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Oedipus Rex
Opera-oratorio in due atti
da Sofocle di
Igor Stravinskij e Jean Cocteau
Personaggi:
Edipo, Tenore
Giocasta, Mezzosoprano
Creonte, Basso-baritono
Tiresia, Basso
Il Pastore, Tenore
Il Messaggero, Basso-baritono
Coro (Tenori e bassi)
Prologo
Speaker
Atto I
Atto II
Atto I
Edipo, Il coro
CORO
Ci uccide la peste,
di peste Tebe muore.
Dalla peste salvaci
di cui Tebe muore.
C'è la peste, Edipo;
dalla peste libera la città,
salva la città che muore.
EDIPO
Figli, vi libererò dalla peste.
Io, l'illustre Edipo vi amo,
io, Edipo, vi salverò.
CORO
Salvaci ancora,
salva la città, Edipo;
Salvaci, famosissimo Edipo!
Che fare, Edipo,
per essere liberati?
EDIPO
Fu inviato il fratello di mia moglie
a consultare l'oracolo,
al Dio Creonte fu inviato;
consulta l'oracolo,
chiede che fare.
Che Creonte non indugi.
(compare Creonte)
CORO
Salve Creonte! Ti ascoltiamo
Salve Creonte! Presto, presto,
pronti a udirti ti salutiamo.
Speaker
Creonte, cognato di Edipo, ritorna dopo aver
consultato l'oracolo. L'oracolo esige che sia
vendicata l'uccisione di Laio. L'assassino si
nasconde in Tebe. Ad ogni costo bisogna scoprirlo.
Edipo si vanta della sua abilità nello sciogliere
enigmi. Egli scoprirà e scaccerà l'assassino.
Creonte
Rispose il dio:
Vendicare Laio,
vendicare il delitto;
trovare l'assassino.
In Tebe si cela l'assassino,
Si nasconde l'assassino del re,
lo si deve trovare,
purificare Tebe,
dall'infame macchia lavare Tebe,
vendicare l'assassinio del re,
del re Laio ucciso.
In Tebe si cela l'assassino.
E' necessario trovare costui,
che il dio ordina di scacciare.
Ordina il dio di scacciare l'assassino.
Di peste Tebe muore.
Così disse Apollo, il dio.
EDIPO
Se non scoprirai l'antico delitto,
metterò Tebe sottosopra.
In Tebe vive lo scellerato.
CORO
(Così) parlò il dio, a te parlò.
EDIPO
A te parlò.
A me deve consegnarsi.
Dovete denunciarlo.
Metterò Tebe sottosopra.
Lo si deve cacciare da Tebe.
Non scoprirai l'antico delitto.
CORO
In Tebe vive lo scellerato.
EDIPO
Parlò il dio...
Sciolsi l'enigma della Sfinge,
ancora una volta
indovinerò,
io, l'illustre Edipo,
salverò nuovamente Tebe.
Io, Edipo, indovinerò l'enigma.
CORO
Scioglilo, Edipo, scioglilo!
EDIPO
Prometto che indovinerò (la verità).
Io, l'illustre Edipo,
indovinerò l'enigma.
Speaker
Edipo interroga la fonte della verità: Tiresia,
il vate.
Tiresia schiva la risposta. Egli sa ormai che
gli dei senza cuore si prendono gioco di Edipo.
Questo silenzio sdegna Edipo. Accusa Creonte
di volere il trono e Tiresia d'essere il complice.
Indignato per questa accusa ingiusta, Tiresia si
risolve. La fonte parla - ecco l'oracolo:
l'assassino del re è un re!
CORO
Dio di Delo, siamo in attesa.
Minerva, figlia di Giove.
Diana, che siedi sul trono,
e tu, Febo,
illustre arciere,
veniteci in aiuto.
Come rapido alato si avventa il morbo
e morte segue incalzando morte,
e corpi si accatastano sui corpi insepolti.
Scaccia, respingi nel mare
questo spaventoso flagello,
che ci tormenta senza armi,
con folle ululato.
E tu, Bacco, affrettati con la fiaccola
bruciando questo dio
ignobile tra gli dei.
(compare Tiresia)
Salve Tiresia,
uomo illustre, vate!
Dicci ciò che il dio consiglia,
parla presto, tu, che conosci il sacro!
Tiresia
Non posso, parlare
non è lecito parlare
empio è parlare:
Edipo, non posso.
Non costringermi ti parlare,
bada ch'io non parli.
Illustre Edipo,
è doveroso tacere.
EDIPO
Il silenzio ti accusa:
tu sei l'assassino.
Tiresia
Infelice, parlo,
poiché mi accusi, parlo.
