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Gioacchino Rossini

(1792 - 1868)


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The Operas of Gioacchino Rossini



Il Turco In Italia


Gioachino Rossini

Dramma buffo in due atti

Libretto: Felice Romani

Personaggi:

Selim, principe turco che viaggia
Donna Fiorilla, donna capricciosa ma onesta
Don Geronio, uomo debole e pauroso
Don Narciso, cavaliere servente di Donna Fiorilla
Prosdocimo, poeta e conoscente di Don Geronio
Zaida, un tempo schiava e promessa sposa di Selim, poi zingara
Albazar, prima confidente di Selim,
poi zingaro seguace e confidente di Zaida



Atto primo
Atto secondo




Atto primo


Scena I

Luogo solitario fuori di Napoli.
Spiaggia di mare.
Colle da un lato sparso di casini di campagna
che si vedono in lontananza, e di tende custodite da Zingari.
Una truppa di Zingari è sul colle, un'altra al piano,
tutti occupati a differenti uffici.

Zaida, Albazar, indi il Poeta

N. 1 Introduzione

ZINGARI

Nostra patria è il mondo intero
Ed in sen dell'abbondanza
L'altrui credula ignoranza
Ci fa vivere e sguazzar.

ZAIDA

Hanno tutti il cor contento,
Sol la misera son io!
Ho perduto l'amor mio,
E nol posso più trovar.

ALBAZAR

Consolatevi una volta;
Divertitevi con noi.
Su ... corraggio! tocca a voi
La canzone a cominciar.

POETA

Ho da far un dramma buffo,
E non trovo l'argomento!
Questo ha troppo sentimento,
Quello insipido mi par.

ZINGARI

Nostra patria è il mondo intero, ecc.

POETA

Come! Zingari! perbacco ...
Gioia, canti, colazione!
Oh! che bella introduzione
Vi sarebbe da cavare!

ZAIDA, ALBAZAR, poi ZINGARI

Nostra patria è il mondo intero, ecc.

POETA

Bravi! Bene!
Oh! che bella introduzione, ecc.

Scena II

Il Poeta solo
(Recitativo)

POETA

Ah! se di questi Zingari l'arrivo
Potesse preparar qualche accidente,
Che intrigo sufficiente
Mi presentasse per un dramma intero!
Un bel quadro farei tratto dal vero.
Abbandonar bisogna
Il pensier sopra i capricci
Della bella Fiorilla:
Hanno già messo in scena
Dei Poeti d'ogni razza
Sciocco marito, ed una moglie pazza.
Ecco appunto Geronio
Che ha la pazzia di farsi astrologare:
Corro i Zingari presto ad avvisare.
(Il poeta sale il colle e si vede accennare ai Zingari
Geronio il quali esce dalla parte opposta meditando.)


Scena III
Don Geronio, indi Zingari e Zingare
N. 2 (Cavatina)

GERONIO

Vado in traccia d'una Zingara
Che mi sappia astrologar:
Che mi dica in confidenza,
Se col tempo e la pazienza,
Il cervello di mia moglie
Potrò giungere a sanar.
Ma la Zingara ch'io bramo
È impossibile trovar.
Il cervello di mia moglie
È formato di tal pasta
Che un astrologo non basta
Come è fatto ad indagar.

ZAIDA, ZINGARE

Chi vuol farsi astrologar!

GERONIO

Ecco appunto a me vicino
Uno stuol di Zingarelle.

ZAIDA

Noi leggiamo nel destino,
Noi leggiamo nelle stelle:

ZAIDA, ZINGARE

Chi vuol farsi astrologar!

GERONIO

Zingarelle!

ZAIDA, ZINGARE

Qua la mano.

GERONIO

Aspettate ...

ZAIDA, ZINGARE

Presto, presto.

GERONIO

Piano, piano, piano, piano.

ZAIDA

Siete nato ...

GERONIO

Sì... In che giorno?

ZAIDA

Era il sole in Capricorno.

GERONIO

Son garzone od ammogliato?

ZAIDA

Qua la fronte. Maritato.

GERONIO

Quando ... Come vi accorgete?

ZAIDA

Sotto il segno dell'Ariete.

ZAIDA, ZINGARE

Infelice! poveretto!

GERONIO

Cos'è stato, cos'è nato?

ZAIDA, ZINGARE

Che fatal costellazione!

GERONIO

Qualè?

ZAIDA, ZINGARE

Il segno del montone!

GERONIO

Eh! levatevi d'attorno,
Eh! toglietevi di qua!
Ah! mia moglie, san chi sono
Fino i zingari di piazza;
Se tu segui a far la pazza
Tutto il mondo lo saprà.

ZAIDA, ZINGARE

Che fatal costellazione!

GERONIO

Eh! lasciatemi buffone!

ZAIDA

Il montone! ah! ah! ah!

GERONIO

Eh! toglietevi di qua!
Ah! mia moglie san chi sono, ecc.

ZAIDA, ZINGARE

Che fatal costellazione! Ah, ecc.
(Geronio fugge via seguitato dalla truppa de' Zingari.
Mentre Zaida con Albazar vogliono allontanarsi,
esce il poeta che li trattiene.)


Scena IV
Il Poeta, Zaida ed Albazar

(Recitativo)

POETA

Brava!
Intesi ogni cosa:
Voi siete, Zingarella, spiritosa.
Qual è la vostra patria?

ZAIDA

Ebbi la vita
Del Caucaso alle falde.

POETA

E qual ventura
Da sì lontane terre
Qui vi tragge raminga?

ALBAZAR

I casi nostri sono un romanzo.

POETA

(Buono!)
Sarete stata certo
In qualche serraglio.

ZAIDA

Un dì felice schiava
In Erzerum vissi
Di Selim Damelec.

ALBAZAR

E i mali suoi
Han principiato di là.

POETA

Cosa v'avvenne?

ZAIDA

Udite:
Egli mi amava, e sposarmi volea:
Le mie rivali
Mi fanno agli occhi suoi
Infida comparir:
Cieco e furente
Lo rende gelosia,
Ed impone a colui che morta io sia.
Albazar mi salvò. Lungo sarebbe
Il dir quanto soffersi, in quanti modi
Crudo destin m'offese,
Come qui, con tal gente, in questo arnese.

POETA

Un bel pensier mi viene
Che può farvi felice.

ZAIDA

In qual maniera?

POETA

Debbe arrivar stasera
Un certo Principe
Turco, il qual viaggia
Per visitar l'Italia, ed osservar
I costumi Europei.

ZAIDA

Mi sembra strano
Che salti in testa a un Turco
Questa curiosità.

POETA

Il caso è molto raro in verità.
Ma pur sicuramente egli è aspettato;
Anzi gli han preparato
Un palazzo magnifico, e una festa.
Pochi giorni qui resta,
Poi ritorna in Turchia:
Dov'ei conosca la fé del vostro core
Si farà coll'amante mediatore.
Dite: miglior idea ...

ALBAZAR

Trovar non si potea.

ZAIDA

Facil vi fia al Principe l'ingresso?

POETA

Se a Selim ritornarvene bramate
Lasciate fare a me.

ZAIDA

Sì: non ho pace
Lunge di lui
Benché con me crudele
L'amo, l'amai:
Sempre gli fui fedele.
(Partono per il colle.)

Scena V

Fiorilla accompagnata da varie sue amiche,
come chi ritorna da una passeggiata

N. 3/1 (Cavatina)

FIORILLA

Non si dà follia maggiore
Dell'amare un solo oggetto:
Noia arreca, e non diletto
Il piacere d'ogni dì.
Sempre un sol fior non amano
L'ape, l'auretta, il rio;
Di genio e cor volubile
Amar così vogl'io,
Voglio cangiar così,
Voglio cambiar così.
Non si dà follia maggiore, ecc.

