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Gioacchino Rossini

(1792 - 1868)


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The Operas of Gioacchino Rossini

 

Bianca e Falliero

o sia

Il consiglio dei tre


Melodramma in due atti
di Felice Romani


PERSONAGGI

Priuli, Doge di Venezia, Basso
Contareno senatore,Tenore
Capellio senatore, Basso
Loredano senatore, Mimo
Falliero, generale di Venezia, Contralto
Bianca, figlia di Contareno, Soprano
Costanza, nutrice di Bianca, Mezzosoprano
Un cancelliere del Consiglio dei Tre, Tenore

Cori e comparse di: Senatori, Nobili veneziani d'ambi i sessi, Uscieri, Soldati,
Domestici di Contareno, Ancelle di Bianca

La scena è in Venezia. L'azione è del secolo XVII, dopo la famosa congiura
del Marchese di Bedamar.



Atto I
Atto II




ATTO PRIMO

Piazza di S. Marco.

SCENA PRIMA
Le Procuratie son piene di popolo. Nobili
veneziani d'ambi i sessi trascorrono la piazza.

CORO
Dalle lagune adriache
Fin dell'Jonia ai lidi
Si spanda un suon che ai popoli
Terribilmente gridi:
Veglia il Leon magnanimo
Né di poter scemò.
Invan con arti perfide
Lacci gli ordì l'Ispano;
Contro di lui s'armarono
Braccia ribelli invano;
Levò la fronte indomita
E i traditor prostrò.
(La moltitudine si disperde per le procuratie).

SCENA SECONDA
Contareno e Capellio.

CONTARENO
Pace alfin per l'Adria splende.
Tutto è gioia e festa intorno:
Per noi soli in questo giorno
Non vi è speme d'amistà.

CAPELLIO
Sol da te, signor dipende
D'obbliar lo sdegno antico:
Il mio cor ti brama amico,
Odio alcun per te non ha.

CONTARENO
Tu non m'odii?...

CAPELLIO
(con trasporto)
E odiar potrei
Te, di Bianca genitore!

CONTARENO
(sospeso)
Bianca... l'ami?

CAPELLIO
Ah! sol di lei
Da gran tempo è pieno il core.
Cedo a te, se lei mi doni,
La contesa eredità.

CONTARENO
(Grazie, o sorte; alfin sereno
Mi volgesti il tuo sembiante,
Lo splendor di Contareno
A brillar ritornerà).
Vien, Capellio a questo seno;
Ama Bianca: tua sarà.

CAPELLIO
Oh! piacer! felice appieno
Questo amplesso alfin mi fa.

CONTARENO e CAPELLIO
Si: da sì lieto istante
Cessi ogni antico sdegno;
Sia d'amistà costante
La man di Bianca il pegno:
La tua compisca amore,
La mia felicità.

(Odesi sparo d'artiglieria: ricompare la
moltitudine).

CORO
Esce il Doge.

CONTARENO e CAPELLIO
Alla festa solenne
Col Senato già movesi al tempio.

CORO
Viva il Prence, che l'Adria sostenne,
Che rimosse dell'Adria lo scempio!
Misto al suon di guerrieri stromenti
Salga al ciel del suo nome l'onor!

CONTARENO e CAPELLIO
Della patria fra i prosperi eventi
Il presente fia sempre il maggior.
Ma forier di più grandi contenti,
O Capellio/ Contareno, è tal giorno al mio cor.

SCENA TERZA
Esce il Doge coi Senatori dal Palazzo di S. Marco.
Gli uscieri che sono al loro seguito recano il decreto
del Gran Consiglio.
All'avanzarsi del Doge si fa silenzio.

DOGE
(agli uscieri)
Ministri del Consiglio, ite, e per tutte
Di Vinegia le vie tosto si affigga
Del Senato il decreto.
(Gli uscieri escono da varie parti. La
moltitudine si affolla in fondo, ecc.;
il Doge si appressa a Contareno).
O Contareno,
Il tuo parer prevalse. Un'altra volta
Ristabilito è il tribunal temuto
Della patria custode: accorti i padri
Dal passato periglio
Han segnato la legge in pien consiglio.

CAPELLIO
Signor, perdona; ma s'io pur presente
Era al consesso, io non avrei segnato
Così terribil legge. Ed a che giova
Di nuovo armarsi del rigore antico,
Or che svanito è il congiurar nemico?

CONTARENO
A che giova, o Capellio? a prevenire,
Nuovi attentati, a vigilar sull'opre,
Dei legati stranieri, a preservarne
Da novelle congiure e nuovi orrori.

CAPELLIO
Tutti gli ambasciatori
Non sono Bedamar; e omai dell'Adria
La sicurtade è ferma.

DOGE
Ancor del tutto
L'Adria non è secura.
Pur dalle orobie mura
Ci minaccia l'Ispano, e tutto intorno
Vasto incendio di guerra arde il paese.
A rintuzzar le offese
Di sì fiero nemico invan si mosse
Il giovane Fallier: voce si sparse
Che giacque il generoso in campo estinto.

CAPELLIO
Cielo! estinto Fallier?

SCENA QUARTA
Un uffiziale e detti.

UFFIZIALE
(inchinandosi al Doge)
Falliero ha vinto.
In questo punto approda
Alla vicina riva, e a te, al Senato
Reca l'annunzio della sua vittoria.
Ei già s'appressa.

TUTTI
Onore al prode, e gloria!

CORO
Viva Fallier,
Lode al guerrier
Del patrio onor
Conservator.

SCENA QUINTA
Falliero con seguito d'uffiziali e detti.

FALLIERO
Inclito Prence, illustri padri, e quanti
Amor di patria in questo istante aduna,
La veneta fortuna
Di se stessa maggiore è alfin risorta.
Pace, spoglie, trofei, Fallier vi porta.
Vinte e disperse come polve al vento
Fur dei ribelli e dell'Ispan le schiere.
In sulle mura altere
Dell'orobia città sventola il nostro
Glorioso vessillo, e al mondo insegna
Che il temuto Leon pur vince e regna.