Dirò ciò che il dio disse;
non un detto nasconderò:
tra voi è l'assassino,
vicino a voi è l'assassino,
insieme con voi.
Un re è l'assassino del re,
Il re uccise Laio,
il re uccise il re,
il dio accusa il re;
l'assassino è il re!
Bisogna cacciare da Tebe il re.
Un re colpevole insozza la città,
l'assassino del re è un re.
EDIPO
L'invidia odia la buona sorte.
Mi faceste re.
Vi salvai dagli enigmi
e mi faceste re.
Chi doveva sciogliere l'enigma?
Tu, uomo illustre, vate;
io lo sciolsi
e mi faceste re.
L'invidia odia la buona sorte.
Ora qualcuno vuole il mio posto,
Creonte vuole il posto di re.
Prezzolato sei, Tiresia!
Questo delitto sono io che lo svelo!
Creonte vuole diventare re.
Chi vi liberò dagli enigmi?
Amici Io, l'illustre Edipo, io.
L'invidia odia la buona sorte.
Vogliono mandare in rovina il re,
mandare in rovina il vostro re,
l'illustre Edipo, il vostro re.
(Compare Giocasta)
CORO
Gloria!
Lodi alla regina Giocasta
in Tebe afflitta dalla peste.
Lodi alla nostra regina,
lodi alla moglie di Edipo.
Gloria!
Atto II
Atto I
Atto II
Edipo, Giocasta, il coro
(Ripresa dell'ultimo coro)
(Gloria)
Speaker
La disputa dei principi richiama Giocasta. Voi la
udrete calmarli, rinfacciar loro di altercare nella
città malata. Giocasta non crede agli oracoli.
Dimostra che gli oracoli mentono. Per
esempio: il vaticinio afferma che Laio sarebbe
morto per mano di uno dei suoi figli; ma Laio
è stato assassinato da briganti all'incrocio delle
tre strade di Daulia e di Delfo.
Trivio! Incrocio di strade! Triviurn. Tenele a
mente questa parola. Edipo trenta. Ricorda che
al suo arrivo da Corinto, prima di incontrarsi
con la Sfinge ha ucciso un vecchio all'incrocio
delle tre strade. Se quel vecchio era Laio che
fare? Egli non può tornare a Corinto perché
l'oracolo ha minacciato che egli ucciderà il
padre e sposerà la madre. Edipo ha paura.
Giocasta
Non arrossite di vergogna, o signori,
a gridare e urlare nella città malata
per personali contese?
Non vi vergognate a gridare nella città malata
le vostre private liti?
Gridare davanti a tutti,
davanti a tutti discutere scompostamente
private liti, gridare nella città malata,
o signori, non arrossite di vergogna?
Non si presti fede agli oracoli
che sempre mentono.
Oracoli - mentirono gli oracoli.
Chi doveva uccidere il re?
Mio figlio.
Ebbene, il re fu ucciso.
Laio morì ad un trivio.
Non si presti fede agli oracoli
che sempre mentono.
Laio morì ad un trivio.
Guardati dagli oracoli.
CORO
Trivio, Trivio...
EDIPO
D'improvviso ho paura, Giocasta,
una grande paura. Ascolta, Giocasta:
hai parlato di un trivio?
Io uccisi un vecchio,
venendo da Corinto,
lo uccisi a un incrocio di tre strade,
là, Giocasta, uccisi un vecchio.
Giocasta
Mentono gli oracoli,
gli oracoli mentono sempre,
Edipo, guardati dagli oracoli,
che sono sempre falsi.
Torniamo presto a casa,
non li si deve consultare.
EDIPO
(insieme a Giocasta)
Ho paura, una grande paura,
d'improvviso ho paura, Giocasta;
un grande terrore, Giocasta,
è in me.
D'improvviso ho paura, Giocasta, consorte.
Poiché ad un trivio uccisi un vecchio.
Voglio indagare, Giocasta,
bisogna domandare,
voglio vedere il pastore.
Vive ancora un testimone del delitto.
Bisogna interrogarlo, Giocasta,
voglio indagare. Saprò!
Speaker
Esce dall'ombra colui che fu presente all'uccisione.
Un messaggero annuncia a Edipo la morte di Polibo
e svela che egli n'era solo il figlio adottivo.
Giocasta comprende. Ella tenta di trattenere
Edipo dall'abisso. Fugge. Edipo crede si vergogni
di essere moglie di un uomo di bassa stirpe.
Edipo, così orgoglioso di tutto indovinare!
E' preso al laccio. E' il solo a non capirlo.
La verità gli si abbatte sul capo. Egli cade.
Cade dall'alto.