N. 3/2 Coro, (Cavatina) e Duettino)
(Intanto si vedrà passare una nave,
la quale gittato in mare un battello si fermerà sull'ancora.
Il battello si avvicina a terra recando Selim
accompagnato da molti Turchi.)


CORO

Voga, voga,
A terra, a terra.

FIORILLA

Un naviglio! Turco pare.

CORO

Dal travaglio avuto in mare
Riposar potremo qua.

FIORILLA

In disparte ad osservare
Noi starem che approderà.
(Fiorilla si ritira. Intanto approda il battello, e sbarca Selim.)

CORO

E scordare il ciel d'Italia
Ogni pena ci farà.

SELIM

Bella Italia, alfin ti miro,
Vi saluto amiche sponde;
L'aria, il suolo, i fiori, e l'onde
Tutto ride e parla al cor.
Ah! del cielo, e della terra,
Cara Italia sei l'amor.

FIORILLA

(Intanto si sarà fatta vedere con la sua compagnia.)
(Che bel Turco! Avviciniamoci.)

SELIM

(Quante amabili donzelle!)

FIORILLA

(Anche i Turchi non mi spiacciono.)

SELIM

(L'Italiane son pur belle.)

FIORILLA

(Vo' parlargli.)

SELIM

(Vo' accostarmi.)

FIORILLA, SELIM

(E mi voglio divertir.)

FIORILLA

Serva ...

SELIM

Servo.

FIORILLA

(È assai garbato.)

SELIM

(Oh! che amabile visetto!)
Son davvero fortunato
D'incontrar si vago oggetto.

FIORILLA

Anzi è mio tutto il favore
D'incontrare un gran signore
Così pien di civiltà.

SELIM

(Son sorpreso.)

FIORILLA

(È già ferito.)

SELIM

(Che avvenenza!)

FIORILLA

(È nella rete.)

SELIM

Voi, signora, mi piacete.

FIORILLA

Non mi burli ...

SELIM

In verità.

FIORILLA

(Con un poco di modestia
Io so ben quel che si fa.)

SELIM

(Quell'amabil modestino
Più gentil sembrarla fa.)

FIORILLA

Addio signore.

SELIM

Partite?

FIORILLA

Vo' passeggiando un poco.

SELIM

Che venga anch'io gradite?

FIORILLA

È troppo onor.

SELIM

(Che foco!)

FIORILLA

Ah!

SELIM

Carina!
Voi sospirate?
Ah!

FIORILLA

Voi pure.

SELIM

Anch'io.

FIORILLA, SELIM

Perché?

SELIM

Perché una fiamma insolita
Sento che avvampa in me.
(Fiorilla gli porge la mano,
che Selim stringe teneramente,
allora Fiorilla corrisponde alla tenerezza di Selim.)


FIORILLA, SELIM

Cara mano al sen ti premo;
Non ti voglio più lasciar.

FIORILLA

(Non è poi così difficile
Questi Turchi a conquistar.)

SELIM

(Non è poi così difficile
L'Italiane a conquistar.)

FIORILLA, SELIM

Cara mano, ecc.
(Partono dandosi il braccio.)

Scena VII
Il Poeta, indi Narciso

(Recitativo)

POETA

Della Zingara amante
Non è buffo il carattere,
Ma bello e interessante.
È teatrale il principio dell'opera,
Ma non ci vedo intreccio naturale.

NARCISO

Poeta!

POETA

Don Narciso!
Come! siete qui solo?
Io vi credea della Fiorilla in compagnia.

NARCISO

Venne meco; ma poi prese altra via.
Ditemi: la vedeste?

POETA

Io no.

NARCISO

(Colei ha qualche intrigo
Che mi tien nascoso.)

POETA

(Pensa il servente cavalier geloso.)

N. 3 bis Cavatina

NARCISO

Un vago sembiante
Di gioia m'accende;
Un'alma incostante
Tremare mi fa:
E intanto quest'alma,
Fra gioia e timore,
Perduta ha la calma,
Sol vive al dolore,
Delira, sospira,
Più pace non ha.

Scena VIII
Don Geronio, e detti


GERONIO

Amici ... Soccorretemi ...
Consigliatemi ...
Io son fuori di me.

NARCISO

Perché? Che avvenne mai?

POETA

Che cosa c'è?

GERONIO

In questo punto io vidi
Mia moglie con un Turco.

POETA

Un Turco!

NARCISO

(Infida!)

GERONIO

In casa mia lo guida
A prendere il caffè.
Sian maledetti
Tutti i Turchi del mondo.

POETA

Un punto è questo
Da farsi molto onore.

GERONIO

Io non mi curo
D'aver in casa mia
Il gemmato turbante
Di Selim Damelec.

POETA

Che? Selim ... Davvero?
L'amante della Zingara! Perbacco!
Questo arrivo improvviso
È un bel colpo di scena ...
Il dramma è fatto.
Apollo ti ringrazio.

NARCISO, GERONIO

È matto.

N. 4 Terzetto

POETA

Un marito scimunito!
Una sposa capricciosa!
No: di meglio non si dà.

GERONIO

Mio signor che burla è questa?
Mi rispetti, o che la testa
Qualchedun le romperà.

POETA

Un galante supplantato
Da un bel Turco innamorato!
Un amante supplantato!
Oh! che intreccio che si fa.
Ah! ah! ah! ah! ah! ah!

NARCISO

Per chi intende di parlare?
Non ci venga ad insultare
O con me da far l'avrà.

POETA

(ora all'uno, ora all'altro)
Ma signor, perché si scalda?
Lei signor, perché s'infiamma?
Sceglier voglio per un dramma
L'argomento che mi par.

GERONIO

Scelga pure un argomento
Che a' miei pari non s'adatti,
E i mariti non maltratti,
Che san farsi rispettar.

POETA

Scelier voglio per un dramma, ecc.

NARCISO

Lasci vivere i galanti,
E non badi al loro stato;
O un poeta bastonato
Io farò nel dramma entrar.

POETA

Atto primo,
Il marito con l'amico ...
Scena prima,
Moglie ... Turco ... Grida ... Intrico.
No: di meglio non si dà.

GERONIO, NARCISO

Atto primo, scena prima.
Il poeta per l'intrico.
Dal marito e dall'amico
Bastonate prenderà.

Scena IX
Appartamenti elegantemente mobigliati
in casa di Don Geronio. Sofà, Tavolino, Sedie, ecc.

Fiorilla accompagnata da Selim
(Recitativo)

FIORILLA

(ad un servo che parte)
Olà: tosto il caffè.
Sedete.
(Siedono.)

SELIM

Ammiro
Di questo gabinetto i ricchi arredi;
Ma per sì gran beltà come la vostra
Un tempio ci vorria,
E n'avreste uno magnifico
In Turchia.

FIORILLA

Qualche serraglio forse?
È ver che i Turchi son tanto gelosi?

SELIM

Ah! se un tesoro
Possedessero eguale,
Della lor gelosia sarien scusati;
Vi amerebbero più che non credete.
(È recato il caffè.)

FIORILLA

Ecco il caffè.

SELIM

(Non posso più!)

FIORILLA

versando, e porgendo)
Prendete.

SELIM

(Che mano delicata!)

FIORILLA

Il zucchero è bastante?

SELIM

(Che maniera elegante!
E che begli occhi
E che foco in lor scintilla!)

FIORILLA

A che pensate mai?

SELIM

Penso a Fiorilla.

FIORILLA

(Il Turco è preso.)
Quante donne amaste?
Quante vorreste averne?

