Claude Debussy
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Figlio di modesti commercianti, il caso gli fece incontrare, all'età di 8 anni, un'ex allieva di Chopin che lo avviò seriamente allo studio del pianoforte. Entrò al Conservatorio di Parigi nel '72. Con la parentesi delle esperienze come "pianista privato" al seguito di Nadiezda von Meek, frequentò il Conservatorio per 12 anni nelle classi di Marmontel, Franck, Durand, Guiraud, ottenendo quindi nell'84 il "Prix de Rome". Dopo aver soggiornato 3 anni a Roma rientrò a Parigi, cominciando a frequentare ambienti di intellettuali e circoli artistici. - MIDI FILE - Le Petit Negre (1'28'')
Dopo il matrimonio con Rosalie Texier (1899) e la drammatica separazione coincisa con un nuovo rapporto (Emma Bardac, 1904), la sua produzione proseguì intensa fino all'ultimo, nonostante difficoltà di vario genere e i primi sintomi di una malattia incurabile. Compose opere, balletti, lavori per orchestra, pagine corali, pianistiche, vocali da camera.
Prélude (3'41'') - MIDI FILE - Arabesque n.1 for piano (3'41'') - MIDI FILE - "Clair de lune" for piano (4'59'') - MIDI FILE - from Preludes: "La fille aux cheveux de lin" for piano (2'00'')
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Chansons de Bilitis per 2 flauti, 2 arpe, celesta, voce recitante (Versione Midi: 1° Parte | 2° Parte ) Oscillante tra musica di scena e musica da camera, la partitura
delle "Chansons de Bilitis" fa parte di una categoria musicale piuttosto
singolare e raramente rappresentata. La stessa sorte toccò alle Chansons, innanzitutto a causa dell'organico originalissimo che ne sottolinea la grazia sensuale ed arcaica, e poi per l'ambiguità del genere che porta la poesia ad essere raffigurata nella musica, ma senza sfociare in canto. Dopo le "Trois Chansons de Bilitis" per voce e pianoforte, capolavoro del 1898, Debussy nel 1900 si accostò nuovamente alle false poesie greche dell'amico Pierre Louys - spacciate per ritrovamento archeologico - scegliendone 12: "Chant pastoral" ("Canto pastorale"), "Les comparaisons" ("Paragoni"), "Les contes" ("Favole"), "Chanson" ("Canzone"), "La partie d'osselets" ("Astragali"), "Bilitis", "Le tombeau sans nom" ("La tomba senza nome"), "Les courtisanes égyptiennes" ("Le cortigiane egizie"), "L'eau pure de bassin" ("L'acqua pura di vasca"), "La danseuse aux crotales" ("La danzatrice coi crotali"), "Le souvenir de Mnasidika" ("Ricordo di Mnasidika"), "La pluie au matin" ("Pioggia del mattino"). Furono affidate ad una voce recitante contrappuntata da pagine musicali di straordinaria eleganza, essenziali nella scrittura ma pregnanti di un'espressività intima, sottilmente insinuante, venata di erotismo in obbedienza al testo che fa parlare in prima persona Bilitis fanciulla e poi donna, delusa dall'amore degli uomini, votata al circolo di Saffo a Mitilene, quindi esule, prostituta e ragazza sacra. Questo delicato, raffinatissimo e compiuto ciclo di musiche che
soffre di una impopolarità davvero inspiegabile, fu dato in prima esecuzione nel febbraio
del 1901 senza produrre particolare impressione. (durata 25 minuti) Quartetto in sol minore op. 10 per archi Ultimo lavoro da camera scritto da Debussy nell'800, il
Quartetto per archi costituisce un altro passo fondamentale nella definizione della
poetica debussiana, ispirata alla corrente simbolista. Questa partitura impegnò molto l'autore, ma, proprio per la sua
novità nei contenuti, nonostante la classica suddivisione in 4 movimenti e l'applicazione
ciclica dell'idea tematica, non trovò consensi significativi. Il Quartetto op. 10, presentato per la prima volta nel dicembre del 1893 dal Quartetto Ysaye alla "Société Nationale de Musique" prevede, come detto, 4 tempi: "Animé et très décidé" ("Animato e molto deciso"), "Assez vif et bien rythmé" ("Abbastanza vivo e ben ritmato"), "Andantino doucement expressif" ("Andantino dolcemente espressivo"), infine "Très modéré" ("Molto moderato"), che muta in "Très mouvementé et avec passion" ("Molto movimentato e con passione"). (durata 24 minuti) Trio in sol maggiore per violino, violoncello, pianoforte
Il Trio in sol maggiore, ritrovato in tempi relativamente recenti,
risale al 1880 e si situa in un periodo che per Debussy fu di formazione e di
apprendistato. Nei 3 mesi trascorsi al servizio della von Meck egli portò a
termine il suo Trio, un'opera interessante, che rimase unica nel suo catalogo di musica da
camera, ma ancora acerba, pur nella freschezza delle idee. (durata 22 minuti) Petite Suite per pianoforte a 4 mani Lavoro celebre della letteratura per pianoforte a 4
mani, questa breve serie di pezzi, dai titoli di sapore barocco, risale al 1889. La melodiosità è il tratto dominante di questo pezzo del
ventisettenne Debussy, dove si sentono gli echi delle delicate Arabesques scritte un anno
prima per pianoforte solo. (durata 12 minuti) Marche écossaise sur un thème populaire per pianoforte a 4 mani Questa breve Marcia scozzese - "Marche des
anciens Comtes de Ross", specificò l'autore, riferendosi con ogni probabilità alla
commissione di qualche discendente dell'antica famiglia nobile - è un pezzo che risale al
1891. La forma, armonicamente proiettata verso la libertà di invenzioni e
accostamenti, è ternaria, con un disteso, gentile episodio centrale e una luminosa
conclusione. (durata 5 minuti)
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