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Gioacchino Rossini

(1792 - 1868)


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The Operas of Gioacchino Rossini

 

Mosè


Melodramma sacro in quattro atti
di Luigi Balocchi e Étienne de Jouy,
traduzione italiana di Calisto Bassi




PERSONAGGI

Mosè, legislatore degli Ebrei, Basso
Elisero, suo fratello, Tenore
Faraone, Re d'Egitto, Basso
Aménofi, suo figlio, Tenore
Aufide, ufficiale egizio, Tenore
Osiride, sacerdote d'Iside, Basso
Maria, sorella di Mosè, Mezzosoprano
Anaìde, sua figlia, Soprano
Sinaide, moglie di Faraone, Soprano
Una voce misteriosa, Basso

Ebrei, Madianiti, Egiziani, Sacerdoti d'Iside,
Guardie e Soldati di Faraone, Danzanti d'ambo i sessi

La scena è in Egitto.





Atto I
Atto II
Atto III
Atto IV





ATTO PRIMO

Campo dei Madianiti.

SCENA PRIMA
Ebrei e Madianiti.

CORO
Ah! dell'empio al potere feroce
Tu ci togli, gran Dio di bontà,
Del tuo popol se pieghi alla voce,
Alla patria tornare potrà.

ANZIANI
Ma chi è pegno alla speme tuttora?
Un crudel senza onore né fé;
Che a sua imagin fa i Numi che adora,
Che calpesta ogni legge al suo piè.

DONNE
Tempo è ormai che di tanti perigli
In noi cessi e l'affanno e il timor.
Per te i padri, i congiunti ed i figli
Riveder ci sia dato, o Signor.

SCENA SECONDA
Mosè e detti.

MOSÈ
Cessi omai dolor cotanto.
Dio, Mosè con voi non sono?
Madianiti... il vostro pianto
È d'oltraggio al Nume e al Ciel.

CORO
Dona il pianto alla sventura,
Al dolor, cui tanto indura
Tutto il popol d'Israel.

MOSÈ
Colmo il petto d'amore e fidanza,
Non scemata in voi sia la speranza:
Dio punire i ribelli saprà.

Non deserti il Signor ed erranti
I suoi figli lasciare potrà;
Ché gli Ebrei, per lui sol trionfanti
Torneranno alla loro città.

CORO
Per te i padri, i congiunti ed i figli
Riveder ci sia dato, Signor,
Sì: gli Ebrei, per lui sol trionfanti,
Torneranno alla loro città.

MOSÈ
Impaziente pel ritorno io sono
Del mio german, che a Faraon mandai.
Egli parla in mio nome, e chiede al prence,
Cui l'Egitto si prostra,
Che sia il celeste sdegno
Per lui placato, a libertà tornando
Gli Ebrei, che in suol stranier vann'esulando.

CORO
Paterno Iddio! rivedrem noi co' figli,
I nostri padri, i sposi?

SCENA TERZA
Anaìde, Maria, Elisero e detti.

MARIA, ANAÌDE ed ELISERO
Gloria al Signor! Gloria a Mosè!

MOSÈ
Che vedo?
Oh sorpresa!, e sei tu, suora?... Anaìde?

MARIA
Il ciel fa calma la comun sciagura.

ANAÌDE
Noi ritrovammo alfine il nostro appoggio,
Il padre nostro.

MOSÈ
A Dio grazie sien date
Pel novello favor; e tu m'apprendi,
O mio fratello amato,
Ciò che da Faraon sperar ci è dato.

ELISERO
A veder giunsi l'orgogliosa Menfi
In cui già da tre lustri
Le tribù nostre avvinte
Invocan la promessa a lor giurata.
Giunto a' piedi del trono, io mi sovvenni
Che il Profeta Giacobbe e in un Giuseppe,
I reprobi prostrati,
In Menfi ottenner gloria e fur pregiati.
Faraone, gli dissi,
Quando il supremo giudice fa sciolti
Per voce di Mosè gli schiavi Ebrei,
Su te, sul popol tuo
L'anatema cadrà se ancor t'opponi.
Invan l'indegno sacerdote d'Iside,
Quell'idolatra Osiride,
Fa parlar i suoi Dei,
E contro i schiavi Ebrei
Spira nel cor di tutti un odio estremo;
L'Eterno in favor nostro
Fe' desta la regina Sinaide;
Ella è per noi, del Dio ch'ella tradiva
La giusta ira seconda
E minaccia e scongiura e intimorisce:
Lanciando lo spavento
Del suo vil sposo in core ottien da lui
Salvezza e libertà per tutti noi,
Schiava in Menfi Maria,
De' falsi Dei la possanza sfidava
Ed alla lor vendetta era sanata.
Sinaide favella,
Ed ogni mio soffrir da lei vien scemo.
Il cuor di Faraone,
A pietade si piega;
E in pegno di quel giuro,
Che sacro ei proferìa,
All'amor nostro ritornò Maria.

MOSÈ
Ella seppe soffrir pel Dio che adora.

MARIA
Ma di più fece questa afflitta ancora.
La gloria e la speranza
Del soglio egizio, il giovinetto Aménofi
In lei rapito, invan poté vederla
Senz'adorarla; e il core d'Anaide,
Tutto fede e candore,
Non distinse l'amore
Dalla riconoscenza: amò... ma questo
Sentimento, che ad essa aperto io feci,
Non fu per lei nudrito;
E l'alma sua, d'ogni virtù ricetto,
A Dio l'ardor sacrava, a me l'affetto.