SELIM

Una ne amai, né voleva amar più:
Ma presso a voi
Sento ch'è forza ancor arder d'amore.
Deh! se gradir l'affetto mio volete,
L'unica del mio cor fiamma sarete.

N. 5 Quartetto

FIORILLA

Siete Turchi: non vi credo:
Cento donne intorno avete:
Le comprate, le vendete
Quando spento è in voi l'ardor.

SELIM

Ah! mia cara, anche in Turchia
Se un tesoro si possiede
Non si cambia, non si cede,
Sente un Turco anch'ei l'amor.

Scena X
Don Geronio, e detti


GERONIO

(sulla porta)
Ecco qui ... da soli a soli ...
Che mi tocca sopportare?
È permesso?
(entrando)
Si può entrare?
Sperar posso un tal favor?

SELIM

Che pretende quell'ardito?

FIORILLA

Vi calmate: è mio marito.

SELIM

(balzando in piedi, e snudando un pugnale)
Il marito! Indietro ... Presto ...

GERONIO

Come? Ahimè ... Che tratto è questo?

SELIM

Il marito! Indietro ... Indietro ...

GERONIO

Aiuto! aiuto!

FIORILLA

Compatite: è qui venuto
Poverino a farvi onore.

SELIM

Non mi fido.

GERONIO

Sì signore.

Scena XI
Don Narciso in disparte, e detti


NARCISO

(Ciel che vedo! L'incostante
Già del Turco è fatta amante.)

FIORILLA

E domandavi il favore
Di baciarvi ... la zimarra.
(Costringe il marito a baciare la vesta del Turco.)

GERONIO

Di baciarvi, sì signore.
La zimarra, sì signore,
Presto, presto, presto, qua.

SELIM

Io stupisco, mi sorprende,
Son gli italici mariti
Più de' Turchi assai compiti,
Sono pieni di bontà.

FIORILLA

(Oh! che scena!) Dite bene:
(Vecchio stolido) i mariti
(Me la godo!) son compiti,
Sono pieni di bontà.

GERONIO

(Maledetto!) dice bene:
(Ah! pettegola!) i mariti
(Crepo, schiatto) son compiti,
Sono pieni di bontà.

NARCISO

(Ah! lo vedo: i torti miei,
Sventurato, son compiti.
Giusto amor! Deh! sian puniti
Tanti oltraggi che mi fa.)

SELIM

Io stupisco, mi sorprende, ecc.
(Narciso si avanza e dirige il discorso a Geronio:
allora tutti si pongono intorno a Geronio
tirandolo in disparte a vicenda.)


NARCISO

Come! Sì grave torto
Soffrir potete in pace?

SELIM

Che vuol da voi l'audace?

GERONIO

Nulla, nulla.

FIORILLA

Che mai pretende?

GERONIO

Niente, niente.

FIORILLA

Che dire intende?

SELIM

Nol voglio in mia presenza.

GERONIO

Politica ... prudenza!

NARCISO

Sentite,

SELIM

Qua.

NARCISO

Sentite,

FIORILLA

Via su.

GERONIO

Ma sono stufo omai,
Che non ne posso più.

SELIM

(appressandosi a Fiorilla, e parlandole in disparte)
Teco parlar vorrei,
T'attendo in riva al mar.
(Costar mi fan dispetto,
È meglio uscir di qua.)

FIORILLA

(a Selim)
Ma pria di lasciarmi
Volgetemi almeno
Il ciglio sereno,
Un guardo d'amor.
(Quei due seccatori
Si rodano il cor.)

SELIM

(per partire, e ritornando indietro;
a Fiorilla)

Ma pria di lasciarvi
Volgetemi almeno
Il ciglio sereno,
Un guardo d'amor.
(Quei due seccatori
L'assediano ognor.)

NARCISO

(a Geronio)
Dovreste mostrarvi
Men debole almeno:
Mirate: son pieno
Per voi di rossor.
(Mi straziano l'alma
Lo sdegno e l'amor.)

GERONIO

(a Narciso)
Non posso spiegarvi
La rabbia che ho in seno:
Son tutto veleno,
Son tutto furor.
(Ma pure mi calma
Del Turco il timor.)
(Partono Selim, Fiorilla, Narciso da parte opposta:
resta in iscena Geronio che passeggia a lunghi passi.)


Scena XII
Don Geronio, ed il Poeta
(Recitativo)

POETA

(Sono arrivato tardi;
Il Turco è già partito.
Oh! buon segno:
Sbuffar veggo il marito.)

GERONIO

(Un vecchio far non può maggior follia
Che una moglie pigliar che giovin sia.)
Poeta! Non ti sembra
Ch'io meriti pietà?
Qui l'ho sorpresa
Vagheggiata dal Turco,
Ed il bastion ammazzar mi volea.

POETA

Bene!

GERONIO

Che dici?
Mi astrinse, per placarlo,
A baciargli il vestito.

POETA

(Oh! il bel terzetto!)

GERONIO

E qui restava ancor se Don Narciso
Non arrivava a tempo, e non prendea
Giusta difesa d'oltraggiato sposo.

POETA

(Che scena! che quartetto prezioso!)

GERONIO

Ma di che vai parlando?
Io non intendo.

POETA

Scusate: disponendo
Stava un dramma burlesco.
Or che pensate
Di dire a vostra moglie?

GERONIO

Oh! s'ella fosse docil
Com'era la mia prima sposa!
Le mie ragioni far valer potrei;
Ma il rovescio è costei della medaglia.

POETA

È tal perchè in voi trova un uom di paglia.
(parte)

Scena XIII
Don Geronio, indi Fiorella


GERONIO

Il Poeta ha ragione. È la pazienza
La virtù de' somari. Alfin son io
Che devo comandar in casa mia.
O quel Turco, o mia moglie vada via.

FIORILLA

(È Geronio ancor qui! Cattivo incontro!
Sarò costretta per un quarto d'ora
Ad ascoltar precetti di morale.)

GERONIO

(Eccola: gravità!)

FIORILLA

(Predichi quanto vuol; tacer dovrà.)

GERONIO

Quanti bocconi amari
Mi si fanno inghiottir!

FIORILLA

Con chi l'avete?

GERONIO

Con una donna pazza, bizzarra, capricciosa,
Che per disgrazia a Don Geronio è sposa.
Stanco son io ...

FIORILLA

Vi prego di non gridar sì forte
Che duolmi un poco il capo.

GERONIO

Anche a me duole.
Ma cospetto! ... Farò ...

FIORILLA

Non vi scaldate.
Voi sempre vi lagnate.
Anch'io ragione avrei di lamentarmi,
Eppur cheta mi sto.

GERONIO

Voi! questa è bella!
E qual motivo mai datovi avrei?

FIORILLA

Fate i vostri lamenti in faccia ai miei.

GERONIO

Ebben: di voi mi lagno
Che cambiata vi siete,
E che il marito far crepar volete.

FIORILLA

Di voi mi dolgo anch'io per la ragione
Che vi siete cambiato.

GERONIO

Io!

FIORELLA

Ve lo provo.
Amabil come un dì più non vi trovo.

N. 6 Duetto

GERONIO

Per piacere alla signora
Che ho da far vorrei sapere.

FIORILLA

Voi dovete ognor tacere
Mai di nulla sospettar.

GERONIO

Ma se ascolto ...

FIORILLA

Si fa il sordo.

GERONIO

Ma se vedo ...

FIORILLA

Si fa il cieco.

GERONIO

No, signora, non l'accordo,
Vo' vedere, e vo' parlar.

FIORILLA

Passerete per balordo,
Vi farete corbellar.

GERONIO

Alle corte: in casa mia
Non vo' Turchi né Italiani;
O mi scappa ...

FIORILLA

Che pazzia!