DOGE
Giovane valoroso, a te la patria
Va debitrice di salute e pace:
Te figlio suo verace
Appellerà mai sempre, e il tuo gran nome
Vivrà nei fasti dell'adriaco impero:
In ogni cor vivrà.

TUTTI
Viva Falliero!

FALLIERO
Le tue parole, e il plauso
Di così nobil gente, oh! qual mi sono
Preziosa mercé di quanto oprai!
Più ch'io non diedi a te, patria, mi dai.
Se per l'Adria il ferro io strinsi,
Il dover compiei di figlio:
Sacro a lei nel suo periglio
Era il braccio, il ferro e il cor.
Seguitai, se in campo io vinsi,
L'orme sue, l'avito onor.

TUTTI
Vero prode! ai detti tuoi
Sembri a noi più grande ancor.

FALLIERO
Il ciel custode - Di queste mura
Ogni congiura - Disperderà.
Per far che l'Adria - Felice sia
La vita mia - Si spenderà.

TUTTI
Il ciel custode - Di queste mura
Ogni congiura - Disperderà.

DOGE
Grata Vinegia, o prode,
Accetta i voti tuoi. Sì bel desio
Segui a nutrir, e il tuo sublime esempio
Mille di onore desterà faville
In ogni cor di patrio amore ardente.
Intanto il ciel clemente
Conservator dei regni abbia di lodi
E d'incensi tributo: ei di là sopra
Siede moderator d'ogni bell'opra.
(S'avviano tutti verso il tempio).

Atrio in casa di Contareno, che mette a un
canale. Il luogo è tutto adorno di vasi di fiori.

SCENA SESTA
Le ancelle di Bianca ne van raccogliendo or da
questo, or da quello. Indi esce Bianca medesima.

TUTTE
Negli orti di Flora,
Nel regno d'aprile
Un fior più gentile
Di Bianca non v'ha.
1.
Men vermiglia è di lei questa rosa.
2.
Questo giglio è men puro di lei.
3.
Men modesta tu mammola sei.
4.
Questo anemone ha men di beltà.

TUTTE
Negli orti di Flora,
Nel regno d'aprile
Un fior più gentile
Di Bianca non v'ha.

BIANCA
Come sereno è il dì! come più bello
Risplende il sole, e l'aura è queta e pura!
Tu sorridi, o natura,
Lieta come il mio cor... O mio Falliero!
Se ogni cosa si allegra a me d'intorno
È prodigio d'amor pel tuo ritorno.
Caro, amato Falliero! io pur ti appresto
Con l'Adria intera un serto,... io di mia mano
Tel porgerò... grato ti fia per certo...
Non val quello d'amor di gloria il serto.
(Prende dalle ancelle i fiori e
gl'intreccia in ghirlanda).
Della rosa il bel vermiglio
L'amor mio gli pingerà.
Il candor di questo giglio.
La mia fé gli mostrerà.
Qua l'emblema di costanza...
Là il color della speranza...
Qua un pensiero... un altro qua...

BIANCA e CORO
Ogni affetto del mio/tuo core
Ogni fiore a lui dirà.

BIANCA
(alzandosi, e contemplando le ghirlande
con tenera malinconia)
Oh! serto beato,
Invidia mi fai.
All'idolo amato
Vicino sarai;
Baciarti l'udrai,
Parlarti di me.
(Ritornando lieta)
Ma spero... ma sento
Lusinga nel core
Che a tanto contento
Mi serba l'amore,
Che il dolce momento
Lontano non è.

CORO
Si, tanto contento
Serbato è per te.

SCENA SETTIMA
Costanza e Bianca.

BIANCA
Costanza?... ebben? che rechi?
Vedesti il mio Fallier?

COSTANZA
Lo vidi, o Bianca,
Fatto più bello ancor dalla sua gloria.
Sì nobile vittoria,
L'onor che a lui si rende, ardir gli danno
Di chieder la tua mano:
A me lo disse...

BIANCA
Ah! non la chieda invano.

COSTANZA
Che temi? e qual vi è padre
Che superbo non fora esser di questo
Valoroso guerriero
Suocero fortunato?

BIANCA
O amica! è vero.
Ma tu del padre mio
L'alma conosci appieno:
È povero Fallier.

COSTANZA
Vien Contareno.
(Costanza parte).

SCENA OTTAVA
Contareno e detta.

CONTARENO
Bianca, in sì lieto giorno, al par di quante
Nobili donne ha l'Adria, io te vo' lieta,
E in mio pensiero ne ho già volto il modo.
Avventuroso nodo
D'illustre imene oggi ha per te formato
Il mio paterno amore.

BIANCA
Padre!.. qual nodo?.. (oh come batte il core!)

CONTARENO
Lo sposo ch'io ti ho scelto è tal che pari
In Venezia non ha: d'onore esempio,
Specchio di valor vero.

BIANCA
(Cielo! chi è questi se non è Falliero?)

CONTARENO
A te fra pochi istanti
Presentarlo promisi, e so che grata
Tu men sarai... nel tuo sembiante io leggo
La gioia che tal nuova in cor ti desta.

BIANCA
Dov'è desso, o signor? che mai lo arresta?

CONTARENO
Pria di mostrarsi a te mi fea preghiera
D'investigar se inclina
Ad amarlo il tuo cor.

BIANCA
(con trasporto)
E del mio core
Non gli è noto l'amore,
Non rammenta i sospir?

CONTARENO
(sorpreso)
Bianca! che parli?
Quando svelasti mai
A Capellio il tuo cor?

BIANCA
(atterrita)
Capellio!... oh Dio! Son perduta!...

CONTARENO
Che ascolto?

BIANCA
Oh padre mio?

CONTARENO
Parla... d'altr'uom saresti
Amante forse, o Bianca?..

BIANCA
Oh! me infelice!...
Sventurato Fallier!

CONTARENO
Perfida!...

BIANCA
Ah! padre
Non ti sdegnar

CONTARENO
Trema… se ancor ti sfugge
Il nome di Fallier, l'amor paterno
Hai perduto per sempre.

