Roberto
Bruce
Opera in tre atti
di Alphonse Royer e Gustave Vaéz
Traduzione italiana di Calisto Bassi
PERSONAGGI
Roberto Bruce, re di Scozia, Basso
Edoardo II, re d'Inghilterra, Tenore
Duglas-Il-Nero, lord e conte scozzese, Basso
Arturo, uffiziale al servizio di Edoardo, Tenore
Morton, capitano inglese, Basso
Dickson, montanaro della contea di Sterlinga, Basso
Maria, figlia di Duglas, Contralto
Nelly, figlia di Dickson, Soprano
Un paggio del re d'Inghilterra, Musichetto
Cavalieri, Paggi e Soldati Inglesi,
Dame della Corte d'Inghilterra,
Bardi scozzesi, Cavalieri e Soldati del partito
di Bruce, Zingari e giocolieri
La scena è in Iscozia, nelle vicinanze della città di Sterlinga (1314).
Atto I
Atto II
Atto III
ATTO PRIMO
Sito pittoresco. Rupi. Un lago. Una capanna.
Infondo, oltre il lago e in distanza, il castello di Duglas.
SCENA PRIMA
È l'alba. Alcuni soldati feriti ed alcuni montanari,
ultimi avanzi dell'armata scozzese, sono aggruppati
per ogni dove: essi attendono in silenzio, e guardano
ansiosamente da lontano. Roberto Bruce appare
sopra una rupe, gli Scozzesi lo veggono e gridan
con gioia.
CORO
(muovono incontro a Bruce che ha sceso
il sentiero praticato fra le rupi)
Roberto! - A quali angoscie
Non era in preda il cor!
Ma siam riuniti ancor.
BRUCE
A voi di Scozia - Sostegno e gloria,
Doman vittoria - Sorriderà.
CORO
(con avvilimento)
Oimè! di vana speme
A noi mercé si dà!
Il tuon che irato freme
A Scozia ostil sarà.
BRUCE
Quando è con voi Roberto
La fé mancar dovrà?
CORO
Di patria e tetto privi,
Erranti ognor così,
Non fia che in noi si avvivi
La speme che fuggì.
BRUCE
E che! fra voi la tema!
Fra voi l'orror e il lutto!
A tal viltà ridutto
È dunque il vostro cor,
In preda a un rio dolor?
Volgi, o Signor, un guardo
Di compassion su loro:
Infranca tu il codardo,
Al mal da' tu ristoro,
E ti dovrà la Scozia
La gloria e il suo splendor.
UN SOLDATO
(vedendo inoltrarsi Duglas)
Duglas!
BRUCE
(con gioia)
Duglas!
SCENA SECONDA
Duglas con alcuni guerrieri, e detti.
DUGLAS
Eletta schiera - Conduco a te:
La tua bandiera - Ci guidi, o Re.
(Bruce stringe la mano a Duglas, e lo
addita siccome un esempio a' suoi
soldati, che, rianimati, gridano seco).
CORO
La tua bandiera - Ci guidi, o Re.
BRUCE
Ah, fia che tornino
L'ore serene
Dopo le pene,
Dopo il dolor.
Già della gloria
La voce io sento,
Che parla all'anima
Supremo accento.
E grida... o vittima,
O vincitor.
CORO
In noi già intera
Tornò la fé.
La tua bandiera
Ci guidi, o Re.
DUGLAS
A mia figlia, ne ho speme,
Giungerà il mio messaggio; ed al castello
Ne scorgerà quanto prima un battello.
Ivi noi gusterem per qualche giorno
D'un voluto riposo.
BRUCE
Quindi il vessillo innalzerem di Scozia!
(Odesi un lontano suono di corni).
DUGLAS
Ma qual rumor?
CORO
Qual danno ne minaccia?
Son gli Inglesi, son dessi!
DUGLAS
(tendendo l'orecchio)
Un suon di caccia!
BRUCE
Il superbo Edoardo,
Ebbro di sua vittoria,
Si abbandona al piacer.
DUGLAS
Senza dimora
Disperdiamci. Voi, sir, meco attendete
Presso Dickson, un servitor fedele,
Il picciol legno.
(Al coro)
All'altra riva voi
Tosto movete; ivi noi pure in breve
Sarem...
BRUCE
Vi guardi Iddio,
Nobili amici: fra non molto - addio.
(I partigiani di Bruce, si disperdono fra le rupi.
Bruce e Duglas entrano nella capanna.
Il suono di caccia si è sempre più avvicinato).
SCENA TERZA
Arturo, Morton e cavalieri inglesi.
I CAVALIERI
(chiamando con inquietudine)
Lancastro!... Ah per pietà!
Il prence ove sarà? -
Ei della caccia
Perdé la traccia,
E nell'affanno
Ciascun lasciò.
Nel suo fidente
Ardor fervente,
Disparve a un tratto
Ciabbandonò.
Tremante, incerto
Palpita il cor!
Vinto è Roberto
Ma vive ancor.
MORTON
Vano sgomento!
Nel gran cimento
Sconfitto ei fu.
ALCUNI CAVALIERI
Né potrà, spero,
Campion sì altero
Risorger più.
ARTURO
Per Francia ho udito
Ch'ei sia partito,
Né torni più.
CORO
Ma il Re fra i vari
Scogli e sentier,
Nei montanari
Potria cader.
Bontà infinita,
Speriamo in te:
Tu puoi la vita
Salvar del Re.
Ritocco il corno
Per noi sarà!
Cerchiamo intorno,
Si troverà.
(Morton si allontana con i cavalieri).
SCENA QUARTA
Arturo, rimasto solo.
ARTURO
Maria! come mi balza
A così dolce nome il cor nel petto!
Ecco il castello in cui dessa soggiorna!
Ecco il lago onde gli echi
Ripetevano un tempo
I suoi canti d'amor, a cui s'unìa
Talor la voce mia. - Fuggiam tai luoghi!
Quand'io d'Anglia pel Re la spada impugno.