GERONIO

Qualche cosa dalle mani.

FIORELLA

Voi dovete ...

GERONIO

Alle corte, in casa mia, ecc.

FIORILLA

Via: carino, vi calmate.

GERONIO

Come! Ancora mi burlate?

FIORILLA

No mia vita, mio tesoro,
Se vi adoro ognun lo sa.
Voi, crudel, mi fate oltraggio? ...
Mi offendate? ...

GERONIO

(Addio coraggio.)

FIORILLA

Voi vedete il pianto mio
Senz'aver di me pietà!

GERONIO

No, Fiorilla, t'amo anch'io
Egualmente ognun lo sa.

FIORILLA

Ed osate minacciarmi!
Maltrattarmi! spaventarmi!

GERONIO

Perdonate ...

FIORILLA

Mi lasciate.

GERONIO

(correndole dietro)
Fiorilletta! ...

FIORILLA

Vo' vendetta.

GERONIO

Fiorillina!

FIORILLA

Via di qua.
Per punirvi aver vogl'io
Mille amanti ognor d'intorno,
Far la pazza notte e giorno,
Divertirmi in libertà!
(Con il marito di tal fatta
Ecco qui come si fa.)

GERONIO

(Me meschino!) Ah! no, ben mio ...
(Cosa ho fatto!) In pace io torno.
(Or sto fresco!) Notte e giorno!
Questa è troppa crudeltà.

FIORILLA

Non v'ascolto ... Via di qua.
(Con marito di tal fatta,
Ecco qui come si fa.)

GERONIO

Fiorilletta! ... Fiorillina!
(Ah! l'ho detto; nacque matta,
E più matta morirà.)
(Partono.)

Scena XIV
Poeta solo
(Recitativo)

POETA

Ho quasi del mio dramma
Finito l'orditura;
Ma un atto è poco a un dramma,
E Orazio dice che minore
Di cinque esser non può.
Ma in due parti dividerlo io dovrò,
Che gli uditori miei
Sarian ben resto, caro Orazio, stufi,
Se fosser di cinque atti i drammi buffi.
Intanto della Zingara
Si vada in traccia:
A lei Selim si scopra,
E tutto, onde sia suo,
Pongasi in opra.

Scena XV
È notte. Spiaggia di mare, ecc. come nella scena I.
Nave di Selim ancorata. Campo Zingaresco illuminato.

Zingari, e Zingare occupate a diversi uffici, ecc.
Zaida ed Albazar


N. 7 Finale dell'Atto Primo

ZINGARI

Gran maraviglie
Ignote al sole,
Udir chi vuole,
Chi vuol mirar?

ZAIDA

Il passato, ed il futuro
Chi desia di penetrar?
Non v'è arcano tanto oscuro
Ch'io non possa disvelar.

ZINGARI

Gran maraviglie, ecc.

Scena XVI
Selim, indi il Poeta e detti


SELIM

Per la fuga è tutto lesto;
Buono il vento, cheto il mar:
Impaziente io qui m'arresto
La mia bella ad aspettar.

POETA

(Qui è Selim!
Senza conoscerlo
Zaida ad esso s'avvicina.)

ZAIDA

Dalla Zingara indovina
Chi vuol farsi astrologar?

SELIM

Zingarella, vieni avanti:
Che ti dicono i pianeti?

ZAIDA

Ah! qual voce! ... qual sembiante!
Non ho forza di parlar.

POETA

(Or si fa lo scoprimento;
Vi sarà uno svenimento,
Vo un sedile a preparar.)

SELIM

Che t'annunzia la mia sorte
Di funesto e duro tanto,
Che sugl'occhi quasi il pianto
Io ti veggo tremolar?

ZAIDA

Per ingiusta gelosia
Veggo Zaida tratta a morte;
Però t'ama, e sol desia
Di poter con te tornar.

SELIM

Dove vive l'infelice?
L'infelice dove vive?
Ma ... non erro ... Zaida bella!

ZAIDA

Si, signor, io sono quella!

SELIM

Vieni a me mio caro bene.

ZAIDA, poi SELIM

Ecco il fin delle mie pene
Sola mia felicità.

POETA

(V'è il sedile, e non si sviene;
Colle regole non va.)
(Si allontanano, indi ritornano.)

Scena XVII
Don Narciso, e detti, indi Fiorilla travestita,
e colla faccia coperta da un velo,
in ultimo Don Geronio


NARCISO

Perché mai se son tradito
Crudo amor il cor m'accendi?
O l'amante alfin mi rendi,
O mi dona libertà.
(Don Narciso si perde tra la folla:
esce allora Fiorilla seguita
da un Coro di sue amiche.)


CORO

Evviva d'amore
Il foco vitale,
Delizia del core,
Del mondo piacer.

FIORILLA

Chi servir non brama amor,
S'allontani: io l'ho con me.
Per domar superbo core
Arco e face Amor mi diè.

SELIM

Che bel canto! che presenza!

GERONIO

Qui mia moglie ha da venire,
Voglio fare ... voglio dire ...
Se la trovo sentirà.

FIORILLA

Vago e amabile straniero!

SELIM

Bella ninfa!

GERONIO

(Chi s'appressa?)

NARCISO

(Par Fiorilla.)

GERONIO

(Sembra lei.)

POETA

(Qui Geronio, qui l'amante!)

SELIM

Deh! scoprite il bel sembiante.

ZAIDA

(Siam da capo: è già cambiato.)

SELIM

Vi scoprite, vi scoprite.

FIORILLA

Infido! ingrato!
Così m'ami?
Guardami, guardami.
(Si toglie il velo, e tutti coloro
ch'erano accorsi a vedere gridano.)


FIORILLA, poi SELIM, ZAIDA, NARCISO, GERONIO

Ah! che il cor non m'ingannava,
Certi sono i torti miei.
Io mi sento in faccia a lei
Dallo sdegno lacerar.

SELIM

Ah! che il cor non m'ingannava,
Osservava i passi miei.

POETA

Questa scena ci mancava
Per compire i versi miei.

SELIM

Io non oso in faccia a lei
Per vergogna il ciglio alzar.

POETA

Vi è sorpresa a cinque e a sei,
Gran finale si può far.

ZAIDA

(volgendosi dispettosa a Fiorilla
che dispettosa egualmente le risponde)

Vada via: si guardi bene
Di cercar l'amante mio.

FIORILLA

Quel signor non le appartiene.
Qui con lui restar vogl'io.

SELIM

Ma sentite ... vi calmate.

NARCISO

(a Geronio)
Voi che dite? Non parlate?

GERONIO

Presto a casa, a casa presto ...

ALBAZAR

Che disordine è mai questo?

POETA

Oh! che scena singolar!

ZAIDA

Lo vedremo, lo vedremo ...

FIORILLA

A veder ci sarem due.

ZAIDA

Mia signora, non la temo.

FIORILLA

Le civette pari sue ...

ZAIDA

Le pettegole sue pari ...

FIORILLA, ZAIDA

Saprò bene castigar.

ZAIDA

(quasi azzuffandosi)
Come! come! a me pettegola!

FIORILLA

Cospetto! a me civetta!

ZAIDA

Sei tu sola la pettegola,

FIORILLA

Sei tu sola la civetta,

ZAIDA, FIORILLA

Frasca, sciocca, impertinente ...
Che maniera di parlar!

SELIM

Cosa fate? Olà placatevi.

GERONIO

Quale sdegno ... qual rumore?

NARCISO

Ma Fiorilla vergognatevi ...
Zaida oibò! ... non hai rossore.
Deh! parlate colle buone,
Non vi state a cimentar.