MOSÈ
Popolo, esula! di Mosè Anaìde @ esula ?
La speranza compìa:
Di Dio la fede confessò Maria.
Popol, t'allegra!.. Vedi tu pei cieli
Brillar quell'arco immenso? - Egli è l'Eterno,
Che in questo dì solenne
Conferma al popol suo lega perenne.

CORO
Qual prodigio novel!

VOCE MISTERIOSA
Mosè, t'accosta,
Compie il Signore le sue promesse. - Oh vieni!
Colmo di gioia il petto,
Vieni a ricever le sue leggi. - Ebrei!
A novelli furor vi disponete,
Vér? Faraon movete:
A Dio fedeli siate...
Gloria è per voi, se in nome suo pugnate.
(Mosè va a prendere le tavole della legge;
le presenta agli Ebrei, e questi si prostrano).

MOSÈ e CORO
Dio possente in pace e in guerra,
Cui ciascun si de' piegar;
Noi giuriam, prostrati a terra,
Le tue leggi d'osservar.

MOSÈ
Dell'aiuto divin fatti omai saldi,
A tutto i cor devoti or sian disposti,
La gratitudin nostra a Dio mostriamo;
E i figli primogeniti,
Sacrati all'ara in onta al prence indegno,
Sian di nostra salvezza e prezzo e pegno.
(I primogeniti vengono consacrati).

TUTTI
La dolce aurora,
Che il ciel colora,
Promette un giorno
Più bello ancor.
Popol! fedele
Ti serba a Dio;
E l'angiol rio
Fia lunge ognor.
Questo primiero
Nodo sincero
È puro omaggio
Del nostro amor,
Questa col cielo
Casta alleanza
Darà fidanza
Ai nostri cor.
Per essa un padre
La terra ottenga;
Per lei si spenga
L'ostil furor.
Ah! quest'aurora,
Che il ciel colora,
Promette un giorno
Più bello ancor.

MOSÈ
Cadran, cadran quest'oggi i ceppi nostri;
Siate presti a lasciar del Nil le rive.
Ormai, sotto altri cieli,
Lunge da questi mostri,
Le tombe abbraccierem degli avi nostri.
(Partono tutti, tranne Anaìde).

SCENA QUARTA
Anaìde.

ANAÌDE
Dio, che vegli su di me... deh! tu perdona
L'angoscia di quest'alma. Estinta un giorno
Sia la colpevol fiamma...
Oh, cielo! ed è pur lui... desso!
(Per partire).

SCENA QUINTA
Anaìde, poi Amenofi.

AMÉNOFI
Anaìde?
Tu fuggirmi?

ANAÌDE
A mia madre obbedir deggio.

AMÉNOFI
Ah! de' miei benefici
Tal mi doni mercé?...
Questo è l'amore
Che tu mi promettesti?

ANAÌDE
Io v'amo... io v'amo...
Aménofi: a voi presso,
Troppo felice, ohimè, stata io sarei;
Ma del destin la più imperiosa legge
Non mi sapria, rapita all'idol mio,
De' benefici vostri impor l'obblio.

AMÉNOFI
Credi tu ch'io consenta scior tuoi nodi?
Schiava, tu m'appartieni.

ANAÌDE
Sotto la mano io piego
Più possente e più cara
Che me tien trista e oppressa in questi luoghi.

AMÉNOFI
Che mi cal di Mosè, della sua stirpe,
E di tua madre istessa?
Non son, non son io forse
Il figlio del signor dell'universo?

ANAÌDE
Ma desso ha pure il suo... questi è il mio Dio.

AMÉNOFI
Oh! per l'estrema volta,
Parla: vuoi tu seguirmi?

ANAÌDE
A me l'amore
Guerra estrema imponea: ma il suo rigore
Non temo io, no, se vivere per voi
Più a lungo non poss'io.
Fuggirvi io deggio... ah sì, fuggirvi... Addio.

AMENOFI
Ah! se puoi così lasciarmi,
Se già tace in te l'affetto,
Di tua man pria m'apri il petto,
E ne squarcia a brani il cor.

ANAÌDE
Ma perché così straziarmi,
Perché farmi più infelice!
Questo pianto a voi non dice
Quanto è fiero il mio dolor?

ANAÌDE e AMÉNOFI
Non è ver che stringe il cielo
Di due cori le catene,
Se a quest'alma affanni e pene
Costò sempre il nostro amor.
(Odesi suono festivo).

ANAÌDE
Ah! qual suon!... già d'Israele
Son raccolti i fidi... addio!

AMÉNOFI
Chi sarà quell'uomo, quel Dio,
Che da me ti può involar?

ANAÌDE
Deh! cessate.

AMÉNOFI
Invan lo speri!

ANAÌDE
Ah! temete.

AMÉNOFI
Orrendi e neri
Cadan tutti sul mio capo
Del tuo Dio gli sdegni e l'ire.

ANAÌDE
Ma funesto un tanto ardire...

AMENOFI
L'alma mia tremar non sa.

ANAÌDE e AMÉNOFI
Dov'è mai quel core amante,
Che in sì fiero e rio momento
Non compianga il mio tormento,
Questo barbaro penar!

ANAÌDE
Odi.

AMÉNOFI
Oh pena!

ANAÌDE
Addio.

AMÈNOFI
T'arresta.

ANAÌDE e AMÉNOFI
Chi compiange il mio tormento,
Questo barbaro penar!

AMÉNOFI
Per comando del Re tutti gli Ebrei
Piegar denno a mie leggi. - Io gli scioglieva,
Tu l'odio in me risvegli; e quel furore
Che me trascina, or più frenar non posso.
Vado a Mosè: ch'egli oda
Co' miei decreti, quanto amarti io seppi...
Tutti, e per sempre, gemeran fra' ceppi.
(Parte).