Colmo de' suoi favori,
E da lui fatto cavalier... Maria!
Pel padre tuo non sono
Che un nemico dannato all'abbandono!
[Schiavo all'onor, ma fido all'amor mio.
Questi soavi luoghi
Che mi parlan di lei fuggir degg'io.]
(Egli allontanasi tristemente).
SCENA QUINTA
Una barca appare sul lago; essa porta
Maria e Nelly. Abbordate che sono, Nelly,
dietro un cenno di Maria, entra nella
capanna di Dickson.
MARIA
Caro e ridente lago
A cui fa specchio il ciel.
Tu svegli in me l'imago
Dell'amor mio fedel.
Qui tutto a me d'un bene
Favella che fuggì;
E cessan le pene
Che il core soffrì.
Amor!... Oh santo ardore!
Che Dio dovea giovar:
Pensiero del mio core
Ti potrò mai scordar?
Qui tutto a me d'un bene
Favella che fuggì;
E cessan le pene
Che il core soffrì.
SCENA SESTA
Maria ed Arturo.
MARIA
(con uno slancio di gioia alla vista di Arturo)
Arturo!
ARTURO
(con amore)
Maria!
MARIA
(presa da subito sgomento)
(Gran Dio!)
ARTURO
Son io forse che desta il terror vostro?
MARIA
(con inquietudine)
(Se il padre mio...)
ARTURO
Questa fredda accoglienza...
Vero creder degg'io quanto si narra?
Che un altro imene... un altro amor fors'anco?...
MARIA
E siete voi che di me dubitate!...
Voi che d'un Re la grazia
Pregiaste più che la man di Maria!
ARTURO
Pugnando per dovere
Nei ranghi inglesi, alle leggi obbedisco
Della cavalleria.
MARIA
Così la spene
Distruggete che segua il nostro imene.
ARTURO
Io scordarti!
Oh amor funesto!
Solo al mondo, o cielo, io resto!
Deh! mi lascia la speranza
Ch'io ritorni al primo amor.
MARIA
Duol perduto!
È amor funesto!
Il decreto estremo è questo.
Ah! distrutta è la speranza
Ch'io ritorni al primo amor.
(Una campana suona da lunge, e si sente
un coro di giovanette).
CORO
(di dentro)
Or via corriamo!
Sorto è il mattin!
Oggi onoriamo
San Valentin.
Egli è che dona
Prosperi dì:
Ei che perdona
A chi fallì.
MARIA
Odi tu?
ARTURO
Del vicin tempio
Questo è il bronzo...
MARIA
Oh! quale scempio,
Se scoperto... Fuggi... va'. -
ARTURO
Deh! m'ascolta un solo istante.
MARIA
Volger qui Duglas de' il piede.
ARTURO
Per favor!...
MARIA
S'ei qui ne vede,
L'ira sua su noi cadrà.
Per pietà!... deh! fuggi... va!
ARTURO
Chiuder l'alma al voto mio!...
Separarmi... oh Dio! da te.
MARIA
Di mio padre il cenno rio
Questa legge impone a me.
ARTURO
L'odio suo me fa perduto.
MARIA
Sei tu sol che l'hai voluto.
Ogni speme è a noi rapita...
ARTURO
Io morrò senza di te!
MARIA
Il dover crudel mi fe'.
MARIA
Fuggi la collera
Del padre mio!
Vanne, e benefico
Ti vegli Iddio;
Vanne, e dimentica
Chi un dì ti amò.
Estremo ed ultimo
Addio ti do.
ARTURO
Io vado, o barbara,
Poiché lo vuoi,
Lontano a vivere
Dagli occhi tuoi.
Il cenno è rigido,
Ma il compirò.
Estremo ed ultimo
Addio ti do.
Tu lo brami!... ebben, fra l'armi
Io la morte cercherò.
MARIA
(Vorrà il cielo orecchio darmi,
E salvato io lo vedrò...)
MARIA
Fuggi la collera
Del padre mio!
Vanne, e benefico
Ti vegli Iddio;
Vanne, e dimentica
Chi un dì ti amò.
Estremo ed ultimo
Addio ti do.
ARTURO
Io vado, o barbara,
Poiché lo vuoi,
Lontano a vivere
Dagli occhi tuoi.
Il cenno è rigido,
Ma il compirò.
Estremo ed ultimo
Addio ti do.
SCENA SETTIMA
Maria, Arturo, Duglas, Bruce nascosto sotto
il tartan d'un montanaro.
BRUCE
(vedendo Arturo)
Ciel! Un inglese!
DUGLAS
(piano a Bruce)
Egli non vi conosce,
Di Dickson sotto il nome
Seguite i passi miei.
ARTURO
(avvedendosi di Duglas)
Duglas!...
MARIA
Oh padre!
Quel tuo severo sguardo
Senza sdegno su me posar tu puoi,
Ché il solo azzardo in questo luogo il trasse.
ARTURO
E averne ultimo addio.
DUGLAS
Dessa ti amava:
D'una lieta alleanza
Da lungo io stesso approvai la speranza;
Ma, per l'estrema volta or la vedesti.
Degno di lei soltanto,
Nel sen della sua patria, un altro imene
Or attende Maria,
E ad altro in moglie essa condotta fia.
ARTURO
Ma tutto ad Edoardo è ormai soggetto;
E se, vinto dal numero Roberto,
Con la pace rendesse a noi la speme?...
DUGLAS
Duglas vissuto avrebbe.
BRUCE
(Fatale onor!)
DUGLAS
Addio!
Al tuo signor fa' noto
Che in onta ai nostri estremi danni... un giorno...
Ben presto forse... incontrarlo speriamo.
(Rivolgendosi a Bruce)
Ora, Dickson, ivi è il tuo legno... andiamo.
(Bruce, Duglas e Maria montano nella barca.
Arturo muove alcuni passi verso di loro,
quindi si allontana disperatamente.
Nelly sorte dalla capanna e segue
dello sguardo la barca che si dilegua.