BIANCA
Oh ria minaccia!...
Padre... il tuo sdegno di terror mi agghiaccia.

CONTARENO
Se l'amor mio ti è caro
Rispetta il mio voler... Se a me t'opponi...
Paventa l'ira mia. Tutto in Vinegia,
Tutto poss'io. Farti obbliar Falliero,
Altrimenti saprò... per lui pur trema.

BIANCA
Ah! che dici?

CONTARENO
Intendesti.

BIANCA
O pena estrema!

CONTARENO
Pensa che omai resistere
Al mio comando è vano;
Pensa che al nobil giovane
Giurai di dar tua mano;
Che un Contareno, un veneto
Non può mancar di fé,

BIANCA
Padre... al mio pianto muoviti,
Mira... io ti cado al piè.
(Cadendo ai piedi di Contareno).

CORO
(sollevandola)
Al genitore arrenditi,
Si placherà con te.

CONTARENO
(accostandosi a Bianca con bontà)
Figlia mia, se forza al core
Non ti dà figlial rispetto
Deh! ti vinca il mio dolore;
Da tal nodo io tutto aspetto;
Tutto io perdo se ti opponi:
Disperato io morirò.

BIANCA
Tu morir!... di me disponi...

CONTARENO
(Io trionfo.)

BIANCA
Ubbidirò.

CONTARENO
Ah! mi abbraccia: alfin ritrovo
La mia Bianca, la mia figlia.
Lo splendor di mia famiglia
Per te sorgere vedrò.
Il piacer di mia ventura,
Figlia mia, spiegar non so.

BIANCA
(Giusto Ciel, più ria sventura
Della mia chi mai provò?)

CORO
Viva Bianca! alfin natura
Dell'amore trionfò.
(Partono tutti).

Sala in casa di Contareno.

SCENA NONA
Falliero e Costanza.

FALLIERO
Mai con maggior coraggio in queste soglie
Non posi il piè, Costanza. Alfin venirne
Potrò palese, io spero, e non indegno
Del genitor di Bianca.

COSTANZA
Il ciel secondi
La tua speranza; io ne sarei, tel giuro,
Lieta di Bianca al paro.

FALLIERO
O amica mia,
Conosco a prova il tuo bel cor qual sia;
Né forse il dì fia lunge
Che far chiaro potrò quant'io son grato
Al tuo cortese oprar. Ma di'; qual trovo
L'adorata mia Bianca?

COSTANZA
Ognor fedele,
Tenera sempre; oltre ogni dir felice
Dei tanti allori onde tu riedi adorno
Di vederti sospira.

FALLIERO
O lieto giorno!
Deh! tu, Costanza, or compi
Il beneficio tuo: per poco almeno
Fa' ch'io favelli a lei.

COSTANZA
Mira: ella stessa
Sola ver noi si appressa;
Seco io ti lascio...
(Parte).

SCENA DECIMA
Bianca e Falliero.

BIANCA
(arrestandosi sull'ingresso)
(Oh! ciel! Falliero!)

FALLIERO
(correndo a lei con trasporto)
O Bianca! Io ti rivedo alfin!

BIANCA
(lentamente avanzandosi)
(Il cor mi manca.)

FALLIERO
Ma che vedo? tu tremi?
Impallidisci? ed evitar ti sforzi
L'incontro de' miei sguardi? in questa guisa,
Bianca, mi accogli tu?

BIANCA
Falliero!... (Oh Dio!...
Che deggio dir?)

FALLIERO
(Che mai pensar degg'io?)

BIANCA
(facendosi forza)
Falliero, hai tu coraggio?...

FALLIERO
Pari al sommo amor mio.

BIANCA
Soffrir potrai
Il colpo a cui ti serba avversa sorte?

FALLIERO
Tutto; l'istessa morte
Fuor che perderti, o Bianca.

BIANCA
E se il destino
Ci volesse divisi ed infelici...

FALLIERO
Divisi noi!

BIANCA
Pur troppo.

FALLIERO
Oh! ciel!... che dici?
Tremar mi fai... favella...
Fremo in interrogarti... avresti forse
Obbliata la fé che mi giurasti?
M'avresti tu tradito?...

BIANCA
Ah!... no: giammai.
Ma ti perdo, o Fallier.

FALLIERO
Spiegati omai.

BIANCA
Sappi che un rio dovere
Al nostro amor si oppone...
Sappi che il padre impone
Ch'io più non pensi a te.

FALLIERO
Se tu mi sei fedele,
Se il cor non hai cambiato,
Il genitore e il fato
Sfido a rapirti a me.

BIANCA
Vana speranza!... lasciami.

FALLIERO
Qui Contareno aspetto.

BIANCA
Ah! no: dal suo cospetto
Sempre fuggir dei tu...

FALLIERO
Perché? favella, o barbara.

BIANCA
Non domandar di più.

FALLIERO
Ciel! qual destin terribile
Tronca ogni mia speranza!

BIANCA
Ciel! come è mai possibile,
Serbar la mia costanza!

BIANCA e FALLIERO
A questo colpo orribile
Manca la mia virtù.

BIANCA
Deh! va', ti scongiuro,
Restar più non dei.

FALLIERO
Andrò, ma securo
Che infida non sei.

BIANCA
T'adoro... lo giuro...
Consolati... va'.

BIANCA e FALLIERO
Ah! dopo cotanto
Penar per trovarsi;
Vedersi nel pianto,
Nel pianto lasciarsi;
È pena, è dolore
Che eguale non ha:
È affanno che un core
Soffrire non sa.

SCENA UNDICESIMA
Falliero, indi Costanza.

FALLIERO
Ella mi fugge: a mille dubbi in preda
Me lascia, e a mille angoscie. Un rio sospetto
Mi sorge in cor che ogni tormento avanza.

COSTANZA
(frettolosa)
Signor...

FALLIERO
Fedel Costanza,
Trammi d'angoscia tu.

COSTANZA
Vieni; è periglio
Oltre restar… partir tu dei.

FALLIERO
Ma pria
Rassicura l'oppressa anima mia.