POETA

(godendo dello spettacolo)
Seguitate ... via ... bravissime!
Qua ... là ... bene; in questo modo
Azzuffatevi, stringetevi,
Sgraffi ... morsi ... me la godo.
Che final! che finalone!
Oh! che chiasso avrà da far.
Stretta del Finale

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO,
ALBAZAR, POETA, GERONIO, SELIM

Quando il vento improvviso sbuffando
Scuote i boschi, e gli spoglia di fronde;
Quando il mare in tempesta mugghiando
Spuma, bolle, flagella le sponde:
Meno strepito fan di due femmine
Quando sono rivali in amor.






Atto secondo


Atto primo
Atto secondo


Scena I
Camera in una Locanda. Tavolini con lumi, ecc.

Don Geronio ed il Poeta seduti, e bevendo
(Recitativo)

POETA

Via ... cosa serve? Omai
Bisogna darsi pace:
Ella fra poco
Colla sua compagnia
A cenar qui verrà:
Potrete allora corla sul fatto:
Ora bevete
E in bando vadan
Un solo istante
La moglie capricciosa, ed il galante.

GERONIO

Caro Poeta mio,
Darei la testa
Nella muraglia, se a' capricci suoi
E alla mia cecità
Volgo il pensiero ...

POETA

Sofferenza ci vuole.
Anche un bicchiero.
(versandogli da bere)
(Prevedo qualche incontro:
Il vin potrebbe
Porger qualche coraggio al scimunito,
Altrimenti il mio dramma è già finito.)

Scena II
Selim e detti


SELIM

A proposito, amico,
Senza molto certarti io qua ti trovo.
Gran cose debbo dirti.

POETA

(Intrigo nuovo.)

GERONIO

E grandi cose anch'io
Bramava dirvi appunto.

POETA

(Io mi ritiro
Per schivare ogni impegno e notar tutto.)
(Se ritira, e di tanto in tanto si fa vedere esplorando.)

SELIM

Io t'ascolto.

GERONIO

Parlate.

SELIM

Ebben principierò:
Quanti anni sono
Che con Donna Fiorilla
Vi unisce il matrimonio?

GERONIO

Fra poco saran sei.
(Calma Geronio.)

SELIM

Amor che passa un lustro
Deve stancare assai.

GERONIO

Di fatti sono stanco,
Ma stanco molto.

SELIM

E il matrimonio è un gran peso fra voi.

GERONIO

Lo sa ciascuno che lo sente sul dosso.

SELIM

Io vengo amico ad offrirti un rimedio,
A cavarti d'impaccio, e non dovrai
Per il riposo tuo faticar molto.

GERONIO

Ma ... come! ... vi spiegate.

SELIM

Odi.

GERONIO

V'ascolto.

N. 8 Duetto

SELIM

D'un bell'uso di Turchia
Forse avrai novella intesa,
Della moglie che gli pesa
Il marito è venditor.

GERONIO

Sarà l'uso molto buono,
Ma in Italia è più bell'uso:
Il marito rompe il muso
Quasi sempre al comprator.

SELIM

Anche questo sarà buono,
Ma fra noi non deve entrare.

GERONIO

Anzi questo più di quello
Mi conviene d'abbracciare.

SELIM

Ma perché?

GERONIO

Le nostre usanze
Piace a me serbar ancor.

SELIM

(Non è poi cotanto sciocco
Come vogliono ch'ei sia.)

GERONIO, poi SELIM

(Su giudizio testa mia,
Qui ci vuol prudenza e cor.)

SELIM

Se Fiorilla di vender bramate;
Senza fare più lungo discorso,
Io la compro, e danaro vi sborso
Da comprarne, al bisogno, anche tre.

GERONIO

Signor Turco, l'ho detto, e il ripeto
Io non vendo mia moglie a persona,
E perciò sia cattiva o sia buona,
Io la moglie la tengo per me.

SELIM

(Maledetto!) Ma pensi ...

GERONIO

Ho pensato.

SELIM

Lei si scalda ...

GERONIO

Mi scaldo sicuro.

SELIM, poi GERONIO

(Un cervello più strano, e più duro
Io scommetto che al mondo non è.)

SELIM

Non volete?

GERONIO

No, cospetto.

SELIM

Ricusate?

GERONIO

Sì, ricuso.

SELIM

Voglio averla a tuo dispetto.

GERONIO

Non l'avrà.

SELIM

Conosco altr'uso.

GERONIO

E sarebbe? ...

SELIM

D'involarla!
Ed invece di pagarla
Il buffone che s'oppone,
per far presto d'ammazzar.

GERONIO

Ma dovrebbe paventare,
Ch'ella invece d'ammazzare
Succedesse che dovesse
Ammazzato qui restar.

SELIM

(minacciando, e ritirandosi a vicenda)
Alle prove venga avanti.

GERONIO

Presto via ... si provi un poco.

SELIM

Temerario! in pochi istanti

GERONIO, SELIM

Ci vedremi in altro loco;
E saranno coltellate,
E saranno schioppettate,
E saranno moschettate,
E vedrà che non mi lascio
Da minacce spaventar.
(Vanno via da parte opposta.)

Scena III
Poeta solo
(Recitativo)

POETA

Credeva che questa scena
Dovesse accelerar la conclusione;
Ma l'affare va in lungo,
E qui fa d'uopo
Che venga presto lo sviluppo,
E che venga naturale;
Poi finir con un poco di morale.
O mio cervello ti affatica e suda,
Inventa il dramma mio come si chiuda.
(Parte.)

Scena IV
Fiorilla con seguito
N. 9 Coro e Cavatina

CORO

Non v'è piacer perfetto
Se nol procura amor.
De' giochi, e del diletto
Amore è genitor.

FIORILLA

Se il zefiro si posa
A carezzar un fior,
Se va da giglio a rosa
Vaga farfalla ognor.
Farfalla, e zefiretto
Move il poter d'amor.

CORO

De' giochi, e del diletto,
Amore è genitor.

FIORILLA

Quando di primavera
Ride il primiero albor,
Quando natura intera
Riveste il primo onor;
È l'aura del diletto
Che sparge in terra amor.

CORO

De' giochi, e del diletto,
Amore è genitor.
Recitativo

FIORILLA

Che Turca impertinente! Osa a Fiorilla
L'amante disputar!
Saprò ben io
Vendicarmi di lei:
Voglio che sia presente al mio trionfo.
Ad ogni costo
Di quella sciocca
Abbasserò l'orgoglio.
Abbia il suo Turco poi che non lo voglio.
Io l'ho fatta invitar a questo albergo
A nome di Selim;
Venga, e vedremo
Di noi chi vincerà.

ZAIDA

(sulla porta, indecisa)
Scusate ... errai ...

FIORILLA

Entrate, entrate pure:
Io v'invitai.

ZAIDA

(entrando)
Voi!

FIORILLA

Sì:
Fra pochi istanti
Qui vedrete Selim.
Sul cor di lui non voglio
Che la vostra lontananza
M'apporti alcun vantaggio.
Ora dovremo
Disputarcelo in pace:
Sceglierà di noi due chi più gli piace.

ZAIDA

Inutile è la scelta
Dove parla il dovere, e parla onore.

FIORILLA

Tutto, si sa, cede all'amore.
Ecco appunto Selim.

Scena VI
Selim, e detti


SELIM

Trovarvi sola
Finalmente io credea, bella Fiorilla,
Ma non potete star sola un momento.

FIORILA

Sarete più contento
Quando tutti osservati
Avrete i convitati.

SELIM

(accorgendosi di Zaida)
Zaida!

ZAIDA

Infedel!

SELIM

Ma ... come! in questo albergo!
Che vuol dir ciò?

FIORILLA

Questa locanda ornai
Di sua bella presenza, per veder
Se a me, date, o a lei la preferenza.
Decidete.