Odesi intanto un festivo suono che si avvicina.
Nelly va incontro a Dickson, che mostrasi
sul limitare della capanna).
SCENA OTTAVA
Nelly, Dickson, giovani e giovinette del villaggio.
NELLY
Viene ogni amante colle sue compagne
All'annual festino
Di Santo Valentino.
CORO
Amanti or qui accorrete:
La danza disponete,
Ché amica dell'amor
Essa è la sola.
Gran Santo, del villaggio
Ricevi tu l'omaggio:
Appaga i nostri cor.
E li consola.
NELLY
(Ma donde vien che mesta
Mi trovo in sì gran festa?
Forse a Maria pensando
Non può gioir il cor.)
DICKSON
Godete pure, o amanti,
La gioia ha brevi istanti;
E le succedon presto
I giorni del dolor.
CORO
Amanti, or che qui siete,
La danza disponete,
Ché amica dell'amor
Essa è la sola.
DICKSON
La danza s'apra omai.
NELLY
Ma pria ch'essa cominci
A me raccolti intorno
L'usato avvicendiam canto del giorno.
[I.]
Sta, o vergin, all'erta,
Ché alcuno t'esplora.
Nascosa, coperta
È un'alma che adora.
La notte dispare:
T'affaccia al balcone,
Se chiedi avvisare
Chi langue per te.
CORO
La notte dispare:
T'affaccia al balcone,
Se chiedi avvisare
Chi langue per te.
[II.]
NELLY
Tu devi, o vezzosa,
Cogli altri crudele,
Restarti nascosa,
Tenerti fedele;
Perché in questo giorno
Ad esso sei data,
E tutta l'annata
Tuo sempre esser de'.
CORO
Perché in questo giorno
Ad esso sei data,
E tutta l'annata
Tuo sempre esser de'.
Danze
SCENA NONA
I precedenti, il Re Edoardo, Arturo
e tutta la caccia.
EDOARDO
Perché restar dai giuochi?
Edoardo al piacere
Avversario non è... perché temere?
La gloria è bella;
Ma meglio di quella
Adoro il piacer.
Adoro l'ebbrezza,
Che i sensi accarezza,
Che infiamma il pensier.
Se il trono un giorno a me tolto verrà,
Io voglio per corona, o voluttà,
Il giglio onde s'infiora
Il sen della beltà!
La gloria è bella
Ma meglio di quella
Adoro il piacer.
Adoro l'ebbrezza,
Che infiamma il pensier.
ARTURO
(Sparve Duglas...
Pel capo suo pavento.)
EDOARDO
Al castel di Sterlinga
Per voi, miei cavalieri,
Questa notte gran festa!
DICKSON
(La Scozia avrà sua volta.)
SCENA DECIMA
I precedenti e Morton.
MORTON
Sire! Douglas il Nero, il cui castello
Oltre il lago s'innalza...
EDOARDO
Duglas il Nero!... ebbene?
MORTON
Egli era qui stamane.
NELLY, ARTURO e DICKSON
(Giusto Iddio!)
EDOARDO
Saria ver? rispondete,
O l'ira mia temete.
Se a tacer v'ostinate
Le torture sapran strapparvi il vero.
MORTON
Rispondi, o razza indocile!
EDOARDO
Dell'oro,
Dell'oro a chi Duglas dà in mio potere!
DICKSON e SCOZZESI
Il nostro onor mai non sarà macchiato.
EDOARDO
Ebben, la morte a chi asilo gli dona.
DICKSON e SCOZZESI
Chi a lui s'affida, il ciel non abbandona.
ARTURO, NELLY e DICKSON
O celeste providenza,
Tu lo stogli alla vendetta!
Deh! fa' pompa di clemenza:
L'alma mia confida in te.
UN PAGGIO, EDOARDO e MORTON
Ah! per lui non v'è pietade.
S'ei lo/mi sfida e l'ira affretta,
E lontan della vendetta
Pei ribelli il dì non è.
CORO
Ah! per lui non v'è più speme.
Se non piega innanzi al Re.
EDOARDO
(volgendosi rapidamente ad Arturo)
Va'! trionfa: ed il tuo zelo
Del superbo il fasto aggravi!
Colla morte il fallo ei lavi
Del suo stolto minacciar.
ARTURO
(Io sorpreso, incerto resto
A voler così funesto.)
EDOARDO
Tu m'udisti, Arturo: vanne,
E pietà non ascoltar.
MORTON e INGLESI
Guerra! guerra!
DICKSON e SCOZZESI
(Orrendo cenno!)
ARTURO
(Ah! Maria... come tuo padre
Mai salvare Arturo potrà?
S'io vacillo ei perirà!)
IL PAGGIO
(Ah! sciagura al temerario!
Niun ribelle ed avversario
Al suo sdegno sfuggirà.)
NELLY
(A sentenza così ria
Con suo padre anche Maria
Dal dolor perir dovrà.)
EDOARDO
Vanne, torna... ed alla festa
Il piacer ti attenderà.
MORTON
(La rovina è certa e presta:
Quell'altier perir dovrà.)
NELLY
(Ah! Maria ne morirà.)
ARTURO
(Palpitando il cor mi va.)
MORTON
(Quel suo capo alfin cadrà.)
IL PAGGIO e CORO
(Scampo aver ei non potrà.)
EDOARDO
Il piacer ti attenderà.
TUTTI
Cadan sul perfido - Che il dritto offende
Tutte le folgori - Mortali, orrende,
Che inesorabile - Nel suo furore
Nella sua collera - Sprigiona il ciel.
Atto I
Atto II
Atto III
ATTO SECONDO
Una sala nel castello di Duglas. Su di un
tavolino trovansi un mantello ed un casco
sormontato da un ramo di quercia.
SCENA PRIMA
Maria è seduta ed immersa nella più profonda tristezza.
Duglas sorte da un appartamento laterale.
DUGLAS
Assonna il Re... Di vindici si muova
In traccia adesso.
