo che tu ami.
 
 Laura
 
Ciel!
 
 Gioconda
 
(con ira repressa, accennando a prora)
 Là attesi e il tempo colsi
 come belva nella tana,
 ah! la forza sovrumana
 del furor m'invade i polsi!
 Vuoi fuggir? D'amor ti struggi?
 Vuoi fuggire, lieta rivale?...
 Sì, l'antenna e il governale
 pronti son, sta ben,
 (ergendosi terribile)
 va'... fuggi!
 
 Laura
 
Furia orrenda!
 
 Gioconda
 
Ah! mi paventi!
 ed ardisci amar d'amore
 quell'eroe?
 
 Laura
 
Sfido il tuo core,
 o rival!
 
 Gioconda
 
Bestemmi! ...
 
 Laura
 
Menti!
 
 Gioconda
 
... bestemmi!
 
 Laura
 
Menti! menti!
 L'amo come il fulgor del creato!
 come l'aura che avviva il respiro!
 come il sogno celeste e beato
 da cui venne il mio primo sospir.
 
 Gioconda
 
Ed io l'amo siccome il leone
 ama il sangue ed il turbine il volo
 e la folgor le vette, e l'alcione
 le voragini, e l'aquila il sol!
 
 Laura
 
Pel suo bacio soave io disfido
 di morte l'orror!
 L'amo come il fulgor del creato ecc.
 
 Gioconda
 
Qual la folgor le vette...
 Son più forte, più forte è il mio amor!
 Pel suo bacio soave...
 son più forte ecc.
 
 (Scena e Duetto - Finale II)
 
 Gioconda
 
(afferrandola per un braccio, col massimo furore)
 Il mio braccio t'afferra!
 Vien... ch'io ti scorga in viso! a terra!
 or più scampo non hai!
 questo pugnale...
 (per colpirla, poi arrestandosi)
 ma no!... tu avrai per sorte
 un fulmin più fatale...
 (tenendola stretta per una mano e indicando verso il mare
 dove si vede spuntare una barca
)
 Là... guarda...
 
 Laura
 
O ciel!
 
 Gioconda
 
... là...
 in quella barca bruna,
 là, è il tuo consorte.
 
 Laura
 
Cielo!
 perduta io son!
 
 Gioconda
 
È pieno l'anatèma!
 Ormai né un nume né un santuario
 salvar ti può.
 
 Laura
 
(alzando il rosario)
 Vergin!m'aita! Vergine!
 
 Gioconda
 
(colpita nel riconoscere il rosario)
 Che! quel rosario!
 (Stacca la maschera e la pone sul volto a Laura
 - tutto ciò prestissimo
.)
 Presto... fuggi!... a te...
 questa maschera t'asconda!
 
 Laura
 
Che fai?
 
 Gioconda
 
Ti salvo! Olà, il mio palischermo!
 (Appariscono due marinai, con una barca.)
 
 Laura
 
Ma mi dirai chi sei?...
 
 Gioconda
 
Son la Gioconda!
 (Trascina con sé Laura,
 scomparendo dietro il brigantino.
)
 
 Scena VIII
 Barnaba e Gioconda.
 
 Barnaba
 
(dalla riva, dopo aver esplorato la scena)
 Maledizion!Ha preso il vol!...
 (accennando verso il fondo,
 dove si vede Alvise nella sua barca
)
 Padron!
 Nel canal morto... là...
 (indicando verso il lato dov'è fuggita Laura)
 là!... forza di remi!...
 (S'allontana.)
 
 Gioconda
 
(ricomparendo dal fondo)
 È salva! Oh! madre mia! quanto mi costi,
 oh quanto!
 
 Scena IX
 Gioconda ed Enzo.
 
 Enzo
 
(dal ponte, agitato)
 Laura!Laura, ove sei?...
 
 Gioconda
 
(avanzando verso Enzo fieramente)
 Laura è scomparsa!
 
 Enzo
 
Gioconda! oh! ciel! che avvenne?...
 
 Gioconda
 
Invano a' rei
 baci sognati il tuo sospir la chiama!
 
 Enzo
 
Menti!... menti, o crudel!
 