ANAÌDE
Ah! quale il fato reo nembo ha destato!
Forse a pena più orrenda è il cor serbato.

SCENA SESTA
Maria, Elisero, Coro di Ebrei e detti.

CORO
All'etra, al ciel,
Lieto Israele,
Di gioia innalzi i cantici.

ELISERO
Offra al suo Dio benefico
In olocausto il cor,
Di puro ardente amor
Devoto omaggio.

CORO DI DONNE
Confin non ha
La tua bontà.
Punì l'infido Egizio.

MARIA
Ed al diletto popolo
Col suo divin poter,
I lacci fe' cader
Di rio servaggio.

ELISERO
Di Abram, d'Isacco,
Dio di Noè...

MARIA, ELISERO e CORO
Sian lodi a te...

MARIA
Fattor del tutto,
Signor dei Re...

MARIA, ELISERO e CORO
Sian lodi a te...

MARIA ed ELISERO
Per te risuonino
I sacri timpani,
Te i canti armonici
Per sempre esaltino...

TUTTI
Alto stupor
Sarà nel cor
Del più remoto postero.
Che ne' prodigi
Di questa età,
La tua giustizia
Ammirerà.
Dio di Noè,
Sian lodi a te;
Signor de' Re,
Sian lodi a te.

ANAÌDE
Tutto sorride intorno;
Io sola... oh rio penar!
In così lieto giorno
Mi struggo in lagrimar.
Gran Dio, se al tuo cospetto
Fallace è un tanto ardor,
Tu del tuo santo affetto
Infiamma questo cor.

MARIA
Mia figlia... oh ciel!... che veggo?

ANAÌDE
Non reggo al mio dolor.

MARIA
Dolor!... ma un tale istante...

ANAÌDE
E tristo a un core amante.

MARIA
Anaìde...

ANAÌDE
Lasciami.

MARIA
Se il Nume lo condanna,
Vinci un fatale amor.

ANAÌDE
(Questa virtù tiranna
In me non sento ancor.)

SCENA SETTIMA
Mosè, Aménofi e detti.

MOSÈ
Che narri?

AMENOFI
Il ver.

MOSÈ
M'inganni,
Né a' detti tuoi do fede.

ELISERO
E insiste ancor? non cede?

AMÉNOFI
Favella il padre in me.
Il cenno è rivocato
Che i ceppi tuoi sciogliea:
E la partenza ebrea
Per or sospende il Re.

ELISERO
Oh qual perfidia!

CORO
Ohimè!

MOSÈ
Superbi! Iddio lo vuole,
Iddio lo esigerà.

AMÉNOFI
Palesi son tue fole.

MARIA, ELISERO e CORO
Oh errore! oh cecità!

ANAÌDE
Prence!... gran Dio!...

AMÉNOFI
T'accheta.

ANAÌDE
Ah!... se il vuol Dio...

MOSÈ
Fra poco
La grandine ed il foco
L'Egitto struggerà.

ANAÌDE Ti piega...

AMÉNOFI
(additando Mosè agli Egizi)
Audace! - Amici, Cada costui.

ANAÌDE
Che dici!
T'arresta!

CORO
(ponendosi in atto di difesa)
Il sangue nostro
Prima si verserà.

AMENOFI
(ai soldati)
Ferite, distruggete!

MARIA ed ELISERO
(agli Ebrei)
Mosè voi difendete.

CORO
No, non fia ver.

ANAÌDE
Che osate?

SCENA OTTAVA
Faraone, Sinaìde, Aufide, seguito e detti.

FARAONE
Fermate, audaci, olà!

ELISERO, MOSÈ e CORO
All'idea di tanto eccesso
Fremi, o Nume onnipossente.
Già da un vortice d'affetti
Chi ti oltraggia io veggo oppresso;
Provi l'empio - un tristo scempio
Che punisca il grave error.

ANAÌDE, SINAIDE, MARIA, AMÉNOFI,
AUFIDE e FARAONE
All'idea di tanto eccesso
Geme, avvampa il cor dolente,
E da un vortice d'affetti
Combattuto in seno e oppresso,
Delle stelle ognor rubelle
Sente il barbaro rigor.

AMÉNOFI
Padre!

MOSÈ
Signor!

AMENOFI
Costui
Fu ardito a segno

MOSÈ
Io mai
Credei che i cenni tui
Osassi rivocar.

FARAONE
Vile! Lo dissi, e il voglio.

MOSÈ
Ah! dunque è ver?

FARAONE
L'Orgoglio
Deponi, o alle ritorte...

SINAIDE
Cessa, mio Re!

AMÉNOFI
Di morte
Degno è il fellon.

ANAÌDE
Ti calma!

FARAONE
Se nuovo ardir ostenta
Io lo farò svenar.

MOSÈ
Tu del mio Dio paventa:
Arresta i fulmin suoi;
E il fallo tuo, ché 'l puoi,
Ti affretta ad emendar.

FARAONE
Schiavo, ti abbassa e taci:
Frena quei detti audaci:
E al tuo Signore apprendi
Da schiavo a favellar.

MOSÈ
No: viva il Dio di Giuda
Che i figli suoi difende:
Mira se chi l'offende
Sa pronto fulminar.
(Scuote la verga ed il sole si oscura).

FARAONE
Cielo, qual turbine!

SINAIDE
L'aere s'oscura!

AMÉNOFI
Ahi! scoppia il fulmine!

AUFIDE
Ah! mugge il tuono!