(Egli vede Maria e le si avvicina).
A fornir d'armi io vado
I difensori della causa nostra:
Mentre assente son io, del Re pensiero
Abbi tu, o figlia. - Ma tu piangi? Io forse
Cagion son io del tuo soffrir!... ma il deggio!
Dar potrei la tua mano ad un ingrato
Che per l'Anglia combatte,
Che, versando il mio sangue,
Può trarmi a' piedi tuoi domani esangue?
Ah! mia figlia, perdona l'affanno
Che per me soffrir deve il tuo cor;
Ma l'onor in me parla tiranno,
E fa muto ogni affetto d'amor.
Quando il Re chiama all'armi il soldato,
Questi pronto essere deve a perir.
Pria che affronti tuo padre il suo fato,
Ch'ei ti possa, o Maria, benedir.
(Duglas sorte dopo di aversi stretta al seno Maria).
SCENA SECONDA
Maria sola.
MARIA
Oh! nobil cor! Sì; dell'onor è questo
Il verace linguaggio:
In me, piangendo, ei vuol stillar coraggio.
Gran Dio! che far mi deggio?
Fuggir l'amante?... ingannare mio padre?...
Guerra crudeli la rabbia tua feroce
Questo misero cor fa disperato!
Segui l'opera tua, seguila... e quindi
Prenditi questa vita,
Ché la morte può sol porgermi aita.
Alla sventura mia predestinata,
Al pianto ed al dolor io venni nata,
Ma poscia che la vittima
Si dee trar al supplizio,
Quale mai speme a questo cor diletta
Per temprar tanto duolo a me si affretta?
Reggimi, o casto amore:
Consola tu il mio core!
Io t'amo, Arturo, io t'amo
E vivo solo in te.
Ma pur, se l'amor mio
È in ira al padre, a Dio,
Quest'alma a te volando,
Ti recherà sua fé.
Dannata a vivere - Ognor nel pianto.
Non hanno i giorni - Per me più incanto:
Coperto il sole - D'un mesto velo
Più lieto il cielo - Non fa per me.
Al sol pensiero - Del mio diletto,
Talor mi balza - Di gioia il petto;
Ma passeggiera, - Ma lusinghiera
Al mio dolore - Non dà mercé.
Or senza duol lasciar io posso il mondo!
Fatale onor! d'ogni mio bene a danno,
Ceder mi è forza al tuo voler tiranno.
Dannata a vivere - Ognor nel pianto,
Non hanno i giorni - Per me più incanto:
Coperto il sole - D'un mesto velo
Più lieto il cielo - Non fa per me.
Al sol pensiero - Del mio diletto,
Talor mi balza - Di gioia il petto;
Ma passeggiera, - Ma lusinghiera
Al mio dolore - Non dà mercé.
SCENA TERZA
Maria e Nelly.
NELLY
(accorrendo con ispavento)
Gl'Inglesi!
MARIA
Ciel!
NELLY
Circondano il castello!
Come a questo fuggir danno novello?
MARIA
E il padre mio?
NELLY
Silenzio!
E riprendete ardir. All'altra riva
Ei già pervenne.
MARIA
A te sien grazie, o Dio!
Ma il Re?
NELLY
Pel Re... tremate...
Pena di morte a chi sottrarlo intende
Al destin ch'Edoardo d'Inghilterra
A lui riserba;... e nessuno oseria...
MARIA
Vien!... l'oserà Maria.
(Si dirige verso l'appartamento del Re).
(Vari soldati inglesi compariscono nella
galleria del fondo).
Io?...
NELLY
Troppo tardi!
(Gl'Inglesi dietro l'ordine d Arturo, che li
accompagna, proseguono la loro marcia
nella galleria. Arturo si avanza).
SCENA QUARTA
Maria, Nelly e Arturo.
MARIA
Arturo!
ARTURO
A che, Maria,
Con aspetto sdegnato
Fissar lo sguardo in me? - Senza il pensiero
Di render salvi i giorni al padre vostro
Voi qui non mi vedreste.
MARIA
E saria vero?
ARTURO
Sì; Duglas fia che apprenda,
Qual, sfregiato da lui, riscatto io chiegga.
Ad esso mi guidate.
MARIA
Ad esso?
ARTURO
Incerta state?
MARIA
Questa cortese aita...
ARTURO
Ch'ei la sdegni credete?
MARIA
In error tratto,
E per orgoglio forse...
ARTURO
Ebben, voi sola
Con lord Duglas questo castel lasciate:
Io nol vedrò. Lo schifo che mi addusse,
Scorger vi può del lago al lido opposto;
Io per altro sentiero
Di Morton che mi segue
Lo sdegno ingannerò.
MARIA
Mercé ven rendo.
ARTURO
Maria...
MARIA
Quando per voi
Il proscritto avrò salvo,
Onde la vita è qui a ciascun si cara,
Da me avvertito il padre
Sopra ciò che per noi sfidava Arturo.
(Arturo parte).
SCENA QUINTA
Maria, Nelly, poi Bruce.
NELLY
Questo ch'ei vi offerì mezzo di scampo...
MARIA
(vivamente)
Nelly veglia al di fuori!
NELLY
Estremo è il danno!
(Nelly s'allontana. Maria si precipita verso
l'appartamento del Re. Bruce appare).
MARIA
Sir, venite e apprendete...
BRUCE
Io nulla ignoro.
MARIA
Seguitemi, ché il Re far salvo io bramo
Ingannando colui che adoro ed amo.
BRUCE
Oh quanto ti deggio
Pietosa famiglia!
Costanza, lo veggio,
Amor ti consiglia...
Mercede ten renda
Il cielo per me,
E Scozia difenda
E liberi il Re.
MARIA
Ah sire! fuggite,
Trascorre già l'ora.
Più dolce, più mite
Vi torni l'aurora,
Che bella di gloria
Doman sorgerà.
La vostra vittoria
Notabil sarà.