 Gioconda
 
No, più non t'ama!
 (trascinandolo verso la riva)
 Vedi là, nel canal morto,
 un navil che forza il corso?
 Essa fugge! il suo rimorso
 fu più forte dell'amor!
 Questo lido è a lei funesto,
 ché la morte intorno sta...
 Essa fugge ed io qui resto!...
 Chi di noi più amato avrà?
 
 Enzo
 
Taci! ahimè! da che t'ho scôrto,
 sospettai nefando agguato;
 non mi dir d'avermi amato,
 odio sol tu porti in core!
 Ma al suo barbaro consorte
 l'idol mio saprò strappar!
 (slanciandosi verso la riva)
 Là è la vita...
 
 Gioconda
 
Là è la morte!...
 
 Enzo
 
Che di' tu?...
 
 Gioconda
 
Riguarda al mar!
 
 Marinai e Mozzi
 
(dall'interno)
 Le galee, le galee! salvi chi può!
 (Colpo di cannone.)
 
 Gioconda
 
Tu sei tradito! Un infame, un crudel
 al Gran Consiglio il tuo nome svelò.
 Rompi gli indugi, fa' forza di vele,
 il ciel ancora salvar ti può!
 
 Enzo
 
Taci! è un insulto de' vili il consiglio,
 dov'è la morte, più impavido sto!
 Noto m'è il rombo del fiero naviglio,
 fuga ed arresa che sieno non so!
 (Colpo di cannone.)
 
 Marinai e Mozzi
 
(escono confusamente tutti i marinai)
 Fuggiam! ah! più speranza non v'ha!
 
 Gioconda
 
Tu sei tradito ecc.
 
 Enzo
 
Noto m'è il rombo ecc.
 
 Marinai e Mozzi
 
Più speranza ecc.
 
 Enzo
 
(strappando la fiaccola ad uno dei marinai)
 Sin ch'io vivo, no!
 al nemico darem cenere e brage!
 (Dà fuoco all'Hècate. La nave arde.
 - Colpo di cannone.
)
 Incendio!
 
 Marinai e Mozzi
 
Incendio! Guerra! Morte! Strage!
 
 Enzo
 
(dalla tolda, slanciandosi in mare)
 O Laura, addio!
 
 Gioconda
 
(dalla riva)
 E sempre Laura! ma almen poss'io
 con te morir!
 
 Enzo
 
Oh Laura!
 
 Marinai e Mozzi
 
Strage!
 (La nave si sprofonda.)
 





ATTO III

ATTO I
ATTO II
ATTO III
ATTO IV


Ca' d'Oro

Una camera nella Ca' d'Oro. Sera;
lampada accesa.-
Da un lato un'armatura antica.

(Scena ed Aria)

Scena I

Alvise solo.

Alvise
(in preda a violenta agitazione)
Sì, morir ella de'! Sul nome mio
scritta l'infamia impunemente avrà?
Chi un Badoèr tradì
non può sperar pietà!...
Se ier non la ghermì
nell'isola fatal questa mia man,
l'espïazion non fia tremenda meno!
Ieri un pugnal le avria squarciato il seno;
oggi... un ferro non è, sarà un veleno!
(accennando alle sale contigue)
Là turbini e farnetichi
la gaia baraonda,
dell'agonia col gemito
la festa si confonda!...
Ombre di mia prosàpia,
non arrossite ancora!
Tutto la morte vendica,
anche il tradito onor!
Colà farnetichi ecc.
Là del patrizio veneto
s'adempia al largo invito,
quivi il feral marito
provveda al proprio onor!
Fremete, o danze, o cantici,
è una infedel che muor!

(Scena e Duetto)

Scena II

Laura e Alvise; poi Gioconda, nascosta.

Laura
(in ricca veste da ballo,
con perle e gemme; ad Alvise
)
Qui chiamata m'avete?

Alvise
(con affettata cortesia)
Pur che vi piaccia...

Laura
Mio signor...
(Va lentamente a sedere.)

Alvise
Sedete!
(Siedono ai due lati
di un ampio tavolo.
)
(con ironia)
Bella così, madonna,
io non v'ho mai veduta;
pur il sorriso è languido...
perché ristarvi muta?
Dite! un gentil mistero
v'è grave a me svelar,
o un qualche velo nero
dovrò da me strappar?