ANAÌDE
Ah! dove sono?

ANAÌDE, SINAIDE, MARIA, AMÉNOFI,
AUFIDE e FARAONE
Ovunque incalzami
Atro terror.

MOSÈ, ELISERO ed EBREI
Dio così stermina
I suoi nemici,
Temete, o perfidi,
Sue furie ultrici:
È questo un segno
Del suo rigor.

ANAÌDE
Rimorsi barbari
Deh! mi lasciate,
Troppo una misera
Voi tormentate!
Troppo mi lacera
Fiero dolor.

SINAIDE, MARIA, AMÉNOFI, AUFIDE
e FARAONE
Ah quale smania!
Quale spavento!
Da quante furie
Straziar mi sento!
Da quanti palpiti
È oppresso il cor!




Atto I
Atto II
Atto III
Atto IV


ATTO SECONDO

Galleria interna nella reggia di Faraone.

SCENA PRIMA
Faraone, Sinaìde, Aménofi, Grandi, damigelle,
guardie, sacerdoti, guerrieri ecc.

La più profonda oscurità regna sulla scena.

CORO
Ah! chi ne aita? oh Ciel!
Sì tenebroso vel
Quando si squarcierà?

AMENOFI
Mi opprime un freddo gel;
L'alma mancando va.

SINAIDE e FARAONE
A pena sì crudel
Reggere il cor non sa.

CORO
Oh Nume d'Israel,
Deh! cada il tuo rigor
Sul capo al seduttor,
Che alla già data fé
Rese spergiuro un Re.

FARAONE
(da sé)
Rimprovero tremendo,
Non lacerarmi il petto;
Ah! troppo il mio comprendo
Reo pertinace error.

AMENOFI
(da sé)
Qual di contrari affetti
Sento fatal conflitto!

SINAIDE
Oh desolato Egitto,
Oh giorno di terror!

CORO
Mira a' tuoi piè, signore,
I figli tuoi dolenti;
Invano a tai portenti
Resiste il tuo rigor.

FARAONE
Venga Mosè.

AMENOFI
(Qual cenno!)

SINAIDE
Fia ver?

CORO
Mosè s'affretti.

SINAIDE
Alfin ti sei deciso?

FARAONE
I torti miei ravviso.

AMÉNOFI
(Perdo Anaìde.)

SINAIDE
(Oh gioia!)

CORO
Ah! già di speme un lampo
Sul cor mi balenò.

AMENOFI
Per me non v'è più scampo:
Misero, che farò?

CORO
Oh Nume d'Israel,
Se brami in libertà
Il popol tuo fedel
Di lui, di noi, pietà.

SCENA SECONDA
Mosè, Elisero e detti.

MOSÈ
La tua voce mi chiama, ebben... che vuoi?

SINAIDE
(Qual superba favella!)

FARAONE
Della sciagura sotto il peso oppresso
Da te un popol che geme aiuto aspetta.

AMENOFI
(Fremo di sdegno!)

MOSÈ
Hai divisato forse,
Schiavo del vil Osiride,
Con vani giuramenti
Hai divisato, o perfido, sfidare
Lo sdegno ancor d'un Dio che ti persegue?

AMÉNOFI
(Quale oltraggio!)

FARAONE
Sedotto
Dalle scaltrite frodi
D'un indegno impostor, spesso, no 'l nego,
A mia fede mancai: ma pure adesso
Riconosco i miei torti;
E, se ci dai salvezza,
E fai sgombro l'orror di questa notte,
Te partir lascio, e i tuoi potran seguirti.

SINAIDE
(Oh cara speme!)

AMENOFI
(Io fremo.)

MOSÈ
Ancor io voglio
Il Divino Creator fausto pregarti.

ELISERO
Ma pensa ben che Iddio
Legge in tuo cor.

MOSÈ
Temi la sua vendetta...

ELISERO
Il suo giusto furor.

AMÉNOFI
(Orgogliosi!)

MOSÈ
Faraon... lo prometti?

FARAONE
Il giuro!

MOSE
Oh! pensa,
Che se ancor mente il labbro tuo... sciagura
Ti sta sul capo orrenda...

FARAONE
Il Re te'l giura.

MOSÈ
Eterno! immenso! incomprensibil Dio!
O tu che vegli ognora
De' tuoi servi allo scampo, e 'l popol tuo
Colmi di benefizi: ah! tu che in giusta
Lance dell'opre nostre osservi il peso;
Ah! tu che sei il Santo, il Giusto, il Forte,
Che l'oppressor del popol tuo punisci,
Glorifica il tuo nome,
Fa' pompa di clemenza,
E dell'Egitto a nuova meraviglia
Il lume che sparì rendi alle ciglia.
(Scuote la verga, ed alle tenebre succede
all'istante il più luminoso giorno).

TUTTI
Ah qual portento è questo!
Oh luce desiata!

MOSÈ ed ELISERO
Celeste man placata!
Chi è mai che non comprende
A prove sì stupende
La somma tua bontà?

SINAIDE, AMÉNOFI e FARAONE
Stupor m'agghiaccia il core.
E muto il labbro rende...
Chi ad opre sì stupende
Resistere potrà?

ELISERO
Egizii!

MOSÈ
Faraone!

ELISERO
Di questa luce un raggio
Rischiari ancor tua mente.

MOSÈ
E il Nume onnipossente
Quai figli v'amerà.

FARAONE
Non più, pria del meriggio,
Con quanti v'han de' tuoi,
Là nel deserto puoi
Muover sicuro il piè.

AMÉNOFI
Ma pria rifletti...