BRUCE
Partire e lasciarvi
Dovrei nel periglio?
MARIA
Pensate a sottrarvi
Dall'anglico artiglio...
Venite, ché tutto
Per voi tenterò!
BRUCE
Nel pianto, nel lutto
Lasciarvi dovrò?
MARIA
Al vostro rifugio
Pensare degg'io!
Troncate ogni indugio.
Vel prego per Dio;
Fuggite, ché il campo
Vi attende fedel.
Quest'ultimo scampo
V'è offerto dal ciel!
BRUCE
È santo il consiglio
Che dato mi viene.
Si fugga il periglio,
S'accolga la spene.
Al campo si corra
Che attende fedel.
E il ciel mi soccorra
Nel rischio crudel.
MARIA
(con angoscia)
Fuggite, deh! sire,
Trascorre già l'ora.
BRUCE
E sempre fuggire!
Oh smania che accora!
MARIA
(offrendo a Bruce un mantello ch'essa
ha preso sul tavolino)
Di questo mantello
Copritevi e uscite...
Il danno fuggite
Che sopra vi sta.
BRUCE
(avviluppandosi nel mantello)
Oh vero modello
D'amore e pietà!
MARIA
Al vosto rifugio
Pensare degg'io!
Troncate ogni indugio,
Vel prego per Dio,
Fuggite, ché il campo
V'attende fedel.
Quest'ultimo scampo
V'è offerto dal ciel.
BRUCE
È santo il consiglio
Che dato mi viene.
Si fugga il periglio,
S'accolga la spene;
Al campo si corra
Che attende fedel.
E il ciel mi soccorra
Nel rischio crudel!
(Bruce e Maria si dirigono verso la porta del fondo;
nel momento in cui dessi stanno per uscire, Arturo
comparisce: egli è pallido e tremante d'emozione).
SCENA SESTA
Bruce, Maria e Arturo.
MARIA
Arturo!
ARTURO
(Il ver fu detto.)
(Dopo un lungo silenzio durante il quale egli
tiene costantemente gli occhi fissi in Maria).
Quand'io men venni a voi
Onde il padre salvarvi... egli era lunge...
E il sapevate!...
MARIA
(Oimè!... che dirgli adesso?)
ARTURO
Perché farmen mistero? - Or chi volete
In quest'uomo salvar? - Non rispondete?
MARIA,BRUCE e ARTURO
Sorte iniqua! omai compita
La ventura è di mia vita!
MARIA
Quel suo sguardo al cor mi scende
E l'ingombra di terror.
ARTURO
Quell'orror che la comprende
Fa palese il reo suo cor.
BRUCE
Nel periglio che m'attende
Io trascino un fido cor.
ARTURO
Qual fé v'indusse a illudermi?
MARIA
Un voto io volea compiere...
ARTURO
Un voto? Oh vil pretesto!
Il nuovo è forse questo
Sposo rival... ch'io temo.
MARIA
Oh nol pensate!
ARTURO
Io fremo!...
La sua presenza, il tremito
Vostro, il silenzio, il tenero
Ch'io pur sorpresi addio...
MARIA
L'affanno, il prego mio
Bandisca il vostro error.
BRUCE
(Come scampar poss'io
E sincerar quel cor?)
ARTURO
(Furor geloso e rio
Mi strazia a brani il cor.)
Seguimi! avrò tua vita...
Tuo sangue, o il mio...
BRUCE
Se almeno!...
ARTURO
No, tutto è noto appieno.
BRUCE
Per me la sua clemenza...
ARTURO
Vieni, o la sua presenza
Me più non frenerà;
E innanzi a lei svenarti
Il ferro mio saprà.
MARIA
(togliendo dalla cintura dArturo un pugnale,
e gittandosi innanzi a Bruce come per fargli
difesa del suo corpo)
Ebben!... me non udite!...
A un vil furor servite!...
Ma... per l'eterno padre,
Pei mani di mia madre,
(con energia)
Dove azzardaste un passo
Me qui svenar saprò.
ARTURO
Ciel! voi l'amate!
(disperatamente)
Or fia!
(Breve silenzio dopo il quale Arturo riprende
con una calma piena di dolore).
Al vostro ben, Maria,
Soltanto io penserò.
Se quel contenditore
Che in mio potere or cade,
A danno del mio cuore
I vostri sensi invade,
Potrà sottrarlo a morte
Soltanto il vostro amor.
Che deggio far? - Parlate!
MARIA
Salvarlo!
ARTURO
Ah!
BRUCE
(Nobil cor!)
ARTURO
(Oh dolore!)
MARIA
(Oh terror!)
ARTURO
Alfin, crudel! palese
È il tuo fatale amor!
BRUCE
(Dovrà per me soffrire,
Per me morir quel cor! ...)
ARTURO
Ah! ti punisca, - Ti maledisca,
Donna spergiura, la terra e il ciel.
Me da quest'ora più non vedrai:
Soffersi assai - Per te, o crudel! -
BRUCE
(Invan salvarmi, - Invan sottrarmi
Al mio pretende destin crudel!
S'ei non si toglie dal tanto inganno
Morrà d'affanno - Quel cor fedel.)
MARIA
(Io maledetta, - Da lui reietta:
Io, che pur l'amo qual s'ama il ciel...
Mala mia tomba dirà alle genti
Tutti i tormenti - D'un cor fedel!)
ARTURO
Un cor tu squarci che t'adorava.
MARIA
(Il ciel m'aggrava - Col suo rigor!)
ARTURO
I giuramenti stamane uditi,
Eran mentiti...
MARIA
Tacer de' il cor.
ARTURO
Ah! ti punisca, - Ti maledisca,
Donna spergiura, la terra e il ciel.
Me da quest'ora più non vedrai:
Soffersi assai - Per te, o crudel.
BRUCE
(Invan salvarmi, - Invan sottrarmi
Al mio pretende destin crudel.
S'ei non si toglie da tanto inganno
Morrà d'affanno - Quel cor fedel.)