ZAIDA

Parlate.

SELIM

In gran cimento mi mettete.

ZAIDA

Perfido! Intendo:
De' miei torti io stessa
Qui venni spettatrice.

SELIM

Ah! no ...

FIORILLA
Partite dunque con lei.

SELIM

Neppure.

ZAIDA

Ebben: venite.

SELIM

Ma lasciate ch'io possa
Un momento pensar ...

ZAIDA

Pensar? No.
Parta meco Selim, o a me rinunzi.

FIORILLA

E a me, se qui non resta.
(Fiorilla si allontana disdegnosa;
Selim rimane incerto e pensoso.)


SELIM

(Impiccio egual non v'è.)

ZAIDA

Crudel! Non più: comprendo
Qual per me serbi amor:
Io ti abbandono alla rivale in braccio:
Un giorno forse
Ti pentirai, ma tardi
D'aver l'affetto mio così schernito;
Allor che da costei sarai tradito.
(Parte.)

Scena VII
Fiorilla, Selim


SELIM

(Povera Zaida!
Io sento pietà di lei:
Tanto rigor non merta.)

FIORILLA

(Parla fra sé: la mia vittoria è incerta.)
Mi sembrate commosso: non parlate?
Via: corretele dietro,
E la bella dolente consolate.

SELIM

No ... vada pure ... Ma lasciate almeno
Ch'io la compianga:
Ella m'adora.

FIORILLA

E parmi
Che l'adoriate ancor.

SELIM

Il primo oggetto
Dell'amor mio
Fu Zaida ...

FIORILLA

E sia l'estremo.

SELIM

L'estremo!

FIORILLA

Addio:
Mai più ci rivedremo.

SELIM

Deh! ... Perdonate.

FIORILLA

Amante alcun non voglio
Che abbia diviso fra due donne il core.

SELIM

Che dite?
Per voi sola io sento amore.
Per carità placatevi,
Calmate il vostro sdegno.

FIORILLA

Andate, andate.
Di me siete indegno.

SELIM

Ingrata! mi scacciate ...
Ebben, io partirò.

FIORILLA

Farete bene.

SELIM

Addio ... (Mi lascia andar!)

FIORILLA

(Davvero ei parte!)

SELIM

(Politica ci vuol.)

FIORILLA

(Ci vuol dell'arte.)

N. 10 Duetto

SELIM

(in disparte come parlando fra sé)
Credete alle femmine
Che dicon d'amarvi!
Di un nulla si sdegnano
Minaccian lasciarvi.
Di donna l'amore
È un foco che more
Appena brillò.

FIORILLA

(facendo il medesimo gioco)
Credete a quest'uomini
Che avete d'intorno!
Per tutte sospirano;
Non amano un giorno.
Son l'aura d'estate
Che più non trovate,
Appena spirò.

SELIM

(avvicinandosi un poco)
È ingiustizia lamentarsi
Se si sprezza un cor fedele.

FIORILLA

(volgendosi un poco)
Bella cosa allontanarsi
Per non dir che si è infedele.

SELIM

Io nol sono.

FIORILLA

A voi non parlo.

SELIM

Come!

FIORILLA

No, no, no.

SELIM

Parea di sì.

FIORILLA

In Italia certamente
Non si fa l'amor così.

SELIM

In Turchia sicuramente
Non si fa l'amore così.

FIORILLA, poi SELIM

(a parte tutti e due)
(Ma se dura la questione
Prende foco e se ne va.
Si discorra colle buone
Ed allor si placherà.)

SELIM

Dunque sperar non posso!

FIORILLA

Dunque schernito io sono!

SELIM

(per baciarle la mano)
La vostra man ...

FIORILLA

(ritirandola a fatica)
Non posso.

SELIM

Idolo mio, perdono!

FIORILLA

Lo meritate?

SELIM

Io v'amo.

FIORILLA

E mi amerete?

SELIM

Ognor.

FIORILLA, SELIM

Tu m'ami, lo vedo.
Mi fido, ti credo;
Ma torna mia vita
A dirmelo ancor.
Se infida (infido) ti sono,
Se mai t'abbandono
Sia sempre la pace
Straniera al mio cor

Scena VIII
Don Geronio, indi il Poeta, poi Don Narciso in disparte
Recitativo

POETA

Sentite!

GERONIO

Cosa c'è?

POETA

Gran novità.

GERONIO

Spiegati.

POETA

È preparato, amico, un rapimento.

GERONIO

Che dici? E il vero io sento?
(Esce Don Narciso.)

NARCISO

(È partita Fiorilla,
E qui costoro ...
Che fanno? Udiamo un poco.)

POETA

Ad un festino
Fiorilla deve andar:
Ivi l'attende
Mascherato Selim,
Che di ridurla spera
A partir per la Turchia.

NARCISO

(Che ascolto?)

GERONIO

Ma infelice! ... oh moglie mia!

POETA

Udite: a Zaida
Io corsi tutto a narrar:
Vestita al par di lei
Ella al festino andrà;
Talché Fiorilla
Colla maschera in volto sembrerà.
Voi da Turco dovete entrar colà.

GERONIO

E allora?

POETA

Allor potrete
L'ingannata Fiorilla ...

GERONIO

Ho inteso. Andiamo.
Più tempo non perdiamo.

POETA

Eh! non temete.
L'ultimo a comparir Selim sarà:
Molti de' nostri amici
Onde tenerlo a bada
Troverà per la strada:
Andiamo intanto
A procacciarvi maschera, e vestito.

GERONIO

Ti seguo.

POETA

(Il dramma è già compito.)
(Don Narciso, partiti Don Geronio ed il Poeta,
esce lieto e frettoloso.)


N. 11 (Recitativo ed) Aria

NARCISO

Intesi: ah! tutto intesi.
In questo albergo
Mi guidò la fortuna.
Ingrata donna
Non fuggirai da me.
Tutto vogl'io tentar
Perché mi resti;
La fé mi serberai,
Che promettesti.
Tu seconda il mio disegno,
Dolce amor, da cui mi viene.
Deh! ricusa a tutti un bene,
Che accordasti solo a me.
Se il mio rival deludo!
Se inganno un incostante!
Per un offeso amante
Vendetta egual non v'è.
Ah! sì; la speme
Che sento in core,
Pietoso amore,
Mi vien da te.
Per un offeso amante, ecc.

Scena XI
Sala vagamente illuminate per festa da ballo.
Coro di Maschere, Ballerini, e Ballerine.
Fiorilla, indi Don Narciso, poi Zaida, e Selim;
per ultimo Don Geronio

N. 13 Coro

CORO

Amor la danza mova,
Presieda ai suoni amor.
Solo piacer ritrova
Quando è commosso il cor.
(Recitativo)

FIORILLA

E Selim non si vede!
Fra tanta gente ancora
Non lo posso trovar ...
Ove sarà!

NARCISO

(Quella è Fiorilla.)

FIORILLA

(vedendo Narciso, e credendolo Selim)
Oh appunto, eccolo qua.
(sottovoce)
Selim ....

NARCISO

(sottovoce)
Fiorilla ...

FIORILLA

E tanto aspettar vi faceste?

NARCISO

Perdonate ...

FIORILLA

Datemi il braccio, e meco passeggiate.
(Si perdono fra la folla, ed il Coro canta.)

(Prima represa del coro)

CORO

Amor la danza mova, ecc.
(Recitativo)
(Esce Zaida sequitata da Selim.)

SELIM

Cara Fiorilla mia, perché tacete?
Forse sdegnata siete
Perché venni un po' tardi?
Mille maschere intorno io mi trovai ...

ZAIDA

Disimpergnarvi almeno
Dovevate più presto.