SINAIDE
Ancora
Vuoi contrastarlo?

MOSÈ
Ingrato!

AMÉNOFI
Mala ragion di stato...

ELISERO
Ceda al voler del Cielo.

SINAIDE
È intempestivo il zelo.

FARAONE
Luogo a pensar non v'è.

SINAIDE, ELISERO, FARAONE, MOSÈ e
CORO
Voci di giubilo
D'intorno echeggino,
Di pace l'iride
Per noi spuntò.

AMÉNOFI
(da sé)
Ah crude smanie!
E come... ahi misero!
Perder quell'angelo,
Come potrò?
(Tutti partono).

SCENA TERZA
Faraone ed Amenofi.

FARAONE
Tu ben udisti il mio voler qual sia;
Apprendi adesso qual m'ho in cor speranza.
È tempo omai che pieghi
Alle leggi d'Imen. Regal donzella,
Nata dal Re d'Assiria, era ben degna
Della tua scelta, e la sua man t'è offerta.
D'Aménofi le nozze e d'Elegina
Far noto io deggio al popol di Menfi,
Sicuro omai che al mio voler t'arrenda.
Ma... taci?... gemi?... Oh! fa' che il vero intenda.

AMÉNOFI
Parlar, spiegar non posso
Quel che nel petto io sento.
Ah! no... del mio tormento
Darsi non può maggior.

FARAONE
È il Ciel per noi sereno,
Se pria fu avverso e fiero;
Ti calmerà, lo spero,
Dolce e soave amor.

AMÉNOFI
No... sempre sventurato...

FARAONE
Perché? Qual tristo fato?

AMÉNOFI
Padre! ah! non sai...

FARAONE
Favella...

AMÉNOFI
La mia nemica stella
Mi vuole oppresso ognor.

FARAONE
È a te ragion rubella,
Né ti comprendo ancor.

AMÉNOFI
(da sé)
Non merta più consiglio
Il misero mio stato
E il più fatal periglio
Vo intrepido a sfidar!

FARAONE
(da sé)
Palpito a quell'aspetto!
Gemo del suo dolore!
Ah! qual sarà l'oggetto
Del grave suo penar?

SCENA QUARTA
Aménofi.

AMÉNOFI
Qual abisso di mali! orrenda sorte!
Tutto, ohimè! mi persegue, e tutto accresce
La mia miseria, il mio dolente stato,
L'immenso mio soffrire.
Io... scordar Anaìde?... ah! pria morire!

SCENA QUINTA
Aménofi, Sinaìde e seguito.

SINAIDE
Mentre d'Isi nel tempio alla gran festa
Ognun si reca, tu stranier qui resti
Mesto e soffrente?

AMÉNOFI
Tu il mio cor conosci.

SINAIDE
Conosco l'amor tuo: di qual lusinga
Ti pasci io so.

AMÉNOFI
Senza Anaìde, un peso
È la vita per me.

SINAIDE
Nodo più illustre
Ti prescrive il dover. Mosè rispetto,
Ché il suo Nume fu il mio:
Cuor di madre ho per te; ma pensa... oh! pensa
Allo Stato, a tuo padre,
Traditi entrambi dall'amor ond'ardi.
Erede, o figlio, del poter supremo,
Te perdendo... pon fede a' detti miei...
Perdi Mosè, Anaìde, e in un gli Ebrei.
Ah! d'un'afflitta il duolo
Parli al tuo core oppresso:
Trionfa di te stesso,
Fa' pago il mio desir.
Cedendo... ah! puoi tu solo
Calmare il mio soffrir.

CORO
Parli al tuo cor quel duolo,
Fa' pago il suo desir.

SINAIDE
Parli al tuo cor la gloria,
L'onor dèi tu seguir.

AMÉNOFI
(Ah! questo amor può solo
Ogni mio ben compir:)

SINAIDE
Ah! d'un'afflitta il duolo
Parli al tuo core oppresso:
Trionfa di te stesso,
Fa' pago il mio desir.
Ma, tu taci?... giusto Cielo!
Né ti pieghi al mio dolor?

AMENOFI
A vendetta, a strage anelo:
Di Mosè squarciar vo' il cor.

SINAIDE
Dei! che ascolto... tu deliri.

AMÉNOFI
Fra i tormenti, fra i martirî
L'inuman spirar dovrà.

SINAIDE
Ah! bandisci dal tuo core
Tanto sdegno, tanto orrore...

AMÉNOFI
L'inumano, l'impostore
Per mia mano perir dovrà.

UNA VOCE
(di dentro)
Moviam, moviamo al tempio
Iside a festeggiar!
La madre degli Dei
Venite ad onorar.

SINAIDE
Ah vien! chiamato sei...
Fia colpa il più restar.
Calma quell'ira, e cedi
Al mio pregar ardente:
Il mio dolor tu vedi,
Né ancor t'arrendi a me?

AMÉNOFI
Ti rassicura; al tempio
Volgerò teco il piè.

SINAIDE
(Che ascolto!... oh! qual nell'alma
Piacer mi scende ancor!
All'amor suo la calma
Io deggio del mio cor.
Ventura, onor e gloria
Gli sian propizi ognor.)

CORO
Giorno di gloria! A splendere
Torna la speme ancor.

AMÉNOFI
(Giorno è per me di lagrime,
Di lutto e insiem d'orror.)





Atto I
Atto II
Atto III
Atto IV


ATTO TERZO

Portico del tempio d'Iside.

SCENA PRIMA
Faraone, Sinaìde, Aménofi, Osiride, Grandi,
sacerdoti, guardie e soldati.