MARIA
(Io maledetta, - Da lui reietta:
Io, che pur l'amo qual s'ama il ciel...
Mala mia tomba dirà alle genti
Tutti i tormenti - D'un cor fedel.)
ARTURO
Ingrata, addio!
BRUCE
Restate.
MARIA
Oh! giusto ciel, che fate?
BRUCE
Pria d'accordarmi a simil sacrifizio
Preferisco la morte!
(volgendosi ad Arturo, e dignitosamente)
Sgombri l'amante!... io sono il Re proscritto.
ARTURO
Che ascolto! Voi, Roberto!
BRUCE
Io la riscatto
De' vostri dubbi.
ARTURO
E osavo io farle oltraggio!
Perdono.
BRUCE
Or disponete
Del capo mio.
ARTURO
Sire! lo schifo è presto;
Partite.
MARIA
(con gioia)
Oh ciel!...
SCENA SETTIMA
I precedenti, Morton con alcuni soldati inglesi.
MORTON
(vedendo Bruce, ch'egli riconosce)
Roberto Bruce! - In nome
Del Re, la vostra spada...
Io vi arresto.
ARTURO
Egli libero sortire
Potrà di qui.
MORTON
Lasciarlo?
ARTURO
Io lo comando.
Sì, allorquando un proscritto
In sua lealtade all'onor mio s'affida,
Rispettato sarà.
MORTON
Soldati, a voi!
SOLDATI INGLESI
Andiam!
ARTURO
Non v'accostate.
MORTON
Quando è per te delusa
D'Edoardo la speme,
Sconosco il tuo poter.
ARTURO
Almeno quello,
Quello conoscerai della mia spada.
(Si pone dinanzi a Bruce colla spada
impugnata).
BRUCE
(brandendo l'acciaro)
Cara saprò vender la vita.
SOLDATI INGLESI
Ebbene,
Il proverà l'acciaro!
(Mentre stanno per venire alle mani odesi
uno squillare di trombe lontano).
MARIA
Udite!...
BRUCE
Oh spene!
Questo udite suon guerriero...
MARIA
È Duglas! è il padre mio!
INGLESI
Egli ancor!... Duglas il Nero!
BRUCE
Me protegge un giusto Iddio.
MORTON
Quale insidia a lui fu tesa,
Edoardo apprenderà.
MARIA e BRUCE
Di sua nobile difesa
A Dio sol ragion dovrà.
ARTURO
Del proceder mio leale
Il Re sol ragione avrà.
MORTON e CORO
Un soldato disleale
Giusto il Re punir saprà.
(Morton esce precipitosamente co' suoi soldati).
SCENA OTTAVA
Bruce, Arturo, Maria; Duglas entra seguito
da diversi capi di Clan.
DUGLAS
(con gioia vedendo Roberto)
Salvo!
BRUCE
(indicandogli Arturo)
È per lui!
DUGLAS
Per lui?
(Tendendo la mano ad Arturo)
La man! - Con noi rimanti e avrai mia figlia.
ARTURO
(con trasporto)
Io sposo di Maria!
(poi tristamente soggiungendo)
Questa felicità tutta il cielo
Non è fatta per me.
MARIA
(Speranza estrema!)
ARTURO
Armato da Edoardo, e colmo fatto
De' benefici suoi,
Tradir nol posso.
MARIA
(Oimè!)
ARTURO
Me onor richiama
Sotto ai vessilli suoi.
BRUCE
L'avermi salvo
Può costarti la vita!
MARIA
(con ispavento e supplichevole)
Arturo! Arturo!
ARTURO
Compianto da un eroe,
Da un padre, da Maria,
Posso lieto affrontar la sorte mia.
BRUCE
Va' dunque, poiché un giuro t'incatena;
Ma nella pugna almeno
Non ti prema nessun de' nostri ferri.
(Togliendo un ramo di quercia dal casco che
trovasi sul tavolino e porgendolo ad Arturo)
Questo ramo di quercia,
Come un prezioso e santo talismano
Sul tuo cimier posato
A noi ti farà sacro, e insiem salvato.
BRUCE e DUGLAS
Il cielo pietoso
Ti renda glorioso
Del tratto glorioso
Che attesta tua fede,
E salvo ti faccia
Dall'ira funesta
Che forse si è desta
Nel sen del tuo Re.
MARIA e ARTURO
Ah quale nel core
Mi nasce sgomento!
Mancar di dolore,
D'affanno mi sento.
Sull'alma mi piomba
Il gel della tomba
Dovendo lasciarti,
Partirmi da te.
SCOZZESI
Il cielo ti scampi
Dall'ira funesta
Che forse si è desta
Nel sen del tuo Re.
(Arturo parte).
DUGLAS
Or mostratevi, o sire, onde la fede
Ricevere dei Clan presti a morire
Pel loro prence, e a vendicar accinti
La Scozia che in te spera.
BRUCE
Ed ho per me?...
DUGLAS
Tutta un'armata intiera.
(Partono).
Il teatro rappresenta un sito poco distante
dal castello di Duglas. Le rupi in anfiteatro
sono coperte di soldati e di Highlanders
armati di scuri e di picche, e portando delle
bandiere ai colori ed alle armi dei diversi
clan. Un gruppo di bardi guerrieri vestiti di
bianco, coperto il petto d'una corazza di
maglia di ferro, occupa il piano. Dalla loro
cintura pende una scure, e le loro fronti sono
cinte di quercia e di verbena. Essi si
avanzano avendo fra le mani delle arpe
d'oro.
SCENA NONA
Bardi, guerrieri, montanari, Nelly, donne
scozzesi; più tardi Bruce, Duglas e Maria.
BARDI
Il canto del bardo
Infiammi ogni core!
Fingallo al codardo
Ricusa favore.
Guerriero! la spada
Impugna e combatti;
L'ostile masnada
Confondi ed abbatti;
Difendi la Scozia,
Fa' salvo il tuo Re.
NELLY e DONNE
Rendete la pace
A queste montagne!