Laura
Dal vostro accento insolito
cruda ironia traspira,
il labbro a grazia attèggiasi,
ma fuor ne scoppia l'ira...
Mio nobile consorte,
non vi comprendo ancora!

Alvise
Pur d'abbassar la maschera,
madonna, è questa l'ora.

Laura
Che dite?

Alvise
Giunta è l'ora! ad altr'uomo rivolto,
donna infame, è il tuo primo sospir...

Laura
Ad altr'uomo?Che dite?

Alvise
Sì! Donna infame!
Ieri quasi t'ho côlta in peccato, ...

Laura
(Dio!...)

Alvise
...pur potesti salvarti e fuggir...

Laura
(Che ascolto!)

Alvise
Col mio guanto t'ho oggi afferrato,
più non fuggi, t'è d'uopo morir!
(La atterra violentemente.)

Laura
Morir!
Morir! è troppo orribile!
aver dinanzi il cielo
e scender nelle tenebre
d'un desolato avel!
Senti! di sangue tiepido
in seno mi scorre un rivo...
Perché, se piango e vivo,
dirmi: tu dêi morir?
La morte è pena infame
anche a più gran fallir!

Alvise
Invan tu piangi, invan tu speri,
Dio non ti può esaudir!
In lui raccogli i tuoi pensieri;
prepàrati a morir!...

Laura
Aver dinanzi il cielo ecc.

(Scena e Serenata)

Alvise
E già che ai nuovi imeni
l'anima tua sospira,
o indocil sposa,
ten vieni e mira.
(La trascina verso la porta coperta.)

Laura
(atterrita)
Ove m'adduci?

Alvise
(con forza sollevando
la drapperia della camera attigua
e indicando un catafalco
)
Vieni! Vieni! questo
è il talamo tuo!

Laura
(inorridita)
Ah!!!
(Entra Gioconda e s'appiatta in fondo.)

Coro
(interno; molto lontano)
La gaia canzone
fa l'eco languir,
e l'ilare suono
si muta in sospir.

Alvise
(estraendo una fiala)
Prendi questo velen; e già che forte
tanto mi sembri ne' tuoi detti audaci,
con quelle labbra che succhiâro i baci,
suggi la morte.
Scampo non hai.
Odi questa canzon? "Morir dovrai
pria ch'essa giunga all'ultima sua nota."
(Esce.)

Coro
(interno; più vicino)
La la la...
La gaia canzone ecc.
Con vago miraggio
riflette la luna
l'argenteo suo raggio
sull'ampia laguna
e in quel si sublima
riverbero pio,
patetica rima
creata da Dio.
La la la...
Ah!

Scena III

Laura e Gioconda.

Gioconda
(accorrendo verso Laura, afferra il veleno
che Laura ha tra le mani e le porge un'ampolla
)
A me quel filtro! a te codesto! bevi!

Laura
Gioconda! qui?...

Gioconda
Previdi la tua sorte,
per salvarti m'armai, ti rassicura.
Quel narcotico è tal, che della morte
finge il letargo... Bevi!bevi!
angosciosi e brevi sono gl'istanti...

Laura
Mi fai paura!

Gioconda
S'ei qui torna t'uccide.

Laura
Atra agonia!

Gioconda
Per te prega quaggiù la madre mia,
nell'oratorio, i miei fidi cantor
son presso... ascolta...

Laura
Orror!!

Gioconda
Bevi...

Laura
Già la canzone muor!

Gioconda
Con essa muori!
t'è nota la condanna:
"Pria ch'essa giunga all'ultima sua nota...".

Laura
Porgi!
(Beve il sonnifero.)
Ho bevuto!
(Scompare dietro le cortine
della camera mortuaria
.)

Gioconda
La fiala a me!
(Travasa il veleno nella fiala del sonnifero
e lascia l'ampolla del veleno vuota sul tavolo.
)
Gran Dio!
(Esce precipitosa.)

Coro
(esterno; c.s.)
Udite le blande
canzoni vagar,
il remo ci scande
gli accordi sul mar.
Ten va', serenata,
per l'aura serena,
ten va', serenata,
sull'onda incantata.
Udite le blande
canzoni vagar,
d'un'anima ignota
è l'eco fedel.
L'estrema sua nota
si perde nel ciel.