COSTANZA
Ah! no: seguimi tosto
Se ti cale di Bianca... In queste soglie
Contaren non ti trovi. A miglior tempo
Forse tornar potrai.

FALLIERO
Ciel! qual mistero!

COSTANZA
(traendolo seco)
Andiam, vieni, il saprai.
(Partono per una piccola porta).

SCENA DODICESIMA
Dalla gran porta escono i parenti di
Contareno e di Capellio. Dame, cavalieri e

gran seguito di servi, indi Contareno e
Capellio medesimi, poi Bianca.

CORO
Fausto imene e di gioia cagione
Sovra ogni altro per l'Adria fia questo:
Di due grandi famiglie compone
L'odio antico alla patria funesto,
E noi tutti congiunge con nodi
Di verace e di salda amistà.
Sovra ogni altro di gioia cagione
Questo imene per l'Adria sarà.

CONTARENO
Sì, congiunti, omai son pieni
I miei voti in questo dì.

CAPELLIO
Dei Capellii e Contareni
Le discordie Amor finì.

CONTARENO e CAPELLIO
Spettatori al lieto evento
Rimanete, illustri amici,
Dividete in tal momento
Il contento del mio cor.

CORO
Il mirarvi appien felici,
Rende noi felici ancor. ,

CAPELLIO
Ove è Bianca? appaga omai
Di sua vista il mio desire.

CONTARENO
Qua l'attendo: la vedrai,
Né fia lenta a comparire;
Mira: è dessa.

CAPELLIO
Oh come bella
Sempre più rassembra a me!

CORO
(incontrando Bianca)
Vieni, o nobile donzella,
Ogni cor sospira a te.

SCENA TREDICESIMA
Bianca e detti.

BIANCA
Padre... signor...

CONTARENO
Appressati.
(Presentandole Capellio)
Ecco il tuo sposo.

BIANCA
(Oh! Dio!)

CAPELLIO
(accorgendosi del turbamento di Bianca)
Bianca!...
(piano a Contareno)
Turbata sembrami...
Che mai pensar degg'io?

CONTARENO
Nulla, signor: tremante
È sempre in tale istante
D'una donzella il cor.
(A Bianca)
Figlia, al dover per poco
Dia loco il tuo pudor.

CAPELLIO
Bianca, alla mia ventura
Manca il tuo solo assenso:
Né il tuo bel labbro, io penso,
Vorrà negarlo a me.

BIANCA
(facendosi forza)
Certo già n'eri allora
Che la mia man chiedesti,
Quello del padre avesti,
E bastò quello a te.

CAPELLIO
(Ah! qual nel suo rispondere
Traspar cordoglio e pena!)

BIANCA e CONTARENO
(Ah! che non so/sà nascondere
Le smanie ond'io son/ella è piena.)

CAPELLIO
(Cielo! tal nodo a stringere
Mesta così verrà?)

BIANCA
(Tanto soffrire e fingere,
È duol che egual non ha.)

CONTARENO
(Ma la saprò costringere:
Ma il voler mio farà.)

CONTARENO
Ecco espressi in questo foglio
I tuoi patti in un coi miei.
Il tuo nome e quel di lei
Il contratto compirà.

CAPELLIO
(prende il foglio e va a segnarlo
ad un tavolino)
Al cospetto de' congiunti
Segno il foglio.

BIANCA
(appressandosi supplichevole a Contareno)
Ah! padre mio.

CONTARENO
Ubbidisci.

BIANCA
Ah! non poss'io.
(Capellio alzandosi dal tavolino).

CORO
Bianca segni.

CONTARENO
(a Bianca)
Taci... va'.

BIANCA
(avviandosi)
(Cruda sorte!) Si ubbidisca.

SCENA ULTIMA
Falliero invano trattenuto da Costanza,
e detti.

FALLIERO
Bianca!... arresta.

BIANCA?
Oh ciel!

CAPELLIO
Che sento?

FALLIERO
(innoltrandosi)
Pria m'uccidi.

CONTARENO
Che ardimento!

BIANCA
Ah Falliero!...

CONTARENO
(Oh! mio furor!)

FALLIERO
Questa, o Bianca, è la tua fede?
Così serbi i giuramenti?

CONTARENO
Temerario!

CAPELLIO e CORO
Quali accenti?

FALLIERO
Deh! perdonami, signor.
Bianca amai, la fé mi diede...
Mi giurò costanza e amor.

CONTARENO
(Importuno!... in qual momento
Si presenta e mi sorprende!
Il furore che mi accende
M'impedisce il favellar.)

CAPELLIO
(Ah! di Bianca il turbamento
Abbastanza il cor comprende.
La sorpresa mi contende
Di alzar gli occhi e di parlar.)

BIANCA e FALLIERO
(Da un istante, da un accento
La mia vita, o Ciel, dipende:
Se pietà di me non prende
Non mi resta che spirar.)

CONTARENO
Con qual dritto il piè ponesti,
Temerario, in queste porte?

FALLIERO
Con qual dritto? ah! l'intendesti:
Bianca adoro.

CAPELLIO
(avanzandosi)
È mia consorte.

FALLIERO
Essa è mia: concorde affetto
Non le destre, i cori unì.
Pria dovrai passarmi il petto
Che rapirla a me così.

CAPELLIO
Esci, audace.

BIANCA
Oh Ciel!... fermate.

FALLIERO
(a Bianca)
Infedele!

BIANCA
Oh pena!

CONTARENO
Oh ardire!

CONTARENO e CAPELLIO
Esci... parti.

CORO
Ah vi calmate!

CONTARENO
Trema!

CAPELLIO
Indegno! io so punire...

CONTARENO
Servi, olà; dal mio cospetto
Sia scacciato.

BIANCA
Oh mio dolor!

FALLIERO
(ai servi che si avanzano verso di lui,
indi a Contareno e Capellio)
Ah! codardi... questa offesa,
Questo tratto infame e vile,
Chi voi siete appien palesa,
Pone il colmo al mio furor.
Scorgerete in brevi istanti
Quel che può furente amor.