SELIM

Eh! via, perdono.
Fiorilla ...

ZAIDA

(Traditore!
Son tutta in foco.)

SELIM

Prendete il braccio
E passeggiamo un poco.
(Si perdono anch'essi.)

(Seconda ripresa del coro)

CORO

Amor la danza mova, ecc.
(Recitativo)

GERONIO

Eccomi qui:
La prima volta è questa
Che in maschera mi trovo ad un festino.
Povero Don Geronio!
Maledetto l'amore, e il matrimonio.
(Esce di nuovo Fiorilla con Don Narciso.)
Ma che vedo!
Fiorilla è già arrivata,
E già seco è Selim.
(Esce da parte opposta Zaida, e Selim.)
Ma ... come?
Un altro Selim qui vedo,
E quella pur
Mi sembra Fiorilla ...
Che pasticcio è questo qua?
(guardando or gli uni, or gli altri)
Quale di lor la moglie mia sarà?
(Fiorilla e Narciso verranno alla parte dritta;
Selim, e Zaida alla sinistra;
Don Geronio un poco più in fondo, e nel mezzo.)


N. 14 Quintetto

GERONIO

Oh! guardate che accidente:
Non conosco più mia moglie!
Egual Turco, eguali spoglie,
Tutto egual ... che farò?

NARCISO

No, partir di qui non posso
Senza voi Fiorilla mia.

ZAIDA

Ma comprendere non posso
Qual sarà la sorte mia.

GERONIO

Non conosco più mia moglie!
Che risolvo ... che farò?

SELIM

Deh! seguitemi in Turchia,
Là mia sposa vi farò.

FIORILLA

Persuadermi il cor vorria,
Ma risolvermi non so.

GERONIO

Oh! guardate che accidente:
Non conosco più mia moglie! ecc.

FIORILLA

(Deh! raffrena, amor pietoso,
Tanti affetti del cor mio.)

ZAIDA, NARCISO

(Deh! seconda, amor pietoso,
L'innocente inganno mio.)

SELIM

(Deh! seconda, amor pietoso,
I bei voti del cor mio.)

GERONIO

Son davvero un bello sposo;
Non conosco più qual sia
Di lor due la sposa mia;
Parlar deggio sì, o no?

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Ah! se cara (caro) a te sono io,
Altro ben bramar non so.

NARCISO, SELIM

Dunque seguitemi.

GERONIO

Io resto attonito.

FIORILLA, ZAIDA

Ebben son teco.

GERONIO

Divento cieco.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Andiamo.

GERONIO

(fermandoli)
Partono!
Ferma ... Alto là.

SELIM

Cosa domanda?
Cosa desia?

ZAIDA

Ai fatti suoi
Attento stia.

NARCISO

Geronio è questo:
Venite, presto.

FIORILLA

Ah! ah! ho capito;
È mio marito.

GERONIO

Qui resterete,
Non pertirete;
Voglio mia moglie,
Che qui si sta.

FIORILLA, ZAIDA

Qui la sua moglie?

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Diventa pazzo!

GERONIO

Voglio mia moglie,

CORO

(accorre a frapporsi)
Quale schiamazzo!

GERONIO

Voglio mia moglie,
Che qui si sta.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM, CORO

In altro luogo la troverà.

GERONIO

Alto, alto!
Nessun se n'andrà.

FIORILLA, poi ZAIDA, NARCISO, SELIM

(sottovoce)
Questo vecchio maledetto
Potria dar di noi sospetto.
Zitti zitti andiamo fuori,
Pria che n'abbia a cimentar.

GERONIO

Ah! Turcaccio maledetto!
Fremo d'ira, e di dispetto.
Ma sentitemi di grazia,
Ma lasciatemi parlar.

CORO

Andate fuori:
Non ci state ad inquietar.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Zitti zitti andiamo fuori, ecc.

GERONIO

Ah! Turcaccio maledetto! ecc.
(Vogliono uscire: Don Geronio fuori di sé
si scaglia fra loro per opporsi:
le due coppie si ritirano entrambe da parte opposta:
il Coro si frappone, e durante questa confusione segue:)


FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Egli è pazzo ... lo sentite?
(Ci conviene di scappare.)
Ah! fermate ... impedite ...
(Idol mio non dubitare.)

GERONIO

Non sono pazzo! ma sentite ...
Mi volete assassinare ...
Vo' mia moglie, mi capite ...

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Non è quella, non è questa ...
Lei s'inganna è la sua testa
Che l'immagina fra lor.

GERONIO

Ma lasciatemi parlare ...
Sarà quella, sarà questa ...
Questa quella ... la mia testa
Non può scegliere fra lor.

CORO

Siete pazzo ... ma sentite ...
Non si viene a disturbare ...
Sarà vero quel che dite
Ma per or lasciate star.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Egli è pazzo ... lo sentite? ecc.

GERONIO

Non sono pazzo! ma sentite, ecc.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM, poi CORO

Non è quella, non è questa, ecc.
(Selim, e Zaida partono da un lato, Narciso, e Fiorilla dall'altro:
indi il Coro. Resta Geronio affannato, e disperato.)


Scena XIII
Camera della Locanda come prima.
Albazar, con facchini che vengono
per trasportare la roba di Selim
(Recitativo)

ALBAZAR

Benedetta la festa
E chi la diede!
Alfin ha vinto
Zaida, e in pochi istanti
Partirà con Selim.
(ai facchini)
Presto; i bauli
Si trasportino al mar senza indugiare.
Andiamo il locandiere ad avvisare.
(Parte.)

Scena XIV
Don Geronio, ed il Poete, indi Albazar che ritorna


POETA

Tutto è scoperto.
Era Narciso.

GERONIO

E come poté Narciso? ...

POETA

Di Fiorilla amante era anch'egli.

GERONIO

Che dici? Ed io buffone,
Io lo lasciava entrar liberamente?

POETA

Gran cecità!

GERONIO

Non m'accorsi di niente.
E adesso ove si trova
Quella civetta?

POETA

Dopo avere scoperto Narciso,
L'ha piantato, ed è tornata
Al festino i compagni a ricercare;
Or va in traccia del Turco.

GERONIO

E che ho da fare?

POETA

Io vel dirò:
L'ho già disposto in mente
Come fosse un drammatico accidente.
Un giorno mi diceste
Che stanco di soffrir gli oltraggi suoi,
Di allontanar da voi
Fiorilla proponeste,
E di fare un divorzio anche otteneste.

GERONIO

È vero, e la sentenza
Diedi al Paglietta.

POETA

Bene.
Or dovete ricorrere al Paglietta,
E fingere senz'altri complimenti
Di rimandar Fiorilla a' suoi parenti.

GERONIO

Ma se ostinata sprezza
Io mio finto divorzio,
E se col Turco ella partir risolve,
Ah! caro amico, è finita la festa.
(Esce Albazar con facchini, bauli, ecc.)

ALBAZAR

No signori: con voi Fiorilla resta.

GERONIO

Perché?

ALBAZAR

Selim
Con Zaida ha fatto pace:
Egli stesso mi manda
A prender la sua roba alla locanda.
(Parte.)

GERONIO

La sorte ci seconda.

POETA

Conservate fermezza ad ogni evento.
(Non si può dar migliore scioglimento.)
(Partono.)

Scena XVI
Fiorilla, Maschere, e il Poeta con un Usciere


FIORILLA

Oh! Poeta! A proposito venite:
Dov'è Selim?

POETA

(piano all'Usciere)
Andate a prendere la lettera e il fardello.

FIORILLA

Dite: dov'è Selim?

POETA

Egli è occupato.

FIORILLA

Come?

POETA

Con Zaida si è pacificato.
Anzi fra poco ei parte
Con essa per Turchia.
(Nota tutto, ed osserva, o musa mia.)