CORO
O tu che sei
Del Ciel Regina,
D'uomini e Dei
Madre divina,
Seconda i voti
Del nostro cor.
Sorridi al mondo
Nel tuo splendor,
E il Nil fecondo
D'ogni tesoro
Al suol egizio
Darà favor.

OSIRIDE
Qual dolce ebbrezza
L'alma respira!
Popoli e Regi,
La Dea m'inspira:
Per me vi detta
Leggi d'amor.

CORO
O tu che sei
Del Ciel Regina,
D'uomini e Dei
Madre divina,
Seconda i voti
Del nostro cor.
Sorridi al mondo
Nel tuo splendor,
E il Nil fecondo
D'ogni tesor
Al suol egizio
Darà favor.

FARAONE
Divini appoggi della mia corona.
Ministri tutti degli altari, io voglio
Che fausti i Numi a me imploriate e al soglio.

OSIRIDE
Sia per Menfi un tal dì giorno di gioia
Con gli stessi tributi
E con gli stessi onori
I nostri veneriam
Dei protettori.
Le vostre offerte a lor recate, i serti
Sian sospesi d'intorno;
E, cinto il crin di fiori,
In estasi soave omaggio date
Alla gran Diva, e in suo favor sperate.

Danze

SCENA SECONDA
Mosè, Elisero, Anaìde, Maria e detti.

MOSÈ
La tua promessa a reclamar io vengo
Non obblia Faraon qual giuro il lega,
Qual mercede a Mosè fosse giurata;
Io vengo a reclamar la fé a me data.

FARAONE
Terrò il mio giuro.
Nei deserti andate:
Sotto funesti auspici
I vostri sacrifici offrite a un Dio
Che per ben quattro lustri
Vi lasciò fra' miei ceppi.

OSIRIDE
E pria che il popol tuo Menfi abbandoni,
Pria che libero ei vada, a' nostri Numi
Diasi mercé... si plachi il loro sdegno
E alla Madre del Mondo, alla Divina,
Popolo ebreo, la tua cervice inchina.

MOSÈ
Chi? noi? Noi piegheremo innanzi a questi
Mendaci Dei la fronte? Oh! mal chi sia
Mosè conosci... il popol suo, sua fede.
Un Dio per noi v'ha solo, e in lui si crede.

OSIRIDE
È questo, o Re, l'istante
Di punir tanti oltraggi.

MOSÈ
Sprezzo le tue minacce... al Prence io parlo.

OSIRIDE
L'Odi?

AMENOFI
Anaìde!

SINAIDE
(Oh! come mai salvarlo!)

SCENA TERZA
Aufide e detti.

AUFIDE
A tristo fin ridutti
Noi siam per gran portento,
Su i tempestosi flutti
Del Nil sta lo spavento;
Tinta di sangue è l'onda
Che facea specchio al ciel.
L'eco ripete un murmure,
Un suon lontan di guerra:
Per sotterranee folgori
Sembra scoppiar la terra;
Pregno d'insetti è l'aere
Onde son guasti i campi:
Sembra or che tutto avvampi
Or che sia tutto gel.
Il vento del deserto
È simile al veleno,
E versa morte in seno
Al popol tuo fedel.

FARAONE
Oh Numi! In tal periglio
Che far degg'io?... parlate.

OSIRIDE
Punite.

ANAÌDE, MARIA e DONNE
Perdonate.

SINAIDE
Tu padre sei, sei Re.

OSIRIDE
Punite voi que' rei.

AMÉNOFI
Sì tardo io non sarei.

MOSÈ
Il vostro error negate.

SINAIDE
Abbian gli Ebrei mercé.

MOSÈ
Finché n'hai tempo, o Prence,
Gli occhi dischiudi al vero:
Piega al mio Dio... l'impero
Salvo con te sarà.

OSIRIDE
Bestemmia!

SINAIDE
Oh sposo!

ANAÌDE, MARIA ed ELISERO
Oh patria! Oh duol!

FARAONE, OSIRIDE e CORO
Vendetta!

SINAIDE, ANAÌDE, MARIA ed ELISERO
Grazia! Clemenza!

CORO
Iside, Osiride!

ANAÌDE, MARIA e ELISERO
Dio d'Israel, pietà.

OSIRIDE
Serapide!

MOSÈ
Jehova!

OSIRIDE e MOSÈ
Nume eterno, che imperi alla luce,
Che passeggi su i nembi frementi,
Sfrena omai, sfrena omai gli elementi,
E punisci chi oltraggio ti fa.

MOSÈ
Viva il Dio d'Israello!
(Agita la verga; s'estinguono l’are ecc.).

TUTTI
Che vedo!
Qual prestigio!

OSIRIDE
A me stesso no'l credo:
Manifesto è de' Numi il pensier.

MOSE
Del mio Dio manifesto è il voler.

ANAÌDE, SINAIDE e MARIA
Mi manca la voce,
Mi sento morire,
Sì fiero martire
Chi può tollerar?

AMÉNOFI, AUFIDE, OSIRIDE, FARAONE
e CORO
Mi toglie la voce
La piena dell'ire;
Sì fiero martire
Non so tollerar.

MOSE ed ELISERO
Lor toglie la voce
La piena dell'ire;
Sì fiero martire
Non san tollerar.

MOSE
Faraon, cedi alfine.

OSIRIDE Sia punito il reo popolo.

CORO
T'affretta.
Il tempo incalza.

MOSÈ
In nome
Del Dio vivente.

OSIRIDE
In nome d'Isi.