Scena IV

Alvise, solo, mentre la cadenza della serenata
è alle ultime sue note;
osserva l'ampolla vuota sul tavolo.


Alvise
Tutto è compiuto!
Vuoto è il cristal.
(Va nella cella funeraria,
vi rimane un momento, poi torna in scena.
)
Vola
su lei la morte.
(Esce.)

Scena V

Gioconda sola.

Gioconda
(esce dal nascondiglio)
O madre mia, nell'isola fatale
frenai per te la sanguinaria brama
di reietta rival. Or più tremendo
è il sacrifizio mio... o madre mia,
io la salvo per lui, per lui che l'ama!
(Esce precipitosamente.)

Cambia la scena.

(Scena, Ingresso dei Cavalieri e Coro)

Sontuosissima sala attigua alla cella funeraria,
splendidamente parata a festa.
Ampio portone nel fondo a sinistra,
un consimile a destra,
ma questo tutto chiuso da una drapperia.
Una terza porta nella parete a sinistra.


Scena VI

Entrano Cavalieri, Dame,Maschere.
Alvise moverà loro incontro ricevendo
e complimentando chi entra.
Il Paggio gli sta accanto. Gioconda.


Alvise
(muovendo ad incontrare gl'invitati)
Benvenuti, messeri! Andrea Sagredo!...
Erizzo, Loredàn! Venièr! Chi vedo?
Isèpo Barbarigo, a noi tornato
dalla pallida China! e il ben amato
cugino mio Partecipàzio!O quanti
bei cavalieri!... Avanti!Belle dame!Avanti,
avanti!Belle dame! Benvenuti!
Benvenuti, messeri!Bei
cavalieri!E voi, vispi cantor e maschere,
presto sciogliete le caròle e i canti.

Cavalieri, Dame ecc.
S'inneggi alla Ca' d'Oro
che intreccia ai rami d'oro
delle virtù l'allôr
col mirto dell'amor!...

(Recitativo e Danza delle Ore)

Alvise
Grazie vi rendo per le vostre laudi,
cortesi amici. Apiù leggiadri gaüdi
ora v'invito.Ecco una mascherata
di vaghe danzatrici. Ognuna è ornata
di bellezza e fulgore
e tutte in cerchio rappresentan l'ore.
S'incominci la danza.

Sortono le Ore dell'Aurora.
Le Ore dell'Aurora.
Sortono le Ore del Giorno.

Cavalieri, Dame ecc.
Prodigio! incanto!

Danza delle Ore del Giorno.
Sortono le Ore della Sera.
Sortono le Ore della Notte.


(Scena e Finale III- Pezzo concertato)

Scena VII

I precedenti, Barnaba, la Cieca, Enzo.

Barnaba
(trascinando la Cieca)
Vieni!

Cieca
Lasciami! ohimè!

Cavalieri, Dame ecc.
La Cieca!

Gioconda
(accorrendo)
Oh madre!

Alvise
(alla Cieca)
Qui che fai tu?

Barnaba
Nelle vietate stanze
io la sorpresi al maleficio intenta!

Cieca
Pregavo per chi muor.

Cavalieri, Dame ecc.
Per chi muor? che di' tu?
(Si odono i lenti rintocchi
della campana degli agonizzanti.
)
Qual suon funèbre!

Enzo
(a Barnaba sommessamente)
Un'agonia! per chi?

Barnaba
(sottovoce ad Enzo)
Per Laura!

Enzo
Per Laura! Orror!
Che più mi resta se quell'angiol muor?...

Alvise
(disinvolto, con brio)
E che? La gioia sparve!
Se gaio è Badoèro,
chi ha fra gli ospiti suoi dritto al dolore?

Enzo
(avanzandosi)
Io l'ho più ch'altri!

Alvise
Tu? ma tu chi sei?

Enzo
(togliendosi la maschera)
Il tuo proscritto io son, Enzo Grimaldo,
Prence di Santafior! Patria e amor
tu m'hai rubato un dì...
or compi il tuo delitto!

Alvise
Audacia!

Cavalieri, Dame ecc.
Audacia! orror!

Alvise
Barnaba,
sul capo tuo rispondi
del codardo insultator!