(entrano il pastore e il messaggero)
CORO
Sono qui il pastore che tutto sa
e un messaggero che porta un'orrenda notizia.
Messaggero
Polibo è morto.
E' morto il vecchio Polibo,
che non era padre di Edipo;
da me Polibo l'aveva preso,
io l'avevo portato al re.
CORO
Non era il vero padre di Edipo.
Messaggero
Padre adottivo, per opera tua!
CORO
(insieme al Messaggero)
Padre adottivo, per opera tua!
Messaggero
Avevo trovato su un monte
Edipo bambino,
abbandonato su un monte
il piccolo Edipo,
coi piedi forati,
coi piedi feriti.
Avevo trovato su un monte
e portato a un pastore
Edipo bambino.
CORO
Sto per apprendere un prodigio,
conoscerò un miracolo.
Da un grande dio nacque Edipo,
da un dio e da una ninfa dei monti
su cui fu trovato.
Pastore
Tacere si doveva, mai parlare.
In verità trovò il piccolo Edipo
dal padre e dalla madre
abbandonato su un monte,
con i piedi forati da una corda.
Oh, non avessi tu parlato:
sempre si doveva nascondere
che su un monte era stato trovato,
abbandonato, il piccolo,
il bambino Edipo,
abbandonato sul monte.
Tacere si doveva, mai parlare.
(Giocasta scompare)
EDIPO
Non apprenderete dunque il prodigio? Saprete
chi è Edipo, conoscerò l'origine di Edipo.
Si vergogna Giocasta, fugge,
si vergogna perché Edipo è un esule
si vergogna dell'origine di Edipo.
Conoscerò l'origine di Edipo,
saprò la mia stirpe.
Non apprenderete dunque il prodigio?
Conoscerò l'origine di Edipo,
la stirpe di me senza patria.
Io esule esulto.
Pastore, messaggero
Su un monte fu ritrovato
il bimbo abbandonato dalla madre;
sui monti ritrovammo
il bambino abbandonato dalla madre.
Figlio di Laio e Giocasta!
CORO
Figlio di Laio e Giocasta!
Pastore, messaggero
Assassino del padre Laio!
Sposo della madre Giocasta!
Oh, non avessi parlato,
tacere si doveva, mai dire ciò:
che fu abbandonato da Giocasta,
fu ritrovato su un monte.
(Il pastore e il messaggero si allontanano)
EDIPO
Sacrilegio fu la mia nascita,
sacrilegio le nozze,
sacrilegio l'uccisione.
Luce è stata fatta.
(esce)
(compare il Messaggero)
Speaker
Ed ora udrete il monologo illustre
«La testa divina di Giocasta è morta » monologo
dove il messaggero racconta la fine di Giocasta.
Riesce appena a parlare. Il coro subentra e lo
aiuta a dire che la regina si è impiccata e che
Edipo si è trafitto gli occhi con la sua fibula d'oro.
Infine, l'epilogo.
Il re è preso al laccio. Vuol mostrarsi a tutti, mostrare
l'immonda bestia, l'incestuoso, il parricida, il pazzo.
Lo scacciano. Lo scacciano con infinita dolcezza.
Addio, addio, povero Edipo!
Addio Edipo: eri a noi caro.
Messaggero
La divina Giocasta è morta.
CORO
La donna nell'atrio
si è strappata le chiome.
Con catenacci fece chiudere le porte, e gridava
Edipo si precipita dentro,
e bussa, con forza,
Edipo bussa e urla.
Messaggero
La divina Giocasta è morta.
CORO
E quando ha infranto i catenacci
tutti videro
la donna impiccata.
Ed Edipo precipitandosi
la scioglieva dal laccio,
la poneva a terra.
E strappata un'aurea fibbia
si cavava gli occhi;
Atro sangue scorreva.
Messaggero
La divina Giocasta è morta.
CORO
Atro sangue scorreva,
Atro sangue sgorgava;
ed Edipo grida forte
e si maledice.
Si mostra a tutti.
Guardate, si aprono le porte,
guardate il triste spettacolo,
di tutti il più orrendo.
Messaggero
La divina Giocasta è morta.
CORO
Ecco! Il re Edipo
mostra l'osceno mostro,
la turpissima bestia.
Ecco il re Edipo!
Ecco il re acciecato!
Il re parricida, l'infelice Edipo,
l'infelice Edipo, interprete di enigmi.
Eccolo, è qui il re Edipo!
Addio, Edipo, ti avevo caro,
ho pietà di te.
Infelice Edipo, piango per i tuoi occhi.
Addio, Edipo
nostro infelice Edipo,
ti volevo bene, Edipo.
Addio, Edipo, addio.
FINE
Atto I
Atto II
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