CONTARENO e CAPELLIO
Va': t'invola a noi davanti
Se ti cal del proprio onor.

BIANCA
Ah! fra tanti affetti e tanti
Geme oppresso e scoppia il cor.

TUTTI
Flutti irati e resistenti
Al furor delle tempeste,
Fiero turbine di venti
Che scompiglia le foreste,
Etna ardente che disserra
Mille fiamme di sotterra,
Non eguaglian lo scompiglio
Che in quest'anima/quell'anime si fa.
Privo/a/i sono di consiglio,
L'ira mia/lor più fren non ha.
/ Il mio duol più fren non ha.




Atto I
Atto II

ATTO SECONDO

Atrio interno nel palazzo di Contareno.
In fondo vedesi un muro che comunica

col palazzo dell'Ambasciatore di Spagna.
È notte.

SCENA PRIMA
Bianca e Costanza escono guardinghe.
Bianca è tremante.

BIANCA
Al mio timor, deh! cedi: alle mie stanze
Ritorniamo, o Costanza.

COSTANZA
Ei muore, o Bianca,
Sì di sua mano ei muor, ove tu neghi
D'ascoltarlo una volta. Or via, ten prego,
Resta, e fa cor... Vedi? è deserto il loco,
Alta la notte, e per un solo ingresso
In quest'atrio si viene.

BIANCA
E se per quello
Al suo partir si fraponesse inciampo?...

COSTANZA
Oltre quel muro avria Fallier lo scampo.

BIANCA
Qual muro?

COSTANZA
Quel che del ministro ispano
Mette al palagio.

BIANCA
Oh! ciel perduto ei fora,
Se lo scoprisse alcun.

COSTANZA
Il tuo pensiero
Finge perigli, ed il verace obblìa.
Tua cruda ritrosia
Al misero dà morte.

BIANCA
Va'... l'introduci...
(Costanza parte).
È fissa omai mia sorte.

SCENA SECONDA
Bianca, indi Falliero.

BIANCA
Lassa! ogni istante addoppia
L'affanno del mio cor... facil fui troppo
A cederti, o Costanza... Oh! ciel, non sia
Di estremo danno il mio timor foriero.
O incertezza crudel!

FALLIERO
(entra agitato)
Bianca!

BIANCA
(andandogli incontro tremando)
Falliero!

FALLIERO
Tutto è perduto... invan discesi ai prieghi...
In questa notte istessa
N'andrai sposa a Capellio... a noi non resta
Che la fuga o la morte.

BIANCA
Oh! Dio! non avvi
Riparo dunque a questo passo estremo?

FALLIERO
Che fuggir o morir... Decidi...

BIANCA
(Io tremo.)

FALLIERO
Bianca!... esitar puoi tu?

BIANCA
Tal onta al padre
Recar dovrei?

FALLIERO
Maggior dell'onta ei reca
Sventura eterna a te.
Se ancor ricusi,
Se incerta ancor ti stai
O più non m'ami, o non mi amasti mai.

BIANCA
Ah! t'amo sì: più di me stessa t'amo,
Ma figlia io sono... Deh ti caglia almeno
Dell'onor mio.

FALLIERO
Dell'onor tuo! crudele!
Caglia a te di mia vita: essa dipende
Da questo istante, da un tuo solo accento.

BIANCA
La tua vita! ah!
Fallier! qual rio cimento!

FALLIERO
Va' crudel... vedrai l'effetto
Della tua virtù fatale:
Te consorte al mio rivale,
Me trafitto il sol vedrà.

BIANCA
Senti, oh Dio... l'orrendo aspetto
De' miei mali appien discerno.
Mi condanna a pianto eterno
Del destin la crudeltà.

FALLIERO
Vinci meco il tuo destino.

BIANCA
Ah! sperarlo il cor non osa.

FALLIERO
Deh! risolvi... è il dì vicino.

BIANCA
Sì; ... decisi... io son tua sposa.

FALLIERO
Ch'io t'abbracci: ha vinto amore.

BIANCA
Più timore il cor non ha.

BIANCA e FALLIERO
Questo istante, o mia speranza,
De' miei dì, de' tuoi decide;
Ma se è ver che alla costanza,
Se a virtude il ciel sorride;
Mille giorni di contento
Tal momento apporterà.

SCENA TERZA
Costanza frettolosa, e detti.

COSTANZA
(entra mentre Bianca e Falliero
stanno per uscire)
Fermate... siam perduti: a questa volta
Si appressa Contareno: impor lo intesi
Che qui scenda tu stessa.

BIANCA
Avversa sorte!
Fu verace il timor.

FALLIERO
Vieni: sottrarci
Per altra parte a quel crudel sapremo.

BIANCA
Ah! null'altra ve n'ha.

FALLIERO
Null'altra!... il fremo.
Che far?

COSTANZA
Fuggir dei solo: a te non resta
Che quel muro varcar.

FALLIERO
Guidami.

BIANCA
Ah! quello
È dell'ispano ambasciator l'ostello.
Morte ti sta sul capo.

FALLIERO
A te lo sdegno
Del padre tuo... peggior di morte assai
S'ei qui mi scopre... addio... mi rivedrai.
(Parte frettoloso).

SCENA QUARTA
Bianca, indi Contareno con seguito.

BIANCA
Veglia, o ciel, su di lui: guida i suoi passi
Per quel funesto loco. Ardir mio core,
Si appressa il genitor.

CONTARENO
Bianca!

BIANCA
Signore.

CONTARENO
Il tuo venir qua pronta
Chiaro mi fa che ti arrendesti alfine
Al paterno voler. Capellio è presso.
In questo istante istesso
Nel domestico tempio io vo' compito
Segretamente di tue nozze il rito.

BIANCA
Padre!...

CONTARENO
Non più: intendesti.
Giunge il tuo sposo.

BIANCA
Ah! mia sventura estrema
Mi uccidi pria...

CONTARENO
Taci, ubbidisci... e trema!

SCENA QUINTA
Capellio con seguito, e detti.