Tutti
D'un vampiro fatal
la man su noi passò
e in teda funeral
ogni face mutò.
Un sinistro baglior
le fronti illuminò;
no, gioia più regnar
nella festa non può!

Enzo
(fra sé)
(O mia stella d'amor,
o mio Nume fedel,
se rapita a me sei,
ti raggiungo, mio Nume, nel ciel!)

Gioconda
(fra sé)
(O tortura crudel!
inaudito martir!
Quanto ei l'ama!
O tortura crudel!)

Barnaba
(alla Cieca)
Ah! giuro al ciel,
se ier quella rea ti salvò,
la vendetta oggimai
sfuggirmi non può!

Alvise
(cupamente, guardando Enzo)
Nel fulgore di questa festa
mal venisti, o cavalier;
fia funesta per te!

Cieca
O fatal delator!

Cavalieri, Dame ecc.
D'un vampiro fatal ecc.

Enzo
(fra sé)
(Già ti veggo immota e smorta
tutta avvolta in bianco vel,
tu sei morta, angiol mio
dolce e fedel!)
Su di me piombi la scure.
Tu sei morta!... l'angiol mio!...
mio Nume fedel,
mia stella d'amor!...

Gioconda
(fra sé)
(Scorre il pianto a stilla a stilla
nel silenzio del dolore.
Per lei venne a morir!
Inaudito martir!
qui venuto è per lei a morir!...)

Cieca
Le tue lagrime, o Gioconda,
ché non versi sul mio core?
(a Barnaba, con forza)
O fatal delator!
se trafitto alcun fu,
riconosco la man,
l'assassino sei tu!...

Barnaba
Cedi alfine, della mia mano
vedi qui l'opra fatale.
(alla Cieca)
Giuro al cielo,
se ier quella rea ti salvò ecc.

Alvise
Ma già appresto a' tuoi sgomenti
nuova scena di terrore!
Tu saprai se invan si attenti
del mio nome al puro onor!

Cavalieri, Dame ecc.
Spaventevole festino!
Tetri eventi!
Più la gioia regnar
nella festa non può!...

Gioconda
(a Barnaba, in disparte)
Se lo salvi e adduci al lido,
laggiù presso al Redentor,
il mio corpo t'abbandono,
o terribile cantor.
O crudel tormento!
qui per lei venne a morir!
ah! sanguina il mio core,
Scorre il pianto a stilla a stilla
nel silenzio del dolor.
Mentre sanguina il mio core,
piangi, o pupilla...

Barnaba
(a Gioconda)
Disperato è questo dono,
pur lo accetta il tuo cantor.
Al destin spietato irrido,
pur d'averti sul mio cor...
Cedi alfine, della mia mano
vedi qui l'opra fatal!
Mi paventa! un genio arcano
mi trascina verso il mal...

Cieca
Figlia mia,
le tue lagrime, o Gioconda ecc.
Un amor non ti circonda
che sia pari a questo amor...

Alvise
Tu saprai se invan si attenti ecc.
Cedi alfin!

Enzo
Su di me piombi la scure,
s'apra il baratro fatal...
Già ti veggo ecc.

Cavalieri, Dame ecc.
Spaventevole festin!
Come rapida discende
la valanga del destin!
Tristi eventi!
audacie orrende!...
... del destin!

Alvise
(dominando la scena)
Or tutti a me! La donna che fu mia
l'estremo oltraggio al nome mio recò!
(Apre le cortine della camera mortuaria
e scorgesi Laura stesa sul cataletto;
con voce terribile
)
Miratela! son io che spenta l'ho!

Enzo
(brandisce il pugnale e si slancia su Alvise,
ma vien trattenuto dalle guardie
)
Carnefice!

Gioconda, Cieca, Cavalieri, Dame ecc.
Orror!...




ATTO IV


ATTO I
ATTO II
ATTO III
ATTO IV


Il Canal Orfano

L'atrio d'un palazzo diroccato nell'isola della Giudecca.
Nell'angolo di destra, un paravento disteso,
dietro il quale si trova un letto. -
Un gran portone di riva nel fondo,
da cui si vedrà la laguna e la piazzetta
di San Marco, illuminata a festa. -
Una immagine della Madonna ed una croce appesa al muro.
- Un tavolo, un canapè, sul tavolo una lucerna
e una lanterna accese, un'ampolla di veleno, un pugnale. -
Sul canapè, vari adornamenti scenici di Gioconda. -
A destra della scena, una lunga e buia calle.