FIORILLA

Vinto dunque ha colei?
Perfido! Ed io
Nulla per lui curava
Lo stuol di mille amanti,
Del marito il dispetto?

POETA

(Un altro colpo, ed otteniam l'effetto.)

FIORILLA

Amici, un sol momento
Possiam se lo bramate riposarci
In mia casa ...

POETA

Alto! Aspettate.
(Esce di casa l'Usciere con un foglio
e due servitori che portano un fardello.)

Questa lettera a voi manda il marito.

FIORILLA

Qual capriccio! Leggiamo.

N. 15 Recitativo ed Aria
(Durante la lettura l'Usciere parte;
il Poeta si ritira senza essere veduto.
Restano i servitori colle robe.)


FIORILLA

I vostri cenci vi mando,
in casa mia più non vi voglio:
essa è chiusa per voi, dimenticate
d'esser stata mia moglie,
e il rossor vostro seppellite in Sorrento.

DON GERONIO
Qual colpo! Ohimè! che sento?
Poeta ... Egli è partito ...
Oh Dio! son chiuse
Della casa le porte ...
L'irato consorte
Per sempre mi scacciò ...
Dunque in Sorrento
Degg'io tornar?
O mia vergogna!
Ahi! quale asilo trovar!
Tutto ho perduto.
Pace, marito, onor ...
Intendo ... ah! questi
(i servitori che mostrano le robe)
I testimoni sono
Della miseria mia ...
Vani ornamenti
Che fate meco omai!
Itene tutti,
Itene sparsi a terra;
Io vi calpesto
Cagioni de' miei falli,
e vi detesto.
(Si spoglia degli ornamenti che avrà intorno.)
(Aria)
(Il Poeta si mostra di tanto in tanto,
le Maschere sorprese si guardano fra loro.)


FIORILLA

Squallida veste, e bruna
D'affano e pentimento
Fia l'unico ornamento
Che si vedrà con me.
Lutto non v'ha che basti,
A chi l'onor perdè.

CORO

Amici a noi conviene
Volger lontano il piè.

POETA

L'affare è andato bene,
Più da temer non c'è.

FIORILLA

Caro padre, madre amata,
Quale affanno sentirete,
Quando sola e disprezzata
Vostra figlia rivedrete
Far ritorno sconsolata
All'antica libertà?

CORO

Al marito chiedete soccorso,
Ma da noi non sperate pietà.

FIORILLA

Falsi amici, voi pur mi lasciate!
Ah! comincio a conoscervi appieno.
Voi restate, se il cielo è sereno,
Voi fuggite se nero si fa.

CORO

Chi rovina a sè stesso procura
Solo accusi la sua cecità.

FIORILLA

L'infelice, che opprime sventura,
Più sostegno, conforto non ha.

CORO

Che rovina a sé stesso procura, ecc.

POETA

Ci è morale ... oh che scena sicura!
Oh che incontro al teatro farà.

FIORILLA

Caro padre, madre amata, ecc.

CORO

Chi rovina a sé stesso procura, ecc.
(Fiorilla parte da un lato, seguita dai servitori,
che portano le robe; le Maschere dall'altro.)


Scena XVII
Poeta, poi Don Geronio
Recitativo

POETA

Che dramma! son contento:
Un migliore argomento
Trovar non si potea
Né in miglior modo
Avviluppar si cercherebbe un nodo.
(Entra Geronio.)
Amico! a meraviglia
Pianti, strida, rimorsi da Tragedia.

GERONIO

Io ti ringrazio,
Poeta mio.
Credi che sia pentita
E corretta davvero?

POETA

Se lo credo?
Anzi saggia per sempre io la prevedo.

GERONIO

Ed or, che far bisogna?

POETA

Sequitarla senza farsi vedere;
E se si lagna,
Se piange, se promette
Di mutar costume e viver bene,
Perdonarle, e riprenderla conviene.
(Partono.)

Scena XVIII
Spiaggia come nell'Atto Primo.
Si vede sull'ancore la Nave di Selim,
e Marinari Turchi che si dispongono alla partenza.
Fiorilla, indi Don Geronio col Poeta.

FIORILLA

Sì: mi è forza partir:
Non ho coraggio
Di presentarmi a lui:
Grave è il mio torto.
Questa vicina al porto
Spiaggia rimota, provveduta è sempre
Di battelli che vengono,
E che vanno da Napoli a Sorrento.
È qui ... La nave è quella di Selim.
Non fossi a questa spiaggia
Approdata mai, nave funesta!

POETA

(Miratela: sospira.)

GERONIO

(Ella è pentita,
È pentita davver.)

POETA

Non vel dicea?
Perché state indeciso?
Andate innanzi.

FIORILLA

(Geronio! come qui?
Par che s'avanzi.)

GERONIO

(Fiorilla poverina!)

FIORILLA

(Mi guarda e s'avvicina.)

POETA

(Vi ha scoperto, e vi mira.)

FIORILLA

(In mio favore
Chi sa? Forse gli parla il primo amore.)

N. 16 Finale secondo

FIORILLA

Son la vite sul campo appassita
Che del caro sostegno mancò.

GERONIO

Io son l'olmo a cui venne rapita
La sua vite, ed ignudo restò.

POETA

Il cultore son io di buion cuore
Che di nuovo congiunger li può.

FIORILLA

D'intorno mi gira,
Mi guarda e sospira,
Facciamoci avanti,
Placato mi par.

GERONIO

D'intorno mi gira,
Mi guarda e sospira,
Facciamoci avanti,
Pentita mi par.

POETA

D'intorno vi gira,
Vi guarda e sospira,
Via fatevi avanti,
Pentita mi par.

GERONIO

Cara vite ...

FIORILLA

Olmo diletto ...

POETA

Oh che bella allegoria!

GERONIO

Al mio tronco ...

FIORILLA

All'ombra mia ...
Tu potresti ritornar.

POETA

Il final non può sbagliar.

FIORILLA

Torna sì fra queste braccia,
Olmo caro, a verdeggiar.

GERONIO

Torna sì fra queste braccia,
Cara vite, a verdeggiar.

POETA

Bravi sì, buon pro' vi faccia!
Nulla al dramma può mancar.

Scena Ultima
Selim, Zaida, Coro di Zingari, Zingare, e Turchi,
indi Geronio, Fiorilla, e Poeta,
che ritornano; in ultimo Narciso


CORO

Rida a voi sereno il Cielo,
Sian per voi tranquilli i venti,
E vi portino contenti
Nella patria a respirar.

SELIM

Cara Italia io t'abbandono,
Ma per sempre in cor t'avrò.
Che per te felice io sono,
Ogni dì rammenterò.

ZAIDA

Vien Fiorilla. Già con lei
Don Geronio ha fatto pace.

POETA

(Ecco il Turco ... Non vorrei ...
Quest'incontro mi dispiace.)

FIORILLA

(piano a Geronio)
Non lo posso più vedere.

GERONIO

(piano a Fiorilla)
Un saluto per dovere ...
Poi va ben piantarli qua.

ZAIDA, SELIM

(appressandosi)
Perdonate i nostri errori.

FIORILLA, GERONIO

Perdonati già vi sono.

NARCISO

Permettetemi signori,
Che vi chieda anch'io perdono!
Ah l'esempio, che mi date
Ben correggermi saprà.

POETA

È l'intreccio terminato,
Lieto fine ha il dramma mio.
E contento qual son io
Forse il pubblico sarà.

TUTTI

Restate contenti:
Felici vivete,
E a tutti apprendete
Che lieve è l'error,
Se sorge da quello
Più bello l'amor.




F I N E


Atto primo
Atto secondo





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