CONTARENO
Vieni, Capellio: le tue rare doti
Vinsero Bianca alfin. Ella consente
All'imeneo bramato.
(A Bianca)
Avvicinati.

BIANCA
(Oh pena!)

CAPELLIO
Oh! me beato!
Bianca, te sposa a forza
Io non avrei voluto, e altrui lasciarti
Non potea senza pena. Or che all'altare
Spontanea vieni e il bel cor mi dai,
Lieto e felice oltre ogni dir mi fai.

BIANCA
(Misera me!)

CAPELLIO
Un tuo detto
Mi rassicuri alfin... ma che vegg'io?
Pur turbata sei tu!

CONTARENO
(minacciosamente)
Bianca!

BIANCA
Ah! non posso
Più tacer, né soffrir... Tropp'oltre, o padre,
Estendi i dritti tuoi.

CONTARENO
Perfida!

CAPELLIO
(a Contareno)
All'onta
Di un novello rifiuto eccomi esposto,
Contareno, per te. L'ultima è questa
Offesa ch'io ricevo... Addio.
(Per partire).

CONTARENO
(arrestandolo, indi volgendosi a Bianca)
Ti arresta.
Come potesti, indegna,
Proferir tai parole, e con qual fronte
Sfidar l'ira paterna! essa fia grave,
Irreparabil fia
Come il tuo fallo e la vergogna mia.
Trema: da questo istante
Più figlia a me non sei, tu mi costringi,
La paterna pietà posta in obblìo,
Perfida, a maledir...

TUTTI
(movendosi) Ah!...

BIANCA
(atterrita prostrandosi)
Padre mio!

CONTARENO
Non proferir tal nome,
Sdegno ed orror mi desta:
Tutto a soffrir ti appresta,
Bandita andrai da me.

BIANCA
Quanto ho sofferto, e come
Piansi al tuo piede il sai.
Più non mi resta omai
A sopportar da te.

CONTARENO
Perfida!
(Odesi picchiare fortemente all'ingresso.
Contareno si arresta).

BIANCA
Oh ciel!

CONTARENO
Chi battere
Ardisce a queste porte?

BIANCA
M'opprime un gel di morte.

SCENA SESTA
Il Cancelliere del Consiglio dei Tre e detti.

CONTARENO e CAPELLIO
Pisani!
(Il Cancelliere porge un foglio a Contareno).

TUTTI
(sorpresi)
Che sarà?

CONTARENO
(legge da sé)
"Vieni dei Tre al Consiglio: in questo istante
Entro il palagio del ministro ispano
Dalle veglianti scorte
Fallier fu colto".
(A Capellio)
Prendi leggi.
(Oh sorte!)

CONTARENO
(Cadde il fellone... oh giubilo!
Oh! non pensato evento!
Da' loco al mio contento,
Furor che m'empi il cor.)

BIANCA
(Ciel, qual mistero!... ahi misera!
Si accresce il mio spavento.
A qual maggior tormento
Son io serbata ancor?)

CAPELLIO
(a Contareno)
Prendi il foglio; andiamo: affrettati.
(Esce con Pisani).

CONTARENO
(per seguir Capellio)
Si punisca il traditore.

BIANCA
(spaventata)
Traditor? chi mai? deh! spiegati.

CONTARENO
Lo saprai per tuo terrore.

BIANCA
Forse?ahi! lassa!

CONTARENO
Il vil Falliero
È un fellone.

BIANCA
Ah! non è vero.

CONTARENO
Vanne.

BIANCA
Ascolta.

CONTARENO
Taci scostati.

BIANCA
Pria m'uccidi, o genitor.

CONTARENO
Servi, tosto alle sue stanze
Quell'indegna strascinate.

BIANCA
Ah! crudeli! mi lasciate...

CONTARENO
Ubbidite.

BIANCA
Oh! mio dolor!

CONTARENO
Sorte amica, a vendicarmi
Opportune a me dai l'armi:
Del piacer della vendetta
Già si pasce il mio furor.

BIANCA
Deh! consenti di ascoltarmi...
Padre mio... deh! non lasciarmi...
Ciel pietoso, a te si aspetta
Di proteggere Fallier.

Sala ove si raduna il Consiglio dei Tre,
addobbata di nero.

SCENA SETTIMA
Alcuni uscieri vanno assettando il tavolino e
preparando le sedie pei giudici: alcuni
arcieri vengono a schierarsi d'ambi i lati.

CORO
Ah! qual notte di squallore
È seguita al più bel dì!
Della patria il difensore
A perir verrà così?
Se Falliero è traditore...
Se mentita è sua virtù...
Che in un'alma alberghi onore
Chi può credere mai più?

SCENA OTTAVA
Falliero in mezzo alle guardie e scortato dal
Cancelliere del Consiglio.

FALLIERO
Qual funebre apparato, e qual d'intorno
Languida e smorta luce
L'orror ne addoppia? Oh come ai rei tremendo
Deve apparirne il taciturno aspetto,
Se scuote a me innocente il core in petto!
Oh Bianca, fu presago
Il tuo timor: eccomi in ceppi, e forse
Volgeran molti giorni
Anzi che a te ritorni. Oh Dio!... se intanto
Dal padre astretta al mio rival cedessi?...
Se ti perdessi mai... pensier crudele!
Lungi, ah! lungi da me... Bianca è fedele.
Alma, ben mio, sì pura
Come la tua non v'è.
La stessa mia sventura
Mi fa più caro a te.

CANCELLIERE
Vieni, signor: in altra stanza è d'uopo
Che i tuoi giudici attenda.

FALLIERO
Il nome loro
Saper mi lice almeno?

CANCELLIERE
Loredano, Capellio e Contareno.

FALLIERO
Contaren! son perduto.

CANCELLIERE
Il suo rigore
È inflessibil, è ver; ma spera, è giusto
Capellio e generoso: avrà su quello
Quant'aver puote su paterno core
Forza e poter un figlio.

FALLIERO
Un figlio! come?
Che dici tu?

CANCELLIERE
Sì: di Capellio sposa
Bianca divenne.

FALLIERO
Tu deliri.