FARAONE
Ebbene,
Io compirò i decreti
De' miei Dei, del tuo Dio: di ferri carchi
Sian tutti in questo giorno i schiavi ebrei,
E questa turba ria
Fuori di Menfi trascinata or sia.

ANAÌDE, MARIA ed ELISERO
Oh Ciel!

AMÉNOFI
Vieni, Anaìde!

ANAÌDE
No, Aménofi: giammai.

AMÉNOFI
Veglia su dessa tu... sprezza i perigli.

MOSÈ
Costanza e fé... Siam di Giacobbe figli.
Non l'ardor in voi manchi e la fede:
È la morte al reo solo d'orror.

ANAÌDE, MARIA, SINAIDE ed ELISERO
Ah! quel Dio, che nel core mi vede,
Farà scemo cotanto rigor.

AMÉNOFI, AUFIDE, OSIRIDE,
FARAONE e CORO
Sia distrutta una stirpe ribelle,
Morte scenda degli empi nel cor.

MOSÈ
Raddoppiate di zelo e d'amore,
È il Signor che vi chiama, il Signore:
Non temete, vi guida Mosè.

ANAÌDE, MARIA ed ELISERO
La tua voce ella è questa, o Signore,
Che ci scende soave nel core.
Più la morte a temersi non è.

MOSÈ
Pel mio labbro vi parla il Signore.
Dolce speme vi scende nel core;
Sempre è Dio dove alberga Mosè.

AMÉNOFI
Non fuggirmi; e se ancor nel tuo core
Torna dolce la voce d'amore,
Deh! ti prenda pietade di me.

ANAÌDE, MARIA, MOSÈ ed ELISERO
Saranno i ferri nostri
Spezzati dal Signor,
E piomberà su i mostri
Il fulmin punitor.

SINAIDE, AMÉNOFI, AUFIDE, OSIRIDE,
FARAONE e CORO
Non cede a' pianti vostri,
Alle vostr'ire il cor.
Infamia avrete, o mostri,
Eterno disonor.




Atto I
Atto II
Atto III
Atto IV


ATTO QUARTO

Deserto: veduta del Mar Rosso.

SCENA PRIMA
Amenofi Anaìde.

ANAÌDE
Dove mi guidi tu? Sgombra mia tema.

AMÉNOFI
Presso di me, presso colui che t'ama.
Onde il timor?... Io comandar potrei,
Pure t'imploro, e sol chieggo ottenerti
Dalle mani di lui ch'odio e detesto.

ANAÌDE
Veder mi sarà dato
Mosè, mia madre?

AMÉNOFI
In breve e in questo loco
All'amor mio ti rendono. Del padre
Io frango il cenno, e all'implacabile odio
Dei sacerdoti d'Iside sottraggo
Gli Ebrei proscritti.
All'amor mio che importa lo splendore
Del soglio? Amarti, amarti,
Possederti, è mia legge, e voti io faccio
Di rinunziare al trono
Se con te nol divido e tuo non sono.

ANAÌDE
Quale assalto! qual cimento!
Che far deggio in tal momento?

AMÉNOFI
Non temer: t'arrendi, ò cara,
Cedi ai voti dell'amor.

ANAÌDE
D'una vittima infelice
Tu non sai lo stato orrendo:
Dio mi chiama, a lui m'arrendo,
Ma con te rimane il cor.

AMÉNOFI
Cedi! ah cedi, e fammi lieto
Dell'amor che a te mi lega:
È un amante che ti prega,
Che si strugge, e per te muor.

ANAÌDE
Riedi a me, poter divino,
Quel valor che langue omai:
Più non reggo; a lui vicino
Tutto oblio, mi manca il cor.

AMENOFI
Tu d'amor poter divino,
Più coraggio infondi in lei;
E del suo, del mio destino
Abbi tu pietade, e amor.
(Odesi la marcia degli Ebrei).

ANAÌDE
Ascolti tu questo festivo suono?
Egli è Mosè.

AMÉNOFI
De' voti suoi la meta
Crede raggiunta. Egli m'udrà. Sciagura
Per l'orgoglioso, se al mio dir non cede,
S'ei può ingannar, se può tradir mia fede.
(Si pongono in disparte).

SCENA SECONDA
Mosè , Maria, Elisero, Ebrei incatenati e detti.

MOSÈ
È questo, o figli, il giorno in che avran fine
I vostri mali. Da Mosè scortati
Voi premerete il suolo
Della terra promessa.

MARIA
Io, sol io piangerò l'amata figlia
Anaìde in poter d'un empio amore:
M'abbandonava, e per lei gemo in core.

MOSÈ
Dio veglierà su lei.

ANAÌDE
Dessa è ai tuoi piedi.

MARIA
Mia figlia! Oh immensa gioia! ella mi è resa.

MOSE
Beneditene Iddio.

ANAÌDE
Vedete in lui
Il mio liberator.

MOSÈ
Egli?

AMENOFI
M'ascolta;
È breve il tempo. A te ne vengo, e voglio
Libero favellar. Tu vedi appieno
Quale per Anaìde amor m'accende.
L'oggetto io possedea de' voti miei:
Potea forzarla a schiavitude, e volli
Da te ottenerla: consacrar io volli
Alla sua madre innante i giuramenti
D'un Imen...

MOSÈ
Riprovato
Dal padre tuo.

AMÉNOFI
Scelga Anaìde istessa,
Fra Sinaìde tosto e fra Maria,
Fra Menfi e la sua patria,
Fra il suo amante e il suo Dio.
Potrei confonder voi con un accento;
Ma d'Anaìde il solo affetto io sento.