(Preludio, Scena ed Aria)

Scena I
Gioconda sola.

(Gioconda sola, cupamente assorta ne' suoi pensieri.
- Intanto dal fondo della calle si avanzano due uomini
che portano in braccio Laura avvolta in un mantello nero.
- I Cantori battono all'uscio.
Gioconda va ad aprire. Entrano.
)

Gioconda
Nessun v'ha visto?

Un Cantore
Nessun.

Gioconda
Sul letto
la deponete.
(I Cantori trasportano Laura
dietro il paravento.
)
I compagni
verranno questa notte?

Il Cantore
Sì.

Gioconda
Ecco l'oro
che vi promisi.

Il Cantore
Nol vogliam... gli amici
prestan opra da amici.

Gioconda
(supplicando)
O pietosi,
per quell'amor che v'ha creati, un'altra
grazia vi chiedo. Nella scorsa notte
mi scomparve la mia cieca madre,
già disperata la cercai, ma invano.
Deh! scorrete le vie, le piazze, e l'orme
della mia vecchierella... Iddio v'insegni.
Doman, se la trovate, a Cannaregio
v'aspetterò. Quest'antro di Giudecca
fra brev'ora abbandono.

Il Cantore
A noi t'affida.
(Gioconda stringe la mano ai Cantori,
che escono da dove sono entrati.
)

Scena II

Gioconda sola.

Gioconda
(sola presso il tavolo guarda il pugnale,
lo tocca, poi prende l'ampolla del veleno
)
Suicidio!... - In questi
fieri momenti
tu sol mi resti,
e il cor mi tenti.
Ultima voce
del mio destino,
ultima croce
del mio cammin.
E un dì leggiadre
volavan l'ore,
perdei la madre,
perdei l'amore,
vinsi l'infausta
gelosa febre!
or piombo esausta
fra le tenèbre!
Tocco alla mèta...
domando al cielo
di dormir queta
dentro l'avel...

(Duettino, Scena e Terzetto)

Gioconda
(guardando ancora l'ampolla)
Ecco il velen di Laura, a un'altra vittima
era serbato! lo berrò!... Quand'esso
questa notte qui giunga, io non vedrò
il loro immenso amplesso.
Ma chi provvede alla lor fuga?... ah! no!
(Getta il veleno sul tavolo.)
no, tentator, lungi da me! Conforta,
anima mia, le tue divine posse!
Laura è là... là sul letto... viva... morta...
nol so...
(con feroce gioia)
Se spenta fosse!!!
Io salvarla volea, mio Dio, lo sai!
Pur, s'ella è spenta!? un indistinto raggio
mi balena nel cor... vediam... coraggio.
(Prende la lanterna,
fa per avviarsi al letto e poi s'arresta.)
Ah no, giammai, giammai!
no, non mi sfugga questo dubbio arcano!
Ma... s'ella vive? ebben...Laura è in mia
man...
(biecamente)
siam sole... è notte... né persona alcuna
saper potria...profonda è la laguna...

Una voce
(da lontano)
Ehi! dalla gondola,
che nuove porti?

Un'altra voce
(da lontano)
Nel Canal Orfano
ci son dei morti!

Gioconda
Orror! orror!! orrore!!!
Sinistre voci! illuminata a festa
splende Venezia nel lontano... In cor
mi si ridesta la mia tempesta
immane! furibonda!
O amore! amor!! ah! Enzo! pietà!
pietà di me!...
(Disperata si getta piangendo
accasciandosi accanto al tavolo.
)

Scena III

Enzo e Gioconda.

(Entra Enzo.)

Enzo
Gioconda!

Gioconda
(alzandosi come trasognata)
Enzo!... sei tu!

Enzo
(cupamente)
Dal carcere
m'hai tratto; e i miei legami
sciogliesti, armato e libero
qui son. Da me che brami?

Gioconda
(con accento d'esaltazione straziante)
Da te che bramo?... ahi! misera!
Ridarti il sol, la vita!
la libertà infinita!
la gioia e l'avvenir!
l'estatico sorriso,
l'estatico sospiro!
l'amore... il paradiso!!...
(Gran Dio!fammi morir!)