Le vostre compagne
Salvate col Re.
BARDI
Guerriero! la spada
Impugna e combatti:
L'ostile masnada
Sia sparsa da te.
(Bruce arriva accompagnato da Duglas e da Maria e seguito
da cavalieri scozzesi in arnese da guerra: le bandiere sagitano;
movimento generale d'entusiasmo).
TUTTI
Salvezza ed omaggio
Al solo di Scozia
Temuto signor.
BRUCE
Un giorno di gloria...
Per noi splende ancor.
La mia speme in voi s'affida:
Meco, o prodi, il ciel ci guida!
Sarà vostra la mia gloria
Vile adesso è il trepidar.
DUGLAS e BARDI
La sua speme in voi s'affida:
Alla pugna ei v'è di guida.
Lo seguite, e v'apprestate
Colla Scozia il Re a salvar.
DONNE
Fia che il cielo vi sorrida
Or che Bruce è vostra guida.
Combattendo a nostro scampo
Vorrà il ciel con voi pugnar.
GUERRIERI
Se il suo core in noi confida,
Saprem vincere, o morire...
Se alla pugna ei n'è di guida.
Sì!... morire, o trionfar.
All'armi! All'armi!...
(Quadro generale. L'armata scozzese agita le sue armi
ed unisce il suo grido di guerra al canto dei bardi.
I cavalieri ed i signori vessilliferi sfoderano le loro
spade e giurano di morire pel Re di Scozia).
Atto I
Atto II
Atto III
ATTO TERZO
Una stretta e cupa gola di montagna
dominata dal castello di Sterlinga edificato
sopra una rupe a picco. È notte.
SCENA PRIMA
Bruce solo.
BRUCE
Si; doman lo scozzese,
Libero alfine, il pianto suo tergendo,
Nel sen di sua famiglia
Scorderà i mali suoi.
Io pur, io pur fui padre... Oh rimembranza!
Oh figli!! a me v'han tolti
I predatori infami!... Oh! voi di cui son privo,
Quando compita avrò la mia vendetta,
Per unirci nel cielo Iddio mi aspetta.
Ah! non lontano è il dì,
Che a voi pur io verrò;
E il duolo io temprerò
Sul vostro seno.
Ogni mio ben sparì...
Ma tolto al suo dolor
Fia che respiri il cor
Contento appieno.
SCENA SECONDA
Bruce, Duglas, Dickson, una banda di
zingari e di giocolieri.
DUGLAS
(a Bruce indicandogli ai piedi delle
bastite l'ingresso d'un sotterraneo sentiero
nascosto da una rupe)
Quel sotterrano calle
Alla porta del Nord senza ritegno
Potrà condurci. Uniti a questi zingari
Nella piazza introdotti,
O destramente, o a forza,
Dà Dickson noi saremo in questa notte.
BRUCE
A rischio de' suoi dì.
DICKSON
Che importa!
DUGLAS
Andiamo.
A mezzanotte.
DICKSON
A mezzanotte.
BRUCE
Or quale
Aver brami segnale?
DICKSON
Quest'albero incendiato
Sarà il segnal bramato.
(S allontana con i zingari).
SCENA TERZA
Bruce, Duglas, cavalieri, montanari e
soldati scozzesi.
CAVALIERI e MONTANARI
Silenziosi la spada s'impugni.
E si assalga l'ostile coorte.
D'Edoardo giurammo la morte...
Muoia! muoia! s'appaghi il furor.
Nel suo sangue si vendichi il sangue
Che la Scozia ha per l'empio versato.
Maledetto, abborrito, esecrato
Ne sia il nome oltre il tumulo ancor.
Nota eterna d'eterno abbominio
Della Scozia al più vile odiator.
(Nel tempo di questo coro diverse bande di soldati
scozzesi passano silenziosi ai piedi della rupe sulla
quale innalzasi il castello. Bruce indica loro le varie
direzioni ch'essi devono prendere, quindi parte con
Douglas alla testa dei cavalieri e montanari).
(Il teatro rappresenta una sala costrutta per la festa
nella corte d'armi del castello di Sterlinga).
SCENA QUARTA
Il Re Edoardo ed i suoi cavalieri s'avanzano la coppa
alle mani: dei paggi versano loro da bere.
Alcune dame della corte sono assise ed intente alla
danza dei zingari chiamati alla festa, e fra i quali
Dickson ha potuto introdursi.
Il fondo della sala è chiuso in tutta la sua larghezza
da una ricca drapperia dipinta ad armi gentilizie.
I CAVALIERI
Beviam! beviam! convien goder:
Ghermir gli istanti del piacer.
L'ebbrezza
Carezza,
Avviva il desir...
Esauriamo il desir!
Cantiam l'amor - Che allieta il cor!
Del vin versato il buon licor.
Che schiumi,
Che fumi
A onor del vincitor.
Soggiorni, ove lieve
Ha Fingal riposo in ciel,
A noi le vostre beve
E di nettare e di miel.
EDOARDO
Ah sì! cantiam sino all'aurora!
Il piacer qui sia re;
Che la beltà sommetta ancora
I vincitori a sé.
CAVALIERI
Dolce legge! Ah sì! il piacer
Qui sol sia re.
EDOARDO
Se il dì la guerra noi schiavi tien,
Sia per l'amore la notte almen.
TUTTI
Beviam! beviam! convien goder:
Ghermir gl'istanti del piacer!
L'ebbrezza
Carezza,
Avviva il desir...
Esauriamo il desir!
Cantiam l'amor - Che allieta il cor
Del vin versato il buon licor.
Che schiumi,
Che fumi
A onor del vincitor!
Canzone a ballo
Montanine giovinette
Predilette
Della danza e dell'amor:
Regolate i vostri passi
Sulla ronda del pastor.
Vieni al ballo, al ballo affretta
O mia tenera angioletta,
Ché stringendoti al mio seno
Parlerò con te d'amor.