CANCELLIERE
Io stesso
Vidi la pompa e l'apparecchio intero
Delle sue nozze: ella è a Capellio unita.

FALLIERO
(con tutta la disperazione)
Bianca!... la mia sentenza è proferita.

CANCELLIERE
Tu tremi?... impallidisci?... il tuo delitto
Certo saria?

FALLIERO
La mia sventura è certa.

CANCELLIERE
Né speme hai tu?

FALLIERO
Quella che agl'infelici
Sola rimane: morte.

CORO
(accostandosi a lui)
Oh Ciel! che dici?

FALLIERO
(prendendo per mano il Cancelliere
dice con somma passione)
Tu non sai qual colpo atroce,
Qual pugnal mi hai fitto in core:
È la morte un duol minore
Del dolor che a me recò.

CORO
Deh! ti spiega.

FALLIERO
Umana voce
Non può dir l'affanno mio.

CORO
Deh! favella.

FALLIERO
Ah! nol poss'io:
Fino il pianto a me mancò.
(Da sé)
Lasso! cessar di vivere
Degli anni suoi sul fiore...
In un istante perdere
Gloria, fortuna, onore...
Ah! dove è un cor sì barbaro
Che me non piangerà?
(Risoluto)
Ma più che onore e vita
A me rapì l'ingrata:
Si mora, e sia compita
La sorte mia spietata;
Del mio morir la perfida
Un dì rimorso avrà.

TUTTI
Ah! dove è un cor sì barbaro
Che teme non piangerà?
(Si ritira in mezzo agli arcieri).

SCENA NONA
Il Cancelliere, indi Loredano, Capellio e
Contareno.

CANCELLIERE
No, non è reo, misero è solo: ei chiude
Fatal segreto che lo guida a morte.
Ma chi sarà sì forte
Di alzar per lui la voce? A noi non spetta
Innanzi a questi giudici temuti
Che vedere, tremar, e starsi muti.
(I tre giudici siedono al tribunale;
gli uscieri e gli arcieri si ritirano).

CONTARENO
(al Cancelliere)
Pisani, il reo si avanzi.

CAPELLIO
(O mia virtute
Stammi d'intorno al cor: su tanti affetti
Che mi fan guerra abbi tu sola impero.)

SCENA DECIMA
Il Cancelliere introduce di nuovo Falliero,
indi va a collocarsi presso di Contareno su
di una sedia più bassa, e scrive.

CONTARENO
(a Falliero)
Il tuo nome?

FALLIERO
Falliero.

CONTARENO
La tua patria?

FALLIERO
Vinegia.

CONTARENO
Il tuo rango?

FALLIERO
Patrizio.

CONTARENO
Era a te nota
Tremenda legge che ai patrizi vieta
Ogni commercio con ministro estrano?

FALLIERO
Sì.

CONTARENO
Del ministro ispano
Fosti tu nel palagio.

FALLIERO
È ver.

CAPELLIO
Qual puoi
Scusa trovar al fallir tuo?

FALLIERO
Nessuna.

CAPELLIO
Alcun disegno, alcuna
Alta cagion ti spinse?

FALLIERO
È manifesto
Il mio delitto: è mio segreto il resto.

CONTARENO
Pensa che sul tuo capo
Pende il vindice ferro
Della legge.

FALLIERO
Lo so.

CONTARENO
Che questo scritto
Segnar dovrai.

FALLIERO
Pronto son io.
(Corre risoluto a sottoscrivere).

CONTARENO
Pisani,
A noi porgi lo scritto: ei s'allontani.

SCENA UNDICESIMA
Mentre Falliero sta per ritirarsi, un usciere si presenta,
indi esce Bianca; Falliero si arresta.

USCIERE
Signor, l'ingresso chiede
Un complice del reo.

FALLIERO
(tornando indietro)
Complice mio?...

CONTARENO
Entri...
(Esce Bianca velata).
Donna chi sei?

BIANCA
(avanzandosi e togliendosi il velo)
Bianca son io.

TUTTI
(sorpresi)
Bianca!...

CONTARENO
(levandosi e seco tutti)
Che ardire è il tuo?
Giudici, al mio palagio
Si riconduca.

CAPELLIO
No: resti... La guida
Alta cagion per certo: a noi la legge
Impone d'ascoltarla... Giudici siam.
(Si avanza verso di lei)
Bianca, fa' core, e parla.

BIANCA
(Cielo, il mio labbro inspira,
Reggi il mio cor tremante:
Dammi virtù bastante
Ad ottener pietà.)

FALLIERO
(Ciel, se a salvarmi aspira,
Fa' ch'ella sia costante:
Se del rivale è amante
La morte mia vedrà.)

CONTARENO
(Mio cor, nascondi l'ira,
Frenati un solo istante:
Nulla a salvar l'amante
Il suo dolor potrà.)

CAPELLIO
(Fra la pietade e l'ira
Ondeggia il cor tremante:
Ma solo in questo istante
L'onore ascolterà.)

CONTARENO
Parla dunque: qual mistero
Svelar devi al tribunale?

BIANCA
Che innocente è il mio Falliero,
Che lo perde amor fatale.

CONTARENO
Folle!...

CAPELLIO
Segui.

BIANCA
(affannosa)
Al fianco mio
Meco stava, ed ecco, oh Dio!
Sopraggiunge il genitor.
Via di scampo a lui non resta
Fuor che quella sì funesta
D'onde all'atrio si discende
Dell'ispano ambasciator.
(Crescendo di forza e di passione fino
all'ultimo del suo discorso)
Quella legge... cieco il rende
Il mio rischio, il nostro amor.
Deh! se barbari non siete,
Il mio ben non m'uccidete:
E se in voi di sangue è sete
Tutto il mio versate ancor.

FALLIERO
(con gioia)
Bianca... oh gioia! or lieto io moro
Che ritrovo il tuo bel cor.

CONTARENO
Di sottrarlo alla sua sorte
Tenti invan, donzella audace,
Folle amor ti fa mendace,
Egli è reo, perir dovrà.