Enzo
Donna! col tuo delirio
tu irridi a un moribondo,
per me non ha più balsami
l'amor, né gioie il mondo.
Addio...

Gioconda
Che fai?

Enzo
Non chiedere.

Gioconda
(afferrandolo)
Resta...M'ascolta.

Enzo
(svincolandosi)
Cessa.

Gioconda
M'ascolta.
Tu vuoi morir per essa!

Enzo
Sì, sul suo santo avello
baciare anco una volta
la pallida sepolta.

Gioconda
(con ironia)
Ebben... corri al tuo voto,
eroe mesto e fedel!
L'avel di Laura è vuoto; ...

Enzo
Cielo!

Gioconda
... io l'ho rapita!

Enzo
No... menti, menti...

Gioconda
(accennando alla croce
appesa al muro
)
Giuro,
giuro su quella croce.

Enzo
No: la bestemmia atroce
tergi dal labbro impuro!
di' che hai mentito! ...

Gioconda
(con fierezza)
No!

Enzo
... di' che hai mentito!
Gioconda
No! io dissi il ver.

Enzo
O furibonda iena
che frughi il cimitero!
o maledetta Eumènide,
gelosa della morte,
dimmi ove celi l'angelo
mio dalle guancie smorte.
Parla! o in quest'ora fùnebre
convien che qui tu muoia...
(sguainando il suo pugnale
e afferrando Gioconda
)
Vedi! già brilla il fulmine
del mio pugnale...

Gioconda
(Oh gioia!
m'uccide!)

Enzo
Il tuo mister saprò.

Gioconda
No.

Enzo
Parla...

Gioconda
No.

Enzo
Ebben... infame...
(per ferirla)
muori!...

Scena IV

Laura, Gioconda ed Enzo.

Laura
(dall'alcova)
Enzo!

Enzo
Chi è là?

Gioconda
(atterrita)
(Mio Dio!)

Laura
Enzo! amor mio!

Enzo
Ciel!

Laura
(in scena)
Ah il cor mi si ravviva ...

Enzo
Non deliro!

Laura
... respiro all'aura...
Enzo, vieni... vieni!... son viva!

Enzo
Non deliro! ciel! viva!

Laura
Vieni, mio Enzo!

Enzo
(slanciandosi, abbracciando Laura)
Laura!Laura!

Laura
Enzo!

Gioconda
(coprendosi col manto)
(Nascondimi, o tenèbra!)

Laura
(guardando verso Gioconda)
Ahimè! quell'ombra
che là si ammanta...
è Alvise... fuggi!

Enzo
No, il terror disgombra.

Laura
(avvicinandosi, riconosce Gioconda
che si sarà scoperta
)
Sei tu? costei salvò la vita a me.

Enzo
Fanciulla santa!

Laura ed Enzo
Ah! ch'io ti baci il pie'!
Coro
(in gran lontananza)
Ten va', serenata,
per l'aura serena,
ten va', serenata,
per l'onda incantata.
Udite le blande
canzoni vagare.
Il remo ci scande
gli accordi sul mar.
Il canto è la vita,
di sogni si pasce,
nei sogni rinasce,
d'un'anima ignota
è l'eco fedel,
l'estrema sua nota
si perde nel ciel!

Gioconda
Questa canzone ti rammenti, o Laura?
È la canzone della tua fortuna.
Essa viene vêr noi. Attenti udite,
fratelli miei, quei rematori in salvo
questa notte v'addurran. Per la fuga
tutto provvidi cautamente.

Laura e Enzo
Oh benedetta! fanciulla santa!
Benedetta!

Gioconda
La barca s'avvicina... i miei compagni
vi condurran prima dell'alba al lido
dei Tre Porti... lesti
verso Aquileia drizzerete il volo,
e di là poco lunge il sol d'Illiria
vi splenderà liberamente in viso.
Ecco la barca...
addio ...

Laura ed Enzo
Oh, benedetta!

Gioconda
... addio...
(Si vede la barca dei Cantori che s'arresta alla riva.
Gioconda si toglie il mantello di dosso e copre Laura.)