ANAÌDE
(Qual orribile sciagura!
Ah! di me che mai sarà?
Questo cor che ai mali indura
Più conforto aver non sa.

Deh! pietoso a me ti rendi,
Tempra, o Cielo, il mio dolor
Tu la vittima difendi
Del dovere e dell'amor.)

MOSÈ
Anaìde...

AMENOFI Oh! non tentarla.

MARIA ed ELISERO
Dio, sostienla in tuo favor.

MOSÈ
Ti decidi: or scegli... parla...
Fra Dio scegli e fra l'amor.

ANAÌDE
(Dio, la vittima difendi
Del dovere e dell'amor.)

MARIA, ELISERO e MOSÈ
A quel cor la pace rendi,
Dio pietoso, in tuo favor.

ELISERO
Anaìde?

MARIA
Amata figlia.

MARIA ed ELISERO
A Dio fido serba il cor.

CORO
Al dover pensa, alla patria.

MARIA, ELISERO, MOSÈ e CORO
Temi l'ira del Signor.

ANAÌDE
Ah! decisi... il Ciel m'inspira,
Obbedisco al mio Signor.

MARIA, ELISERO, MOSÈ e CORO
Cede al Nume che la inspira,
E trionfa del suo cor.

AMÉNOFI
(Anaìde!... Hai desta l'ira
Che sopita era in mio cor.)

ANAÌDE
Un sol prego, e fia questo l'estremo,
Pel soffrente io ti porgo, o Signor.
Fa' ch'ei ceda al poter tuo supremo,
A te il chiama, e in lui spegni l'amor.
Io lo amai, per te spensi il mio foco,
Né al mio voto negar puoi favor.

AMENOFI
A vendetta or amor cede il loco,
Scampo alcun più non resta per lor.

MARIA, ELISERO e CORO
O ventura! essa a gloria del Cielo
Rinunziava ai prestigi d'amor.

MOSÈ
Udisti il suo voler?

AMÉNOFI
Di morte il cenno
Pronunziava il suo labbro,
Udite, Ebrei, qual nembo vi minaccia.
Faraone v'insegue,
Cinto d'immensi armati.
Del popol tuo, carico di catene,
L'inutile coraggio avrà ricorso
Nel mar soltanto.

CORO
Ah! contro noi s'avanza
Faraon.

MOSÈ
Noi sfidiam gli iniqui; e Dio.
Sorge a nostra difesa.

AMÉNOFI
Ebben, morrete.
Tosto mi rivedrete
Armato di vendetta. Ebrei! pensate,
Allor che il mio furore
Vendicherà l'oltraggio ond'io sì fremo,
Ch'ella vi trasse a questo punto estremo.
(Parte).

MOSÈ
Dai potenti mortali
Nulla abbiamo a temer. L'amico vostro,
Il padre ormai seguite:
Temete Iddio, ch'ei tutto può. Venite.

Le sponde del Mar Rosso.

SCENA TERZA
Mosè, Anaìde, Maria, Elisero e Coro.

MOSÈ
In tal momento orribile
Poter irresistibile
M'innalza al Ciel.

ANAÌDE, MARIA ed ELISERO
Gemendo, ah sì gemendo,
Noi t'invochiam, Mosè.

MOSÈ
E d'Israello il Dio
Invoca sol Mosè.
Dal tuo stellato soglio,
Signor, ti volgi a noi.
Pietà de' figli tuoi.
Del popol tuo pietà.

ANAÌDE, MARIA, ELISERO e CORO
Pietà de' figli tuoi,
Del popol tuo pietà.

ELISERO
Se pronti al tuo volere
Sono elementi e sfere,
Tu amico scampo addita
Al dubbio, errante piè.

ANAÌDE, MARIA, ELISERO e CORO
Pietoso Dio, ne aita:
Noi non viviam che in te.

ANAÌDE
In questo cor dolente
Deh! scendi, oh Dio clemente:
E farmaco soave
Gli sia di pace almen.

ANAÌDE, MARIA, ELISERO e CORO
Il nostro cor che pena
Deh! tu conforta almen.

TUTTI
Dal tuo stellato soglio,
Signor, ti volgi a noi
Pietà de' Figli tuoi
Del popol tuo pietà.

ELISERO
Qual fragor!

MARIA
Giusto Cielo!

ANAÌDE
Dall'alto di quel monte, immense truppe
Invadon la campagna.

MARIA
S'avanzano.

ANAÌDE
Qual orda!

ELISERO
Han seco morte.

CORO
Dov'è mai lo scampo
Che tu ci promettesti?

ELISERO
Come pugnar?

MARIA
Dove fuggir?

MOSÈ
Nel seno
Di quell'onde. Obbliaste, Ebrei, che Iddio
Guida Mosè, ch'ei punisce gl'ingrati?
Sul liquido elemento
Me seguite, e vedrete il gran portento.

CORO
Oh prodigio! già il docile flutto
Si divide ed immoto si sta.
V'è salvezza, v'è scampo per tutto...
Ha il Signor del suo popol pietà.

SCENA ULTIMA
Faraone, Aménofi, Egizi.

FARAONE
Dove son dessi? - In grembo al mar profondo
Morte li colse.

AMÉNOFI
Ah no! vedi fra fonde
Si schiudono un sentier. Coll'arme in pugno
Sulle tracce degli empi
Affrettiamoci, o soldati,
E sian per noi tutti que' rei svenati.
(Gli egiziani entrano tra i flutti ove
rimangono sommersi).



F I N E



Atto I
Atto II
Atto III
Atto IV


- Karadar Bertoldi Ensemble - Studio Informatico Anesin -