FALLIERO
(a Contareno)
Reo non sono:
(a Capellio)
A te consorte
A me infida io la pensai,
Tacqui allor, morir bramai,
Ma innocente: il Ciel lo sa.

CONTARENO
Fé non merta un traditore,
Come tale io ti condanno.
(Si appressa al tavolino e segna la sentenza,
Loredano fa lo stesso).

BIANCA
Me infelice!

FALLIERO
Oh Ciel tiranno!

CONTARENO
(appressandosi a Capellio)
Tu pur segna.

CAPELLIO
(rigettando il foglio)
No: vivrà.
Il Consiglio sia disciolto...
(a Pisani che apre la porta e introduce
di nuovo gli arcieri)
Ei rinchiuso... Guardie, olà.

CONTARENO
Che mai tenti?

BIANCA e FALLIERO
Oh nobil core!

CONTARENO
Segna il foglio, o sconsigliato.

CAPELLIO
Di lui giudichi il Senato.

BIANCA e FALLIERO
Oh contento!

CONTARENO
Oh qual viltà!

LOREDANO (forte), PISANI
e TUTTI GLI ALTRI (fra loro)
Sì: ben parli/a: il sol Senato
Giudicar di lui dovrà.

BIANCA e FALLIERO
(Grazie o Cielo! vi è un'anima ancora
Che a pietade e a giustizia si arrende.
Nuova speme nel petto mi scende,
Mi consola, e coraggio mi dà.)

CONTARENO
(Il furore che il cor mi divora,
Le parole al mio labbro contende.
Una benda sul ciglio mi stende
La vendetta che sfogo non ha.)

CAPELLIO
(Oh giustizia! quel cor che ti onora
D'ogni affetto maggiore si rende.)

TUTTI con CAPELLIO
Dal Senato Falliero dipende,
Su lui dritto il Consiglio non ha.
(Partono tutti).

Sala nel palazzo di Contareno come all'atto primo.

SCENA DODICESIMA
Costanza sola entra agitata, indi frettoloso Capellio.

COSTANZA
Innoltra il dì... lassa! per ogni via
Bianca ho cercato invan... Allorché il padre
Dal Consiglio ritorni, e a me richieda
La figlia sua, che dir deggio? qual posso
Trovar discolpa a disarmar bastante
Il suo giusto furor... Crudele amica
A che mi esponesti?... Alcun si avanza.
Cielo! è Capellio... ah... mio signor.

CAPELLIO
(entra premuroso)
Costanza,
Io stesso riconduco
Bianca al paterno tetto... a te l'affido,
Veglia tu su di lei... fa' di salvarla
Dall'estremo suo duol... Corro al Senato;
Se fia secondo il fato
Al mio giusto desìo
Cessarono i suoi mali... Eccola... addio.
(Parte).

SCENA TREDICESIMA
Costanza va incontro a Bianca: ella viene
circondata dalle sue ancelle, e da alcuni servi.

CORO
Vieni: per te tremante
Afflitto è ognun per te.
Spera: il tuo fido amante
Perduto ancor non è.

BIANCA
Perdona, o mia Costanza;
Tu soffristi per me. Male tue pene
Non egùaglian le mie. Mille ho provate
In pochi istanti angoscie, eppur maggiori
Me ne apprestano ancor gli astri tiranni.

COSTANZA
Bianca... fa' core: hanno confin gli affanni.

BIANCA
In questo istante, o cruda,
Proferisce il Senato
Il destin di Falliero.

COSTANZA
Ei fia salvo: mel credi.

BIANCA
(sorgendo)
Ah fosse vero! Odi?... indistinto parmi
Suon di grida ascoltar... gente si appressa?
O m'inganna il pensiero?

VOCI DI DENTRO
Bianca!...

BIANCA
Qual voce, oh Dio!

SCENA ULTIMA
Falliero, Capellio, nobili veneziani e dette;
indi Contareno.

FALLIERO
(correndo a Bianca)
Bianca!

BIANCA
(precipitandosi nelle sue braccia)
Sei tu? respiri ancora?
Qual Dio ti rende a me?

FALLIERO
Capellio, o cara,
Il Principe, il Senato.

CAPELLIO
All'ira ingiusta
Del padre tuo voglion sottrarti i padri.

FALLIERO
Segui i miei passi.

BIANCA
Ah! che mai dici?

CAPELLIO
È questa
Del Senato la legge.

FALLIERO
(prendendo Bianca per mano)
Andiam.

CONTARENO
(esce rapidamente e si oppone)
Ti arresta.

FALLIERO
Crudele, ancor ti opponi? ancor non sei
Sazio de' pianti miei,
Pago del suo dolor?

CONTARENO
Bianca! dal padre
Fuggir vuoi tu? compier potrai tu stessa
La mia vergogna estrema? il mio rossore?
Rispondi...

BIANCA
Ah, padre!... mi si spezza il core.
Teco io resto: in te rispetto
La cagion dei giorni miei;
Se crudel con me tu sei,
Figlia amante io sono a te.
(A Falliero)
Tu lo vedi, o mio diletto:
Non nascesti, oh Dio, per me.

CORO
O virtude!... e tu potrai,
Fiero cor, lasciarla in pianto!

FALLIERO
Deh! ti placa.

CAPELLIO
Cedi omai.

CONTARENO
Ah! non son tiranno tanto.
Bianca hai vinto: è tuo Falliero.
Il tuo core assai penò.

FALLIERO
Bianca! oh gioia!

BIANCA
Oh mia ventura!

TUTTI
Pur natura trionfò.

BIANCA
Deh! respirar lasciatemi
Un sol momento almeno.
Sento che oppresso in seno
È dal piacere il cor.
(A Contareno)
O padre!
(A Capellio)
O eroe benefico!
(A Falliero)
Oh sposo!... o bel momento!
A tanto mio contento
Non presto fede ancor.

TUTTI
Respiro/Respira, alfine han termine
Le nostre/vostre rie vicende.
A noi/voi la pace splende,
A noi/voi sorride amor.

Atto I
Atto II


F I N E


- Karadar Bertoldi Ensemble - Studio Informatico Anesin -