Gioconda
... il mio mantel t'asconda.
(Scorge al collo di Laura il rosario.)
Che vedo là! il rosario! oh sommo Dio!
così dicea la profezia profonda:
"A te questo rosario
che le preghiere aduna...
io te lo porgo, accettalo,
ti porterà fortuna...".
E così sia!... Quest'ultimo
bacio che il pianto inonda,
v'abbiate in fronte, è il povero
bacio del labbro mio.
Talor nei vostri memori
pensieri alla Gioconda
date un ricordo. Amatevi...
siate felici...

Laura ed Enzo
Sulle tue mani l'anima
tutta stempriamo in pianto.
No, mai su queste lagrime
non scenderà l'oblio.
Ricorderem la vittima
del sacrificio santo.
Ti benedican gli angeli,
(nella barca)
Gioconda, addio...

Gioconda
(piangendo)
Date un ricordo alla Gioconda ecc.
(Laura ed Enzo partono.)

(Scena e Duetto finale)

Scena V

Gioconda sola, poi Barnaba nella calle.

Gioconda
(afferra l'ampolla del veleno)
Ora posso morir. Tutto è compiuto.
Ah no! mia madre! aiuto!
aiuto, o Santa Vergine!
Troppi dolori sovra un solo cuore!
Vo' ricercar mia madre!... Oh!mio terror!
(colta da un pensiero improvviso)
il patto or mi rammento!Ah! la paura
di Barnaba m'agghiaccia!
Qui riveder l'orribile sua faccia!
(Corre all'immagine della Madonna e si prostra.)
Vergine Santa, allontana il Demonio!!!

Barnaba
(viene dalla calle,
si ferma alla porta socchiusa e sta spiando
)
Il ciel s'oscura.
(Scompare la luna.)
Prega!... ed essa non sa qual testimon
dell'orazion la guarda.

Gioconda
Vergine Santa, allontana il Demonio...
(alzandosi)
Ebben, perché son così affranta e tarda?

Barnaba
(Ah! vuol fuggir...)

Gioconda
La fuga è il mio riscatto!

Scena ultima
Gioconda e Barnaba.

(Mentre Gioconda fa per fuggire,
s'incontra conBarnaba che spalanca l'uscio ed entra.
)

Barnaba
(terribilmente)
Così mantieni il patto?

Gioconda
(prima atterrita,
poi con coraggio supremo sino alla fine
)
Sì, il patto mantengo. Lo abbiamo giurato,
Gioconda non deve quel giuro tradir.
Che Iddio mi perdoni l'immenso peccato
che sto per compir!

Barnaba
(a parte, con gioia)
Ebbrezza! delirio! Sognata mia gioia!
ti colgo... e repente nell'arido cuor
scompar l'atra noia
coi rai dell'amor!

Gioconda
(a Barnaba, che fa per avvicinarsi)
T'arresta!
Raffrena il selvaggio delirio!
(simulando)
Vo' farmi più gaia - ah! ah! ah! -
più fulgida ancora.

Barnaba
Ebbrezza!

Gioconda
Per te voglio ornare
la bionda mia testa
di porpora e d'or.
(Va ad ornarsi.)

Barnaba
Ebbrezza! delirio ecc.

Gioconda
Con tutti gli orpelli sacrati alla scena
dei pazzi teatri coperta già son.
Ascolta di questa sapiente sirena,
ascolta la dolce canzon...
Mantengo il mio detto, tradirti non vo'!

Barnaba
Ebbrezza! delirio ecc.

Gioconda
Volesti il mio corpo, demòn maledetto?
e il corpo ti do!
(Si trafigge nel cuore col pugnale
che avrà raccolto furtivamente nelle vesti adornandosi
e piomba a terra come fulminata.
)

Barnaba
Ah!ferma!... irrision!... ebben... or tu...
m'odi... e mori dannata:
(curvandosi sul cadavere di Gioconda
e gridandogli all'orecchio con voce furibonda
)
Ier tua madre m'ha offeso! Io l'ho affogata!
Non ode più!!
(Con un grido soffocato di rabbia, fugge per la calle.)
Ah!!!




F i n e



ATTO I
ATTO II
ATTO III
ATTO IV




- Karadar Bertoldi Ensemble - Studio Informatico Anesin -