Ti dirò di quale affetto
Io per te mi strugga in petto:
E felice e lieto appieno
Fremerà di gioia il cor.
Montanine e giovinette,
Predilette
Della danza e dell'amor:
Regolate i vostri passi
Sulla ronda del pastor.
SCENA QUINTA
I precedenti, Morton, quindi Arturo.
MORTON
(interrompendo le danze)
Sir! gli Scozzesi ovunque prendono l'armi.
TUTTI
(tranne Edoardo)
Gli Scozzesi!
EDOARDO
Perché d'allarme il grido?
Avrem campo doman di soggiogarli...
Riempite, o paggi, or d'idromel le tazze.
MORTON
Io m'era impadronito
Del castel di Duglas...
EDOARDO
Ebbene?
MORTON
E Bruce...
E Bruce istesso era in mia man caduto.
TUTTI
Roberto Bruce?
MORTON
Sì: ma un traditore
A noi lo tolse.
EDOARDO
E il traditor?
ARTURO
(entrando)
Son io...
EDOARDO
Tu! Miserabil!
ARTURO
Indifeso egli era...
E innocente o colpevole il salvai.
Ma fido sempre a' giuramenti miei
A morire per voi qui mi rendei.
EDOARDO
Sì; tu morrai... ma d'una morte infame.
Sia disarmato.
(Un ufficiale delle guardie s'avanza presso
dArturo, che si toglie la spada per rimettergliela).
A me!
(Prendendo la spada)
Fidata un giorno
Questa spada io ti avea, ch'oggi avvilita
Ha il tuo delitto... Il carnefice infranto
Farà il tuo stemma e la tua vita, come
(spezzando la spada e gettandola a terra)
Io l'onor tuo qui frango.
CAVALIERI
Del vil si faccia omai giustizia.
EDOARDO
E tosto
Lo colpisca la scure!
(Le guardie si avanzano: in questo
movimento un grido fassi sentire: una
donna fende la calca: essa è Maria).
SCENA SESTA
I precedenti, Maria, Nelly.
MARIA
Oimè!... fermate!
ARTURO
Maria!
MORTON
(ad Edoardo)
Che figlia essa è a Duglas pensate.
MARIA
La morte che t'attende
Teco a sfidar son pronta:
E la vergogna e l'onta
Me pur dovrà colpir.
ARTURO
(al Re)
La morte che m'attende,
Meco a sfidar è pronta:
Di così perfid'onta
Non ti voler coprir.
NELLY
(La morte che lo attende
Seco a sfidar è pronta;
Ma il Re di scorno e d'onta
Non si vorrà coprir).
EDOARDO
(Trema, Duglas, ah trema!
La mia vendetta è pronta!
Della tua figlia l'onta
Te pur dovrà colpir.)
DICKSON
(Il Re di simil onta
Non si vorrà coprir.)
MORTON e CORO
(Della sua figlia all'onta
Duglas dovrà perir.)
CORO
Al supplizio il reo si renda.
Sia il suo nome a ognun d'orror.
EDOARDO
Sull'infame omai discenda
Colla morte il disonor.
CORO
Il disonor!
NELLY
Ah!... il disonor!
MARIA
Vieni, o barbaro! e rapita
Fa' la sua colla mia vita;
Ma l'obbrobrio, ma l'infamia,
Mai non colga un uom d'onor.
A ferir t'appresta, o indegno!
Tutto in noi sfoga il tuo sdegno...
Ma verrà che un dì ti colga
Tutta l'ira del Signor;
E su te cadrà l'infamia,
La vergogna e lo squallor.
CORO
Sciagura su di lor!
MARIA
Non so temer la morte,
Se Arturo è presso a me;
Ma un tanto orror la sorte
Vendicherà su te.
ARTURO
La vostra spada ultrice
Deh! piombi sol su me;
Salvate un'infelice
Che il troppo amor perdé.
EDOARDO
Quegli empi trascinate;
Sia muta ogni mercé;
E tutti vendicate
Gli oltraggi fatti al Re.
NELLY e DICKSON
Signor, a quei dolenti
Deh! non negar mercé;
E fa' che si rallenti
Lo sdegno in sen del Re.
MORTON e CORO
A morte! e vendicato
Così ne venga il Re.
Sottrarsi al loro fato
Possibil più non è.
(I soldati strascinano Arturo.
Maria si precipita nelle sue braccia.
Fragore di trombe al di fuori).
MARIA
Arresta! e pel tuo vivere a tua volta
Trema, o crudel!
Questo è il segnal! - Roberto
È signor del castello.
EDOARDO
Roberto?... Oh vana speme!
Noi vinceremlo... all'armi!
MARIA
E tardi! ei viene!
(La drapperia che chiude il fondo si apre
e vedesi le mura della fortezza rischiarate
da un incendio).
SCENA ULTIMA
Gli assedianti montano sui merli. Morton porge
al re una spada, i cavalieri cercano le loro armi;
le dame s'allontanano con ispavento.
La porta della muraglia cade sotto la scure degli
assalitori, che irrompono nel mezzo del tumulto.
Bruce e Duglas entrano colle spade in pugno,
seguiti dai bardi e dai cavalieri scozzesi che fanno
sventolare le loro bandiere.
Le mura si coprono di soldati e di montanari con fiaccole.
Maria si slancia nelle braccia di suo padre.
BRUCE
Vittoria! ah sì! - Del re di Scozia alfine
Riconosci il poter. - A questo prezzo
Libero sei.
EDOARDO
La mia spensieratezza
A tal fin mi conduce.
BRUCE
La salvezza della Scozia!
MARIA
E gloria a Bruce!
UOMINI
Il canto del Bardo
Accese ogni core!
Nessun fu codardo
Sul campo d'onore.
Del prode la spada
Difese la Scozia
E l'empia masnada
Sconfisse e sperdé.
DONNE
Su queste montagne
Tornata è la pace!
Le vostre campagne
Fur salve col Re.
Atto I
Atto II
Atto III
F I N E
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